557 Quando mai

Quando mai (scarica l’audio)

Trascrizione

Giuseppina: ecco un altro episodio dedicato a “mai“.

Ieri abbiamo visto quanto mai, in un episodio quanto mai interessante; oggi vediamo “quando mai“, locuzione molto diversa, sebbene cambi solamente una lettera.

Infatti quando mai è molto colloquiale, molto più colloquiale rispetto a quanto mai, e si utilizza per fare una negazione con una certa sicurezza oppure per esprimere incredulità, o per mostrare sorpresa.

Vediamo qualche cosa esempio:

Hai visto che gol che ha fatto Ronaldo? Quando mai s’è vista una cosa simile?

La sorpresa, l’incredulità nel vedere un gol incredibile si esprime con questa locuzione in cui si usa “quando” e “mai” perché si parla di tempo in qualche modo.

Si sta parlando del passato, in cui non si è mai visto un gol simile.

Se ci pensate di tratta di una domanda retorica, non di una vera domanda di cui si aspetta una risposta.

Se togliamo “quando” il senso non cambia, ma la frase somiglia di più ad una affermazione.

Mai s’è vista una cosa simile

Cioè:

Un gol del genere non si è mai visto

Come dicevo, si usa anche per affermare qualcosa con decisione, per negare qualcosa con decisione, per l’esattezza.

È vero che una volta hai picchiato tuo figlio?

Risposta: cosa? Ma quando mai!!

Come a dire: assolutamente no, non è mai accaduto, non è mai successo, non farei mai una cosa del genere.

Ciao Giovanni, come stai? Ti vedo bello in salute!

Vuoi dire che mi trovi ingrassato? Ma quando mai, sono perennemente a dieta!

Ma quando mai avrei detto che sei ingrassato. Ho solo detto che ti trovo in piena salute!

Molto semplice da usare, molto comune nel linguaggio quotidiano, mentre non si usa nel linguaggio formale e in conversazioni di lavoro. In questi casi si preferisce esprimere questa decisione in altri modi:

Decisamente mai

Assolutamente mai

Non è mai accaduto

Una curiosità è che usiamo questa locuzione, noi Italiani spesso facciamo il tipico gesto con le dita della mano unite rivolte verso l’alto, un gesto molto popolare e poco elegante che viene associato a molte altre espressioni in realtà, tipo:

Cosa vuoi?

Perché mi stai guardando?

Ma che stai dicendo?

Adesso però ripassiamo perché quando mai si è visto un episodio della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente senza un ripasso?

Anthony: Buongiorno cara, hai ben dormito? Ti vedo ancora nel dormiveglia!

Sofie: Dai Anto non fare il finto tonto. Sai benissimo che sono stata di turno stanotte.

Anthony: Eccome se lo so! Per questo vorrei prepararti un buon caffè. Gradisci un Nespresso o un IIly? Ero un po’ combattuto su quali marche comprare. Ma poi un mio amico mi ha detto che queste due si distinguono da tutte le altre per il loro gusto intenso.
Capacitatomi della verità del suo consiglio, di queste due marche ne ho fatto incetta.

Sofie: Ah si? E se vengono annoverate tra le marche migliori in commercio, perché il tuo amico non ti ha fatto sapere che avresti dovuto scegliere la qualità arabica invece di quella robusta? Solo la arabica è contraddistinta dalla sua delicatezza, la sua dolcezza e la sua piacevole acidità.

Anthony: Ma cosa mi fai? una pappardella di prima mattina sul caffè? . . . Scusami, hai ragione amore, non volevo apostrofarti. Comunque te la senti di mangiare qualcosa?Abbiamo cornetti vuoti o cornetti al cioccolato.

Sofie: Ma che ti prende?Mi fa stranoche tu sia così attento.

Anthony: Stai tranquilla cara, niente di trascendentale. Comunque che stasera si giocano i quarti di finale degli europei lo sapevi già?

Sofie: Come sarebbe a dire “Lo sapevi già”?? L’unica cosa che io so è che stasera hai invitato i tuoi a cena.

Anthony: Dai Cara, smorziamo i toni. Mi sono prefisso di aiutarti in cucina.

Sofie: Ci mancherebbe! Non è mica stata un’idea mia di invitare i tuoi dopo una notte di turno!!

Anthony: Non ti preoccupare. Non faremo bisboccia stasera. Tra l’altro a mio padre piace tantissimo il calcio. Possiamo goderci la partita tuttti insieme!

Sofie: Lascia stare Anto. Passi che ti dimentichi del mio lavoro, passi pure che inviti i tuoi a mia insaputa però se pensi di goderti la partita insieme a tuo padre mentre io mi sto sorbendo le lamentele di tua madre stai fresco.

Anthony: Dai, sii un po’ più accondiscendente. Se vuoi ti accompagno domani a fare lo shopping.

Sofie: No adesso basta Anto. Ne ho fin sopra i capelli. Ti pongo l’aut aut: o io o la partita.