666 Di qui a dire ce ne vuole

Di qui a dire ce ne vuole (scarica audio)

Trascrizione

Anthony: episodio 666 della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente.

Si, lo so, il numero può far pensare alla morte, al diavolo, ma di qui a dire che non valga la pena di leggerlo e ascoltarlo ce ne vuole.

Cosa ho detto?

Ho detto: di qui a dire che non valga la pena di leggerlo e ascoltalo ce ne vuole!

Spieghiamo questa frase.

Ricorderete sicuramente l’episodio dedicato all’espressione “ce ne vuole” di qualche tempo fa. Ce ne vuole in questi casi si può anche sostituire con “ce ne passa“. Per l’uso della particella ce invece abbiamo unaltro episodio interessante.

“Ce ne vuole” come si è detto, può avere, come in questo caso, un significato simile a “non basta“, “non è sufficiente“, “ci vuole altro“, “è necessario qualcosa in più“.

La prima parte dell’espressione è invece “di qui a dire“, che volendo può diventare “da qui a dire” o anche “da questo a dire“.

Si usa questa espressione quando riteniamo che una cosa non è sufficiente, che non basta a trarre una conclusione.

Se io vi dico che da qui a Milano ci sono 1000 km, indico una distanza tra qui, cioè dove mi trovo ora, e la città di Milano. Potrei dire anche:

Da qui a Milano ce ne passa di distanza!

Cioè: c’è molta distanza da qui a Milano.

Faccio esattamente la stessa cosa quando parlo di trarre una conclusione, di arrivare ad una conclusione.

Stiamo parlando di causa e effetto o semplicemente di derivare una cosa da un’altra per logica. Con “ce ne vuole” o “ce ne passa” indico una distanza.

Es:

Il fatto che io abbia una foto insieme a una persona significa che siamo amici?

Risposta: no, non necessariamente, non è sufficiente per dire questo, ci vuole altro, giusto?

Es:

Ho una foto che mi ritrae insieme a un calciatore famoso, ma di qui a dire che siamo grandi amici ce ne passa!

Ci vuole altro per arrivare a questa conclusuone, non è sufficiente fare una foto insieme per essere grandi amici.

Forse se ci fosse “ancora” la frase sarebbe più chiara.

Ancora ce ne vuole

ancora ce ne passa

Un altro esempio:

È vero, ho offerto un caffè a una ragazza pur essendo fidanzato, ma di qui a dire che l’ho tradita (ancora) ce ne vuole!

Solitamente però “ancora” non è presente nella frase.

La seconda parte parte dell’espressione non è obbligatoria:

Di qui a dire che l’ho tradita mi sembra esagerato.

Di qui a dire che l’ho tradita mi pare troppo.

Inoltre il verbo dire può anche diventare pensare o ipotizzare, immaginare, credere, sospettare, dare per scontato, dare per certo

Di qui a pensare che l’ho tradita ce ne vuole.

Di qui a dare per certo che io sia un traditore ce ne passa

Di qui a sospettare che abbia tradito mia moglie ce ne vuole di immaginazione.

Quanto alla preposizione “di“, non deve stupire che si preferisca alla preposizione “da“, perché lo abbiamo già notato in altre occasioni, come nell’espressione “di lì a poco“, (oppure “di qui a poco”) e anche nell’espressione “giù di lì“. Questo si fa perché qui e lì non indicano dei luoghi in questi casi.

Ciò non toglie che (sebbene sia meno usato) si possa anche utilizzare la preposizione “da“:

da qui a dire che…

E comunque anche con i luoghi spesso si può usare “di” o “da” indifferentemente:

Di/da qui non si passa (luogo)

Di/da qui in avanti devi comportarti bene (tempo)

Di qui passò Papa Francesco (luogo)

Va bene allora adesso ripassiamo qualche espressione precedentemente spiegata.

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

Sergio (Argentina): durante la visita in Italia di Bolsonaro, in occasione del G20, il presidente brasiliano ha detto: “Sono stato commosso di ammirare la Torre de pizza”
Con questo ha fornito un assist a coloro che lo criticano sempre.

Ulrike (Germania):
In che senso? Finalmente qualcosa che lo rende più simpatico, ossia più umano. Ma certo, è pur sempre Bolsonaro. Speriamo che il popolo brasiliano gli darà il benservito, non appena sarà giunto il momento della resa dei conti.

Iberê (Brasile): da lui me l’aspettavo proprio! qualche tempo fa uno dei suoi ministri ha scambiato il nome dello scritore Kafka per Kofta, quel cibo di origine mediorientale! Non è il caso di aggiungere altro. Non voglio infierire.

Marcelo (Argentina):
Forse il ministro non voleva essere da meno. Vuoi che i prescelti non agiscano sulla falsariga del loro presidente uscendosene con qualcosa di diverso? A maggior ragione servirebbe una svolta al Governo.

Peggy (Taiwan): non voglio polemizzare, Ma io mi domando e dico: com’è possibile che i sostenitori di Bolsonaro siano ancora dal 30% degli elletori brasiliani?