Le espressioni italiane con i numeri

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indice delle espressioni ripassate 

l’associazione italiano semplicemente 

Perché non facciamo un episodio sui numeri? E magari nello stesso tempo ripassiamo le espressioni già imparate? 

Così, in quattro e quattr’otto?
Perché no! In fin dei conti può essere divertente, ma è una bella sfida. L’ennesima sfida che vi propongo, pertanto, riguarda i numeri. Pronti alla sfida?

M1: certo, non riesco a tenere a bada la mia voglia di partecipare. Comunque si tratta di un episodio sulla falsariga di quelli precedenti? 

Certo, ovviamente sulla falsariga dei ripassi precedenti, bisogna uniformare il più possibile gli episodi, per questo motivo prendo il coraggio a due mani e inizio!

Parliamo delle espressioni e dei termini in cui sono presenti i numeri. Non vedete l’ora di ascoltalo?
Contate le espressioni che userò e alla fine di questo episodio, numeri alla mano, potrete dire quanto siete soddisfatti.
Vi fa paura un episodio con tante espressioni? Ma sapete che la paura spesso è produttiva? 
La paura fa novanta, si dice in questi casi. Ma non è questo certo il caso, trattandosi di un episodio divertente. 
Lo so che ogni due per tre mi viene in mente una nuova idea, ma è sempre meglio essere creativi e fantasiosi piuttosto che sparare a zero sugli episodi in cui non si spiega la grammatica.
Credo a questo punto di dover spiegare bene. Ripartiamo da zero
Con questi episodi ci si diverte e si impara.
Quindi si prendono due piccioni con una fava.

M2: e poi si impara a destreggiarsi sempre meglio con questo metodo. 

M3: un metodo che ha un certo non so che! 

Poi, siccome non c’è due senza tre, c’è anche il vantaggio che si può ascoltare mentre si guida o si fa sport.

Non voglio certamente sbandierare ai 4 venti il metodo di italiano semplicemente e delle sette regole d’oro (una su tutte la prima, l’importanza della ripetizione: repetita iuvant).
D’altronde non succede un 48 se si studia la grammatica se questo si fa con piacere.
L’importante è che questo si possa fare (cioè che si abbia il tempo a disposizione) e che faccia anche piacere.
Poi, volendo, si può diventare anche membri dell’associazione, che costa 4 soldi in fondo.

M5: e si ottiene l’accesso a tutti  i contenuti del sito, con tutti gli annessi e connessi

Infatti. E Se si parla tutti i giorni si impara veramente e senza sforzo.
Quindi una volta fatto 30, facciamo 31!
Io posso assicurarvi che diventando membri dell’associazione italiano semplicemente non si sudano 4 camicie per imparare la lingua italiana. Vero? 

M6: eccome se è vero! 

M7: e poi è vero se mi diverto imparo di più, altro che storie

Puoi iscriverti anche se sei un lavoratore, basta avere 30 minuti al giorno da dedicare all’ascolto. Non sarai solo, ci sono tutti gli altri membri ad aiutarti.
Sei un tipo solitario e credi che chi fa da sé fa per tre?
Puoi divertirti anche da solo se vuoi, nessun problema.

Certo, se ti divertirai talmente tanto da sentirti al settimo cielo sarebbe un peccato!
Io ti consiglio di essere almeno in due. Perché?
Così, su due piedi, mi viene in mente che in due, ogni tanto, potete farvi due spaghetti insieme e esercitare la lingua. Quando dico due spaghetti intendo dire mangiare degli spaghetti, non due di numero.
Niente male no?

M8: questo è senz’altro vero, ma devono essere cucinati come si deve, all’italiana! 

Insomma il divertimento e l’apprendimento devono essere due facce di una stessa moneta.
Invece con la grammatica rischiate di vedere solo una faccia!
Non so spiegare in due parole perché a me ha preso questa passione dell’insegnamento.
Non lo so neanch’io.

M9: però lo fai in modo indefesso e produci episodi tutti i giorni, sempre di buona lena. 

Fino a qualche anno fa pensavo di valere come il due di coppe quando regna bastoni come professore di lingua italiana.
Ma poi un giorno, facendo due passi in montagna, nel luglio 2015, ho provato a registrare il primo podcast e mi è piaciuto!
Ho spesso preso due di picche all’inizio, quando su Facebook cercavo di spiegare i segreti dell’apprendimento. Nessuno mi credeva. Due palle! Mi dicevo! Che fatica che faccio!

M10: adesso però, a ragion veduta, sarai soddisfatto! 

Certo, poi infatti qualcuno ha iniziato ad apprezzare ed io ho iniziato a credere in me.
Mi sono fatto in quattro però all’inizio e adesso è tutto più semplice. Ho trovato la mia strada diciamo. 

M11: e zitto zitto hai fatto una caterva di episodi utili per noi. 

Ogni tanto faccio due chiacchiere dal vivo con qualcuno dei membri dell’associazione e questo mi riempie d’orgoglio.
A quattr’occhi è tutto più vero!
L’ultima volta è stato 3 giorni fa, quando ci siamo fatti due risate insieme a Lya, il primo membro dell’associazione Italiano Semplicemente!
Abbiamo fatto un giro in centro a Roma, dove c’erano 4 gatti (rarissimo per Roma) ma ognuno di loro non era lì per far numero, ma per visitare la città eterna come difficilmente possa capitare di vederla, in questo periodo particolare.
Quando sono arrivato mi aspettavo me ne dicesse 4 perché ho ritardato 5 minuti (sai, in Danimarca sono tutti puntualissimi, spesso spaccano il capello in 4!) ma invece, anziché farsi prendere i 5 minuti, sono stato accolto con gioia.
Abbiamo pranzato in un ristorante deserto, ed è vero, non c’era un cane, ma almeno non siamo stati trattati come un numero, ma accolti con sorrisi e cortesia.
Poi abbiamo iniziato a camminare insieme ma non sono stai esattamente due passi
Dopo una quindicina di km a piedi insieme tra monumenti e chiese, siamo andati al mare insieme a tutta la mia famiglia.

Fino al giorno prima non ero sicuro di avere il tempo per incontrarmi con Lya.
Ma la promessa ormai l’avevo fatta!
Non dire quattro se non ce l’hai nel sacco, è vero, ma ci tenevo molto a vedere Lya.
Insomma, sono almeno 4 anni che ci conosciamo e prima della crisi del settimo anno non volevo deluderla!
Scherzi a parte. Dopo una bella cena in riva al mare ci siamo salutati e abbiamo passato una bella serata insieme, come due vecchi amici.

È stato un po’ faticoso ma sono soddisfatto e sono sicuro al 1000 per cento che al posto mio avreste tutti fatto la stessa cosa!
Se un giorno uno dei membri dell’associazione dovesse stancarsi di italiano semplicemente io sarei dispiaciuto molto perché probabilmente cambierebbe metodo e professore:
Tra i due litiganti il terzo gode!

M12: smarcarsi da Italiano Semplicemente? Un parolone direi! Ma neanche per sogno

Invece ancora non è successo. Grazie 1000 per la fiducia!
Datemi il cinque se siete d’accordo!
Spero che siate soddisfatti di questo episodio al 100 per 100 anche se ho dato i numeri!
Quanto siete soddisfatti da 1 a 10?
Mi auguro che non rispondiate:
Zero spaccato!

M13: soddisfattissimi. Non fosse altro che per il divertimento! Oltretutto al contempo abbiamo imparato qualcosa di nuovo! 

Ma non mi dite che sono un pezzo da 90!😅. Sono solo leggermente appassionato della lingua italiana e le chiacchiere su questo punto stanno a zero.

M14: Leggermente appassionato? Non si direbbe proprio! 

 Forse mi confondi con qualcun altro. C’è una persona proprio uguale a me sai? Siamo come due gocce d’acqua!

Il verbo AVERE: Esercizio di ripetizione con tutte le coniugazioni.

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Il verbo avere. Coniugazione

Trascrizione

Buongiorno ragazzi, io sono Giovanni, il creatore del sito web italiano semplicemente punto com.

Oggi ci divertiamo un po’ col verbo avere. Lo abbiamo fatto in passato anche col verbo essere se ricordate, metterò un link sull’episodio per i più curiosi o smemorati.

Anche questo episodio sarà pertanto un pretesto per ripassare le espressioni spiegate sul sito italianosemplicemente.com. Le espressioni fanno parte della rubrica “2 minuti con Italiano Semplicemente“.

Il verbo avere lo vediamo quindi in tutte le sue possibili utilizzazioni.

Potete, se volete, arrestare l’ascolto e ripetere la frase, oppure, meglio ancora, cambiarla al femminile o al plurale o anche negare la frase appena ascoltata o metterla sotto forma di domanda. Ci vorrà almeno una mezz’ora per ascoltare, mettetevi comodi e con l’occasione ripasseremo parecchie espressioni già spiegate fino alla lezione n. 265. Pronti?

Iniziamo dall’indicativo presente.

Indicativo presente

Indicativo imperfetto

  • Io avevo: Avevo tenuto fede alla mia promessa
  • Tu avevi: avevi tenuto a bada la tua impulsività.
  • Lei aveva: mi aveva indisposto, ecco perché ero arrabbiato.
  • Noi avevamo:  in men che non si dica abbiamo finito tutto. Con quella fame che avevamo!
  • Voi avevate: avevate detto o così o pomì. poi invece siete diventati più democratici.
  • loro avevano: i ragazzi avevano cincischiato fino a quel momento, poi hanno iniziato a lavorare.

Indicativo passato prossimo

  • Io ho avuto: ho avuto pazienza finora ma adesso bisogna rompere gli indugi.
  • tu hai avuto: al tuo esordio hai avuto molta paura di sbagliare.
  • Lui ha avuto: Giuseppe ha avuto un fare un po’ prepotente.
  • Noi abbiamo avuto: non abbiamo mai avuto voglia di lavorare, ma oggi siamo abbastanza in vena.
  • voi avete avuto: avete avuto tempo fino a ieri per fare il lavoro, oggi quindi a maggior ragione dovreste averlo finito.
  • loro hanno avuto: il supporto che hanno avuto non è stato sufficiente?

Indicativo trapassato prossimo

Passato remoto

  • io ebbi ragione a comportami così, ma vai a capire quanti avrebbero fatto lo stesso!
  • 10 anni fa non avesti la pazienza di aspettare la verità e così hai creduto a tante notizie prive di fondamento.
  • Appena noi iniziammo a discutere, mia figlia ebbe il coraggio di intervenire per dire che dovevamo smorzare i toni.
  • Io e Gianni avemmo una discussione molto accesa, ma siamo rimasti sempre amici. Poi dice a cosa servono gli amici…
  • voi aveste il coraggio di dire che non sapevate ovviare al problema in alcun modo
  • loro ebbero solo 2 euro per mangiare e bere, ivi incluso il caffè.

Trapassato remoto

  • Rimasi in silenzio perché non ebbi avuto il coraggio di dire tutta la verità. È risaputo che sono sempre stato un ragazzo timido.
  • in quell’occasione tu non avesti avuto il coraggio di rispondere al professore quando ti disse che il compito era passibile di miglioramento.
  • Il ragazzo ebbe avuto la sensazione di aver ricevuto un torto, sebbene tutto si fosse svolto a sua insaputa.
  • la crisi ci travolse e non avemmo avuto il tempo di reagire considerata la portata dell’avvenimento
  • qualora aveste avuto qualche dubbio, tranquillizzatevi perché lo chiariremo a tempo debito.
  • 20 anni fa i ragazzi non ebbero avuto il tempo per studiare, ma a suo tempo  non c’era wikipedia.

Futuro semplice

  • io avrò sicuramente qualcosa a casa che farà al caso mio.
  • tu, a tuo modo, avrai le tue ragioni per non studiare.
  • A suo dire, tra un mese avrà battuto tutti gli avversari.
  • Credo che vinceremo, ma se perderemo vorrà dire che avremo peccato di ottimismo e anche di presunzione.
  • voi avrete modo di speculare sulla crisi più tardi, adesso pensate ad aiutarci.
  • Ci vediamo alla solita ora allora, ma avranno tutti capito come siamo rimasti?

Futuro anteriore

  • Allora ci riaggiorniamo la prossima settimana? Spero che  avrò avuto il tempo di fare tutto per quella data.
  • Quando avrai avuto il tempo di decidere da che parte stai? Domani? Oppure domani è un parolone?
  • Luigi avrà avuto modo di superare i postumi dell’infortunio?
  • Saremo chiamati in causa non appena avremo avuto modo di comunicare.
  • Come avrete avuto modo di vedere, Gianni era molto arrabbiato, tant’è che uscendo ha anche sbattuto la porta.
  • Prendi questa medicina; se morirai, che senso avranno avuto i tuoi sforzi?, Tanto piú che hai anche due figli! disgraziato!

Condizionale Presente

  • io avrei quantomeno qualcosa da dire in merito.
  • tu avresti contezza della situazione attuale se leggessi i giornali.
  • in virtù della sua esperienza, mia madre avrebbe firmato il contratto!
  • noi avremmo voglia di uscire, ma se aspettiamo che ti prepari in 5 minuti stiamo freschi!
  • voi avreste voglia di venire a casa nostra laddove il ristorante fosse chiuso?
  • loro avrebbero deciso di andare al mare, tempo permettendo.

Condizionale Passato

  • Se non fosse arrivata la resa dei conti non avrei avuto il coraggio di sfidarlo.
  • tu avresti avuto il coraggio di dirgli che non devi rendere conto a nessuno se non ti avesse insultato?
  • Lui avrebbe avuto paura e si sarebbe reso conto di aver esagerato.
  • avremmo avuto una bella cazziata dal nostro capo se avessimo sbagliato.
  • voi avreste avuto paura di uscire se non ci fosse stata la comprova che il pericolo fosse finito.
  • loro avrebbero avuto voglia di picchiarvi, a dispetto della loro educazione alle buone maniere.

Congiuntivo Presente

Congiuntivo Passato

  • Devi dire alla tua sorella carina che quel bel sorriso che mi ha fatto, mi ha colpito. Dille anche come io abbia avuto fortuna ad incontrarla.
  • Io sono polemico? Vorrei farti notare come, per la cronaca, anche tu abbia avuto qualcosa da ridire in molte occasioni.
  • Che poi lei abbia avuto ragione quella volta, non significa che sia sempre così.
  • Non so cosa abbiamo mai avuto da contestare quella volta, circa la questione della pandemia.
  • Io sono il più fortunato di tutti, altro che storie! A meno che non abbiate avuto anche voi la fortuna di vincere la lotteria!
  • Il grande attore, che poi sarebbe morto due anni più tardi, finì la sua opera prima che i critici avessero avuto il tempo di valutarne la bellezza. Che abbiano avuto poca prontezza?

Congiuntivo Imperfetto

  • Se io avessi risentito delle offese ricevute, ora sarei offeso.
  • Se tu avessi capito che la tua decisione andava a discapito degli altri, non avresti agito così.
  • Se avesse agito a scapito di altre vite umane, sarebbe stato condannato.
  • Qualora noi avessimo insistito, ora saremmo a cavallo! come la vedi tu?
  • Se voi aveste voglia di divertirvi alle mie spalle, poi dovreste vedervela con i miei genitori.
  • Se i tuoi amici avessero voglia di uscire, io andrei, ma poi vedi tu 

Congiuntivo trapassato

  • Se avessi avuto più tempo avrei capito che a scanso di equivoci sarebbe stato meglio essere più chiari.
  • Stavo appena addormentarmi quando ho sentito delle urla così terribili che perfino tu che fai sempre il duro, sembrava avessi avuto paura.
  • Io sono per la pace in famiglia, ma se mio figlio avesse avuto più rispetto per me, io non l’avrei sgridato.
  • Quale responsabile del progetto, non doveva scappare. Se avessimo avuto il coraggio di denunciarlo, non saremmo a questo punto.
  • Nel caso in cui non ne aveste avuto abbastanza, vi spedisco un altro documento molto pesante. Il che non significa che dobbiate leggerlo oggi.
  • se queste persone avessero avuto la sfortuna di nascere in un Paese diverso, saremmo a cavallo, e non avremmo problemi di integrazione.

Imperativo Presente

  • Abbi pazienza, siamo ancora studenti, un compito difficile come questo, proprio non è cosa!
  • Mi chiedo se quel tipo abbia cose più interessanti da raccontare oltre alle sue solite sciocchezze! Vedremo!
  • abbiamo il coraggio di lottare! Dobbiamo contare solo su noi stessi!
  • Se vogliamo è abbastanza semplice la soluzione. Basta aspettare. Abbiate pazienza!
  • Mi chiedo se i miei dipendenti abbiano capito l’importanza delle regole. Non possono continuare a sgarrare così, ogni due per tre!

Infinito presente

Infinito passato

  • Ringrazio tutti i visitatori di avere avuto pazienza nell’ascoltare questi episodio sul verbo avere realizzato sulla falsariga dell’episodio sul verbo essere

Participio presente

  • Questo episodio avente ad oggetto il verbo avere, può risultare piuttosto difficile, ma volendo essere precisi, è stato lungo anche costruire tutti questi esempi!

Participio passato

  • Una volta avuto il coraggio di ascoltare tutti gli esempi, potremmo confrontarci dal vivo, magari in una videochat per chiarire eventuali diubbi.

Gerundio presente

  • avendo ancora un esempio da fare, sono abbastanza soddisfatto, così ora potrò fare una capatina sul gruppo whatsapp per vedere se ho dei messaggi a cui rispondere.

Gerundio passato

  • Pur avendo avuto un successo strepitoso, Amelia non si montò mai la testa, perché aveva sempre presente la massima, “chi si esalta sarà umiliato”.

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Botta e risposta

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Trascrizione

Buongiorno amici di ItalianoSemplicemente.com io sono Giovanni ed oggi siamo qui per fare un esercizio particolare: un esercizio di botta e risposta. Adesso vi spiego cosa significa.

Ogni tanto bisogna che anche voi parliate un po’.

Allora diremo una frase ciascuno. Botta e risposta. Io la botta e voi la risposta.

Io cioè dirò la prima frase e voi direte la seconda. Ma non vi farò domande a cui rispondere… ma allora cosa dovete dire voi?

Dovete dire la mia stessa frase ma più breve, usando ci, ne, lo, vi, ti, eccetera, come se sapessimo di cosa stiamo parlando. Una cosa che si fa sempre nelle conversazioni per evitare di fare ripetizioni.

Io ovviamente darò la risposta dopo di voi.

Ad esempio. Se io dico:

Io devo parlare con te di quella cosa

Voglio evitare di dire “con te di quella cosa”

Voi dite:

Devo parlartene.

Oppure:

Te ne devo parlare

Altro esempio:

Io: Dobbiamo andare in quel luogo e parlare con loro (“con loro” e “in quel luogo” non voglio dirlo)

Voi: Dobbiamo andarci e parlargli

Mi sono spiegato? Adesso rispondete voi ok? Io vi dico cosa dovete abbreviare. Pronti e via!

  • Fai entrare lui – fallo entrare
  • Fai entrare lui nella macchina – faccelo entrare
  • Mettiamo le nostre mani nelle tasche – mettiamocele in tasca
  • Mettiamo le caramelle in tasca – mettiamole in tasca
  • Mettiamo qualche caramella in tasca – mettiamone qualcuna in tasca
  • Mettiamo la caramella dentro – mettiamola dentro
  • Mangiamo ancora altre mele – manogiamone ancora (mangiamocene ancora)
  • Voi vi dovete rendere conto di questo – rendetevene conto
  • Lavatevi bene le mani- lavatevele bene
  • Arruffa il pelo al gatto – arruffagli il pelo
  • Puoi dare un bacio a lui? – puoi baciarlo?
  • Versate un po’ d’acqua sul fuoco – versateci un po’ d’acqua
  • Versate un po’ d’acqua sul fuoco – versatene un po’ sul fuoco
  • Bisogna sperimentare il vaccino – bisogna sperimentarlo
  • Sbucciate le mele – sbucciatele
  • Sbucciate qualche mela – sbucciatene qualcuna
  • Andiamo al mare – andiamoci
  • Andiamo via – andiamocene
  • Mandiamo via loro – mandiamoli via
  • Mandiamo via qualcuno di loro – mandiamone via qualcuno
  • Lui salta sulla scala – lui ci salta sopra
  • Bisogna saltare le verdure in padella – bisogna saltarle in padella
  • Bisogna saltare le verdure in padella – bisogna saltarci le verdure
  • Io sono qui – io ci sono
  • Io sono in casa – io ci sono
  • Io sono presente – io ci sono
  • Io sono vicino a te – ti sono vicino
  • Fatti regalare qualche fiore – fattene regalare un po’/qualcuno

L’episodio termina qui, grazie a tutti per aver ascoltato e parlato in questo episodio di botta e risposta.

Adesso ascoltiamo la voce di Liliana di nazionalità moldava 🇲🇩 , membro dell’associazione Italiano Semplicemente che ha voluto provare a rispondere anche lei a qualche frase di botta e risposta di prima. Invito tutti voi a fare lo stesso per esercitare la lingua.

A proposito di membri c’è un nuovo membro dal Perù, si chiama Franco a cui do il mio bemvenuto.

Allora ascoltiamo anche la voce di Franco che ha voluto subito provare mettersi alla prova con una frase per ripassare alcune espressioni che abbiamo già spiegato. Vai Franco. Prima Liliana e poi Franco però.

Franco: buongiorno a tutti, io sono Franco, il nuovo membro dell’associazione Italiano Semplicemente. Volevo dire che laddove possa essere utile sono pronto anche io a registrare una frase di ripasso. Ah, dimenticavo di dire che sono peruviano. Avete presente il Perù?

Ulrike: Ciao Franco! Il Perù? Vuoi che non l’abbiamo presente? Vabbè, non con tutti gli annessi e connessi, questo devo ammettere quantomeno per me.

Grazie anche ad Ulrike, con la quale condivido la risposta.

Colgo l’occasione infine per ringraziare i donatori che aiutano italiano semplicemente tramite paypal.

Per donare basta cliccare sul link che vi inserisco sul sito oppure indicare l’email italianosemplicemente@gmail.com.

Voglio fare un regalo speciale a tutti i donatori: l’ultimo audio-libro di espressioni idiomatiche, cosi sarà più facile e meno noioso stare a casa in questo brutto momento dominato dal coronavirus. Tanti episodi da leggere ed ascoltare durante il tempo libero (non potete dire di non avere tempo libero in tempi di coronavirus!)

Basta una qualsiasi donazione, di qualsiasi importo e riceverete sulla vostra email il link per scaricare tutti i file audio in formato mp3 delle spiegazioni e il file pdf dell’audiolibro.

Un saluto e grazie a tutti.

Episodi simili

L’anno bisestile – ripasso 2 minuti con Italiano semplicemente (1-212)

Audio in preparazione

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Trascrizione

Buongiorno a tutti e benvenuto in questo episodio di ripasso della rubrica 2 minuti con Italiano Semplicemente – Parliamo dell’anno bisestile.

Abbiamo superato i 200 episodi. Niente male vero? E dire che sembra ieri che abbiamo iniziato questa rubrica.

Cerchiamo oggi di utilizzare il maggior numero di espressioni imparate finora. Non tutte ovviamente perché, che volete , sono più di 200, mica pizza e fichi!

Il mese di Febbraio nel 2020 ha 29 giorni, e questo accade ogni 4 anni. Ogni 4 anni diventa di 29 giorni. Normalmente ne ha 28. Si tratta di un’eccezione quindi alla regola. Un’eccezione che si ripete ogni 4 anni.

Siete curiosi di sapere il motivo? Quale occasione migliore di un episodio di ripasso proprio questo giorno?

Ma mi chiedo: allungare un giorno ogni 4 anni ha conseguenze negative?

Che io sappia no, ma se qualcuno di voi crede che l’anno bisestile vada a discapito dei propri interessi, o della propria salute, mi faccia sapere… sono proprio curioso!

Difficilmente comunque sarei disposto ad assecondare una teoria di questo tipo.

Sicuramente infatti nessuno di noi potrà risentire delle conseguenze di un giorno in più, Che sarà mai un giorno!

Circa le ragioni di questa curiosità, la spiegazione è semplice, e risale ai tempi dell’impero romano.

Che poi noi tutti a quei tempi non fossimo presenti, beh, questo è assolutamente normale, considerato che stiamo parlando di all’incirca 2000 anni fa.

Dunque, dicevo che la storia dell’anno bisestile, (si chiama anche “bisesto”, per la cronaca (questa la spieghiamo domani), risale ai tempi dell’antica Roma, dunque è ormai una tradizione che dura da moltissimo tempo, e se vogliamo ci siamo anche abituati ormai.

L’anno bisestile non è altro che un anno composto da 366 giorni anziché di 365.

Questo avviene ogni quattro anni, perché un anno in realtà, mi riferisco all’anno solare, durerebbe, volendo essere precisi, esattamente 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi.

Spero non siate insofferenti ai numeri. Fatemi sapere se accusate il colpo.

Siamo noi comunque che arbitrariamente abbiamo deciso di far durare l’anno durare 5 ore, 48 minuti e 45 secondi meno del dovuto. Ma io mi chiedo: inserendo un giorno in più ogni 4 anni, quindi 6 ore ogni anno, abbiamo sgarrato di circa 12 minuti. Dunque i conti non tornano.

Non la vedete così anche voi? Il che mi fa dedurre che tra circa 5000-6000 anni, più o meno, le stagioni risulteranno spostate di un mese in avanti. Vi era sfuggito questo particolare?

Comunque torniamo a bomba: chi di voi è nato il 29 febbraio? Conoscete almeno una di queste persone?

Si dice che invecchino più lentamente visto che festeggiano il compleanno ogni quattro anni. Ma questa sembra una vera sciocchezza giusto?

Ai tempi dei romani dovete sapere che c’era un calendario diverso dal nostro.

Quel calendario viene chiamato anche pre-giuliano, poiché è rimasto in vigore fino all’avvento del calendario giuliano, istituito da Gaio Giulio Cesare nell’anno 46 a.C., che sarebbe morto due anni dopo. Ma questo non ha alcuna importanza ai fini dell’episodio di oggi.

Mia figlia è nata il 28 febbraio sapete? Ma nessuno aveva programmato di farla nascere il 29, quindi non è nata anzitempo, anche perché quell’anno, il 2006, non era bisestile.

Invece domani è il mio compleanno, quindi normalmente i nostri due compleanni sono attaccati, fatti salvi, appunto, gli anni bisestili.

Quest’anno comunque è diverso dagli altri anni bisestili. Le persone oggi non si accalcano nei teatri e nei cinema, per via del corona virus. D’altronde ci sono regole igieniche a cui tutti dobbiamo sottostare se vogliamo combattere questo virus.

Ma vedrete che tra qualche settimana saremo riusciti ad avere la meglio su di esso, me lo sento, e così tutti gli stranieri non diranno più che non se la sentono di venire in Italia, altri poi sono combattuti, per ora hanno un po’ di fifa ma passerà. Alcune misure sembrano un po’ esagerate, tipo chiudere le scuole, ma chi le ha prese avrà pensato che non bisogna lasciare nulla di intentato.

Comunque, cosa farete voi in questo giorno in più che il calendario ci ha regalato?

Io sono andato in palestra, e spero non debba rispondere di questo. Se dovessi conrarre il virus mi darò all’isolamento, non si sa mai, ma spero che il virus, bontà sua, non mi rovini il compleanno. Ma se andassi in quarantena ci sarebbe un bel rovescio della medaglia: farei almeno 10 episodi al giorno!

Comunque per rassicurarvi la palestra era quasi deserta, quindi non vedo perché preoccuparsi. Oggi mi ero prefisso di allenarmi e si dà il caso che io mantenga le promesse e gli impegni presi. Stare a casa a cincischiare non è proprio da me. Tenere a bada le preoccupazioni e le tensioni è importante e fare attività sportiva mi aiuta in questo.

Bene, adesso che abbiamo rispolverato alcune espressioni, tra cui qualcuna che va per la maggiore tra gli italiani, posso salutarvi.

Ci sentiamo al prossimo episodio di ripasso, ma tra un po’, quando avremo realizzato almeno altri 30 episodi della rubrica, prima direi che non è cosa.

Ripasso 1-177 – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

Trascrizione

ripasso_1_177_immagineBuongiorno amici di Italiano Semplicemente! Qual buon vento vi ha portato qui? Un vento di ripasso?

Oggi infatti ci esercitiamo un po’ sia con le particelle NE, CE e CI, sia con le espressioni che abbiamo imparato all’interno della rubrica 2 minuti con Italiano  Semplicemente“. Le espressioni dalla prima alla numero 177. Vediamo quindi delle frasi di senso compiuto che ci permettano di usare queste espressioni e di fare molti esempi su come usare ne, ce e ci. Ci sono già parecchi episodi su questo argomento sul sito, ma uno in più non fa male.  C’è solo l’imbarazzo della scelta. Dovevo anche accontentare un membro dell’associazione che è da tempo che mi tallona con la questione delle particelle!

In questo episodio commenterò anche alcune notizie su google news, notizie che riguardano l’Italia ma anche altri paesi. Non prendetemi troppo sul serio, voglio solo  fare un ripasso completo, interessante e anche divertente e spero che lo accettiate di buon grado Si tratta solo di un pretesto per ripassare. Che ne pensate? Ci fate un pensiero sopra? Iniziamo allora, ci divertiremo! Spero non vi impressioniate del numero: 177. Ce la faremo! Lo so, qualcuno di voi aveva già abbandonato lo studio della lingua italiana, sennonché poi ha incontrato Italiano Semplicemente e tutto è cambiato!

Ho letto che quando un telefono è pieno, si può impallare facilmente – La tecnologia dei cellulari è continuamente oggetto di continuo studio e sviluppo. Non appena esce un nuovo cellulare è già vecchio. Ne esce sempre uno migliore del precedente. Gente che si accalca nei negozi, che già dal dormiveglia inizia a sognare di avere il modello di cellulare più bello del vicino di casa o del compagno di banco, gente che fa la fila per ore per non farsi sfuggire il meglio che offre il mercato… per ora! Ve lo dico senza remore, nulla quaestio sul fascino della tecnologia, ma a me non è mai piaciuta l’esagerazione.

Altre persone poi hanno problemi diversi, amano leggere, altri non hanno soldi da spendere e cercano di smarcarsi da problemi più importanti: il lavoro, l’amore, la famiglia. L’essere umano è strano: da sempre è stato combattuto dalla scelta tra i due estremi: la voglia di amare il prossimo e quella di combatterlo, la pace e la guerra. Gli Stati Uniti ad esempio non sono riusciti a tenere a bada i loro propositi, per questo è stata soggetta a critiche e l’IRAN ha tenuto fede alla promessa di “vendetta”, in conformità alle aspettative del mondo intero. Purtroppo la guerra e la morte sono un binomio inscindibile. e pare che L’IRAN abbia reagito in men che non si dica, e che abbia mostrato indisposizione alla pazienza o alla sottomissione.

Cosa sappiamo dell’aereo caduto in Iran? Si tratta di vendetta? L’IRAN non ha avuto la grazia di aspettare neanche una settimana? Forse è una domanda retorica? Invece sembra non c’entri nulla con la storia di Soleimani. Così pare, ma speriamo che le cose non peggiorino altrimenti sarà difficile poi correre ai ripari.

In Italia c’è chi condanna anche l’attacco di Teheran, e noi non vediamo come questa condanna non si posso condividere, sebbene sia comunque un discorso complesso, da prendere con le molle sicuramente.

Non bisogna essere un dritto per capire che la guerra non fa bene a nessuno.

Ma succede anche altro nel mondo e anche in Italia.

Guardando una indagine sulla scuola italiana, balza agli occhi un dato: il 45% degli studenti dichiara di aver sbagliato scuola.

Ma torniamo a bomba.

Molti dicono che l’IRAN non abbia scelta: o così o pomì, vale a dire: alla vendetta non c’è alternativa.

Vabbè cambiamo discorso. Parliamo di inquinamento. Bisognerebbe smetterla di cincischiare adesso, occorre infatti salvare il mondo dall’inquinamento.

Occorrono misure urgenti, la misura è colma, occorre prefiggersi obiettivi ambiziosi, con un piano e un programma condivisi tra le nazioni, non leggi pro forma e che non abbiano effetto. Occorre dare seguito alle dichiarazioni fatte dai politici, anche perché si dà il caso che questi rappresentino i popoli che li eleggono e che vogliono un cambiamento. Andrebbe bene anche un percorso a tappe che ci possa presto portare ad attenuare fortemente questo problema. Ho sentore però che ci vorrà molto tempo, sebbene qualcosa sta succedendo, e qualche politico, bontà sua, si sta impegnando molto su questo fronte, cercando di non lasciare nulla di intentato. 

Troppe notizie brutte? Vabbè adesso vi comunico una bella notizia: a Roma un uomo ha cercato di rubare lo zaino ad una donna, ma non aveva pensato al rovescio della medaglia: evidentemente la donna era di diverso avviso del ladro, che era già riuscito ad aprire lo zaino, con un fare veramente esperto, rubando alcuni effetti personali. Qualcosa non deve essere tornato a questo povero uomo quando la donna si è difesa prendendolo a ombrellate come si deve e facendolo fuggire. Chissà se questo povero ladro sarà annoverato tra i più sfortunati del mondo? Speriamo che non tornerà alla carica presto per dimenticare questo affronto!

Apriamo una parentesi sulla Politica: in Italia la maggioranza (cioè lo schieramento politico che governa il Paese) non è riuscita a trovare un’intesa sulla legge elettorale. Non si tratta di voci false e tendenziose infatti la notizia è stata annunciata da un autorevole membro del parlamento. Ci si poteva aspettare che andasse così? Eccome! La politica è così, occorre armarsi di pazienza. Difficile che si trovino intese subito, su questioni così importanti almeno, quindi anche stavolta non sono stati fatti strappi alla regola.

Chiusa la parentesi politica, ne apriamo una sullo spettacolo: Justin Bieber ha dichiarato di soffrire della malattia di Lyme, ma che ho combattuto e che ha vinto. Stare a tu per tu con una grave malattia si dice che ti cambi la vita.

Un po’ di astronomia adesso: sembra che sia stato scoperto un pianeta simile alla Terra a molti anni  luce di distanza. Se la vita sulla nostra Terra prende una brutta piega, sappiamo adesso dove andare. Il problema è come ci arriviamo? Ci vogliono molti anni per arrivarci, ammesso e non concesso che riusciamo a viaggiare alla velocità della luce. Come fare a non sforare i 100 anni circa che abbiamo per ora a disposizione nella nostra vita? Beh, potremmo sempre riprodurci su una navicella spaziale e almeno i nostri figli o nipoti ci potranno arrivare. Una specie di Arca di Noè spaziale! Questa ipotesi, spero non peregrina, ha un certo non so che di affascinante. Scusatemi se viaggio molto con la fantasia, lo faccio ogni due per tre, è più forte di me. Di punto in bianco però non mi veniva in mente un’altra soluzione praticabile. A chiunque sia sguarnito di risposte, io consiglio sempre di immaginare una soluzione fantasiosa. Certo, poi qualcuno dovrà valutare annessi e connessi, e senz’altro verranno a galla i lati negativi di un’idea, ma sappiate che le grandi scoperte dell’uomo non sono nate da idee che andavano per la maggiore, ma sono state frutto o del caso, o della fantasia. Cosa? Sei prevenuto contro la fantasia e la creatività? E perché? Tutto ciò che non è logico e matematico ti coglie alla sprovvista? Io vi consiglio di ascoltare anche le idee che ronzano per la testa. Non si sa mai. Ma passiamo alla prossima notizia.

La compagnia aerea Alitalia è in crisi, una crisi finanziaria e va salvata. Bisogna tagliare corto, fare in fretta. Le perdite anno dopo annuo sono in aumento. Difficile riuscire a destreggiarsi in un mondo molto competitivo come quello aereo. Qualcuno tenderà la mano ad una delle compagnie bandiera dell’Italia? C’è chi dice: sì, certo, bisogna farlo, altri dicono: “come no!” con un tono sibillino che lascia intendere che invece la pazienza è finita. Siamo alle solite, e sono sempre gli Italiani a pagare, come quando bisogna salvare le banche quando sono in crisi. Paghiamo sempre noi”, i cittadini, sia vecchi che giovani. A proposito di giovani, sapete che non tutti vanno a sballarsi in discoteca, quindi fatto salvo qualche ragazzaccio o qualche errore di gioventù, molti di loro invece lavorano oppure vorrebbero farlo, ma si dice che la generazione dei cosiddetti “millennium” (i nati dal 2000 in poi) sia la prima generazione a guadagnare meno di quella precedente, meno dei loro genitori. Anche il loro tetto di spesa quindi si abbassa sempre di più e infatti non conoscono praticamente la parola “risparmio”. Di chi è la colpa? Non si sa, ma chi dovrà pagare lo scotto saranno loro, i giovani, innanzitutto, che dovranno guadagnare per loro e per mantenere i genitori e i nonni. Sì, c’è anche un problema generazionale, può darsi, ma le cose non si metteranno a posto da sole. Bisogna fare qualcosa. Non importa essere lavoratori  indefessi o al contempo laurearsi e specializzarsi. Lo stipendio non aumenta non più di tanto neanche in questo caso. Oggi ci sono ancora le famiglie a dare manforte economicamente ai ragazzi, ma domani? Il patto intergenerazionale si romperà? Molti se ne fregano, ma fregarsene non è una soluzione. Possibile che bisogna sottostare alle leggi demografiche e a quelle economiche? Possibile non si possa fare nulla? Molti sembrano già anime in pena perché non si trova lavoro in nessun modo.

Ma oggi ci sono nuovi lavori: internet, domotica, comunicazione: ci sono meno ostacoli alla cultura rispetto a qualche tempo fa, ma l’ausilio della tecnologia sembra non essere sufficiente. Poi un’altra cosa: non è giusto che ci si debba accontentare di un lavoro qualsiasi. Oggi se chiedi ad un giovane laureato senza lavoro: ti sta bene lavorare nel mio ristorante? che vuoi, in queste condizioni a lei o lui starà bene sicuramente in moltissimi casi: “Sì, mi sta bene, anche se io sarei laureato quindi vorrei essere pagato di più!”. “Come sarebbe a dire? Farai lo stesso lavoro degli altri, quindi sarai pagato lo stesso!”. Questa può essere una è possibile risposta del datore di lavoro.

In alternativa potrebbe rispondere: come lo vedi se allora assumo un altro che non ha studiato per niente? Ci vuole un po’ pò di coraggio per rifiutare il lavoro, non è vero? e dire che durante gli anni dell’università questo ragazzo aveva sognato un lavoro diverso, una famiglia, una casa in campagna eccetera. Sono discorsi che lasciano il tempo che trovano in questo mondo difficile. Tanti ragazzi non sanno più cosa fare, sono scoraggiati, ogni tanto buttano un occhio su degli annunci su internet per trovare lavoro ma… niente! Della loro laurea non possono farsene nulla. A questo punto tutto diventa benaccettoqualsiasi lavoro va bene… E se hanno adocchiato un casetta da acquistare, devono mettere da parte il loro sogno per ora poiché non riescono ad assecondarlo in nessun modo.  Volete sapere se accusano il colpo? Certo che sì, le conseguenze di questo sono molteplici: più stress, più problemi psicologici, meno felicità in generale. Anche perché se si vive in grandi città, diventa difficile anche ritagliarsi del tempo per non pensare solamente al lavoro. Non tutti ce la fanno ad abbozzare e protestano, vanno in piazza a manifestare le loro sofferenze e i loro problemi, nella speranza che qualcuno se ne accorga. hai visto mai! 

Insomma i giovani si danno da fare, non aspettano il colpo di grazia. La speranza è sempre l’ultima a morire. Vuoi che non le provino tutte prima di accettare un lavoro che non piace? All’inizio non bisogna essere restii: può anche andar bene esordire con un lavoretto come, che so,  al ristorante, la baby-sitter eccetera, ma poi per essere motivati e produttivi occorre un lavoro che abbia qualche attinenza con il titolo di studio che si prende. Nessuno è votato al sacrificio tutta la vita, o sbaglio?

La vita ha tirato loro un tiro mancino? Gli ha detto maleNon esageriamo,  cerchiamo di essere ottimisti! Ti dirò che l’essere umano ha passato periodi peggiori nel corso dei secoli. Vale la pana rispolverare un po’ il passato: il medioevo non è stato un periodo facile: carestie, malattie, persone date alle fiamme eccetera. Non vi dico poi le sofferenze e le guerre che ci sono state nel passato, anche molto recente.

A proposito di malattie… no, meglio parlare di cose più gradevoli. Dunque vediamo…. cose gradevoli… cose positive…. mi vedo costretto a ricorrere ad un sito che ho trovato, in cui si raccontano solo buone notizie. Su questo sito (vai al sito) ho trovato che esiste una scuola che anziché dare i classici compiti delle vacanze agli studenti, dà dei gesti di gentilezza agli studenti. Un insegnamento veramente con i fiocchi direi: dal lunedì alla domenica, un gesto gentile al giorno. Probabilmente la verità sta nel mezzo, bisognerebbe mettere a punto un metodo di insegnamento che tenga più in considerazione la felicità.

Sono sicuro comunque che gli studenti così si mettono sempre a fare questi compiti di buona lena.

Riuscite a capire adesso quando parlavo di fantasia? Riuscite a capacitarvi del fatto che a volte bisogna uscire dall’opinione comune, uscire dagli schemi, e pensare in modo diverso, come hanno fatto in questa scuola. A voi sembra una decisione un po’ azzardata, un po’ osè? A me sembra che in questo modo si impari anche a dare felicità al prossimo e questa è la via per essere più felici. Almeno questo è ciò che diceva anche John Lenon:

A scuola gli chiesero cosa volesse diventare da grande e lui, senza scervellarsi rispose: vorrei essere felice: i professori dissero a Lennon che non aveva capito l’esercizio. Lennon pare abbia risposto che loro invece non avevano capito la vita.

E tu che ne pensi? Tocca a te capire l’esercizio adesso. Non è la felicità a contare di più nella vita? Sfido chicchessia a dire il contrario. I professori che non insegnano agli studenti ad essere felici perché non credono sia il loro compito dovranno rispondere di questo, ma non alle istituzioni, bensì alla loro coscienza. Qualcuno dirà: ma io gli insegno la matematica, io l’inglese, io l’italiano, non è sulla felicità che verte il mio insegnamento. Questo non è un salvataggio in calcio d’angolo però. Siamo tutti un po’ responsabili della felicità dei nostri figli e dei nostri studenti. Anche io un po’, che sto cercando di usare tutte le espressioni che vi ho insegnato finora senza incartarmi, preferibilmente.

Mi spiace se qualcuno di voi sia insofferente agli episodi lunghi, ma fare un ripasso non è semplice se ci sono 177 espressioni da usare e saremo tutti felici se ci riuscirò. Non credo ci sia qualcuno che sta qui a gufare che io non ce la faccia. Certo, lo so, c’è il rischio che qualcuno vada in tilt se si sente incalzato continuamente dai nuovi episodi, ma io vi invito a resistere almeno fino alla fine di questo episodio e se capirete tutto ma proprio tutto, allora vorrà dire che avrete cominciato a ingranare e state facendo molti progressi con questa rubrica e avrete voglia di continuare anziché interrompere anzitempo il vostro apprendimento della lingua italiana.

Un’altra notizia buona allora. Dovete sapere che nel Lazio – a Roma precisamente –  hanno fatto un esperimento per combattere l’inquinamento: inserire una barriera anti rifiuti nel fiume Tevere per evitare che vadano in mare e quindi per poterli raccogliere prima che finiscano nel mar tirreno. Ha funzionato? Non vi tengo sulle spine: In un mese sono stati raccolti quasi cinquecento chili di plastica, che una volta raccolta può essere riutilizzata  per farne altra plastica.

Quindi non bisogna sempre parlare male della politica e delle decisioni politiche, non voglio sembrare un ruffiano ma bisogna sempre fare un distinguo tra chi si occupa del bene comune. Naturalmente questa speriamo non sia l’eccezione che conferma la regola, speriamo che ci siano sempre molti politici competenti e che le loro decisioni possano avere la meglio su quelle dei politici meno competenti. Ragion per cui è importante anche partecipare di più alle scelte di chi ci rappresenta, è importante andare a votare e in Italia si va sempre meno alle urne. Ogni volta è un crescendo di persone che non va a votare.

Chi va a votare sono maggiormente coloro che si augurano che ci sia un rovescio della classe dirigente che faccia cambiare le cose. Molte persone invece dichiarano di non avere preferenze politiche perché “tanto sono tutti uguali”, perché “sono tutti corrotti nella stessa misura”. Quindi molti per ripicca non vanno a votare, tanto –  dicono – è inutile. Io capisco che molti siano arrabbiati, che a tutti gli girano per la crisi, la mancanza di lavoro eccetera ma bisogna individualizzare le soluzioni ai singoli problemi e non votare non è una soluzione.

Infatti poi non si può dire: siamo cascati male con questi politici! Non ci si può lamentare poi se le cose vanno male, ed oltretutto è un nostro diritto-dovere andarci, soprattutto se le cose non vanno bene, appunto!

Comunque non è solo colpa dei politici: in realtà anziché limitarci a chiosare contro di loro tutti dovremmo impegnarci di più personalmente, essere meno accondiscendenti verso le nostre scelte, non sperare sempre che i problemi si risolvano per interposta persona. Ve la sentite di raccogliere questa  provocazione?

Impariamo a essere più consapevoli in ogni campo, nell’insegnamento, nella cultura della pace, nella lotta all’inquinamento e possiamo farlo in diversi modi, guardiamo più alla sostanza però e meno alla forma. Questo non è uno dei casi in cui si può dire che la forma è sostanza: c‘è chi ama fare la raccolta differenziata, c’è chi preferisce fare beneficenza, c’è chi, che so, non acquista bottiglie di plastica o che so io. C’è anche chi non usa più la macchina perché vuole combattere l’inquinamento e il riscaldamento globale, ma c’è anche chi sembra duro di comprendonio e dice che non esiste nessun riscaldamento globale. Non fare il finto tonto signor dirimpettaio! Sto parlando anche con te! Si paventa un futuro non molto positivo anche per te lo sai?

Se il nostro dirimpettaio non si comporta in modo consapevole, facciamoglielo notare e forse anche lui cambierà in meglio. Se notate qualche miglioramento in lui o lei potete offrirgli un caffè e anche un ammazza-caffè! Perché no! Oppure ancora meglio, invitatelo a cena, così non andrà in giro a spendere per acquistare prodotti in plastica: una cena completamente libera dalla plastica: gli piacerà, vedrete, non solo perché  non ha pagato né la cena e né il coperto, ma perché magari avrà voglia anche lui di un mondo più pulito.

Allora, se ci avete fatto caso, e ve ne sarete accorti sicuramente, mancano ancora delle espressioni da usare. Ve lo dico senza restare sul vago, è difficile usarle proprio tutte. Sto faticando a terminarle. Concentratevi però anche sulla pronuncia dei termini. Ad esempio le lettere zeta e esse spesso pongono grossi problemi, soprattutto ai brasiliani. Fortuna vuole che io non abbia la zeppola, quindi  avete un problema in meno! Comunque non abbiate fifa di sbagliare la pronuncia. Fermate quindi l’ascolto quando volete e ripetete le parole più difficili per voi (spero di avere il vostro beneplacito sull’importanza del “parlare”).

Ora, spero che io abbia sfoderato un bell’episodio oggi, e vi dichiaro ufficialmente che anche questo è andato. Speriamo bene…