Le particelle: Ci, ce, gli, ce, lo, li, si – alla fine dei verbi

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E’ possibile leggere ed ascoltare e/o scaricare il file audio di questo episodio in formato MP3 tramite l’audiolibro (+Kindle) in vendita su Amazon, che contiene in tutto 54 espressioni italiane e 24 ore di ascolto.

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Trascrizione

Buongiorno amici di ItalianoSemplicemente.com io sono Giovanni ed oggi siamo qui per fare un esercizio particolare: sarà essenzialmente un esercizio di ripetizione e di domande e risposte. Ricordatevi sempre della regola n. 6 per imparare l’italiano: l’importanza delle domande e risposte.

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L’argomento è utilizzare: ce, si, ci lo, la, gli, ne eccetera. Lo abbiamo fatto altre volte, intendo parlare di queste particelle.

Oggi però mi interessa soprattutto quando inseriamo queste particelle e pronomi alla fine del verbo per riferirci a qualcosa. Senza dare troppe spiegazioni, passiamo subito alla pratica, come si compete a chi rispetta le sette regole d’oro di Italiano Semplicemente.

Io dunque dirò una frase normale, una frase per esteso, parlando di qualcosa (non importa cosa) mentre voi dovete dire la stessa frase dando per scontato la cosa di cui parliamo. Capita spessissimo in una conversazione di riferirsi alla cosa di cui parliamo non attraverso il suo nome ma usando una di quelle particelle alla fine, attaccandole al verbo.

Non si tratta di vere domande, in realtà, ma di due tipi di frasi diverse, ma l’importante è far lavorare il cervello.

Ad esempio se io dico “mangiare la mela” voi dovete dire “mangiarla“. “La” mela, quindi: mangiarla. “La” va alla fine del verbo.

Ad esempio in una frase posso dire: ecco la mela ma non mangiarla tutta. Non posso dire: ecco la mela ma non devi mangiare tutta la mela; per non ripetere “la mela” dico semplicemente: non devi mangiarla.

Se invece io dico “mangiare uno spicchio di mela” voi dite: “mangiarne uno spicchio“.

Se dico: “Noi ci mangiamo un po’ di mele” voi dite: “mangiamone un po’” (oppure mangiamocene un po’)

Mangiamone o mangiamocene: in questo caso è più difficile perché ho messo insieme sia la persona che compie l’azione (noi) che la mela (usiamo ne perché è una parte della mela): Posso anche dire:

  • mangiamoci un po’ di mela (la mela la scrivo)

Se invece dico “ce la mangiano noi la mela” voi dite: “mangiamocela“, oppure mangiamola (Ce anche in questo caso è facoltativo, anche nella domanda).

Tutti chiaro? Usate ce, ne, ci, lo, gli eccetera a seconda della frase.

Ho notato che si tratta di un ostacolo difficile anche per gli stranieri più bravi.

Allora un gioco di questo tipo può aiutare.

Iniziamo:

Noi dobbiamo ricordare quelle ragazze.

Voi rispondete senza nominare la parola “ragazze” (che prevede l’articolo le) e senza di dire “noi” ma facendo riferimento a noi ed alle ragazze alla fine del verbo:

Ricordiamocele, oppure Dobbiamo ricordarcele. Ce le dobbiamo ricordare (che è la stessa cosa).

È importante questo esercizio perché bisogna saper distinguere le cose tra loro, a seconda ad esempio che siano divisibili o meno, o altre regole che è inutile spiegare perché quello che conta è praticare e ripetere come vi dico sempre. Tutto verrà in automatico.

Bene continuiamo. Vi darò il tempo per rispondere e poi rispondo io.

Prendi la penna: Prendila.

Prendi la penna per me: prendimela

Prendete la penna per voi: prendetevela

Andiamo a Roma: andiamoci

Andate a Roma: andateci

Mordi la mela: mordila

Mangia una parte della mela: mangiane una parte

Scrivi una storia: scrivila

Scrivi una parte della storia: scrivine una parte

Scriviamo il libro insieme: scriviamolo insieme, scriviamocelo insieme

Spedisci una e-mail a Giovanni: Spediscigli una e-mail, spediscigliela

Raccomanda quel ristorante a Maria: Raccomandale quel ristorante, raccomandaglielo.

Spedisci la cartolina: spediscila

Spedisci a noi una cartolina: spediscici una cartolina. Spediscicela. 

Manda i saluti: mandali

Manda i saluti a lui: mandagli i saluti, mandaglieli

Chiedi un bacio a Giovanna: chiedilo a Giovanna, chiediglielo

Dammi i soldi: dammeli

Alcune persone si mangiano le unghie. Non è normale (in questo caso dovete usare “si” alla fine del verbo mangiare): non è normale mangiarsi le unghie. Alcune persone lo fanno.

Attenzione con la terza persona:

Mario deve dare i soldi a noi: Mario deve darceli, ce li deve dare, ce li dia.

Mario deve dare i soldi a te: Mario deve darteli, te li deve dare, te li dia.

Mario deve dare i soldi a Maria: Mario deve darglieli, glieli deve dare, glieli dia

Mario deve dare i soldi a me: Deve darmeli, me li devi dare, me li dia!

Fate i compiti: fateli.

Fai i compiti: falli

Alcuni si fanno dei problemi a parlare in pubblico. E’ segno di poca esperienza. (usare “si”: Farsi dei problemi a parlare in pubblico è segno di poca esperienza.

Devi farti carico di quel lavoro: fatti carico di quel lavoro, fattene carico.

Mangia tutto il cibo: mangialo tutto!

Responsabilizza tuo figlio: responsabilizzalo.

Attenti sempre alla terza persona:

Quella madre deve responsabilizzare il figlio: che lo responsabilizzi, che responsabilizzi suo figlio (con la terza persona non posso mettere lo alla fine).

Dovrei andare sul sito: dovrei andarci.

Andiamo via da qui: andiamocene.

Noi ci occupiamo di loro: occupiamocene.

Devi ritrovare la pazienza: ritrovala.
Ci devi riprovare: riprovaci

Voi vi occupate di lui: occupatevene.

Siete voi che dovete occuparvi di lui: occupatevene voi!

Sono io che mi occupo di lei: me ne occupo io.

Devi occuparti di lei: occupatene tu!

Devo fare la pasta al dente: devo farla al dente. Che la facciano al dente.

Dillo a lui: diglielo.

È lui che si deve occupare di lei: se ne occupi lui. Se ne deve occupare lui, deve occuparsene lui.

Occorre che qualcuno si occupi del problema: Qualcuno se ne deve occupare. Occorre occuparsene.

Mettiamo il sale sulla pasta: mettiamocelo sopra.

Attenzione questa è più difficile:

Dovete aver cura di questa cosa: dovete averne cura, abbiatene cura

Difficile?

Proviamo le ultime volte:

Andate via: andatevene

Vogliamo parlare di questa cosa? Vogliamo parlarne? Parliamone.

Mettiamo il pantalone nell’armadio: mettiamolo nell’armadio. Mettiamocelo.

Devi ridare la fiducia a noi: ridacci la fiducia, ridaccela

Bene amici spero vi sia piaciuto questo episodio. Grazie a tutti dell’ascolto. Spero ce l’abbiate fatta.

Per chi è interessato e vuole approfondire la pronuncia, tutti i giovedì facciamo questi esercizi nel gruppo Whatsapp dell’Associazione Italiano Semplicemente. Fate richiesta di adesione e saremo felici di avervi tra noi. E’ possibile aderire anche se si rappresenta una scuola o un istituto dove si studia italiano.

Ciao a tutti da Giovanni.

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A furia di

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È possibile ascoltare il file audio in formato mp3 tramite l’audiolibro in vendita su Amazon.

 

Trascrizione

A furia di stare attenti a una voce che viene da altrove, si finisce letteralmente per sentirle, le voci“.

È questa la frase che avete appena ascoltato, uno spezzone di una trasmissione radiofonica. Buongiorno amici di ItalianoSemplicemente.com.

Avete già capito che l’episodio di oggi è dedicato all’espressione “a furia” o forse dovrei dire “a furia di“, considerato che dopo le due parole “a furia” c’è sempre la preposizione semplice “di”.

Sapete il significato di a furia di?

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Ebbene sappiate che piace molto questa espressione agli stranieri che la ascoltano per la prima volta, perché ha un significato semplice, semplicissimo direi, e nello stesso tempo potete potete utilizzare l’espressione “a furia di” in una marea di occasioni diverse.

Bene, vi faccio ascoltare allora la voce di Flora, che fa parte della nostra associazione culturale. Flora è una professoressa di italiano. Potete fidavi quindi di quanto state per ascoltare, più di quanto vi fidate di me! Ciao Flora. Siamo tutt’orecchi!

“Buongiorno a tutti, ciao ragazzi!

Io invece propongo questa frase: a furia di correre dalla mattina alla sera, da casa (mia) all’università, dall’università a scuola, e a furia di fare diecimila cose in una stessa giornata, diventerò come il 🐰 coniglio protagonista di Alice nel paese delle meraviglie…

Buona giornata a tutti!

A furia, in italiano, è un’espressione che ha a che fare con il FURORE; è della stessa famiglia 👪 del furore, della furia, dell’aggettivo FURIOSO. Indicano qualcosa che si fa ripetutamente; qualcosa che si fa, che si dice ripetutamente, ecco, in una certa foga,con una certa veemenza, violenza.

Attenzione, che questa famiglia 👪 di parole. Vabbè, sapete tutti che significa “famiglia di parole“, tutta una serie di verbi, espressioni, parole, sostantivi, aggettivi, che hanno a che fare più o meno, con uno stesso significato, con più o meno gradazione positiva o negativa. Fate caso che in italiano esiste il furore positivo e negativo: da una parte esiste il furore bellico (nel senso della guerra),

Ripeti: il furore bellico

“… dall’altro per esempio esiste il furore nello studio. Poi esiste l’Orlando furioso, l’opera di Ludovico Ariosto, che indica la pazzia, perché questo Orlando si era innamorato di Angelica, che non lo pensava minimamente 🙂 e quindi era diventato furioso, cioè pazzo. Poi esiste ovviamente l’aggettivo furioso, che indica proprio la violenza. “a furia”, e concludo, perché sto scappando a scuola, significa fare, ripetere, un’azione per tanto tempo, per un lungo periodo, con una certa veemenza, convinzione, voglia di farla, un po’ spinto dall’istinto, cioè anche senza tanta ragione.

Buona giornata a tutti!

Bene, grazie Flora, grazie per questa fantastica spiegazione.

Non so se ti era mai capitato di spiegare questa espressione, comunque l’hai fatto in modo eccellente.

Possiamo fare altri esempi comunque affinché gli ascoltatori afferrino il senso e l’utilizzo opportuno dell’espressione. Proviamo anche a ripetere qualche frase ogni tanto.

Possiamo dire, senza cadere in errore che a furia di ascoltare episodi di italiano semplicemente riuscirete a parlare italiano correttamente, senza studiare la grammatica.

Ripeti: a furia di ascoltare sto imparando.

Poi possiamo dire che a furia di scrivere e registrare episodi per voi, gentili ascoltatori, ho imparato a farlo in modo molto più efficace, per la gioia di chi sta imparando l’italiano.

Mio figlio sicuramente, anche lui, a furia di partecipare insieme a me agli episodi di italiano semplicemente e a furia di registrare audio per il gruppo whatsapp dell’associazione finirà per imparare anche lui a farlo.

Potrei continuare a fare esempi dello stesso tipo. Molti di voi si staranno chiedendo: questa espressione è equivalente a “a forza di“? Esattamente! Le due espressioni sono equivalenti, si possono usare negli stessi contesti. “A forza di” sì usa persino di più probabilmente, perché è più informale, quindi si usa di più in famiglia ed amici. Se volete essere meno informali potete sostituire forza con furia. Tutto qui.

Per iscritto sicuramente è più adatto “a furia di”. Ovviamente dovete sempre specificare l’azione che state ripetendo e anche cosa succede dopo. A furia di cosa? A furia di parlare? E poi cosa è accaduto? A furia di parlare ho perso la voce. Questo è accaduto a furia di parlare. Dovete sempre specificare sia cosa avete fatto tante volte (parlare, in questo caso) sia il risultato (perdere la voce).

Flora ha parlato poi di furore, che però non potete usare per esprimere lo stesso concetto. Ciò non toglie che siamo sempre nella stessa famiglia di parole. La stessa cosa vale per furioso, che si usa la maggior parte delle volte come sinonimo di arrabbiato:

Sono furioso per quanto accaduto oggi in ufficio.

Sono arrabbiato dunque, la mia faccia è diventata rossa, il mio respiro si è accelerato, come il mio battito cardiaco, sono furioso dalla rabbia, ho voglia di dare un pugno ✊ al muro per sfogarmi. Se mi arrabbio posso anche dire che divento una furia, cioè sono arrabbiato e inarrestabile, niente può fermarmi, niente può placare la mia rabbia. Come ha detto Flora però la parola furia si usa anche in senso positivo, basti pensare a Furia, il protagonista della serie televisiva “Furia, il cavallo 🐴 del west” che beve solo caffè ☕?per avere il suo pelo più nero che c’è….

Ciao ragazzi, siate furiosi, furiosi nella vostra voglia di imparare l’italiano, ma mi raccomando, senza picchiare nessuno 🙂 Vedrete che ce la farete, parola di presidente dell’associazione culturale italiano semplicemente.

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8 marzo, festa delle donne. Un esercizio di ripetizione e consapevolezza (per soli uomini!)

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Trascrizione

Buongiorno amici di ItalianoSemplicemente.com e benvenuti in questo speciale episodio dedicato alle donne.

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Oggi è l’8 marzo, il giorno dedicato alle donne. Molte donne amano festeggiarlo, altre no, in ogni caso volevo dedicare un episodio a questo giorno, primo perché lo scorso anno sono stato rimproverato per non averlo fatto, secondo perché in tutto il mondo, ed anche in Italia, ogni giorno ci sono episodi di violenza contro le donne. Il sesso femminile è vittima di quello maschile più di quanto si voglia ammettere e questa forma di aggressione e violenza è molto più diffusa di altre, ad esempio nei confronti degli stranieri o dei bambini o degli anziani o di persone di altre religioni: la violenza contro le donne è ancora una vera piaga da combattere.

Ed allora voglio rivolgermi a me stesso ed a tutti gli uomini che stanno leggendo e ascoltando questo episodio, facendo un episodio di pura ripetizione. Un esercizio di ripetizione che potrebbe servire a fare un esame di coscienza, a riflettere, oltre che ad esercitare la lingua.

Questo esperimento di oggi lo facciamo cercando di usare alcune espressioni italiane che sono state spiegate sulle pagine di Italiano Semplicemente, quindi oltre che un esercizio di riflessione e consapevolezza può anche essere un esercizio di ripasso.

Siete pronti maschi?

Bene, ripetete dopo di me. Nella trascrizione dell’episodio troverete il collegamento anche alle singole spiegazioni delle espressioni idiomatiche che useremo in queste frasi che vi invito a ripetere.

Checché se ne dica, senza le donne non varrebbe la pena di vivere;

Mio malgrado, non posso riuscire, da solo, a fermare la violenza contro le donne

– Molti uomini fanno vedere i sorci verdi alle proprie mogli

– Ne abbiamo abbastanza degli uomini violenti

 …

Mi incazzo quando una donna soffre per colpa di un uomo

– Scusami, se a volte la mia attenzione verso di te lascia a desiderare

– Se un mio amico picchiasse la sua donna non gli reggerei mai il gioco

 – Non è mica con la violenza che dimostro la mia forza!

– La prossima volta che litigheremo, coglierò l’occasione al volo e ti farò un regalo

Da quando in qua ti faccio un regalo? Da oggi!

– Poiché mi sento un uomo, anziché offenderti, ti difenderò contro chiunque

– Anche se sembra tutto perduto, proverò a riconquistarti: o la va o la spacca!

– Voglio mettere per iscritto che la mia forza dipende dal tuo amore verso di me

– Anche nei momenti più difficili, per quieto vivere, prometto che manterrò la calma

Cascasse il mondo, non alzerò mai le mani

ce ne vuole di pazienza per sopportarmi, vero?

– Per fare pace, andiamo a cena fuori. Ci stai?

Adesso vediamo una celebre frase di Bukowski, tanto per non dimenticare anche le parolacce.

– Il mondo sarebbe un posto di merda senza le donne. La donna è poesia. La donna è amore. La donna è vita. Ringraziale, coglione!

E concludiamo con una frase di Gandhi, che ci ricorda il significato di abnegazione:

Per coraggio di abnegazione la donna è sempre superiore all’uomo, così come credo che l’uomo lo sia rispetto alla donna per coraggio nelle azioni brutali

Una frase un po’ difficile e lunga, quest’ultima, quindi vi invito a ripeterla ancora una volta, anche se vi si arrotolerà un po’ la lingua:

 

Un saluto a tutti, a tutti i membri dell’Associazione Italiano Semplicemente ma solamente alle donne! Spero che voi maschietti non vi offendiate! Scherzo ovviamente.

Qualcosa mi fa pensare che siano più le donne che gli uomini ad aver ascoltato questo episodio.

Ad ogni modo spero abbiate gradito un episodio di ripetizione come questo.

Alla prossima.

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