611 Fare l’appello, fare un appello

Fare l’appello, fare un appello

 

File audio disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)

Se non sei membro ma ami la lingua italiana puoi registrarti qui

richiesta adesione

Trascrizione

Giovanni: sapete cosa fa un insegnante appena entra in classe? Prima saluta gli studenti e poi fa l’appello.

Proprio all’appello è dedicato l’episodio di oggi.

Fare l’appello, con l’apostrofo, significa rivolgersi agli studenti, nominarli uno ad uno in attesa che rispondano con la parola “presente”, che significa che lo studente è presente.

Se invece lo studente non risponde allora significa che è assente.

L’assenza e la presenza degli studenti è la cosa che interessa al professore che fa l’appello.

Quindi questa espressione indica il rivolgersi agli studenti, un gruppo di persone, per un motivo ben preciso: rilevare la presenza o l’assenza degli studenti.

In senso diverso invece ha la locuzione fare un appello.

Quando si fa un appello, ci si rivolge ugualmente ad un gruppo di persone ma non per sapere se sono presenti o assenti, bensì per far sì che queste persone facciano qualcosa.

“Fare un appello” , in questo senso si può anche dire “rivolgere un appello” a delle persone.

Chiunque può fare un appello, e un appello ha sempre una finalità.

Es:

Il presidente della repubblica ha fatto un appello ai cittadini affinché (ecco la finalità) indossino la mascherina.

Il professore ha fatto un appello agli alunni affinché aiutino la scuola con una donazione.

Quindi possiamo sostituire fare un appello, volendo, con rivolgersi, ma un appello non si può fare ad una sola persona.

Il presidente della repubblica è rivolto ai cittadini affinché (ecco la finalità) indossino la mascherina.

Il professore si è rivolto agli alunni affinché aiutino la scuola con una donazione.

Fare un appello somiglia molto a fare una richiesta, ma c’è solitamente una nobile finalità quando si fa un appello.

Il parroco vorrebbe fare un appello alla comunità religiosa affinché aiutino le famiglie più povere.

Ho detto che ci rivolgiamo ad un gruppo di persone, ma se togliamo “un” la locuzione diventa “fare appello”, senza articolo di nessun tipo.

In questo caso fare appello a qualcosa (e non a qualcuno) sta per ricorrervi in vista di uno sforzo o di un impegno particolarmente gravoso.

Significa usare questa cosa, ma il verbo più adatto è ricorrere e non usare.

Es:

Fare appello alle proprie risorse

Significa utilizzare le proprie risorse, o meglio ancora ricorrere alle proprie risorse nel momento del bisogno, quando servono veramente, quando l’impegno è molto grande.

Es:

Per superare l’esame dovrò fare appello a tutta la mia memoria

Cioè: per superare l’esame dovrò impegnarmi molto, per ricordare tutto ciò che ho studiato.

Per conquistare il cuore di Maria dovrò fare appello a tutto il mio fascino.

Dovrò quindi ricorrere al mio fascino, all’arte della seduzione, altrimenti non ci riuscirò.

Per scalare la montagna occorre far appello a tutte le proprie energie.

Non finiscono qui i significati della parola appello. Nel prossimo episodio continueremo l’esplorazione di questo termine. Nel frattempo vi faccio ascoltare un bel ripasso, che mi è arrivato dopo aver fatto un appello in merito nel gruppo whatsapp dell’associazione Italiano semplicemente.

A proposito. In questo caso si può anche lanciare un appello. Lanciare, fare, rivolgere: stesso significato quando si parla di appelli in questo caso specifico.

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente (in preparazione)

Anthony: Ho appena sentito l’amico del dramma di ieri. Lui ha esordito dicendo che loro sono ancora insieme però ha detto che la fidanzata gli ha fatto rispondere del suo comportamento ma non è sceso nei dettagli. E’ restato totalmente sul vago.

Rafaela: Come sarebbe a dire che sono ancora insieme? Magari sono prevenuta nei loro confronti ma parlare di nuovo di tutta questa vicenda lascia il tempo che trova.

Marcelo: Pur essendo senza dettagli, sappiamo che l’ha costretto a promettere di non vedersi più con la sua ex. Ma crediamo davvero che a questa promessa lui avrà dato seguito? Un’ ipotesi peregrina senz’altro.

Mary Lei deve essere veramente dura di comprendonio. È mai possibile che sia così restia a staccare la spina con lui e andare avanti?

Irina: Se mi permettete aggiungo la mia. Io sono di diverso avviso. Entrambi hanno vissuto momenti difficili e la loro storia sembrava essere ad una svolta che ci voleva per entrambi. Ma se è vero come è vero che conosco il mondo, queste situazioni sono le più delicate e sono sempre in fieri.

342 – Dare del

File audio disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente  (ENTRA)

Se non sei membro ma ami la lingua italiana puoi registrarti qui

Trascrizione

Giovanni: tutti voi, studenti o amanti della lingua italiana, sapete sicuramente la differenza tra dare del tu, dare del lei e dare del voi.

Questo modo di usare il verbo dare è naturalmente un po’ anomalo, considerando che di solito ci sono oggetti che vengono dati, e tra l’altro quando si dà qualcosa c’è qualcun altro che riceve quella cosa.

In “dare del tu” e “dare del lei” o del voi, dare sta per rivolgersi. Ci stiamo rivolgendo ad una persona.

Un modo simile di usare dare in questo modo è usare gli aggettivi.

Dare dello stupido

Dare dell’incompetente

Dare dell’idiota

Dare del ladro

Se ci avete fatto caso sono tutti aggettivi negativi.

E infatti “dare del” si può usare solamente con le accuse.

Si tratta quindi di giudizi negativi, anzi, di vere e proprie accuse. Si tratta di dire in faccia, o almeno apertamente, un insulto.

Tecnicamente si potrebbe fare anche con i complimenti, ma suonerebbe come una battuta ironica, una specie di presa in giro, più che come un complimento.

“Dare del”, quindi, in poche parole, si usa per insultare o accusare, in genere gravemente, una persona. Per rivolgergli contro un’accusa.

Ci sono simili per esprimere lo stesso concetto.

Se io ti dò del ladro ti accuso di essere un ladro.

Se tu mi dai dell’incompetente mi consideri un incompetente e me lo dici pure.

Se lui dà a te dell’imbecille allora lui ti dice in faccia di essere un imbecille.

Se Carmela dà a Maria della spudorata, allora Carmela insulta Maria dandole della spudorata, dicendole di essere una spudorata.

Si usa spesso questa modalità di giudizio accusatorio quando sono accuse dirette, quando ci si rivolge apertamente ad una persona, anche non direttamente ma attraverso i giornali o altre persone, senza usare mezzi termini e senza fare giri di parole inutili. L’accusa è chiara e diretta.

Si usa in genere verso persone singole e non al plurale, con accuse rivolte a più persone, sebbene in teoria si possa fare senza problemi.

Si parla anche di “affronto” molto spesso in questi casi.

Un affronto è un’offesa, un’ingiuria, un oltraggio, una provocazione.

Se volete saperne di più su questi termini date un’occhiata all’episodio dedicato agli insulti ed alle ingiurie. Così, se qualcuno vi dà dellignorante gli farete sapere tutto ciò che avete imparato.

Komi: non datemi della stupida ma io ho bisogno di fare una domanda: che voi sappiate si può dare dello stupido per interposta persona?

Bogusia: Ho appena parlato con Giovanni e ti ha dato del disattento perché lo ha detto durante la spiegazione.

Khaled: disattento? Cioè? Per via del mio livello tanti termini mi sfuggono.

Iberê: dicesi disattento, una persona che non è stata attenta, concentrata.