534 Mi fa strano

Mi fa strano (audio)

Trascrizione

Un’espressione che potrebbe sembrare strana ad un non madrelingua è “fare strano“.

Vi faccio qualche esempio:

Mi fa un po’ strano tornare a casa dei miei, dove sono cresciuto e notare che la casa sembra più piccola.

Oppure:

Non fa strano anche a te di non avere qui con noi i nostri figli? Noi siamo sempre stati insieme, tutti e 4, mentre all’improvviso sono diventati grandi e siamo rimasti noi due.

Ti fa strano baciare un’altra persona avendo una fidanzata?

Mi fa strano che mi stia affezionando ad un gatto. Non li avevo mai sopportati fino ad ora.

Ma che differenza c’è tra “sembrare strano” e “fare strano”.

La differenza è che quando una cosa sembra strana è perché è poco credibile, cioè avete dei dubbi, oppure è una cosa insolita, fuori dal normale, oppure è illogica o è qualcosa che non accade mai.

Mi sembra strano che italiano semplicemente sono due giorni che non pubblica episodi. Come mai? Sarà successo qualcosa a Giovanni?

Oppure si parla di un oggetto o una persona che ha qualcosa che non va, o di insolito, ma non riusciamo a capire cosa sia. Cerchiamo una soluzione.

Oggi Mario mi sembra strano. Forse ce l’ha con noi? Non si comporta come al solito.

Questa bicicletta mi sembra strana. Forse ha le ruote piccole?

Invece se una cosa “fa strano“, è perché si prova una sensazione per una situazione che è cambiata, una sensazione ben definita, che sappiamo bene da cui deriva. Si tratta di sensazioni personali dovute alle proprie personali esperienze.

Non si tratta di qualche cosa di incredibile o su cui nutriamo dei dubbi; non cerchiamo una soluzione.

Vogliamo solo condividere la nostra sensazione, e spesso si tratta di nostalgia, di ricordi.

Generalmente si tratta di confidenze fatte ad amici o familiari.

Altre volte sono semplicemente sensazioni che si provano per cose perfettamente normali mai fatte prima, o fatte in contesti diversi.

Un cambiamento, una differenza, possono far sembrare una cosa strana ma solo per effetto delle nostre esperienze passate.

Vi fa strano vedere due ragazze baciarsi? Sappiate che il problema non è delle due ragazze ma il vostro.

In tutti i casi puoi naturalmente puoi dire anche che ti sembra strano, ma “mi fa strano” nasce proprio per evitare che si pensi a un dubbio o che si stia cercando una spiegazione. Non è così infatti in questi casi.

Abbiamo visto anche “mi fa specie“, abbastanza simile, ma questa, se ricordate, si usa soprattutto per contestare o criticare un’altra persona che ha un atteggiamento diverso dal solito.

Adesso ripassiamo:

Anthony: So che siamo tutti presi dalla conversazione attuale ma non vi dispiacerà se APRO UNA PARENTESI? Vi ricorderete che MI SONO PREFISSO l’obiettivo di scrivere una serie di ripassi con almeno dieci termini ciascuno. Sono partito molto bene con questo buon proposito. Ma poi alcuni problemi professionali mi HANNO COLTO ALLA Sprovvista, IL CHE significava che OGNI DUE PER TRE mi trovavo SGUARNITO del tempo necessario per stare al passo. Per quanto riguarda il mio lavoro, a causa di un susseguirsi di frustrazioni mi sentivo esausto, cioè LA MISURA ERA davvero COLMA e non MI CAPACITAVO di come sarei potuto andare avanti. Ma se si comincia, non CI SI può tirare indietro. Questo vale a maggior ragione se si fa il medico. Ci sono tantissimi ANNESSI E CONNESSI dai quali non CI SI può allontanare. TOCCAVA A ME ideare delle soluzioni. E per fortuna, dopo un periodo di contemplazione e concentrazione, queste soluzioni mi SONO BALZATE AGLI Occhi. Quindi possiamo dire che tutto è bene ciò che finisce bene.

428 Essere di un

File audio disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)

Se non sei membro ma ami la lingua italiana puoi registrarti qui

richiesta adesione

Trascrizione

Buongiorno, oggi vi stupirò, ne sono sicuro.

L’episodio di oggi infatti riguarda un utilizzo particolare della preposizione “di“.

Un uso che probabilmente per un non madrelingua occorre parecchio tempo di pratica della lingua per capire bene e assorbirlo nel proprio linguaggio, che poi è la cosa più importante.

Vediamo qualche esempio:

Ho dato una botta con il piede nudo alla sedia. Ho il dito mignolo che mi fa di un male..

Quindi dopo aver colpito la sedia con il piede nudo, cioè senza scarpe né calze, il dito mignolo del piede (cioè il dito più piccolo) mi fa molto male.

L’uso della preposizione di serve ad aumentare il senso di dolore (in questo caso si parla di dolore) e la frase diventa un’esclamazione. Potrei anche togliere ‘di’ e il significato non cambia:

Il dito mi fa un male…

La preposizione di sottolinea ancora di più la mia sensazione, qualunque essa sia, e lascia immaginare l’ascoltatore il livello raggiunto.

Molto colloquiale come modalità espressiva, ma veramente molto efficace.

Vediamo altri esempi:

Ho visto un bambino appena nato oggi… Mi ha fatto di una tenerezza…

Si usa non solo con le sensazioni, ma con qualcosa di molto elevato in generale:

Ho visto un elefante che era di una grandezza immensa!

È come dire:

Ho visto un elefante che aveva una grandezza immensa.

Ho visto un elefante grandissimo!

Voglio enfatizzare però lo stupore che ho provato, quindi il fine è sempre sottolineare una mia sensazione. Posso enfatizzare qualunque cosa:

Questo pane è di un fragrante…

Questa pasta è di un buono…

Questo cuscino è di un morbido…

Spesso si usa anche per esprimere giudizi:

Sei di una stupidità incredibile.

Ieri sono stato di uno sgarbato unico con te. Scusami.

Spessissimo segue una frase introdotta da “che”.

Infine vi faccio notare che – ma sicuramente lo avrete già notato dagli esempi che vi ho fatto – nel parlato spesso non si usa dire il nome della caratteristica, tipo la tenerezza, la grandezza, la stupidità, ma l’aggettivo al maschile singolare: bravo, tenero, stupido ecc. Il senso è lo stesso:

Sei di una maleducazione (o di un maleducato) che mi viene voglia di prenderti a schiaffi!

Questo panettone è di una bontà (o di un buono) che me lo mangerei tutto.

I membri dell’associaizone sono di una bravura (o di un bravo) che vi faccio ascoltare l’ultimo ripasso che hanno fatto:

Ulrike: Spesso e volentieri quando voglio cimentarmi con un ripasso, di primo acchito mi sento sguarnita di idee e tendo a darmi alla fuga.
Poi però, memore dell’esperienza con i miei ripassi precedenti e dell’utilità di questo esercizio per il mio apprendimento, mi domando e dico: come sarebbe a dire “sguarnita di idee”? Hai voluto la bicicletta e allora pedala!
Quindi faccio una capatina nell’elenco della rubrica e ogni volta quale sorpresa! Sono le espressioni stesse che mi danno supporto! E così di volta in volta avete l’occasione per seguire i miei ripassi 😀 .