513 Togliersi un sassolino dalla scarpa

Togliersi un sassolino dalla scarpa (scarica audio)

Giovanni: Vi ricordate dello sfizio?

Ebbene, una forma particolare di sfizio è quella che consiste nel togliersi un sassolino dalla scarpa.

Lo sfizio, abbiamo detto, è qualcosa che si toglie, qualcosa che vogliamo toglierci. Anche i sassolini dalla scarpa è qualcosa che possiamo toglierci, che possiamo estrarre, tirar via dalla nostra scarpa.

Sono fastidiosi i sassolini quando entrano nelle scarpe, non è vero?

Per questo motivo non vediamo l’ora di toglierceli per ricevere questa soddisfazione.

Questa ovviamente è un’immagine figurata ma rende molto bene l’idea del fastidio.

Questa espressione si può usare quando non ce la fate più a sopportare una situazione. In genere si tratta di dire qualcosa a qualcuno tipo:

È un po’ di tempo che voglio dirti che non ti sopporto più!

Caro direttore, le posso dire una cosa? Lei è veramente un ignorante!

Ahhhhh, finalmente mi sono tolto questo sassolino dalla scarpa!

Adesso ripassiamo un po’ qualche espressione precedentemente spiegata.

Mariana: Ciao Irina, come stai? Senti, mi sto preoccupando, non parliamo da illo tempore.

Irina. Scusa Mariana, ero occupatissima. Sai, mi sono messa in proprio: Un piccolo caffè aperto solo da pochi giorni. Non ti dico guarda! È una mera pazzia con questa burocrazia.

Mariana. Davvero? Con questa notizia mi hai preso alla sprovvista. Allora adesso sei felice di brutto Finalmente ha preso corpo quello che sognavi già da tanto tempo. Beata te!

Irina: sono felice e ne ho ben donde. Infatti ho dovuto munirsi di pazienza, e dare fondo a tutte le forze per scavalcare le difficoltà burocratiche.

Mariana. Capisco, posso immaginarmelo. Adesso so perché avevi il tempo così risicato.

Irina: Eccome! Non si può eludere nessun obbligo dovendo avere tutte le carte in regola.

Mariana: E purtroppo bisogna mettere anche dei paletti al divertimento. Manca il tempo per togliersi lo sfizio di uno svago. Quasi vivessi solamente per il lavoro.

Irina: eh già, ma adesso bando alle ciance, perché non ci incontriamo e prendiamo un caffè insieme? Ti aspetto nel mio caffè. Se tanto mi dà tanto avremmo molto da raccontarci.

Mariana: Con tanto piacere. A dopo allora. Sto scalpitando di vederti.

512 All’altezza

All’altezza (scarica audio)

Giovanni: Siamo arrivati all’episodio n. 512 della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente.

Oggi parliamo dell’altezza. Precisamente parliamo di “essere all’altezza“, una locuzione che può essere usata in due modi diversi.

Prima di tutto, essere all’altezza di qualcuno, cioè di una persona, significa essere al suo livello.

Ad esempio posso dire:

Un pugile ha dimostrato di essere all’altezza del suo maestro.

Oppure:

Un pugile si è dimostrato all’altezza del suo maestro.

Queste due frasi, che hanno lo stesso significato, vogliono dire che un pugile ha dimostrato di essere un atleta bravo come il suo maestro.

Se parlo di qualcosa, e non di qualcuno:

Non sono all’altezza di fare questo esercizio

In questo caso sto dicendo che non sono in possesso dei requisiti per fare questo esercizio, ma si usa normalmente quando si parla di sfide e di compiti. Non sono all’altezza di affrontare questo compito, questa sfida:

In entrambi i casi, si ha un livello di riferimento. Questo livello è rappresentato da una persona (come “il suo maestro”) o la difficoltà di una sfida. 

Hai le capacità di superare questo livello? Ce la puoi fare? Allora sei all’altezza. Altrimenti non sei all’altezza di questo compito o di questa persona.

Normalmente, quando si vuole indicare un livello da superare, come un livello di preparazione o di bravura, si usa “essere in grado” di fare qualcosa, cioè essere capace di fare questa cosa.

Ma se si parla di altezza si parla di qualità globali, spesso anche morali. L’altezza viene spesso legata all’animo, alla moralità, alla magnanimità o alle facoltà intellettive in generale. 

Si usa spesso “essere all’altezza della situazione“, dove la situazione è proprio il compito da affrontare. Si parla quindi della capacità di saperne valutare la gravità, affrontando e risolvendo le difficoltà che presenta.

Ma l’altezza è anche un concetto geometrico: l’altezza di un triangolo, l’altezza di una piramide eccetera. 

Non è un caso che “essere all’altezza” si utilizza anche quando si danno indicazioni stradali, quindi se venite in Italia e chiedete indicazioni ad un italiano, tipo:

Scusi, dove si trova il museo delle cere?

Risposta:

Si trova all’altezza di Piazza Venezia.

Si parla di luoghi dunque e essere o trovarsi all’altezza di un luogo significa semplicemente “essere vicino“, “trovarsi vicino” a un luogo. Ma è una vicinanza che si utilizza specialmente per indicare un punto di riferimento per far capire dove si trova qualcosa esattamente o dove è avvenuto un evento esattamente.

Andate verso il centro, e quando vi trovate all’altezza  del Colosseo, provate a chiedere informazioni a qualcuno.

Quindi all’altezza sta per “vicino” un luogo, “presso” un luogo, “nelle vicinanze” di un luogo.

Stamattina, in via Giulia, all’altezza di piazza Esedra, c’è stato un incidente.

 Per lavori stradali chiude la strada che collega Roma a Fiumicino all’altezza di via della Magliana.

Questa strada che collega Roma a Fiumicino è abbastanza lunga, allora per far capire in quale punto ci saranno i lavori stradali, indico “via della magliana” come punto di riferimento generale.

Attenzione adesso, perché “essere all’altezza di un luogo” può anche indicare qualcosa che non ha sufficienti qualità.

Es:

Il ristorante dove siamo andati a pranzo oggi, al centro di Roma, non è all’altezza del luogo.

Significa che questo ristorante non raggiunge il livello di qualità richiesto. Da un ristorante che si trova in quel luogo ci si aspetta di più.

Quindi sto facendo un confronto tra ciò che mi aspetto e quello che ho notato.

Allo stesso modo posso dire:

Lo studente non è all’altezza del nostro liceo.

Nel senso che dal nostro liceo viene richiesto un livello di preparazione molto alto e lo studente non raggiunge questo livello.

Adesso vediamo se i membri dell’associazione Italiano Semplicemente si dimostrano all’altezza di un ripasso:

Komi (Congo): Oggi ho voluto togliermi lo sfizio di una lunghissima passeggiata, e strada facendo ho ascoltato alcuni episodi della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente. C’è da dire che mi sono divertito di brutto, tant’è vero che l’ho fatto per 3 ore di fila. Mi sono proprio scatenato