403 Non ti reggo più

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Trascrizione

Giovanni: il verbo reggere è interessante perché spessissimo si usa nel linguaggio informale, al posto di altri verbi molto prossimi e altrettanto spesso si usa con un significato pressoché identico nel linguaggio diciamo più corretto, che si usa anche al lavoro.

Il fatto, appunto, è che ci sono molti verbi simili a reggere, come ad esempio tenere, sostenere, sorreggere, portare, mantenere, resistere, ed anche aiutare un po.

Una delle espressioni informali di uso corrente vede però il verbo reggere sostituire il verbo sopportare.

L’espressione è “non ti reggo più“, espressione informale che sta per “non ti sopporto più“.

Quando non riuscite a sopportare più una persona potete rivolgervi a lui o lei con questa frase “non ti reggo più”.

Perché usiamo reggere e non sopportare?

Pensate a quando tenete un peso, quando sostenete un oggetto, lo reggete, lo state sorreggendo, lo state mantenendo sospeso con le vostre mani perché non cada, quindi ne state sopportando il peso. Quando non riuscite più a sopportare questo peso, quando cioè siete stanchi, allora non siete più in grado di reggere il peso. È diventato troppo pesante per voi, non riuscite più a sostenerlo: il peso diventa insopportabile. Non lo reggete più.

Nel caso di una persona, quando questa persona diventa insopportabile è equiparata ad un peso, vuol dire che ha un brutto carattere o si sta comportando male e continua a farlo e la vostra capacità di sopportare il suo carattere dipende dalla vostra pazienza.

Non ti reggo più

Non ce la faccio più a reggerti

Finora ti ho sopportato, spesso ti ho anche supportato, ma adesso basta, non ti reggo più.

Ovviamente state paragonando questa persona ad un peso non più sopportabile, quindi si tratta di un’espressione offensiva.

Spesso si usa anche con le situazioni e non con persone. Potete dire ad esempio che lo stress del lavoro non lo sipportate più:

Questo stress non lo reggo più!

Con un linguaggio più elegante (è sempre bene avere un’alternativa) potete ugualmente dire:

Questa situazione è divenuta insostenibile!

Ma adesso ripassiamo:

Mariana: ieri mi sono imbattuta in un parola sconosciuta: balia

Rafaela: vedrai che adesso Giovanni prende e ce la spiega

Xiaoheng: e magari ci dice anche come si pronuncia, perché secondo me si pronuncia balia, ma vai a capire.

Wilde: bisogna anche considerare che laddove si tratti di parole omografe, la pronuncia potrebbe non essere univoca

Iberè: wow, si direbbe che tu te ne intenda!

Giovanni: ne parliamo nel prossimo episodio allora! Non vi lascerò in balia dell’incertezza.

8 – TENER FEDE – due minuti con italiano semplicemente

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Trascrizione

Bambino: mamma, ma dov’è la cioccolata? me l’avevi promessa!

Mamma: oh, mi spiace, mi sono dimenticata e non ho tenuto fede alla mia promessa, scusami!

Tener fede. Due parole per indicare una promessa mantenuta.

tener fede immagine

Sapete che quando si fa una promessa, quando si promette una cosa, allora possiamo fare ciò che abbiamo promesso, cioè mantenere la promessa oppure non mantenerla, non facendo ciò che era stato promesso.

La fede: il simbolo della religione ed anche del matrimonio cattolico, perché così si chiama l’anello che gli sposi, marito e moglie si mettono al dito come simbolo della loro promessa di fedeltà. L’anello nuziale si chiama appunto: “la fede“.

Fedeltà e fede, due parole simili, che escludono il tradimento. Se tradisci non sei fedele. Chi mantiene fede alle proprie promesse (come quella matrimoniale) invece si comporta in modo conforme alla promessa fatta. Chi mantiene fede alle promesse fatte, chi non tradisce cioè le proprie parole o il proprio partner, è una persona seria, che tiene fede, appunto, alle sue stesse parole. È una persona credibile.

Mantenere una promessa, quando questa promessa è importante, può diventare, nel linguaggio, mantenere fede, tenere fede o tener fede a qualcosa. Una delle preposizioni a, ai, al, allo, alla, agli, alle, è obbligatoria in questo caso. Si toglie l’articolo “la” e si mette la preposizione “a” o una delle altre.

Questo qualcosa a cui si tiene fede è evidentemente qualcosa che si è detto, come appunto una promessa importante, o dei propositi, cioè delle volontà espresse mediante dichiarazioni, spesso pubbliche, o anche fatte a se stessi.

Un riferimento al matrimonio ed alla fedeltà ci fa capire perché si usa il verbo tenere. Tenere la fede indica infatti la volontà di non togliere l’anello dal dito, ma invece continuare a tenerlo al dito, perché la fede nuziale non si toglie mai dal dito, sta lì ad indicare la promessa fatta al proprio coniuge. La frase, senza l’articolo “la” si può usare con tutte le promesse importanti.

Quindi possiamo dire:

I politici devono tener fede alle promesse elettorali

Una persona credibile tiene sempre fede alle proprie parole.

Una persona, se vuole essere coerente, deve tener fede ai principi in cui crede

La testardaggine obbliga a tener fede a delle idee anche se sono chiaramente sbagliate.

Grazie ad Ulrike (bambina), Bogusia (mamma 1) e Natalia (mamma 2) per la collaborazione