621 Abbassarsi

Abbassarsi

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Trascrizione

Giovanni: come si fa a abbassarsi?

Facile. Basta piegare le ginocchia e scendere verso il basso con la testa.

Perché ci si abbassa?

Ci si abbassa per raccogliere un oggetto, per allacciarsi le scarpe o per sdraiarsi a terra o altre ragioni.

È praticamente come chinarsi o anche piegarsi. Due verbi molto simili.

È difficile però trovare un verbo con un solo significato nella lingua italiana, e anche abbassarsi non fa eccezione

Infatti l’utilizzo figurato di abbassarsi non fa riferimento ad uno spostamento fisico, ed un abbassamento fisico, ma ad un abbassamento diciamo morale, cioè ad una umiliazione, un degrado.

Se ad esempio ricevo una scorrettezza da una persona, che quindi si comporta male con me, potrei essere tentato di rispondere con un’altra scorrettezza.

Però penso:

Non voglio abbassarmi al suo stesso livello

Significa che io ritengo di avere una mia dignità, una mia morale e non voglio avere un comportamento simile al suo, che evidentemente ha fatto qualcosa che ritengo immorale, sbagliato, scorretto, ed io, sebbene possa avere la tentazione di punire questa persona, di vendicarmi comportandomi in modo analogo, con un’altra scorrettezza, non me la sento perché verrei meno ai miei principi, infrangerei un principio morale importante, una regola di comportamento.

Quindi questo è abbassarsi in senso figurato. Io sto più in alto di lui o lei, da un punto di vista del valore umano, della moralità, e non voglio scendere al suo stesso livello comportandomi in modo simile.

Questo è un primo modo per abbassarsi in senso figurato. C’è anche un altro modo per abbassarsi, sempre nel senso di degradarsi, umiliarmi: quello di “scendere” da un punto di vista professionale e non morale.

Quindi se io sono un funzionario o meglio ancora un dirigente, quindi una persona molto importante, che dirige un ufficio e quindi ha delle mansioni importanti, di coordinamento e direzione di questo officio, non posso abbassarmi a svolgere attività che normalmente vengono svolte da persone con un livello più basso.

Il tuo capo ti ha detto di fare delle fotocopie? Non puoi abbassarti a fare fotocopie. Sei un dirigente!

Giusto, non mi abbasserò mai a tanto!

Quindi: abbassarsi a fare qualcosa.

Si usa in questo modo il verbo in modo figurato. Generalmente si usa “per” nell’uso proprio, tipo abbassarsi per allacciarsi le scarpe.

Volete un terzo uso di abbassarsi?

Abbassarsi i pantaloni

Che significa abbassare i propri pantaloni o calarsi le braghe, simile da questo punto di vista a tagliarsi le unghie e rimboccarsi le maniche.

Quella di abbassarsi i pantaloni è un’operazione quotidiana che si fa almeno un paio di volte al giorno. Per chi indossa i pantaloni ovviamente.

Un quarto modo?

Abbassarsi lo stipendio

Significa accettare una diminuzione del proprio stipendio, ridursi lo stipendio, che è il corrispettivo del proprio lavoro.

Oggi si è parlato ovviamente solo dell’uso riflessivo del verbo.

Si potrebbe anche dire che con l’arrivo dell’autunno…

Le temperature iniziano ad abbassarsi.

Così come:

Con l’avanzare dell’età i desideri aessuali si abbassano

Si abbassa anche l’attenzione dopo un po’, quindi meglio passare al ripasso, che tra l’altro necessita di molta l’immaginazione e di fantasia per essere creato.

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

Peggy e Ulrike: parliamo di poesia? Dove il nostro sguardo non arriva, può farlo la forza dell’immaginaziome. Questo è l’insegnamento che ci arriva dalla poesia L’infinito, di Giacomo Leopardi. E voi non ve lo sareste mai immaginato di imbattervi in Giacomo Leopardi oggi vero?

Hartmut: l’interpretazione delle poesie mi ha sempre dato del filo da torcere. Non so a voi.

Rauno: generalmente risulta difficile anche a me. In questa poesia, nei primi versi si parla di una siepe che, proprio perché impedisce la vista, è capace di suscitare l’immaginazione verso spazi infiniti.

Sofie: pare che a lui questo infinito che si apre facendo appello all’immaginazione appaia come un mare in cui si perde. Ma Leopardi descrive come “dolce” questa sensazione di perdersi nel mare infinito dell’immaginazione.

Giovanni:

Così tra questa immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce in questo mare.

518 IL PARTICIPIO PASSATO DEI VERBI RIFLESSIVI

IL PARTICIPIO PASSATO DEI VERBI RIFLESSIVI (scarica audio)

 

Participio passato

Trascrizione

Giovanni: Affrontiamo una questione che riguarda solo i verbi riflessivi. Sapete che i verbi riflessivi sono quei verbi che, detto in modo semplice, si riflettono su sé stessi, cioè si rivolgono su chi parla, tipo pettinarsi, asciugarsi, sposarsi e mangiarsi (una pizza ad esempio!). Ci sono diversi tipi di verbi riflessivi, ma tutti i verbi riflessivi sono accompagnati da un pronome riflessivo: mi, ti, si, ci, vi.

Es:

Io mi lavo le mani

Tu ti asciughi i capelli

Lei si mangia la pizza

Noi ci guardiamo

Voi vi addormentate

Loro si congratulano con me

I verbi riflessivi hanno una particolarità: il participio presente e passato possono dare molti problemi ai non madrelingua.  In questo episodio mi interessa soprattutto il participio passato, che si usa decisamente di più.

Vediamo qualche esempio:

Verbo rivelarsi. Il participio passato è “rivelatosi“, che significa “che si è rivelato”.

Es:

Ho creato un sito web per insegnare l’italiano, rivelatosi molto utile tra gli stranieri.

Posso dire ugualmente:

Ho creato un sito web per insegnare l’italiano, che si è rivelato molto famoso tra gli stranieri.

E’ la stessa cosa, non cambia nulla.

Ovviamente se parlo di qualcosa che è femminile, diventa rivelatasi, mentre al plurale diventa rivelatisi e rivelatesi rispettivamente.

La nostra collega, rivelatasi inaffidabile, è stata licenziata (rivelatasi = che si è rivelata)

I nostri colleghi, rivelatisi inaffidabili, sono stati licenziati (rivelatisi = che si sono rivelati)

Le nostri colleghe, rivelatesi inaffidabili, sono state licenziati (rivelatesi = che si sono rivelate)

Questo vale per tutti i verbi riflessivi e solo per questi verbi.

Esempi:

Ho preso una medicina che si è dimostrata inefficace.

Posso dire:

Ho preso una medicina dimostratasi inefficace.

Ho usato il verbo “dimostrarsi“.

Oppure:

Giovanni e Margherita, sposatisi nel 2005, ebbero un figlio di nome Emanuele  

Ho usato il verbo sposarsi. Uso “sposatisi” e non “che si sono sposati” perché è più veloce. Ma non è obbligatorio. 

Tempo fa, sentitomi male dopo aver mangiati i funghi ho chiamato l’ambulanza 

Ho usato “sentirsi male”. 

I membri dell’associazione Italiano Semplicemente, esercitatisi alla fine di ogni episodio della rubrica e abituatisi a parlare, hanno migliorato gradualmente il loro livello di italiano. 

Emma: Ero giù di corda per via del mio italiano che non migliorava, e avrei buttato tutto in vacca, sennonché, per mero caso, mi sono imbattuta in Italiano Semplicemente. Ho avuto lo scrupolo di approfondire, dacché, dal quel momento, ho cambiato registro in toto.  

Hartmut: Ah si? In che senso? Dai, non tenermi sulle spine. Spiegamelo meglio, sono tutt’orecchi. 

Emma: Guarda, non ti so dire come è andata di preciso. Il metodo ha un certo non so che che magicamente ti manforte a giostrare la lingua in maniera efficace e senza stress. Così, tappa dopo tappa, il mio italiano sta prendendo forma. 

Anthony: Sai, da illo tempore non sento cotanto entusiasmo, ma io non mi fido per natura, quand’anche mi sforzi. Mica mi stai prendendo per i fondelli? 

Emma: Macché! Come sarebbe a dire che ti prendo per i fondelli? Ma guarda tu! 

Irina:  Su! Non prendertela per così poco. Questa sera vieni da me e facciamo una capatina insieme nel sito di Italiano Semplicemente.  

Emma: Questa sera? No, non posso. Mi tocca accompagnare mia suocera a fare la vaccinazione. Ormai si è fatta la mezza, male che vada magari facciamo un pranzo spartano al bar qui vicino, ti va?

Irina: Se mi va? Ma certo, su questo non ci piove. A dopo!

 

477 Si o ci si?

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Episodio 477 della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente. Un episodio ancora una volta dedicato a “ci si”. Ce ne siamo già occupati in un episodio precedente. era il n. 32 di questa rubrica.

Oggi vediamo la differenza tra “si” e “ci si“. In questo modo non ci saranno più dubbi.

Mi riferisco sempre al “si” senza accento, che si usa quando si parla in modo impersonale, come sto facendo adesso.

Parliamo in modo impersonale quando il soggetto non è chiaramente espresso e parliamo di noi o di tutti, cioè della gente in generale. Spesso si parla di regole da rispettare.

Quando si parla in modo impersonale, un errore comune tra i non madrelingua è dimenticare la particella “ci” quando questa è necessaria. Ad esempio:

Si deve indossare la mascherina sugli autobus (verbo indossare)

Ci si deve preoccupare se una persona non indossa la mascherina in un autobus (verbo preoccuparsi)

Ma quando è necessaria questa “ci”? C’è una regola?

La risposta è semplice: “ci” è necessario quando i verbi sono riflessivi, cioè quando l’azione del verbo è rivolta verso se stessi (come preoccuparsi) o se due o più soggetti compiono un’azione e nello stesso tempo la subiscono (come darsi la mano). Dipende dal tipo di verbo riflessivo.

Quindi, quando si parla in modo impersonale, se i verbi non sono riflessivi, ci vuole solamente “si”. Altrimenti si usa “ci si“. Questo accade soprattutto quando si inizia la frase con “quando”, oppure “se”, “nel caso in cui”, “qualora” eccetera. Cosa che accade spessissimo quando si parla in modo impersonale.

Quando si mangia, si tiene la bocca chiusa! (verbo tenere, non riflessivo)

Se si deve fare questa cosa, allora facciamola! (verbo fare)

Si deve finire questo lavoro entro oggi (verbo finire)

Se si vuole, si può consegnare subito il compito (verbo volere)

Fate attenzione invece con i verbi riflessivi come ad esempio pettinarsi, impegnarsi, disinteressarsi, stringersi (la mano), sposarsi, divertirsi. pulirsi, sbagliarsi, scatenarsi. Ascoltate i seguenti esempi, dove la voce è anche quella di alcuni membri dell’associazione Italiano Semplicemente. In questi esempi che ascolterete ci sono sia verbi riflessivi che non riflessivi. Così potete vedere la differenza. Cogliamo l’occasione per ripassare alcune puntate precedenti:

Ci si deve voler bene se si vuol vivere a lungo (verbo volersi).

Tra amici ci si dice tutto (verbo dirsi)

Fernando: Quando ci si pettina, si deve fare lentamente. Mi fa specie che tu non lo sappia, visto che sei una parrucchiera.

Irina: Se ci si impegna, si può superare l’esame col massimo dei voti, salvo sfortuna.

Ulrike: Quando ci si disinteressa della propria moglie, alla fine si finisce per divorziare. Bisogna darsi una regolata.

Hartmut: Facciamo un gioco. Al mio “via” ci si stringe tutti la mano, purché poi ci si lavi le mani.

Anthony: Quando ci si sposa, si deve essere convinti, benché poi si possa divorziare.

Rauno: Ci si diverte molto in vacanza, vero? Ad esempio ci si può scatenare in discoteca

Mariana: E’ risaputo che ogni volta che se ne ha l’occasione, ci si deve lavare le mani.

Anthony: Qualora ci si sbagli, va detto subito.

Fate attenzione perché a volte “ci” indica un luogo. Tipo:

Al mare ci si andrà quando farà più caldo.

Ma andare non è riflessivo.

Questo però è un altro caso. Si parla sempre in modo impersonale, ma ma la presenza del “ci” fa riferimento al luogo e non al verbo riflessivo o meno.

Quindi “ci” va sempre messo in questo caso.

Allora ci si vede al prossimo episodio.