518 IL PARTICIPIO PASSATO DEI VERBI RIFLESSIVI

IL PARTICIPIO PASSATO DEI VERBI RIFLESSIVI (scarica audio)

 

Participio passato

Trascrizione

Giovanni: Affrontiamo una questione che riguarda solo i verbi riflessivi. Sapete che i verbi riflessivi sono quei verbi che, detto in modo semplice, si riflettono su sé stessi, cioè si rivolgono su chi parla, tipo pettinarsi, asciugarsi, sposarsi e mangiarsi (una pizza ad esempio!). Ci sono diversi tipi di verbi riflessivi, ma tutti i verbi riflessivi sono accompagnati da un pronome riflessivo: mi, ti, si, ci, vi.

Es:

Io mi lavo le mani

Tu ti asciughi i capelli

Lei si mangia la pizza

Noi ci guardiamo

Voi vi addormentate

Loro si congratulano con me

I verbi riflessivi hanno una particolarità: il participio presente e passato possono dare molti problemi ai non madrelingua.  In questo episodio mi interessa soprattutto il participio passato, che si usa decisamente di più.

Vediamo qualche esempio:

Verbo rivelarsi. Il participio passato è “rivelatosi“, che significa “che si è rivelato”.

Es:

Ho creato un sito web per insegnare l’italiano, rivelatosi molto utile tra gli stranieri.

Posso dire ugualmente:

Ho creato un sito web per insegnare l’italiano, che si è rivelato molto famoso tra gli stranieri.

E’ la stessa cosa, non cambia nulla.

Ovviamente se parlo di qualcosa che è femminile, diventa rivelatasi, mentre al plurale diventa rivelatisi e rivelatesi rispettivamente.

La nostra collega, rivelatasi inaffidabile, è stata licenziata (rivelatasi = che si è rivelata)

I nostri colleghi, rivelatisi inaffidabili, sono stati licenziati (rivelatisi = che si sono rivelati)

Le nostri colleghe, rivelatesi inaffidabili, sono state licenziati (rivelatesi = che si sono rivelate)

Questo vale per tutti i verbi riflessivi e solo per questi verbi.

Esempi:

Ho preso una medicina che si è dimostrata inefficace.

Posso dire:

Ho preso una medicina dimostratasi inefficace.

Ho usato il verbo “dimostrarsi“.

Oppure:

Giovanni e Margherita, sposatisi nel 2005, ebbero un figlio di nome Emanuele  

Ho usato il verbo sposarsi. Uso “sposatisi” e non “che si sono sposati” perché è più veloce. Ma non è obbligatorio. 

Tempo fa, sentitomi male dopo aver mangiati i funghi ho chiamato l’ambulanza 

Ho usato “sentirsi male”. 

I membri dell’associazione Italiano Semplicemente, esercitatisi alla fine di ogni episodio della rubrica e abituatisi a parlare, hanno migliorato gradualmente il loro livello di italiano. 

Emma: Ero giù di corda per via del mio italiano che non migliorava, e avrei buttato tutto in vacca, sennonché, per mero caso, mi sono imbattuta in Italiano Semplicemente. Ho avuto lo scrupolo di approfondire, dacché, dal quel momento, ho cambiato registro in toto.  

Hartmut: Ah si? In che senso? Dai, non tenermi sulle spine. Spiegamelo meglio, sono tutt’orecchi. 

Emma: Guarda, non ti so dire come è andata di preciso. Il metodo ha un certo non so che che magicamente ti manforte a giostrare la lingua in maniera efficace e senza stress. Così, tappa dopo tappa, il mio italiano sta prendendo forma. 

Anthony: Sai, da illo tempore non sento cotanto entusiasmo, ma io non mi fido per natura, quand’anche mi sforzi. Mica mi stai prendendo per i fondelli? 

Emma: Macché! Come sarebbe a dire che ti prendo per i fondelli? Ma guarda tu! 

Irina:  Su! Non prendertela per così poco. Questa sera vieni da me e facciamo una capatina insieme nel sito di Italiano Semplicemente.  

Emma: Questa sera? No, non posso. Mi tocca accompagnare mia suocera a fare la vaccinazione. Ormai si è fatta la mezza, male che vada magari facciamo un pranzo spartano al bar qui vicino, ti va?

Irina: Se mi va? Ma certo, su questo non ci piove. A dopo!

 

477 Si o ci si?

File audio disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente  Italiano (ENTRA)

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Episodio 477 della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente. Un episodio ancora una volta dedicato a “ci si”. Ce ne siamo già occupati in un episodio precedente. era il n. 32 di questa rubrica.

Oggi vediamo la differenza tra “si” e “ci si“. In questo modo non ci saranno più dubbi.

Mi riferisco sempre al “si” senza accento, che si usa quando si parla in modo impersonale, come sto facendo adesso.

Parliamo in modo impersonale quando il soggetto non è chiaramente espresso e parliamo di noi o di tutti, cioè della gente in generale. Spesso si parla di regole da rispettare.

Quando si parla in modo impersonale, un errore comune tra i non madrelingua è dimenticare la particella “ci” quando questa è necessaria. Ad esempio:

Si deve indossare la mascherina sugli autobus (verbo indossare)

Ci si deve preoccupare se una persona non indossa la mascherina in un autobus (verbo preoccuparsi)

Ma quando è necessaria questa “ci”? C’è una regola?

La risposta è semplice: “ci” è necessario quando i verbi sono riflessivi, cioè quando l’azione del verbo è rivolta verso se stessi (come preoccuparsi) o se due o più soggetti compiono un’azione e nello stesso tempo la subiscono (come darsi la mano). Dipende dal tipo di verbo riflessivo.

Quindi, quando si parla in modo impersonale, se i verbi non sono riflessivi, ci vuole solamente “si”. Altrimenti si usa “ci si“. Questo accade soprattutto quando si inizia la frase con “quando”, oppure “se”, “nel caso in cui”, “qualora” eccetera. Cosa che accade spessissimo quando si parla in modo impersonale.

Quando si mangia, si tiene la bocca chiusa! (verbo tenere, non riflessivo)

Se si deve fare questa cosa, allora facciamola! (verbo fare)

Si deve finire questo lavoro entro oggi (verbo finire)

Se si vuole, si può consegnare subito il compito (verbo volere)

Fate attenzione invece con i verbi riflessivi come ad esempio pettinarsi, impegnarsi, disinteressarsi, stringersi (la mano), sposarsi, divertirsi. pulirsi, sbagliarsi, scatenarsi. Ascoltate i seguenti esempi, dove la voce è anche quella di alcuni membri dell’associazione Italiano Semplicemente. In questi esempi che ascolterete ci sono sia verbi riflessivi che non riflessivi. Così potete vedere la differenza. Cogliamo l’occasione per ripassare alcune puntate precedenti:

Ci si deve voler bene se si vuol vivere a lungo (verbo volersi).

Tra amici ci si dice tutto (verbo dirsi)

Fernando: Quando ci si pettina, si deve fare lentamente. Mi fa specie che tu non lo sappia, visto che sei una parrucchiera.

Irina: Se ci si impegna, si può superare l’esame col massimo dei voti, salvo sfortuna.

Ulrike: Quando ci si disinteressa della propria moglie, alla fine si finisce per divorziare. Bisogna darsi una regolata.

Hartmut: Facciamo un gioco. Al mio “via” ci si stringe tutti la mano, purché poi ci si lavi le mani.

Anthony: Quando ci si sposa, si deve essere convinti, benché poi si possa divorziare.

Rauno: Ci si diverte molto in vacanza, vero? Ad esempio ci si può scatenare in discoteca

Mariana: E’ risaputo che ogni volta che se ne ha l’occasione, ci si deve lavare le mani.

Anthony: Qualora ci si sbagli, va detto subito.

Fate attenzione perché a volte “ci” indica un luogo. Tipo:

Al mare ci si andrà quando farà più caldo.

Ma andare non è riflessivo.

Questo però è un altro caso. Si parla sempre in modo impersonale, ma ma la presenza del “ci” fa riferimento al luogo e non al verbo riflessivo o meno.

Quindi “ci” va sempre messo in questo caso.

Allora ci si vede al prossimo episodio.