Fare i conti senza l’oste

tutte le espressioni idiomatiche spiegate

Audio

La domanda:


La spiegazione:

Trascrizione

La domanda di Manal (Algeria): ciao Gianni, vorrei sapere il significato dell’espressione: “fare i conti senza l’oste”. Non sono riuscita a trovare nulla su internet

La spiegazione

Buongiorno ragazzi. Oggi vediamo l’espressione idiomatica italiana “fare i conti senza l’oste”, e ringrazio Manal, una ragazza algerina, e più precisamente della città di Shief. Manal studia italiano nell’università di Blida. Spero di aver pronunciato bene tutti i nomi. Manal ha detto di non aver trovato su internet la spiegazione di questa frase.

Bene allora vediamo un po’ se ce la faccio a farvi capire il significato dell’espressione.

Fare i conti senza l’oste. Dunque cos’è “fare i conti”? Per capire occorre spiegare cosa sono i conti. I conti si fanno in matematica. Si prende una calcolatrice, oppure si scrive su un foglio di carta. Quanto fa due virgola tre più tre virgola uno? Facciamo i conti e vediamo quanto fa, vediamo il risultato di questa operazione facendo i conti. I conti è un termine, una parola generica; nello specifico esistono le operazioni matematiche: addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione. In generale si dice: fare delle operazioni, oppure ancora più in generale, si dice fare i conti. In senso matematico quindi, questa espressione si usa al ristorante, in pizzeria, ad esempio: mi fa il conto per favore? In questo caso si usa al singolare: il conto. Per “fare il conto”, il proprietario del ristorante deve fare i conti, deve vedere quello che si è mangiato, fare le singole addizioni e vedere il risultato. Il risultato è il conto, il conto del tavolo.

La cameriera, che serve ai tavoli, potrebbe chiedere al proprietario: “mi fai il conto del tavolo numero due per favore?

Quindi i conti si fanno per calcolare un risultato. Ma in realtà “fare i conti”, l’espressione “fare i conti” è usata in senso più ampio; si può utilizzare non solo al ristorante, in pizzeria eccetera, ma anche quando ci sono delle questioni da chiarire tra due persone. Se ci sono due persone ad esempio che devono ancora concludere una discussione, o hanno avuto una trattativa, ed una delle due persone crede che ancora questa discussione, questa trattativa non sia terminata, perché crede magari che finora non si sia detto tutto e occorre, bisogna terminare la discussione per ristabilire un equilibrio, allora questa persona che si sente in credito, che crede di averci rimesso finora, vuole fare i conti, vuole ristabilire il giusto, un giusto equilibrio, come è giusto che sia, secondo lui.

Se ad esempio un bambino fa un capriccio, fa una cosa che non deve fare, una cosa grave che fa arrabbiare la mamma, la mamma potrebbe dire al telefono a suo figlio:

“appena torno a casa facciamo i conti!”

Ed il bambino probabilmente avrà paura del ritorno della mamma, che vuole fare i conti con lui.

Bene, spero sia chiaro finora. Questo è uno dei significati di “fare i conti”.

osteria

A noi interessa di più però il primo significato, quello di fare i conti al ristorante. Perché “l’oste” è la persona proprietaria non di un ristorante, ma di una osteria. L’oste è il proprietario, oppure colui che gestisce l’osteria. L’osteria è un locale simile al ristorante, ma si serve prevalentemente, cioè quasi esclusivamente, del vino. È quasi come una enoteca, ma si tratta di vino normale, di vino spesso prodotto dallo stesso proprietario, cioè dallo stesso oste, mentre nell’enoteca si vendono diversi tipi di vino. Nell’osteria quindi si beve il vino dell’oste e spesso si può anche mangiare qualcosina, si può fare qualche piccolo spuntino. Lo spuntino è qualcosa di leggero da mangiare velocemente, come uno snack.

Ok quindi l’oste, il gestore dell’osteria vi porta il vino, e normalmente è anche colui al quale si paga dopo aver bevuto il vino. Ebbene è lui che fa i conti; è lui che scrive su un pezzo di carta quanto va pagato alla fine dal cliente. Non si possono fare i “conti senza l’oste”.

Quindi il cliente non può fare i conti da solo, ma li deve fare l’oste.

Chi fa i conti senza l’oste rischia di sbagliarli. Avrete certamente intuito che “fare i conti senza l’oste”, questa locuzione, questa frase idiomatica viene detta a un soggetto che è abituato a prendere decisioni affrettate, che non tengono conto delle volontà altrui e anche di un eventuale rifiuto.

Quindi non è una frase che si utilizza solamente in osteria, ma in tutte le situazioni in cui qualcuno prende decisioni senza tener conto di tutto, soprattutto della volontà di altre persone, del parere di altre persone coinvolte nella decisione. È quindi una frase che si utilizza anche in ambito lavorativo: non è una frase volgare, niente affatto! Si tratta di una espressione molto utilizzata anche in ambienti importanti. Infatti è chiara, fa subito capire cosa si vuole dire, perché se si pronuncia è scontato, si dà per scontato chi sia l’oste in questione.

Se ad esempio sono in una azienda e decido, come presidente, di spostare il luogo di lavoro di alcuni miei dipendenti, senza particolari motivi e soprattutto senza consultare i sindacati dei lavoratori, allora posso dire che sto facendo i conti senza l’oste, perché avrei dovuto consultate l’oste, che in questo caso sono i sindacati, che potrebbero impedire che senza le giuste motivazioni si trasferiscano, si spostino le sedi di lavoro dei lavoratori.

Analogamente se sono l’allenatore di una squadra di serie A italiana e decido di acquistare Lionel Messi, perché credo che sia una giocatore fondamentale per vincere lo scudetto in Italia, allora telefono a Messi, oppure chiamo il suo procuratore, e preso dall’entusiasmo avverto anche i giornali sportivi italiani del prossimo acquisto, di acquistare Messi.

Ma come allenatore ho dimenticato di avvertire l’oste, che in questo caso è il presidente della mia squadra, colui che presumibilmente dovrà pagare l’acquisto di Messi. Ho preso una decisione affrettata. Ho fatto i conti senza l’oste.

Spero, cara Manal, di averti chiarito il dubbio e di averlo chiarito a tutti gli ascoltatori. Non abbiate paura di usare questa espressione perché è assolutamente innocua. È universale e sempre utilizzabile, anche, come ho detto, nel lavoro. A proposito di lavoro, questa è una delle frasi che verrà utilizzata anche nel corso di Italiano Professionale, in preparazione, corso al quale potete già iscrivervi per richiedere di essere avvisati non appena sarà disponibile. Basta cliccare sul link che inserisco all’interno del podcast. In alternativa potete andare sul sito italianosemplicemente.com e cercare “italiano professionale”. Troverete lì il link per richiedere di essere avvisati non appena inizierà il corso.

Ora vediamo di esercitare la pronuncia. Ripetete dopo di me, è importante, anche qualcuno se non ha ben capito tutte le frasi all’interno di questo episodio. La ripetizione è importante perché parlare è parte della comunicazione, ed è anche una delle regole che usiamo in Italiano Semplicemente: la settima ed ultima regola.

Ripetete dopo di me e state attenti alla vostra pronuncia:

Fare i conti senza l’oste

—–

L’oste

Fare i conti

—–

Fare i conti senza l’oste

—–

Fare i conti senza l’oste

—–

Fare i conti senza l’oste

—–

Un ultima volta:

Fare i conti senza l’oste

—–

Bene, è tutto per oggi. Ascoltate questo episodio più volte per esercitarvi, fatelo senza stress, con calma, fatelo molte volte e vedrete che riuscirete a farlo in modo sempre più facile. Non dimenticate la fase di ripetizione, e se andate al ristorante, mi raccomando, non fate i conti senza l’oste!

Grazie Manal, ciao a tutti.


tutte le espressioni idiomatiche spiegate

Annunci

Le aziende degli extracomunitari salvano l’Italia

Audio – (Livello intermedio)

Video con sottotitoli

Giovanni: Benvenuti nella sezione notizie del corso di Italiano Professionale, il corso dedicato al mondo del lavoro e delle professioni in Italia.

cartina Italia regionale
Attività economiche individuali: Nazionalità prevalente extra-ue

Questa settimana una notizia molto interessante che vogliamo condividere con tutti.
La notizia è che l’economia italiana nonostante la crisi è ancora viva ed un contributo importante arriva dal lavoro degli stranieri extracomunitari e dalle loro attività.
Se non fosse per il loro lavoro e per le loro aziende, l’economia italiana sarebbe veramente in forte difficoltà. A raccontarci questa notizia Giuseppina e Mohamed.

Giuseppina: Nonostante le difficoltà che incontrano gli stranieri in Italia, sono centomila in più rispetto a 5 anni fa le imprese individuali aperte da cittadini nati fuori dell’Unione Europea: Solo nel 2015 sono aumentate di quasi 23mila unità, portando il totale di queste realtà a superare quota 350mila, il 10,9% di tutte le imprese individuali operanti nel nostro Paese.
Mohamed: E se consideriamo tutte le aziende individuali, anche quelle italiane, il saldo complessivo del 2015 non è stato neanche in pareggio (-0,1%).
Giovanni: possiamo dire grazie quindi a queste persone, che salvano l’economia del nostro paese, giusto?
Mohamed: già, sembra che sia proprio così Giovanni.
Giovanni: Il settore più interessato dal fenomeno è quello delle attività artigiane: 120 mila aziende con a capo un extracomunitario: un terzo di tutte le micro-aziende di immigrati.
Giuseppina: Molto bene anche le specializzazioni nei settori economici come i servizi alle imprese (dove il 23% è extra-UE), il commercio (16,4%) e le costruzioni (15,2%).
Mohamed: molto interessante anche la distribuzione degli stranieri extracomunitari sul territorio italiano: ai primi posti Toscana, Lombardia, Liguria e Lazio, dove la percentuale supera il 15% del totale delle imprese individuali regionali).
Giovanni: e le città? Qual’è la città dove ci sono più lavoratori extracomunitari in percentuale?
Mohamed: è Prato, in Toscana, dove si arriva al 40,9%. Prato anche nel 2010 era al primo posto. Seguono in classifica Milano, Firenze, Reggio Emilia e Roma.
Giovanni: interessante è anche dare un’occhiata alle nazionalità: il Marocco è la nazione più presente in Italia con 68mila aziende, e sono poche le regioni in cui prevale una nazione diversa.
Giuseppina: sì infatti è curioso come in Lombardia l’Egitto sia la prima nazionalità extra-Ue, ma anche che sia la Cina a prevalere nelle Marche, in Toscana e nel Veneto.
Mohamed: a me invece colpisce il primato del Senegal in Sardegna e poi quello incredibile dell’Albania in Liguria: il 15,6 per cento delle imprese individuali sono albanesi.
Giovanni: grazie a tutti, finisce qui la notizia di oggi, grazie dell’ascolto, e per chi volesse saperne di più vi invito a visitare il link alla fine dell’articolo sul sito italianosemplicemente.com.
Non dimenticate di ascoltare il podcast più volte, per memorizzare la grammatica in modo automatico. Per chi non le conosce vi invito a dare un’occhiata alle sette regole d’oro di Italiano Semplicemente, per imparare l’italiano in loco tempo,  con divertimento e soprattutto senza studiare la grammatica italiana.
Ciao a tutti alla prossima notizia.
—-

Questa lezione gratuita fa parte del corso di italiano professionale che sarà completo e disponibile per l’inizio del 2018

This free lesson is part of the course Italian for business, that will be complete and available for the beginning of 2018.

Per Principianti  – for beginners

Audio

>Scarica mp3 (download mp3)

Video con sottotitoli

Nel 2015, le aziende individuali extracomunitarie in Italia sono aumentate di centomila unità, rispetto al 2010.

In 2015, the individual non-EU companies in Italy increased by one hundred thousand units, compared to 2010.

Nel 2015 il Marocco è la nazione con più ditte individuali: sessantottomila.

In 2015 Morocco is the country with more individual firms: sixty-eight thousand.

Nel 2015, nell’anno 2015, le aziende (firm in english), cioè le imprese, le ditte, le attività economiche extracomunitarie (outside the Community) sono aumentate (increased), cioè sono cresciute, il loro numero è aumentato, il numero delle aziende extracomunitarie è aumentato.

Domande e Risposte – Question & Answers

Nel 2015, le aziende individuali extracomunitarie in Italia sono aumentate di centomila unità, rispetto al 2010.

Domanda: il numero è aumentato?

Risposta: sì, il numero è aumentato.

Domanda: il numero di cosa è aumentato?

Risposta: il numero di aziende individuali extracomunitarie in Italia è aumentato.

Domanda: di quanto è aumentato?

Risposta: è aumentato di centomila (100.000) unità 

Domanda: di quante unità?

Risposta: centomila. Di centomila unità. È aumentato di centomila unità, di centomila aziende.

Domanda: rispetto a quando?

Risposta: rispetto al 2010.

Domanda: nel 2015 ci sono centomila aziende in più rispetto al 2010?

Risposta: sì, nel 2015 ci sono centomila aziende in più rispetto al 2010

Domanda: ci sono centomila aziende in meno nel 2015?

Risposta: no, non in meno, ma in più. Non centomila in meno ma centomila in più.

Domanda: quando ci sono state centomila aziende individuali in più?

Risposta: nel 2015. Nel 2015 ci sono state centomila aziende individuali in più.

Domanda: quando ci sono state centomila aziende individuali in meno?

Risposta: nel 2010 centomila aziende individuali in meno.

Domanda: in quanti anni le ditte individuali extracomunitarie sono aumentate di centomila unità?

Risposta: in 5 anni. In cinque anni le ditte individuali extracomunitarie sono aumentate di centomila unità.

Domanda: quanti anni ci sono voluti?

Risposta: cinque. Ci sono voluti 5 anni.

Domanda: quanti ce ne sono voluti di anni?

Risposta: cinque. Ce ne sono voluti cinque di anni.

Nel 2015 il Marocco è la nazione con più ditte individuali: sessantottomila

Domanda: nel 2015 è il Marocco la nazione con più ditte individuali extracomunitarie?

Risposta: esatto, è il Marocco la nazione con più ditte individuali extracomunitarie nel 2015.

Domanda: quale nazione ha più aziende extracomunitarie in Italia nel 2015?

Risposta: Il Marocco. È il Marocco la nazione che ha più aziende extracomunitarie in Italia nel 2015.

Domanda: dov’è che il Marocco ha il maggior numero di aziende individuali?

Risposta: in Italia.

Domanda: è in Portogallo che il Marocco ha il maggior numero di aziende individuali nel 2015?

Risposta: no, non è in Portogallo ma in Italia.

Domanda: L’Italia ha molte ditte individuali marocchine?

Risposte: assolutamente sì, molte. In Italia ci sono molte ditte individuali marocchine.

Domanda: quante sono le ditte individuali marocchine in Italia?

Risposta: sessantottomila. Sono sessantottomila le aziende individuali marocchine in Italia.

—-prenota_icona

Questa lezione gratuita fa parte del corso di italiano professionale che sarà completo e disponibile per l’inizio del 2018

This free lesson is part of the course Italian for business, that will be complete and available for the beginning of 2018.

>> prenota il corso

______________

Fonte notizia: Unioncamere-InfoCamere

Approfondimenti:
http://cameradicommerciolatina.it/imprese-straniere-dati-del-2015-diramati-unioncamere/

http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2016-03-25/immigrati-italia-100mila-imprese-piu-5-anni-134932.shtml?uuid=ACHHwluC

La lingua è importante nel lavoro?

Livello Intermedio (B2/C1)

>> MP3 download

Video con sottotitoli

video a cura di Yasemin Arkun

Ciao a tutti, apriamo oggi la sezione notizie del corso di Italiano Professionale, sezione notizie che è disponibile per tutti  in forma scritta e in forma audio, e lo sarà fino al 2018, quando sarà disponibile il corso completo. Del corso oggi, come da programma, abbiamo solamente le prime due lezioni, di cui la prima lezione consultabile da tutti e che riguarda, come abbiamo visto, per coloro che ci seguono, le competenze e le professionalità: tutti i modi per esprimere le proprie competenze e le proprie professionalità.

Dunque quella di oggi è una notizia che mi ha colpito e che voglio condividere con voi. Ve la faccio raccontare da Giuseppina.

L’ISTAT, ossia l’Istituto Nazionale di Statistica Italiano, ha analizzato il livello di integrazione nel mercato del lavoro e gli eventuali ostacoli incontrati dagli stranieri in Italia.

Perché gli stranieri vengono in Italia? Secondo L’Istituto di Statistica, gli ultimi dati mostrano che più della metà degli stranieri (il 57%) viene per cercare un lavoro, ma è sempre più difficile trovarne uno, molto di più, almeno rispetto a sei anni  fa. Un aiuto fondamentale viene dal sostegno dei parenti, conoscenti e amici.

Uno straniero occupato su tre dichiara di svolgere un lavoro poco qualificato rispetto al titolo di studio conseguito e alle competenze professionali acquisite, percentuale molto alta rispetto all’11,5% tra gli italiani.

Ma quali sono gli ostacoli più grandi per gli stranieri per trovare un lavoro, o per trovare un lavoro adeguato? I tre ostacoli maggiormente indicati dal campione di persone intervistato sono la scarsa conoscenza della lingua italiana (uno straniero su tre),  il mancato riconoscimento del titolo di studio conseguito all’estero (uno su cinque) e i motivi legati all’integrazione ed alla cultura (uno su cinque).

—-

Lezione per principianti (A1/A2) – Lesson for beginners

>> MP3 download

Questa lezione gratuita fa parte del corso di italiano professionale che sarà completo e disponibile per l’inizio del 2018

This free lesson is part of the course Italian for business, that will be complete and available for the beginning of 2018.

l’Istituto Nazionale di Statistica Italiano, in una indagine sulla condizione lavorativa degli stranieri in Italia, mostra che l’ostacolo principale è costituito dalla conoscenza della lingua italiana. Una persona su tre infatti afferma che non essere italiano dalla nascita rappresenta un ostacolo per trovare un lavoro, o un lavoro adeguato.

L’Istituto nazionale di Statistica, (the National Institute of Statistics in english), cioè l’Istituto italiano di Statistica, l’Istituto nazionale, cioè della nazione Italia, ha condotto una indagine, cioè ha fatto una indagine (survey in english), ha fatto uno studio, uno studio statistico, sulla condizione lavorativa degli stranieri in Italia, cioè uno studio per capire, per conoscere, le informazioni sulle condizioni sul lavoro, (cioè la condizione lavorativa), che riguardano il lavoro degli stranieri in Italia. Quali sono i risultati? (Which are the results?). Una persona su tre, cioè una persona ogni tre persone, afferma, cioè dichiara, dice, che il fatto di non essere italiano dalla nascita, cioè il fatto che lo straniero non è nato e cresciuto in Italia, rappresenta un ostacolo, cioè è un ostacolo. Non essere nati in Italia è un ostacolo, costituisce un ostacolo, cioè rappresenta un ostacolo per trovare un lavoro, costituisce un ostacolo per trovare un lavoro, ed è un ostacolo anche per trovare un lavoro adeguato. Un lavoro adeguato è un lavoro giusto, un lavoro adatto alla persona, un lavoro che è adeguato è adatto, è giusto per la persona intervistata. Il lavoro è adeguato quando è equo, quando è opportuno, quando è appropriato.

Parole difficili – difficult words

Istituto: Istituto significa ufficio (office, Institute), L’Istituto è un Ente pubblico o privato (a Public or private authority), che ha una organizzazione e degli obiettivi. Es: istituto ospedaliero, Istituto di istruzione; Istituto di bellezza; Istituto di lingue, e Istituto di Statistica.

Indagine: (Survey, research, investigation). Una indagine è una ricerca, una ricerca attenta, sistematica, molto precisa, volta ad appurare la verità intorno a fatti specifici: Es: indagine storica, indagine scientifica o statistica, ma può essere anche una indagine della polizia, o della magistratura. Si dice condurre un’indagine, fare un’indagine.

—-

Questa lezione gratuita fa parte del corso di italiano professionale che sarà completo e disponibile per l’inizio del 2018 – This free lesson is part of the course Italian for business, that will be complete and available for the beginning of 2018.

—————-

Maggiori informazioni: http://www.istat.it/it/archivio/177521