n. 119 – BENACCETTO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

Conoscete tutti il verbo accettare vero?
Bene, allora sapete anche coniugare il verbo al presente indicativo:

Io accetto
Tu accetti
Lui accetta
Eccetera.

Accettare è il contrario di rifiutare. Anche questo lo sapete. Facile.
Bene, allora dovete sapere che però quando accettate qualcosa, ci sono vari modi per farlo. O meglio a seconda che siate soddisfatti o meno potete usare modalità diverse per dire che questa cosa è accettata da voi. Che vuol dire?

A volte si ingoia un rospo. Accade quando accettate qualcosa ma non siete affatto favorevole: si tratta di sopportare oltre che di accettare. Questo è ingoiare il rospo.

A volte si accetta a malincuore, e questo accade quando accettate di malavoglia. Si dice anche così.

È un sentimento meno forte rispetto al rospo che si ingoia (in senso figurato ovviamente).

Se invece siete felici di accettare qualcosa, allora potete dire che questa cosa è accettata di buon grado, cioè accettata volentieri o, riferendovi all’oggetto, che questo è benaccetto. Com’è questo oggetto? È benaccetto. Lo accettate volentieri.

A dire il vero benaccetto significa sia accettato volentieri, sia gradito, cioè che procura piacere.

Si scrive tutto attaccato in una sola parola, ma volendo anche staccato in due parole: “ben accetto“.

Il contrario è una cosa malaccetta, ma si usa molto meno a dire il vero.

Ben accetto e ben accetta sono invero molto usati.

Es.

Le mie preghiere sono benaccette a Dio.

Quindi Dio le gradisce, lui ha piacere che io preghi, accetta le mie preghiere quindi.

Sono stato benaccetto dal gruppo dei ragazzi della scuola calcio.

Qui ha più il senso di accettato, non respinto, gradito, certo, anche così posso dire.

Calcio: Un pareggio con il Barcellona sarebbe ben accetto.

D’altronde quale squadra di calcio non gradirebbe un pareggio con il Barcellona? Io lo accetterei di buon grado.

Se volete imparare l’italiano con l’associazione italiano semplicemente sarete benaccetti.

Adesso ripassiamo le espressioni passate.

Bogusia (Polonia 🇵🇱): per noi noi i due minuti con italiano semplicemente vanno per la maggiore. Non c’è bisogno di scervellarsi troppo. Sono sempre là, sul sito che ci tendono la mano, tutti realizzati con i fiocchi. Ho sentore che nei prossimi giorni ne arriveranno alcuni ancora più belli. A volte Gianni ci tiene sulle spine. Vi dirò che di regola, riesce a sfoderare spiegazioni chiarissime. Sennò, boh, quando accadrà di non riuscire a capire, sarà l’eccezione che conferma la regola.

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

n. 118 – AVERE SENTORE – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

Avete mai avuto sentore di qualcosa?

Un sentore: cos’è?

Avere sentore è un’espressione che potete usare per esprimere una sensazione. Quando una persona ha un sentore significa che ha una percezione vaga, sente qualcosa ma non sa esattamente da dove venga o cosa sia questa sensazione. Come quando si sente un vago odore di qualcosa.

Avere un sentore è come avere un sesto senso (oltre i cinque sensi che abbiamo tutti), è come conoscere in qualche modo qualcosa che può essere un fatto accaduto, o il motivo per cui è accaduto, o che qualcosa accadrà.

Solitamente, a seconda del caso, si usa anche avere la sensazione, o avere la percezione, avere il sospetto, oppure avere un presentimento, una premonizione o un presagio.

Si tratta sempre di una sensazione che non vi sapete spiegare su due piedi, ma che probabilmente deriva dall’esperienza, da uno sguardo che avete notato o semplicemente dal vostro intuito. È forse più informale rispetto ai suoi sinonimi ma il sentore si usa spesso.

Potete allora avere sentore che qualcuno vi stia seguendo, o che qualcuno vi abbia tradito, ma si può avere anche il sentore di tappo se aprite una bottiglia di vino

In questo caso si fa riferimento all’olfatto vero e proprio. Ma sempre di una sensazione, in questo caso di un odore, non forte ma piuttosto vago. Entrate in una casa ed avete un sentore di alcool ad esempio. Spesso si toglie l’articolo e diventa “avere sentore” in questi casi si parla quasi sempre di sensazione e più raramente di odore, di olfatto. Infine potete usare anche il verbo avvertire al posto di avere.

Ora, se avvertire il sentore che i due minuti siano passati immagino che abbiate ragione.

Adesso ripassiamo alcune espressioni passate parlando di odori:

L’olfatto è il mio senso preferito. Provate a chiudere gli occhi e farvi guidare dal vostro naso. Una volta provato, può darsi che vi piacerà. Ho questo sentore.

A me piace l’olfatto anche se non lo uso per sballarmi usando droghe. Si dà il caso che io ci tenga alla mia salute. Eccome se ci tengo!

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

Il notiziario della salute – parliamo degli occhi: vocabolario, verbi particolari, malattie e rimedi

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Descrizione

Pubblichiamo un episodio del programma settimanale del gruppo WhatsApp dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente.  Se stai imparando la lingua italiana potrebbe essere utile per te partecipare alle lezioni quotidiane in questo gruppo.

Trascrizione

Oggi parliamo di occhio. Sono molte le espressioni dedicate all’occhio, che cioè contengono la parola occhio, ma oggi voglio dirvi velocemente qualche parola che si usa quando si parla di occhi.

Stropicciare ad esempio è un verbo che si usa spesso con gli occhi. Significa toccarsi gli occhi, sfregare, strofinare, passare più volte la mano gli occhi. Si fa la mattina quando ci si sveglia; ci si stropiccia gli occhi, quindi si usa in modo riflessivo:
Stropicciarsi gli occhi.
Poi è interessante parlare di lacrimazione degli occhi: quando un occhio lacrima (verbo lacrimare) escono le lacrime dagli occhi, escono le gocce dagli occhi, come quando si piange.
Possono lacrimare comunque anche perché sono arrossati o perché qualcosa c’è finito dentro.

Anche il verbo arrossare è abbastanza tipico degli occhi: quando diventano rossi, vuol dire che sono arrossati, cioè sono infiammati, non che il colore degli occhi cambia. Anche la pelle può arrossarsi, ma in questo caso accade quando si prende troppo sole o per via di contusioni, schiaffi eccetera.

Gli occhi poi si possono “strizzare” ma questa è una espressione idiomatica: significa chiudere la palpebra facendo l’occhiolino, come segno d’intesa. Non è certamente come strizzare uno straccio, o come quando ti prende la strizza (la paura, la fifa, ricordate?)

Oltre all’arrossamento ed alla lacrimazione potete anche avere la secchezza degli occhi: in questo caso gli occhi sono poco umidi, sono “secchi” si dice così quando state magari in ambienti surriscaldati o climatizzati, oppure quando fate un uso prolungato del computer. Anche il fumo, la polvere o il vento, possono causare una disidratazione dell’occhio e quindi secchezza o irritazione oculare.

E cosa accade quando prendete un pugno in un occhio? Accade che l’occhio si gonfia: avete un gonfiore all’occhio causato dal trauma del pugno.

Sapete cosa fare in caso di gonfiore o arrossamenti? Potete fare degli “impacchi”. Questa parola l’avete ma sentita? Fate un impacco di acqua e sale ad esempio, che funziona anche in caso di allergie o congiuntivite.

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L’impacco è l’applicazione sulla cute, cioè sulla pelle, in generale, a scopo terapeutico, quindi per guarire, di panni o garze imbevute di liquidi o soluzioni medicamentose.

Quindi prendete un pezzo di stoffa o una garza, imbevete (cioè bagnate) la garza o la stoffa, il tessuto, di acqua e sale, potrete così fare un impacco. Fare un impacco è questo. Non potete però usare il verbo “impaccare” che invece significa fare un pacco e non un impacco.

A Roma puoi usare il verbo impaccare anche in un altro modo… se sei “impaccato di soldi” vuol dire infatti che hai molti soldi, che sei una persona ricca.