n. 72 – TENDERE LA MANO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Tendere la mano. È questa l’espressione di oggi. Ma non si tratta di un’espressione idiomatica. Oppure sì? Diciamo che può essere un’espressione idiomatica ma spesso non lo è. Dipende.

Molti di voi hanno pensato che tendere la mano significa dare una mano, nel senso di aiutare, dare un aiuto, fornire aiuto, prestare soccorso a qualcuno. In realtà tendere la mano non è esattamente come dare una mano.

Infatti chi tende la propria mano verso qualcuno verso cioè una persona, dimostra la propria disponibilità all’aiuto.

L’aiuto quindi viene dopo, dopo che la persona verso la quale la mano è stata tesa ha accettato l’aiuto. Prima si tende la mano e poi eventualmente la mano viene afferrata da chi ha bisogno di aiuto.
Tendere la mano infatti indica una mano che si mostra ad una persona in segno d’aiuto.

Se tu hai bisogno d’aiuto, io posso tenderti la mano: allungo la mia mano verso di te, te la mostro, quindi ti tendo la mia mano.

In effetti “tendere” ha diversi significati, ma indica sempre qualcosa che si trasforma. Se ad esempio un elastico si tende, allora l’elastico si allunga, diventa più lungo.

Riferito a tutti gli oggetti che sono flessibili o estensibili, come gli elastici, è lo stesso: allungare, stendere. Se un oggetto viene teso, come una corda, un filo o un elastico, allora questo oggetto viene allungato.

Gli estremi si allontanano. Una mano non è elastica, ma tendere una mano indica comunque un movimento della mano.verso una direzione.

Quindi, se un tuo amico cade a terra, puoi tendergli una mano per mostrargli la tua disponibilità ad aiutarlo. In senso figurato è lo stesso, ma l’aiuto non è fisico. Qualunque difficoltà abbia una persona, c’è sempre bisogno di qualcuno che gli tenda una mano, qualcuno che sia disposto ad aiutarlo, a socccorrerlo.

Questa mano tesa ha solo bisogno di essere afferrata, ed è un grande gesto di amicizia, ma può essere un grande gesto di umanità, di generosità eccetera, dipende dal contesto.

Il verbo tendere ha anche altri significati ma per ora meglio non andare oltre con le spiegazioni perché il tempo tende ad essere considerato prezioso per gli appassionati della rubrica due minuti con italiano semplicemente.

Ripasso espressioni precedenti:

Oggi Giovanni è in vacanza in montagna, pertanto si è visto costretto a chiedere il nostro aiuto nuovamente. Un altro episodio per interposta persona. Ma la cosa importante è che un’altra tappa del percorso verso l’apprendimento dell’italiano sia stata superata. Spero che ci sia bel tempo dove è andato Giovanni, ma le previsioni danno rovesci tutta la settimana.

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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

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n. 71 – DI BUONA LENA – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Sapete cos’è la lena? Una parola che gli italiani usano solo in una frase. La frase è “di buona lena“.

Più raramente potreste ascoltare o leggere anche “riprender lena“.

Allora, la lena è il respiro, ma non si usa mai al posto della parola “respiro” e nessun italiano sa che significa respiro, fiato, vale a dire l’aria che esce dalla bocca quando si respira appunto: il fiato.

La lena indica un respiro particolare che ha a che fare soprattutto con lo sport. Riprendere la lena, o riprender lena, quindi indica la ripresa del respiro, ma si usa per indicare l’energia e la volontà di andare avanti.

Ad esempio quando un atleta riprende lena allora riprende le energie, riparte, ricomincia con vigore a correre, a pedalare, a nuotare eccetera.

La parola allenamento, cioè l’esercizio fisico di un atleta, contiene la parola lena non a caso.

Ma la frase di oggi è “di buona lena“, un’espressione che si usa quando un’attività (una qualsiasi, non solo sportiva) viene fatta ad un ritmo elevato, oppure con costanza, forza o volontà.

Dopo le ferie estive ho ripreso a lavorare di buona lena.

Possiamo anche dire “di gran lena”, o “di ottima lena”.

Vuol dire che lavoro molto, che produco, che vado ad un ritmo elevato.

Questa è la frase più utilizzata che contiene la parola lena, ma potete usarla anche in altri modi:

La speranza dà spesso nuova lena per andare avanti

Un allenare sportivo deve dare lena ai giocatori

Devi andar avanti con maggior lena

Ti è mancata la giusta lena per vincere

Anche un fiume può avere poca o tanta lena, nel senso che le correnti posso essere forti o deboli.

Ripasso espressioni precedenti

Questo è l’episodio n. 71 della rubrica “2 minuti con Italiano semplicemente”. Occorre mettersi di buona lena a ascoltare gli episodi passati. Altrimenti sarete presi alla sprovvista dagli esercizi di ripasso che si trovano alla fine di ogni episodio. È un percorso a tappe ma bon ci vorrà molto, appena un paio d’ore. Una volta rotti gli indugi raggiungerete l’obiettivo in men che non si dica.

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n. 70 – TAPPE- 2 minuti con Italiano semplicemente

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Le tappe. Le tappe sono la parola del giorno.

Quando fate un viaggio, se non vi fermate mai ed arrivate direttamente a destinazione possiamo dire che avete fatto un viaggio senza fare tappe.

Non avete fatto neanche una tappa, cioè neanche una sosta.

Non vi siete mai fermati in poche parole.

Andremo in Italia e faremo due tappe, una a Venezia, l’altra a Roma.

Giungeremo a Roma in due tappe.

Attenzione però non sempre potete usare tappa al posto di sosta o fermata.

La sosta si fa per riposarsi, mentre la tappa si fa per raggiungere un obiettivo finale, oppure le tappe sono i punti di un percorso.

Nel viaggi turistici si fanno solitamente più tappe per visitare diversi luoghi, oppure anche solo per riposarsi ma al fine di raggiungere un obiettivo, una meta finale, una destinazione finale, che rappresenta l’ultima tappa del percorso. La tappa finale.

Un percorso è quindi composto da tappe. Qualsiasi percorso è fatto di tappe, anche non solo in senso fisico, materiale.

Ad esempio se mi sto laureando, le varie tappe del percorso che ha la laurea come obiettivo finale, sono rappresentate dai singoli esami da sostenere: ogni esame è una tappa del percorso.

Anche la nostra vita è un percorso a tappe, momenti importanti, decisivi, e se decidiamo un obiettivo da raggiungere allora queste tappe possono anche essere bruciate (ma senza l’uso del fuoco).

Questa espressione si usa quando si sta percorrendo un percorso molto velocemente.

Ovviamente è un’espressione idiomatica questa, molto usata nello sport o nel lavoro quando una persona molto giovane ha già raggiunto risultati importanti, ha quindi “bruciato le tappe”, nel senso che le ha raggiunte prima del solito, prima degli altri, prima del previsto.

Bruciare le tappe: è anche quello che state facendo voi, pensateci bene, se avete seguito tutti gli episodi della rubrica “2 minuti con Italiano semplicemente”.

Ripasso espressioni precedenti:

Rauno (Finlandia 🇫🇮 ) e Carmen (Germania 🇩🇪): mi sembra anche questo un episodio come si deve senza dubbio, e stavolta la spiegazione non è avvenuta per interposta persona come nell’episodio scorso. Andiamo avanti allora, giorno per giorno, senza mancare neanche una tappa, perché finalmente sento che sto ingranando con l’italiano! Eccome!

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n. 69 – PER INTERPOSTA PERSONA – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giuseppina: Per interposta persona. Avete mai sentito questa espressione?

È un’espressione che si usa quasi esclusivamente nel mondo degli affari e del lavoro.

Infatti “per interposta persona” indica che c’è una persona che si interpone, cioè che si mette in mezzo.

Interporre è un verbo che gli stranieri non usano mai: porre è un sinonimo di mettere, mentre “inter” significa “in mezzo” quindi posso dire ad esempio:

Quando si usa il ghiaccio per combattere le infiammazioni ai muscoli, bisogna interporre un tessuto, un pezzo di stoffa, di cotone tra il ghiaccio e il corpo umano, per evitare lesioni alla pelle.

Quindi il tessuto, interposto, cioè messo in mezzo tra il ghiaccio e la pelle impedisce la lesione della pelle.

Allo stesso modo posso interporre una persona tra altre due persone: In tutto ci sono tre persone, di cui una è interposta tra le altre due. Questa interposizione non è fisica però, ma solo mediatica: questa persona interposta è un mediatore, serve a far comunicare le altre due.

Possiamo quindi dire ad esempio:

L’affare sarà concluso non direttamente, ma per interposta persona

Vuol dire che c’è un mediatore che aiuta due parti, cioè due persone, due aziende eccetera a comunicare.

In realtà possiamo usarla anche fuori dagli affari:

Abbiamo acquistato un cane per interposta persona, grazie ad un sito internet

Moglie e marito avevano litigato e si parlavano solamente per interposta persona, grazie al loro amico Andrea.

Giovanni: bene, spero vi sia piaciuto questo episodio realizzato per interposta persona, quindi grazie mamma. Adesso Ripassiamo le espressioni passate:

Bogusia (Polonia 🇵🇱): Ho litigato con mio marito. Con gli anni sono venuti a galla tutti i suoi difetti. Quindi mi sono vista costretta a chiedere il divorzio. Che vuoi, anche la pazienza ha un limite. Lui non è d’accordo però e adesso sembra un’anima in pena, poveraccio. Ma la misura era colma da un pezzo, così, dopo aver valutato tutti gli annessi e connessi (abbiamo anche due figli) ho rotto gli indugi e adesso mi sento molto meglio.

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n. 68 – COME SI DEVE – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Episodi collegati:

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Khaled (Egitto): Oggi facciamo un episodio come si deve? Che ne dite?

Ottima idea, un episodio come si deve è quello che ci vuole nel giorno di ferragosto.

Comunque forse bisogna spiegare questa espressione: “come si deve” 

Ed allora facciamolo!

Come si deve è un’espressione molto usata dagli italiani, un po’ meno dagli stranieri. Ma da oggi sicuramente un po’ di più anche da parte loro.

E’ molto usata al lavoro, ma solamente all’orale.

Ma quando si usa?

Si usa quando c’è da fare un lavoro, quando c’è da realizzare qualcosa, e questo lavoro deve essere fatto bene. La qualità è essenziale al lavoro, quindi i lavori devono essere fatti come si deve.

Il che significa “come si deve fare”. é stata omessa l’ultima parola. Il lavoro va fatto bene, va fatto in modo ineccepibile. Quest’ultima però è una modalità adatta anche allo scritto e molto più professionale. Spiegheremo il verbo eccepire tra qualche giorno.

Torniamo alla nostra frase: un lavoro fatto come si deve è semplicemente fatto bene. Ci sono molti modi equivalenti per dire la stessa cosa, ognuno ha delle caratteristiche proprie. Quella di oggi esprime semplicemente in modo informale la buona fattura di un lavoro o di un servizio. Ma anche fuori dal lavoro possiamo usare questa frase.

Adesso vado a sgridare mio figlio, lo sgrido come si deve così gli passa la voglia di fare capricci!

Ecco, in questo caso sgridare come si deve il figlio garantisce al genitore che il figlio si comporterà bene in futuro. Tutto ciò che si fa come si deve è pertanto ben fatto.

Al lavoro posso usare frasi alternative più valide e professionali:

Bisogna pulire le apparecchiature a regola d’arte (molto professionale)

Occorre pulire tutto adeguatamente (abbastanza usato ma più all’orale)

Il servizio fa fatto a dovere (usato più all’orale ma professionalmente valido)

Si tratta di un lavoro fatto veramente ammodo (tutto attaccato: significa in un modo positivo. Discorsivo ma professionale.

Il cliente va accontentato, quindi fate tutto nel giusto modo (discorsivo ma valido)

Queste modalità potete usarle maggiormente al lavoro, ma nella vita di tutti i giorni potete dire anche:

Un pranzo cucinato come Dio comanda (da usare anche al lavoro, ma solo all’orale)

Ho organizzato una festa con tutti i crismi (molto usata ma solo all’orale: significa perfettamente, non deve mancare nulla)

Ma fare una cosa “per bene” è probabilmente la forma più usata, insieme a “come si deve” all’orale e nella vita di tutti i giorni.

Anche una cosa fatta “a puntino” (divertente vero?) sono ben fatte. Esprime precisione.

Si usa molto anche “ben bene” o “ben benino”:

Prima di venire a tavola lavati le mani ben bene ok?

Ripassiamo le espressioni passate?

Guy (Camerun): veramente una spiegazione come si deve. Complimenti! Ma d’altronde dopo la domanda iniziale, che non era per niente retorica, ti sei visto costretto a non fare una spiegazione pro forma.

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