245 – Al caso suo

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Trascrizione

Junna (Cina): Vi presento la prossima espressione della rubrica “due minuti con italiano semplicemente”

Giovanni: Ecco un’altra espressione che contiene la parola “suo”. Stavolta si tratta di “AL CASO SUO”, ma anche di al caso mio, tuo, nostro, vostro e loro.

Una espressione che si utilizza nel caso di un bisogno, una necessità, un’occorrenza.

Quando ho bisogno di qualcosa o qualcuno, inizio a cercare cosa o chi possa soddisfare il mio bisogno.

Qualcosa oppure qualcuno potrebbe fare al caso mio, qualcos’altro o qualcun’altro invece no. Se ciò che ho trovato fa al caso mio (bisogna usare il verbo fare) significa che va benissimo, e che ciò che ho trovato soddisfa pienamente il mio bisogno. E’ esattamente ciò che cercavo! Fa proprio al caso mio.

Si utilizza questa modalità quando il mio bisogno ha caratteristiche particolari, che difficilmente possano essere soddisfatte appieno, ma quando questo avviene, posso dire che questa cosa fa al caso mio.

E’ un’espressione informale e quindi usata da tutti, sia allo scritto che all’orale.

Se voglio rimarcare, sottolineare ancora di più la perfetta coincidenza tra ciò che cerco e ciò che ho trovato, posso usare anche un’altra espressione:

Questa cosa “calza a pennello” o “essere su misura

Espressioni, queste, usate quasi esclusivamente in senso materiale. Se misurate una scarpa, ad esempio, ed è esattamente quella giusta come misura, potete usare questa espressione, ma a volte si usa anche proprio come “al caso mio”, suo eccetera”.

Il verbo calzare infatti si usa con le scarpe: calzare le scarpe significa mettere le scarpe, indosarle, e quando una scarpa “calza” vuol dire che è giusta. Se calza perfettamente o calza a pennello, vuol dire che è perfetta per il mio piede, è su misura per me. Si possono comunque usare queste espressioni anche in senso non materiale.

Facciamo qualche esempio con l’espressione di oggi.

Franco ha bisogno di una ragazza delicata e tranquilla, e Maria credo faccia proprio al caso suo. Organizziamo un incontro?

E’ come dire:

Maria è perfetta per Franco, è proprio la ragazza giusta per lui.

Ho visto una bella macchina elettrica, piccolina, ed anche economica. La voglio acquistare perché fa proprio al caso mio.

Significa che questa macchina è veramente adatta a me, è appropriata ai miei bisogni, li soddisfa pienamente, li soddisfa appieno.

Questa casa fa proprio al caso nostro: ampia, 3 bagni, vicino alla metro e anche luminosa!

I ragazzi cercano continuamente cellulari che facciano al caso loro.

Ci sono alcune cose importanti da dire.

Prima cosa: “Al caso mio” e “al mio caso” sono assolutamente identiche per indicare l’appropriatezza. Potete cambiare l’ordine senza problemi. Se ricordate non era la stessa cosa nell’espressione “a modo mio” e “a mio modo“.

Seconda cosa: potete dire anche “ad hoc“, un’altrta espressione che ha lo stesso significato: adatto appropriato, ma meno personale: un vestito ad hoc per l’occasione, un locale ad hoc per gli incontri amorosi, eccetera.

Non si usa dire “ad hoc per me”, per te eccetera. Meglio dire “fa al caso mio”. Comunque sia ad hoc che al caso mio, se ci avete fatto caso (scusate il gioco di parole) vanno bene sia al maschile che al femminile.

Terza cosa: posso anche dire che una cosa “fa al caso di” indicando una persona. Ad esempio:

Maria fa al caso di Franco

Questa festa fa proprio al caso dei nostri amici.

Ora un bel ripasso che speriamo faccia al caso vostro. Ascolterete la voce di alcuni membri dell’associazione Italiano Semplicemente che hanno rispolverato ben sette espressioni passate.

Mariana: il virus è arrivato ovunque fatto salvo il mio paese
Sofie: avete sentito? A suo dire il suo paese sarebbe indenne dal virus!
Ulrike: ragion per cui vive sulla luna!
Lejla: infatti. Che fesseria!
Doris: Meglio assecondare certe persone!
Xiaoheng: forse ragazzi era una battuta. A suo modo voleva essere simpatico
Bogusia: peccato che non ci sia riuscito!

– – –

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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N.7 – DI DOVE SEI? – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI

PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI

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7^ lezione – settima lezione – lezione n. 7: DI DOVE SEI?

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Emanuele: Primi passi. Lezione numero SETTE (7): DI DOVE SEI.

Emanuele: ciao, io mi chiamo Emanuele

Giovanni: ciao Emanuele, il mio nome è Giovanni

Emanuele: io sono di Roma e tu? Tu di dove sei?

Giovanni: io sono di Milano.

Emanuele: abiti a Milano? Sei di lì? Vivi li?

Giovanni: sì, abito lì, abito a Milano. Vivo a Milano. Tu abiti a Roma?

Emanuele: si, abito a Roma. Sono di Roma. E lei? Lei chi è?

Giovanni: ah, lei è una mia amica. Si chiama Elettra

Emanuele: ah, anche lei vive a Milano?

Giovanni: no, lei è di Venezia. Vive a Venezia. Lei è veneziana.

Elettra: piacere.

Emanuele: siamo di tre diverse città quindi.

Giovanni: infatti, abitiamo in tre città diverse.

Elettra: è vero. Viviamo in tre città diverse.

Emanuele: io sono di Roma

Giovanni: io vivo a Milano

Elettra: io abito a Venezia.

Emanuele: io sono milanese

Giovanni: io sono romano

Elettra: io sono veneziana.

Giovanni: E loro di dove sono?

Emanuele: loro chi?

Giovanni: gli ascoltatori di Italiano Semplicemente.

Elettra: sono brasiliani, sono tedeschi, sono spagnoli

Emanuele: qualcuno è portoghese

Giovanni: ci sono anche francesi e finlandesi

Elettra: anche statunitensi.

Giovanni: di dove sono gli statunitensi?

Elettra: sono degli Stati Uniti.

Emanuele: gli spagnoli invece sono della Spagna.

Giovanni: e i Francesi? Di dove sono i francesi?

Emanuele: sono della Francia

Ripasso lezioni precedenti:

Elettra: ciao a tutti. Io sono italiana, mi chiamo Elettra e la mia età è 13 anni. Vado ancora a scuola, non ho ancora un lavoro. Lui è mio padre Giovanni.

Giovanni: hai fame? Vuoi mangiare qualcosa?

Elettra: no, sono assetata, non sono affamata. Non ho fame.

Giovanni: cosa vuoi da bere?

Elettra: acqua grazie.

Giovanni: prego.

244 – A suo modo

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Trascrizione

Ecco un’espressione apparentemente simile a quella dell’ultimo episodio.

La volta scorsa abbiamo visto “a suo dire”, oggi vediamo “a suo modo”.

L’inizio è lo stesso, “a suo” (a senza acca). Ma… il modo? Cos’è il modo?

Si sta parlando di un modo, cioè di una modalità particolare, ma è veramente difficile spiegare l’uso di questo termine in questa locuzione.

Facciamo prima con alcuni esempi:

È un po’ strano ma a suo modo Giovanni è simpatico.

Significa che evidentemente c’è qualcosa di simpatico in Giovanni.

Probabilmente non tutti saranno d’accordo con me perché il suo modo di dimostrare simpatia è un modo particolare, un modo tutto suo.

Di sicuro questa simpatia non è evidente per tutti, perché altrimenti non direi che “a suo modo” è simpatico.

È come dire che, guardando le cose “in un certo modo” – non si sa esattamente quale sia questo modo – probabilmente si può riescire a capire questa simpatia.

Comunque questo di oggi resta una modalità abbastanza vaga di parlare, poco preciso.

Altro esempio:

Il balcone di casa (che è la parte della casa che sta all’aria aperta) a suo modo, è diventato un simbolo di questo momento particolare che stiamo vivendo.

Come prima, non è un messaggio preciso, ma se ci pensiamo, almeno in Italia, non potendo uscire di casa, si sta molto spesso sul balcone, quindi il balcone in qualche modo, o “a suo modo” , rappresenta questo periodo.

Attenzione perché “a modo suo” non sempre coincide con “a suo modo“.

Se dico: Francesca vuole sempre fare a modo suo.

Questo indica che Francesca è ostinata, caparbia, che Francesca vuole decidere sempre come fare, a modo suo, cioè come dice lei. Francesca non accetta consigli da nessuno. Ma “a modo suo” non sempre implica ostinazione, altre volte può indicare creatività ad esempio.

“A suo modo”, invece, (attenzione all’ordine delle parole) implica una ricerca, una modalità da ricercare, spesso facilmente, altre volte un po’ meno.

Il discorso della regina è un fatto a suo modo storico.

Questo “suo” non si riferisce alla Regina, ma al discorso che ha fatto in TV. Un discorso storico a suo modo.

In effetti la storia in genere si racconta attraverso altri episodi, ma, perché no, anche questo è un fatto storico, in fondo. A suo modo è anche questo un fatto storico.

Naturalmente posso dire anche “a mio modo” , “a tuo modo” , “a nostro modo” , “a vostro modo” e “a loro modo”, ma in questo caso si parla sempre di persone, ed allora spesso lo troverete utilizzato col verbo vedere:

a mio modo di vedere

a tuo modo di vedere

a nostro modo di vedere eccetera.

Una frase che si usa spessissimo e indica però un punto di vista personale. Non è la stessa cosa.

Ma posso fare comuque esempi analoghi a quelli fatti prima, con lo stesso significato di prima.

A mio modo, con Italiano semplicemente penso di dare un contributo alla diffusione della lingua italiana.

Oppure:

A tuo modo, forse hai ragione.

A nostro modo, ci sappiamo far rispettare.

Ci sono molti artisti che, a loro modo, hanno cambiato l’immagine della donna nel mondo.

Bene, adesso ripassiamo qualche espressione passata, fatelo a modo vostro: ascoltando, ripetendo l’ascolto, o provando a ripeterlo a voce. C’è anche chi preferisce ascoltare e scrivere contemporaneamente la frase di ripasso e anche questo, a suo modo, aiuta a memorizzare.

Andrè (Brasile):

Scusatemi amici, mi sono scervellato per cercare altri argomenti ma non vedo come non tornare a bomba, quindi vi parlo ancora del coronavirus! In tempi di crisi come questo in cui viviamo, viene a galla il meglio e il peggio delle persone! Ogni due per tre spuntano persone che in qualsiasi modo se la sentono di tendere la mano verso coloro che ne hanno bisogno. Al contempo purtroppo, ci sono anche coloro che approfittano di tale situazione per speculare.
In Brasile ad esempio, i prezzi delle mascherine e dell’alcol sono salite alle stelle.

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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

Ricordare o ricordarsi?

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Trascrizione

C’è differenza fra “dimenticarsi” e “dimenticare”? Ed analogamente, si distingue tra “ricordare” e “ricordarsi”?

Questa è la domanda che mi ha posto una ragazza per email. Ha un nome cinese quindi non mi azzardo a pronunciare (Xiaoheng).

Allora che differenza c’è?

Faccio abbastanza fatica a spiegare questa differenza. dimenticare o dimenticarsi, ricordare o ricordarsi.

Mi viene in mente, così, di primo acchitto, che dimenticarsi è più familiare. Lo stesso vale per ricordarsi.

Poi se ci penso ancora un po’ penso che dimenticarsi si usa quando si parla di cose personali, di cose da fare o da dire.

Ti sei ricordato di fare la spesa? O ti sei dimenticato?

Qui sto usando dimenticarsi e ricordarsi.

In teoria si potrebbe anche dire:

Hai ricordato di fare la spesa? Oppure lo hai dimenticato?

Ma questa frase suona veramente male. Usare ricordarsi significa riferirsi ad una persona, quindi il mio primo pensiero era giusto.

In effetti quando la questione riguarda una persona a volte si fa fatica a usare ricordare e non ricordarsi che viene più naturale.

Ad esempio

Ti ricordi di me?

Come si fa in questi casi ad usare ricordare?

“Ricordi me?” Non va bene per niente. Non esiste proprio!

Come si fa a dimenticarsi di te?

Questo è un altro esempio in cui non si può usare l’altra forma.

A volte usare ricordarsi e dimenticarsi aumenta la componente emotiva, e aiuta a rendere bene l’idea:

Di questa epidemia ce ne ricorderemo a lungo.

Mi ricorderò per sempre di te

Ci sono occasioni in cui possiamo usare entrambe le forme.

Ad esempio:

Ricordati di andare a trovare nonna.

Ricorda di andare a trovare nonna.

Vanno bene entrambe ma la prima è sicuramente più usata e anche più naturale perché ci si rivolge più direttamente alla persona con cui si parla.

Mi ricorderò del tuo sorriso

Ricorderò il tuo sorriso.

Come prima: meglio la prima forma, meno distante, più confidenziale, più diretta.

Si ok, la frase si costruisce in modo diverso, è vero…

Ricordarsi di… Bisogna aggiungere “di” o del, della, eccetera. Ma non sempre:

Non riesco a ricordarmi del suo nome.

Si può anche dire:

Non riesco a ricordarmi il suo nome

Non riesco a ricordarmi come si chiama.

In questo caso meglio non mettere “di”, ma non è sbagliato dire “ricordarmi di come si chiama”

Ci sono poi occasioni in cui è meglio usare ricordare e non ricordarsi. Meglio, ma non obbligatorio. Quando?

Questo accade quando il tono è più “solenne” diciamo, spesso non si parla di una persona specifica. O quando si è nell’ambito dell’insegnamento, quindi parliamo di concetti e di nozioni:

Bisogna sempre ricordare cosa significa la guerra.

In effetti non c’è bisogno di viverla in prima persona, la guerra, come hanno fatto i nostri nonni ad esempio.

Ecco, i nostri nonni avrebbero detto:

Dobbiamo ricordarci cosa significa la guerra.

Per loro che l’hanno vissuta veramente ha molto più senso.

Analogamente, anche un professore, un insegnante, probabilmente userà ricordare e dimenticare.

Non bisogna dimenticare il teorema di Pitagora.

In effetti il teorema di Pitagora come tutte le cose che si imparano a scuola non sono esperienze di vita. Meglio usare ricordare e dimenticare in questi casi.

Avete visto che ragionando insieme abbiamo capito qualche differenza in più.

Ci sono dei casi però in cui ricordarsi non va bene.

Ti ricordo che oggi è il mio compleanno!

Queste giornate ricordano quelle vissute durante la guerra. Nessuno poteva uscire di casa.

Vorrei ricordare un episodio accaduto tanto tempo fa.

In questo caso si parla di ricordare ad altri, non a se stessi, e spesso neanche ad una persona specifica. Quindi ricordarsi non ha senso.

Anche “le giornate ricordano” significa “le giornate fanno pensare”, “portano alla memoria” . Alla nostra memoria quindi.

Quindi il ricordo viene anche in questo caso stimolato dall’esterno.

Lo stesso se dico:

Il concerto è stato organizzato per ricordare un grande artista scomparso tanti anni fa.

Per dimenticare e dimenticarsi non vale però. Dimenticare e dimenticarsi sono sempre riferiti a se stessi o a tutti. Mi sono dimenticato, ti sei dimenticato, hai dimenticato, dimenticare è sbagliato, eccetera.

Bene, se non ho dimenticato nulla, l’episodio può finire qui.

Se volete potete date un’occhiata all’episodio sui verbi pronominali, che vi chiarirà ulteriormente le idee. Non ve lo ricordavate questo episodio vero? Allora vi metto un collegamento così fate prima.

Alla prossima. Grazie alla ragazza cinese della domanda.

Grazie a tutti per le vostre donazioni e se avete dubbi anche voi, non dimenticatevi che esiste Italiano Semplicemente.

Un abbraccio virtuale.