N.5 – Sì o No? – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI

PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI

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5^ lezione: Sì o No?

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Elettra: Primi passi. Lezione numero cinque (5): Sì e No

Elettra: Ciao.

Giovanni: ciao.

Elettra: tu ti chiami Giovanni? Ti chiami così?

Giovanni: Sì, mi chiamo Giovanni. Mi chiamo così.

Elettra: Non ti chiami Giuseppe?

Giovanni: No, non mi chiamo Giuseppe. Non mi chiamo così.

Elettra: stai bene?

Giovanni: sì, sto bene, grazie.

Elettra: tu sei mio padre, vero?

Giovanni: sì, sono tuo padre.

Elettra: sei mio padre?

Giovanni: sì, lo sono.

Elettra: Sei mia madre?

Giovanni: no, non sono tua madre.

Elettra: Sei mia madre?

Giovanni: no, non lo sono.

Elettra: Hai 48 anni?

Giovanni: sì, ho 48 anni.

Elettra: Hai 48 anni?

Giovanni: sì, be ho 48. E tu quanti anni hai? Quanti ne hai?

Elettra: io ne ho 13. Ma tu sei felice?

Giovanni: sì, sono felice.

Elettra: Sei felice?

Giovanni: sì, lo sono.

Elettra: sei triste?

Giovanni: No, non sono triste.

Elettra: Sei triste?

Giovanni: No, non lo sono. E tu lo sei?

Elettra: No, non lo sono. Papà, hai un lavoro?

Giovanni: sì, ho un lavoro.

Elettra: Hai un lavoro?

Giovanni: sì, ce l’ho. E tu ce l’hai?

Elettra: No, non ce l’ho papà.

Elettra: Papà, io sono Elettra?

Giovanni: Sì, sei Elettra .

Elettra: sono tua figlia?

Giovanni: Sì, sei mia figlia.

Elettra: sono tua figlia?

Giovanni: Sì, lo sei. E io sono tuo padre?

Elettra: Sì, lo sei.

Elettra: Papà, sono tuo figlio?

Giovanni: No, non sei mio figlio.

Elettra: sono tuo figlio?

Giovanni: No, non lo sei.

Ripasso lezioni precedenti:

Elettra: Ciao, come state? Io sto bene. Mi chiamo Elettra. Piacere di conoscervi. La mia età è 13 anni. Vado a scuola, quindi non lavoro. Neanche mio fratello lavora. Mio papà invece lavora. Anche mia madre lavora. Noi siamo quattro persone: mia madre, mio padre, mio fratello ed io.

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207 – A SCAPITO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giovanni: episodio n. 207 della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente. Per chi non conosce questa rubrica si tratta di brevi episodi numerati.

La brevità è importante perché la lunghezza e il dettaglio delle spiegazioni sono sempre a scapito del numero delle persone che ascoltano l’episodio fino alla fine.

A SCAPITO di. Oggi spieghiamo questa espressione che si può usare quando parliamo di vantaggi ma soprattutto di svantaggi.

Quando facciamo una scelta, qualunque essa sia, valutiamo vantaggi e svantaggi e difficilmente troveremo una soluzione che porta tutti i massimi vantaggi.

Di solito ogni scelta ha i suoi vantaggi, i suoi punti a favore ed altri a sfavore.

Il fatto è che spesso aumentando un vantaggio lo facciamo a scapito di altre caratteristiche, che quindi peggiorano. Ma non c’è bisogno di dire che peggiorano perché abbiamo già detto “a scapito” di queste caratteristiche.

Dobbiamo trovare la combinazione ottimale che più ci soddisfa. Possiamo anche usare “a danno” con lo stesso significato di “a scapito” o anche “a svantaggio“, quindi è il contrario di “a vantaggio”. In modo più formale si dice “a detrimento” nonostante sia un po’ bruttina come modalità.

Se ad esempio andate in un ristorante dove non si usa la tovaglia, beh questo sicuramente va a scapito dell’igiene, vale a dire che l’assenza della tovaglia che ricopre il tavolo, non giova all’igiene, quindi è un punto a sfavore dell’igiene, va a scapito dell’igiene.

Se date troppe attenzioni a uno dei vostri figli questo va a scapito degli altri figli.

Adesso ascoltiamo una frase di ripasso, che forse va a scapito della durata dell’episodio, ma sicuramente giova alla memoria. Nel prossimo episodio vedremo un termine simile: il discapito.

Bogusia: Si dà il caso che a scuola dove lavoro si sia festeggiato il carnevale. Benché fossi restia, mi sono vista costretta a travestirmi anche io. All’insegna dell’unità sociale, sono riuscita a sfoderare in bel costume da vampiro ma ho avuto un problema e sfido chicchessia nel consigliarmi qualcosa per non accusare le conseguenze del trucco. Prude dappertutto, appunto. Che divertimento è? Il fatto è che non ho niente a che spartire con questi festeggiamenti e ora mi sono finalmente smarcata dal costume di carnevale. Cercare di convincermi che sia stato divertente lascia il tempo che trova. Adesso, dopo averlo tolto, mi gira tutto bene. Vi auguro una buona giornata. 😃

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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

206 – COME LA VEDI – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giovanni: Oggi in questo episodio n. 206 della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente esauriamo i significati di “vedi tu“. Naturalmente parliamo del verbo vedere ma in senso figurato.

Abbiamo visto “vedi tu” nel senso di decidi liberamente, pensaci tu, per me è lo stesso. Poi abbiamo visto “te la vedi tu” che chiama in causa le responsabilità esclusive.

Oggi vediamo “vedi tu” (ma anche lui, noi, eccetera) quando si chiede o si esprime un’opinione. Di modalità ce ne sono molte in generale quando si parla di opinioni o pareri:

Tu cosa ne pensi?

Secondo te?

Mi interessa la tua opinione.

Vorrei sapere il tuo punto di vista in merito (ci stiamo avvicinando, è comparso il “vedere” con il “punto d vista”)

Come la vedi tu?

Tu come la vedi?

Stiamo parlando di “vederla“.

Vedere” una situazione (quindi vederla, “la situazione”) rappresenta il proprio punto di vista sulla situazione. Ci stiamo riferendo alla situazione, alla questione, alla faccenda. Si parla al femminile in questi casi: “vederla” e non “vederlo”

Tu come la vedi? o anche “come la vedi tu?

Cioè: cosa ne pensi? Qual è la tua idea in merito?

Già, perché non tutti la vediamo sempre allo stesso modo.

Io posso vederla in un modo, tu puoi vederla in un altro modo, lei può vederla ancora in un altro modo, noi possiamo vederla in modo del tutto diverso da voi. E loro?

Loro possono vederla ancora diversamente.

E tu? Come la vedi tu? La vedi ancora diversamente da tutti gli altri?

Insomma, avete capito che la vista si usa per dare il senso del “punto di vista“, perché ognuno ha il suo punto di vista diverso, poiché ognuno ha la propria esperienza, i propri interessi, cose che reputa più importanti e cose meno importanti.

Un modo un po’ più formale che utilizza sempre il verbo vedere per chiedere un’opinione è:

A tuo modo di vedere come possiamo fare?

A nostro modo di vedere, la vostra accusa è totalmente falsa!

Oppure (anche senza “modo di”)

A mio vedere questo caffè è troppo freddo

A suo vedere è stato accusato ingiustamente

Ora saluto tutti, anche i professori di lingua italiana che amano la grammatica insegnata in modo classico, e invece a mio modo di vedere la grammatica va insegnata in modo diverso e, se vogliamo,  divertente. Ovviamente se la vedete diversamente da me fatemi sapere.

Ora ripassiamo qualche espressione già spiegata a ritmo di musica brasiliana e poi ascolteremo come la vede Emanuele.

Andrè: Brasile e Carnevale, un binomio inscindibile! Sta settimana con tutti gli annessi e connessi inizia la festa più popolare del mondo, e se vogliamo anche la più allegra! È anche la festa dove si beve più che mai, e ogni due per tre va in tilt la testa dei cosiddetti “foliões” , per me nulla quaestio a patto che nessuno vada all’aldilà per i festeggiamenti! Rio de Janeiro, São Paulo, Salvador e Recife sono le città dove si trascorrono gli eventi più animati. Le folle ballano senza remore! Direi che Il Carnevale sarebbe una festa perfetta sennonché c’è sempre qualcuno che fa stupidaggini e io sono costretto a dirvelo allora: ce ne sono tanti, ma che vuoi farci! Volendo, venite in Brasile per il Carnevale, portatevi i vestiti più osé e godetevi la festa perché durante il carnevale non se ne frega nessuno dei formalismi! Voci false e tendenziose vi potranno dire che si tratta di un evento pericoloso, comunque, se volete andare, a scanso di eventuali equivoci e di dubbi vi consiglio l’agenzia di viaggio di una mia amica che sicuramente vi darà manforte.

Segue la spiegazione di Emanuele…

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205 – VEDITELA TU – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giovanni: Buongiorno, allora  ieri ho lasciato a mia madre la spiegazione di “Vedi tu”, infatti avevo chiesto io a lei di occuparsene e oggi avevo la stessa intenzione, sennonché mi madre mi ha risposto:

Giuseppina: Mi spiace ma oggi non ho tempo,  oggi te la vedi tu.

Va bene, ho risposto io. Me la vedo io, me la vedo da solo allora.

Questo, come vi aveva accennato nello scorso episodio mia madre, è un altro modo di usare “vedi tu“. In realtà stavolta è “te la vedi tu” o anche “VEDITELA TU” , significato diverso dal “vedi tu” di cui vi ha parlato mia madre.  Stavolta infatti non è un segnale tipo “non c’è problema, decidi tu” . Piuttosto significa “è un problema che devi risolvere da solo” : te la devi vedere da solo.

Ancora una volta “vedere” con gli occhi non c’entra nulla. Stavolta è “vedersela“, verbo pronominale che abbiamo già visto in due passati episodi e che stavolta rivediamo velocemente.

Vedersela e quindi “me la vedo io”, “veditela tu”, “se la vede lui/lei”, “se la vedono/vedano loro”, “ce la vediamo noi”, “ve la vedete voi” si usano per affrontare i problemi senza coinvolgere altre persone. Questa è la cosa più importante da ricordare.

Quindi “me la vedo io” significa me ne occupo io, ci penso io a risolvere il problema, quindi tu stanne fuori, ci penso io, quindi non farti problemi perché sarò io a affrontare questa situazione.

Quindi, mentre in “vedi tu” che abbiamo visto nell’ultimo episodio si lascia l’onore di decidere a qualcun altro, in “te la vedi tu” (o veditela tu)  si lascia l’onere e non l’onore.

Spesso infatti si usa quando ci sono responsabilità, quando si è fatto qualcosa di sbagliato e si deve rimediare a questo errore:

Tu hai sbagliato, e adesso te la vedi tu!

Non c’è nessun onore ma solo un onere, un peso, un peso che si deve sopportare da soli.

MA perché si usa vedere? Ad esempio se dico “me la vedo io”, il senso del verbo vedere è: tu non vedrai nulla, cioè non ci sarà nessun problema per te: me la vedo io, non preoccuparti.

Ovviamente è informale, ma in modo formale “te la vedi tu” diventa:

E’ una sua responsabilità, se ne occupi lei, si prenda lei in carico questa faccenda, veda lei come risolvere il problema.

Ora un breve ripasso. Domani vediamo l’ultimo utilizzo di “vedi tu“, essendo andati già oltre i due minuti.

Bogusia: Può darsi che qualcuno di voi recentemente abbia trovato questo sito per imparare oppure approfondire il proprio italiano. Vi ha colto alla sprovvista questo metodo ingegnoso e adesso le sette regole d’oro vi ronzano per la testa?
Ho deciso di ritagliarmi del tempo e dirvi che non siamo alle solite qua: cioè, studiare anni e anni, il che significherebbe armarsi di nuovo di pazienza e forse ad un certo punto accusare la fatica e alla fine voglia di sfuggire dallo studio.
No, non è così con italiano semplicemente. Chi impara con noi è proprio cascato bene e ha svoltato, appunto. Qui si ingrana e questo è meglio dirlo a scanso di equivoci prima che decidiate di allontanarvi anzitempo dalla lingua italiana. Hai visto mai che adesso ti è venuta la voglia di continuare?

Segue la spiegazione di Emanuele…

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