AVERE UN FARE – 2 minuti con Italiano semplicemente (n. 16)

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Avere un fare? Cos’è questa una espressione italiana?

Esattamente, e si usa per descrivere l’atteggiamento di una persona. Molto usata coeme modalità espressiva, ma più all’orale. Bisogna aggiungere una carattetistica, sia positiva che negativa:

– Giovanni ha un fare molto gentile

– Francesca ha un fare molto delicato

– Giuseppe e Giovanna hanno un fare alquanto sgarbato oggi

Avere un fare è semplicemente l’abbreviazioe di “avere un modo di fare”. semplcemente come sempre, ma potete usare il verbo fare anche da solo:

Cos’è questo fare un po’ maleducato?

Giovanni, col suo fare da sapientone, è proprio antipatico!

ESORDIRE – 2 minuti con Italiano semplicemente (n. 15)

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Trascrizione

Il mio esordio, con Italiano semplicemente è avvenuto nel mese di luglio del 2015.

Sapete usare il verbo esordire e la parola esordio?

Una parola molto utilizzata nello sport. In poche parole, stiamo parlando della prima volta.

L’esordio rappresenta l’inizio. Normalmente si usa nello sport e nei discorsi.

Qual è stata la prima partita di Francesco Totti con la Roma?

Vale a dire:

Quando è avvenuto l’esordio di Francesco Totti con la Roma?

Oppure:

Quando ha esordito Francesco Totti con la maglia della Roma?

Se in quell’occasione la partita è stata vinta posso parlare anche di esordio vincente.

L’esordio rappresenta quindi la prima volta che si fa un’attività che poi viene ripetuta nel tempo.

Totti ha giocato moltissime partite di calcio, ma l’esordio c’è stato quando aveva 17 anni.

Nello sport spessissimo si sente parlare di esordio. Si chiama anche debutto.

Ma esordio (e anche debutto) si può usare anche in altri campi.

Debutto però è quasi riservato esclusivamente al mondo dello sport: il debutto con la Roma ad esempio.

Nei discorsi, dicevo prima.

Quando una persona inizia a parlare, quello possiamo chiamarlo un esordio. Le prime parole pronunciare sono quelle che costituiscono l’esordio di un discorso.

Io ad esempio oggi ho esordito parlando del primo episodio su italianosemplicemente.com. Un bell’esordio direi. A me almeno è piaciuto 🙂

Ma perché usare esordire (o debuttare anche)?

Non posso dire, non so, iniziare?

Certamente. Nessun problema, posso farlo. Ad esempio:

Totti ha iniziato la sua carriera di calciatore romanista all’età di 17 anni.

Stesso significato.

Ma ho usato molte più parole.

Iniziare è troppo generico. Sono costretto a specificare.

Iniziare a fare cosa? Iniziare a giocare? E con quale squadra?

Meglio dire: ha esordito con la Roma a 17 anni.

La sua prima partita con la maglia della Roma è avvenuta all’età di 17 anni. Ancora troppe parole.

Altro esempio:

Io oggi ho iniziato questo episodio parlando del mio primo episodio con italiano semplicemente.

Molto più semplice dire:

Oggi ho esordito parlando del mio primo episodio con Italiano semplicemente.

Un’ultima annotazione.

Spesso, ma solo quando si parla di discorsi, si usa esordire per evidenziare qualcosa di negativo che si è detto all’inizio.

Ieri ho visto la mia ragazza. Mi doveva parlare, ha detto. Ha esordito dicendo “ho un altro”.

Non c’è stato bisogno di aggiungere altro…

ROMPERE GLI INDUGI – 2 minuti con Italiano semplicemente (n. 14)

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Ieri abbiamo accennato al verbo indugiare, quando abbiamo spiegato il verbo cincischiare. Ricordate?

Indugiare è un verbo assolutamente da usare in ogni circostanza. Gli stranieri non lo fanno ma io ve lo consiglio vivamente. È molto elegante secondo me.

Oggi poi volevo parlarvi anche della frase “rompere gli indugi“, che evidentemente ha a che fare con indugiare.

L’indugio cos’è?

Un indugio è un’esitazione, qualcosa che causa ritardo nel fare qualcosa. Se io ho un indugio vuol dire che sto indugiando, cioè sta passando del tempo senza che io faccia nulla.

Non sono d’accordo con alcuni vocabolari che spiegano la parola indugio come sinonimo di ritardo.

Casomai l’indugio è la situazione che causa il ritardo.

Se una persona indugia, allora probabilmente non è sicura di qualcosa, non sa come procedere, come andare avanti.

Si usa così quindi nella lingua italiana; quando c’è un’indecisione, un’esitazione.

Esitare infatti è il verbo più vicino ad indugiare. Un po’ fome aspettare e attendere, ma non c’è indecisione in questi due verbi. C’è solamente il tempo che passa.

Perché indugi?

Sto indugiando (cioè sto esitando) perché non sono sicuro, magari c’è qualcosa che mi preoccupa, c’è qualcosa all’origine del mio indugio.

Quindi il singolare (indugio) si usa in questo modo; per indicare un’esitazione, e una conseguente attesa, una mancanza di azione che invece ci si aspettava.

Si usa anche quando qualcosa viene fatto subito, immediatamente, senza indugio, in men che non si dica

Me ne sono andato senza indugio!

È un modo molto elegante per esprimere la sicurezza di una persona quando fa una scelta. Non solo la velocità quindi.

Equivale a dire “senza indugiare”, “senza esitare”, “senza esitazione”.

La parola indugi, al plurale, si usa invece soprattutto nella frase “rompere gli indugi“.

Cosa succede quando finalmente l’esitazione termina e viene presa una decisione?

In quel momento si dice che vengono rotti gli indugi.

Rompere gli indugi quindi è una espressione che si utilizza per dire che finalmente è stata presa una decisione; prima c’è stata esitazione, ci sono stati indugi, ma alla fine sono stati rotti gli indugi. La parola “finalmente” spessissimo precede la frase, proprio ad indicare la fine dell’attesa. Quindi finalmente indica che è una bella notizia.

Non vi preoccupate del verbo “rompere“.

Si usa rompere per dare l’idea di una situazione che si era bloccata, ma ad un certo punto qualcuno ha preso un’iniziativa, qualcuno ha sbloccato la situazione.

Attenzione perché gli indugi non si rompono da soli. È sempre qualcuno a romperli.

Bene allora adesso senza indugiare ripetete dopo di me.

Rompere gli indugi

Bisogna rompere gli indugi

Non voglio rompere ulteriormente le scatole, per oggi la finisco qui.

2 minuti con Italiano semplicemente: CINCISCHIARE (n. 13)

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Trascrizione

Emanuele, sai usare il verbo cincischiare?

Emanuele: si.

Giovanni: fammi un esempio.

Emanuele: lavora e non cincischiare. Vai subito a montare questo video!

Giovanni:

lavora e non cincischiare.

Si usa così questo verbo particolare, di uso informale: si associa al lavoro.

Cincischiare infatti indica il procedere in un lavoro con esitazione, incertezze oppure con svogliatezza, senza voglia.

Si usa come forma di rimprovero, o anche per dire che una persona non sta facendo nulla di produttivo, quando invece avrebbe molto da lavorare.

Non si usa mai nella forma scritta, ma solo all’orale con amici parenti o al lavoro per criticare qualcuno o per scherzare con i colleghi.

Sinonimi? Indugiare, che rappresenta una versione non informale e adatta in ogni circostanza.

Usando più parole si dice anche “non concludere nulla

Sono stato tutto il giorno in ufficio davanti al PC senza concludere nulla (cioè cincischiando)

O più semplicemente “perdere tempo“.

In una sola parola si usano anche baloccarsi e gingillarsi.

A volte si usa anche quando una persona pronuncia male le parole, e si fa fatica a capire cosa sta dicendo.

Cosa sta cincischiando Giovanni? Non capisco nulla!

In questi casi si usano anche altri due verbi sinonimi: farfugliare e biascicare che danno un po’ l’idea di una persona che si mangia le parole.

Io cincischio

Tu cincischi

Lui cincischia

Noi cincischiamo

Voi cincischiate

Loro cincischiano

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Avere la coda di paglia

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Buongiorno amici di Italianosemplicemente.com e benvenuti in questo nuova puntata dedicata ad una espressione idiomatica.

Avere la coda di paglia.

Questa è la frase di oggi.

Una espressione informale, che quindi non è adatta al mondo del lavoro, quantomeno nel linguaggio tra aziende e con la clientela.

La potete però usare con gli amici e in famiglia, come fanno gli italiani.

Avere come sapete tutti significa possedere, detenere, essere in possesso di qualcosa.

La coda è la parte terminale posteriore del corpo dei Vertebrati. Gli esseri umani non hanno la coda, ma gli animali, i Vertebrati ce l’hanno. I cani, i gatti, le scimmie, le mucche eccetera hanno tutti una coda, che si trova alla parte opposta rispetto alla testa.

La coda è costituita dalle ultime vertebre della colonna vertebrale e gli animali possono muovere la coda se vogliono. Possono scodinzolare ad esempio, come segno di amicizia e di contentezza, possono usarla per scacciare le mosche, come fanno i cavalli.

Bessun animale però ha la coda fatta di paglia. Impossibile perché la paglia è di origine vegetale, non è parte del corpo di nessun aninale.

La paglia è fatta di steli secchi del grano o di altri cereali.

Insomma è come l’erba essiccata dal sole. Di colore giallo.

La paglia ha una caratteristica molto importante: prende fuoco molto facilmente, come la legna secca ed anche più facilmente. Basta una piccola fiammella e…. Woom… Il fuoco 🔥 è fatto.

Avere la coda di paglia quindi è un’immagine figurata.

Si dice che le persone che hanno la coda di paglia non hanno la coscienza pulita.

Sono colpevoli queste persone? Hanno fatto qualcosa? Hanno commesso un errore, qualcosa di cui pentirsi?

Questo non è dato sapere, ma chi accusa una persona di avere la coda di paglia ha dei sospetti in proposito.

E perché è sospettosa ?

Beh, magari questa persona, accusata di avere la coda di paglia, ha avuto una reazione esagerata a delle parole che ha sentito.

Se ad esempio io ti dico:

Accidenti, questa mattina mi hanno rubato 50 euro dal portafogli!!

E tu mi rispondi :

Io non sono stato, ero a casa mia questa mattina!!

Chi ascolta questa risposta rimane un po’ stupito, perché nessuno ha lanciato un’accusa diretta a te, nessuno ti ha accusato personalmente, e neanche io l’ho fatto. Allora potrei risponderti:

Certo, tranquillo, non ho detto questo.

Però dentro di me penso che tu hai avuto la coda di paglia, perché io non ti ho accusato. Sembra che tu non avessi la coscienza tranquilla, ed adesso io inizio veramente a sospettare di te.

Quindi questa frase si usa nel caso di discorsi ritenuti allusivi.

La coda di paglia è una coda che prende fuoco facilmente, e il fuoco fa allarmare, poiché è da sempre legato al concetto di pericolo e paura.

La reazione era evidentemente esagerata.

La persona accusata di avere la coda di paglia si trova in una situazione psicologica particolare. È consapevole di aver combinato qualcosa, non ha la coscienza tranquilla, quindi ha paura di essere scoperto.

Quindi appena sembra che qualcuno si possa essere accorto di qualcosa, va in allarme e, come si dice in questi casi, “mette le mani avanti“, anche qui in senso figurato, cioè si protegge, si discolpa senza essere stato neanche accusato, reagisce d’impulso, perché già stava in una condizione di allarme.

Ma nessuno in realtà l’aveva accusato.

In tutti questi casi, quando ci sono reazioni impulsive come questa, potete usare l’espressione avere la coda di paglia.

Naturalmente se lo dite direttamente alla persona, questa si sentirà ancora di più accusata e andrà ancora di più in allarme.

Vi sono aggettivi che racchiudono lo stesso significato dell’intera frase di oggi?

Suscettibile forse, ma solo parzialmente, perché la componente di colpevolezza, sebbene présente, non è così sottolineata.

Poi la suscettibilità è una caratteristica della persona, mentre la coda di paglia è relativa solo a certe situazioni. Conunque si, una persona suscettibile in effetti dimostra un’eccessiva sensibilità verso tutto ciò che sembri rappresentare in qualche modo un giudizio, più o meno critico nei propri confronti.

Forse sensibile?

Ancora più generico come aggettivo, e tra l’altro la sensibilità si estende anche alle sensazioni positive.

Forse permaloso?

Può darsi, in fondo è abbastanza simile a suscettibile. La permalosità e la suscettibilità sono due forme di sensibilità, possiamo dire.

In queste occasioni si usa anche il verbo risentirsi: una persona che si risente, che si è risentita, per qualcosa che le è stato detto, secondo lei ingiustamente. Simile ad offesa.

Vedete che siamo sempre nell’ambito dell’offesa, dell’accusa, a volte solo velata, altre volte più diretta. Ma se l’accusa è diretta proprio a una persona non si può usare l’espressione di oggi, perché non ci sarebbe nessuna esagerazione, nessuna coda di paglia, nessuna cattiva interpretazione di parole inoffensive.

Però, per terminare, anche essere permalosi è una caratteristica generale, del carattere di una persona. I permalosi se la prendono subito, si offendono anche per una battutina innocente. Non si può scherzare molto dei difetti di una persona permalosa.

Adesso prova a ripetere dopo di me per esercitare un po’ la pronuncia.

Io non ho la coda di paglia.

Una persona suscettibile.

Hai la coda di paglia?

Sei permaloso eh? Cos’hai, la coda di paglia?

Giovanni sembrava avere la coda di paglia, si difendeva troppo.

Chi è stato a rompere il vetro?

Io no, non c’ero, e se c’ero, non ho visto niente!

Ah allora hai la coda di paglia!

Dai non fare il risentito!

Un saluto da Giovanni e da italianosemplicemente.com e grazie e tutti per l’ascolto, grazie anche ai donatori che con un piccolo aiuto permettono al sito di esistere.

Chi non riesce a donare, non abbiate la coda di paglia, non sentitevi accusati. Potete sempre pensare di diventare membri dell’associazione italiano semplicemente, che ne dite? Date un’occhiata alle condizioni di adesione ed ai molti vantaggi riservati ai membri.

Ciao.

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O COSÌ O POMÌ – 2 minuti con Italiano semplicemente (n. 12)

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Padre: Allora parliamoci chiaro, stasera se vuoi uscire, torni a casa entro mezzanotte ok? Altrimenti non esci proprio. O così o Pomì.

Figlia: ok, uffa però!

O così o Pomì.

Mai sentita questa frase? Significa che questa è l’unica possibilità. Non ce ne sono altre. Quindi, nel dialogo che avete ascoltato, o torni prima di mezzanotte oppure non esci. L’unica possibilità di uscire è tornare prima di mezzanotte.

Si potrebbe dire:

O così o niente

O così o nulla da fare

È la stessa cosa.

Ma cos’è pomì? Solo una marca di pomodori in scatola. Questa espressione era proprio lo slogan di una vecchia pubblicità dicentata una espressione idiomatica.

Capita anche questo nella lingua italiana.

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IN MEN CHE NON SI DICA – 2 minuti con Italiano semplicemente (n. 11)

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Trascrizione

Voglio andar via da questo posto in men che non si dica.

Cosa significa IN MEN CHE NON SI DICA?

È solo un modo per dire subito, immediatamente, molto velocemente, in un battibaleno.

Prima che io abbia terminato di dire questa frase, voglio andar via.

Voglio impiegare meno tempo a dire questa frase che ad uscire di qui.

Me ne andrò in meno tempo rispetto a quello impiegato per dirlo.

Sempre troppe parole però. Meglio dire: in men che non si dica.

Questo è il significato della frase.

Un bel modo per trasmettere il senso della velocità non è vero?

La usano tutti gli italiani quando parlano, ma difficilmente la trovate scritta.

Spesso si usa al passato, quando si racconta di cose avvenute:

Ce ne siamo andati in men che non si dica,

Hai visto? È subito arrivata l’estate! Il tempo è cambiato in men che non si dica

Mi sono bevuto 5 birre in men che non si dica

Anche questo episodio in fondo è stato molto breve no? Abbiamo finito in men che non si dica!

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