Il notiziario della salute: il fungo Reishi

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Buongiorno a tutti amici di Italiano Semplicemente, oggi parliamo del notiziario della salute. Un notiziario in cui parliamo della salute umana. Ogni martedì nel gruppo Whatsapp dell’Associazione Italiano Semplicemente condividiamo qualcosa che ha a che fare con la salute, a volte parliamo di semplici notizie, ma di tanto in tanto fa bene parlare di salute! Oggi parliamo del fungo Reishi.

Il vero nome è Ganoderma lucidum, è un fungo che cresce sul legno di quercia o di castagno. Quindi in pratica si può trovare un po’ ovunque nel mondo dove crescono queste piante.

È conosciuto in Cina per le sue proprietà officinali, in quanto, secondo alcuni, conterrebbe principi attivi in grado di regolare il livello di colesterolo, la glicemia e di agire positivamente sull’aritmia cardiaca.

Tutti lo conoscono col nome di fungo Reishi.

In Cina e in Giappone viene coltivato sin dall’antichità, essiccato e poi ridotto in polvere; è adoperato per la preparazione di decotti, unguenti, liquori oppure viene semplicemente trasformato in compresse; secondo la tradizione, (perché nessuna di tali è supportata da evidenze scientifiche) , possiederebbe proprietà officinali.

Alcuni studi in vitro hanno evidenziato un possibile ruolo anti-infiammatorio e utile per combattere i tumori.

Eppure chi vende questo prodotto dice che previene le allergie, che ti rende più energico, che riequilibra il tuo organismo, che ti aiuta a perdere peso addirittura, e che aumenta le difese immunitarie.

Io personalmente acquisto periodicamente il fungo Reishi in capsule.

Spieghiamo alcuni termini.

Le proprietà officinali. Si parla di prodotti dotati di proprietà terapeutiche e, per tali proprietà, utilizzate anche nell’industria farmaceutica;
I principi attivi, attenti alla pronuncia di principi. Sono sostanze che possiedono una certa attività biologica, includendo tutte le sostanze dotate di effetto terapeutico (farmaci), benefico (vitamine, probiotici) o tossico (veleni). In ogni medicina che si acquista in Farmacia c’è un principio attivo.

La Glicemia è la concentrazione di glucosio, cioè zucchero nel sangue. Quindi regolare la glicemia significa evitare che ci siano picchi, alti valori improvvisi di glicemia. La glicemia alta, cioè l’iperglicemia, è una condizione potenzialmente dannosa, che può esporre la persona a diversi rischi.

L’aritmia cardiaca  è un disturbo del ritmo cardiaco o della frequenza cardiaca (cioè del numero di battiti al minuto); il cuore può cioè battere troppo velocemente o troppo lentamente o con un ritmo completamente irregolare.

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Il fungo viene essiccato cioè viene privato dell’acqua. Essiccare è un verbo che si usa quando occorre togliere l’acqua da un alimento per farlo conservare generalmente. Per ridurlo in polvere.
Con la polvere poi si fanno le compresse. Si chiamano così, o anche pillole, capsule o anche pasticche o pastiglie.

Ci sono poche evidenze scientifiche delle proprietà.
Cioè la scienza non ha evidenziato, cioè non ha dimostrato tutte queste proprietà. Si dice che queste proprietà non sono supportate da evidenze scientifiche.

Ci sono stati degli studi in vitro cioè in laboratorio che hanno evidenziato qualche beneficio. Gli studi in vitro, significa sotto vetro. La locuzione è usata per indicare gli esperimenti fatti in laboratorio dove si usano dei piccoli contenitori di vetro e non si fanno esperimenti nell’organismo vivente.

Vorrei chiarire anche il termine prevenire: si dice che il fungo Reishi previene le allergie, quindi impedisce che vengano delle allergie. D’altronde prevenire è meglio che curare, si dice in medicina.

Prevenire quindi significa anticipare, fare in modo che qualcosa non accada. In questo caso prevenire una allergia, quindi anticiparla, fare in modo che l’allergia non si manifesti.

Finisce qui il notiziario della salute di oggi, ci sentiamo martedì prossimo con i membnri dell’associazione a cui tutti potete chiedere di farne paret se siete stranieri. Vi metto il link per vedere le nostre attività per partecipare al programma settmanale di lezioni. Vi aspettiamo.

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n. 112 – IL DORMIVEGLIA – 2 minuti con Italiano semplicemente

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1 – Vieni con noi: Entra nell’associazione Italiano Semplicemente

2 – Ascolta e impara: gli audio-libri di Italiano Semplicemente

3 – Corso di Italiano Professionale: il programma delle lezioni

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Stamattina mi ricordo tutti i sogni che ho fatto. Durante il dormiveglia mi succede sempre.

E a voi succede di ricordare i sogni che fate durante il dormiveglia? Anche a me succede spesso durante il dormiveglia, anche se non sono dei veri sogni quelli.

Questo mi accade la mattina, proprio quando sono mezzo sveglio e mezzo addormentato. Oppure la sera prima di addormentarmi.l, sempre durante la fase di dormiveglia.

Questo è il dormiveglia: è quando vi trovate in una condizione incerta tra l’essere desto, cioè sveglio e l’essere addormentato. In quel momento avete un sonno leggero, probabilmente avete già dormito e vi state svegliando oppure vi state addormentando. La parola dormiveglia parla da sola, esprime bene il significato.

La veglia è la piena attività dei vostri centri nervosi. Quando siete svegli siete desti, il vostro cervello è attivo, è sveglio, desto, funziona perfettamente insomma.

Invece durante il dormiveglia siete mezzi addormentati e la mente inizia a vagare, è fuori dal vostro controllo.

Non è una parola strana il dormiveglia, si usa sempre per indicare questa condizione tra il sonno e la veglia.

Adesso ripassiamo alcune espressioni già imparate nei precedenti episodi parlando di sogni.

Hartmut (Germania 🇩🇪) e Lia (Brasile 🇧🇷): Qualcuno dice che sia possibile decidere quali saranno i propri sogni notturni. Può darsi, ma a me questa sembra proprio un’idea peregrina. Sono decisamente restio a credere ad una cosa del genere. Se si mettesse a punto una tecnica per riuscire a fare questo, tutti preferirebbero dormire. Insomma a me questi sembrano discorsi che lasciano il tempo che trovano. E a voi?

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

n. 111 – UN PO’ PO’ – 2 minuti con Italiano semplicemente

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1 – Vieni con noi: Entra nell’associazione Italiano Semplicemente

2 – Ascolta e impara: gli audio-libri di Italiano Semplicemente

3 – Corso di Italiano Professionale: il programma delle lezioni

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Hei, hai visto che po’ po’ di macchina che si è comprato Marco?

Ulrike (Germania): Dopo anni di stagnazione su un livello basso, due anni fa, che po’ po’ di fortuna di aver trovato italiano semplicemente!

Tutte queste frasi contengono l’espressione po’ po’: che po’ po’ di macchina, che un po’ po’ di casa, che po’ pò di sito.

Si scrive normalmente con due parole: po’ po’, ma a volte potreste trovare anche una sola parolacon o finale: popò. La pronuncia in effetti è la stessa. Attenzione pero perché popò: la popò è semplicemente la cacca, almeno nel linguaggio familiare. Si usa spesso con i bambini: Hai fatto la popò? Si papà, si mamma, ho fatto la popò. Si usa con i bambini molto piccoli.

Qui stiamo parlando di tutt’altra cosa.

Allora cosa significa un po’ pò di qualcosa, quando po’ po’ sono due parole uguali ma separate?

È un’espressione informale che si usa per indicare o una quantità abbondante di qualcosa:

Guarda che po’ po’ di piatto di pasta che ho mangiato in Italia.

Che significa guarda che grande, che enorme piatto di pasta! Un piatto molto abbondante.

Oppure indica qualcosa di grandioso, qualcosa da ammirare, o da invidiare.

Tu sei molto ricco e con quel po’ po’ di soldi che hai chissà quante cose puoi acquistare.

Con quel po’ po’ di soldi, cioè con tutti quei soldi: sono molti e vorrei averli io tutti quei soldi: ammirazione quindi.

Po’ po’ a volte significa “addirittura“, quindi esprime stupore, ma in questo caso si trova all’interno della frase:

Niente po’ po’ di meno, o nientepopodimeno, tutto unito in una sola parola. È come dire: “niente poco di meno che

Giovanni fino ad oggi ha realizzato nientepopodimeno che 600 episodi con Italiano Semplicemente.

Ho acquistato una macchina e ho a acquistato nientepopodimeno che una Ferrari! Addirittura una Ferrari.

Anche qui linguaggio informale, si usa pevalentemente all’orale ma può capitare che lo troviate scritto.

Ora ripassiamo le espressioni passate parlando sempre di stupore :

Membro (paese):
Mio figlio è molto bravo a scuola, sono veramente contento e anche stupito. Ogni tanto sfodera frasi molto profonde.
Solo a casa è un po’ indisciplinato. Devo essere un po’ più accondiscendente con lui. Anche perché ha detto che a volte a scuola lo prendono in giro per via della sua zeppola nella pronuncia. Non permetto a chicchessia di fare questo. Ne parlerò col preside. Chi lo prende in giro deve risponderne personalmente: ha bisogno di una punizione come si deve.

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

 

n. 110 – COME SAREBBE A DIRE – 2 minuti con Italiano semplicemente

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1 – Vieni con noi: Entra nell’associazione Italiano Semplicemente

2 – Ascolta e impara: gli audio-libri di Italiano Semplicemente

3 – Corso di Italiano Professionale: il programma delle lezioni


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Fidanzata: Giovanni, io credo che… dobbiamo parlare un attimo. Devo dirti una cosa importante

Fidanzato: prego, dimmi pure, ti ascolto.

Fidanzata: credo di non amarti più!

Fidanzato: Cosa? come sarebbe a dire che non mi ami più?

Giovanni: l’espressione di oggi è “come sarebbe a dire?

E’ una domanda, questo lo avete capito, ed è una domanda che riflette un forte stupore, uno stupore che viene da qualcosa che si è appena ascoltato.

Una persona dice una cosa e l’altra dice: come sarebbe a dire?

Oppure: come sarebbe a dire che… ripetendo poi la frase ascoltata che ha suscitato stupore.

Una frase, una domanda che si sente e si pronuncia spesso in famiglia e tra amici, e questo accade quando non solo c’è un forte stupore, ma questo è anche un modo per chiedere spiegazioni, delle spiegazioni ulteriori.

E’ come dire: scusa, Cosa hai detto? Ho capito bene? potresti spiegare meglio?

Ovviamente è una frase informale. Non è una domanda retorica, perché questo è un modo per chiedere spiegazioni di fronte a qualcosa che stupisce, qualcosa che coglie alla sprovvista, che coglie di sorpresa. Una domanda quindi che manifesta incredulità: è quello che si prova quando non si crede a qualcosa. Spesso si usa anche come risposta piccata, cioè risentita, ad una frase che si ritiene offensiva, come nel dialogo che avete ascoltato all’inizio. Ad esempio:

Cosa? Come sarebbe a dire che io non faccio parte della società?

Come sarebbe a dire che non mi aumentate lo stipendio?

Come sarebbe a dire che sono licenziato?

Notate due cose:

Primo: “sarebbe” è il condizionale del verso essere. Non pensate a questo, l’uso del condizionale serve solo a mettere forse in dubbio quanto ascoltato, a manifestare incredulità.

Seconda cosa: a dire si pronuncia come se ci fosse la doppia d. E’ una regola della pronuncia: non bisogna staccare ma pronunciare come se ci fossero due “d”: addire. Se siete interessati date un’occhiata all’episodio in cui parliamo di questa regola: il rafforzamento

Ora ripassiamo le espressioni passate parlando sempre di incredulità:

Liliana (Moldavia): papà, voglio una macchina nuova!

Khaled (Egitto): no, niente da fare!

Liliana (Moldavia): Come sarebbe a dire che non possiamo comprarci la macchina nuova? Non sono affatto del tuo stesso avviso. Non puoi tagliare corto in questo modo. Spiegati meglio!

Khaled (Egitto): Mi spiace ma non possiamo comprare una macchina nuova. Per questo mese si dà il caso che abbiamo superato il nostro tetto di spesa. La cosa ti coglie alla sprovvista?

Liliana (Moldavia): questo è un tiro mancinopapà. Cos’è, sei indisposto oggi? Sai bene che è tanto tempo che voglio una macchina. Se non ti tornano i conti è un tuo problema. Io i soldi ce li ho sul mio conto in banca, Eccome se ce li ho!

Khaled (Egitto): il tuo conto in banca? Avevo dimenticato il tuo conto in banca! Allora hai visto mai che bastano anche per la mia nuova bicicletta! 

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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