Qui casca l’asino!


voci di Ludovica e Giovanni

Audio

Trascrizione

Giovanni: Buongiorno amici di Italiano semplicemente, oggi vogliamo rispondere al nostro amico Leonardo, che segue da tempo italiano semplicemente.

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Il nostro amico Leonardo ci chiede il significato di “cascare” nei  suoi molteplici modi di dire. Quindi a Leonardo interessa il significato di cascare, del verbo cascare, e come si usa nelle espressioni idiomatiche italiane. Questo è l’argomento di oggi e quindi questo è quello di cui parleremo in questo episodio, ma ricordate sempre che lo spirito è non solo quello di capire le espressioni ma anche  quello di avere un pretesto, di avere una scusa per ascoltare italiano vero, parlato da veri italiani.

Quindi individuare un argomento, questo è quello che facciamo sempre come primo passo in ogni lezione, per avere ben chiara la cosa di cui si sta parlando, e con questo obiettivo in testa capirete sicuramente meglio anche le parole utilizzate per la spiegazione. Il linguaggio è un linguaggio semplice, comprensibile, e se riuscite a capire almeno l’80% di ciò che viene detto sarete in grado anche di capire il restante 20% grazie al contesto di riferimento. Adesso ad esempio molte persone hanno appena capito cosa significa la parola “restante”.

Ricordate che questo è uno dei segreti, questa è una delle sette regole d’oro per imparare l’italiano.

A proposito di regole, oggi l’esercizio di ripetizione (cioè “parlare”, che è la regola numero sette) lo faremo non alla fine ma all’interno del podcast. Durante l’ascolto ascolterete più volte un piccolo suono (…) e in quel momento potrete ripetere la frase che avete ascoltato per esercitare la pronuncia. Queste frasi, nella trascrizione, le ho scritte in colore rosso. Bene, oggi è con me Ludovica che mi aiuterà in questa lezione.

Ludovica: ciao ragazzi.

Giovanni: Dunque, evidentemente Leonardo avrà incontrato più volte delle espressioni con “cascare”, ed allora questa domanda di Leonardo “casca a fagiolo“. In effetti era un po’ di tempo che volevo spiegare questo verbo e soprattutto la differenza tra cascare e cadere.

Ludovica: Cascare, in effetti è sinonimo di “cadere” e tra l’altro molte volte posso sostituire cascare con cadere anche in alcune, ma non tutte, le espressioni che vedremo. In questo modo capirete sicuramente la differenza tra i due verbi.

Giovanni: Come prima cosa posso dirvi che cascare indica il cadere grazie alla forza di gravità. La forza di gravità è quella forza che ci tiene attaccati al pianeta terra e quindi è grazie alla forza di gravità o per colpa della forza di gravità se non riusciamo a volare senza l’utilizzo di aerei e simili.

Una mela ad esempio quindi “casca” dall’albero grazie alla gravità, una persona può inciampare e cascare a terra, un calciatore può cascare dopo aver ricevuto un fallo da un avversario. In Tutti questi casi potrei anche usare cadere in luogo di cascare. Nessuno me lo vieta. Nessuno ce lo impedisce. Ma allora  qual è meglio usare? In generale vanno bene entrambi ma cascare è più familiare. Vediamo un esempio:

Ludovica:Cos’hai fatto alle ginocchia? “Dice la mamma al figlio vedendolo pieno di sangue. “Sono cascato dalla bicicletta“, risponde il figlio.

Giovanni: Cascare quindi è usato più in famiglia e come detto,  spesso è collegato alla forza di gravità: cadere per effetto della forza di gravità.

Un modo facile di usare il verbo è ad esempio “Cascare dalla stanchezza” cioè  non farcela più, essere esausti, stanchissimi: se siete stanchissimi potete dire:

Oddio,  casco dalla stanchezza, non c’è la faccio più

E’ un’espressione semplice per esprimere in modo più forte il senso di stanchezza, come se non ce la faceste più a rimanere in piedi, a contrastare, ad opporvi alla forza di gravità per quanto siete stanchi.

Posso anche dire “cascare a pezzi dalla stanchezza” o semplicemente “cascare a pezzi” che se è usato per un oggetto significa che questo oggetto è in pessimo stato, è ridotto male:

La casa è da ristrutturare perché casca a pezzi

Questo non è detto sia necessariamente vero, ma magari veramente qualche punto della casa sta veramente cascando a pezzi. Anche qui potrei usare cadere, ma più spesso si usa cascare.

Ludovica: Analogamente alla stanchezza, anche se hai sonno, se hai voglia di dormire, puoi dire “casco dal sonno“.

Giovanni: Vuol dire che hai molto sonno!

Ludovica: Ma vediamo alcune vere frasi idiomatiche, delle vere frasi idiomatiche che hanno un senso figurato.

Giovanni: Ne avete già ascoltata una prima, all’inizio quando ho detto che la domanda di Leonardo “casca a fagiolo“, cioè capita al momento giusto, proprio quando stavo pensando di spiegare il verbo cascare.

Che coincidenza caro Leonardo, la tua domanda casca a fagiolo.

Non guardate il senso proprio dell’espressione, perché non serve: il fagiolo che casca non vi aiuta a capire il significato della frase. È invece importante capire che il fagiolo che cade è un’immagine figurata, come se la caduta di un fagiolo, che è un legume, (quindi si mangia) avvenisse in un momento preciso, proprio quando è utile che avvenga, come la domanda di Leonardo, che arriva proprio quando ci stavo pensando.

Vedete quindi che il fagiolo che casca, lo fa per effetto della gravità, quindi meglio dire “cascare a fagiolo” piuttosto che “cadere a fagiolo”.

Vediamo adesso una seconda frase.

asinoSi dice “qui casca l’asino“. Cosa significa? Qui indica un luogo, ma anche un punto o anche un momento preciso. L’asino è un animale simile al cavallo, il cui verso è il raglio: l’asino raglia……. Mentre il cavallo nitrisce…… Quindi “qui casca l’asino”, in senso figurato, indica un luogo preciso in cui casca l’asino, dove l’asino cade, casca.

Anche questa è un’immagine figurata, e si usa per indicare un inciampo, un ostacolo che si incontra durante un percorso che ti può far “cascare”. Un percorso che fino a quel momento era liscio, senza problemi, ma ora invece è qui che casca l’asino! Cioè è in questo punto, è qui, proprio qui che arrivano le difficoltà. È qui che arriva il difficile.

La frase è utilizzabile in molti contesti diversi e sempre all’orale. Ad esempio in un esame di italiano se vi dicessi: ditemi il passato remoto del verbo avere; probabilmente lo sapreste perché lo avete studiato: io ebbi, tu avesti, lui ebbe eccetera. Non è facilissimo, forse potevo scegliere un verbo più semplice ma chi ha studiato la grammatica lo conosce.

Invece se vi chiedessi il passato remoto del verbo espellere, che è più difficile, voi potreste rispondere: il verbo espellere? Ma è difficile il passato remoto del verbo espellere.

“Qui casca l’asino” , replico io, perché è qui che si sbaglia, è qui che arrivano le difficoltà. Finora tutto è stato facile. In questa frase non potete sostituire cascare con cadere: “qui cade l’asino” non si dice mai. Anche “cadere a fagiolo” non si usa molto.

Ludovica: Quindi i fagioli possono cascare, l’asino può cascare ed anche… le braccia. Anche le braccia possono cascare.

Giovanni: Le braccia? Sì, proprio le braccia: “mi cascano le braccia” posso ad esempio dirlo quando mi avvilisco, quando mi scoraggio di fronte a qualcosa. Quando non so più cosa fare perché tutto ciò che ho fatto sembra essere stato inutile.

Ma non solo: a me ad esempio quando ascolto Donald Trump che vuole costruire un muro tra Messico e Stati Uniti mi cascano le braccia, perché mi chiedo:

Come è possibile? Siamo nel terzo millennio e ancora esistono persone che vogliono costruire muri? Mah, davanti a questo mi cascano veramente le braccia. E probabilmente non cascano solo a me.

Un altro esempio.

Se sto facendo i compiti con mio figlio, e per tre ore facciamo insieme un semplice esercizio di matematica (ad esempio 2+2=4), un esercizio facile facile quindi. Ed infatti mio figlio sembra capire tutto e poi lui alla fine dimostra che invece non ha capito nulla, ebbene mi cascano le braccia, cioè è come se mi arrendessi, è come se dicessi: basta, non faccio più nulla, e infatti le braccia che cadono è un’immagine figurata che rappresenta la resa, il fatto che io non voglia più usarle le braccia,  perché sono stanco: mi arrendo. Ma mio figlio in realtà è molto bravo in matematica, quindi non mi sono mai cadute le braccia!

Ludovica: Un’altra espressione è “caschi il mondo” oppure “cascasse il mondo“. Il mondo è la terra, il pianeta terra,  il pianeta in cui viviamo.

Giovanni: Ma come, anche il mondo può cascare? E la gravità? Come fa a cascare il mondo?

Come si usa questa espressione?

Vi faccio un esempio: se sono molto determinato, se sono molto sicuro di una cosa, se ono sicuro che questa cosa avverrà in futuro e dipende da me, allora posso dire:

Cascasse il mondo, c’è la farò!

Ad esempio:

Cascasse il mondo, quest’anno mi laureo

cioè: “sicuramente quest’anno mi laureo”, anche se dovesse accadere la cosa più strana possibile, anche se dovesse cadere il mondo, che è una cosa impossibile, perché il mondo non può cadere, non può cascare. È impossibile che caschi il mondo.

Cascasse il mondo è come dire “anche se dovesse cadere il mondo”  “anche se dovesse cascare il mondo” . Lo stesso concetto comunque posso esprimerlo anche in altri modi, come “a qualunque costo“, o “per nessun motivo al mondo” ad esempio:

Caschi il mondo, io non mi arrendo!

Oppure:

Cascasse il mondo, io da qui non mi muovo!

Posso dire quindi anche: “io da qui non mi muovo a qualunque costo”, “non mi muovo per nessun motivo al mondo”. “Cascasse il mondo” e “caschi il mondo” esprimono quindi una forte determinazione.

La frase la posso usare anche con una negazione, dicendo “non casca il mondo se…”, che significa: “non è una cosa tanto grave se accade (qualcosa)“.

Se ad esempio domani ho un esame di Italiano, Ludovica per tranquillizzarmi può dirmi:

Ludovica: Tranquillo Giovanni, non casca il mondo se ti va male, potrai rifare l’esame tra una settimana.

Giovanni: Bene. Ora cambiamo frase. Si dice anche “Cascare bene” o “cascare male“, che significa finire in una situazione positiva o negativa. Ad esempio se andate a Roma e dovete andare a visitare il Colosseo e vi serve una persona a cui chiedere informazioni.  Potreste allora incontrare un vero romano, che vi risponde: “Sei fortunato, sono la persona giusta per te“, oppure:

Ludovica: Caschi bene, io sono di Roma e so benissimo come aiutarti!

Giovanni: Quindi caschi bene significa “sei stato fortunato“.

Al contrario, se chiedete informazioni ad una turista di Milano lei potrebbe rispondevi:

Ludovica: Purtroppo caschi male, non sono di queste parti e non posso darti le indicazioni che mi chiedi!

Giovanni: In questo caso quindi cascare è usato al posto di capitare e si usa negli eventi casuali. Infatti potete anche dire: in questo mese, la prima domenica casca il giorno 5. Lo scorso mese è cascata il giorno 3. Oppure:

Giovanni: Quest’anno il Natale quando casca?

Ludovica: Nel 2017 il Natale casca di lunedì.

Giovanni: E la Pasqua?

Ludovica: La Pasqua invece casca sempre di domenica. Tutti gli anni Pasqua è di domenica, non può cascare in altri giorni della settimana.

Giovanni: Bene. Vediamo adesso “cascarci. Cascarci significa cadere personalmente da qualche parte, cadere personalmente in qualche luogo o in qualcosa.

Quindi cascar+ci, cioè cascare in un punto preciso che già conosciamo. Quindi:

Io ci casco,

tu ci caschi,

lui ci casca,

noi ci caschiamo,

voi ci cascate,

loro ci cascano.

La particella “ci” indica quindi un luogo, un punto preciso e solitamente si parla di una trappola. Quando si costruisce una trappola per catturare gli animali si può fare una buca in terra e se l’animale casca nella trappola, allora ci casca fisicamente, ci casca col suo corpo. Ma una trappola può, in senso figurato, essere un tranello, un’imboscata, o anche uno scherzo.

Anche con gli scherzi va bene quindi:

Ludovica: Gli ho fatto credere di essere un prete e lui c’è cascato.

Giovanni: Era quindi uno scherzo ma lui c’è cascato, cioè lui ha creduto fosse vero. Quindi in senso figurato “cascare in uno scherzo” è credere a qualcosa che invece non è vero, non corrisponde al vero.

Dove c’è cascato?

Nello scherzo, nello scherzo è cascato: c’è cascato – ci è cascato.

La particella “ci” serve a sostituire “lo scherzo”, oppure “la buca”, o “la trappola”.

Bene, se non cascate a pezzi dalla stanchezza ora vediamo velocemente altre tre frasi.

1) La prima è “cascare dalle nuvole“. Le nuvole sono nel cielo, sono solitamente di colore bianco, sono composte di acqua e sono sospese nell’atmosfera. Queste sono le nuvole, o le nubi (nel linguaggio scientifico si chiamano “nubi“).

Capite bene che anche “cascare dalle nuvole” è una espressione figurata, che significa  restare sorpresi, stupirsi di qualcosa per ingenuità o perché è una cosa inaspettata. Se siete distratti, se state pensando alle vostre cose, ed all’improvviso qualcuno vi fa una domanda e voi ci mettete un po’ di tempo per capire la domanda e rispondete in modo sorpreso, con aria sorpresa e non sapete come rispondere allora si può dire che voi “cadete dalle nuvole”, come se foste un estraneo, un extraterrestre che non sapeva di cosa si stesse parlando.

La seconda espressione è “cascare dalla padella nella brace“, che significa finire di male in peggio, cioè passare da una situazione sfavorevole ad un’altra ancora peggiore. La padella è un tipo di pentola che viene usata in cucina per vari scopi, ad esempio per friggere. La brace invece è il fuoco stesso, o meglio è il legno che brucia, quello che rimane dopo l’accensione di un fuoco. Quindi se stiamo in una padella è già negativo perché stiamo friggendo, figurativamente quindi stiamo in una situazione difficile. Poi se caschiamo dalla padella nella brace è ancora peggio perché bruciamo ancora di più. La frase “cascare dalla padella nella brace” è molto usata in famiglia e tra amici.

Ludovica: L’ultima espressione è “cascare in piedi che come si capisce significa uscire senza danni da una situazione difficile, quindi equivale a “cavarsela”.

Giovanni: Se quindi state in una difficile situazione e pensate che le cose possano andare male, può invece accadere di “cascare in piedi“, cioè può accadere di uscire indenni, senza danni. Immaginatevi di cadere dalla bicicletta e di cadere in piedi. Se cadete in piedi non vi fate male sicuramente.

Bene ragazzi finisce qui la lezione di oggi. Grazie a tutti per l’ascolto e ci vediamo al prossimo episodio di Italiano Semplicemente.

Ludovica: Ciao e alla prossima

 

 

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