Escalation e de-escalation

Escalation e de-escalation

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Trascrizione

Mai come in questi giorni, con la guerra in Ucraina, i media utilizzano il termine escalation.

Si teme un’ escalation della violenza in Ucraina

Il conflitto va verso una pericolosa escalation

Il termine è chiaramente di origine inglese e letteralmente significa “scalata” (o anche escalazione). Nel senso di operazione che si fa quando qualcosa sale in alto. Non è una botta che si dà con la scala (tipo la sassata) né un qualcosa che serve a salire (tipo la scalinata).

In effetti si potrebbe usare sempre scalata al posto di escalation.

Il fatto è che il termine scalata ha molti altri significati, quindi si preferisce escalation (anche perché fa più figo sicuramente)

Ad ogni modo il termine indica in questo caso un aumento progressivo e graduale, in termini di intensità, dell’uso delle armi in un conflitto, in una guerra.

Il conflitto, in poche parole, si sta intensificando progressivamente, sta aumentando di intensità oppure diventa più ampio dal punto di vista territoriale.

Più in generale però questo aumento graduale si può usare anche parlando di fenomeni diversi dalle guerre:

A seguito dell’alleggerimento delle pene, in Italia si teme una escalation della droga.

Anche in questo caso parliamo di intensità e di diffusione di un fenomeno. Però parliamo dell’uso della droga e non di quello delle armi.

Per non parlare solo di cose negative, possiamo anche parlare di escalation economica:

La pandemia interrompe l’escalation economica della Cina

Parliamo di crescita economica in questo caso. Sempre di un aumento (del prodotto interno lordo) si tratta in fondo.

Cambiamo fenomeno. Se parliamo di diffusione del virus Covid:

Escalation di contagi in Italia

In casi diversi da quelli che ho citato difficilmente si trova un ambito di applicazione frequente del termine escalation.

Ciò non toglie che io possa parlare di una “escalation del terrorismo” (anche questo in fondo è abbastanza difficile frequente) o addirittura della escalation degli errori grammaticali in una classe di studenti o della escalation dell’ignoranza culturale nella popolazione.

Esiste poi anche la de-escalation. che è il contrario.

Bisogna promuovere la de-escalation militare in Ucraina

Ci auguriamo che la Russia dia segni di de-escalation

La de-escalation è nient’altro che una discesa, una diminuzione, una attenuazione di intensità di un fenomeno, e normalmente si parla ancora di intensità relativa a fenomeni gravi e pericolosi.

760 Il motivo conduttore (leitmotiv)

Titolo: Il motivo conduttore (o Leitmotiv)

Descrizione: Vi spiego come si utilizza questa particolare locuzione italiana, che nasce in ambito letterario e teatrale ma si può usare anche in tante altre occasioni.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente e una breve spiegazione dello stesso ripasso.

Durata: 10 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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Abbordabile

Abbordabile

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Un aggettivo molto utile nella vita di tutti i giorni è abbordabile.

Deriva dal termine bordo.

Il bordo è il fianco di un’imbarcazione, una barca, o una una nave. Ogni barca ha due bordi, uno a destra e uno a sinistra.

Il bordo in realtà circonda completamente ogni imbarcazione.

Ebbene, abbordare è un verbo che significa avvicinarsi al bordo di una nave o una imbarcazione qualunque. Più in generale significa avvicinarsi alla nave.

Se una nave quindi è abbordabile significa che ci possiamo avvicinare senza problemi, significa che è possibile farlo, che è facile da avvicinare. In tempi antichi poteva infatti essere pericoloso avvicinarsi ad una nave

Ma abbordabile in realtà si usa soprattutto in senso figurato.

Si usa per dire ad esempio che possiamo affrontare un esame, possiamo provare a fare questo esame, perché non è una cosa impossibile.

L’esame è abbordabile, cioè è facilmente superabile, senza ammazzarsi di studio.

Si può anche dire di una persona.

Secondo te posso prendere un appuntamento col direttore?

Si, certo, è una persona abbordabile, cioè è alla mano, disponibile, non aver paura. È accessibile, è abbordabile.

Si usa anche con le spese:

Quella casa non possiamo comprarla. Non ha un prezzo abbordabile per noi.

Anche la stessa casa possiamo definirla abbordabile o non abbordabile, sempre riferendoci al prezzo. Una cosa non abbordabile generalmente non me la posso permettere perché costa troppo.

Inutile quindi “avvicinarsi” troppo a cose non abbordabili.

Il concetto di “vicinanza” varia di volta in volta, ma i tre esempi che vi ho fatto sono quelli più usati: esami, persone, prezzo, oggetti (sempre parlando di prezzo).

Ma c’è anche un altro esempio, parlando sempre di una persona abbordabile.

Potrebbe trattarsi di una ragazza che piace ad un ragazzo.

Il ragazzo, se la considera abbordabile, cioè alla sua altezza, significa che il ragazzo crede di avere qualche possibilità per conquistarla.

L’elenco potrebbe continuare, ogniqualvolta crediamo che qualcosa sia alla nostra altezza, che crediamo di poter affrontare, proprio come un esame o una ragazza

Anche una curva può essere ritenuta più o meno abbordabile, se crediamo o meno di riuscire a percorrerla, senza fare incidenti.

Essere ligi

Essere ligi (scarica audio)

Trascrizione

Vi hanno mai detto che siete una persona ligia al dovere?
Ligio è un aggettivo che si usa quando parliamo di una persona che ha una forma particolare di “rigidità” ma anche di “rispetto“.

Ligio significa rigidamente sottomesso o scrupolosamente osservante.
Dunque ha due significati e usi diversi.
Il primo, direi più negativo, è simile a devoto, fedele, persino servile, sottomesso.
Una persona ligia a un partito, ad esempio, non tradisce mai il partito, segue sempre e comunque le regole che le sono imposte, non mette mai nulla in discussione, lo sostiene sempre, mettendo la propria opinione sempre in secondo piano. C’è rispetto verso le decisioni del partito. C’è anche rigidità, cioè poca flessibilità, poca elasticità.
Il secondo senso è più legato alle regole e al dovere.
Le espressioni più comuni sono:
Essere ligi al proprio dovere
Essere ligi alle regole
Essere ligi al lavoro
Essere ligi alla legge
Essere ligi ai propri principi
Si tratta sempre di rispettare qualcosa, ma il senso è positivo.
Es:
Le donne sono notoriamente più ligie alle regole rispetto agli uomini
Giovanni è una persona molto ligia al dovere.
In Italia tutti  quasi tutti sono siamo stati stati ligi alle regole durante la pandemia, prestando sempre attenzione a ciò che ci veniva detto, senza lamentarci.
Non riuscirei mai a tradire un amico. Sono troppo ligio ai miei principi morali.
Quindi vedete che questo secondo utilizzo di ligio, molto più usato rispetto al primo, è molto positivo invece. Rispettare, osservare le regole, essere scrupolosi in questa osservanza, fare il proprio dovere senza lamentarci, seguire le indicazioni della legge, seguire sempre la propria coscienza e i propri principi. Tutte caratteristiche queste di chi ha rispetto degli altri e quindi di persone anche non egoiste. C’è anche un pizzico di rigidità, ancora una volta, ma stavolta è una rigidità positiva, se così possiamo dire.
Avrete notato che si usa la preposizione “a”: essere ligi a… Sia che si parli di essere rigidamente sottomesso, sia che si parli di essere scrupolosamente osservante.
Personalmente spero di essere stato ligio anche stavolta al rispetto delle sette regole d’oro di Italiano Semplicemente.
Un saluto da Giovanni.

759 Accorgimenti e precauzioni

Titolo: accorgimenti o precauzioni?

Descrizione: L’accorgimento è legato alla sicurezza e alla capacità di fare qualcosa di opportuno, a volte spesso di sagace, di sottile, cose che possono sfuggire alla maggioranza delle persone.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente e una breve spiegazione dello stesso ripasso da parte di Giovanni.

Durata: 9 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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Inasprire

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Trascrizione

Ultimamente i media usano spessissimo il verbo inasprire. Ne parlano sia a proposito del Covid, sia riguardo alla guerra in Ucraina.

Vediamo qualche esempio:

Il governo inasprisce i controlli sulle vaccinazioni

Si inasprisce il conflitto tra la Russia e l’occidente

La situazione in Ucraina si sta inasprendo

l’Italia approva l’inasprimento delle sanzioni contro la Russia

Inasprire significa rendere qualcosa più aspro. Ma che significa aspro? Il senso proprio di questo aggettivo si riferisce soprattutto al sapore o all’odore. Un sapore o un odore si dice aspro quando è “acre” cioè pungente, penetrante. Viene spontaneo chiudere gli occhi quando un sapore è molto aspro.

Ad esempio quando la frutta è acerba, cioè non matura, ha un sapore aspro. Anche il vino può avere un sapore aspro.

In realtà sono moltissime le cose che possono essere aspre, perché l’aggettivo si usa soprattutto in senso figurato. Aspro può avere un significato di ruvido al tatto:

Una superficie aspra

Ma anche un territorio può essere aspro, o un terreno. In questo caso è accidentato, impervio, può essere faticoso da percorrere, la vita può essere difficile in un territorio aspro.

Una salita può essere aspra, nel senso di difficile da percorrere, faticosa.

Una stagione può esserlo:

L’ultimo inverno è stato molto aspro.

Questo significa che è stato freddo, difficile da superare, ostile, rigido.

Un aggettivo abbastanza negativo come avrete capito.

Un suono aspro o una voce aspra, è anch’essa poco gradevole. E’ un suono acuto, stridente, sgradevole all’orecchio.

Una penitenza o una punizione può essere aspra, nel senso di molto dura.

Anche un comportamento o dei modi (modi di comportamento), se definito aspro, riflette un carattere scontroso, intrattabile, freddo, poco amorevole, duro, severo.

Direi che aspro può essere associato a qualunque cosa che sia severo, sgradevole, amaro, risentito, duro, quindi il contrario di affabile, bonario, dolce, trattabile, facile e gradevole.

Se torniamo agli esempi iniziali, inasprire una sanzione ad esempio significa far diventare più aspra una sanzione, quindi più dura, più severa.

Indurire una sanzione o inasprire una sanzione hanno dunque lo stesso significato.

Il verbo dunque non è “asprire” (che non esiste) ma “inasprire”, cioè rendere più aspro, più duro, più severo.

In pratica questo verbo si può usare per indicare un peggioramento di una caratteristica che già è negativa, o comunque, se non esattamente negativa contiene un elemento di rigidità.

Per questo anche i controlli si possono inasprire, un conflitto, delle condizioni di vita, e anche delle sanzioni, quando vengono inasprite, sono più pesanti e meno sopportabili rispetto a prima.

Vediamo qualche altro esempio col verbo inasprire:

Le disgrazie hanno inasprito il suo animo

Bisogna ridurre l’inasprimento delle pene perché non c’è più spazio nelle carceri italiane

Il governo vuole inasprire le tasse! Aiuto!

Il mare oggi pomeriggio si inasprirà. Conviene rimandare la nostra gita in barca

Il dolore al ginocchio si è inasprito. Voglio andare dal medico!

Profumatamente

Profumatamente (scarica audio)

Trascrizione

Oggi vorrei parlavi dell’avverbio “profumatamente“. Perché? Perché non ha niente a che fare con il profumo.

Profumatamente si usa invece solamente quando si paga un prezzo molto alto. Parliamo di denaro dunque e di pagamenti. Niente a che vedere col profumo.

Pagare profumatamente e ricompensare profumatamente, sono le espressioni che si usano e indicano un prezzo molto alto, un prezzo molto generoso, quasi sempre nel senso di esagerato, eccessivo

Si utilizza in frasi di intonazione risentita, quindi quando siamo risentiti per questo altissimo prezzo pagato.

Es:

L’idraulico non mi ha risolto il problema che avevo a casa, nonostante si sia fatto pagare profumatamente.

Sei stato pagato profumatamente per questo servizio!

I parlamentari italiani sono pagati profumatamente.

Bisogna fare delle assunzioni nella nostra azienda. Non si può continuare pagando profumatamente personale esterno.

Non c’è bisogno di aggiungere “troppo“, perché in esageratamente c’è già il senso dell’eccesso.

Di solito “profumatamente” si usa per i servizi e meno per gli oggetti, inoltre se sto valutando un prezzo e credo che sia troppo alto, solitamente si dice:

Costa troppo

E’ troppo caro/costoso

Mi sembra tanto

Mi sembra una cifra eccessiva

Mi sembra esagerato come prezzo!

Infatti profumatamente si usa dopo che si è pagato il servizio o la merce, e come ho detto c’è un po’ di risentimento. Cerchiamo di usarlo quindi solamente quando pretendiamo un servizio o un prodotto ottimo perché lo abbiamo pagato profumatamente e quindi è giusto pretendere un’alta qualità. Oppure quando ci lamentiamo di una spesa eccessiva che potrebbe essere ridotta.

Non sempre però c’è risentimento. Infatti posso anche dire che sono disposto a pagare profumatamente un oggetto o un servizio a cui tengo molto.

758 – Il tema

Titolo: Il TEMA

Descrizione: Il termine “tema” si usa in molti contesti e in alcune locuzioni come “in tema di” e “il tema di fondo”. PER STUDENTI NON MADRELINGUA

Alla fine dell’episodio ripassiamo anche otto episodi passati: 

Durata: 6 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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il tema

756 Espediente

Titolo: L’espediente

Descrizione: L’espediente ha a che fare in generale con le soluzioni dei problemi. Vediamo la differenza con termini simili come la scappatoia, la trovata e lo stratagemma.

Durante l’episodio ripassiamo anche alcune espressioni passate.

Durata: 7 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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757 Recriminazioni e rimostranze

Titolo: Recriminazioni e rimostranze

Descrizione: Dopo aver visto introdotto la “recriminazione” dell’episodio “non fare che“, spieghiamo meglio il concetto e l’origine del termine e la differenza rispetto alla rimostranza e a tutti i termini analoghi: lamentela, polemica, protesta.

Alla fine dell’episodio ripassiamo anche alcune espressioni passate.

Durata: 7 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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755 Non fare che…

Titolo: non fare che…

Descrizione: La locuzione “non fare che” ha due utilizzi diversi.

Il primo esprime un rimprovero, o meglio, un ammonimento, mentre il secondo si riferisce a un’attività ritenuta eccessiva.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione del ripasso.

Durata: 8 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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Il capannello

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Capannello è la parola di oggi.Un capannello è un insieme di persone che si trovano per una via o in una piazza, che generalmente sta parlando o comunque sta insieme per qualche motivo, magari anche per ascoltare qualcuno che parla in pubblico.

Un capannello di persone è dunque una specie di assembramento. (il capannello si usa solamente per le persone)
Si usa spesso la locuzione “fare capannello” che significa formare un assembramento di persone.
Notate che capannello viene dalla parola capanno, un ricovero di animali da cortile, fatto di paglia. Simile alla capanna.
es:
Davanti al palazzo del governo si è formato un capannello di giornalisti in attesa del presidente del consiglio.
Dopo che si è sviluppato l’incendio nel palazzo, si è formato un capannello di residenti della zona per assistere alle operazioni di soccorso
Dalla finestra vedo un capannello di persone che discute animatamente
Riguardo alla pronuncia, ci sono due doppie, una doppia enne e una doppia elle. Attenzione dunque alla pronuncia, soprattutto per i sudamericani che non sono molto avvezzi alla pronuncia delle doppie: Capannello.
Non fate confusione col campanello però!

754 L’ammonimento e l’ammonizione

Titolo: L’ammonimento e l’ammonizione

Descrizione: Vediamo le differenze tra l’ammonimento, il monito e l’ammonizione. Segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione del ripasso.

PER STUDENTI NON MADRELINGUA

Durata: 10 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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Lo zoccolo duro

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Benvenuti su Italiano semplicemente.

Spesso si sente parlare di “zoccolo duro“, che è un’espressione usata soprattutto nella politica italiana. In questo ambito indica gli elettori che non cambiano idea facilmente e che quindi continuano a votare per un partito anche se cambiano le condizioni o si verificano eventi particolari come dichiarazioni politiche o decisioni particolari dei leader di un partito che possono far cambiare idea agli elettori.

Lo zoccolo viene definito “duro” ad indicare una rigidità, quindi il contrario di “morbido”. Una cosa morbida infatti può modificarsi nella forma.

In realtà l’espressione si può usare in tutti i casi in cui c’è un gruppo di persone con opinioni o interessi comuni che sono più resistenti e difficilmente cambiano idea nel sostenere una causa o nel praticare un’attività nonostante il verificarsi di qualcosa che potrebbe ridurne il numero.


zoccolo e istogramma

Ad esempio si potrebbe parlare dei tifosi più violenti all’interno del gruppo dei tifosi di una squadra di calcio. Allora lo zoccolo duro è quella percentuale di tifosi violenti che non si riduce più nonostante siano aumentate le pene e i controlli della polizia.

Oppure si potrebbe parlare dei no-vax e di un nuovo vaccino più sicuro degli altri. Cosa succede ai no-vax? Si riducono? Scompaiono completamente? Oppure c’è uno zoccolo duro di no-vax che resta contrario ai vaccini nonostante tutto?

Si potrebbe parlare anche dello zoccolo duro della resistenza in Ucraina sottoposta ai continui bombardamenti russi: tale zoccolo duro è composto da chi non si arrende mai, fino alla fine.

L’uso del termine zoccolo (rigorosamente al maschile, mi raccomando, altrimenti diventa una parolaccia) non si riferisce, almeno in teoria, allo zoccolo degli animali, ma pensate alla forma dello zoccolo che somiglia ad un piccolo istogramma, cioè alla rappresentazione grafica di dati numerici (una possibile rappresentazione grafica).

Tra l’altro lo zoccolo è anche una calzatura di legno, una scarpa di legno; e se pensate alla forma dello zoccolo, e soprattutto al tacco di legno, questo ha una forma squadrata anch’essa simile ad un piccolo istogramma.

L’episodio finisce qui, e approfitto per ricordarvi la pagina in cui ci sono tutte le altre espressioni idiomatiche del sito. Basta andare sul menu’ in alto: livello intermedio e poi cliccare su frasi idiomatiche e modi di dire. Vi ricordo infine i due audiolibri dedicati alle espressioni idiomatiche che potete trovare sia in PDF e MP3, (1 audiolibro2 audiolibro) sia in versione kindle (1 audiolibro2 audiolibro) che cartacea su Amazon.

Inoltre vi ricordo che diventando membri dell’associazione Italiano Semplicemente potrete avere accesso a tutti gli episodi audio del sito (sono circa di 2000 per ora) suddivisi per categoria: principianti, intermedio, italiano professionale, politica italiana, italiano commerciale, italiano per ispanofoni, per cinesi e a tutti gli audiolibri, nonché partecipare alla discussione quotidiana sul nostro gruppo whatsapp.

Un saluto a tutti da Giovanni.

Spero che uno zoccolo duro di voi sia arrivato a leggere tutto l’episodio fino alla fine!

753 Il monito

Titolo: Il monito

Descrizione: Spieghiamo il significato e i possibili utilizzi del termine “monito”. Segue un ripasso di alcuni episodi precedenti e la relativa spiegazione. Per studenti non madrelingua.

Durata: 8 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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monito

Le bufale

Le bufale (scarica audio)

Nella lingua italiana, un modo molto originale per indicare una notizia falsa, è la “bufala“.

Tutti conoscete e usate probabilmente le fake news per indicare le notizie false diffuse sul web e sui gruppi whatsapp, telegram e via discorrendo.

Le bufale è l’equivalente italiano. Ma la bufala non è anche un animale? Sì, esattamente. Si tratta della femmina del bufalo, e la mozzarella di bufala è famosa in tutto il mondo.

Ma la bufala è anche appunto il nome che si dà alla notizia falsa, alla notizia priva di fondamento, che non ha alcun fondamento di verità. Si potrebbe definire anche una panzana, una frottola, ma nel linguaggio giornalistico bufala è molto più diffuso.

E’ curioso che la bufala, sempre al femminile, sia usata anche per descrivere qualcosa di scarso valore in generale, non solo una notizia.

Una qualunque cosa mal fatta, di nessun valore o interesse, pesante e anche molto noiosa può essere definita una bufala.

Avete visto un film che non vi è piaciuto per niente? Potete chiamarlo una bufala, senza problemi, soprattutto se le aspettative erano alte. Lo stesso accade se acquistate un prodotto che poi vi delude molto: una vera bufala, non lo acquistate, non fate il mio stesso errore. Somiglia anche al termine “fregatura“, qualcosa che vi ha ingannato dal suo aspetto, o da come è stato descritto da qualcuno. L’oggetto di una truffa può essere definito una bufala.

Siete stati imbrogliati? Vi hanno venduto un anello di diamanti e poi avete scoperto che era tutto finto? Avete sicuramente preso una bufala!

Anche un grosso errore anche detto errore madornale può essere definito una bufala. Povera bufala, che avrà fatto di male?

mozzarella di bufala
Foto di PDPhotos da Pixabay

752 Le bugie

Titolo: Le bugie

Descrizione: Vi spiego tutti i modi per indicare una bugia. Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione del ripasso.

Durata: 14 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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Le sirene

Le sirene (scarica audio)

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Le sirene

Oggi parliamo delle sirene.

Un termine di cui si sente parlare spessissimo in questo momento per via della guerra in Ucraina.

Le cosiddette sirene antiaeree infatti suonano per avvertire la popolazione che stanno arrivando gli aerei da guerra del nemico.

Hanno un suono lungo, cupo e lamentoso e quando suonano le sirene antiaeree tutti devono mettersi al riparo perché c’è pericolo di morte.

Altrettanto diffuso è il suono delle sirene della polizia e quello delle ambulanze, che certamente sono allarmanti ma mai come quelle antiaeree.

Ma le sirene sono anche altro. Infatti la sirena è una figura della mitologia Greco-Romana, ed è rappresentata da una donna giovane e bella nella parte superiore del corpo e con la parte inferiore a forma di pesce.

Quella sirena non suona ma canta e incanta, infatti col suo canto, così dice la leggenda, attirava i naviganti che non sapevano resistere ma così facendo andavano incontro alla morte. Insomma anche queste sirene sono pericolose.

Odisseo però è riuscito a resistere al canto delle sirene. Questo racconta Omero nell’odissea.

La figura della sirena, non a caso, può essere associata anche a una donna affascinante, dolce, seducente e magari dal fisico mozzafiato.

Questa non suona, non canta, può essere pericolosa? Si, certo, ma non è detto.

751 Lo sfogo

Titolo: Lo sfogo

Descrizione: Un termine che ha diversi significati, accomunati dai due termini “trattenere” e “uscire”. Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione del ripasso.

Durata: 13 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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Voltarsi dall’altra parte

Voltarsi dall’altra parte

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Trascrizione

Sofie:

L’Italia non intende voltarsi dall’altra parte

Sono queste le parole del presidente del consiglio italiano Draghi di ieri, 1 marzo 2022 nel commentare il conflitto Ucraina – Russia.

Questo episodio speciale vuole essere un omaggio e un incoraggiamento alla nazione Ucraina in questo momento difficile.

Non possiamo farlo se non con uno dei nostri episodi.

Avete ascoltato all’inizio l’inno nazionale ucraino, il cui titolo è “non è ancora morta l’Ucraina”, un titolo veramente titolo emblematico e quantomai calzante.

Voltarsi dall’altra parte è ovviamente un’espressione figurata.

Si può dire che esprime il concetto contrario della locuzione “venire incontro” che abbiamo trattato all’interno della rubrica “due minuti con Italiano Semplicemente”.

Voltarsi significa girarsi, voltare lo sguardo, guardare da un’altra parte, dirigere il nostro sguardo e la nostra attenzione altrove, cioè da un’altra parte, in un’altra direzione.

Gli italiani non possono farlo. L’Europa non può farlo. Il mondo intero non oui farlo.

Naturalmente voltarsi significa anche, fisicamente, voltare sé stessi. Voltarsi è un atto, cioè indica il movimento di voltarsi, anche cambiando o invertendo la direzione di marcia.

Compare molto spesso in espressioni figurate, anche in modo non riflessivo (voltare). Espressioni che anche il presidente Draghi avrebbe potuto usare con un senso simile:

Voltare la faccia

Voltare la schiena

Voltarsi indietro

Voltare le spalle

Quest’ultima è particolarmente indicata quando si rifiuta di aiutare qualcuno ignorandolo, privandolo della meritata considerazione.

Ma noi non lo faremo. Non voteremo le spalle all’Ucraina e neanche la faccia. Non le volteremo la schiena, non ci voteremo indietro.

Viva l’Ucraina.

Irina: viva l’Italia.