Livello Principianti
Gli articoli appartenenti a questa categoria sono destinati a persone che non hanno alcuna conoscenza della lingua italiana.
La storia deve essere quindi tradotta in una lingua comprensibile e poi ascoltata più volte.
Si consiglia di seguire le regole del metodo TPRS.
La fuga del Pomodoro – storia per principianti
La fuga del pomodoro – la storia
La fuga del pomodoro – Storia, domande e risposte
Trascrizione

La storia:
C’era una volta un pomodoro di nome Pachino che viveva in un orto con tanti altri pomodori come lui. Pachino era un pomodoro molto curioso e un giorno decise di scappare dall’orto per esplorare il mondo.
Pachino rotolò per un lungo tratto, finché non arrivò in una strada trafficata. Pachino era spaventato, ma vide un semaforo rosso e si fermò. Aspettò pazientemente che il semaforo diventasse verde e poi attraversò la strada.
Pachino continuò a rotolare, sognando un mondo privo di insalate. In quel momento un’auto sfrecciò davanti a lui e.. splash!
Pachino si sentì schiacciare e tutto divenne nero. Quando aprì gli occhi, Pachino era di nuovo nel suo orto, circondato dai suoi amici pomodori che lo guardavano con aria preoccupata.
Pachino si sentì sollevato. Era vivo e vegeto! Era solo un brutto sogno.
Domande e risposte
C’era una volta un pomodoro di nome Pachino che viveva in un orto con tanti altri pomodori come lui.
1. Come si chiama il pomodoro della storia?
Si chiama Pachino. Il pomodoro della storia si chiama Pachino.
2. Dove viveva pachino?
Pachino viveva in un orto:
3. Era l’unico pomodoro dell’orto? Era solo nell’orto?
No, non era l’unico pomodoro dell’orto. Non era solo nell’orto. C’erano tanti altri pomodori come lui. Nell’orto Pachino stava con tanti altri pomodori come lui.
Pachino era un pomodoro molto curioso e un giorno decise di scappare dall’orto per esplorare il mondo.
4. Cosa ha fatto Pachino un giorno?
Ha deciso di scappare dall’orto per esplorare il mondo.
5. Perché Pachino è scappato dall’orto?
Perché era un pomodoro molto curioso.
6. Cosa decise di fare?
Decise di scappare dall’orto
7. Per esplorare cosa?
Per esplorare il mondo, per scoprire il mondo.
8. Pachino era un pomodoro esploratore?
Sì, Pachino era un pomodoro esploratore.
9. Pachino restò nell’orto?
No, non restò nell’orto. Pachino scappò dall’orto. Pachino decise di scappare dall’orto.
10. Quando decise di scappare dall’orto?
Un giorno. Un giorno Pachino decise di scappare dall’orto.
Pachino rotolò per un lungo tratto, finché non arrivò in una strada trafficata.
11. Pachino camminava?
No, non camminava. Pachino rotolava.
12. Perché rotolava?
Perché era un pomodoro.
13. Per quanto rotolò?
Rotolò per un tratto. Rotolò per un pezzo di strada, un tratto di strada.
14. Quanta strada fece Pachino rotolando? Fece molta strada Pachino quando rotolò?
No, non molta. Solo un tratto. Rotolò solo per un tratto di strada.
15. E poi dove arrivò?
Arrivò in una strada trafficata.
16. Com’era la strada in cui arrivò Pachino?
Era molto trafficata.
17. C’erano delle automobili in quella strada? Oppure non cera neanche un’auto?
Sì, c’erano molte auto. Era una strada molto trafficata.
18. C’era traffico?
Sì, cera molto traffico.
19. Quindi Pachino fin quando rotolò?
Rotolò finché non arrivò in una strada trafficata
20. Ci arrivò oppure no nella strada trafficata?
Sì, certo ci arrivò.
Pachino era spaventato, ma vide un semaforo rosso e si fermò.
21. Era tranquillo Pachino?
No, non era tranquillo Pachino.
22. E com’era Pachino?
Era spaventato. Aveva paura.
23. Di cosa aveva paura?
Delle automobili. Aveva paura delle automobili.
24. Cosa vide?
Vide un semaforo.
25. Era verde il semaforo?
No, non era verde ma rosso.
26. Quindi? Pachino attraversò la strada?
No, non la attraversò, perché il semaforo era rosso.
27. Cosa fece Pachino quando vide che il semaforo era rosso?
Si fermò.
28. Si è fermato?
Sì, si è fermato perché il semaforo era rosso.
29. Si può attraversare quando il semaforo è rosso?
No, non si può attraversare la strada quando il semaforo è rosso.
Aspettò pazientemente che il semaforo diventasse verde e poi attraversò la strada.
30. Pachino cosa aspettò?
Aspettò che il semaforo diventasse verde.
31. Aspettò che il semaforo diventasse rosso?
No, non rosso, ma verde. Pachino ha aspettato che il colore del semaforo fosse verde.
32. Di che colore deve essere il semaforo per poter attraversare?
Deve essere verde.
33. Pachino aspettò pazientemente oppure nervosamente?
Aspettò con pazienza, quindi pazientemente.
34. Era nervoso pachino mentre aspettava che il semaforo diventasse verde?
No, non era nervoso. Era calmo. Aspettò pazientemente.
35. E poi cosa fece?
Poi attraversò la strada
Pachino continuò a rotolare, sognando un mondo privo di insalate. In quel momento un’auto sfrecciò davanti a lui e… splash!
36. Pachino smise di rotolare?
No, non smise di rotolare. Continuò a farlo.
37. Cosa sognava Pachino mentre rotolava?
Sognava un mondo privo di insalate. Sognava un mondo senza insalate. Sognava un mondo dove non esistono le insalate.
38. Nel mondo che sognava, esistevano insalate?
No, non esistevano. Il mondo che sognava era privo di insalate.
39. Sognava un mondo pieno di insalate Pachino?
No, non pieno, ma privo di insalate.
40. C’erano insalate nel mondo che sognava Pachino?
No, non c’erano. Il mondo che sognava Pachino era privo di insalate. Il mondo che sognava Pachino ne era privo di insalate.
41. Cosa è successo a Pachino mentre rotolava?
Un’auto sfrecciò davanti a lui.
42. Correva l’auto? Andava veloce? Oppure andava lentamente?
Sì, correva moltissimo. L’auto sfrecciò davanti a lui.
43. Andava veloce come una freccia?
Sì, esatto, l’auto andava veloce come una freccia.
44. E poi cosa accadde?
E poi splash! Quell’auto lo ha investito. Lo ha colpito.
45. Chi ha colpito quell’automobile?
Pachino. Quell’auto che sfrecciava ha colpito Pachino.
Pachino si sentì schiacciare e tutto divenne nero.
46. Pachino è stato schiacciato?
Sì, certo. Pachino è stato schiacciato dall’auto che sfrecciava.
47. Lui se ne accorse?
Sì, lui si sentì schiacciare. Pachino si accorse che l’auto lo aveva schiacciato.
48. Di quale colore divenne tutto?
Nero. Tutto divenne nero.
49. Quale colore vedeva Pachino adesso? Bianco?
Vedeva tutto nero. Non vedeva tutto bianco ma tutto nero.
Quando aprì gli occhi, Pachino era di nuovo nel suo orto, circondato dai suoi amici pomodori che lo guardavano con aria preoccupata.
50. Pachino era morto?
No, non era morto. era vivo.
51. Cosa aprì Pachino?
Aprì gli occhi.
52. E dov’era Pachino quando aprì gli occhi?
Era di nuovo nel suo orto.
53. Dove si trovava Pachino dopo aver aperto gli occhi?
Si trovava nuovamente nel suo orto.
54 Da chi era circondato? Chi c’era attorno a lui quando aprì gli occhi?
C’erano gli altri pomodori. Attorno a lui c’erano gli altri pomodori. Era circondato dagli altri pomodori dell’orto.
55. Erano suoi amici o nemici?
Era tutti suoi amici.
56. Come lo guardavano i suoi amici pomodori?
I suoi amici pomodori lo guardavano con aria preoccupata.
57. Erano tranquilli gli amici di Pachino?
No, non erano tranquilli. erano preoccupati.
58. Com’era il loro aspetto?
Il loro aspetto era preoccupato. Sembravano preoccupati. Non sembravano tranquilli.
Pachino si sentì sollevato. Era vivo e vegeto! Era solo un brutto sogno.
59. Pachino come si sentiva?
Si sentiva sollevato.
60. Perché si sentiva sollevato?
Perché era vivo e vegeto!
61. Pachino era stato investito veramente?
No, non era stato investito veramente.
62. Allora era solo un sogno?
Sì, era solo un sogno.
63. Un bel sogno?
No, non un bel sogno, ma un brutto sogno
64. Era contento Pachino di non essere morto?
Sì, era contento di essere vivo. Si sentiva felice e soddisfatto.
65. Era felice oppure no che quello fosse solo un brutto sogno?
Era molto felice di aver fatto solo un brutto sogno.
66. Si sentiva sollevato?
Sì, si sentiva sollevato perché non era morto veramente.
67. E’ finita la storia?
Sì, la storia è finita. Ciao!
68. Come finisce la storia? Bene o male?
Bene! La storia finisce bene!
ITALIANO PROFESSIONALE (Principianti) – La Costituzione Italiana – Art.13
– Torna al programma di Italiano professionale
Lettura, domande & risposte sull’articolo 13 della Costituzione italiana
Costituzione italiana – Art. 13 (scarica audio)
La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.
Domande & risposte
N.14 – L’apostrofo – PRIMI PASSI
PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI
14^ lezione
QUATTORDICESIMA lezione
Lezione n. 14: L’apostrofo (scarica audio)
Trascrizione
Esercizio di ripetizione.
Ripeti dopo di me:
L’apostrofo (lo apostrofo)
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L’amore (lo amore)
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L’uomo (lo uomo)
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L’uomo e l’amore
L’arte (la arte)
L’arte dell’uomo
L’amore dell’uomo
L’uva (la uva)
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L’uomo, dell’uomo, nell’uomo
L’amore, dell’amore, nell’amore
L’uva, dell’uva, nell’uva
L’arte, dell’arte, nell’arte
Nell’amore ci vuole l’apostrofo
Nell’uomo ci vuole l’apostrofo
Nella donna non ci vuole l’apostrofo
L’ape (la ape)
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L’albero (lo albero)
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Quell’albero (quello albero)
Vent’anni (venti anni)
Vent’anni fa
Un’ape ha punto un uomo sotto quell’albero vent’anni fa
Nel ’99 un’ape ha punto un uomo sotto quell’albero
Nel 1999 un’ape ha punto un uomo sotto quell’albero
Da’ 10 euro a Giovanni
Dai 10 euro a Giovanni
Fa’ questo lavoro, sbrigati!
Fai questo lavoro, sbrigati!
Sta’ buono!
Stai buono!
Va’ a casa!
Vai a casa!
Mi vuoi sposare? Di’ di sì!
No! sta’ buono!
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Un po’
Un po’ di tempo
Un po’ di più
Devi mangiare un po’ di più
Da’ un po’ di soldi a Giovanni
Va’ a casa e prendi un po’ di soldi per Giovanni
Fa’ una cosa: va’ a casa e prendi un po’ di soldi per Giovanni
Un’amica (una amica)
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Un’isola (una isola)
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L’oceano (lo oceano)
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La guerra del ’15-’18
La guerra del 1915-1918
C’è (ci è)
C’è un’isola nell’oceano
Ho un’amica che vive in un’isola nell’oceano
Ho un’amica che da un po’ di tempo vive in un’isola nell’oceano
Ho un’amica che durante la guerra del ’15-’18 viveva in un’isola nell’oceano
Ho un’amica che vive da un po’ di tempo in quell’isola nell’oceano
L’albero dell’amore
L’albero dell’amore non c’è più!
L’albero dell’amore non c’è più da un po’ di tempo
L’albero dell’amore non c’è più da vent’anni
L’albero dell’amore dell’amica di Giovanni non c’è più da vent’anni
L’albero sull’isola dell’amore nell’oceano indiano
L’albero sull’isola dell’amore nell’oceano indiano non c’è più da vent’anni
Quell’albero c’è ancora!
N.13 – ANDARE E ARRIVARE – PRIMI PASSI
PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI
13^ lezione – TREDICESIMA lezione – lezione n. 13: ANDARE E ARRIVARE
Audio (scarica)
Trascrizione
Gianni e Irina vanno al cinema a Roma. Ma Irina arriva con 5 minuti di ritardo.
Gianni: ciao Irina, andiamo al cinema oggi?
Irina: ciao Gianni. Ok, ma dove?
Gianni: a Roma. Andiamo al cinema a Roma, che ne dici?
Irina: va bene. A che ora?
Gianni: alle 20:15
Irina: va bene, ma io arrivo con 5 minuti di ritardo.
Gianni: ok, ci vediamo davanti al cinema alle 20:20 allora.
Domande e Risposte
- Dove vanno Gianni e Irina?
Vanno al cinema. Gianni e Irina vanno al cinema
- Chi va al cinema? Gianni e Luca?
No, Gianni e Irina, non Gianni e Luca.
- Hanno un appuntamento?
Sì, hanno un appuntamento
- Dove? Dov’è l’appuntamento?
L’appuntamento è davanti al cinema.
- L’appuntamento è dietro al cinema?
No, non dietro al cinema ma davanti.
- A che ora era l’appuntamento?
Alle 20:15
- Questa era l’ora dell’appuntamento?
Si, inizialmente era questa l’ora dell’appuntamento.
- E poi/dopo?
Poi/dopo Irina ha detto di arrivare con 5 minuti di ritardo.
- A quale ora Irina e Gianni si vedranno?
Si vedranno alle 20:20.
- Dove?
Davanti al cinema. A Roma.
- Perché alle 20:20?
Perché Irina ha detto di arrivare 5 minuti in ritardo.
- Di quanti minuti è in ritardo Irina?
Di 5 minuti
- Irina ha detto di arrivare 10 minuti in ritardo?
Non 10, ma 5. Cinque minuti.
- Irina arriverà puntuale all’appuntamento?
No, non arriverà puntuale.
- Quanti minuti dopo arriverà?
5 minuti dopo.
- Dove vanno Gianni e Irina?
Vanno al cinema.
- Insieme?
Si, certo, insieme.
- Ci andranno prima o dopo le ore 20?
Dopo. Ci andranno dopo.
- Dove andranno?
Al cinema
- Vanno al teatro insieme?
No, vanno al cinema insieme, non al teatro.
- Ci sono altre persone con loro?
No, non ci sono altre persone.
- C’è qualcun altro con loro?
No, non c’è nessun altro con loro.
- Sono soli? Sono solamente loro due?
Si, sono solamente loro due. Sono soli. Sono solamente Gianni e Irina
- Chi altro c’è?
Nessun altro. Non c’è nessun altro.
- C’è qualche altra persona a parte loro due?
No, non c’è nessun’altra persona a parte loro due.
- Allora Gianni e Irina….
…sì!! Sono fidanzati!
ITALIANO PROFESSIONALE (Principianti) – La Costituzione Italiana – Art.12
Articolo 12 (scarica audio)
Lettura, domande & risposte sull’articolo 12 della Costituzione italiana
Costituzione italiana – Art. 12
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.
Domande & risposte
A cosa è dedicato l’articolo dodici della Costituzione italiana?
Alla sua bandiera. L’articolo in questione è dedicato alla bandiera italiana.
Come viene chiamata comunemente la bandiera italiana?
Il tricolore italiano. Il nome della bandiera italiana è il tricolore italiano.
Quali e quanti sono i colori del tricolore italiano?
Sono tre. I colori del tricolore italiano sono verde, bianco e rosso.
Come sono disposti i tre colori della bandiera italiana?
Sono disposti a tre bande verticali.
Le tre bande verticali sono uguali nelle dimensioni?
Si, sono tre bande di eguali dimensioni.
Le tre bande sono orizzontali?
No. Le bande sono disposte verticalmente, non orizzontalmente. Le bande sono verticali.
Quale dei tre colori è il più a sinistra?
Il verde. Il verde è il colore più a sinistra, seguito dal bianco e infine dal rosso.
Quale dei tre colori è il più a destra?
Il rosso. Il rosso è il colore più a destra.
Qual è il colore centrale?
Il bianco è il colore centrale.
Tra quali colori si trova il bianco?
Il bianco si trova tra il verde e il rosso.
3 giorni in Italia – Lezione 17: fare rifornimento
File audio e testo disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)
Se non sei membro ma ami la lingua italiana puoi registrarti qui.
Descrizione
L’episodio è dedicato al rifornimento di carburante in Italia. Durata: 8 minuti
Protetto: La strega senza rughe
La strega senza rughe
File audio della storia e delle Domande & Risposte trascrizione disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)
Se non sei membro ma ami la lingua italiana puoi registrarti qui
“con ghi e con ghe c’è un’acca lì in mezzo, con ge e con gi si toglie di lì, con a, con o, con e e anche con u, la acca invece non serve più“.
Durata: 15:37
Me o mi?
Mi e me (scarica audio)
Sai distinguere me da mi?
Si. Certo. Mi esercito tutti i giorni con l’italiano.
Mi fai un esempio allora? Me ne fai almeno uno?
Ok: a me piace molto la pasta. La pasta mi piace molto.
Me ne fai un altro?
Ok: mi ricordo che una volta me ne sono andato di casa.
Perché te ne sei andato?
Mi ero stufato di mia moglie.
Cosa?
Non hai capito? Mi sono spiegato male? Vuoi che te lo ripeta?
No, non me lo ripetere, ho capito. Ma tua moglie?
Anche mia moglie mi ha chiesto il perché.
E tu?
Io me ne sono restato in silenzio e poi me ne sono tornato a casa
Ah, non me ne avevi parlato. E lei?
Lei poi mi ha lasciato. Allora, hai capito la differenza tra me e mi?
No, ma ho capito la differenza tra te e lei!!
Me la spieghi?
A me sembra ovvia. Mi pare strano che tu me lo chieda.
A me no! Mi aspetto che tu lo faccia.
Dunque: a me sembra che tu sia pazzo. Questo mi sembra.
E lei invece?
Lei mi sembra una persona normale, perché adesso sta con me e non più con te.
Ah ecco. Mi sembrava! A me comunque non importa perché a me sembra sia molto tempo che non mi ama più.
A me invece mi ama. Questo almeno mi dice….
N.12 – UN APPUNTAMENTO – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI
Episodio disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)
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Descrizione
Lezione numero 12 per principianti della lingua italiana – PRIMI PASSI.
Sofie e Giovanni si incontrano al bar dopo un lungo viaggio.
L’episodio contiene anche 36 domande e risposte che riguardano il breve dialogo.
Durata: 13:11
ITALIANO PROFESSIONALE (Principianti) – La Costituzione Italiana – Art.11
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Descrizione
Lettura dell’articolo 11 e 30 domande con risposta.
Durata: 8:46

N.11 – IERI – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI
PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI
11^ lezione – UNDICESIMA lezione – lezione n. 11: IERI
File audio disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente Italiano (ENTRA)
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Dialogo
Ulrike: Ciao Sofie, come stai?
Ciao Ulrike, oggi sto bene, ma ieri mi sentivo male.
Come mai? Che cosa hai fatto ieri?
Ma niente! Ieri era venerdì e ho lavorato tutto il giorno.
Meno male che oggi è sabato. Puoi riposarti un po’.
Si, sono contenta. Ieri, cioè venerdì, ho lavorato troppo. Oggi è sabato e non devo lavorare.
Domani è domenica e anche la domenica puoi restare a casa.
Si. Sono contenta. E tu, che cosa hai fatto ieri?
Conosci Giovanni? Io ieri ho incontrato Giovanni e la sua famiglia
Non lo conosco. Chi è e da dove viene? Si chiama Giovanni?
Giusto, si chiama Giovanni. Giovanni è italiano ed è di Roma.
E ieri è arrivato a Berlino?
No, è arrivato l’altro ieri. Ieri era venerdì 6 novembre, lui è arrivato l’altro ieri 5 novembre.
Ma che bello! E che cosa avete fatto ieri? Hai mostrato la città di Berlino a Gianni?
Si. Ieri abbiamo fatto un giro per Berlino, poi siamo andati in un bel ristorante. Noi tutti eravamo affamati.
Ah…dopo la visita della città avevate fame e sete! E quando torna a Roma Giovanni? Parte già domani?
No, lui e la sua famiglia partono già oggi. Ieri è stato l’ultimo giorno del loro viaggio.
Peccato. Ma chissà, forse puoi andare tu a Roma la prossima volta!
Spero proprio di sì! Ciao Sofie.
Ciao Ulrike
…………..
Domande e risposte:
– L’amica di Ulrike come si chiama?
– L’amica di Ulrike si chiama Sofie.
– L’amica di Sofie si chiama Alessandra?
– No, l’amica di Sofie non si chiama Alessandra. Si chiama Ulrike.
– Sofie come sta oggi?
– Oggi Sofie sta bene.
– E come stava ieri?
– Ieri Sofie si sentiva male.
– Stava bene Sofie ieri?
– No, ieri non stava bene. Si sentiva male.
– Ha fatto qualcosa di speciale ieri?
– No, ieri Sofie non ha fatto niente di speciale.
– Che cosa ha fatto ieri?
– Ieri Sofie ha lavorato tutto il giorno.
– Sofie è stata in giro ieri?
– No, ieri Sofie non è stata in giro. Ha lavorato.
– Ha lavorato ieri?
– Si, ieri ha lavorato tutto il giorno.
– Che giorno è oggi?
– Oggi è sabato. Sabato 7 novembre.
– Che giorno era ieri?
– Ieri era venerdì. Venerdì 6 novembre.
– Sofie deve lavorare oggi?
– No, oggi è sabato e il sabato non deve lavorare.
– Che cosa farà oggi?
– Oggi Sofie si può riposare.
– Oggi è giovedì?
– No, oggi non è giovedì. Oggi è sabato.
– Domani è martedì?
– No, domani non è martedì. Domani è domenica.
– Domani Sofie deve lavorare?
– No, domani è domenica. Sofie non deve lavorare la domenica.
– Oggi Sofie è triste o è contenta?
– Oggi Sofie è contenta. Non si sente triste.
– Perché è contenta?
– È contenta perché non deve lavorare.
– Oggi Sofie si sente triste?
– No, oggi non è triste. È contenta. Si sente bene.
– Che cosa chiede Sofie alla sua amica?
– Sofie chiede a Ulrike che cosa ha fatto ieri.
– Ulrike ha fatto qualcosa ieri?
– Si, ieri Ulrike ha visto Giovanni.
-Ulrike ha incontrato Marco?
-No, lei ha incontrato Giovanni, la persona che Ulrike ha incontrato si chiama Giovanni.
-Ulrike e Giovanni si sono incontrati l’altro ieri?
-No, l’incontro era ieri non l’altro ieri.
-Dove si sono incontrati Ulrike e Giovanni, a Roma?
-No, non a Roma, si sono incontrati a Berlino.
-Giovanni è di Berlino, lui è tedesco? Giovanni viene dalla Germania?
-No, Giovanni è italiano, è di Roma, lui viene dall’Italia.
-Giovanni è venuto da solo a Berlino? Era da solo?
-No, è venuto con la sua famiglia a Berlino, non da solo.
-Quando è arrivato Giovanni? È arrivato ieri 6 novembre? *(senza articolo)*
-No, Giovanni è arrivato l’altro ieri a Berlino. Lui e la sua famiglia non sono arrivati ieri, ma l’altro ieri.
-L’altro ieri era venerdì 6 novembre?
-Ma no, venerdì 6 novembre era ieri. L’altro ieri era il 5 novembre, era giovedì 5 novembre.
-Dopo l’arrivo a Berlino cosa hanno fatto, hanno visitato lo zoo?
-No, non sono andati a visitare lo zoo.
-Sono andati al cinema forse?
-No, non al cinema, non hanno visto un film.
-Perché non hanno visto un film?
-Non hanno visto un film perché hanno fatto un giro per la città.
-Un giro per vedere la città di Berlino? Ieri loro hanno fatto questo?
-Sì, ieri, non l’altro ieri. L’altro ieri sono arrivati a Berlino.
-Dopo la visita della città di Berlino
Giovanni è partito per Roma?
-No, non è partito per Roma.
-Giovanni è rimasto a Berlino?
-Si, ieri non è partito, è ancora rimasto a Berlino.
-Dopo il giro per la città, tutti erano stanchi?
-Sì, tutti erano stanchi e anche affamati.
-Avevano fame?
-Sì molta fame e anche sete.
-Hanno mangiato e bevuto qualcosa? Sono andati a mangiare?
-Giusto, sono andati a mangiare in un bel ristorante.
-Gianni e la sua famiglia partono domani per l’Italia?
-No, partono già oggi, non domani.
-Ieri hanno fatto una visita della città di Berlino e oggi partono per l’Italia?
-Sì, ieri è stato l’ultimo giorno del loro viaggio, oggi partono per l’Italia.
Giovanni: grazie per l’invito Ulrike, io vado.
ITALIANO PROFESSIONALE (Principianti) – La Costituzione Italiana (domande & risposte) – Art.10
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Descrizione
Lettura, domande & Risposte sull’articolo 10 della Costituzione italiana.
File audio disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)
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Costituzione italiana – Art. 10
L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici
N.10 – OGGI, DOMANI E DOPODOMANI – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI
File audio disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)
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Descrizione
L’episodio è per principianti. L’obiettivo è imparare ad usare i termini “oggi”, “domani” e “dopodomani”.
3 giorni in Italia – Lezione 16: informazioni di viaggio
File audio e testo disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)
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Descrizione
L’episodio contiene una serie di domande e risposte sulle diverse situazioni in cui si può trovare un turista che arriva in una città italiana: sul bus, sul treno, appena sceso dall’aeroporto, sul taxi.
Durata: 8 minuti
3 giorni in Italia – Lezione 15: AL BAR
I file audio dell’audiolibro “3 giorni in Italia” sono disponibili per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)
Se non sei membro puoi registrarti qui.
Audio (estratto)
Esempio di utilizzo
Barista: Buongiorno Signore, cosa desiderate?
Bogusia: Buongiorno, io vorrei un caffè.
Barista: E lei signorina cosa prende?
Mariana: Per me una pizzetta col pomodoro e una birra, grazie. Anzi no, anziché la birra prendo dell’acqua.
Barista: il caffè signora come lo Desidera? Normale?
Bogusia: Macchiato grazie.
Barista: macchiato caldo o macchiato freddo?
Bogusia: Macchiato freddo grazie. E anche un cornetto con…
Barista: ce l’abbiamo semplice, con la marmellata, con la crema, al cioccolato e anche integrale.
Bogusia: non avete cornetti vegani?
Barista: no, quelli no, mi spiace.

Bogusia: allora vorrei quel bel maritozzo con la panna!
Barista: complimenti per la scelta, sono freschissimi, appena fatti stamattina con la panna fresca. Ma non vuole assaggiare anche una splendida spremuta di arance rosse di sicilia?
Bogusia: se proprio insiste.
Barista: Se volete potete accomodarvi fuori, vi porto io tutto. Fuori c’è piccolo… un leggero sovrapprezzo per il servizio ma è più fresco.
Barista: ah, l’acqua per la signora? Acqua naturale o frizzante?
Due diversi tipi di acqua “effervescente naturale”
Mariana: se possibile effervescente naturale.
Barista: bene. allora ricapitoliamo. Per lei un caffè macchiato freddo, un maritozzo con la panna e una spremuta di arance rosse. Per la signorina invece una pizzetta col pomodoro e una bottiglia d’acqua effervescente naturale.
Bogusia: perfetto.
11 Barista: ecco il vostro ordine e buon appetito.
Dopo aver consumato…
Bogusia: il maritozzo era veramente buonissimo. Per non parlare del caffè.
Bogusia: ora, se non le dispiace, ci può portare il conto cortesemente?
Barista: certo. Sono 15 euro. La spremuta la offre la casa!
Bogusia: ecco a lei, grazie mille allora! E questi 5 euro sono di mancia.
Barista: grazie mille signore. E grazie per averci scelto.
Mariana: di nulla. Ma, accidenti, abbiamo dimenticato di prendere il cappuccino!
Bogusia: ah, vero… ci torneremo domani allora!
3 giorni in Italia – Lezione 15: Al BAR
Domande e Risposte
1. Dove si trovano le signore?
Si trovano in un bar.
2. Che tipo di caffè ordina la prima signora?
Un caffè macchiato freddo.
3. Nell’ordine c’è un cappuccino?
No, nell’ordine non c’è il cappuccino
4. Che tipo di acqua ordina la seconda signora?
Effervescente naturale.
5. Dove si trovano le signore?
Si tr
6. Le signore si accomodano dentro o fuori il locale?
Fuori. Si accomodano fuori.
7. Il prezzo fuori è lo stesso?
No, il prezzo non è lo stesso. Fuori il prezzo è più alto perché c’è un piccolo sovrapprezzo.
8. Cosa c’è all’interno dei maritozzi?
La panna. Sono dei maritozzi con la panna.
9. Quanti e quali tipi di cornetto il barista offre ai clienti?
4 tipi: con la marmellata, con la crema, al cioccolato e anche integrale.
10. Quanto costa la spremuta?
Nulla. La spremuta viene offerta dal barista.
11. I clienti lasciano la mancia al barista?
Sì, I clienti lasciano 5 euro di mancia al barista.
N.9 – CHE GIORNO è OGGI? – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI
PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI
9^ lezione – nona lezione – lezione n. 9: DA DOVE VIENI?
Audio
Emanuele: Primi passi. Lezione numero nove (9): CHE GIORNO è OGGI?
Emanuele: ciao papà, che giorno è oggi?
Giovanni: ciao Emanuele, oggi è il 5 giugno 2020
Emanuele: è il 5 giugno?
Giovanni: sì, oggi è il cinque giugno.
Emanuele: di quale anno?
Giovanni: 2020. È il 5 giugno 2020.
Emanuele: sei sicuro? Non era ieri il 5 giugno?
Giovanni: no, oggi è il 5 giugno. E’ venerdì 5 giugno dell’anno 2020.
Emanuele: che data è oggi?
Giovanni: oggi è il 5 giugno: venerdì 5 giugno.
Emanuele: é questa la data di oggi papà? Il 5 giugno?
Giovanni: sì, oggi è il giorno 5 del mese di giugno dell’anno 2020. Questa è la data di oggi.
Emanuele: in quale mese siamo papà?
Giovanni: siamo nel mese di giugno.
Emanuele: di quale anno?
Giovanni: del 2020. Il 5 giugno del 2020.
Emanuele: in quale anno siamo papà?
Giovanni: siamo nell’anno 2020
Emanuele: non siamo nell’anno 2019?
Giovanni: no Emanuele, il 2019 è terminato. Siamo nel 2020.
Emanuele: nel mese di giugno?
Giovanni: sì, e oggi è il giorno 5.
Emanuele: oggi è giovedì 4 giugno?
Giovanni: no, oggi non è giovedì 4 giugno. Oggi è venerdì 5 giugno.
Emanuele: domani che giorno è?
Giovanni: domani è sabato.
Emanuele: e dopodomani?
Giovanni: dopodomani è domenica.
Emanuele: tra due giorni è domenica?
Giovanni: esatto. Tra due giorni è domenica. Dopodomani è domenica.
Emanuele: ieri che giorno era?
Giovanni: ieri era giovedì.
Emanuele: e l’altro ieri?
giovanni: l’altro ieri era mercoledì.
Emanuele: e tre giorni fa?
Giovanni: tre giorni fa era martedì.
Emanuele: ok, ho capito.
Giovanni: bene. A domani.
Emanuele: a domani papà.
N.8 – DA DOVE VIENI – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI
PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI
8^ lezione – ottava lezione – lezione n. 8: DA DOVE VIENI?
Audio
Emanuele: Primi passi. Lezione numero otto (8): DA DOVE VIENI.
Emanuele: ciao, io mi chiamo Emanuele
Giovanni: ciao Emanuele, il mio nome è Giovanni
Emanuele: io vengo da Roma e tu? Tu da dove vieni?
Giovanni: io vengo da Milano. Tu vieni da Roma
Emanuele: io vengo da Roma, tu vieni da Milano
Giovanni ed Emanuele: noi veniamo dall’Italia. Noi veniamo da Roma e Milano.
Giovanni: E voi? Voi da dove venite?
Tu Ulrike da dove vieni?
Ulrike: Io vengo dalla Germania. Io vengo da Berlino.
Lejla: Io vengo dalla Bosnia Erzegovina. Io vengo da Sarajevo.
Sofie: Io vengo dal Belgio. Io vengo da Gent.
Andrè: io vengo dal Brasile, vengo da Araraquara.
Giovanni: Ulrike è tedesca, Lejla è bosniaca, Sofie è belga. E Andrè è brasiliano.
Hartmut: anche io vengo dalla Germania. Vengo da Hagen.
Emma: Io vengo da Taiwan. io vengo da Taipei.
Amelia: Io vengo dalla Cina. io vengo da Qingdao.
Sofie: Io vengo dal Belgio. Io vengo da Gent. Emma è taiwanese e Amelia è cinese.
Giovanni: Ulrike viene dalla Germania, Lejla viene dalla Bosnia Erzegovina, Sofie viene dal Belgio.
Emanuele: Emma viene dalla città di Taipei, Amelia viene dalla città di Qingdao. Io vengo da Roma. Vengo dalla città di Roma. Io sono italiano.
Loro vengono da tutti i posti del mondo. Io vengo dall’Italia.
N.7 – DI DOVE SEI? – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI
PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI
7^ lezione – settima lezione – lezione n. 7: DI DOVE SEI?
Audio
Emanuele: Primi passi. Lezione numero SETTE (7): DI DOVE SEI.
Emanuele: ciao, io mi chiamo Emanuele
Giovanni: ciao Emanuele, il mio nome è Giovanni
Emanuele: io sono di Roma e tu? Tu di dove sei?
Giovanni: io sono di Milano.
Emanuele: abiti a Milano? Sei di lì? Vivi li?
Giovanni: sì, abito lì, abito a Milano. Vivo a Milano. Tu abiti a Roma?
Emanuele: si, abito a Roma. Sono di Roma. E lei? Lei chi è?
Giovanni: ah, lei è una mia amica. Si chiama Elettra
Emanuele: ah, anche lei vive a Milano?
Giovanni: no, lei è di Venezia. Vive a Venezia. Lei è veneziana.
Elettra: piacere.
Emanuele: siamo di tre diverse città quindi.
Giovanni: infatti, abitiamo in tre città diverse.
Elettra: è vero. Viviamo in tre città diverse.
Emanuele: io sono di Roma
Giovanni: io vivo a Milano
Elettra: io abito a Venezia.
Emanuele: io sono milanese
Giovanni: io sono romano
Elettra: io sono veneziana.
Giovanni: E loro di dove sono?
Emanuele: loro chi?
Giovanni: gli ascoltatori di Italiano Semplicemente.
Elettra: sono brasiliani, sono tedeschi, sono spagnoli
Emanuele: qualcuno è portoghese
Giovanni: ci sono anche francesi e finlandesi
Elettra: anche statunitensi.
Giovanni: di dove sono gli statunitensi?
Elettra: sono degli Stati Uniti.
Emanuele: gli spagnoli invece sono della Spagna.
Giovanni: e i Francesi? Di dove sono i francesi?
Emanuele: sono della Francia
Ripasso lezioni precedenti:
Elettra: ciao a tutti. Io sono italiana, mi chiamo Elettra e la mia età è 13 anni. Vado ancora a scuola, non ho ancora un lavoro. Lui è mio padre Giovanni.
Giovanni: hai fame? Vuoi mangiare qualcosa?
Elettra: no, sono assetata, non sono affamata. Non ho fame.
Giovanni: cosa vuoi da bere?
Elettra: acqua grazie.
Giovanni: prego.
N.6 – FAME E SETE – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI
PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI
6^ lezione – sesta lezione – lezione n. 6: FAME E SETE
Audio
Emanuele: Primi passi. Lezione numero sei (6): FAME E SETE
Emanuele: ciao papà
Giovanni: ciao Emanuele.
Emanuele: papà, ho fame. Sono affamato.
Giovanni: ah, davvero? Hai fame? Sei affamato?
Emanuele: si, ho fame. Voglio mangiare qualcosa. Adesso!
Giovanni: bene. Ok, ho capito. Cosa vuoi mangiare?
Emanuele: un bel piatto di pasta.
Giovanni: ok. Sei molto affamato?
Emanuele: si, ho molta fame Sono molto affamato.
Giovanni: bene, hai anche sete? Vuoi bere qualcosa?
Emanuele: si grazie volentieri. Un po’ d’acqua.
Giovanni: vino? Vuoi del vino?
Emanuele: no, acqua. Ho detto acqua. Voglio bere dell’acqua.
Giovanni: bene. Allora un piatto di pasta e un po’ d’acqua. Nient’altro?
Emanuele: no. Nient’altro. Tu non hai fame papà? Non sei affamato?
Giovanni: si, anch’io sono affamato. Ho anche molta sete. Quindi mangio un po’ di pasta anch’io con te. Un bel piatto di pasta anche per me. Io però bevo anche un po’ di vino.
Giovanni: mangiamo insieme allora?
Emanuele: sì. Volentieri. Mangiamo insieme.
Giovanni: allora io preparo la pasta. L’acqua la prendi tu?
Emanuele: va bene. Che fame!
Giovanni: e che sete!
Ripasso lezioni precedenti:
Elettra: Ciao ragazzi. Volete sapere come mi chiamo? Volete sapere il mio nome? Volete sapere se il mio nome è Emanuele? La risposta è no! Emanuele è mio fratello. Questo è il suo nome. Io mi chiamo Elettra. E volete sapere la mia età? Sì? La mia età è 13 anni. Non ho ancora 14 anni. Volete sapere anche se ho un lavoro? La risposta è no! Non ho ancora un lavoro. Neanche mio fratello Emanuele lavora perché lui ha ancora 11 anni. E mio padre lavora? Certo che lavora. La risposta è sì.
N.5 – Sì o No? – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI
PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI
5^ lezione. Quinta lezione. Lezione numero cinque: Sì o No?
Audio
Elettra: Primi passi. Lezione numero cinque (5): Sì e No
Elettra: Ciao.
Giovanni: ciao.
Elettra: tu ti chiami Giovanni? Ti chiami così?
Giovanni: Sì, mi chiamo Giovanni. Mi chiamo così.
Elettra: Non ti chiami Giuseppe?
Giovanni: No, non mi chiamo Giuseppe. Non mi chiamo così.
Elettra: stai bene?
Giovanni: sì, sto bene, grazie.
Elettra: tu sei mio padre, vero?
Giovanni: sì, sono tuo padre.
Elettra: sei mio padre?
Giovanni: sì, lo sono.
Elettra: Sei mia madre?
Giovanni: no, non sono tua madre.
Elettra: Sei mia madre?
Giovanni: no, non lo sono.
Elettra: Hai 48 anni?
Giovanni: sì, ho 48 anni.
Elettra: Hai 48 anni?
Giovanni: sì, be ho 48. E tu quanti anni hai? Quanti ne hai?
Elettra: io ne ho 13. Ma tu sei felice?
Giovanni: sì, sono felice.
Elettra: Sei felice?
Giovanni: sì, lo sono.
Elettra: sei triste?
Giovanni: No, non sono triste.
Elettra: Sei triste?
Giovanni: No, non lo sono. E tu lo sei?
Elettra: No, non lo sono. Papà, hai un lavoro?
Giovanni: sì, ho un lavoro.
Elettra: Hai un lavoro?
Giovanni: sì, ce l’ho. E tu ce l’hai?
Elettra: No, non ce l’ho papà.
Elettra: Papà, io sono Elettra?
Giovanni: Sì, sei Elettra .
Elettra: sono tua figlia?
Giovanni: Sì, sei mia figlia.
Elettra: sono tua figlia?
Giovanni: Sì, lo sei. E io sono tuo padre?
Elettra: Sì, lo sei.
Elettra: Papà, sono tuo figlio?
Giovanni: No, non sei mio figlio.
Elettra: sono tuo figlio?
Giovanni: No, non lo sei.
Ripasso lezioni precedenti:
Elettra: Ciao, come state? Io sto bene. Mi chiamo Elettra. Piacere di conoscervi. La mia età è 13 anni. Vado a scuola, quindi non lavoro. Neanche mio fratello lavora. Mio papà invece lavora. Anche mia madre lavora. Noi siamo quattro persone: mia madre, mio padre, mio fratello ed io.
N.4 – CHE LAVORO FAI? – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI
PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI
4^ lezione: che lavoro fai?
Audio
Emanuele: Primi passi. Lezione numero quattro (4).
Emanuele: Buongiorno papà.
Giovanni: ciao Emanuele.
Emanuele: scusa papà, tu lavori? Hai un lavoro?
Giovanni: io? Che lavoro faccio io?
Emanuele: si, tu che lavoro fai? Qual è il tuo lavoro?
Giovanni: Io lavoro con internet. Questo è il mio lavoro. E tu? Tu lavori? Hai un lavoro tu?
Emanuele: io? Io non lavoro. Io non ho un lavoro. Vado a scuola. Ancora vado a scuola.
Giovanni: certo. Io invece sì, io lavoro.
Emanuele: anch’io voglio lavorare con internet.
Giovanni: si, va bene, ok. Un giorno lavoreremo insieme!
– – –
Elettra: LAVORARE
Giovanni: Io lavoro
Emanuele: Io non lavoro
Giovanni: Io ho un lavoro
Emanuele: Io non ho un lavoro
Giovanni: io invece si
Emanuele: io invece no.
– – –
Ripassiamo le lezioni precedenti:
Elettra: Ciao a tutti. Piacere di conoscervi. Mi chiamo Elettra e ho 13 anni. Vado a scuola, quindi non ho ancora un lavoro. Mio papà invece si. Anche mio fratello non lavora. Noi stiamo tutti bene. E voi state tutti bene?
N.3 – QUANTI ANNI HAI? – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI
PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI
3^ lezione: quanti anni hai?
Audio
Emanuele: Primi passi. Lezione numero tre (3).
Giovanni: scusa Emanuele, quanti anni hai?
Emanuele: Papà, ho 11 anni, non lo sai? Sono nato nel 2008!
Giovanni: sì, certo, lo so. So che hai 11 anni. So che sei nato nel 2008. Scherzavo.
Emanuele: e tu invece? Io non so la tua età! Quanti hai papà? Qual è la tua età?
Giovanni: io ho 48 anni. Quasi 49. Questa è la mia età.
Emanuele: 48 anni? Davvero? E’ questa la tua età?
Giovanni: sì, è questa, 48 anni, quasi 49.
Emanuele: bene, grazie papà.
—
Giovanni: io ho 48 anni.
Tu hai 11 anni,
Lei ha 13 anni,
Io e Francesco abbiamo 48 anni
Tu e Paolo avete 11 anni.
Elettra e Carla hanno 13 anni.
Ripassiamo le lezioni precedenti:
Elettra: ciao, piacere di conoscervi. Io mi chiamo Elettra. Il mio nome è Elettra. Il mio papà si chiama Giovanni e mio fratello Emanuele. Ho 13 anni. Emanuele invece ha 11 anni.
Emanuele: Ciao Elettra, stai bene?
Elettra: Sì, sto molto bene, grazie, e tu?
Emanuele: anch’io sto bene, ed anche papà sta bene. Grazie Elettra.
Elettra: di niente.
– – –

N.2 – COME STAI? – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI
PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI
2^ lezione: come stai?
Audio
Emanuele: primi passi. Lezione numero due (2).
Giovanni: ciao Emanuele come stai?
Emanuele: bene, io sto bene, grazie, e tu?
Giovanni: anch’io sto bene, grazie.
Emanuele: ottimo! Sta bene anche mamma?
Giovanni: si, anche lei sta bene. Stiamo tutti benissimo. Ti ringrazio.
Emanuele: state tutti bene quindi, sono proprio contento.
Giovanni: anch’io sono contento. Invece papà e Carlo? Come stanno?
Emanuele: tutto ok! Anche loro stanno bene.
Giovanni: io sto bene.
Emanuele: anch’io sto bene.
Giovanni: anche mamma sta bene.
Emanuele: io e papà stiamo bene. Noi stiamo bene.
Giovanni: tu e papà state bene. Anche voi state bene.
Emanuele: anche mamma e Carlo stanno bene Anche loro stanno bene.
Giovanni: stanno tutti bene. Vero Emanuele?
Emanuele: si, è vero. Stanno tutti bene.
Ripassiamo la lezione precedente:
Elettra: ciao io mi chiamo Elettra. Il mio nome è Elettra. Il mio papà si chiama Giovanni e mio fratello Emanuele.
I loro nomi sono Giovanni e Emanuele. Il mio nome invece è Elettra. Piacere di conoscervi.
– – –
N.1 – PIACERE, MI CHIAMO GIOVANNI – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI
PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI
1^ lezione: Piacere, mi chiamo Giovanni
Audio
Giovanni: piacere, io sono Giovanni, e tu? Qual è il tuo nome?
Emanuele: Io sono Emanuele, piacere mio.
Giovanni: piacere, mi chiamo Giovanni, questo è il mio nome.
Emanuele: Emanuele, io mi chiamo Emanuele.
Giovanni: Piacere, io mi chiamo Giovanni. Tu come ti chiami? Qual è il tuo nome?
Emanuele: Emanuele. Il mio nome è Emanuele.
Giovanni: Ah, Emanuele è il tuo nome. Piacere di conoscerti Emanuele! Il mio nome è Giovanni!
Emanuele: piacere mio! Il mio nome è Emanuele
Giovanni: va bene, ho molto piacere di conoscerti Emanuele.
Giovanni: ti chiami Emanuele vero? Io mi chiamo Giovanni.
Emanuele: Sì, mi chiamo Emanuele, e tu ti chiami Giovanni.
Giovanni: esatto, io mi chiamo Giovanni, questo è il mio nome. Tu invece ti chiami Emanuele. Questo è il tuo nome. Giovanni e Emanuele: questi sono i nostri nomi.
– – –
Corso di Italiano Profesionale per Principianti – Lezione 9: COLLOQUIO DI LAVORO
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ITALIANO PROFESSIONALE (Principianti) – La Costituzione Italiana (domande & risposte) – Art.8
– Vai all’articolo 1
– Vai all’articolo 2
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– Vai all’articolo 4
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– Vai all’articolo 6
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Descrizione
Lettura, domande & Risposte sull’articolo 8 della Costituzione italiana.
Audio
Trascrizione
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge
Domande & Risposte
1 – Di cosa si parla??
Delle confessioni religiose. Si parla delle confessioni religiose e della loro libertà davanti alla legge.
2 – Qual è l’argomento di cui si parla?
Sono le confessioni religiose. L’argomento di cui si parla sono le confessioni religiose e la loro libertà davanti alla legge.
3 – Si parla di religioni nell’articolo otto della Costituzione italiana?
Esatto. Si parla di religioni. Si parla di confessioni religiose.
4 – Si parla anche di uguaglianza (o equaglianza), non è vero? Ma precisamente uguaglianza di cosa?
Sì, si parla di uguaglianza, e precisamente si parla dell’uguaglianza delle confessioni religiose.
Le confessioni religiose.
L’uguaglianza delle confessioni religiose
5 – Per la legge italiana tutte le religioni sono diverse?
No, non sono diverse, ma sono uguali.
6 – Cosa, sono uguali, e davanti a cosa sono uguali?
Le religioni sono uguali. Le religioni sono uguali davanti alla legge.
7 – Si parla dell’uguaglianza in cosa, esattamente? In cosa sono uguali le religioni?
Si parla dell’uguaglianza nella loro libertà. Si parla dell’uguaglianza nella libertà delle confessioni religiose. Le religioni sono ugualmente libere davanti alla legge.
8 – Le religioni sono considerate diversamente libere per la legge italiana?
No, non sono considerate diversamente libere. Sono considerate ugualmente libere davanti alla legge. Le religioni sono uguali, sono eguali per la legge italiana.
Uguali, eguali
Ugualmente, egualmente
9 – Per la legge italiana esistono confessioni religiose più libere di altre?
No, non esistono. Sono tutte ugualmente libere. Nessuna confessione religiosa è più libera di altre.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
10 – Ci sono confessioni religiose diverse da quella cattolica? Ne esistono in Italia?
Sì, ne esistono. Ci sono confessioni religiose diverse da quella cattolica.
11 – Quale diritto hanno queste confessioni religiose?
Quello di organizzarsi. Hanno diritto di organizzarsi.
12 – Hanno un dovere o hanno un diritto?
Un diritto. Hanno un diritto.
13 – In cosa consiste questo diritto?
Consiste nella possibilità di organizzarsi.
14 – Devono o possono organizzarsi?
Possono organizzarsi. Non devono. E’ un diritto e non un dovere.
15 – E’ un obbligo? Sono obbligati ad organizzarsi?
No, non è un obbligo, ma una possibilità. Non sono obbligati ad organizzarsi ma se vogliono possono farlo.
16 – Qualcuno può impedire loro di farlo?
No. Nessuno può farlo. Nessuno può impedire loro di organizzarsi.
17 – Se lo statuto di una confessione religiosa contrasta con l’ordinamento giuridico italiano, può organizzarsi?
No. In questo caso non può farlo. Se lo statuto di una confessione religiosa contrasta con l’ordinamento giuridico italiano non può organizzarsi.
18 – Sotto quale condizione una confessione religiosa ha diritto ad organizzarsi?
Solo se il suo statuto non contrasta con l’ordinamento giuridico italiano. Questa è la condizione.
18 – Le confessioni religiose hanno diritto ad organizzarsi a meno che?
A meno che non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. In quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. In quanto non contrastino con la giurisdizione italiana.
l’ordinamento giuridico italiano
la giurisdizione italiana
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
19 – Di quali rapporti si parla?
Si parla dei rapporti tra le confessioni religiose e lo Stato italiano. Si parla delle relazioni tra le confessioni religiose e lo Stato italiano. Si parla di questo. Di questi rapporti si parla.
20 – Come sono regolati questi rapporti? Come sono gestiti questi rapporti?
Per legge. Sono regolati per legge. Sono gestiti per legge.
21 – Come si arriva alla legge che regola questi rapporti?
Si arriva attraverso delle intese tra le relative rappresentanze. A questa legge si arriva con delle intese. Prima le intese, poi la legge.
22 – Le rappresentanze di chi?
Le rappresentanze di ogni confessione religiosa e dello Stato.
23 – Le rappresentanze devono trovare un’intesa?
Si, esattamente. Le rappresentanze devono trovare un’intesa.
24 – Le rappresentanze devono trovare un accordo?
Si, esatto, un accordo, un’intesa. Devono accordarsi, devono intendersi.
25 – A cosa porta ciascuna intesa? A cosa porta ogni intesa?
Porta ad una legge. Conduce ad una legge. Ogni intesa porta ad una legge. Ogni intesa conduce ad una legge.
26 – E cosa fa questa legge? A cosa serve?
Questa legge regola i rapporti tra lo Stato e ogni singola confessione religiosa. E’ questo che fa la legge, a questo serve la legge.
27 – Cosa significa regolare i rapporti?
Regolare i rapporti significa gestire i rapporti, decidere, controllare, limitare, moderare i rapporti.
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
Italiano Professionale: Il linguaggio della Polizia – 1 episodio – Il posto di Blocco
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La Costituzione Italiana (livello Principianti)
Prima lezione disponibile per tutti. Tutti i restanti articoli de “La Costituzione italiana” saranno a disposizione dei soli membri dell’associazione Italiano Semplicemente.
Audio (Articolo 1)
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- L’Associazione Italiano Semplicemente
Trascrizione

Giovanni: La Costituzione Italiana – Principi fondamentali – Articolo 1:
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Questo è un principio fondamentale?
Sì, questo è un principio fondamentale?
È un principio importante?
Assolutamente sì, è un principio importante, importantissimo: è un principio fondamentale.
Cos’è l’Italia?
L’Italia è una Repubblica democratica.
L’Italia è una Repubblica?
Sì, l’Italia è una Repubblica.
L’Italia è una monarchia?
No, non è una monarchia. L’Italia è una Repubblica.
In Italia c’è il re?
No, in Italia non c’è il re.
In Italia c’è la regina?
No, non c’è neanche la regina.
Perché in Italia non ci sono né il re né la Regina?
Perché l’Italia è una Repubblica, non una Monarchia.
L’Italia è un paese Repubblicano? O monarchico?
È un paese Repubblicano, non monarchico. L’Italia è un paese Repubblicano.
Che tipo di Repubblica è l’Italia?
Democratica. L’Italia è una Repubblica democratica.
Esiste la democrazia in Italia?
Sì, in Italia esiste la democrazia.
Perché?
Perché l’Italia è una Repubblica democratica.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Su cosa è fondata la Repubblica Italiana?
Sul lavoro. La Repubblica italiana è fondata sul lavoro.
Qual è la cosa più importante secondo la Repubblica Italiana?
Il lavoro. La cosa più importante secondo la Repubblica Italiana è il lavoro.
La Repubblica Italiana è costruita sul lavoro?
Sì, esatto, la Repubblica Italiana è costruita sul lavoro.
È fondata sull’amore la Repubblica Italiana?
No, non sull’amore ma sul lavoro.
Il lavoro rappresenta le fondamenta di cosa?
Della Repubblica italiana. Il lavoro rappresenta le fondamenta della Repubblica italiana.
Il lavoro è alla base della monarchia?
No, il lavoro non è alla base della monarchia ma della Repubblica italiana.
Cosa c’è alla base della Repubblica italiana?
Il lavoro. Il lavoro è alla base della Repubblica italiana.
Perché?
Perché la Repubblica italiana è fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
A chi appartiene la sovranità?
Al popolo. La sovranità appartiene al popolo.
Appartiene a me la sovranità dell’Italia?
No, non a me ma al popolo.
A chi appartiene la sovranità nella Repubblica italiana?
Al popolo. È al popolo che appartiene la sovranità.
Il popolo è sovrano?
Sì, il popolo è sovrano.
Perché? Perché il popolo è sovrano?
Perché l’Italia è una Repubblica.
Chi è il titolare della sovranità nella Repubblica?
Il popolo.
A chi appartiene la sovranità nella monarchia?
Al re. Appartiene al re la sovranità nella monarchia.
E nella Repubblica? A chi appartiene nella Repubblica?
Nella Repubblica appartiene al popolo.
Cosa esercita il popolo nella Repubblica italiana?
La sovranità. Il popolo esercita la sovranità nella Repubblica italiana.
Nella Repubblica italiana c’è la sovranità popolare?
Esattamente. Nella Repubblica italiana c’è la sovranità popolare.
Cosa viene esercitato dal popolo?
La sovranità. È la sovranità che viene esercitata dal popolo.
A chi appartiene l’esercizio della sovranità?
Al popolo. L’esercizio della sovranità appartiene al popolo.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Come viene esercitata la sovranità popolare?
Nelle forme e nei limiti della Costituzione.
L’esercizio della sovranità popolare come avviene?
L’esercizio della sovranità popolare avviene nelle forme e nei limiti della Costituzione.
In quale modo il popolo esercita la sovranità popolare?
Nelle forme e nei limiti della Costituzione
La Costituzione va rispettata dal popolo?
Certamente. La Costituzione va rispettata.
Come va rispettata? Completamente? In tutte le sue forme e i tutti i suoi limiti?
Sì, La Costituzione va rispettata completamente, cioè in tutte le sue forme e in tutti i suoi limiti.
Chi deve rispettare la Costituzione?
Il popolo. Il popolo deve rispettarla.
Nelle forme di cosa Il popolo deve rispettarla?
Nelle forme della Costituzione.
E nei limiti di cosa?
Nei limiti della Costituzione.
La Costituzione fissa dei limiti e delle forme da rispettare?
Certo, la Costituzione fissa dei limiti e delle forme che vanno rispettate.
La Costituzione italiana fissa limiti e forme che vanno rispettati nell’esercizio della sovranità popolare da parte del popolo? È così?
Certamente. È proprio così!
È Il popolo che fissa i limiti e le forme da rispettare? È il popolo a fissarli? È così?
No, non è così! Non è il popolo ma la Costituzione a fissare i limiti e le forme. Non è il popolo a fissarli, ma è la Costituzione a fissarli.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Prima lezione disponibile per tutti. Tutti i restanti articoli de “La Costituzione italiana” saranno a disposizione dei soli membri dell’associazione Italiano Semplicemente.
L’alfabeto italiano (due modi per impararlo velocemente)
Audio
Audio
Trascrizione
Buongiorno ragazzi, oggi vediamo l’alfabeto italiano e due diversi modi per impararlo velocemente.
Il primo modo è quello di associare le singole lettere con delle città, ma non solo città.
Gli Italiani di solito usano questa tecnica per fare lo spelling, cioè per dettare lettera per lettera. Vediamolo insieme:

A come Ancona
B come Bologna
C come Como
D come Domodossola
E come Empoli
F come Firenze
G come Genova
H come Hotel
I come Imola
J come Jolly
K come Kappa
L come Livorno
M come Milano
N come Napoli
O come Otranto
P come Perugia
Q come quadro
R come Roma
S come Savona
T come Torino
U come Udine
V come Venezia
W come Whisky
X come Xenofobia
Y come Yankee
Z come Zagabria
In realtà ci sono le vocali “O” come Otranto, ed “E” come Empoli, che hanno un suono aperto e chiuso:
“O” Aperto: Ostrica
“O”chiusa: Orologio
“E” aperta: Erba
“E” chiusa: Erbetta
Quindi se dovessi dire il mio nome lettera per lettera direi:
Genova, Imola, Otranto, Venezia, Ancona, Napoli, Napoli, Imola.
Il secondo metodo per imparare l’alfabeto è fare il seguente esercizio di ripetizione. Ripetete dopo di me.
a
ab
abc
abcd
abcde
abcdef
abcdefg
abcdefgh
abcdefghi
abcdefghij
abcdefghijk
abcdefghijkl
abcdefghijklm
abcdefghijklmn
abcdefghijklmno
abcdefghijklmnop
abcdefghijklmnopq
abcdefghijklmnopqr
abcdefghijklmnopqrs
abcdefghijklmnopqrst
abcdefghijklmnopqrstu
abcdefghijklmnopqrstuv
abcdefghijklmnopqrstuvw
abcdefghijklmnoprstuvwx
abcdefghijklmnoprstuvwxy
abcdefghijklmnoprstuvwxyz
Protetto: Programma di una giornata di lavoro – Italiano Professionale per principianti – 3^ lezione
Principianti: Corso di Italiano Professionale – 1^ lezione
Audio
Descrizione
In questa lezione vediamo come uno dei possibili modi per parlare del proprio lavoro e delle proprie esperienze.
Trascrizione
Lezione 1: Competenze e professionalità
Vediamo come esprimere le nostre competenze
“Buongiorno, mi chiamo Davide e sono un bravo professore di Italiano. Mi piace insegnare ed ho studiato molti anni. Poi dopo la laurea ho avuto diverse esperienze e molti riscontri positivi”
- Come ti chiami?
Mi chiamo Davide
- Qual è il tuo nome?
Il mio nome è Davide
- Il tuo nome è Giuseppe?
No, il mio nome non è Giuseppe. Il mio nome è Davide.
- Ti chiami Franco?
No, non mi chiamo Franco ma Davide. Il mio nome è Davide.
- Qual è il tuo mestiere?
Il mio mestiere è il professore
- Cosa fai di mestiere?
Faccio il professore. Di mestiere faccio il professore
- Di mestiere fai l’operaio?
No. Non faccio l’operaio. Di mestiere faccio il professore.
- Il professore di cosa?
Il professore di Italiano. Di mestiere faccio il professore d’italiano.
- Sei un professore d‘italiano?
Esatto. Sono un professore d’italiano.
- Chi è il professore d’italiano? Sei tu?
Io. Sono io. Sono io il professore d’italiano.
- Il tuo mestiere qual è?
Il mio mestiere è fare il professore d’Italiano.
- Il tuo mestiere è insegnare la lingua italiana?
Esattamente. È questo il mio mestiere: insegnare la lingua italiana.
- È la lingua italiana che insegni? È proprio questa la lingua che insegni?
Sì, è esattamente questa la lingua che insegno. Proprio questa.
- Come sei ad insegnare la lingua italiana?
Sono bravo. Sono bravo ad insegnare la lingua italiana.
- La insegni bene?
Sì, la insegno bene. Sono bravo.
- La insegni bene o male? Come la insegni?
Bene, la insegno bene. Non la insegno male, ma bene.
- Sei bravo o no? Sei bravo ad insegnare italiano oppure no?
Sì, sono bravo. Sono bravo ad insegnare italiano.
- Sei capace di fare il tuo mestiere?
Certo. Certo che sono capace.
- Sei capace di insegnare l’italiano?
Sì, sono capace. Sono capace di insegnare l’italiano.
- Sei un incapace a fare il tuo mestiere?
-
- No. Non sono un incapace. Sono bravo ad insegnare l’italiano.
- Sei bravo a farlo?
Naturalmente. Sono bravissimo a farlo.
- Cosa sei bravo a fare?
Sono bravo ad insegnare la lingua italiana.
- Sei sicuro di essere bravo a fare il professore?
Sono sicurissimo. Sono sicurissimo di essere bravo.
- Sei certo di essere un bravo professore?
Chiaro, sono certo di esserlo.
- Sei certo di essere cosa?
Sono certo di essere un bravo professore.
- Sei un professore competente?
Credo di sì. Credo di essere competente come professore.
- Ritieni di avere competenza nell’insegnamento?
Sì, sicuramente ritengo di avere competenza nell’insegnamento.
- Credi di avere competenza come professore?
Sì, ritengo di averne.
- Credi di avere qualche competenza in merito?
Sì, credo di averne (molte), di competenze, in merito.
- Non credi di essere scarso come professore?
No, non credo affatto di essere scarso.
- Perché? Perché non credi di esserlo?
Perché mi piace la lingua italiana ed insegnare. Inoltre ho studiato molti anni.
- Ti piace insegnare l’italiano?
Sì, mi piace molto insegnare l’italiano.
- Quanti anni hai studiato?
Molti. Ho studiato molti anni.
- Dopo la laurea cosa hai fatto?
Dopo la laurea ho avuto diverse esperienze e molti riscontri positivi.
- Cosa hai avuto dopo la laurea? (Cos’hai avuto dopo la laurea?)
Ho avuto diverse esperienze dopo la laurea.
- Hai avuto molte esperienze dopo esserti laureato?
Sì, parecchie. Ne ho avute diverse.
- Quante esperienze hai avuto dopo la laurea?
Dopo essermi laureato ho avuto parecchie esperienze. Dopo essermi laureato ne ho avute parecchie, di esperienze.
- Hai avuto molte esperienze prima o dopo esserti laureato?
Dopo. È dopo la laurea che ho avuto diverse esperienze.
- Le esperienze che hai avuto sono state positive secondo te?
Credo di sì, secondo me molto state esperienze positive.
- Come valuti le esperienze che hai avuto dopo la laurea?
Positive. Le valuto positivamente.
- Credi di poterle valutare positivamente?
Credo proprio di sì. Credo che siano delle esperienze positive.
- Non le valuti negativamente?
No, non le valuto affatto negativamente.
- E come le valuti allora?
Le valuto positivamente. Molto positivamente.
- Secondo te, si tratta di esperienze positive?
Sì, credo di sì. Secondo me si tratta di esperienze positive
- Perché credi che si tratti di esperienze positive?
Poiché ho avuto dei riscontri positivi.
- Che tipo di riscontri hai avuto?
Positivi. Ho avuto dei riscontri molto positivi.
- Per quale motivo credi che si tratti di esperienze positive?
Poiché ho avuto dei riscontri positivi. Il motivo è che ho avuto dei riscontri positivi
- Come mai? Come mai credi di aver avuto esperienze positive?
Perché ho avuto dei riscontri positivi. Questo è il motivo.
- Che tipo di riscontri hai avuto?
Positivi. Ho avuto dei riscontri molto positivi.
- Credi di poter valutare positivamente le tue esperienze perché (poiché) hai avuto dei riscontri positivi?
Certo. Credo di poter valutare positivamente le mie esperienze poiché ho avuto dei riscontri positivi.
- Qual è il motivo per cui credi che le tue esperienze siano positive?
I riscontri che ho avuto. Sono i riscontri che ho avuto il motivo per cui credo che le mie esperienze siano positive.
- Che genere di riscontri hai avuto?
Positivi. Senza dubbio positivi.
- Hai qualche dubbio in merito?
No, nessuno. In merito non ho nessun dubbio.
- Non hai nessun dubbio sulla positività dei riscontri che hai avuto?
No. Non ho alcun dubbio su questo.
- Hai dei dubbi?
No, nessun dubbio. Non ne ho nessuno.
- Come mai non hai alcun dubbio a riguardo?
Perché molti studenti mi hanno detto che sono un bravo professore. Ecco perché non ho dubbi in merito.
- Molti studenti ti hanno fatto i complimenti?
Sì, parecchi. Diversi studenti.
- Quanti complimenti hai ricevuto?
Diversi. Ne ho ricevuti diversi.
- Ti piace ricevere apprezzamenti?
Chiaramente. Mi piacciono molto i complimenti.
- A chi erano rivolti i complimenti?
Erano rivolti a me. Gli apprezzamenti erano rivolti a me.
- Erano per te?
Sì, certo. Erano per me i complimenti.
- Li hanno fatti proprio a te?
Certo. Li hanno fatti a me. Li hanno fatti proprio a me.
- Chi ti ha fatto i complimenti?
I miei studenti. Sono i miei studenti che mi hanno fatto i complimenti.
- Gli apprezzamenti che hai ricevuto da chi sono stati fatti?
Dagli studenti. Sono stati fatti dagli studenti.
- Gli studenti di chi?
I miei studenti. Sono stati i miei studenti a farmi i complimenti.
- Ti senti una persona apprezzata?
Sì, si mi sento apprezzato dai miei studenti. Mi sento una persona apprezzata.
- Gli apprezzamenti che hai ricevuto ti danno soddisfazione?
Molta. Me ne danno molta. Mi danno molta soddisfazione.
- Sei una persona soddisfatta?
Sì, mi sento molto soddisfatto dei complimenti che ho ricevuto.
- Sono un riscontro positivo secondo te?
Sicuramente sì. Almeno secondo me.
Il Decreto flussi (principianti)
Audio
Video con sottotitoli
IL DECRETO FLUSSI È UNA LEGGE ITALIANA
Domanda: CHE COS’È il decreto flussi?
Risposta: è una LEGGE italiana. Il decreto flussi è una legge italiana
Domanda: il decreto flussi è una legge?
Risposta: sì, Il decreto flussi è una legge. Il decreto flussi è una legge ITALIANA.
Domanda: COS’È Il decreto flussi?
Risposta: è UNA LEGGE. Il decreto flussi è una legge.
Domanda: Il decreto flussi è una legge FRANCESE?
Risposta: no, Il decreto flussi NON è una legge FRANCESE, ma è una legge ITALIANA. Il decreto flussi NON è una legge FRANCESE, ma è una legge ITALIANA.
Domanda: Il decreto flussi è una legge TEDESCA?
Risposta: no, Il decreto flussi NON è una legge TEDESCA, ma è una legge ITALIANA.
Domanda: DI QUALE nazione è il decreto flussi?
Risposta: DELL’ITALIA. Il decreto flussi è una legge dell’Italia. Il decreto flussi è una legge della NAZIONE Italia.
Domanda: il decreto flussi è una legge della NAZIONE FRANCIA?
Risposta: no, Il decreto flussi NON è una legge della nazione Francia, è una legge della nazione ITALIA.
Domanda: QUAL È la nazione del decreto flussi?
Risposta: È L’ITALIA. È l’Italia la nazione del decreto flussi.
Domanda: è in Italia CHE esce la legge del decreto flussi?
Risposta: esatto! E’ in Italia CHE esce la legge del decreto flussi. E’ in Italia CHE esce la legge del decreto flussi.
Domanda: DOV’È CHE esce la legge?
Risposta: in Italia! È in Italia CHE ESCE la legge. È in Italia che esce la legge.
Risposta: sì, sì! Sono sicuro! Sono SICURISSIMO! Sono sicurissimo! E’ una legge italiana. Il decreto flussi è una legge italiana.
Domanda: a chi È RIVOLTO? A chi è rivolto il decreto flussi? A chi è rivolto il decreto flussi?
Risposta: è rivolto AI CITTADINI non comunitari. È rivolto ai cittadini non comunitari. È rivolto ai cittadini EXTRA-comunitari.
Domanda: è rivolto ai cittadini COMUNITARI?
Risposta: no, il decreto flussi NON È RIVOLTO ai cittadini comunitari.
Domanda: è rivolto ai cittadini non comunitari ALLORA?
Risposta: sì, esatto! Il decreto flussi è rivolto ai cittadini non comunitari!
Domanda: a chi è rivolto?
Risposta: è rivolto ai cittadini non comunitari. È rivolto ai cittadini extra-comunitari.
Domanda: Ah, è rivolto A LORO QUINDI?
Risposta: sì, è rivolto A LORO. È rivolto ai cittadini non comunitari.
Domanda: non è rivolto AGLI italiani?
Risposta: no, non è rivolto agli italiani. Non è rivolto AI cittadini italiani.
Domanda: non è rivolto ai cittadini italiani?
Risposta: no, non è rivolto ai cittadini italiani.
Domanda: e A QUALI cittadini è rivolto?
Risposta: è rivolto ai cittadini NON COMUNITARI.
Domanda: è rivolto ai cittadini FRANCESI?
Risposta: no, NON francesi! Ai cittadini non comunitari, ai cittadini extracomunitari.
Domanda: ah, AI cittadini extra comunitari! CHE VENGONO A FARE in Italia? Che vengono a fare in Italia?
Risposta: vengono A LAVORARE. I cittadini extra-comunitari vengono a lavorare in Italia.
Domanda: i cittadini extra-comunitari vengono in Italia PER lavoro?
Risposta: sì, i cittadini extra-comunitari vengono in Italia PER lavoro!
Domanda: vogliono lavorare in Italia?
Risposta: sì, esatto! Vogliono lavorare in Italia! I cittadini extra-comunitari vogliono lavorare in Italia.
Domanda: COME SI CHIAMA la legge per far lavorare i cittadini extra-comunitari in Italia? Come si chiama la legge per far lavorare i cittadini extra-comunitari in Italia? Come si chiama la legge per far lavorare i cittadini extra-comunitari in Italia?
Risposta: si chiama DECRETO FLUSSI. La legge CHE SERVE a far lavorare i cittadini extra-comunitari in Italia di chiama decreto flussi. La legge che serve a far lavorare i cittadini extra-comunitari in Italia di chiama decreto flussi. È il decreto flussi.
Domanda: il decreto flussi quindi È RIVOLTO ai cittadini extra-comunitari?
Risposta: sì, esatto, i cittadini extra-comunitari le persone A CUI È RIVOLTO il decreto flussi – A CUI è rivolto il decreto flussi.
Domanda: sono loro A CUI è rivolto?
Risposta: sì, sono loro a cui è rivolto. Sono loro a cui è rivolto.
Domanda: A CHI si rivolge il decreto flussi? A chi si rivolge il decreto flussi? Ai cittadini comunitari O ai cittadini extra-comunitari? Ai cittadini comunitari o ai cittadini extra-comunitari?
Risposta: il decreto flussi si rivolge ai cittadini extra-comunitari.
Domanda: A COSA SERVE il decreto flussi? A cosa serve il decreto flussi? A cosa serve il decreto flussi?
Risposta: il decreto flussi SERVE A LAVORARE in Italia. Il decreto flussi serve a lavorare in Italia. Serve a lavorare. Il decreto flussi serve a lavorare.
Domanda: ah, quindi il decreto flussi è una legge italiana che serve a far lavorare i cittadini extra-comunitari in Italia?
Risposta: esatto, è proprio così! il decreto flussi è una legge italiana che serve a far lavorare i cittadini extra-comunitari in Italia.
Domanda: extra CHE?
Risposta: extra-COMUNITARI! Extra-comunitari!
Domanda: il decreto flussi quindi RIGUARDA il lavoro?
Risposta: certo! Il decreto flussi è una legge SUL lavoro. Il decreto flussi RIGUARDA il lavoro in Italia. Il decreto flussi riguarda il lavoro DEI cittadini extra-comunitari in Italia. Il decreto flussi è la legge italiana che serve a lavorare in Italia SE SEI un cittadino extra-comunitario.
Domanda: SE SEI un cittadino comunitario?
Risposta: se sei un cittadino EXTRA-comunitario, non “comunitario”.
Domanda: se sei DENTRO o se sei FUORI la Comunità Europea? Se sei dentro o se sei fuori la Comunità Europea?
Risposta: se sei fuori! Se sei fuori DALLA Comunità Europea! Se sei dentro, sei comunitario, se sei fuori, sei extra-comunitario. Se sei DENTRO, sei comunitario, se sei FUORI, sei extra-comunitario, e il decreto flussi è la legge italiana che serve a far lavorare i cittadini extra-comunitari in Italia, non i cittadini comunitari.
Le aziende degli extracomunitari salvano l’Italia
Audio – (Livello intermedio)
Video con sottotitoli
Giovanni: Benvenuti nella sezione notizie del corso di Italiano Professionale, il corso dedicato al mondo del lavoro e delle professioni in Italia.

Questa settimana una notizia molto interessante che vogliamo condividere con tutti.
La notizia è che l’economia italiana nonostante la crisi è ancora viva ed un contributo importante arriva dal lavoro degli stranieri extracomunitari e dalle loro attività.
Se non fosse per il loro lavoro e per le loro aziende, l’economia italiana sarebbe veramente in forte difficoltà. A raccontarci questa notizia Giuseppina e Mohamed.
Giuseppina: Nonostante le difficoltà che incontrano gli stranieri in Italia, sono centomila in più rispetto a 5 anni fa le imprese individuali aperte da cittadini nati fuori dell’Unione Europea: Solo nel 2015 sono aumentate di quasi 23mila unità, portando il totale di queste realtà a superare quota 350mila, il 10,9% di tutte le imprese individuali operanti nel nostro Paese.
Mohamed: E se consideriamo tutte le aziende individuali, anche quelle italiane, il saldo complessivo del 2015 non è stato neanche in pareggio (-0,1%).
Giovanni: possiamo dire grazie quindi a queste persone, che salvano l’economia del nostro paese, giusto?
Mohamed: già, sembra che sia proprio così Giovanni.
Giovanni: Il settore più interessato dal fenomeno è quello delle attività artigiane: 120 mila aziende con a capo un extracomunitario: un terzo di tutte le micro-aziende di immigrati.
Giuseppina: Molto bene anche le specializzazioni nei settori economici come i servizi alle imprese (dove il 23% è extra-UE), il commercio (16,4%) e le costruzioni (15,2%).
Mohamed: molto interessante anche la distribuzione degli stranieri extracomunitari sul territorio italiano: ai primi posti Toscana, Lombardia, Liguria e Lazio, dove la percentuale supera il 15% del totale delle imprese individuali regionali).
Giovanni: e le città? Qual’è la città dove ci sono più lavoratori extracomunitari in percentuale?
Mohamed: è Prato, in Toscana, dove si arriva al 40,9%. Prato anche nel 2010 era al primo posto. Seguono in classifica Milano, Firenze, Reggio Emilia e Roma.
Giovanni: interessante è anche dare un’occhiata alle nazionalità: il Marocco è la nazione più presente in Italia con 68mila aziende, e sono poche le regioni in cui prevale una nazione diversa.
Giuseppina: sì infatti è curioso come in Lombardia l’Egitto sia la prima nazionalità extra-Ue, ma anche che sia la Cina a prevalere nelle Marche, in Toscana e nel Veneto.
Mohamed: a me invece colpisce il primato del Senegal in Sardegna e poi quello incredibile dell’Albania in Liguria: il 15,6 per cento delle imprese individuali sono albanesi.
Giovanni: grazie a tutti, finisce qui la notizia di oggi, grazie dell’ascolto, e per chi volesse saperne di più vi invito a visitare il link alla fine dell’articolo sul sito italianosemplicemente.com.
Non dimenticate di ascoltare il podcast più volte, per memorizzare la grammatica in modo automatico. Per chi non le conosce vi invito a dare un’occhiata alle sette regole d’oro di Italiano Semplicemente, per imparare l’italiano in loco tempo, con divertimento e soprattutto senza studiare la grammatica italiana.
Ciao a tutti alla prossima notizia.
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Questa lezione gratuita fa parte del corso di italiano professionale che sarà completo e disponibile per l’inizio del 2018
This free lesson is part of the course Italian for business, that will be complete and available for the beginning of 2018.
Per Principianti – for beginners
Audio
Video con sottotitoli
Nel 2015, le aziende individuali extracomunitarie in Italia sono aumentate di centomila unità, rispetto al 2010.
In 2015, the individual non-EU companies in Italy increased by one hundred thousand units, compared to 2010.
Nel 2015 il Marocco è la nazione con più ditte individuali: sessantottomila.
In 2015 Morocco is the country with more individual firms: sixty-eight thousand.
Nel 2015, nell’anno 2015, le aziende (firm in english), cioè le imprese, le ditte, le attività economiche extracomunitarie (outside the Community) sono aumentate (increased), cioè sono cresciute, il loro numero è aumentato, il numero delle aziende extracomunitarie è aumentato.
Domande e Risposte – Question & Answers
Nel 2015, le aziende individuali extracomunitarie in Italia sono aumentate di centomila unità, rispetto al 2010.
Domanda: il numero è aumentato?
Risposta: sì, il numero è aumentato.
Domanda: il numero di cosa è aumentato?
Risposta: il numero di aziende individuali extracomunitarie in Italia è aumentato.
Domanda: di quanto è aumentato?
Risposta: è aumentato di centomila (100.000) unità
Domanda: di quante unità?
Risposta: centomila. Di centomila unità. È aumentato di centomila unità, di centomila aziende.
Domanda: rispetto a quando?
Risposta: rispetto al 2010.
Domanda: nel 2015 ci sono centomila aziende in più rispetto al 2010?
Risposta: sì, nel 2015 ci sono centomila aziende in più rispetto al 2010
Domanda: ci sono centomila aziende in meno nel 2015?
Risposta: no, non in meno, ma in più. Non centomila in meno ma centomila in più.
Domanda: quando ci sono state centomila aziende individuali in più?
Risposta: nel 2015. Nel 2015 ci sono state centomila aziende individuali in più.
Domanda: quando ci sono state centomila aziende individuali in meno?
Risposta: nel 2010 centomila aziende individuali in meno.
Domanda: in quanti anni le ditte individuali extracomunitarie sono aumentate di centomila unità?
Risposta: in 5 anni. In cinque anni le ditte individuali extracomunitarie sono aumentate di centomila unità.
Domanda: quanti anni ci sono voluti?
Risposta: cinque. Ci sono voluti 5 anni.
Domanda: quanti ce ne sono voluti di anni?
Risposta: cinque. Ce ne sono voluti cinque di anni.
Nel 2015 il Marocco è la nazione con più ditte individuali: sessantottomila
Domanda: nel 2015 è il Marocco la nazione con più ditte individuali extracomunitarie?
Risposta: esatto, è il Marocco la nazione con più ditte individuali extracomunitarie nel 2015.
Domanda: quale nazione ha più aziende extracomunitarie in Italia nel 2015?
Risposta: Il Marocco. È il Marocco la nazione che ha più aziende extracomunitarie in Italia nel 2015.
Domanda: dov’è che il Marocco ha il maggior numero di aziende individuali?
Risposta: in Italia.
Domanda: è in Portogallo che il Marocco ha il maggior numero di aziende individuali nel 2015?
Risposta: no, non è in Portogallo ma in Italia.
Domanda: L’Italia ha molte ditte individuali marocchine?
Risposte: assolutamente sì, molte. In Italia ci sono molte ditte individuali marocchine.
Domanda: quante sono le ditte individuali marocchine in Italia?
Risposta: sessantottomila. Sono sessantottomila le aziende individuali marocchine in Italia.
Questa lezione gratuita fa parte del corso di italiano professionale che sarà completo e disponibile per l’inizio del 2018
This free lesson is part of the course Italian for business, that will be complete and available for the beginning of 2018.
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Fonte notizia: Unioncamere-InfoCamere
Approfondimenti:
http://cameradicommerciolatina.it/imprese-straniere-dati-del-2015-diramati-unioncamere/
La lingua è importante nel lavoro?
Livello Intermedio (B2/C1)
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Video con sottotitoli
video a cura di Yasemin Arkun
Ciao a tutti, apriamo oggi la sezione notizie del corso di Italiano Professionale, sezione notizie che è disponibile per tutti in forma scritta e in forma audio, e lo sarà fino al 2018, quando sarà disponibile il corso completo. Del corso oggi, come da programma, abbiamo solamente le prime due lezioni, di cui la prima lezione consultabile da tutti e che riguarda, come abbiamo visto, per coloro che ci seguono, le competenze e le professionalità: tutti i modi per esprimere le proprie competenze e le proprie professionalità.
Dunque quella di oggi è una notizia che mi ha colpito e che voglio condividere con voi. Ve la faccio raccontare da Giuseppina.
L’ISTAT, ossia l’Istituto Nazionale di Statistica Italiano, ha analizzato il livello di integrazione nel mercato del lavoro e gli eventuali ostacoli incontrati dagli stranieri in Italia.
Perché gli stranieri vengono in Italia? Secondo L’Istituto di Statistica, gli ultimi dati mostrano che più della metà degli stranieri (il 57%) viene per cercare un lavoro, ma è sempre più difficile trovarne uno, molto di più, almeno rispetto a sei anni fa. Un aiuto fondamentale viene dal sostegno dei parenti, conoscenti e amici.
Uno straniero occupato su tre dichiara di svolgere un lavoro poco qualificato rispetto al titolo di studio conseguito e alle competenze professionali acquisite, percentuale molto alta rispetto all’11,5% tra gli italiani.
Ma quali sono gli ostacoli più grandi per gli stranieri per trovare un lavoro, o per trovare un lavoro adeguato? I tre ostacoli maggiormente indicati dal campione di persone intervistato sono la scarsa conoscenza della lingua italiana (uno straniero su tre), il mancato riconoscimento del titolo di studio conseguito all’estero (uno su cinque) e i motivi legati all’integrazione ed alla cultura (uno su cinque).
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Lezione per principianti (A1/A2) – Lesson for beginners
>> MP3 download
Questa lezione gratuita fa parte del corso di italiano professionale che sarà completo e disponibile per l’inizio del 2018
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l’Istituto Nazionale di Statistica Italiano, in una indagine sulla condizione lavorativa degli stranieri in Italia, mostra che l’ostacolo principale è costituito dalla conoscenza della lingua italiana. Una persona su tre infatti afferma che non essere italiano dalla nascita rappresenta un ostacolo per trovare un lavoro, o un lavoro adeguato.
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L’Istituto nazionale di Statistica, (the National Institute of Statistics in english), cioè l’Istituto italiano di Statistica, l’Istituto nazionale, cioè della nazione Italia, ha condotto una indagine, cioè ha fatto una indagine (survey in english), ha fatto uno studio, uno studio statistico, sulla condizione lavorativa degli stranieri in Italia, cioè uno studio per capire, per conoscere, le informazioni sulle condizioni sul lavoro, (cioè la condizione lavorativa), che riguardano il lavoro degli stranieri in Italia. Quali sono i risultati? (Which are the results?). Una persona su tre, cioè una persona ogni tre persone, afferma, cioè dichiara, dice, che il fatto di non essere italiano dalla nascita, cioè il fatto che lo straniero non è nato e cresciuto in Italia, rappresenta un ostacolo, cioè è un ostacolo. Non essere nati in Italia è un ostacolo, costituisce un ostacolo, cioè rappresenta un ostacolo per trovare un lavoro, costituisce un ostacolo per trovare un lavoro, ed è un ostacolo anche per trovare un lavoro adeguato. Un lavoro adeguato è un lavoro giusto, un lavoro adatto alla persona, un lavoro che è adeguato è adatto, è giusto per la persona intervistata. Il lavoro è adeguato quando è equo, quando è opportuno, quando è appropriato.
Parole difficili – difficult words
Istituto: Istituto significa ufficio (office, Institute), L’Istituto è un Ente pubblico o privato (a Public or private authority), che ha una organizzazione e degli obiettivi. Es: istituto ospedaliero, Istituto di istruzione; Istituto di bellezza; Istituto di lingue, e Istituto di Statistica.
Indagine: (Survey, research, investigation). Una indagine è una ricerca, una ricerca attenta, sistematica, molto precisa, volta ad appurare la verità intorno a fatti specifici: Es: indagine storica, indagine scientifica o statistica, ma può essere anche una indagine della polizia, o della magistratura. Si dice condurre un’indagine, fare un’indagine.
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Questa lezione gratuita fa parte del corso di italiano professionale che sarà completo e disponibile per l’inizio del 2018 – This free lesson is part of the course Italian for business, that will be complete and available for the beginning of 2018.
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Maggiori informazioni: http://www.istat.it/it/archivio/177521
Prego, si accomodi!
Una cristiana ed una musulmana sono alla cassa di un supermercato dopo aver fatto la spesa:
Audio:
Interpreti: Ramona dal Libano (Cristiana), Adriana dalla Colombia (Cassiera e audio supermarket), Shrouk dall’Egitto (Musulmana), Elettra (suono voce supermarket), Amany dall’Egitto (amica della musulmana)
- scarica file mp3 (tasto destro)
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Video
Trascrizione
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Cristiana: Prego, dopo di lei, signora!
Musulmana: grazie mille signora!Cristiana: Prego, di nulla, si figuri!Musulmana: le dispiace se mentre aspetto prego?Cristiana: prego, faccia pure, ma stia attenta, la cassa si sta liberando!Cassiera: Prego, avanti il prossimo!Amica della Musulmana: la prego di scusarla, era distratta da un’āya di una sura del Corano.Cassiera: prego?
Il ladro padre e il ladro figlio (Domande & Risposte)
Istruzioni – Instructions:
1 – Leggi la storia ed ascolta il file audio, almeno 3,4 volte. Read the story and listen to the audio file, at least 3.4 times.
2 – Poi scarica il podcast ed ascoltalo almeno mezzora volta al giorno (3,4 volte al giorno) per almeno una settimana. Download the podcast and listen to it at least half hour a day (3.4 times a day) for at least a week.
3 – Leggi ed ascolta le Domande & Risposte almeno mezzora volta al giorno, nella seconda settimana. Read and listen to the Q&A at least half hour a day, in the second week.
Domande & Risposte
(Questions and Answers)
- MP3 D&R download
- PDF Download
- EXTRA: Vocabulary lesson (audio file in FRENCH language for beginners)
Cosa suona? Cos’è che suona?
La sveglia. Suona la sveglia. E’ la sveglia che suona.
Cosa fa la sveglia?
Suona. La sveglia suona.
La sveglia canta?
No, non canta. La sveglia non canta. La sveglia suona.
Speaker: E’ notte, e due ladri, padre e FIGLIO, entrano in una villa per SVALIGIARLA.
E’ notte?
Sì. E’ notte.
Non è giorno?
No, non è giorno, ma è notte.
C’è il sole?
No, è notte, e di notte non c’è il sole!
Quante persone entrano in una villa?
Due persone. Due persone entrano in una villa.
Sono tre le persone che entrano nella villa?
No, non sono tre, ma due. Due persone entrano nella villa.
Chi entra nella villa?
Padre e figlio. Padre e figlio entrano nella villa.
Dove entrano le due persone?
In una villa. I due entrano in una villa.
I due entrano in una casa?
Sì, padre e figlio entrano in una casa, una grande abitazione.
Perché?
Per svaligiarla. I due ladri entrano nella villa per svaligiarla.
I due ladri entrano nella villa per osservarla?
No, non entrano nella villa per osservarla. Non entrano per guardarla o ammirarla, ma per svaligiarla.
Loro quindi entrano per rubare?
Sì. esatto, loro entrano per rubare nella villa, entrano per svuotarla, per fare un furto.
Fanno un furto?
Sì, fanno un furto, i ladri rubano, i ladri fanno i furti.
Perché?
Perché sono ladri!
Speaker: Nessuno in casa è SVEGLIO. Il FIGLIO SBADIGLIA, poi BISBIGLIA:
In casa sono svegli?
No, nessuno. Nessuno in casa è sveglio.
C’è qualcuno in casa che dorme?
Sì, dormono tutti. Nessuno in casa è sveglio. Tutti dormono.
Dov’è che dormono?
In casa. Nella villa. Nella villa dormono.
Cosa fa il figlio?
Sbadiglia. Il figlio sbadiglia.
(sbadiglio)
Il figlio starnutisce?
No, il figlio non starnutisce, ma sbadiglia. Il figlio sbadiglia.
Perché? Perché sbadiglia?
Perché ha sonno. Il figlio ha sonno, quindi sbadiglia.
Il padre sbadiglia?
No, il padre non sbadiglia, ma il figlio. E’ il figlio che sbadiglia, non il padre.
E poi? Poi cosa fa il figlio?
Poi bisbiglia. Il figlio poi bisbiglia.
Il figlio strilla?
No, non strilla! Il contrario, il figlio bisbiglia.
Parla sottovoce?
Esatto! parla sottovoce. Il figlio bisbiglia, cioè parla sottovoce.
Perché parla sottovoce?
Perché è notte, e perché stanno rubando in una villa!
FIGLIO: “meglio se vai avanti tu papà, ho paura del BUIO”
Con chi parla il figlio?
Col padre. Il figlio parla con il padre.
E cosa dice il figlio al padre?
Dice: “meglio se vai avanti tu papà, ho pura del buio”
Il figlio vuole che il padre vada avanti a lui?
Sì, il figlio vuole che il padre vada avanti. Vuole che il padre vada avanti e lui dietro.
Chi vuole stare dietro?
Il figlio! Il figlio vuole stare dietro.
E chi deve stare avanti?
Il padre. Il padre deve stare avanti.
Perché?
Perché il figlio dice che ha paura. Il figlio ha paura.
Di cosa? di cosa ha paura il figlio?
Del buio. Il figlio ha paura del buio.
Il figlio ha paura della luce?
No, non della luce, ma del buio. Il figlio ha paura della notte, perché la notte è buia.
AH, allora il figlio è pauroso?
Sì, esatto, il figlio è pauroso.
Perché?
Perché è un bambino. Tutti i bambini hanno paura del buio.
Il padre è pauroso?
No, non il padre, ma il figlio. E’ il figlio che è pauroso, non il padre.
Come chiama il figlio il padre?
Lo chiama papà. Il figlio chiama papà il padre.
Perché?
Perché è suo padre. Perché è il suo papà.
Padre: “ok FIGLIO! non mi MERAVIGLIO, ma passami il FOGLIO; passami la mappa della villa”
Cosa risponde il padre al figlio?
Risponde “ok figlio!”, va bene, ok.
Il padre accetta di stare avanti?
Sì, il padre accetta di stare avanti. Infatti dice “ok figlio!”
Il padre quindi non si rifiuta di stare avanti?
No, accetta, non si rifiuta. Non si rifiuta di stare avanti.
Il padre si meraviglia della richiesta del figlio?
No, non si meraviglia. Il padre non si meraviglia della sua richiesta.
Il padre si aspettava la richiesta del figlio?
Sì, se l’aspettava. Il padre se l’aspettava la richiesta.
Cosa si aspettava?
La richiesta del figlio.
Cioè?
Cioè si aspettava che il figlio gli chiedesse di andare avanti. Quindi non si meraviglia di questo.
Non si stupisce quindi?
No, non si stupisce, cioè non si meraviglia.
Di cosa non si stupisce?
Della richiesta del figlio! Il padre non si meraviglia della richiesta del figlio. Non si stupisce.
Cosa vuole invece il padre dal figlio?
Lui vuole il foglio. Il padre vuole un foglio dal figlio.
Il padre vuole che il figlio gli passi un foglio?
Sì, esatto. Il padre vuole proprio questo: Il foglio della mappa della villa.
Cosa deve passare il figlio al padre? Cosa gli deve passare?
Un foglio. Il foglio della mappa della villa. Il figlio gli deve passare il foglio della mappa.
Cosa c’è su quel foglio che deve passargli?
La mappa della villa. la mappa della casa, dell’appartamento. Sul foglio che deve passargli c’è la mappa della villa.
Chi è che da il il foglio e chi è che lo riceve?
Il figlio da il foglio, ed il padre lo riceve. Il figlio lo da, ed il padre lo riceve.
Da chi lo riceve?
Dal figlio. Il padre riceve il foglio dal figlio.
(ABBAIO)
Figlio: “papà!”
Padre: “cosa c’è FIGLIO?”
Figlio: “mi è sembrato di sentire un cane ABBAIARE”.
Padre: “no FIGLIO, credo che hai preso un ABBAGLIO!”
Cosa sente il figlio?
Un cane abbaiare. Il figlio sente un cane abbaiare.
Cosa fa il cane? abbaia?
Sì, il cane abbaia, ed il figlio lo sente abbaiare.
E’ sicuro di questo? Il figlio è sicuro di averlo sentito?
No, non è sicuro. Al figlio è sembrato di sentire un cane abbaiare.
Lo dice a suo padre?
Sì, glie lo dice, lo dice a suo padre.
Cosa dice al padre?
Gli dice che ha sentito un cane abbaiare. Ha sentito un cane che abbaia.
Ed il padre? Lui anche lo ha sentito?
No, lui no. Lui non ha sentito nulla.
Lui non sente il cane abbaiare quindi?
No, il padre non sente il cane abbaiare.
Quindi non si accorge di nulla il padre?
Esatto! Il padre non si accorge che il cane abbaia. Non si accorge di niente, di nulla.
Cosa risponde il padre al figlio?
Gli risponde che il figlio ha preso un abbaglio.
Cioè?
Cioè che si sbaglia! Gli risponde che si sbaglia. Gli risponde che crede che il figlio si sbagli. Gli risponde che ha preso un abbaglio.
Chi è che abbaia?
Il cane. Il cane abbaia.
E chi è che ha preso un abbaglio secondo il ladro padre?
Suo figlio. Secondo il padre, il figlio ha preso un abbaglio, cioè si è sbagliato.
I cane quindi ha abbaiato veramente?
Sì, certo, il cane ha abbaiato.
E chi è l’unica persona che se ne accorge?
Il ladro figlio. L’unico ad accorgersene è il figlio. L’unico che si accorge che il cane abbaia è il figlio.
Il padre ha preso un abbaglio?
No, non il padre.
Allora il figlio?
No, neanche lui! Il padre credeva che il figlio avesse preso un abbaglio.
Invece?
Invece no. Il cane ha abbaiato veramente!
Figlio: “Non mi SBAGLIO papà”, Speaker: GLI rispose allarmato il FIGLIO.
Cosa risponde il figlio?
Il figlio risponde: Non mi sbaglio papà!
Ora è sicuro il figlio? E’ sicuro di aver sentito il cane abbaiare?
Sì, è sicuro. Ora il figlio è sicuro di aver sentito il cane abbaiare!
Il figlio crede di sbagliarsi?
No, il figlio non crede di sbagliarsi. Il figlio è sicuro.
E’ tranquillo il figlio?
No, il figlio non è tranquillo. E’ allarmato! Il figlio è allarmato! non è affatto tranquillo!
Il cane si chiama GIGLIO. GIGLIO è un cane da guardia, e con i ladri non scappa mai come un CONIGLIO. Non appena il ladro padre si accorge del cane, avvisa il FIGLIO.
Come si chiama il cane? Qual’è il suo nome? Qual’è il nome del cane?
Giglio. Il cane si chiama Giglio. Il suo nome è Giglio. Il nome del cane è Giglio
Che tipo di cane è Giglio?
Da guardia. Giglio è un cane da guardia.
A cosa fa la guardia Giglio?
Giglio fa la guardia alla villa. Giglio è il cane da guardia della villa.
Giglio controlla la villa?
Sì, la controlla, ci fa la guardia. Lui è il cane da guardia della villa.
Giglio ha paura dei ladri? Ha paura dei due ladri?
No, Giglio non ha paura dei due ladri.
Giglio scappa quando vede i ladri?
No, Giglio non scappa mai. Con i ladri Giglio non scappa mai.
Giglio quindi non è pauroso come un coniglio?
No, lui non scappa come un coniglio. Non è pauroso come un coniglio. Giglio non scappa mai come un coniglio.
I conigli scappano?
Sì, i conigli scappano, i conigli hanno paura; hanno sempre paura.
Chi si accorge del cane?
Il padre. E’ il padre che si accorge del cane.
Adesso il ladro padre ci crede che c’è un cane?
Sì, ci crede perché se ne accorge. Il padre si accorge del cane. Si accorge che c’è il cane nella villa.
Lo vede?
Sì, lo vede, oppure lo sente anche lui, come il figlio. Se ne accorge. Si accorge del cane.
Cosa fa il ladro padre appena si accorge del cane?
Avvisa il figlio. Appena se ne accorge avvisa suo figlio.
Gli dice qualcosa? dice qualcosa al figlio?
Sì, lo avvisa. Lo avvisa che si è accorto del cane.
Quando lo avvisa? Quand’è che il padre avvisa il viglio?
Subito, non appena se ne accorge. Non appena si accorge del cane il padre avvisa il figlio. Lo avvisa subito dopo che se ne accorge. Non appena se ne accorge lo avvisa.
Padre: “attento FIGLIO mio!”
Cosa dice il padre al figlio?
Gli dice di stare attento. Il padre dice al figlio di stare attento.
Gli dice di stare tranquillo, rilassato?
No, non gli dice questo, ma il contrario!! Gli dice che deve stare attento! Cioè che deve fare attenzione. Deve stare attento.
Figlio: “cosa c’è papà?”
Cosa risponde il ragazzo a suo padre?
Il ragazzo risponde: cosa c’è? Cioè: cosa succede? perché devo stare attento? Cosa accade?
Padre: “il cane, il cane è SVEGLIO!”
Il cane dorme?
No, il cane non dorme. Il cane è sveglio!
Giglio sta dormendo mentre i due ladri entrano nella villa?
No, Giglio è sveglio. Non sta dormendo. Giglio non sta affatto dormendo!
Speaker: ma GIGLIO punta il BERSAGLIO, e in men che non si dica azzanna il padre alla CAVIGLIA.
(urlo di dolore)
Cosa fa Giglio?
Punta il bersaglio! Giglio punta il bersaglio!
E qual’è il suo bersaglio?
La caviglia. Il bersaglio è la caviglia del ladro padre.
E poi? Poi Giglio attacca il padre o il figlio?
Giglio attacca il padre, non il figlio. Giglio attacca la caviglia del ladro padre.
E’ quello il bersaglio quindi? E’ la caviglia il bersaglio di Giglio?
Sì, è la caviglia il suo bersaglio. Quello è il suo bersaglio. Il bersaglio di Giglio è la caviglia del ladro padre.
Il cane morde la caviglia del padre?
Sì, la morde, Giglio morde la caviglia, Giglio azzanna la caviglia.
Con cosa morde la caviglia Giglio? Con cosa la azzanna?
Con i denti! Giglio azzanna la caviglia con i suoi denti. Con le sue zanne.
Quanto tempo impiega Giglio ad azzannare la caviglia del padre?
Pochissimo tempo! Immediatamente! Giglio la azzanna subito, in men che non si dica!
Speaker: Il FIGLIO, invece, si SCEGLIE un NASCONDIGLIO e poi se la SQUAGLIA.
Anche il figlio viene morso da Giglio?
No, il figlio no. Il figlio non viene morso da Giglio.
E cosa fa il figlio?
Si nasconde! Il figlio si nasconde in un nascondiglio.
Chi è che sceglie il nascondiglio: Giglio?
No, non Giglio, il figlio se lo sceglie. Il figlio si sceglie il nascondiglio.
E dopo che l’ha scelto?
Dopo averlo scelto, si nasconde nel nascondiglio.
E poi?
Poi scappa, cioè poi se la squaglia. Il figlio poi se la squaglia. Scappa via.
Chi se la squaglia? Chi scappa via?
Il ragazzo ladro, il ladro figlio se la squaglia. E’ lui che che scappa via.
Il ladro figlio scappa e poi si nasconde?
No, prima si nasconde nel nascondiglio, e solo dopo scappa. Solamente dopo se la squaglia.
Figlio: “tanto MEGLIO! Non mi piace fare il ladro, mi piace solo fare il FIGLIO!”
Cosa dice il ragazzo?
Dice: “tanto meglio”, cioè “meglio così”.
Il ragazzo quindi è contento di come è andata?
Sì, lui è contento di come è andata! E’ contento di come finisce!
Perché? Perché è contento? Perché è felice?
E’ felice perché a lui non piace fare il ladro.
Non gli piace fare il ladro?
No, non gli piace affatto! A lui non piace rubare, non piace fare il ladro.
E cosa gli piace fare?
Gli piace fare il figlio. A lui piace solamente fare il figlio. Non fare il ladro.
FINE
Ascoltare il file più volte al giorno, almeno mezzora al giorno, per almeno una settimana, seguendo le regole del metodo TPRS e le sette regole d’oro di Italiano Semplicemente.
>> Lezione successiva: Le mutande mongolfiera
Il ladro padre ed il ladro figlio

Audio
LA STORIA
The story
Suona la SVEGLIA.
the alarm clock sounds.
(suono sveglia)
(sound alarm clock)
E’ notte, e due ladri, padre e FIGLIO, entrano in una villa per SVALIGIARLA.
It s ‘night, and two thieves, father and son, enter a house to rob.
Nessuno in casa è SVEGLIO. Il FIGLIO SBADIGLIA, poi BISBIGLIA:
No one in the house is awake. The son yawning, then he whispers:
“meglio se vai avanti tu papà, ho paura del BUIO”.
“better if you go ahead Dad, I’m scared of the dark”.
“ok FIGLIO! non mi MERAVIGLIO, ma passami il FOGLIO; passami la mappa della villa”.
“ok son! I am not surprised,, but pass me the sheet, hand me a map of the house”.
(ABBAIO)
(bark)
“papà!”
“Dad!”
“cosa c’è FIGLIO?”
“what’s up son?”
“mi è sembrato di sentire un cane ABBAIARE”.
“I thought I heard a dog barking”.
“no FIGLIO, credo che hai preso un ABBAGLIO!”
“no son, I think you’ve made a mistake!”
“Non mi SBAGLIO papà”, GLI rispose allarmato il FIGLIO.
“I’m not wrong”, said the son alarmed.
Il cane si chiama GIGLIO. GIGLIO è un cane da guardia, e con i ladri non scappa mai come un CONIGLIO. Non appena il ladro padre si accorge del cane, avvisa il FIGLIO:
The dog’s name is Giglio (Lily). Giglio is a watchdog, and with thieves it do not ever run away like a rabbit. As soon as the thief father notices the dog, he alerts the son:
“attento FIGLIO mio!”
“Be careful my son!”
“cosa c’è papà?”
“What’s up Dad?”
“il cane, il cane è SVEGLIO!”
“the dog, the dog is awake!”
ma GIGLIO punta il BERSAGLIO, e in men che non si dica azzanna il padre alla CAVIGLIA.
but Giglio point the target, and it imediately bites the father to the ankle.
(urlo di dolore)
(scream of pain)
Il FIGLIO, invece, si SCEGLIE un NASCONDIGLIO e poi se la SQUAGLIA.
The son, instead, chooses a hiding spot and then it goes away to their heels.
“tanto MEGLIO! Non mi piace fare il ladro, mi piace solo fare il FIGLIO!”
“even better!, I do not like to do the thief, I only like do the son”
FINE
the end
Non preoccuparti se hai compreso solo poche parole. Dopo aver ascoltato il file della storia e quello delle Domande & Risposte per due settimane, almeno 3-4 volte al giorno, tutte le parole saranno chiare e memorizzate nella tua testa.
Do not worry if you understand only a few words. After listening to this audio and that the Q & A audio for two weeks, at least 3-4 times each day, all words will be clear and stored in your head.
>> Lezione successiva: Le mutande mongolfiera (per soli membri dell’associazione)
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Regole da seguire per imparare a comunicare in italiano
1) Ascoltare ascoltare ascoltare. REPETITA IUVANT. L’importanza della ripetizione (almeno mezzora al giorno)
2) Usare i tempi morti per ascoltare (mentre si fa colazione, al bagno, in viaggio, mentre si fa la spesa, lavando i piatti ecc)
3) Studiare senza stress, in condizioni di relax. Il metodo Co.co.mi. (Costanti e continui miglioramenti)
4) Apprendere attraverso delle storie ed emozioni; non attraverso parole o frasi fatte. Apprendere tramite il contesto.
5) Apprendere attraverso Italiano vero e non con libri di grammatica. Ascoltare ciò che PIACE.
6) Domande e risposte sulle storie ascoltate. Imparare così ad usare parole “alternative”, verbi e tempi diversi.
7) Parlare, attivamente, cioè in coppia od anche passivamente (ad esempio anche attraverso scambio di registrazioni whatsapp)



















