3 giorni in Italia – Lezione 18: lamentarsi al ristorante

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Trascrizione

Sei in Italia, seduto al ristorante. Hai fame, hai ordinato con entusiasmo… e finalmente arriva il piatto. Lo guardi, lo assaggi… e qualcosa non va.

È freddo. È troppo salato. O magari non è nemmeno quello che avevi ordinato.

E adesso?

Oggi vediamo proprio questo: come lamentarsi al ristorante in italiano… senza sembrare maleducati.

Perché sì, gli italiani si lamentano, eccome se si lamentano… ma spesso lo fanno con una certa eleganza, senza attaccare direttamente.

Mettiamoci subito in una situazione concreta.

Ti arriva un piatto diverso da quello ordinato.

La prima reazione potrebbe essere dire: “Questo è sbagliato”.
Ma in Italia è molto più naturale dire:

Mi scusi, forse c’è stato un errore…

Adesso ripeti la frase. Ti lascio il tempo per farlo.

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Mi scusi, forse c’è stato un errore…

Hai sentito quella parola? “Forse“.
È piccola, ma cambia tutto. Rende la frase più morbida, meno aggressiva. Possiamo usare anche “probabilmente” al posto di “forse”.

Oppure:

Ci dev’essere stato un piccolo errore

Dev’esserci stato un piccolo errore

Se diciamo “dev’esserci stato” o “ci deve essere stato” (sono due forme equivalenti) stiamo ugualmente esprimendo un dubbio, o quantomeno una certezza camuffata da dubbio, tanto per non essere aggressivi.

Proviamo a continuare.

Mi scusi, io avevo ordinato la carbonara… questo mi sembra amatriciana.

Ripeti.

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Mi scusi, io avevo ordinato la carbonara… questo mi sembra amatriciana.

Qui non stai accusando nessuno.
Stai semplicemente esprimendo un dubbio: mi sembra. È un modo molto italiano di parlare. Ancora una volta, magari ne siamo sicuri che quella sia una amatriciana e non una carbonara, ma meglio esprimersi in questo modo.

Andiamo avanti.

Immagina che il piatto sia freddo.
Dire “questo piatto è freddo”, “questa pasta è fredda” , può suonare un po’ troppo diretto.

Molto meglio dire:

Mi scusi, è possibile scaldarlo un attimo? Non è molto caldo.

Ripeti.

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Mi scusi, è possibile scaldarlo un attimo Non è molto caldo.

Hai notato? Non solo segnali il problema, ma proponi anche una soluzione.

Questo rende tutto più civile, più collaborativo.

Adesso entriamo in un campo un po’ delicato: il gusto.

Il piatto è troppo salato.

Dire “È troppo salato” può ancora sembrare un giudizio forte.
Un italiano, spesso, direbbe:

Mi scusi, forse è un po’ troppo salato per i miei gusti…

Ripeti.

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Mi scusi, forse è un po’ troppo salato per i miei gusti…
Quel “per i miei gusti” è fondamentale.

Non stai criticando il piatto in assoluto. Stai parlando di te.

E questo, nella comunicazione italiana, è molto importante.

Un altro caso tipico.

Non ti piace il piatto.

Molti stranieri dicono: “Non mi piace”.

Non è sbagliato, ma può suonare brusco.

Meglio dire:

Mi scusi, mi spiace ma ma questo piatto non è proprio di mio gusto.

Ripeti.

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Mi scusi, mi spiace ma ma questo piatto non è proprio di mio gusto

Oppure:

Non è come me lo aspettavo.

Ripeti.

Sono frasi più sfumate, più diplomatiche.

E poi c’è un’espressione molto utile, quasi universale.

Mi scusi, c’è qualcosa che non va in questo piatto

Ripeti.

—————————-

È vaga, sì, ma proprio per questo è perfetta per iniziare.

Non entri subito nel dettaglio, lasci spazio al dialogo.

Il cameriere potrebbe replicare: Cosa c’è che non va?

È un po’ troppo salato per i miei gusti.

E se vuoi essere ancora più cortese, puoi iniziare così:

Mi scusi se disturbo…

Ripeti.

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salato

È una formula tipicamente italiana.

Anche se, diciamolo, non stai disturbando: sei un cliente!

Ancora. Vediamo se avete Imparato:

Mi scusi, questa birra ha troppa schiuma!

Meglio dire:

Scusi, per i miei gusti, questa birra ha troppa schiuma. È possibile averne una con meno schiuma?

Ripeti

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birra con schiuma

Ancora.

Scusi, il caffè è freddo.

Meglio dire:

Scusi il disturbo, ma il caffè lo preferisco più caldo. Questo è un po’ freddo.

Ripeti

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Scusi il disturbo, ma il caffè lo preferisco più caldo. Questo è un po' freddo

Alla fine poi, quello che conta davvero non è solo la frase, ma il tono.

Parole come “forse”, “mi sembra”, “per i miei gusti” servono proprio a questo: a rendere la comunicazione più morbida, più umana. Se accompagnare tutto con un sorriso, ancora meglio, ma questo vale in tutte le lingue…

In Italia, lamentarsi è normale.
Ma farlo bene… è un’arte.

E a conti fatti, basta davvero poco per passare da una critica brusca a una richiesta educata.

La fuga del Pomodoro – storia per principianti

La fuga del pomodoro – la storia

La fuga del pomodoro – Storia, domande e risposte

Trascrizione

La storia:

C’era una volta un pomodoro di nome Pachino che viveva in un orto con tanti altri pomodori come lui. Pachino era un pomodoro molto curioso e un giorno decise di scappare dall’orto per esplorare il mondo.

Pachino rotolò per un lungo tratto, finché non arrivò in una strada trafficata. Pachino era spaventato, ma vide un semaforo rosso e si fermò. Aspettò pazientemente che il semaforo diventasse verde e poi attraversò la strada.

Pachino continuò a rotolare, sognando un mondo privo di insalate. In quel momento un’auto sfrecciò davanti a lui e.. splash!

Pachino si sentì schiacciare e tutto divenne nero. Quando aprì gli occhi, Pachino era di nuovo nel suo orto, circondato dai suoi amici pomodori che lo guardavano con aria preoccupata.

Pachino si sentì sollevato. Era vivo e vegeto! Era solo un brutto sogno.

Domande e risposte

C’era una volta un pomodoro di nome Pachino che viveva in un orto con tanti altri pomodori come lui.

1. Come si chiama il pomodoro della storia?

Si chiama Pachino. Il pomodoro della storia si chiama Pachino.

2. Dove viveva pachino?

Pachino viveva in un orto:

3. Era l’unico pomodoro dell’orto? Era solo nell’orto?

No, non era l’unico pomodoro dell’orto. Non era solo nell’orto. C’erano tanti altri pomodori come lui. Nell’orto Pachino stava con tanti altri pomodori come lui.

Pachino era un pomodoro molto curioso e un giorno decise di scappare dall’orto per esplorare il mondo.

4. Cosa ha fatto Pachino un giorno?

Ha deciso di scappare dall’orto per esplorare il mondo.

5. Perché Pachino è scappato dall’orto?

Perché era un pomodoro molto curioso.

6. Cosa decise di fare?

Decise di scappare dall’orto

7. Per esplorare cosa?

Per esplorare il mondo, per scoprire il mondo.

8. Pachino era un pomodoro esploratore?

Sì, Pachino era un pomodoro esploratore.

9. Pachino restò nell’orto?

No, non restò nell’orto. Pachino scappò dall’orto. Pachino decise di scappare dall’orto.

10. Quando decise di scappare dall’orto?

Un giorno. Un giorno Pachino decise di scappare dall’orto.

Pachino rotolò per un lungo tratto, finché non arrivò in una strada trafficata.

11. Pachino camminava?

No, non camminava. Pachino rotolava.

12. Perché rotolava?

Perché era un pomodoro.

13. Per quanto rotolò?

Rotolò per un tratto. Rotolò per un pezzo di strada, un tratto di strada.

14. Quanta strada fece Pachino rotolando? Fece molta strada Pachino quando rotolò?

No, non molta. Solo un tratto. Rotolò solo per un tratto di strada.

15. E poi dove arrivò?

Arrivò in una strada trafficata.

16. Com’era la strada in cui arrivò Pachino?

Era molto trafficata.

17. C’erano delle automobili in quella strada? Oppure non cera neanche un’auto?

Sì, c’erano molte auto. Era una strada molto trafficata.

18. C’era traffico?

Sì, cera molto traffico.

19. Quindi Pachino fin quando rotolò?

Rotolò finché non arrivò in una strada trafficata

20. Ci arrivò oppure no nella strada trafficata?

Sì, certo ci arrivò.

Pachino era spaventato, ma vide un semaforo rosso e si fermò.

21. Era tranquillo Pachino?

No, non era tranquillo Pachino.

22. E com’era Pachino?

Era spaventato. Aveva paura.

23. Di cosa aveva paura?

Delle automobili. Aveva paura delle automobili.

24. Cosa vide?

Vide un semaforo.

25. Era verde il semaforo?

No, non era verde ma rosso.

26. Quindi? Pachino attraversò la strada?

No, non la attraversò, perché il semaforo era rosso.

27. Cosa fece Pachino quando vide che il semaforo era rosso?

Si fermò.

28. Si è fermato?

Sì, si è fermato perché il semaforo era rosso.

29. Si può attraversare quando il semaforo è rosso?

No, non si può attraversare la strada quando il semaforo è rosso.

Aspettò pazientemente che il semaforo diventasse verde e poi attraversò la strada.

30. Pachino cosa aspettò?

Aspettò che il semaforo diventasse verde.

31. Aspettò che il semaforo diventasse rosso?

No, non rosso, ma verde. Pachino ha aspettato che il colore del semaforo fosse verde.

32. Di che colore deve essere il semaforo per poter attraversare?
Deve essere verde.

33. Pachino aspettò pazientemente oppure nervosamente?

Aspettò con pazienza, quindi pazientemente.

34. Era nervoso pachino mentre aspettava che il semaforo diventasse verde?

No, non era nervoso. Era calmo. Aspettò pazientemente.

35. E poi cosa fece?

Poi attraversò la strada

Pachino continuò a rotolare, sognando un mondo privo di insalate. In quel momento un’auto sfrecciò davanti a lui e… splash!

36. Pachino smise di rotolare?

No, non smise di rotolare. Continuò a farlo.

37. Cosa sognava Pachino mentre rotolava?

Sognava un mondo privo di insalate. Sognava un mondo senza insalate. Sognava un mondo dove non esistono le insalate.

38. Nel mondo che sognava, esistevano insalate?

No, non esistevano. Il mondo che sognava era privo di insalate.

39. Sognava un mondo pieno di insalate Pachino?

No, non pieno, ma privo di insalate.

40. C’erano insalate nel mondo che sognava Pachino?

No, non c’erano. Il mondo che sognava Pachino era privo di insalate. Il mondo che sognava Pachino ne era privo di insalate.

41. Cosa è successo a Pachino mentre rotolava?

Un’auto sfrecciò davanti a lui.

42. Correva l’auto? Andava veloce? Oppure andava lentamente?

Sì, correva moltissimo. L’auto sfrecciò davanti a lui.

43. Andava veloce come una freccia?

Sì, esatto, l’auto andava veloce come una freccia.

44. E poi cosa accadde?

E poi splash! Quell’auto lo ha investito. Lo ha colpito.

45. Chi ha colpito quell’automobile?

Pachino. Quell’auto che sfrecciava ha colpito Pachino.

Pachino si sentì schiacciare e tutto divenne nero.

46. Pachino è stato schiacciato?

Sì, certo. Pachino è stato schiacciato dall’auto che sfrecciava.

47. Lui se ne accorse?

Sì, lui si sentì schiacciare. Pachino si accorse che l’auto lo aveva schiacciato.

48. Di quale colore divenne tutto?

Nero. Tutto divenne nero.

49. Quale colore vedeva Pachino adesso? Bianco?

Vedeva tutto nero. Non vedeva tutto bianco ma tutto nero.

Quando aprì gli occhi, Pachino era di nuovo nel suo orto, circondato dai suoi amici pomodori che lo guardavano con aria preoccupata.

50. Pachino era morto?

No, non era morto. era vivo.

51. Cosa aprì Pachino?

Aprì gli occhi.

52. E dov’era Pachino quando aprì gli occhi?

Era di nuovo nel suo orto.

53. Dove si trovava Pachino dopo aver aperto gli occhi?

Si trovava nuovamente nel suo orto.

54 Da chi era circondato? Chi c’era attorno a lui quando aprì gli occhi?

C’erano gli altri pomodori. Attorno a lui c’erano gli altri pomodori. Era circondato dagli altri pomodori dell’orto.

55. Erano suoi amici o nemici?

Era tutti suoi amici.

56. Come lo guardavano i suoi amici pomodori?

I suoi amici pomodori lo guardavano con aria preoccupata.

57. Erano tranquilli gli amici di Pachino?

No, non erano tranquilli. erano preoccupati.

58. Com’era il loro aspetto?

Il loro aspetto era preoccupato. Sembravano preoccupati. Non sembravano tranquilli.

Pachino si sentì sollevato. Era vivo e vegeto! Era solo un brutto sogno.

59. Pachino come si sentiva?

Si sentiva sollevato.

60. Perché si sentiva sollevato?

Perché era vivo e vegeto!

61. Pachino era stato investito veramente?

No, non era stato investito veramente.

62. Allora era solo un sogno?

Sì, era solo un sogno.

63. Un bel sogno?

No, non un bel sogno, ma un brutto sogno

64. Era contento Pachino di non essere morto?

Sì, era contento di essere vivo. Si sentiva felice e soddisfatto.

65. Era felice oppure no che quello fosse solo un brutto sogno?

Era molto felice di aver fatto solo un brutto sogno.

66. Si sentiva sollevato?

Sì, si sentiva sollevato perché non era morto veramente.

67. E’ finita la storia?

Sì, la storia è finita. Ciao!

68. Come finisce la storia? Bene o male?

Bene! La storia finisce bene!

ITALIANO PROFESSIONALE (Principianti) – La Costituzione Italiana – Art.13

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Lettura, domande & risposte sull’articolo 13 della Costituzione italiana

Costituzione italiana – Art. 13 (scarica audio)

La libertà personale è inviolabile.

Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà

La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

Domande & risposte

Domanda 1: Cosa è inviolabile secondo l’articolo 13? Risposta 1: La libertà.

Domanda 2: Chi può limitare la libertà personale? Risposta 2: l’autorità giudiziaria.

Domanda 3: In quali casi si possono adottare provvedimenti provvisori? Risposta 3: In casi di necessità ed urgenza.

Domanda 4: Chi comunica i provvedimenti provvisori all’autorità giudiziaria? Risposta 4: l’autorità di pubblica sicurezza.

Domanda 5: Quanti giorni ha l’autorità di pubblica sicurezza per comunicare i provvedimenti provvisori? Risposta 5: Quarantotto giorni

Domanda 6: Cosa accade se l’autorità giudiziaria non convalida i provvedimenti provvisori entro 48 ore? Risposta 6: I provvedimenti si intendono revocati.

Domanda 7: Cosa è punita secondo l’articolo 13? Risposta 7: La violenza.

Domanda 8: Quali restrizioni di libertà sono menzionate? Risposta 8: Detenzione, ispezione, perquisizione.

Domanda 9: Chi stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva? Risposta 9: La Legge.

Domanda 10: Cosa deve essere motivato per limitare la libertà personale? Risposta 10: L’atto dell’autorità giudiziaria.

Domanda 11: Quale libertà non deve essere soggetta a restrizioni? Risposta 11: Quella personale.

Domanda 12: Cosa può essere adottato in casi eccezionali? Risposta 12: Dei provvedimenti provvisori.

Domanda 13: L’autorità giudiziaria può fare un atto motivato per giustificare una detenzione? Risposta 13: Sì, può farlo.

Domanda 14: Quale autorità deve convalidare i provvedimenti provvisori? Risposta 14: L’autorità giudiziaria.

Domanda 15: Quanti giorni ha l’autorità giudiziaria per convalidare i provvedimenti provvisori? Risposta 15: Quarantotto.

Domanda 16: Cos’è che si intende revocato se l’autorità giudiziaria non li convalida? Risposta 16: I provvedimenti provvisori.

Domanda 17: Chi adotta provvedimenti provvisori in casi di necessità ed urgenza? Risposta 17: L’autorità di pubblica sicurezza.

Domanda 18: Cosa deve fare l’autorità di pubblica sicurezza entro quarantotto ore? Risposta 18: Deve comunicare all’autorità giudiziaria i provvedimenti provvisori adottati.

Domanda 19: I provvedimenti comunicati sono definitivi? Risposta 19: No, sono provvisori.

Domanda 20: Chi stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva? Risposta 20: La Legge.

Domanda 21: La libertà personale è qualcosa di illimitato? Risposta 21: No, non è illimitata. In casi eccezionali si può limitare.

Domanda 22: Cosa è privo di ogni effetto se non convalidato entro quarantotto ore? Risposta 22: I provvedimenti provvisori.

Domanda 23: Chi può adottare provvedimenti provvisori in casi eccezionali? Risposta 23: L’autorità di pubblica sicurezza.

Domanda 24: Qual è il termine per la comunicazione dei provvedimenti provvisori? Risposta 24: Quarantotto ore.

Domanda 25: Cosa accade se l’autorità giudiziaria non convalida i provvedimenti provvisori entro il termine stabilito? Risposta 25: I provvedimenti si intendono revocati.

Domanda 26: Oltre alla volenza fisica, quale altra forma di violenza è vietata? Risposta 26: Quella morale.

Domanda 27: Qual è l’autorità che deve convalidare i provvedimenti provvisori? Risposta 27: Quella giudiziaria.

Domanda 28: é possibile la carcerazione preventiva? Risposta 28: Sì, è possibile

Domanda 29: Che tipo di limiti stabilisce la Legge? Risposta 29: Stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

Domanda 30: l casi eccezionali di necessità ed urgenza, possono essere indicati sommariamente? Risposta 30: no, devono essere indicati tassativamente.

N.14 – L’apostrofo – PRIMI PASSI

PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI

primi_passi

14^ lezione

QUATTORDICESIMA lezione

Lezione n. 14: L’apostrofo (scarica audio)

cinema

Trascrizione

Esercizio di ripetizione.

Ripeti dopo di me:

L’apostrofo (lo apostrofo)

Apostrofo

L’amore (lo amore)

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L’uomo (lo uomo)

Icona dell'uomo d'affari illustrazione vettoriale ...

L’uomo e l’amore

L’arte (la arte)

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L’arte dell’uomo

L’amore dell’uomo

L’uva (la uva)

Uva Con L'icona Del Profilo Della Foglia Dell'uva ...

L’uomo, dell’uomo, nell’uomo

L’amore, dell’amore, nell’amore

L’uva, dell’uva, nell’uva

L’arte, dell’arte, nell’arte

Nell’amore ci vuole l’apostrofo

Nell’uomo ci vuole l’apostrofo

Nella donna non ci vuole l’apostrofo

L’ape (la ape)

Logo Dell'ape Icona in Bianco E Nero Dell'ape Illustrazione ...

L’albero (lo albero)

Icona Albero Illustrazione Vettoriale Piatta Illustrazione ...

Quell’albero (quello albero)

Vent’anni (venti anni)

Vent’anni fa

Un’ape ha punto un uomo sotto quell’albero vent’anni fa

Nel ’99 un’ape ha punto un uomo sotto quell’albero

Nel 1999 un’ape ha punto un uomo sotto quell’albero

Da’ 10 euro a Giovanni

Dai 10 euro a Giovanni

Fa’ questo lavoro, sbrigati!

Fai questo lavoro, sbrigati!

Sta’ buono!

Stai buono!

Va’ a casa!

Vai a casa!

Mi vuoi sposare? Di’ di sì!

No! sta’ buono!

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Un po’

Un po’ di tempo

Un po’ di più

Devi mangiare un po’ di più

Da’ un po’ di soldi a Giovanni

Va’ a casa e prendi un po’ di soldi per Giovanni

Fa’ una cosa: va’ a casa e prendi un po’ di soldi per Giovanni

Un’amica (una amica)

Icona Ragazze Amiche Icona Elemento Amici Illustrazione di ...

Un’isola (una isola)

Isola | Icona Gratis

L’oceano (lo oceano)

SVG, Vettoriale - Acqua, Blu, Vettore Icona Oceano. Può ...

La guerra del ’15-’18

La guerra del 1915-1918

C’è (ci è)

C’è un’isola nell’oceano

Ho un’amica che vive in un’isola nell’oceano

Ho un’amica che da un po’ di tempo vive in un’isola nell’oceano

Ho un’amica che durante la guerra del ’15-’18 viveva in un’isola nell’oceano

Ho un’amica che vive da un po’ di tempo in quell’isola nell’oceano

L’albero dell’amore

L’albero dell’amore non c’è più!

L’albero dell’amore non c’è più da un po’ di tempo

L’albero dell’amore non c’è più da vent’anni

L’albero dell’amore dell’amica di Giovanni non c’è più da vent’anni

L’albero sull’isola dell’amore nell’oceano indiano

L’albero sull’isola dell’amore nell’oceano indiano non c’è più da vent’anni

Quell’albero c’è ancora!