E niente… vabbè: come terminare una telefonata in modo naturale
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episodio 1269
Trascrizione
Buongiorno amici, oggi con occupiamo di qualcosa di insolito. Spero anche divertente. Di sicuro è qualcosa che non troverete su un altro sito o libro di italiano.
Quante volte, alla fine di una telefonata, ci troviamo a non sapere esattamente come concludere la conversazione?
Non so nella vostra lingua, ma in italiano esistono alcune espressioni molto comuni che usiamo proprio per chiudere una chiamata, soprattutto quando non c’è più molto altro da dire.
Questo riguarda prevalentemente il linguaggio telefonico e informale, ma a volte si usano le stesse modalità anche nel faccia a faccia. Più difficile però.
Una delle forme più frequenti è:
“E niente…”
Attenzione: non significa veramente che “non c’è niente”. È una specie di segnale che indica: ci siamo detti quello che dovevamo dirci, personalmente non ho altro da aggiungere, possiamo quindi finire qui.
Per esempio:
Allora, ci vediamo domani alle otto davanti al cinema.
Va bene, perfetto.
E niente… allora ci sentiamo domani.
In questo caso “e niente” serve a preparare la conclusione.
Possiamo anche evitare di pronunciare questa locuzione perché non serve ad altro che a preannunciare la fine della conversazione.
In effetti, se la telefonata è di lavoro o comunque con uno sconosciuto, è più probabile che si inizi con “allora…” o “bene”.
Un’altra espressione informale molto usata è:
“Vabbè…” o “e vabbè”.
“Vabbè” è chiaramente la forma colloquiale di “va bene”. Può avere molti significati diversi, ma alla fine di una telefonata spesso significa: “ok, direi che possiamo salutarci”.
Per esempio:
Ti ho spiegato tutto quello che è successo.
Sì, ho capito.
Vabbè, allora ti lascio lavorare. Ci sentiamo più tardi.
Oppure:
Non sono riuscito a risolvere il problema, ma domani riprovo.
Vabbè, dai, vediamo domani.
La combinazione “E niente, vabbè…” è ancora più tipica del parlato.
Può sembrare strano a uno straniero: due parole che, prese separatamente, non sembrano avere un grande significato. Ma nella comunicazione quotidiana italiana funzionano come una specie di punto finale della conversazione.
Altre frasi molto comuni da aggiungere o in sostituzione, per terminare una telefonata sono:
“Allora ci sentiamo.”.
“Ti lascio, dai.” (cioè: non ti rubo altro tempo)
“Non ti trattengo oltre.”
“Va bene, allora a presto.”
“Ci aggiorniamo.”
“Dai, ti saluto.”
Un piccolo dettaglio culturale: spesso gli italiani, come immagino accada anche in altre lingue, non dicono semplicemente “ciao” e chiudono. Può capitare, per carità, ma in genere prima inseriscono una fase di preparazione alla fine, una specie di “atterraggio morbido” della conversazione.
Quindi, se siete al telefono con un italiano e sentite:
“E niente…”
“Vabbè…”
“Allora dai…”
probabilmente non sta succedendo nulla di negativo. Molto semplicemente, la telefonata sta arrivando al capolinea.
Vabbè, adesso tocca al ripasso.
Ripasso in preparazione a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente.
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Ripasso del giorno:
M1: Pronto, ciao Luca! Ti scoccio un minuto?
M2: Dimmi pure, finora non mi ha chiamato nessuno.
Ho tanto di quel tempo libero oggi….
M3: hai presente la riunione di domani? Hanno messo sul piatto una proposta più *appetibile* , ma *c’era da aspettarselo.*
M4: si infatti. *Vada per* la proposta, però *non devi sentire ragioni* sul prezzo Paolo. Altrimenti al capo gli *prenderanno i cinque minuti,* e allora *apriti cielo!*
M5: Lo so, ma *voglio sperare che* , *una buona volta,* si riesca ad *appianare la controversia* *in via amichevole.* Con la nuova gestione *targata* Rossi, appare *plausibile* , no?
M6: seee, via amichevole! Ti stai *allargando* adesso!
M7: *avverto* una sottile ironia da parte tua!
M8: *che vuoi…* anch’io a volte ho il senso dell’umorismo.



