Sommessamente
Audio livello intermedio in preparazione
episodio 1233
Audio livello avanzato (scarica audio)
Trascrizione
Bentornati nella rubrica “due minuti con Italiano Semplicemente”.
Oggi parliamo di una parola elegante, discreta, quasi timida: “sommessamente”. L’abbiamo già incontrata nella rubrica “accadde il” in cui abbiamo visto la differenza tra sommessamente e umilmente. Ma una cosa non vi avevo detto in quell’episodio.
Dunque, sommessamente è un avverbio, questo è chiaro, che deriva dall’aggettivo “sommesso”, e già questo ci dà un indizio importante: entrambe le parole hanno a che fare con qualcosa di attenuato, non appariscente, quindi diciamo “tenue”, sia nel tono della voce sia nell’atteggiamento.
Cominciamo proprio da sommesso.
Una voce sommessa è una voce bassa, contenuta, quasi trattenuta. Non è necessariamente un sussurro, ma ci si avvicina. È il contrario di una voce alta, squillante, aggressiva. Se dico:
- “Giovanni ha parlato con tono sommesso”
sto dicendo che quella persona ha scelto, volontariamente o meno, di non imporsi, di non farsi notare troppo, di non disturbare. Spesso parliamo di una persona un po’ triste, abbattuta per qualcosa che gli è successo. Non è detto però. Potrebbe essere una persona rassegnata oppure volutamente discreta.
Ma sommesso/a non riguarda solo la voce. Può riferirsi anche a un atteggiamento:
- “Un sorriso sommesso”
- “Una protesta sommessa”
In questi casi, l’idea è sempre quella di qualcosa di contenuto, trattenuto, quasi in secondo piano, qualcosa di quasi nascosto.
Passiamo adesso a “sommessamente”.
Come spesso accade con gli avverbi in -mente, indica il modo in cui si compie un’azione:
- “Ha risposto sommessamente”
- “Ha protestato sommessamente”
Fin qui, tutto lineare: significa parlare o agire con discrezione, senza alzare i toni.
Ma veniamo all’uso più interessante, quello che vi piacerà sicuramente e che i libri di grammatica non dicono:
“ricordo sommessamente…”.
Qui succede qualcosa di molto italiano, molto sottile: l’avverbio viene usato in modo ironico. Sto parlando in prima persona. L’ironia si usa solo in questo caso.
Se io dico:
- “Ricordo sommessamente che questa idea l’avevo proposta io”
non è detto in questo caso che io stia parlando a bassa voce, né che io sia davvero modesto. Anzi, probabilmente sto facendo esattamente il contrario: sto rivendicando qualcosa, ma fingendo di farlo con discrezione.
È una specie di finta modestia, spesso un po’ pungente.
In pratica, il messaggio reale è:
“Te lo dico con calma… ma guarda che ho ragione io.”
Oppure:
“Non vorrei dirlo… ma l’avevo detto!”
Quindi sommessamente, in questo uso, diventa quasi un marcatore ironico. Serve a smorzare solo in apparenza una frase che in realtà è abbastanza decisa. In genere si fa un sorrisino malizioso per accompagnare la frase.
Lo stesso vale in altri contesti:
- “Mi permetto sommessamente di dissentire”
- “Faccio sommessamente notare che…”
Anche qui, chi parla non è davvero timido: sta esprimendo un dissenso, ma lo veste di cortesia, spesso proprio con un leggero sorriso ironico.
È un modo molto efficace per essere garbati… senza rinunciare a dire la propria.
In definitiva, possiamo dire che:
- sommesso descrive qualcosa di attenuato, discreto, poco rumoroso
- sommessamente indica un’azione fatta con lo stesso tono
- ma in certi contesti, soprattutto con verbi come ricordare, notare, permettersi, assume un valore ironico e leggermente provocatorio
Alla fin fine, è una parola piccola, ma molto raffinata: ti permette di dire cose anche piuttosto forti… senza alzare la voce. O almeno, facendo finta di non farlo.
Adesso ripassiamo. Cercate di immaginare un dialogo in cui un gruppo di 5 amici devono organizzare una cena con Roberto Benigni a Roma.
Ripasso in preparazione (propongo alcuni nomi dei membri per la registrazione)
Andrè e Khaterine: Allora apro io le danze: dobbiamo organizzare questa cena con Roberto Benigni, ma, detto ciò, voglio sperare che non diventi un pretesto per chiedere favori personali, che fa molto italiano.
Barbara oppure Marcelo: Io anelo da una vita una serata con lui. Una serata semplice, senza troppi salamelecchi però. Non è che l’obiettivo debba esere quello di fare una bella figura.
Carlos oppure Monica Aineto: A me interessa il giusto fare bella figura: propongo di divertirci innanzitutto.
Danielle oppure Maria Eugenia: non so come la vedete voi, ma io direi di fare un minimo di sforzo economico e portarlo in un posto elegante, purché non sia fuori Roma.
Natalia: Ragazzi io non so se posso venire. Ho molto lavoro arretrato. C’ho provato a chiedere un pemesso, ma tant’è.
Fernando oppure Osvaldo: va bene. Se ci sono sviluppi, cambiamenti e decisioni di qualunque tipo, ti teniamo aggiornato.
José oppure Ulrike: Perfetto, per non saper né leggere e nè scrivere io ho già prenotato il tavolo. Spero ne esca una serata memorabile!






Aaha giustissimo