Millantare

Millantare (scarica audio)

episodio 1297

Video

Trascrizione

Buongiorno a tutti!

Oggi parliamo del verbo millantare.

Che cosa significa millantare?

Significa vantare qualità, capacità, meriti o conoscenze che in realtà non si possiedono, oppure esagerare le proprie possibilità per fare bella figura agli occhi degli altri.

Facciamo un esempio.

Immaginate un uomo che, durante una cena, racconta di conoscere personalmente il presidente della Repubblica, diversi ministri e persino qualche famoso attore.

Dice che basta una sua telefonata per risolvere qualsiasi problema.

Poi, però, si scopre che non conosce nessuna di queste persone!

Ecco, possiamo dire che quest’uomo millanta conoscenze importanti. È un millantatore!

Attenzione: millantare non significa semplicemente vantarsi. È più forte.

Se io dico di essere un bravo cuoco e preparo davvero dei piatti eccezionali, posso usare vantarmi, magari con un po’ di presunzione.

Ma se sostengo di essere uno chef stellato senza aver mai lavorato in un ristorante, allora sto millantando.

C’è una distanza notevole tra ciò che si dichiara e la realtà.

Un’altra espressione molto comune è millantare credito.

Credito qui va interpretato col senso di avere credito, cioè essere in qualche modo importante. Ma il credito viene millantato, quindi non si ha affatto quel credito che si dichiara.

Significa pertanto attribuirsi un’importanza o un’influenza che non si ha, facendo credere agli altri di poter ottenere favori o vantaggi da personaggi influenti.

Una volta il millantato credito era persino un reato.

Per esempio, una persona potrebbe dire: «Lascia fare a me, ho conoscenze in Comune e posso far approvare la tua pratica in due giorni!».

Se queste conoscenze non esistono, quella persona sta millantando credito.

Chiaramente avete a che fare con un millantatore. Una specie di cazzaro, come si potrebbe immaginare, ma un cazzaro, nel linguaggio colloquiale e volgare, è una persona che racconta frottole, spara balle, esagera o dice cose poco credibili. Non necessariamente lo fa per vantarsi: può farlo anche per divertire, ingannare o attirare l’attenzione. Chiaramente un millantatore è anche un cazzaro comunque.

Insomma, chi millanta cerca di apparire più importante, più capace o più influente di quanto sia realmente.

Adesso ripassiamo.

Albéric: Sai che ieri sera Giovanni, a quanto pare, si è fatto il bagno nella Fontana di Trevi con gli altri membri della sua associazione?

Carmen: Di sicuro hanno fatto una bella scorpacciata e poi si sono dati ai soliti bagordi.

Marcelo: Sarà un’usanza tipicamente romana, come nel film di Fellini? Chissà, forse Giovanni si crede pure Marcello Mastroianni!

Julien: Comunque sia, un comportamento del genere non si addice certo a un presidente! In questa associazione le cose stanno andando a rotoli.

Ulrike: Può darsi che sia tutta colpa di Marcelo e Ulrike! Mi sa che sono soliti assumere atteggiamenti fuori luogo.

Carmen: E poi, è mai possibile che Estelle abbia filmato tutto e postato la scena sui social?!

Anna: A bocce ferme, direi che è arrivato il momento di fare chiarezza e rimettere le cose a posto!

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Io verbo addire, anzi, addirsi

Il verbo addire, anzi, addirsi.

episodio 1296

  • Associazione Italiano Semplicemente

Trascrizione

Buongiorno a tutti! Oggi, come promesso qualche episodio fa, parliamo del verbo addire. Ne avevamo già parlato nell’episodio dedicato alla parola disdicevole. Ricordate?

Ecco, addire è un verbo che oggi si usa soprattutto nella forma addìrsi, e indica qualcosa che è adatto a una persona, qualcosa che sta in armonia con il suo carattere o con una determinata situazione. Spesso è un atteggiamento, un comportamento ma può anche essere un oggetto.

Per esempio, possiamo dire:

«Questo vestito ti si addice molto».

Significa che ti sta bene, che è adatto a te, che si addice a te.

«Un comportamento del genere non si addice a un insegnante»

Cioè non è appropriato per una persona che svolge quel ruolo.

Insomma, qualcosa si addice a qualcuno quando è adatto a lui, al suo carattere, alla sua personalità, alla situazione in cui si trova o al ruolo che ricopre.

Posso anche dire che un lavoro molto tranquillo non si addice a una persona piena di energia.

Altri esempi:

«Questo vestito ti si addice», cioè «Questo vestito ti sta bene».

«Quel comportamento non si addice a un professionista», cioè «Quel comportamento non è appropriato per un professionista»

oppure:

«Quel comportamento non è consono al suo ruolo».

Se vogliamo dire che una certa attività non è adatta al carattere di qualcuno, possiamo dire:

«Questo lavoro non fa per lui»

oppure:

«Questo lavoro non è nelle sue corde».

Quest’ultima espressione è stata oggetto a sua volta di un intéressante episodio.

Infine, se vogliamo sottolineare che qualcosa stona rispetto alla personalità di una persona, possiamo dire «Non è da lui» oppure «Non è nel suo stile».

Notate poi che non vi deve trarre un inganno la frase: facile a dirsi oppure “a dire il vero”

Anche se la pronuncia è la stessa, per via del raddoppiamento fonosintattico (o rafforzamento) di cui ci siamo già occupati, il senso è diverso, perché “facile a dirsi ” significa in realtà “facile da dire, ma difficile da fare” e “a dire il vero” sta per “per dire la verità”. Raddoppiamento anche qui.

Adesso ripassiamo.

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

Ulrike: Secondo te, la giacca leopardata mi si addice o sembro un domatore di circo?

Marcelo: Ulrike, ciò non toglie che il colore ti doni, ma l’eleganza, al netto dei tuoi gusti, è un’altra cosa!

Karin: Ulrike, non è che i pantaloni siano più discreti comunque.

Hartmut: in effetti, secondo me, la giacca passi pure, ma i pantaloni proprio no! Per carità, non è che fai ridere a vederti, ma poco ci manca…

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Accadde il – quiz interattivi

📚 Simulatore d’Esame: Accadde il…

Metti alla prova la tua conoscenza della lingua e della storia italiana (Livello B1-C2)

ℹ️ Criteri di Valutazione della Prova:

  • Risposta Esatta: +1,00 punto
  • Risposta Errata: -0,25 punti
  • Risposta Omessa: 0,00 punti

Nota: Subito dopo ogni selezione comparirà la spiegazione linguistica/storica tratta dal libro. Puoi cambiare risposta finché non decidi di concludere la prova.

Domanda 0 di 10
Punteggio provvisorio: 0.00

Risultato della Prova d’Esame

Report sintetico basato sulle risposte fornite e sugli episodi del libro.

Votazione Finale
0.0 / 10
–

Risposte Esatte (+1.00):
0
Risposte Errate (-0.25):
0
Risposte Omesse (0.00):
0
Punti da risposte esatte:
0.00
Penalizzazione errori:
0.00
Punteggio Netto:
0.00

Distribuzione Risposte

🔍 Diagnosi Personalizzata & Episodi da Ripassare

In base agli errori commessi e alle domande omesse, ti consigliamo di rileggere i seguenti episodi nel libro “Accadde il…”:



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Dettare legge, dettare le regole, dettare le condizioni

Dettare legge, dettare le regole, dettare le condizioni (scarica audio)


episodio 1295

Video con sottotitoli

Trascrizione

dettare

Buongiorno a tutti!

Nell’episodio precedente abbiamo parlato dei dettami della legge e dei dettami in generale: principi, regole o indicazioni che orientano il nostro comportamento. Ricordate?

Oggi rimaniamo in tema e vediamo tre espressioni molto usate: dettare legge, dettare le regole e dettare le condizioni. Ci siamo già occupati del verbo dettare, come verbo professionale. Però oggi voglio soffermarmi su questo uso particolare del verbo.

Cominciamo da dettare legge, senza articolo (non è “dettare la legge”). Non significa scrivere materialmente delle leggi, ma imporre la propria volontà, esercitando un potere sugli altri.

Pensate a un capo che decide tutto da solo, senza ascoltare nessuno. Possiamo dire che detta legge in ufficio. Oppure, nello sport, un giocatore particolarmente forte può dettare legge in campo, cioè dominare la partita.

Dettare le regole (con l’articolo), invece, significa stabilire come ci si deve comportare e quali norme bisogna rispettare. Un’organizzazione sportiva, per esempio, detta le regole di una competizione. In questo caso non c’è niente di negativo. L’espressione diventa critica quando qualcuno pretende di decidere tutto senza accettare obiezioni.

E veniamo a dettare le condizioni (con l’articolo). Qui siamo soprattutto nel campo delle trattative e degli accordi. Significa stabilire a quali condizioni si è disposti ad accettare un accordo.

Se un proprietario dice: «Vendo la mia azienda, ma soltanto se manterrete tutti i dipendenti», sta dettando le condizioni della vendita.

Mettiamo dunque un po’ d’ordine.

Chi detta legge impone la propria volontà.

Chi detta le regole stabilisce le norme da seguire.

Chi detta le condizioni stabilisce i termini di un accordo.

Come vedete, le tre espressioni sono simili, ma non sono intercambiabili.

E il legame con i dettami dell’episodio precedente? È proprio l’idea di stabilire qualcosa che orienta il comportamento altrui.

Esistono anche altre espressioni interessanti: dettare i tempi, dettare i ritmi, dettare l’agenda, dettare una linea. In tutti questi casi si tratta, in modi diversi, di stabilire un ritmo, delle priorità o un orientamento da seguire.

Sono scaduti i due minuti, quindi vi lascio al ripasso. Lo ascolterete prima dalla mia voce e poi da quella dei membri.

Ripasso in preparazione a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

Marcelo: Da quando è arrivato il nuovo direttore, è lui a dettare le condizioni e noi dobbiamo stare ai suoi dettami.

Estelle: Già che ci sei, chiedigli anche se intende smettere di sfruculiare i dipendenti per ogni minima cosa!

Carmen: Vuoi ridere? La sai l’ultima? Ha detto che siamo liberi di esprimere suggerimenti, purché coincidano in tutto e per tutto con i suoi!

Ulrike: per un po’ credevo fosse una brava persona, poi a ben vedere, mi sono accorto che non è che sia particolarmente aperto al confronto: detta legge, e chi non è d’accordo rischia una bella batosta. Intendo un cazziatone o addirittura il licenziamento.

Julien: Per carità, non facciamone un dramma: proviamo ad articolare una proposta comune, senza traccheggiare e senza fronzoli.

Karin: D’accordo, ma premuniamoci: se continua a dettare le regole a modo suo, ci toccherà rivolgerci direttamente alla direzione generale!

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