La redazione del Curriculum – ITALIANO PROFESSIONALE (n. 36)

Italiano Professionale

Sezione n. 4

Titolo: La redazione del Curriculum (episodio n. 36)

Trascrizione

Eccoci arrivati alla quarta sezione del corso di Italiano Professionale.

In questa sezione ci occupiamo di “lavorare in Italia”.

Un argomento che sviscereremo in ogni aspetto utile a voi non madrelingua ovviamente. L’obiettivo è innanzitutto approfondire aspetti della lingua italiana ma allo stesso tempo vi darò informazioni utili, almeno per chi lavora o cerca lavoro yin Italia.

Per i dettagli sui singoli episodi di questa quarta sezione potete vedere il sommario del corso.

Durante questo percorso ogni volta che incontreremo uo termine particolare cercherò di spiegarvelo.

Iniziamo dal curriculum vitæ. Più che una lezione però vorrei che fosse una semplice e non troppo lunga chiacchierata: meglio fare brevi ma tanti episodi su questo argomento

Iniziamo dal termine “Curriculum“, che è una parola latina che significa “corso della vita in breve”.

Strano vero? Non sembra che stiamo parlando di lavoro.

Il curriculum vitae, indicato con la sigla CV, è un documento documento che serve a presentare una persona dal punto di vista lavorativo, descrivendo il percorso formativo e professionale.

Questo lo sappiamo tutti fin qui.

Gli studenti non madrelingua saranno sicuramente interessati però al vocabolario legato al curriculum.

Prima di tutto, il curriculum va redatto. Non va scritto, non va compilato, né fatto o descritto. Il verbo da usare è redarre.

La esiste davvero questo verbo?

Ovviamente no, anche se molti italiani lo usano normalmente. In realtà redarre è una forma errata per redigere.
Il verbo giusto da usare dunque è redigere.

Ah, giusto, diranno adesso gli italiani!

Ma questo episodio non è per voi, cari italiani, ma per gli studenti stranieri o amanti della lingua italiana.

Redigere il curriculum.

Apriamo una breve parentesi su questo verbo perché le cose che si possono redigere non sono così tante.

Refigere significa compilare nella forma prescrittoa. Si può anche usare il verbo stilare.

Un verbale si può redigere, come il verbale di una riunione di lavoro.

Anche un articolo si può redigere. Non è un caso che esiste il redattore, colui o colei (redattrice in questo caso) chi che si occupa della scrittura (si dice anche stesura) di un articolo. Oppure fa la revisione di articoli per un giornale, una rivista, eccetera.

È un verbo che potrei anche usarlo per gli episodi di italiano semplicemente.

Redigere un episodio.

Molto simile al verbo scrivere, non è vero? Sicuramente più professionale come verbo. Preferisco usare scrivere per gli episodi, meno impegnativo.

Per il curriculum però è sicuramente più adatto redigere in quanto si tratta della presentazione di noi stessi. Cosa c’è di più importante?

Si può redigere anche un atto amministrativo, un testamento, una tesi di laurea, un bilancio.

Come si redige il CV?

Fortunatamente esiste oggi il cosiddetto “formato europeo del curriculum vitæ” , così abbiamo un file predisposto in cui dobbiamo solamente renderlo personale inserendo le nostre informazioni. Vi consiglio vivamente di usare questo formato perché è il più conosciuto e secondo me molto professionale e elegante.

Non è complicato in fondo redigere un curriculum, ma ci sono alcune accortezze, alcuni accorgimenti che si possono adottare. L’obiettivo ovviamente è renderlo attraente. Poi vediamo un aggettivo anche migliore di attraente.

È interessante notare che il plurale di curriculum è curricula. I curricula.

Dunque se c’è un concorso, qualcuno dovrà esaminare i curricula dei candidati.

Anche in questo caso però in molte occasioni gli italiani sbagliano e anche al plurale si usa il termine curriculum:

Per partecipare al concorso bisogna inviare i curriculum al seguente indirizzo e-mail…

Ah, l’accorgimento! Quasi dimenticavo.

Uno degli accorgimenti in fase di redazione del Curriculum, è inserire le informazioni come le esperienze lavorative in ordine dal più recente al meno recente. Lo stesso discorso vale per la propria formazione:

Prima il Dottorato, poi la Laurea, poi eventualmente il diploma.

Un altro accorgimento utile è non usare sempre lo stesso curriculum, ma variare a seconda del posto a cui aspirate.

Cercate di allineare il vostro profilo con quello del posto da ricoprire. Eliminate le cose che non servono e sviluppate le vostre caratteristiche più importanti per il profilo cercato.

Ho usato il termine profilo. Un termine interessante perché ha vari significati. Lo vedremo bene in un episodio dedicato, sempre in questa sezione.

In generale, un curriculum vitæ deve essere efficace. Questo significa che deve funzionare, deve sortire effetti, deve produrre i risultati voluti.

Anche questo episodio però deve essere efficace. Allora meglio finirla qui.

Fine della chiacchierata.

46 – La giacenza- ITALIANO COMMERCIALE

La giacenza (scarica audio)

Trascrizione

Lezione numero 46 di Italiano Commerciale.

Parliamo di giacenza, anzi forse meglio parlare di giacenze, al plurale, che nel mondo del commercio si usa più spesso. Mi riferisco in particolare alle giacenze di magazzino.

Cosa sono? Il magazzino, prima di tutto, è un locale, una stanza, un ambiente chiuso adibito a deposito di merci e materiali vari. Ho utilizzato il verbo adibire perché questa stanza, questo locale viene adibito a deposito, cioè viene destinato all’uso di deposito.

Nel magazzino ci vanno depositate le merci in genere, ma ci possiamo mettere anche attrezzature varie. Soprattutto però nel magazzino ci vanno le scorte, cioè la merce in più, che prima o poi finirà in negozio per essere venduta o che resterà invenduta, cioè non venduta. Il termine scorta, più in generale, indica un accantonamento, una riserva, spesso di viveri (cose da mangiare) o di altri materiali, o anche di denari, atti a far fronte a eventuali necessità.

Si può ad esempio fare scorta di benzina perché potrebbe servire in futuro. “Fare scorta di” qualcosa si usa spessissimo per indicare questo concetto. In ambito commerciale però si tratta fondamentalmente di prodotti, di merce da vendere in un secondo momento. Una sorta di riserva dunque. Ma non è detto che si venderà. Le scorte si tengono quindi nel magazzino e ogni negozio che si rispetti ne ha uno. Questi prodotti stanno fermi nel magazzino in attesa che prima o poi possano servire. Possiamo anche dire che questi prodotti giacciono in magazzino. Si tratta di giacenze di magazzino.

Il verbo giacere si può usare anche per le persone oltre che per gli oggetti. Se qualcosa giace su un ripiano, ad esempio, allora significa che è disposto su un piano orizzontale. Il verbo trasmette un senso di immobilità. Non è un caso che se un corpo giace a terra, significa che non si muove, e spesso si usa questo verbo per dire che questa persona è morta.

Ma restiamo in ambito commerciale. Le giacenze si riferiscono quasi sempre alla merce che sta in magazzino. Si chiama così, come detto, la merce invenduta o accantonata ma esistono anche le giacenze di contante (quindi denaro) non utilizzato.

Dopo aver acquistato i macchinari, quanto abbiamo in giacenza?

Quando si parla di denaro, meglio chiamarla giacenza di cassa, che riguarda più in generale un’azienda, il contante e i valori presenti in cassa (giacente in cassa) alla fine di un dato periodo. Il senso di immobilità in questo caso si riferisce al fatto che questi soldi non sono stati spesi.

Sono rimasti in cassa. Il concetto di giacenza è importante anche perché riguarda anche il bilancio di un’azienda. La questione però rischia di diventare molto complicata e meglio non approfondire più di tanto. Basti sapere che quando registriamo nel nostro bilancio delle spese e delle entrate, dobbiamo far riferimento ad un determinato anno, o meglio ad un determinato “esercizio“. Esercizio 2022, ad esempio.

Si tratta dell’Esercizio amministrativo, cioè l’attività economica svolta da una azienda entro il periodo di un anno. Ebbene, alla fine dell’anno vanno fatte delle modifiche, delle rettifiche, dette “rettifiche di storno”.

Queste rettifiche sono necessarie perché al 31 dicembre di quell’anno ci potrebbero essere dei costi (oppure dei ricavi) che non sono ancora stati completamenti utilizzati.

Questo accade proprio quando ci sono giacenze di magazzino: ci sono dei costi già sostenuti in questo esercizio, che però saranno venduti (o altro) solo nel prossimo esercizio o in quelli successivi.

Ecco allora che bisogna fare le “rettifiche di storno” per fare in modo che queste giacenze siano sistemate da un punto di vista contabile. Lo storno si è capito che, nell’uso contabile, è l’operazione con cui viene rettificata, cioè cambiata, modificata, trasferita (dunque “stornata”) una somma da una voce di spesa a un’altra. Ci vediamo al prossimo episodio di italiano commerciale.

10 Domande sull’episodio

  1. Il verbo giacere indica a)mobilità b)immobilità c) vita
  2. Se c’è della merce che giace in magazzino, significa che a) La merce è stata venduta b) si tratta sempre di merce invenduta c) può trattarsi di scorte di magazzino d) potrebbe darsi che nel negozio non c’è spazio a sufficienza
  3. Le scorte di magazzino sono M _ _ _ _ che G_ _ _ _ _ in magazzino
  4. Lo storno è quell’operazione con cui si R _ _ _ _ _ ICA una voce nel bilancio i un’azienda
  5. Rettificare significa a) mettere la merce su un piano b) fare una modifica c) lasciare tutto com’è
  6.   Le rettifiche di _ _ _ _ _ _ si fanno a) a fine anno b) a inizio anno c) nel mese di giugno
  7. Un esercizio finanziario è pari a a) un giorno b)una settimana c) un mese d) un anno
  8. ciò che G_ _ _ _ in cassa si chiama _ _ _ _ _ _ _ _ di cassa
  9. Mettere in magazzino una certa quantità di merce per eventuali esigenze future significa a) fare scorta di merce b) aumentare le giacenze di magazzino c) diminuire le giacenze di cassa
  10. Se siamo nel 2022, il prossimo _ _ _ _ _ _ _ _ _ amministrativo sarà il _ _ _ _ .

Risposte

  1. b)immobilità
  2. c) può trattarsi di scorte di magazzino d) potrebbe darsi che nel negozio non c’è spazio a sufficienza
  3. Le scorte di magazzino sono MERCE che GIACE in magazzino
  4. Lo storno è quell’operazione con cui si RETTIFICA una voce nel bilancio i un’azienda
  5. b) fare una modifica
  6. STORNO, a) a fine ano
  7. d) un anno
  8. ciò che GIACE in cassa si chiama GIACENZA di cassa
  9. a) fare scorta di merce b) aumentare le giacenze di magazzino
  10. Se siamo nel 2022, il prossimo ESERCIZIO amministrativo sarà il 2023.

45 – Il fido bancario – ITALIANO COMMERCIALE

Il fido bancario (scarica)


Trascrizione

Parliamo del fido bancario e del fido commerciale. impariamo nuove terminologie quali: scoperto di conto corrente, la dilazione di pagamento, andare in rosso, a dare sotto e affidamento

 Disponibile ai soli membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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44 – I nomi degli esercizi commerciali (1)

I nomi degli esercizi commerciali

Trascrizione

Lezione numero 44 di Italiano Commerciale.

Durata: 14 minuti

La lezioni di italiano commerciale sono dedicate ai soli membri dell’associazione.

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43 – PIN e tasto verde

PIN e tasto verde

(scarica audio)

Trascrizione

Lezione numero 43 di Italiano Commerciale.

Se non avete mai acquistato nulla in Italia, non conoscete questa frase: “PIN e tasto verde”.

È la frase che pronuncia ogni volta il cassiere o la cassiera di ogni supermercato italiano ogni volta che si paga con il bancomat o la carta di credito.

Il PIN, lo sapete tutti, è il numero che viene digitato sulla tastiera ed è il vostro numero segreto, che solo voi dovete conoscere. Dopo aver scritto il PIN vi viene però richiesto di premere anche il tasto verde che si trova in basso a destra sul tastierino del POS.

PIN e tasto verde” è quasi una parola d’ordine alla cassa.

Chissà quante volte viene pronunciata ogni giorno.

Ad ogni modo il tasto è ciascuna delle piccole leve, di plastica, che formano la tastiera, che sia quella del pc, del pos, o del cellulare o anche del pianoforte e altri strumenti musicali, che servono ad azionare un meccanismo.

Il POS invece è il terminale di pagamento, un POS (letteralmente, “punto di vendita” che in inglese sta per “Point of Sale”) è un dispositivo elettronico e informatico e il suo ruolo consiste nel permettere di effettuare pagamenti elettronici mediante l’utilizzo di carte di credito o bancomat.

Il tasto verde invece serve per dare l’ok, quindi, una volta inserito il PIN, serve a inviare il pagamento. Riguardo al verbo da usare, il tasto verde va premuto (verbo premere) così come vanno premuti i numeri che compongono il PIN. Premere significa esercitare una pressione, in questo caso con il dito.

Significa sottoporre a pressione, si può dire anche “schiacciare“, un verbo che si usa a volte in luogo di premere, sebbene schiacciare abbia altri significati, anche abbastanza negativi, tipo schiacciare il nemico.

Premere è simile anche a spingere, ma non si usa spingere per i tasti.

Naturalmente quando si dà una carta per pagare, questa carta può essere solamente un bancomat, solamente una carta di credito oppure entrambi, come nel mio caso. La mia tessera è sia bancomat che carta di euro credito e alla cassa mi viene sempre chiesto di scegliere come effettuare il pagamento. La cassiera dice:

Carta o bancomat?

Io scelgo quale circuito utilizzare, dopodiché digitare pin e tasto verde per dare l’ok.

Ho usato la parola circuito, un termine che generalmente ha a che fare con l’elettricità (il circuito elettrico, il cortocircuito ecc. perché ci si riferisce alla circolazione della corrente elettrica), ma è proprio questo termine che si usa quando occorre distinguere tra bancomat e carta si credito.

Si chiamano “circuiti di pagamento“, utilizzati sia per il servizio di prelievo di denaro contante da sportelli automatici sia per il pagamento di beni e servizi presso i terminali POS, appunto.

Non è sbagliato chiamarli circuiti, infatti quando si sceglie di prelevare denaro o di pagare, scegliendo il circuito di pagamento, si prendono due strade diverse, attivate da segnali elettrici.

Non ricordate Il PIN? Non vi resta che pagare in contanti, cioè usando monete e banconote.

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La lezioni di italiano commerciale sono normalmente dedicate ai soli membri dell’associazione.

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Programma settimanale 25-30 luglio 2022

Programma settimanale 25-30 luglio 2022

Quotidianamente nel gruppo whatsapp dell’associazione si fanno le attività seguenti:

– vengono registrate le frasi di ripasso degli episodi precedenti.

– Si corregge la pronuncia quando è sbagliata)

– Si correggono le frasi quando sbagliate

– Si fanno esempi e si chiariscono dubbi

Programma

Lunedì: spiegazione di “i meandri”

Martedì: Trascrizione e commento del notiziario sul gruppo whatsapp dell’associazione (solo per membri) + spiegazione di ” Lo squallore”

Mercoledì: Italiano professionale – “brevi mano” (solo per membri).

Giovedì: la giornata della voce sul gruppo whatsapp + ripasso episodi precedenti (solo per membri)

Venerdì: cultura italiana: ascoltiamo, vediamo e commentiamo uno spezzone del film “Roma città aperta!

Sabato: leggiamo e commentiamo una storia del Decamerone nel gruppo whatsapp dell’associazione Italiano Semplicemente (solo per membri)

Per iscrizioni: italianosemplicemente.com/chi-siamo

42 – LA RICEVUTA BANCARIA – ITALIANO COMMERCIALE

La ricevuta bancaria

Trascrizione

Sofie: Lezione numero 42 di due minuti con Italiano Commerciale.

Oggi parliamo della RICEVUTA BANCARIA.

Audio MP3 e Trascrizione PDF

 disponibili ai soli membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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Programma settimanale 20-25 giugno 2022

Programma settimanale 20-25 giugno 2022

(quotidianamente nel gruppo whatsapp dell’associazione vengono registrate anche le frasi di ripasso degli episodi precedenti. Si corregge la pronuncia quando è sbagliata)

Lunedì: sembro io o sembra me?

Il verbo sembrare può sembrar facile da usare ma anche gli italiani pare non o sappiano usare bene…

Martedì: Trascrizione e commento del notiziario sul gruppo whatsapp dell’associazione

Mercoledì: Italiano professionale.

Giovedì: riunione dei membri a Roma

Venerdì: riunione dei membri a Roma

Sabato: riunione dei membri a Roma

Per iscrizioni: italianosemplicemente.com/chi-siamo

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Programma settimanale 13-18 giugno

Ecco il programma settimanale delle lezioni di italiano (13-18 giugno 2022)

Programma settimanale 13-18 giugno 2022

(quotidianamente nel gruppo whatsapp dell’associazione vengono registrate anche le frasi di ripasso degli episodi precedenti. Si corregge la pronuncia quando è sbagliata)  

Lunedì: larga e largo

Larghezza

Martedì: Trascrizione e commento del notiziario sul gruppo whatsapp dell’associazione  + la parola “tirata

tirata d'orecchie

Mercoledì: Italiano professionale – gli straordinari

Giovedì: la giornata della voce sul gruppo whatsapp dell’associazione + ripasso

Venerdì: iniziamo un nuovo audio-libro dedicato alle regioni italiane.

Sabato: leggiamo e commentiamo una storia del Decamerone nel gruppo whatsapp dell’associazione Italiano Semplicemente.

Per iscrizioni: italianosemplicemente.com/chi-siamo

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Programma settimanale 6-11 giugno

Ecco il programma settimanale delle lezioni di italiano (6-11 giugno 2022)

Lunedì: il colmo

Martedì: Trascrizione e commento del notiziario sul gruppo whatsapp dell’associazione (solo per membri)

Mercoledì: Italiano professionale – il verbo pregiudicare (audio solo per membri)

Giovedì: ex novo (audio solo per membri)

Venerdì: men che meno (audio solo per membri)

Sabato: leggiamo e commentiamo una storia del Decamerone nel gruppo whatsapp dell’associazione Italiano Semplicemente (solo per membri)