n. 83 NULLA DI INTENTATO- 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

 

CARTACEO - verbi professionali

Audiolibro + Kindle o cartaceo disponibile anche su Amazon
CARTACEO: US – UK – DE – FR – ES – IT – JP
KINDLE: USUK DEFRESIT – NL – JP – BR – CA – MX – AU – IN

Trascrizione

Flora:

Nulla di intentato
La parola “intentato” è un aggettivo e significa “non tentato”: mezzi, esperimenti finora intentati. La si usa soprattutto nelle espressioni: Non lasciare nulla d’intentato o alcuna cosa intentata, cioè fare tutti i tentativi, ricorrere a tutti i mezzi possibili per cercar di raggiungere uno scopo: Non abbiamo lasciato nulla d’intentato pur di salvarlo. La frase vuole intendere, quindi, “ fare tutto il possibile per qualcuno o qualcosa”, “ provarle tutte per risolvere qualcosa”.

Mia madre per farmi guarire dalla brutta allergia che, ogni primavera, mi perseguitava, non ha lesinato alcuna cura. Non ha lasciato nulla di intentato, seguiva ogni prescrizione medica.

Per riuscire ad entrare in un vestito di Giorgio Armani che le piaceva tanto, Flora non ha lasciato nulla di intentato. Andava in palestra ogni giorno ed in piscina tre volte a settimana.

Per raggiungere i propri sogni non bisogna lasciare alcuna cosa intentata.

Poiché quando ero una bambina non mangiavo niente, mia zia, che viveva in campagna, non lasciava alcuna cosa intentata per farmi crescere: mi portava addirittura, ogni giorno, le uova dalla campagna per preparami lo zabaione.

Una mia cara amica è in crisi con il marito. Mi ha chiesto se fosse giusto non lasciare nulla di intentato per salvare il suo matrimonio.

Ripasso espressioni precedenti:

Rauno (Finlandia 🇫🇮): Oggi mi sono alzato di buona lena fortunatamente e allora mi posso dare al cambio di stagione! Non sono mai stato votato a questo tipo ti attività di cui si occupa sempre mia moglie, ma da quando ha iniziato a lavorare non posso più farne a meno. Che vuoi, o così o pomì!

Carmen (Germania 🇩🇪): ne risponderai direttamente se poi non riesco a trovare i miei vestiti

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

Donazione personale per italiano semplicemente

Se vuoi e se puoi, aiuta Italiano Semplicemente con una donazione personale. Per il sito significa vita, per te significa istruzione.

€10,00

n. 82 RISPONDERE DI – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

 

CARTACEO - verbi professionali

Audiolibro + Kindle o cartaceo disponibile anche su Amazon
CARTACEO: US – UK – DE – FR – ES – IT – JP
KINDLE: USUK DEFRESIT – NL – JP – BR – CA – MX – AU – IN

Trascrizione

Giovanni: Rispondere, come sapete, è il contrario di domandare. Io posso domandare a te di farmi una cortesia, e tu potresti rispondermi di sì. Ho usato appositamente la preposizione “di” perché rispondere a volte ha utilizzi particolari a seconda della preposizione che segue.

In questo breve episodio ci occupiamo della preposizione “di” che segue al verbo rispondere: può anche essere del, o della, o anche dello. A volte ha un significato particolare: in pratica “rispondere di qualcosa” dove questo qualcosa è un fatto accaduto.

Stiamo quindi parlando di responsabilità. Non è l’uso classico del verbo rispondere: io domando e tu rispondi, dove si usa la propria voce per rispondere.

Rispondere di qualcosa di accaduto significa essere la persona responsabile di quella cosa accaduta. C’è qualcosa in più però: significa anche pagare le conseguenze di qualcosa che è accaduto, di un evento accaduto.

Spesso si tratta di episodi accaduti di cui si sta cercando il responsabile, e questa persona responsabile, non solo è responsabile, ma deve dare una risposta, deve fornire una risposta, perché lei è la persona deputata a questo. Deve spiegare perché questa cosa è accaduta, deve proporre soluzioni ed eventualmente pagare le conseguenze, o anche pagare lo scotto di quanto accaduto, per riprendere l’episodio di ieri.

Insomma non c’è nessuno che fa una domanda, ma è successo qualcosa, e qualcuno, qualche responsabile dovrà dare spiegazioni e eventualmente essere punito: qualcuno deve rispondere di questo fatto accaduto.

Forse il modo migliore alternativo per descrivere questa modalità è “rendere conto“.

Accade qualcosa e chi deve rendere conto di quanto accaduto?

Chi deve rispondere di quanto accaduto?

E’ la stessa cosa. C’è un fatto, un evento, un’azione attribuita a una persona, quindi è colpa sua se è accaduta, oppure se non è colpa sua questa persona comunque è obbligata a subirne le conseguenze.

Chi risponde dell’incendio dell’Amazzonia?

Chi deve rendere conto agli italiani dell’aumento delle tasse? Chi risponde di questo? Chi è il colpevole? Chi deve pagare per questo?

Direi che è un po’ formale come modalità per far assumere una responsabilità ed è molto usata dai giornalisti e dai professionisti.

Poi c’è, e concludo, anche “rispondere di me stesso“. Si parla sempre di responsabilità, ma stavolta nelle proprie azioni:

Se mi fanno un torto non rispondo più di me stesso,

Il che significa che non rispondo delle mie azioni, dimentico ogni senso di responsabilità, perché non so cosa potrebbe succedere in questo caso, potrei anche perdere la calma o la pazienza.

Ripasso espressioni precedenti:

Lia (Brasile 🇧🇷): Se dovesse accadere qualcosa a mio figlio, giuro che non abbozzerei un solo istante e non risponderei delle mie azioni. Qualcuno pagherà lo scotto quando verrà a galla il nome del colpevole. Inutile darsi alla fuga, io vi prenderò. Che vuoi, purtroppo sono soggetto a scatti di rabbia e ti dirò che neanche mi dispiace più di tanto.

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

men s black crew neck shirt
ne rispondo io“, sembra dire questo ragazzo. Photo by rawpixel.com on Pexels.com

Donazione personale per italiano semplicemente

Se vuoi e se puoi, aiuta Italiano Semplicemente con una donazione personale. Per il sito significa vita, per te significa istruzione.

€10,00

Il vocabolario degli incendi

Audio

Trascrizione

Buongiorno amici di italiano Semplicemente. Oggi ci occupiamo del vocabolario degli incendi. Con l’occasione ripassiamo qualche espressione idiomatica che abbiamo visto in passato. Facciamo poi, come di consueto, qualche esercizio di ripetizione.

Allora, gli incendi. Perché ho scelto questo argomento?

Per diversi motivi direi.

Un primo motivo è legato alla lingua italiana, ricca di termini specifici che riguardano il fuoco e gli incendi, molto frequenti in Italia. Quando si parla spesso di un argomento, come avviene in qualsiasi lingua, nascono e si usano e si sviluppano molte parole col tempo, per descrivere bene le differenze e le caratteristiche di ogni evento legato ad un incendio ed al fuoco. In fondo anche gli eschimesi hanno molti modi per descrivere la neve.

Secondo motivo: l’incendio dell’Amazzonia, il Polmone del mondo in Brasile che riguarda tutto il mondo, non solo il Brasile. Il polmone è l’organo che ci permette di respirare: l’aria va nei polmoni. Infatti di polmoni ognuno di noi ne ha due.

Quanti polmoni abbiamo? Ne abbiamo due ciascuno. Ciascuno di noi ha due polmoni. Ciascuno di noi ne ha due. E’ sempre bene ripassare gli utilizzi della particella “ne”.

Allora iniziamo dalla prevenzione: gli incendi vanno prevenuti. Prevenire è un verbo interessante perché si può usare per tutti gli eventi sgradevoli, negativi, pericolosi: prevenire una malattia, prevenire una catastrofe, prevenire un incendio, prevenire uno scandalo, un attentato eccetera.

Prevenire significa prendere tutte le precauzioni necessarie affinché un evento negativo non avvenga, non si verifichi; potremmo anche dire che gli incendi vanno scongiurati, come tutti i pericoli: scongiurare un pericolo è un’espressione di cui ci siamo occupati già. Prevenire inizia con “pre” che significa prima: quindi fare qualcosa prima che un evento accada.

Prima ho detto anche prendere tutte le precauzioni necessarie affinché un evento negativo non avvenga, non si verifichi. Ho usato due volte il congiuntivo di verificare e avvenire. Perché? Perché uno degli usi del congiuntivo, come abbiamo visto in vari episodi, è quello di esprimere un augurio, una speranza, ma anche un timore, una paura.

Spero che tu abbia pazienza con me

Mi auguro che tutto vada bene

Desidero che non ci siano più incendi in Amazzonia.

E’ meglio prevenire che curare, dice un famosissimo proverbio italiano. Ed anche negli incendi è meglio prevenirli piuttosto che cercare di spegnerli dopo.

Ma perché avviene un incendio? Un incendio può avvenire per motivi naturali oppure dolosi.

Ecco il secondo termine di oggi: incendio doloso.

Un incendio può essere provocato da diverse cause sia naturali, come detto, cioè non provocate dall’uomo, ad esempio da fulmini, oppure per mano dell’uomo. Se l’uomo, volontariamente, appicca un incendio, questo incendio è un incendio doloso.

Quindi un incendio doloso avviene perché la colpa è dell’uomo. Parlo di colpa perché un sinonimo di colpa è “dolo“. Quando qualcosa avviene per dolo di qualcuno, cioè per colpa di qualcuno, per colpa di qualche persona, allora significa che c’è una volontà cosciente di infrangere la legge da parte di questa persona. Il dolo è un termine abbastanza tecnico, usato molto dagli avvocati. Però gli incendi dolosi è una definizione utilizzata da tutti gli italiani.

Quindi gli incendi dolosi sono quegli incendi che vengono appiccati dagli uomini. C’è qualcuno che ha un interesse particolare nell’appiccare un incendio, ad esempio creare nuovi pascoli per gli animali per produrre carne.

Come si chiama la persona che accende un fuoco, o colui che appicca un incendio?

Si chiama “piromane“. Si parla sempre di piromani quando si devono indicare le persone che accendono dei fuochi, anche e soprattutto quando sono dolosi. La piromania è un’ossessione, una fissazione, una mania, verso le fiamme, gli esplosivi eccetera. Queste sono tutte espressioni che hanno a che fare con i desideri e che abbiamo già trattato in un bell’episodio dedicato.

person wearing guys fawkes mask watching flame
Photo by Ashutosh Sonwani on Pexels.com

Insisto e sottolineo con la voce questo verbo “appiccare” perché questo è un verbo che si usa quasi esclusivamente per gli incendi. Appiccare un fuoco, o un incendio significa accendere un fuoco, provocare un incendio, dar fuoco, incendiare.

Io appicco un incendio nel mio giardino

Tu appicchi un incendio nel tuo giardino

Lui appicca un fuoco nel bosco

Noi appicchiamo un fuoco alle navi nemiche

Voi appiccate il fuoco

Un’altro motivo per cui nascono gli incendi può essere chiamato fortuito: un incendio fortuito è un incendio casuale, che si verifica senza una determinabile ragione.

Molte cose possono essere fortuite, e questo termine può essere usato al posto di casuale:

Un incontro fortuito è un incontro causale, non programmato.

Spesso si parla di “caso fortuito“, che sembra una ripetizione, ma si usa per sottolineare la casualità. Ad esempio:

Solo per un fortuito caso l’esplosione non ha provocato vittime

Posso dire “caso fortuito” o “fortuito caso” senza problemi.

Gli incendi, a dire il vero, solo raramente nascono per un caso fortuito, infatti sono quasi sempre dolosi, anche se questo qualche volta non si riesce a dimostrare.

Quando un incendio è doloso l’incendio avviene per via di un “combustibile“. Questa è ancora una parola da spiegare. Un combustibile è una sostanza chimica, come la benzina, che è il combustibile delle automobili (uno dei combustibili almeno).

Il combustibile quindi può servire, può essere utilizzato, anche per appiccare un incendio, che quindi sarebbe doloso, non certo fortuito!

C’è un processo di combustione, cioè una reazione chimica che produce energia termica, che sviluppa calore. Ogni volta che brucia qualcosa. I combustibili sono quindi i materiali infiammabili che posso dar origine, cioè possono far nascere, possono provocare, un incendio doloso.

I combustibili vengono anche chiamati carburanti. Questo termine: carburante, è quello che si usa normalmente per alimentare i motori e le automobili.

Qual è il carburante della tua auto? la benzina, il diesel o il metano?

Le macchine totalmente elettriche non hanno un carburante, poiché non avviene combustione in un motore elettrico.

Si legge spesso, quando si parla di incendi, la frase “in fiamme“, ad esempio:

l’Amazzonia è in fiamme.

L’ospedale è in fiamme

La casa è andata completamente in fiamme

Significa che qualcosa sta bruciando completamente. “Aggiungere completamente” è quasi inutile perché “essere in fiamme” indica un incendio che interessa un’intera area.

Anche un cuore può essere in fiamme, in senso figurato, nel senso che è infuocato d’amore (anche questo è un incendio in fondo!)

Le fiamme sono ciò che si vede, oltre al fumo, quando c’è un incendio.

Le fiamme sono caldissime e sono anche molto colorate: il colore predominante è il rosso, ma in realtà il colore delle fiamme cambia a seconda della temperatura: dai 600 circa agli 800 gradi il colore è rosso, prima scuro e poi più chiaro. Ma una fiamma può anche essere di color Amaranto (una specie di marrone), Rosa, Arancione, Giallo, Bianco (qui siamo a più di mille gradi centigradi) e infine azzurro e Blu o anche viola alla temperatura di millequattrocento gradi centigradi.

Cosa il usa per spegnere un incendio? Beh. intanto possiamo usare anche il verbo smorzare. Attenzione perché qui entriamo in un campo delicato. Spegnere un incendio indica che le fiamme non ci sono più, che l’incendio è stato “domato” cioè è stato completamente spento.

Invece smorzare, benché a volte si usi come sinonimo di spegnere significa attenuare, attutire:

Smorzare la luce della camera da letto

Smorzi la luce della camera per favore? Puoi smorzarla? Puoi farmi questo favore?

img-20190829-wa00295454599993365244797.jpgDicevo, nonostante si usi a volte al posto di spegnere, smorzare in realtà significa far diminuire di forza o d’intensità, non solo un incendio o un fuoco, ma qualsiasi cosa che può variare di intensità. Posso usare anche attenuare, attutire.

Ho mangiato un panino che mi ha smorzato la fame

La tenda che ho messo davanti alla finestra riesce a smorzare un po’ la luce del sole

La mia rabbia si è smorzata 

Ogni sentimento può aumentare o decrescere, quindi può smorzarsi, attenuarsi, diventare più debole, diventare meno forte, meno intenso. Si usa anche mitigare un incendio. In questo caso non c’è ambiguità: la mitigazione indica la parziale diminuzione di intensità. Anche mitigare si usa molto anche al di fuori degli incendi. Si usa molto nel caso di dolore:

Occorre mitigare il dolore

Occorre quindi far scendere il dolore, renderlo più mite, meno intenso e acuto, occorre alleviare, rendere più lieve. Il vocabolario è molto vasto come vedete.

Anche un incendio può essere mitigato, e allora diventa meno intenso. Alleviare si usa prevalentemente per il dolore. Mitigare si usa sia per gli incendi che, più frequentemente, per i prezzi, per la rabbia e i sentimenti, o per una affermazione.

Smorzare è più fisico, più materiale, quindi più adatto, come verbo, alla luce, alle fiamme. Si usa anche nello sport: smorzare la palla, un colpo smorzato. Quindi smorzare la palla è colpire la palla in modo da rallentarla, e smorzare un colpo significa attenuare un colpo, diminuendone la forza. Con un cuscino ad esempio potete smorzare un pugno.

Un incendio può essere smorzato con gli aerei che gettano acqua sulle fiamme, e quando avviene questo, quando un incendio viene smorzato, le fiamme si attenuano, diminuiscono, quindi anche la velocità di propagazione dell’incendio decresce, scende.

Ho usato il verbo propagare o propagarsi, che è il contrario di smorzare. Se un incendio si propaga allora vuol dire che si allarga, le fiamme vanno anche in altre aree, quindi le zone interessate dall’incendio aumentano.

Se dico:

La luce si propaga nella stanza

La luce quindi parte da una lampadina ad esempio, e velocemente, in men che non si dica, si propaga in tutta la stanza quindi tutta la stanza sarà presto illuminata.

Anche il fuoco, sebbene più lentamente, parte da un punto, quello in cui viene appiccato, se doloso, e poi si sparge, si diffonde, si propaga, si estende in altre aree confinanti: prima si incendia un albero, poi un arbusto, poi ancora un albero e così via.

Per evitare che un incendio si propaghi una volta innescato, cosa bisogna fare?

Beh intanto specifichiamo il senso del verbo innescare. Non è come appiccare, perché questo è un incendio doloso. Innescare indica semplicemente l’inizio di un incendio, quindi vuol dire prendere avvio, con dolo o senza dolo.

Cosa si fa dunque per non far propagare un incendio? Ormai l’incendio è partito, quindi cosa possiamo fare? Solamente cercare di attenuarlo, cioè smorzarlo o, meglio ancora, spegnerlo.

Possiamo fare almeno tre cose: eliminare il combustibile, ad esempio chiudere l’erogazione di gas, se questo ha causato e alimenta ancora l’incendio, oppure creare delle strisce di terra senza vegetazione, per fare in modo che appunto l’incendio non si propaghi.

Seconda cosa, possiamo abbassare la temperatura raffreddando, quindi ad esempio gettando acqua sopra l’incendio. L’acqua raffredda, abbassa la temperatura.

Terza cosa: possiamo togliere l’ossigeno, ad esempio soffocando il fuoco con delle coperte o estintori). Gli estintori sono apparecchi che si prendono in mano e che contengono acqua, ma più frequentemente polvere o schiuma.

photo of fire extinguisher box
Degli estintori – Photo by Moreno Matković on Pexels.com

Prima ho usato il verbo alimentare: Cosa alimenta un fuoco? Cosa può alimentare un incendio?

Posso alimentare una persona, un bambino, cioè dargli del cibo, farlo mangiare, oppure posso alimentare un sentimento, come la speranza. In questo caso significa mantenerla viva, eccitarla, non farla diminuire.

Se mi dite che sono un bravo insegnante alimentate la mia voglia di fare dei nuovi episodi.

Se alimentate un fuoco, lo stesso, lo rendete vivo, lo fate aumentare, continuate a mettere combustibile sopra. Difficile spegnere o smorzare un fuoco che continua ad essere alimentato.

Il senso è sempre quello di dare qualcosa per mantenere in funzione:

Potete anche alimentare una centrale elettrica, o il vostro camino, mettendo legna per fare in modo che il fuoco non si spegne.

E chi spegne gli incendi? I pompieri lo fanno per lavoro: si chiamano così in Italia, ma si chiamano anche Vigili del fuoco, perché vigilano, cioè controllano, sorvegliano e, quando c’è un incendio spengono il fuoco con le loro pompe che prendono in mano (per questo si chiamano pompieri) o almeno cercano di smorzarlo nel più breve tempo possibile.

fireman holding fire hose
Photo by Tim Eiden on Pexels.com

Credo che può bastare così per oggi.

Spero di aver alimentato la vostra voglia di migliorare il vostro italiano, senza studiarlo però, nello spirito di Italiano Semplicemente e delle nostre sette regole d’oro, regole che ho provveduto prima a pubblicare sul sito e poi a propagare su internet in tutti i modi possibili. Anche voi potete contribuire e propagarle condividendo questo episodio con Whatsapp o Facebook, o Twitter. La cosa importante è che continuate a seguirci così da prevenire eventuali brutte figure se vi capita di parlare con un italiano. Brutte figure che non sarebbero fortuite in questo caso. Se venite in Italia abbiate rispetto anche dell’ambiente, non gettate cicche di sigarette in terra, altrimenti oltre a sporcare potreste appiccare un incendio: anche se non sarebbe doloso. Ricordate che anche se gettate la vostra sigaretta in un cestino dell’immondizia, accertatevi che sia spenta, altrimenti il cestino andrebbe in fiamme e poi i pompieri dovranno intervenire per spegnere l’incendio.

Esercizio di ripetizione:

Accendere un fuoco

Appiccare un incendio

Andare in fiamme

L’edificio è andato subito in fiamme dopo che qualcuno ha appiccato l’incendio

Occorre smorzare subito l’incendio

La propagazione delle fiamme

Bisogna smorzare l’incendio prima che si propaghi nelle aree circostanti

Prevenire un incendio

Prevenire un incendio è meglio che cercare di spegnerlo dopo

Meglio prevenire che curare

L’incendio è stato fortuito

L’incendio è stato doloso

Piromane

Il piromane più famoso del mondo è l’imperatore Nerone

L’episodio finisce qui, colgo l’occasione per ringraziare i donatori, che sostengono ed aiutano Italiano Semplicemente anche a propagarsi.

Presto sarà dedicato un altro episodio ai donatori e saranno aggiornate le statistiche sulle donazioni. Grazie e ciao a tutti.

Donazione personale per italiano semplicemente

Se vuoi e se puoi, aiuta Italiano Semplicemente con una donazione personale. Per il sito significa vita, per te significa istruzione.

€10,00

 

 

n. 81 PAGARE LO SCOTTO – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

CARTACEO - verbi professionali

Audiolibro + Kindle o cartaceo disponibile anche su Amazon
CARTACEO: US – UK – DE – FR – ES – IT – JP
KINDLE: USUK DEFRESIT – NL – JP – BR – CA – MX – AU – IN

Trascrizione

Giovanni: Ancora un’espressione figurata. L’espressione di oggi è “pagare lo scotto“.

Allora, vi faccio un esempio e poi vi spiego l’espressione.

I giovani che iniziano a usare droghe di qualsiasi tipo, prestissimo pagheranno lo scotto per questo. 

Allora il verbo “pagare” si utilizza in senso figurato. Non si tratta di pagare con del denaro, con i soldi. I soldi non c’entrano nulla con questa espressione. Si sta parlando di “pagare le conseguenze” di qualcosa, cioè di subire le conseguenze di qualcosa. Quando si fa, quando si compie un’azione sbagliata, arrivano prima o poi delle conseguenze negative. Nel caso dei giovani che assumono droghe, le conseguenze negative sono la dipendenza dalle droghe, il peggioramento della salute, problemi economici anche, problemi sociali, problemi che anche la famiglia deve affrontare. Insomma a pagare lo scotto saranno molte persone.

Ma perché lo scotto? Cos’è lo scotto?

Stiamo parlando di una scelta sbagliata, e solo in questi casi si paga lo “scotto”. Lo scotto viene dal francese e significa “tassa“, come le tasse che si pagano allo Stato. Qui si usa nel senso di contropartita, come conseguenza di una scelta.
Ma lo scotto fa pensare anche al verbo “scottare” o “scottarsi“. Quando una persona si scotta (verbo scottarsi) significa che si brucia col fuoco, si procura una bruciatura, un’ustione, ma in senso figurato vuol dire subire una delusione, subire un danno.

Quindi ad esempio posso dire che:

Col gioco d’azzardo, cioè col poker ad esempio, si rischia di scottarsi

Cioè il gioco d’azzardo può provocare danni gravi; soprattutto economici in questo caso.

Analogamente posso dire che:

Chi gioca d’azzardo rischia di pagare lo scotto

Posso fare altri esempi:

Qual è lo scotto da pagare se brucia l’Amazzonia?

A pagare lo scotto degli incendi nella foresta amazzonica saranno tutti gli esseri viventi sulla terra.

I giovani di oggi pagheranno lo scotto delle scelte fatte dai giovani di ieri sulle politiche ambientali.

Se la Juventus vende i suoi giocatori più forti il prossimo anno pagherà lo scotto

Ripasso espressioni precedenti:

Carmen (Germania):  Quando vado in Italia a mangiare in un ristorante, sono disposto a pagare il coperto. Nessun problema. In teoria c’è anche il pericolo di pagare lo scotto per aver sbagliato ristorante, come è successo ad un mio amico che ha avuto una intossicazione, ma vi dirò che a me non è mai accaduto neanche fuori dall’Italia.   

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

Donazione personale per italiano semplicemente

Se vuoi e se puoi, aiuta Italiano Semplicemente con una donazione personale. Per il sito significa vita, per te significa istruzione.

€10,00

person holding match stick with fire in front of candle with fire
Photo by Pixabay on Pexels.com

n. 80 TI DIRÒ – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

CARTACEO - verbi professionali

Audiolibro + Kindle o cartaceo disponibile anche su Amazon
CARTACEO: US – UK – DE – FR – ES – IT – JP
KINDLE: USUK DEFRESIT – NL – JP – BR – CA – MX – AU – IN

Trascrizione

ti_diro_immagine

Giovanni: allora, che te ne pare di questi episodi brevi della durata di due minuti?

Andrè (Brasile): Guarda, ti dirò che non non sono niente male questi episodi. Mi sto affezionando.

Giovanni: grazie, mi fa piacere che hai cambiato idea, perché all’inizio non eri molto convinto infatti eh?

Adesso allora posso spiegare a tutti quando si usa questa espressione che hai appena utilizzato: “ti dirò“. Dirò è il verbo dire, e “ti dirò” indica, o sembrerebbe indicare che sei tu la persona alla quale dirò qualcosa.

Ma questo non ci fa capire in realtà quando e perché si usa questa espressione.

E’ vero che posso sempre dire:

Ti dirò cosa farò appena sarò a casa

Ti dirò i miei segreti

Domani ti dirò cosa farò

Invece l’espressione di oggi ha un uso e un senso diverso.

E’ una modalità colloquiale utilizzatissima dagli italiani, ma difficile che la troviate scritta da qualche parte.

Si usa però moltissimo nel parlato, nella lingua di tutti i giorni.

Si usa quando siamo stati positivamente colpiti da qualcosa nonostante la nostra idea fosse inizialmente diversa, o comunque si usa in tutte le occasioni in cui la persona che ascolta si aspettava una sensazione diversa, un’opinione diversa; si aspettava di ascoltare qualcosa di diverso.

Ad esempio se vado a fare un viaggio a Roma e mi hanno raccontato che i romani sono molto scortesi con i turisti, al mio ritorno a casa se qualcuno mi chiede: allora com’è andata? I Romani sono veramente maleducati e scortesi con i turisti?

Ti dirò che non me l’aspettavo. Che cortesia i romani!” Confesso che anch’io sono molto sorpreso!

Quindi c’è un cambiamento di idea, uno stupore per aver verificato qualcosa di diverso dalle aspettative di chi parla o di chi ascolta.

Possiamo fare altri esempi di questo tipo:

Allora, com’era quella ragazza che hai conosciuto sulla chat? Bruttina come le altre?

Mah, ti dirò che stavolta invece non era niente male! Una bella ragazza!

Che mi dici del concerto rock a cui hai dovuto accompagnare tuo figlio? Brutta musica vero?

Ti dirò che invece mi è piaciuto, non me l’aspettavo.

Facile confondere a volte questa espressione con il semplice uso del futuro del verbo dire. Se vi può aiutare l’espressione si usa sempre in senso affermativo (quindi la forma “non ti dirò” non esiste con questo senso), inoltre spesso ci sono alcuni termini che possono aiutarvi a riconoscere l’espressione, tipo “credevo“, “invece“, “non me l’aspettavo“, ed altri termini che aiutano a capire lo stupore e la modifica che c’è stata nell’opinione iniziale.

Questa espressione infine non si usa quando siete entusiasti, contentissimi della vostra esperienza, ma quando semplicemente non confermate la cattiva opinione che avevate prima; solo uno stupore positivo, senza eccessi, altrimenti meglio usare altre espressioni più entusiastiche.

Ripasso espressioni precedenti:

L’incendio dell’Amazzonia ha preso veramente una brutta piega. Possibile che il nostro pianeta sia votato alla scomparsa? A chi attiene la responsabilità di tutto questo? Possibile che tutti continuino a cincischiare senza fare niente di concreto? Se potessi, mi darei alla fuga in un altro pianeta! 

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

Donazione personale per italiano semplicemente

Se vuoi e se puoi, aiuta Italiano Semplicemente con una donazione personale. Per il sito significa vita, per te significa istruzione.

€10,00

 

n. 79 DARE SEGUITO A – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

 

copertina internet2

PRENOTA IL LIBRO con il 50% di sconto

Trascrizione

Giovanni: ancora un’espressione che utilizza il verbo “dare”: “dare seguito a“.

Molto usata in ambito professionale, soprattutto nella forma scritta.

Vediamo qualche esempio:

Occorre dare seguito alle dichiarazioni fatte dal direttore Marketing

Voglio dare seguito alle mie parole con dei fatti.

Il presidente dia seguito alle promesse fatte in campagna elettorale.

Avete capito che “dare seguito” ha a che fare con il tempo. La parola seguito ci suggerisce questo infatti.

La parola “seguito” (attenti alla pronuncia) indica una successione dj eventi; riguarda ciò che accade “dopo“; riguarda cioè che segue, ciò che viene dopo, quello che accade successivamente. Questo è il seguito: indica lo sviluppo degli eventi, ciò che accade in un momento successivo:

Ne parleremo in seguito” vuol dire “ne parleremo dopo”. Semplice.

Ha piovuto due giorni di seguito” invece vuol dire che non ha smesso di piovere per due giorni.

La parola seguito si usa in moltissimi casi, ma in questo breve episodio voglio farvi riflettere sulla frase “dare seguito a” qualcosa, che indica due azioni, una che segue l’altra. Due azioni successive. Le due azioni sono legate logicamente, anzi riguardano la stessa questione.

Quando si dà seguito a qualcosa, vuol dire che dopo la prima azione, ne segue un’altra analoga, un’altra che è la conseguenza della prima. Molto spesso per compiere un’azione occorre fare più passi, bisogna percorrere più tappe.

Si usa spesso nella politica, nel linguaggio dei giornali, al lavoro, per indicare quando delle azioni sono collegate. Si usa molto quando si parla di coerenza delle decisioni, come quelle politiche o aziendali: quando ad esempio:

Si dà seguito a delle dichiarazioni con dei fatti:

Se un politico dice: “Domani mi dimetterò!”

Poi il giorno dopo il politico si dimette veramente. Allora posso dire che questo politico ha dato seguito con i fatti alle sue parole.

Se invece il politico non si dimette, allora è un bugiardo, ed allora possono dire che:

Alle sue parole non sono seguiti dei fatti concreti

oppure, usando la frase di oggi, che:

Il politico non ha dato seguito alle sue parole con dei fatti concreti

Oppure ancora – attenti – che:

Le parole del politico non hanno avuto seguito

Qui ho usato avere seguito: le parole non hanno avuto seguito.

Quindi “dare seguito” e “avere seguito” possono usarsi in ogni frase di questo tipo: quando due azioni sono collegate.

Ripasso espressioni precedenti:

Andrè (Brasile): Giovanni, hai appena dato seguito a quanto avevi detto ieri, quando ci avevi promesso che ci avresti spiegato questa espressione. Quindi sai tener fede alle promesse fatte. Se lo avessi detto ieri sarei stata accusato di essere un ruffiano. Meno male, altrimenti mi sarei visto costretto a cambiare idea su Italiano Semplicemente e credo che mi sarei anche dato alla ricerca di un altro corso di italiano!

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

Donazione personale per italiano semplicemente

Se vuoi e se puoi, aiuta Italiano Semplicemente con una donazione personale. Per il sito significa vita, per te significa istruzione.

€10,00

n. 78 DARSI A – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

 

CARTACEO - verbi professionali

Audiolibro + Kindle o cartaceo disponibile anche su Amazon
CARTACEO: US – UK – DE – FR – ES – IT – JP
KINDLE: USUK DEFRESIT – NL – JP – BR – CA – MX – AU – IN

Trascrizione

Giovanni: Buongiorno a tutti, oggi Flora ci spiega una bella espressione in cui si utilizza il verbo darsi. Sicuramente molti di voi conoscono alcune espressioni tipo “darsi da fare“, che significa impegnarsi, mettersi con impegno a fare qualcosa. Ma Flora oggi si è data da fare per spiegarci il verbo darsi ma seguito da un’altra preposizione semplice. La preposizione “a”.

darsi_a_immagine

Flora: i due minuti odierni sono dedicati all’espressione “darsi a“.

È un’espressione che indica il dedicarsi o l’abbandonarsi a qualcuno o a qualcosa:

Darsi allo studio, darsi alla politica, darsi alla carriera diplomatica.
darsi alla disperazione, al bere, al vizio, al gioco, ai bagordi, alla pazza gioia
seguito da un verbo significa: cominciare, intraprendere qualcosa: darsi a correre, darsi a fare un lavoro .
con un sostantivo: darsi alla fuga, darsi alla latitanza

Esempi:

Clara, dopo la fine della scuola, si è data alla cura del giardino di casa sua.

Per raccontare le sue molte avventure, Giovanni si è dato a scrivere un libro.

La Commissione deciderà sul seguito da darsi a tale domanda.

Darsi anima e corpo, alla cura del proprio fisico e benessere è possibile solo se si ha tanto tempo a disposizione.

Dopo aver ascoltato, alla televisione, che gli stravizi alimentari fanno male alla salute, Costante ha deciso di darsi al ciclismo per perdere peso.

L’essersi dato al gioco d’azzardo è costato caro a Sante il bandito. La polizia l’ha arrestato in una bisca clandestina.

Giovanni: Quindi darsi a significa proprio dare se stessi, donarsi, impiegare se stessi in una attività specifica. Ma attenzione all’esempio che ha fatto Flora prima: il seguito da darsi a qualcosa. Questa è un’eccezione, in questo caso l’espressione è dare seguito a qualcosa, che spiegheremo domani.

Ripasso espressioni precedenti:

Lia (Brasile): grazie Flora che ci hai spiegato questa espressione. Essendo votata all’insegnamento dell’italiano, per te è oltretutto un piacere e si sente dalla tua voce la passione che vi metti.

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

Donazione personale per italiano semplicemente

Se vuoi e se puoi, aiuta Italiano Semplicemente con una donazione personale. Per il sito significa vita, per te significa istruzione.

€10,00

n. 77 IL COPERTO – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

 

CARTACEO - verbi professionali

Audiolibro + Kindle o cartaceo disponibile anche su Amazon
CARTACEO: US – UK – DE – FR – ES – IT – JP
KINDLE: USUK DEFRESIT – NL – JP – BR – CA – MX – AU – IN

Trascrizione

Giuseppina: se andate a cena o a pranzo in un ristorante italiano, o anche una pizzeria o una trattoria o in qualsiasi altro locale dove potete mangiare seduti al tavolo, scoprirete che oltre a ciò che mangerete e che berrete, il menu conterrà una voce che si chiama “coperto“.

Cos’è il coperto? Il nome non aiuta molto a comprendere. Una cosa è sicura però: il coperto non è un piatto. Il coperto nin si mangia né si beve

Ogni persona che mangia, che consuma un pasto in un locale, ad ogni modo, usa una sedia, un tavolo, una tovaglia di carta o di stoffa, dei piatti, delle posate, cioè coltello, forchetta (spesso più di una), cucchiaio e bicchieri.

Inoltre ogni persona viene servita da un cameriere. Ecco, tutte queste cose costituiscono ciò che nel conto viene indicato come “coperto”.

Probabilmente si chiama così perché il tavolo sul quale si mangia viene “coperto” (verbo coprire) con la tovaglia che poi viene apparecchiata con piatti e tutto il resto.

Infatti prima che i clienti arrivino si preparano i coperti in modo che tutto sia pronto in ciascun posto.

Il coperto solitamente viene 1 euro, al massimo 2 o tre nei migliori ristoranti, e nel conto lo trovare indicato come prima o ultima voce. Nel menù solitamente si trova all’ultimo posto.

Poi a volte nel menu troverete la voce “servizio” al posto di coperto, oppure “pane è coperto”. Ed in effetti il pane che accompagna il pasto e che viene servito in un cestino fa parte di questa voce. Il pane quindi o i grissini o spesso anche una focaccia cioè una pizza con solo dell’olio d’oliva non li troverete nel conto ma fanno parte del cosiddetto “coperto“.

Ripasso espressioni precedenti:

Guy (Camerun 🇨🇲) : Se non ti tornano i conti al ristorante e ti vedi costretto a rifare la somma, potrebbe essere per via del coperto che non avevi calcolato. Un’abitudine soprattutto italiana. Ora però non ti coglierà alla sprovvista e non ti scervellerai più.

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

Donazione personale per italiano semplicemente

Se vuoi e se puoi, aiuta Italiano Semplicemente con una donazione personale. Per il sito significa vita, per te significa istruzione.

€10,00

n. 76 L’AMMAZZA-CAFFÈ – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

Spiegazione per madrelingua spagnola (Italiano per ispanofoni)

Para ver el episodio completo, hazte socio de Italiano Semplicemente o escribe al autor.

martina reali

Trascrizione

Giovanni: se andate in un ristorante italiano, dopo aver cenato oppure pranzato, cioè dopo aver consumato la cena o il pranzo, cosa si può consumare? Cosa possiamo mangiare

Possiamo consumare un dolce, ma se vogliamo restare leggeri potrebbe bastare un semplice caffè.

Sicuramente nessun italiano prenderà un cappuccino, che si consuma solamente per colazione. Un caffè invece è sempre un buon modo di terminare un pasto, almeno per gli adulti.

E dopo il caffè? Cosa può seguire al caffè? Solitamente il pasto termina col caffè, ma per molti italiani, e quasi sempre si tratta di maschi adulti, dopo il caffè si prende un ammazza-caffè.

Un ammazza-caffè è un cosiddetto “amaro” , si chiamano anche così gli ammazza-caffè, cioè un liquore. Ma cos’è un liquore? si tratta di una bevanda alcolica, dalla gradazione di almeno 20 gradi ma solitamente intorno ai 40 gradi e aromatizzata con erbe oppure frutta o anche vegetali.

Mi porta un ammazza-caffè per favore?

Il cameriere vi risponderà: vuole il nostro liquore della casa? Oppure abbiamo l’amaro Montenegro l’amaro Lucano, oppure se vuole abbiamo anche l’amaro del Capo, il mirto, il limoncello la sambuca ed anche altri liquori.

Ma perché si chiama Ammazza-caffè? Si chiama così perché ammazza il sapore del caffè, cioè toglie di bocca il sapore del caffè. Il verbo ammazzare è molto forte, perché come forse sapete significa uccidere, ma qui nel senso di eliminare. Una funzione simile viene svolta dal “sorbetto al limone“, un dolce molto freddo, denso, simile al gelato, che spesso si serve tra una portata di pesce ed una di carne e, proprio come l’ammazza-caffè, serve ad ammazzare un sapore, ma stavolta quello del pesce oppure quello della carne.

Mi raccomando allora, dopo il caffè, non ci sta male un Ammazza-caffè.

Ripasso espressioni precedenti:

Sheila (stati Uniti 🇺🇸): Se al ristorante vi chiedono se volete ammazzare il caffè, non è una domanda retorica. Ed allora anche se siete a dieta potreste fare uno strappo alla regola. Chiedete il liquore che va per la maggiore se siete ccombattuti sulla scelta oppure ne chiedete uno come si deve. Il cameriere dirà: ci penso io e voi sicuramente non ve ne pentirete.

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

Donazione personale per italiano semplicemente

Se vuoi e se puoi, aiuta Italiano Semplicemente con una donazione personale. Per il sito significa vita, per te significa istruzione.

€10,00

n. 75 – ESSERE VOTATO A – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

 

CARTACEO - verbi professionali

Audiolibro + Kindle o cartaceo disponibile anche su Amazon
CARTACEO: US – UK – DE – FR – ES – IT – JP
KINDLE: USUK DEFRESIT – NL – JP – BR – CA – MX – AU – IN

Trascrizione

Giuseppina: essere votato a. Oggi vi spiego questa frase.
Il verbo “votare” è abbastanza diffuso in Italia, anche perché più o meno ogni anno cambia il governo in Italia, quindi c’è bisogno di votare nuovamente, c’è bisogno cioè di andare al voto, di decidere chi deve governare l’Italia. Votare è questo: con il voto si esprime la propria preferenza, la propria opinione. Votare è segno di democrazia, nella speranza che tutte le votazioni siano regolari,che si tratti di un referendum, di un’assemblea o il governo.
Ma in modo riflessivo molto spesso il significato dei verbi cambia. Quindi votarsi è diverso da votare. Posso anche votare me stesso in una elezione, questo è vero, e quindi posso usare votarsi in questo modo.
Ad esempio:
Alle ultime elezioni il presidente ha votato per se stesso.
Quindi il presidente si è votato.
Se invece sono io a votarlo posso dire che il presidente è stato votato da me.
Ma votarsi ed essere votato ha anche un altro significato.
Ad esempio se dico che mio figlio è votato allo studio voglio dire che mio figlio si dedica allo studio, che a mio figlio piace studiare e quindi si impegna con tutte le sue forze, con abnegazione allo studio mio figlio dedica tutto se stesso allo studio. Quindi il suo destino è quello di studiare, lui deve fare questo, deve studiare. Quando dico che una persona è votata a qualcosa ad una attività, normalmente voglio dire che è come se avesse fatto una promessa. Possiamo anche usare il verbo consacrarsi, proprio per sottolineare l’importanza della promessa, come se fosse qualcosa di sacro, di religioso.
Questo senso di promessa, di impegno, di predisposizione e di destino può cambiare però cambiando l’attività di cui stiamo parlando. Spesso poi non si tratta di attività.
Posso essere votato alla Madonna se provo un sentimento di profonda ammirazione e devozione verso la Madonna la madre di Gesù, ed è a lei che mi dedico completamente in segno di rispetto e devozione.
È comunque una promessa legata alla fede.
Se invece sono votato alla morte allora sono stato offerto in voto alla morte. È una frase che si usa quando c’è un pericolo molto forte a cui ai va incontro con un’alta probabilità di morire. Ad esempio i soldati in guerra, almeno quelli in prima linea che combattono col nemico, sono votati alla morte.
Infine, se mi impegno molto per qualcosa, posso sempre dire che sono votato ad una causa. Si usa la parola causa per indicare uno scopo, non esattamente proprio, ma di un’organizzazione: ad esempio ci sono molte persone votate alla causa di un partito politico, o che sono votate alla causa umanitaria, perché fanno beneficenza, eccetera.
Mio figlio Giovanni ad esempio è votato alla causa di italiano semplicemente.

—–

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

Donazione personale per italiano semplicemente

Se vuoi e se puoi, aiuta Italiano Semplicemente con una donazione personale. Per il sito significa vita, per te significa istruzione.

€10,00

n. 74 – OLTRETUTTO, SOPRATUTTO, AL DI SOPRA DI TUTTO – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

 

foto libro e penna usb

Audiolibro + Kindle o cartaceo disponibile anche su Amazon
CARTACEO: US – UK – DE – FR – ES – IT – JP
KINDLE: US – UK – DE – FR – ES – IT – NL – JP – BR – CA – MX – AU – IN

Trascrizione

Giovanni: Come facciamo a capire la differenza tra oltretutto, soprattutto e al di sopra di tutto? Apparentemente sembrano modi equivalenti di esprimere lo stesso concetto vero? Infatti sopratutto, una sola parola che si può scrivere con una sola t oppure con due t, significa particolarmente, in particolare, specialmente: è come mettere una cosa, un aspetto, al di sopra degli altri per importanza.

Ok, ma “al di sopra” si usa in molti contesti diversi. Vediamo qualche esempio con la bella voce squillante di Flora, che, oltretutto, ci farà esempi anche con la parola “oltretutto

Flora: Si crede al di sopra di tutti, nonostante non riesca a portare avanti alcun lavoro.

Il sentiero che conduce al bosco si trova al di sopra del fiume.

Flora ha guardato al di sopra delle sue possibilità economiche.

Essere al di sopra di ogni sospetto.

Per ogni uomo, al di sopra della propria vita, dovrebbe esserci la dignità e l’onestà.

Mi auguro soprattutto che stiate tutti bene.

Sono abituato a mangiare poco, soprattutto a cena.

Mi piace la pizza, soprattutto quella ai peperoni.

Mi piace molto dipingere, raffiguro soprattutto paesaggi.

La colazione è splendida e ricca, ma soprattutto genuina.

Il suo comportamento oltretutto non mi è sembrato corretto.

Non voglio fare sport: oltretutto non ho neppure tempo per farlo.

Ho visto dei monili argentati molto carini, oltretutto a prezzi molto bassi.

Penso che, oltretutto, dovrebbe essere riconoscente per tutto ciò che ho fatto.

Non mi importa davvero dove vai, ed oltretutto ho Ulrike che mi tiene compagnia.

Giovanni: Ah dimenticavo che Flora è membro dell’associazione Italiano Semplicemente e oltretutto è anche insegnante della lingua italiana.

Ripasso espressioni precedenti:

Andrè (Brasile 🇧🇷): facciamo un gioco, potresti descrivere te stessa usando pochissime parole?

Cristine (Brasile 🇧🇷): ok, allora io sono bella, ricca, famosa e oltretutto sono anche modesta.

Gema (Spagna 🇪🇸): beh, grazie, ma io direi che sei soprattutto modesta! Viene subito a galla questa tua qualità da queste poche parole.

Cristine: certo, lo so, vuoi che non lo sappia? Che vuoi, quando c’è l’intelligenza, c’è anche tutto il resto.

Ulrike (Germania 🇩🇪): mmmmm… a me sembrava una risposta sibillina veramente! Oltretutto voce 3 ha sempre un fare molto ironico.

—–

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

Donazione personale per italiano semplicemente

Se vuoi e se puoi, aiuta Italiano Semplicemente con una donazione personale. Per il sito significa vita, per te significa istruzione.

€10,00

n. 73 – ATTINENZA – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

 

Questo episodio attiene alla rubrica “due minuti con italiano semplicemente.

L’attinenza è l’argomento di oggi, lo avete letto anche dal titolo. Il termine attinenza è legato evidentemente al verbo attenere Quando usate questo verbo oppure il termine attinenza c’è sempre un legame logico tra due cose.

Prima ho detto che questo episodio attiene alla rubrica due minuti con italiano semplicemente, ed infatti è il settantatreesimo episodio di questa rubrica. L’episodio appartiene a questa rubrica, l’episodio riguarda questa rubrica. C’è ovviamente un legame tra le due cose

Come si chiama questo legame logico? Si chiama attinenza. Attinenza è un sinonimo di “legame” ma si usa in senso più ampio.

il temine “legame” infatti si usa di più per le relazioni affettive e i rapporti sociali:

tra me e mia figlia c’è un legame familiare ed affettivo.

Il nostro legame è molto forte siamo molto legati l’uno all’altra.

Anche l’amicizia è un legame. Insomma il legame riguarda i sentimenti, la parentela, la fedeltà, il sangue. E l’attinenza? Questo termine si deve usare solo quando il legame è logico.

Gli stranieri non usano mai l’attinenza perché in fondo si capisce lo stesso se diciamo “legame” e neanche il verbo attenere, facilmente sostituibile col verbo “riguardare“. Vediamo qualche esempio:

Non c’è nessuna attinenza tra il mio passatempo preferito, cioè insegnare la lingua italiana agli stranieri e gli studi che ho fatto all’università. Infatti è proprio così. La mia laurea non c’entra nulla con l’insegnamento di una lingua. Posso anche dire che la mia laurea non attiene all’insegnamento della lingua italiana, cioè non serve a questo.

Non c’entra nulla” è una modalità diffusissima ma informale per esprimere lo stesso concetto di legame logico C’è anche “nulla a che vedere con”, “nulla a che fare con”

Quando due cose sono molto diverse posso dire che non c’entrano nulla l’uno con l’altro, oppure che una cosa non ha nulla a che vedere con un’altra o nulla a che fare con un’altra. L’attinenza conunque è più formale come modalità espressiva.

Che attinenza c’è tra la letteratura e la storia? Beh potremmo dire che senza la storia non ci sarebbe la letteratura o che gli eventi storici sono fortemente legati alla letteratura, hanno cioè influito sulla letteratura e che probabilmente anche la letteratura ha influito sulla storia C’è anche la storia della letteratura. Quindi ci sono molte attinenze tra la storia e la letteratura. Spesso possiamo usare anche la parola “affinità“, molto simile ad attinenze, o anche “similitudini“, o “analogie” ma queste tre parole si usano quando ci sono caratteristiche in comune, e meno con i legami logici:

La lingua francese ha molte similitudini con quella italiana, stesso modo di costruire la frase eccetera. Molte analogie, affinità anche grammaticali. Quindi si parla di caratteristiche comuni mentre se volete sottolineare il legame logico meglio usare l’attinenza.

Emanuele: sai papà che gli gnocchi al ragù di nonna erano proprio buoni?

Giovanni: Ma che c’entrano gli gnocchi al ragù di nonna? Non c’è alcuna attinenza tra gli gnocchi di nonna e l’episodio di oggi, Emanuele.

Ripasso episodi precedenti:

Monica (🇪🇸Spagna): che attinenza c’è tra soprattutto ed oltretutto?
Rauno (🇫🇮Finlandia): domani Flora ci spiegherà annessi e connessi tra queste due parole, stai tranquillo.
Natalia (🇨🇴 Colombia): sarà sicuramente una spiegazione come si deve.

—–

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

n. 72 – TENDERE LA MANO – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

Audiolibro specialita copertina

Trascrizione

Tendere la mano. È questa l’espressione di oggi. Ma non si tratta di un’espressione idiomatica. Oppure sì? Diciamo che può essere un’espressione idiomatica ma spesso non lo è. Dipende.

Molti di voi hanno pensato che tendere la mano significa dare una mano, nel senso di aiutare, dare un aiuto, fornire aiuto, prestare soccorso a qualcuno. In realtà tendere la mano non è esattamente come dare una mano.

Infatti chi tende la propria mano verso qualcuno verso cioè una persona, dimostra la propria disponibilità all’aiuto.

L’aiuto quindi viene dopo, dopo che la persona verso la quale la mano è stata tesa ha accettato l’aiuto. Prima si tende la mano e poi eventualmente la mano viene afferrata da chi ha bisogno di aiuto.
Tendere la mano infatti indica una mano che si mostra ad una persona in segno d’aiuto.

Se tu hai bisogno d’aiuto, io posso tenderti la mano: allungo la mia mano verso di te, te la mostro, quindi ti tendo la mia mano.

In effetti “tendere” ha diversi significati, ma indica sempre qualcosa che si trasforma. Se ad esempio un elastico si tende, allora l’elastico si allunga, diventa più lungo.

Riferito a tutti gli oggetti che sono flessibili o estensibili, come gli elastici, è lo stesso: allungare, stendere. Se un oggetto viene teso, come una corda, un filo o un elastico, allora questo oggetto viene allungato.

Gli estremi si allontanano. Una mano non è elastica, ma tendere una mano indica comunque un movimento della mano.verso una direzione.

Quindi, se un tuo amico cade a terra, puoi tendergli una mano per mostrargli la tua disponibilità ad aiutarlo. In senso figurato è lo stesso, ma l’aiuto non è fisico. Qualunque difficoltà abbia una persona, c’è sempre bisogno di qualcuno che gli tenda una mano, qualcuno che sia disposto ad aiutarlo, a socccorrerlo.

Questa mano tesa ha solo bisogno di essere afferrata, ed è un grande gesto di amicizia, ma può essere un grande gesto di umanità, di generosità eccetera, dipende dal contesto.

Il verbo tendere ha anche altri significati ma per ora meglio non andare oltre con le spiegazioni perché il tempo tende ad essere considerato prezioso per gli appassionati della rubrica due minuti con italiano semplicemente.

Ripasso espressioni precedenti:

Oggi Giovanni è in vacanza in montagna, pertanto si è visto costretto a chiedere il nostro aiuto nuovamente. Un altro episodio per interposta persona. Ma la cosa importante è che un’altra tappa del percorso verso l’apprendimento dell’italiano sia stata superata. Spero che ci sia bel tempo dove è andato Giovanni, ma le previsioni danno rovesci tutta la settimana.

——

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

n. 71 – DI BUONA LENA – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

Audiolibro specialita copertina

Trascrizione

Sapete cos’è la lena? Una parola che gli italiani usano solo in una frase. La frase è “di buona lena“.

Più raramente potreste ascoltare o leggere anche “riprender lena“.

Allora, la lena è il respiro, ma non si usa mai al posto della parola “respiro” e nessun italiano sa che significa respiro, fiato, vale a dire l’aria che esce dalla bocca quando si respira appunto: il fiato.

La lena indica un respiro particolare che ha a che fare soprattutto con lo sport. Riprendere la lena, o riprender lena, quindi indica la ripresa del respiro, ma si usa per indicare l’energia e la volontà di andare avanti.

Ad esempio quando un atleta riprende lena allora riprende le energie, riparte, ricomincia con vigore a correre, a pedalare, a nuotare eccetera.

La parola allenamento, cioè l’esercizio fisico di un atleta, contiene la parola lena non a caso.

Ma la frase di oggi è “di buona lena“, un’espressione che si usa quando un’attività (una qualsiasi, non solo sportiva) viene fatta ad un ritmo elevato, oppure con costanza, forza o volontà.

Dopo le ferie estive ho ripreso a lavorare di buona lena.

Possiamo anche dire “di gran lena”, o “di ottima lena”.

Vuol dire che lavoro molto, che produco, che vado ad un ritmo elevato.

Questa è la frase più utilizzata che contiene la parola lena, ma potete usarla anche in altri modi:

La speranza dà spesso nuova lena per andare avanti

Un allenare sportivo deve dare lena ai giocatori

Devi andar avanti con maggior lena

Ti è mancata la giusta lena per vincere

Anche un fiume può avere poca o tanta lena, nel senso che le correnti posso essere forti o deboli.

Ripasso espressioni precedenti

Questo è l’episodio n. 71 della rubrica “2 minuti con Italiano semplicemente”. Occorre mettersi di buona lena a ascoltare gli episodi passati. Altrimenti sarete presi alla sprovvista dagli esercizi di ripasso che si trovano alla fine di ogni episodio. È un percorso a tappe ma bon ci vorrà molto, appena un paio d’ore. Una volta rotti gli indugi raggiungerete l’obiettivo in men che non si dica.

——

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

n. 70 – TAPPE- 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

81rtyjrwdil6626153914503528521.jpg

Su Amazon: USUKDEFRESITNL – JP – BR – CA – MX – AU – IN

Trascrizione

Le tappe. Le tappe sono la parola del giorno.

Quando fate un viaggio, se non vi fermate mai ed arrivate direttamente a destinazione possiamo dire che avete fatto un viaggio senza fare tappe.

Non avete fatto neanche una tappa, cioè neanche una sosta.

Non vi siete mai fermati in poche parole.

Andremo in Italia e faremo due tappe, una a Venezia, l’altra a Roma.

Giungeremo a Roma in due tappe.

Attenzione però non sempre potete usare tappa al posto di sosta o fermata.

La sosta si fa per riposarsi, mentre la tappa si fa per raggiungere un obiettivo finale, oppure le tappe sono i punti di un percorso.

Nel viaggi turistici si fanno solitamente più tappe per visitare diversi luoghi, oppure anche solo per riposarsi ma al fine di raggiungere un obiettivo, una meta finale, una destinazione finale, che rappresenta l’ultima tappa del percorso. La tappa finale.

Un percorso è quindi composto da tappe. Qualsiasi percorso è fatto di tappe, anche non solo in senso fisico, materiale.

Ad esempio se mi sto laureando, le varie tappe del percorso che ha la laurea come obiettivo finale, sono rappresentate dai singoli esami da sostenere: ogni esame è una tappa del percorso.

Anche la nostra vita è un percorso a tappe, momenti importanti, decisivi, e se decidiamo un obiettivo da raggiungere allora queste tappe possono anche essere bruciate (ma senza l’uso del fuoco).

Questa espressione si usa quando si sta percorrendo un percorso molto velocemente.

Ovviamente è un’espressione idiomatica questa, molto usata nello sport o nel lavoro quando una persona molto giovane ha già raggiunto risultati importanti, ha quindi “bruciato le tappe”, nel senso che le ha raggiunte prima del solito, prima degli altri, prima del previsto.

Bruciare le tappe: è anche quello che state facendo voi, pensateci bene, se avete seguito tutti gli episodi della rubrica “2 minuti con Italiano semplicemente”.

Ripasso espressioni precedenti:

Rauno (Finlandia 🇫🇮 ) e Carmen (Germania 🇩🇪): mi sembra anche questo un episodio come si deve senza dubbio, e stavolta la spiegazione non è avvenuta per interposta persona come nell’episodio scorso. Andiamo avanti allora, giorno per giorno, senza mancare neanche una tappa, perché finalmente sento che sto ingranando con l’italiano! Eccome!

—–

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

n. 69 – PER INTERPOSTA PERSONA – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

81rtyjrwdil6626153914503528521.jpg

Su Amazon: USUKDEFRESITNL – JP – BR – CA – MX – AU – IN

Trascrizione

Giuseppina: Per interposta persona. Avete mai sentito questa espressione?

È un’espressione che si usa quasi esclusivamente nel mondo degli affari e del lavoro.

Infatti “per interposta persona” indica che c’è una persona che si interpone, cioè che si mette in mezzo.

Interporre è un verbo che gli stranieri non usano mai: porre è un sinonimo di mettere, mentre “inter” significa “in mezzo” quindi posso dire ad esempio:

Quando si usa il ghiaccio per combattere le infiammazioni ai muscoli, bisogna interporre un tessuto, un pezzo di stoffa, di cotone tra il ghiaccio e il corpo umano, per evitare lesioni alla pelle.

Quindi il tessuto, interposto, cioè messo in mezzo tra il ghiaccio e la pelle impedisce la lesione della pelle.

Allo stesso modo posso interporre una persona tra altre due persone: In tutto ci sono tre persone, di cui una è interposta tra le altre due. Questa interposizione non è fisica però, ma solo mediatica: questa persona interposta è un mediatore, serve a far comunicare le altre due.

Possiamo quindi dire ad esempio:

L’affare sarà concluso non direttamente, ma per interposta persona

Vuol dire che c’è un mediatore che aiuta due parti, cioè due persone, due aziende eccetera a comunicare.

In realtà possiamo usarla anche fuori dagli affari:

Abbiamo acquistato un cane per interposta persona, grazie ad un sito internet

Moglie e marito avevano litigato e si parlavano solamente per interposta persona, grazie al loro amico Andrea.

Giovanni: bene, spero vi sia piaciuto questo episodio realizzato per interposta persona, quindi grazie mamma. Adesso Ripassiamo le espressioni passate:

Bogusia (Polonia 🇵🇱): Ho litigato con mio marito. Con gli anni sono venuti a galla tutti i suoi difetti. Quindi mi sono vista costretta a chiedere il divorzio. Che vuoi, anche la pazienza ha un limite. Lui non è d’accordo però e adesso sembra un’anima in pena, poveraccio. Ma la misura era colma da un pezzo, così, dopo aver valutato tutti gli annessi e connessi (abbiamo anche due figli) ho rotto gli indugi e adesso mi sento molto meglio.

—–

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

n. 68 – COME SI DEVE – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

Episodi collegati:

81rtyjrwdil6626153914503528521.jpg

Su Amazon: USUKDEFRESITNL – JP – BR – CA – MX – AU – IN

Trascrizione

Khaled (Egitto): Oggi facciamo un episodio come si deve? Che ne dite?

Ottima idea, un episodio come si deve è quello che ci vuole nel giorno di ferragosto.

Comunque forse bisogna spiegare questa espressione: “come si deve” 

Ed allora facciamolo!

Come si deve è un’espressione molto usata dagli italiani, un po’ meno dagli stranieri. Ma da oggi sicuramente un po’ di più anche da parte loro.

E’ molto usata al lavoro, ma solamente all’orale.

Ma quando si usa?

Si usa quando c’è da fare un lavoro, quando c’è da realizzare qualcosa, e questo lavoro deve essere fatto bene. La qualità è essenziale al lavoro, quindi i lavori devono essere fatti come si deve.

Il che significa “come si deve fare”. é stata omessa l’ultima parola. Il lavoro va fatto bene, va fatto in modo ineccepibile. Quest’ultima però è una modalità adatta anche allo scritto e molto più professionale. Spiegheremo il verbo eccepire tra qualche giorno.

Torniamo alla nostra frase: un lavoro fatto come si deve è semplicemente fatto bene. Ci sono molti modi equivalenti per dire la stessa cosa, ognuno ha delle caratteristiche proprie. Quella di oggi esprime semplicemente in modo informale la buona fattura di un lavoro o di un servizio. Ma anche fuori dal lavoro possiamo usare questa frase.

Adesso vado a sgridare mio figlio, lo sgrido come si deve così gli passa la voglia di fare capricci!

Ecco, in questo caso sgridare come si deve il figlio garantisce al genitore che il figlio si comporterà bene in futuro. Tutto ciò che si fa come si deve è pertanto ben fatto.

Al lavoro posso usare frasi alternative più valide e professionali:

Bisogna pulire le apparecchiature a regola d’arte (molto professionale)

Occorre pulire tutto adeguatamente (abbastanza usato ma più all’orale)

Il servizio fa fatto a dovere (usato più all’orale ma professionalmente valido)

Si tratta di un lavoro fatto veramente ammodo (tutto attaccato: significa in un modo positivo. Discorsivo ma professionale.

Il cliente va accontentato, quindi fate tutto nel giusto modo (discorsivo ma valido)

Queste modalità potete usarle maggiormente al lavoro, ma nella vita di tutti i giorni potete dire anche:

Un pranzo cucinato come Dio comanda (da usare anche al lavoro, ma solo all’orale)

Ho organizzato una festa con tutti i crismi (molto usata ma solo all’orale: significa perfettamente, non deve mancare nulla)

Ma fare una cosa “per bene” è probabilmente la forma più usata, insieme a “come si deve” all’orale e nella vita di tutti i giorni.

Anche una cosa fatta “a puntino” (divertente vero?) sono ben fatte. Esprime precisione.

Si usa molto anche “ben bene” o “ben benino”:

Prima di venire a tavola lavati le mani ben bene ok?

Ripassiamo le espressioni passate?

Guy (Camerun): veramente una spiegazione come si deve. Complimenti! Ma d’altronde dopo la domanda iniziale, che non era per niente retorica, ti sei visto costretto a non fare una spiegazione pro forma.

—–

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

n. 67 – VUOI CHE NON… – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

Episodi collegati:

81rtyjrwdil6626153914503528521.jpg

Su Amazon: USUKDEFRESITNL – JP – BR – CA – MX – AU – IN

Trascrizione

Guy (Camerun): Vuoi con un significato, vuoi con un altro, questo verbo “volere” ha un sacco di utilizzi nelle espressioni italiane. Che vuoi, la lingua italiana è bella e sempre ricca di sorprese. Volete che non lo sappia? Sono anch’io membro dell’associazione!

Ecco, questa frase che avete appena ascoltato da Guy, dal Camerun, contiene tre utilizzi diversi del verbo volere, nel linguaggio scritto e parlato, tre modalità molto molto comuni tra gli italiani.

Abbiamo già parlato di “che vuoi“, nell’episodio n. 52 dei due minuti con Italiano Semplicemente, che si utilizza per frasi in cui si ha una conseguenza logica, e anche dell’uso del verbo volere quando si usa per indicare due ragioni o più possibilità, quando spesso volere si ripete due volte (vuoi per un motivo, vuoi per un altro, vuoi con me, vuoi con te, vuoi per una ragione o per un’altra, eccetera).

Oggi invece spieghiamo velocemente “vuoi che non” e “volete che non“, un modo particolare anche questo di usare volere. In pratica sto invertendo le due parole “che vuoi” con “vuoi che”. Cosa cambia se cambio l’ordine delle parole? Inoltre ho una parola in più adesso: NON. A cosa serve questa parola in più?

“Vuoi che” o “volete che” in questo ordine, hanno sempre un senso di semplice domanda:

Vuoi che vada a Roma stasera?

Volete che vi spieghi qualcosa oggi?

Vuoi che andiamo a ballare?

A volte però si usa in un modo diverso, e l’obiettivo, fate attenzione è quello di dire qualcosa di scontato, di ovvio, ma in modo ironico. Allora dovete aggiungere “NON” altrimenti non ci riuscirete. Il risultato potrebbe essere ambiguo, potrebbe non risultare chiarissimo se state facendo una battuta oppure no, quindi state attenti perché se non è facile da capire dovere usare un tono ironico, dovete sorridere magari.

Vediamo qualche esempio:

Professore, sai riconoscere un abitante di napoli da uno di genova quando parlano italiano?

Io potrei rispondere:

Vuoi che non sappia come riconoscere un napoletano da un genovese?

Il che significa:

Certo che so riconoscerli, sono un italiano!

Altre frasi equivalenti sono:

Ovviamente sì, li so riconoscere

Naturalmente, sono italiano!

Ma in queste frasi equivalenti, che sono frasi affermative, non c’è ironia. Se voglio essere ironico devo negare, devo dire l’esatto contrario sotto forma di domanda.

Vuoi che non li sappia riconoscere?

Il che non è una domanda da leggere normalmente. In realtà non sto chiedendo se è tua volontà (se tu vuoi) che io non sappia fare questa cosa. La frase è ironica, è come dire:

Vorresti forse pensare che io non lo sappia fare?

Pensi forse che io non ne sia capace?

Credi veramente che io non abbia questa capacità?

Queste ultime tre frasi sono tutte domande in cui l’obiettivo è sempre quello: evidenziare che non è possibile avere un simile pensiero. La risposta è quindi scontata, ovvia. Ma anche in queste tre frasi, sebbene costruite tutte nello stesso modo, nella forma negativa e interrogativa, manca l’ironia.

Per aggiungere questa componente essenziale occorre usare il verbo volere:

Vuoi che non non lo sappia?

Fate attenzione perché potreste anche risultare offensivi, dipende da come lo dite, dal tono che usate, infatti state insinuando che una cosa banale e scontata non sia stata compresa. Infatti si usa spesso come frase in un litigio. Non sempre però è così; a volte sono semplicemente ironico.

Posso dire ad esempio che tutti i politici italiani sono potenzialmente a rischio di essere intercettati telefonicamente. Tutti i politici italiani quindi sono controllati, almeno in teoria; il loro telefono potrebbe essere sotto controllo dalla polizia:

Volete che ci siano politici che non hanno un telefono cellulare?

In questo caso c’è solo ironia, ma se volete far arrabbiare un italiano, a qualsiasi domanda ti faccia, si può rispondere usando questa espressione. Provate e vedrete la sua faccia stupita!

Ciao hai bisogno di indicazioni stradali? 

Risposta: vuoi che non sappia usare Google Maps?

 Lei come si chiama? Mi capisce quando parlo?

Vuole che non la capisca? Mi ha fatto una domanda abbastanza facile.

L’italiano si offenderà o si arrabbierà, poi basta sorridere un po’ e tutto passerà.

Ripassiamo le espressioni passate. C’è nessuno che mi aiuta?

Cristine (Brasile): Certo, vuoi che non siam pronti a farlo?

Lia (Brasile): Mi sembra una domanda retorica la tua!

—–

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

man wearing brown suit jacket mocking on white telephone
Photo by Moose Photos on Pexels.com

n. 66 – VEDERSI COSTRETTI – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

Episodi collegati:

Spiegazione per madrelingua spagnola (Italiano per ispanofoni)

Para ver el episodio completo, hazte socio de Italiano Semplicemente o escribe al autor.

nadia grisetti

Trascrizione

Vedersi costretti a fare qualcosa. Considerando che qualcuno potrebbe avere difficoltà a capire questa frase, mi vedo costretto a fare chiarezza.

66_mi_vedo_costretto.jpg

Mi vedo costretto“: Questo è un modo alternativo per esprimere una particolare sensazione. Quella sensazione che si prova quando c’è un senso di obbligo.

Vedersi costretto a” fare qualcosa, cioè vedere costretto se stesso a fare qualcosa, qualunque cosa sia, significa sentirsi obbligati, sentirsi legati ad un obbligo verso qualcuno o qualcosa. Equivale ad essere costretti – stesso significato – ma c’è qualcosa in più.

Infatti, “essere costretto” e “vedersi costretto” possono entrambe usarsi quando non c’è più scelta sul da farsi, indica quindi che c’è un’azione obbligatoria. Ma se usiamo, “vedersi costretto”, c’è qualcosa in più, c’è una sensazione in più, un sentimento, come un dispiacere legato all’azione obbligatoria, che è anche sofferta. Questo è quel qualcosa in più.

Vediamo: cosa ci può obbligare a fare questa azione? Beh, potrebbero essere le circostanze, la situazione difficile che si è creata, potrebbe essere il nostro senso del dovere a imporci questo comportamento. Facciamo degli esempi per capire meglio:

Un ragazzo non obbedisce ai genitori, allora il padre e la madre potrebbero dirgli:

Ci vediamo costretti a darti una punizione

Il che equivale a dire:

Non abbiamo altra scelta, ti dobbiamo punire.

A questo punto sentiamo il dovere di darti una punizione

Ci sentiamo obbligati a punirti

Oppure – altro esempio – se un calciatore professionista, di 40 anni, ha un grave infortunio, potrebbe dire:

Considerata la mia età, mi vedo costretto a smettere di giocare per sempre

Che equivale a dire:

Inutile che speri di tornare a giocare quando avrò superato l’infortunio. Quindi sono costretto a smettere di giocare come giocatore, mi sento obbligato, mio malgrado, a prendere questa decisione, perché sarò troppo anziano per giocare.

Mi vedo costretto a smettere“, è quindi un’espressione che chiama in causa il proprio senso di responsabilità, o il proprio realismo: c’è una riflessione che spinge a prendere una decisione obbligata, dopo una attenta riflessione, nonostante questo abbia delle conseguenze negative.

Si può usare in ogni possibile contesto, sia per iscritto che all’orale. Volendo possiamo rendere questa espressione persino più forte, aggiungendo qualche parola chiave:

Mio malgrado, mi vedo costretto a questa scelta;

A malincuore ci vediamo costretti a punirti

A questo punto, mi vedo costretto a prendere provvedimenti

Ancora una volta, mi vedo costretto a sgridarti

Purtroppo mi vedo costretto ad intervenire sulla questione

Potrei aggiungere che è un’espressione che esprime sicuramente autorità, quindi molto adatta a chi riveste un ruolo importante: un direttore, un genitore, eccetera.

Il verbo vedere con questo significato si può usare solo con costretto oppure obbligato. Ovviamente poi possiamo cambiare i tempi: “mi sono visto costretto”, “mi vedrò costretto”, “potrei vedermi costretto”. eccetera.

Ora ripassiamo alcune espressioni precedenti (vedi elenco) con l’aiuto di Ulrike, membro dell’associazione:

Ulrike (Germania): Non vi dico che rabbia: vorrei andare al centro commerciale ma ho la macchina rotta. Chi mi può accompagnare? Quando sono sguarnita di automobile è sempre un problema. Se lo chiedo a mio figlio, senz’altro troverà una scusa, Spero di essere prevenuta nei suoi confronti ma credo che anche stavolta sarà indisposto. Lui preferisce andare a sballarsi in discoteca con gli amici. Non so ancora per quanto tempo sono disposta ad abbozzare.

——

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

n. 65 – VENIRE A GALLA – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

81rtyjrwdil6626153914503528521.jpg

Su Amazon: USUKDEFRESITNL – JP – BR – CA – MX – AU – IN

Trascrizione

Lia (Brasile): Oddio! Se viene a galla che non sono preparata sarò bocciata in due minuti!

Venire a galla. Oggi ho in mente di parlarvi di questa espressione, spesso usata in modo figurato (come ha fatto Lia)

Tutti gli italiani la utilizzano infatti sia in senso proprio che in senso figurato.

“A Galla”. Cosa vuol dire? C’è un verbo all’origine, il verbo galleggiare.

Se osservare una palla in acqua, la palla affonda? Va sotto l’acqua? Oppure no? No, la palla non scende sotto la Superficie dell’acqua. Ed allora cosa fa la palla? Galleggia. Sta a galla, si tiene a galla. La palla in acqua sta a galla. Affonda la palla in acqua? No, non affonda ma galleggia. La palla sta a galla.

Bene, se la palla sta a galla è perché c’è dell’aria dentro la palla. Ma anche il legno galleggia, anche la plastica sta a galla. Potrei continuare all’infinito per esprimere il senso proprio dell’espressione “stare a galla“.

E cosa succede se spingiamo la palla sotto l’acqua? Cosa succede se con la mano portiamo la palla sotto la superficie dell’acqua?

Semplice, la palla viene a galla, la palla viene, cioè torna a stare a galla, torna su, in superficie, come prima.

Venire a galla, stare a galla, tornare a galla sono tutte espressioni che si usano anche in modo figurato come vi avevo anticipato.

L’immagine che si prende a prestito è proprio quella di un corpo che ritorna a mostrarsi in superficie: qualcosa che torna a vedersi, che viene a mostrarsi, mentre prima era nascosta, era celata e non si vedeva, ma c’è una forza che l’ha fatta tornare in superficie, ed ora è sotto gli occhi di tutti.

Si usa coi verbi stare, restare, venire e tenere.

Venire a galla quindi vuol dire, in senso figurato, manifestarsi in tutta evidenza, svelarsi, rivelarsi. Ad esempio potremmo dire che:

La verità viene sempre a galla

Vedete che stavolta c’è la forza della verità, che spinge un’informazione a manifestarsi, come la forza della pressione che spinge la palla fuori dell’acqua.

photo of rubber duck toy

Una paperella a galla – Photo by Andre Moura on Pexels.com

Non puoi tenere a galla una bugia, perché prima o poi la verità verrà a galla, perché le bugie non stanno a galla, le menzogne non si tengono a galla, non restano per molto tempo a galla, a differenza della verità, che viene sempre a galla.

Facciamo un ultimo esempio con l’aiuto di Liliana dalla Moldavia. Liliana è membro dell’associazione Italiano Semplicemente. Vai Liliana.

Liliana (Moldavia): È difficilissimo che, nei giorni da bollino nero, sulle autostrade italiane siano rispettate tutte le regole per la sicurezza. In queste occasioni, vengono a galla tutti i difetti degli automobilisti italiani.

Ripasso espressioni precedenti: vedi elenco

Sheila (USA): Non ce la faccio ad andare all’università a dare l’esame di italiano. Quando sarò a tu per tu con la mia professoressa Flora, verrà sicuramente a galla che non sono preparato! Mi ha già bocciato una volta e sarà anche prevenuta nei miei confronti. Devo studiare di più, non vorrei risultare sguarnita di risposte. Dovrò anche vestirmi bene per l’esame, che vuoi, la forma è sostanza in certi casi.

——

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

La festa del sacrificio musulmana – ripasso espressioni 1-62

Audio

scarica il file audio

Trascrizione

Giovanni: Buongiorno, oggi parliamo della festa musulmana del sacrificio, grazie ad un’idea di Khaled, membro egiziano dell’associazione italiano semplicemente.Grazie anche a Zahid, insegnante di italiano in Marocco ed a Mona, egiziana. Entrambi mi hanno aiutato per parlarvi di questa importante festa musulmana, che non conoscevo. Le voci che ascolterete adesso sono proprio quelle di Zahid e Mona, ragazza egiziana.Il testo è stato realizzato da Khaled ed è un’occasione per rivedere le espressioni dedicate alla rubrica dei due minuti con italiano semplicemente.Zahid: Buongiorno, mi chiamo Zahid, insegnante della lingua italiana in Marocco. Oggi facciamo una forma di ripasso degli episodi della rubrica “due minuti con italiano semplicemente”.Oggi esordisco parlandovi, come forma di ripasso, della festa musulmana del sacrificio, che i musulmani si dà il caso che festeggino in tutto il mondo. Questa festa ci ricorda che Abramo si era prefisso di far uccidere il figlio Ismaele per obbedire a un ordine di Allah, il quale poi, bontà sua, gli disse di sostituirlo con un montone.
Apriamo una breve parentesi sulle feste musulmane.
I musulmani hanno due feste all’anno che devono rispettare e festeggiare. È un questione di religione, non certo un pro forma per chi ama il proprio credo e si comporta conformemente a quanto prescritto dai testi sacri.
La prima é quella per la fine del Ramadan. Il mese di Ramadan è il momento in cui tutti i musulmani digiunano dall’alba fino al tramonto del sole.Non vi dico che sofferenza!Ci si astiene dal cibo, dal bere e dalle relazioni sessuali. Il tutto, si potrebbe dire, per non uscire dalla retta via, o, detto diversamente, per non prendere una brutta piega.Sebbene il digiuno faccia bene alla salute, esso é infatti considerato principalmente una purificazione spirituale.Fede e rispetto del digiuno pertanto sono un binomio indissolubile per chi sta bene in salute.Distaccandosi dalle comodità del mondo, anche se per un periodo di tempo limitato, una persona si avvicina alle sofferenze di chi soffre veramente la fame e la sete e in questo modo aumenta la crescita spirituale dell’individuo.Non si può decidere di rispettare il ramadan ogni due per tre. La fede è una cosa seria, quindi o così, o pomì. Non ci sono alternative.La seconda festa, quella del sacrificio si svolge in occasione del pellegrinaggio alla mecca.Quello del pellegrinaggio alla mecca é un obbligo: almeno una volta nella vita per tutti i musulmani. Poi chi vuole può tornarci altre volte. Non c’è pericolo di sforare.Infatti per chi é fisicamente e finanziariamente in grado di farlo invece (circa due milioni di persone da ogni parte del mondo), ci si reca alla mecca ogni anno, durante il dodicesimo mese del calendario musulmano.Gli uomini indossano semplici vestiti, in modo che siano eliminate le distinzioni sociali e culturali, affinché tutti siano uguali davanti ad Allah. Balzerebbe senz’altro all’occhio un vestito osé, o anche un abito troppo costoso.Meglio rispettare le traduzioni.Per i pellegrini che pregano nella moschea di al _Haram, alla mecca, c’é la cosiddetta “costruzione nera” , verso la quale si volgono i musulmani, durante la preghiera.Si tratta del luogo di venerazione che Allah ordinò di costruire al profeta Abramo e a suo figlio Ismaele.Uno dei riti è girare sette volte intorno alla kà aba e percorrere per sette volte (andata e ritorno) la distanza compresa tra la collina di saga a quella di marwa, come fece Aagar, moglie di Abramo, mentre era alla ricerca di acqua per suo figlio Ismaele.Facendolo quindi non si rischia certo di essere visti come anime in pena. Nessun musulmano considera questi riti come qualcosa di obbligatorio, qualcosa che tocca fare per forza. Piuttosto apparirebbe strano ed insolito se qualcuno lo facesse con un fare di superficialità e stanchezza.I pellegrini si riuniscono a circa 15 miglia dalla mecca, dove trascorrono l’ntera giornata in intense invocazioni; un raduno che spesso é pensato come un’anticipazione del Giorno del Giudizio.Al decimo giorno. i musulmani celebrano la festa del sacrificio.Questa ricorrenza , assieme alla cosiddetta “festa piccola” cioè la festa del fine del mese Ramadan, che cade nel nono mese del calendario islamico, sono le due feste annuali del calendario musulmano.Grazie a Zahid e Mona che ringrazio. Adesso rileggo anche io la storia così avrete modo di verificare qualche differenza della pronuncia.Mi riferisco soprattutto alle parole: rubrica, osé, Abramo.Zahid: Spero di essere stato chiaro, auguro una buona festa a tutti i musulmani e un grande saluto a tutti i membri del gruppo di italiano semplicemente. Ciao ciao.Giovanni: Sei stato chiarissimo ed anche Mona. Grazie ancora per l’aiuto e grazie a Khaled per l’idea dell’episodio.

n. 64 – ESSERE PREVENUTO – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

Audiolibro specialita copertina

Trascrizione

Io e quattro amici italiani, quando avevamo 18 anni, abbiamo chiamato un camping sulla costa azzurra, in Francia, per passare qualche giorno insieme. Appena hanno sentito l’accento italiano hanno detto che il camping era tutto pieno.

Insospettito, ho fatto chiamare da un mio amico belga e… sorpresa!! Il campeggio stavolta era libero.

mmmmm… credo che i proprietari del campeggio fossero prevenuti nei confronti degli italiani, soprattutto se molto giovani.

Essere prevenuti è la frase di oggi. Attenzione parliamo di essere prevenuti e non del verbo prevenire, che significa anticipare, fare o dire qualcosa prima di altri.

Quindi in questa storia che vi ho raccontato, realmente accaduta, i proprietari del camping erano prevenuti, ed hanno pensato che un gruppo di italiani diciottenni potesse creare problemi.

Che significa che erano prevenuti? Se ti dicono che sei prevenuto, è un’offesa?

Vi dico subito che non è una cosa positiva. Questo si è capito bene credo, dalla storia.

Non si tratta di una grossa offesa e neanche di un insulto. Piuttosto direi che si tratta di una brutta idea, una brutta opinione.

Una persona prevenuta ha già un pensiero, un’opinione negativa riguardo un’altra persona. Si dice essere prevenuti contro qualcosa o qualcuno o essere prevenuti nei confronti di qualcuno/qualcosa.

Si tratta di un’idea che questa persona si è fatta in passato. PRE -VENUTA quindi l’idea è venuta prima, in precedenza rispetto ad un certo avvenimento, e quest’idea è negativa. Si tratta quasi sempre di giudizi che riguardano le persone, o al limite situazioni o anche oggetti.

Questa idea negativa dipende non dall’osservazione della realtà, ma da altre cose che in passato hanno influito negativamente sull’immagine che si ha in testa, oppure dipende dall’opinione diffusa, da quello che pensa la maggioranza delle persone. Si dice anche che questa persona è mal disposta.

Vi faccio un altro esempio:

Vedo un uomo vestito molto male che mi si avvicina e penso: ecco, questo adesso mi chiede dei soldi! Poi invece mi dice: scusi, mi sa dire dov’è la stazione del treno?

Ma come sono stato prevenuto! Mi vergogno di me!

Ci sono sinonimi, termini equivalenti? Vediamo: oltre a mal disposta, una persona prevenuta può essere definita diffidente, ostile, ma questi termini non ci dicono nulla sul motivo della diffidenza e ostilità. Oppure una persona “maliziosa“, perché i maliziosi vedono il male dove non c’è. sono sospettosi verso ciò che si dice in giro e dove c’è un’opinione diffusa negativa. Si parla anche di stereotipi o di luoghi comuni quando si è prevenuti nei confronti di gruppi sociali. Potete leggere l’episodio dedicato ai luoghi comuni per saperne di più.

Ripasso espressioni precedenti:

Mariana (Brasile 🇧🇷): Durante un esame universitario bisogna non solo conoscere gli argomenti, ma anche saperli presentare nel modo giusto. La forma è sostanza in questi casi. Poi bisogna sempre sperare che il professore, bontà sua, sia di buon umore quel giorno. Non basta essere preparati, ma, che vuoi, un po’ di fortuna conta sempre.

——

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

Impariamo l’italiano… cucinando – KINDLE

Mangiare è stare insieme, fare festa insieme. In questo modo ogni problema raccontato a tavola diventa più leggero, come i miei piatti.

Giuseppina 

AscoltareCucinando si impara… l’italiano” è un libro e un audiolibro pensato, scritto e registrato per un pubblico non madrelingua che ama la cucina del Belpaese e vuole migliorare il proprio livello di conoscenza della lingua.

L’associazione Italiano Semplicemente vi propone un modo per imparare il linguaggio della cucina ed allo stesso tempo imparare a cucinare italiano e “in Italiano”.

Il libro contiene 30 specialità italiane, raccontate e spiegate dalle voci di Giuseppina e Giovanni.Audiolibro specialita copertina.jpg

I file PDF e MP3 sono a disposizione dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

KINDLE: US – UK – DE – FR – ES – IT – NL – JP – BR – CA – MX – AU – IN

 

Per avere informazioni scrivici.

Immagini di esempio presenti ne libro:

 

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

n. 63 – SGUARNITO – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

 

donazione

Trascrizione

Cosa stai indossando in questo momento?

E’ un abito semplice, senza nessuna guarnizione, ornamento, senza nessun tipo di accessorio? Allora puoi dire che indossi un abito sguarnito.

Sguarnito però non si usa solo per questi tipi di vestiti, vestiti molto semplici e senza accessori. Infatti sguarnito vuol dire che manca qualcosa, qualcosa che ci potrebbe essere ed invece non c’è. Qualcosa che ci si aspetta di trovare ed invece non si trova.

Beh, questo rende l’aggettivo sguarnito utilizzabile in molti contesti diversi no?

Vediamo qualche esempio? Non sono mai sguarnito di esempi io, infatti prima di registrare un episodio mi preparo adeguatamente, ma se non fosse così potrebbe capitare di risultarne sguarnito.

Primo esempio:

Una casa sguarnita

Si tratta di  una casa con pochissimi mobili e quindi mancano molte cose che servono per vivere in questa casa.

State al ristorante e ordinate un secondo piatto, ad esempio un pollo arrosto.

Povero pollo, vi arriva in un piatto senza niente accanto: neanche una piccola insalatina. Non so… una verdura grigliata, delle patate lesse, un po’ di spinaci, insomma arriva questo pollo solo soletto, senza nessun “contorno” (si chiama così la verdura che accompagna un secondo piatto).

A questo punto possiamo lamentarci col cameriere:

Scusi cameriere ma questo piatto mi sembra un po’ sguarnito non le pare?

Prendete carta e penna perché la prossima volta che andate in un ristorante italiano potreste trovare l’occasione giusta per usarlo.

chicken cooked cuisine cutlery
Photo by Lukas on Pexels.com

Cambiamo ambiente. Siamo in guerra e il nemico sta attaccando la nostra fortezza:

La nostra fortezza però non è affatto sguarnita.

Cosa manca in una fortezza sguarnita? Essendo la funzione della fortezza quella di difendere, allora ciò che manca è ciò che serve per difendersi. Ci si aspetta che una fortezza sia dotata di mezzi di difesa no? Quindi se questa fortezza è sguarnita – non c’è neanche bisogno di specificare di cosa è sguarnita – allora manca ciò che ci dovrebbe stare: fucili, armi, un muro di protezione adeguato, un esercito. Insomma tutto ciò che serve per fare una fortezza.

Anche un negozio può essere sguarnito. Cosa ci si aspetta di trovare in un negozio? In un negozio di scarpe ci si aspetta di trovare delle scarpe. Se queste non ci sono, il negozio è sguarnito.

Scusi mi dà un paio di scarpe numero 47?

Mi spiace ma in questo momento siamo un po’ sguarniti dei numeri grandi.

Sguarnito è molto simile a “sprovvisto“, che però è più commerciale, più adatto ai negozi. Sguarnito è meno professionale come verbo.

Adesso Andrè, dal Brasile, ci aiuta a rispolverare qualche espressione precedente.


Ripasso espressioni precedenti:

Andrè (Brasile): Cosa posso fare stasera? Andare in discoteca a sballarmi con qualche caipirinha?  Oppure ascolto qualche episodio di Italiano Semplicemente? Un problema semplice, non c’è bisogno di scervellarsi. Vado a sballarmi!!!! Scherzo, scherzo! Mia moglie direbbe che ho preso una brutta piega! Comunque me le bevo a casa!! Non ne sono mai sguarnito!

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. 

n. 62 – SCERVELLARSI – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

scarica il file audio

donazione

Trascrizione

Natalia (Colombia): Perché continuate a scervellarvi sul migliore sistema per imparare l’italiano? Perché continuate a spremere le meningi e ad affaticarvi la mente in studi grammaticali e lezioni davanti al PC, alla ricerca di una soluzione al problema dell’apprendimento di una lingua? Perché lambiccarsi ancora il cervello ora che avete trovato trovato Semplicemente?

Brava, perché? Scervellarsi è la parola da spiegare oggi.

Cosa abbiamo nella testa? Abbiamo il cervello, l’organo che ci permette di pensare. Quindi ci permette anche di pensare a come risolvere un problema.

Scervellarsi infatti non significa togliersi il cervello, ma bisogna ancora una volta leggere il senso figurato. Quando si pensa troppo ad una soluzione di un problema, si rischia di scervellarsi, cioè di far lavorare troppo il cervello tanto da “uscire di testa”, tanto da impazzire.

Perché quindi continuare a scervellarsi (attenti alla pronuncia, che inizia con sc- come scemo, scimmia, sciame): scervellarsi. Perché continuare a affaticare la mente? Questo è il senso in effetti. Potete usare questo verbo ogni qualvolta vogliate esprimere uno sforzo mentale eccessivo alla ricerca della soluzione di un problema.

Si dice anche lambiccare, anzi lambiccarsi, ancora in senso riflessivo, perché si parla sempre di persone che si lambiccano per risolvere un problema.

Vi faccio alcuni esempi:

Puoi lambiccarti quanto vuoi, tanto non c’è niente da fare.

Inutile scervellarsi, non c’è una soluzione.

Mi sono scervellato per capire come risolvere questo problema

I due verbi scervellarsi e lambiccarsi si usano praticamente sempre quando i problemi sono impossibili o difficili da risolvere, quindi in senso negativo, per dire che gli sforzi sono inutili. Ma nessuno vi vieta di dire ad esempio:

Dopo essermi scervellato per due ore, alla fine ho trovato la soluzione!

Liliana (Moldavia): questo verbo lambiccarsi mi ha colto alla sprovvista, perché non sapevo come pronunciarlo. Allora adesso finalmente posso smettere di scervellarmi, perché ora lo so! Se ci pensavo ancora un po’ rischiavo seriamente di sembrare un’anima in pena, Bravo Gianni, bella spiegazione. Adesso basta sennò mi danno della ruffiana!

———

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

person people woman hand
Photo by Public Domain Pictures on Pexels.com

n. 61 – SBALLARE – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

scarica il file audio

CARTACEO - verbi professionali

Audiolibro + Kindle o cartaceo disponibile anche su Amazon
CARTACEO: US – UK – DE – FR – ES – IT – JP
KINDLE: USUK DEFRESIT – NL – JP – BR – CA – MX – AU – IN

Trascrizione

Francesco Bergoglio (Roma): …la libertà non arriva stando chiusi in stanza col telefonino e nemmeno sballandosi un po’ per evadere dalla realtà.

Giovanni: Sballare, lo avete sentito utilizzare da Francesco Bergoglio in un recente discorso pubblico, e lo ha utilizzato in modo riflessivo: sballarsi.

Il papa è dispiaciuto per i ragazzi che si sballano per evadere dalla realtà. Allora si intuisce che sballarsi significa essere in uno stato di eccitazione per effetto della droga, o perdere l’autocontrollo per aver bevuto troppo, ovviamente quando uso il verbo “bere” in questo caso mi riferisco a sostanza alcoliche.

Nel gergo giovanile sballarsi significa in generale eccitarsi, esaltarsi.

Questa polverina mi fa sballare!

Questa musica mi fa sballare

Molti ragazzi amano sballarsi in discoteca

Che sballo!

“Che sballo”è un’esclamazione che si può usare ogni volta che ci si diverte molto, anche senza droghe voglio dire.

Nonostante questo, il verbo sballare si usa in molte altre occasioni. Non solo droga o divertimento esagerato.

Avete mai sballato un pacco ricevuto per posta? Sono sicuro che lo fate almeno una volta al mese!

Quest’uso non è riflessivo: sballare un pacco è togliere l’imballo, cioè togliere la merce che è stata chiusa in un imballo, che è la confezione protettiva usata per l’imballaggio e la spedizione.

Se fate dei conti invece (usando la matematica) potreste sballare i conti. Allora avete sbagliato clamorosamente un calcolo, una misurazione, ecc.. Si tratta di un grosso sbaglio commesso con i numeri: avete sballato i conti.

Se andiamo a cena al ristorante:

Guarda questo conto del ristorante, ma è tutto sballato!

Notate che c’è lo stesso senso di esagerazione che trovate nello sballo da discoteca, quello che ha usato il Papa. Sballare i conti si dice, ma si usa anche “sballare i calcoli”, “sballare una misura”, “sballare il conteggio” e cose di questo tipo. Sono sempre grossi errori di calcolo.

Infine può anche capitare di sballare la moto, o la macchina. Se riferito a un dispositivo, uno strumento, ecc., il verbo sballare significa danneggiare, guastare. Si usa sballare quando qualcosa di rompe, e spesso c’è un motore: che ad un certo punto… puf! Si rompe, si sballa! Un linguaggio familiare questo, informale sicuramente, e quindi molto usato, soprattutto dai giovani: anche a quelli che non si sballano in discoteca può capitare di sballare la moto. E adesso ripassiamo alcune espressioni precedenti con Bogusia.

Ripasso espressioni precedenti:

Bogusia (Polonia): Non avevo la più pallida idea di cosa arrivasse oggi nella rubrica dei due minuti con italiano semplicemente. Però so che siamo nati con la camicia. Non vi torna perché? Abbiamo trovato italiano semplicemente con i suoi due minuti giornalieri. Ma la fortuna aiuta gli audaci. E noi non ci siamo accontentati dei soliti corsi. Allora anche oggi abbiamo aumentato il nostro vocabolario. Se siete rimasti un po’ indietro, mettetevi all’opera e andate a ritroso seguendo l’indice delle espressioni: così facendo vi salverete in calcio d’angolo. Che sballo!

———

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

photography of woman listening to music
Photo by Lovefreund on Unsplash

n. 60 – LA FORMA è SOSTANZA – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

scarica il file audio in formato mp3

foto libro e penna usb

Audiolibro + Kindle o cartaceo disponibile anche su Amazon
CARTACEO: US – UK – DE – FR – ES – IT – JP
KINDLE: US – UK – DE – FR – ES – IT – NL – JP – BR – CA – MX – AU – IN

Trascrizione

Giovanni: eccoci qua, ancora oggi, che è domenica e pascio la parola a Flora, che vi spiegherà la seconda espressione che riguarda le due parole forma e sostanza. L’espressione è la forma è sostanza, oppure la forma fa la sostanza.

Flora: In italiano però si dice anche un’altra cosa che sembra essere in contrasto con questa frase proverbiale.

La frase a cui sto pensando, è: la forma fa la sostanza.

Quindi in italiano abbiamo due frasi sulla stessa questione che si contraddicono sia nell’aspetto più letterale che sia proprio in quello che vogliono dire.

La prima frase è quella di cui parlavamo prima (ieri) che bisogna guardare la sostanza non la forma.

Poi si dice anche che la forma fa la sostanza.

Questa frase che cosa vuole dire?

È vero che bisogna guardare la sostanza eccetera eccetera, però questa stessa sostanza, i comportamenti, il carattere, la formazione di una persona viene fuori alla fine anche nella forma, nel modo in cui si presenta, in cui si relaziona con gli altri eccetera eccetera.

È quindi se noi abbiamo a che fare con una persona che ha una certa sensibilità, un certo modo di essere, un certo modo di comportarsi, possiamo desumere, benché dobbiamo sempre conoscerla bene, che alla base abbia una buona o cattiva sostanza.

Esempio pratico: se io devo andare dal presidente della Repubblica so che mi devo vestire in un certo modo e che mi devo comportare in un certo modo.

Se non mi vesto così, io posso essere la persona più buona di questo mondo però non so, non ho l’educazione, non so l’educazione di come mi debba presentare di fronte a un personaggio così importante.

Invece se avessi avuto l’educazione, la personalità, la formazione ed anche la sensibilità… . Attenzione che in italiano sensibilità significa due cose: significa sia l’emozione propria rispetto al mondo ma significa anche avere naso, sapere come comportarsi in determinate situazioni.

Se io vado a trovare una persona che è stata operata avrò la sensibilità di non parlare di viaggi … Se so che questa persona deve avere una lunga convalescenza.

Quindi le due frasi, fate attenzione, sono in contrapposizione.

Questa seconda frase proverbiale significa appunto dire che la forma, cioè come una persona si muove all’esterno, in determinate situazioni eccetera eccetera, fa anche la sua stessa sostanza perché alla fine ti dimostra che ha “il naso”, ha la formazione, ha la sensibilità in tutti contesti della vita.

Giovanni: grazie Flora, una spiegazione di sostanza, la tua, indubbiamente fatta con la giusta forma.

Adesso invece Natalia ci aiuta a ripassare le espressioni passate insieme alla sua amica Anna.

Ripasso espressioni precedenti:

Natalia (Colombia 🇨🇴):

Ripasso per cazzeggiare una domenica qualsiasi.

– NATALIA:
Pronto, Ciao Anna, sono Natalia! E allora, che aria tira a Barcellona?
– ANNA:
Ciao Natalia, alla grande! sono felicissima in questa città perché mi permette di conoscere tante culture diverse, tutto l’opposto alla solita solfa della mia piccola città.

E tu, cosa mi racconti? Come va il tuo livello d’italiano?
– NATALIA:
Non ti dico! dopo aver fatto diversi corsi tradizionali senza troppi risultati, mi sono trovata a tu per tucon un metodo d’apprendimento di Italiano senza l’uso delle regole grammaticali con cui devo dire che sussistono gli estremi per adoperare un linguaggio quotidiano ed allo stesso tempo sviluppare la capacità di comunicare come un italiano nativo.
– ANNA: Macché, davvero?
– NATALIA: Eccome!, guarda un po’, mi sono iscritta ad una associazione che si chiama Italiano Semplicemente dove mi trovo benissimo, ci sono circa 70 membri di tutto il mondo e la maggioranza di loro hanno raggiunto risultati eccezionali seguendo questa metodologia.

Ora anch’io appartengo a questo gruppo di allievi dove abbiamo molte soddisfazioni con questa meravigliosa lingua.

Anna, dovresti valutare anche tu tutti gli annessi e connessidi non utilizzare la grammatica.
– ANNA:
Ma dai!, non ci credo, come si può imparare una lingua senza studiare la grammatica? Secondo me è una roba impossibile!
– NATALIA:
All’inizio anch’io la pensavo cosi, poi, sono andata a controllare le informazioni che si trovano sul sito ea stretto giro ho verificato la potenza del metodo in questione.

Anzi, mi sono subito affezionata alle diverse rubriche giornaliere, e ce ne sono un sacco.

Addirittura devo andare a ritroso per rispolverare la valanga di argomenti, qualora fosse necessario affrontare una situazione particolare.
– ANNA:
Sei stata fortunata a trovare questa tecnica Natalia, ne vadel tuo futuro in Italia!
– NATALIA:
Hai ragione Anna, è stato uno strappo alla regola che mi ha permesso, bontà sua, di ingranare con la lingua.
Senti, È stato bello parlare con te, adesso devo andare, ci sentiamo dopo, ti mando un forte abbraccio, saluta tutti, ciao, ciao!

———

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

n. 59 – GUARDARE LA SOSTANZA E NON LA FORMA – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

scarica il file audio

foto libro e penna usb

Audiolibro + Kindle o cartaceo disponibile anche su Amazon
CARTACEO: US – UK – DE – FR – ES – IT – JP
KINDLE: US – UK – DE – FR – ES – IT – NL – JP – BR – CA – MX – AU – IN

Trascrizione

Ripasso espressioni precedenti:

Rauno (Finlandia):
In men che non si dica è arrivato di nuovo il fine settimana. Imparare anche oggi oppure no? A volte ci viene voglia di lasciarci andare, un po’ di riposo non guasterebbe. Un certo non so che ci abbatte fisicamente e mentalmente. Come fare a mascherare questa indisposizione? Forse far finta che si è impallato il cellulare i il pc? Così però questa giornata potrebbe prendere una brutta piega. E allora, nessuno strappo alla regola, anche per non sentirsi un’anima in pena.

Giovanni: oggi e domani lascio la parola a Flora, una vera professoressa di italiano, che ci spiegherà il significato di due parole, la forma e la sostanza. Iniziamo con la frase di oggi che è “guardare la sostanza e non la forma”. Vai Flora!

Flora: Buona sera a tutti, ciao Giovanni, ciao Ulrike, ciao Natalia, ciao a tutti!

Guardare la sostanza ebnon la forma in italiano significa che quando si analizza qualcosa, quando si bisogna giudicarla, quando bisogna esprimere un parere, un pensiero, quello che volete, bisogna rendersi conto, studiare, riflettere, non sull’involucro esterno, cioè sulla forma.

La forma può essere anche fisica. Io ti posso dire che la mia forma fisica è un po’ rotondetta perché non faccio palestra da tanto tempo.

Bisogna guardare invece la sostanza, la sostanza ha sia il valore proprio tecnico del termine e sia il valore metaforico.

Per quanto riguarda il valore tecnico la sostanza è ciò che contiene, è cioè la natura di qualcosa.

Che ti devo dire, la sostanza della crema pasticcera sono il latte, le uova, lo zucchero eccetera eccetera.

La sostanza della pizza è la farina, il lievito, il sale, l’olio, i pomodori, la mozzarella eccetera eccetera.

Sostanza in italiano però riferito alle persone, alle situazioni, eccetera, indica come sono formate, come sono fatte eccetera eccetera.

Quando si conosce una persona bisogna “guardare la sostanza”, cioè come si comporta realmente, come parla, come agisce nei momenti di difficoltà, nelle situazioni difficili, quando non deve fare bella figura eccetera eccetera.

Non la forma, cioè come invece si muove nei contesti ufficiali.

Questo significa guardare la sostanza è non la forma.

La forma è la prima parte di una persona.

Una persona può avere un viso d’angelo e invece essere una persona cattiva e viceversa.

Una persona può sembrare tanto buona per i modi che ha, perché parla sempre a voce bassa, perché non risponde mai a nessuno, eccettera, può invece essere una persona cattiva di animo.

Nel caso di altre situazioni significa anche che bisogna guardare oltre la superficialità. Due minuti e 54.vi dovete sorbire 54 secondi in più!

Spero di essere stata chiara.

Giovanni: grazie Flora, adesso Bernadette, dall’Australia, ci aiuta a ripassare un po’ espressioni passate.

Ripasso espressioni precedenti:

Bernadette (Australia): a me piace andare in giro a fare compere, ad acquistare vestiti, anche un po’ osé qualche volta, e soprattutto quando è periodo di saldi. Non vi dico quanto mi piace girare alla ricerca di vestitini particolari. A me non piacciono quelli che vanno per la maggiore. Ed a volte passo l’intera giornata girando di negozio in negozio cercando come un’anima in pena l’offerta più conveniente. Che volete sono una donna!

———

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

n. 58 – UN’ANIMA IN PENA- 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

Spiegazione per madrelingua spagnola (Italiano per ispanofoni)

Para ver el episodio completo, hazte socio de Italiano Semplicemente o escribe al autor.

federica la fragola

Trascrizione

Ripasso espressioni precedenti:

Bogusia (Polonia): Gianni, bontà sua, riesce a costruire i testi di questi brevi episodi di due minuti di punto in bianco. Non vi dico il mio stupore ogni volta! E’ difficile capacitarsi di come faccia. Il nostro compito si riduce solamente nel rispolverare le frasi di tanto in tanto.

Giovanni: Grazie Bogusia di questa frase di ripasso. La frase di oggi invece è “un’anima in pena”.

Forse è il caso di iniziare a spiegare la parola “pena”, perché ha tre significati importanti, simili ma non più di tanto.

Il primo è un sentimento, quel sentimento che si prova quando vediamo qualcuno che soffre, magari un poveraccio che chiede l’elemosina, che chiede soldi o una persona in forti difficoltà di salute o economiche.

Si usa anche come una particolare forma di insulto (secondo utilizzo):

Che pena che mi fai!

Mi fai proprio pena!

Che equivale a: mi fai schifo, sei una persona pessima. Questa modalità si usa quando una persona ha un comportamento immorale, un pessimo comportamento.

Il terzo significato di “pena” invece è nel senso di preoccupazione. In questo caso però si dice “essere in pena“. È una forte preoccupazione, uno stato d’ansia. È un sentimento che provano i genitori quando i figli non rientrano la sera a casa, o quando non hanno notizie di loro.

man in blue and brown plaid dress shirt touching his hair
Photo by Nathan Cowley on Pexels.com

Siamo tutti in pena per Giovanni. Sono due giorni che non si fa sentire. Dove sarà? Gli sarà successo qualcosa? Che pena!

Quindi “essere in pena” esprime una forte preoccupazione.

Questo è il senso che ci interessa nella frase di oggi.

Infatti quando è un’anima ad essere in pena le cose sono leggermente diverse.

Un’anima è ciò che resta di noi quando non ci saremo più: la nostra essenza, almeno secondo alcune religioni. Si chiama “soul” in inglese.

Quando un’anima si preoccupa le cose dovrebbero essere più gravi ancora vero?

Ma sembrare un’anima in pena, o essere un’anima in pena sono espressioni che si usano verso persone spessissimo in modo ironico ma non sempre.

Quando una persona sembra un’anima in pena si trova in un forte stato di preoccupazione, fa avanti e indietro per i corridoi con la testa bassa ad esempio, e non pensa ad altro che alla sua preoccupazione. E’ quasi fuori dal mondo tanto è assorto nei suoi pensieri, ma mostra ansia evidente.

Guarda Giovanni, da quando ha perso il suo cane sembra un’anima in pena, poveraccio.

Dovevi vederli quegli studenti, non sapevano più come fare per migliorare l’italiano. Da quando italiano semplicemente ha terminato gli episodi dei due minuti sembrano anime in pena!

Vi lascio a Rauno, membro finlandese, con la consueta frase finale di ripasso. Vai Rauno

Ripasso espressioni precedenti:

Rauno (Finlandia): Grazie Gianni, è stato un piacere ascoltare questo episodio. Secondo me ascoltare un italiano nativo e imparare la lingua sono un binomio inscindibile. Mi raccomando: usufruisci anche tu di questa possibilità.

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

n. 57 – NON TI DICO – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

scarica il file audio

Spiegazione per madrelingua spagnola (Italiano per ispanofoni)

Para ver el episodio completo, hazte socio de Italiano Semplicemente o escribe al autor.

valeria soave

Trascrizione

Giovanni:

Guarda, non ti dico quanto traffico ho trovato oggi per andare al lavoro!

Non ti dico quanto ho dovuto faticare per superare l’esame di italiano!

Meglio che non ti dico cosa mi è successo oggi! Una serie di inconvenienti a catena!

Avete mai sentito frasi di questo tipo?

“Non ti dico” è l’espressione da spiegare oggi in due minuti.

Quando si usa “non ti dico“?

Si usa quando si vuole raccontare un episodio in cui sono accadute cose molto sorprendenti, ma a dire il vero si utilizza anche quando si vuole esporre un episodio accaduto in un modo un po’ teatrale.

Sapete che gli italiani spesso amano esagerare, per attirare l’attenzione di chi ascolta, ed altre volte amano colorire un po’ le frasi, renderle meno banali. La cosa che conta spesso è trasmettere una sensazione ed anche in modo molto veloce.

Non ti dico“, o “non vi dico“, dipende da quante persone stanno ascoltando, rientra proprio tra queste modalità.

Non è detto che poi si tratti necessariamente di episodi accaduti. Posso anche dire:

Anche oggi devo andare a lavorare. Non ti dico che voglia che ho!

Ecco, vedete che in questo caso l’espressione è anche ironica. L’espressione “non ti dico” ha quindi due caratteristiche.

La prima è che non è vero che “non dico una cosa”. Infatti sto esattamente raccontando un episodio o una sensazione. E’ vero, non sto descrivendo nei dettagli, ma ti sto comunicando qualcosa.
Seconda caratteristica è che spesso il senso è ironico.

Non ti dico che voglia che ho di andare al lavoro anche oggi.

Questa è chiaramente una frase ironica, e si vuole esprimere esattamente l’opposto, cioè:

Non ho nessuna voglia di andare al lavoro oggi.

Frase un po’ banale no? Senza particolari emozioni collegate.

Ma se non te lo dico – provo a spiegare – se non te lo dico è perché non ne ho nessuna voglia! Questa potrebbe essere una possibile interpretazione.

E’ un modo molto diffuso per trasmettere emozioni, soprattutto negative, ma non è detto:

Oggi incontro la mia fidanzata. E’ un mese che non la vedo. Non ti dico quanto sono emozionato!

Ecco: se te lo dicessi, se ti dicessi quanto sono emozionato, probabilmente non troverei le parole adatte per farlo, oppure impiegherei troppo tempo. Quindi sicuramente sto omettendo dei particolari noiosi, ma ho reso bene l’idea no?

Quindi capite che è una modalità veloce, immediata per trasmettere una forte emozione, un forte sconforto, una quantità elevata di qualcosa. Ciò che si vuole trasmettere.

C’è anche un’esclamazione secca.

Ti è piaciuta la partita?

Eh, non ti dico!

Il che significa: non mi è piaciuta per niente! Il tono è fondamentale per capire se la risposta è ironica oppure no.

Se la domanda è: stai bene Giovanni?

Notate la differenza tra:

Non ti dico guarda, una favola!

e:

Eh, non ti dico guarda. Una favola!

Ripasso:

Lia (Brasile) : Se ti è piaciuto questo episodio, e senz’altro sarà così, dai un’occhiata anche a quelli precedenti, altrimenti non è detto che tu riesca a capire questo mio messaggio, che non è affatto pro forma: senza ripasso non ce la fai a ingranare con la lingua. Che vuoi… bisogna ripassare, almeno due minuti al giorno. Se non ti torna, torna a trovarci anche domani e, bontà tua, ti convincerai!

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.