La caduta, in senso proprio, è ciò che accade quando qualcosa cade, quindi rappresenta il movimento, il moto dall’alto verso il basso, che spesso ha conseguenze dannose.
Ad esempio, con una caduta da cavallo ti puoi far male, ma anche con una caduta dal tetto. Ci si può far male anche con una caduta dal letto a dire il vero. Specie se si tratta di un letto a castello.Non parliamo degli effetti della caduta di un fulmine…
Anche la caduta di un dente chiaramente può provocare dolore.
Poi ci sono anche altre tipologie di cadute.
In atletica leggera ad esempio rappresenta l’ultima fase del salto con l’asta: la caduta sul tappeto.
Nel paracadutismo, poi, esiste la “caduta libera”, che è una fase anch’essa. È quella fase compresa tra il lancio dall’aereo e l’apertura del paracadute.
Ci sono gli utilizzi figurati. Quando un titolo azionario è in caduta, o anche “in caduta libera”, vuol dire che c’è un forte ribasso, un crollo improvviso e veloce.La caduta quando è definita “libera” vuol dire che è veloce e sembra inarrestabile. Ma anche la semplice “caduta” è comunque più forte rispetto ad esempio a “discesa” quando si usa per indicare una diminuzione di qualcosa.
Es:Euro in caduta libera sui mercati internazionali.
Oppure:
La nostra relazione adesso è in caduta libera.
La caduta del governo è anch’essa molto negativa, chiaramente solo per il governo :-)Quando si usa in senso figurato, la caduta somiglia, in alcuni usi, alla cosiddetta capitolazione, termine simile a “sconfitta“. Si tratta di una sconfitta dopo una lunga resistenza. Per chi vince potrebbe trattarsi anche di una vittoria di Pirro, ma questo è un altro discorso e anche un altro episodio.
Quando, ad esempio, in una battaglia, una città finisce di resistere agli attacchi del nemico e si arrende, possiamo dire che c’è la caduta della città, cioè la sua resa o la sua capitolazione. Si usa anche nello sport questo termine.
Es:
La città capitola dopo un anno di assedio. La squadra è capitolato solo ai tempi supplementari.
Un altro uso figurato della caduta è il seguente.
Antonio ha spesso cadute di stile. Appena beve un po‘ e inizia a dire parolacce.
Ci sono anche altri usi di “caduta”, ma passiamo alla ricaduta.
Il prefisso “ri” suggerisce che si tratta di una nuova caduta. Questo è possibile, anzi è molto frequente questo utilizzo.
Es:
Elettra è ricaduta, cioè è caduta nuovamente, un’altra volta.
Però la ricaduta si utilizza anche in altri due modi.
Parlando prima di tutto di malattie.
In tale ambito una ricaduta è ciò che accade quando, in caso di malattia, sembra essere arrivata la guarigione, ma, dopo un iniziale miglioramento, avviene un nuovo peggioramento, dovuto alle conseguenze della malattia.
Si dice ad esempio che bisogna curarsi bene, perché “le ricadute sono peggio delle cadute”.
Si tratta, in altre parole, di una cosiddetta riacutizzazione di una malattia apparentemente guarita.
Es:
La malattia sembrava essere sparita e invece era solo in via di guarigione. Il corpo era ancora debole e così c’è stata una ricaduta.
Uscendo dall’ambito medico, ma sempre in senso figurato, parlando più in generale, una ricaduta è una nuova caduta, cioè una successiva caduta.
Es.
Mario ha avuto una ricaduta nel vizio del fumo. Sono nuovamente ricaduto nell’errore. Accidenti!
“Ricadere nell’errore” è molto utilizzato.
Vediamo il secondo uso interessante del termine ricaduta.
Si tratta sempre di una conseguenza, come la conseguenza di una malattia, ma in un altro ambito; una conseguenza sotto un altro punto di vista, un altro aspetto legato a quello principale.
S tratta di conseguenze a volte anche inaspettate, proprio come le ricadute dopo una malattia.
Es:le proteste degli studenti hanno portato delle ricadute politiche.
Quindi ci sono state conseguenze politiche, causate, cioè provocate dalle proteste degli studenti.
Si tratta di conseguenze o effetti indesiderati che derivano da un’azione o da una situazione particolare.
Ecco alcuni altri esempi:
L’abuso di sostanze stupefacenti può portare a una serie di ricadute sulla salute fisica e mentale.Una relazione instabile può avere ricadute emotive durature su entrambi i partner.Un disastro naturale come un terremoto può avere ricadute devastanti sull’ambiente e sull’economia locale. Quanto al ripasso del giorno, che ne dite se parliamo proprio di cadute e ricadute? Inizio io.
Mio nonno diceva che gli anziani devono stare attenti alla salute, non solo per evitare ricadute, ma raccomandava di stare attenti la alle “tre c“: cadute, catarro e cacarella. Mio suocero era un medico. Evidentemente nella sua vita professionale ha registrato una lunga sequela di cadute e altrettante ricadute.
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Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente
Marcelo: Eh sì! Tuo nonno aveva proprio ragione. Quando ti tocca una qualsiasi delle tre C da lui menzionate, se si è anziani, vuol dire che è prossima la caduta del sipario sul teatro della tua vita, in cui tu sei stato l’attore principale!
Giovanni: avete fatto caso che man mano che andiamo avanti con questi episodi, inevitabilmente finiamo per toccare argomenti che abbiamo già affrontato? Questo è diventato quasi inevitabile.
Ma in realtà è proprio ciò che deve accadere perché non si finisce di imparare bene un concetto, una parola, un’espressione o una locuzione, fino a quando non abbiamo capito anche tutte quelle che le somigliano, in qualche modo, avendo dei punti in comune.
E’ lo stesso problema che si ha con la pronuncia: quanto è grave un errore di pronuncia?
Non possiamo saperlo finché non conosciamo tutti i possibili termini che somigliano a quello che pronunciamo male.
Se voglio dire MULO e invece dico MURO, è una cosa; completamente diverso è se invece dico CULO!
Scusate, mi sto solo divertendo un po’.
Allora anche oggi, parlando dei cosiddetti risvolti (questo è l’argomento di oggi) non possiamo non rispolverare l’episodio che riguarda il rovescio della medaglia, espressione che abbiamo incontrato qualche tempo fa. Niente di volgare stavolta. Però gli episodi sono legati.
Infatti un risvolto, al singolare, somiglia molto ad un rovescio della medaglia.
Arrivo subito a dirvi che un risvolto è un aspetto di una questione, anzi direi più una conseguenza di un fatto, una conseguenza spesso non del tutto evidente o attesa o prevedibile ma comunque in ogni caso non trascurabile.
Non tutto ciò che accade ce lo aspettiamo vero?
Spesso ci sono tante conseguenze che derivano da nostre azioni o da accadimenti di vario tipo. Qualcuna è prevedibile, altre meno. Qualche conseguenza è più importante, altre sono secondarie.
Ebbene, quando ci riferiamo a una conseguenza di secondaria importanza, possiamo parlare di risvolti.
A volte si usa risvolti anche semplicemente come sinonimo di conseguenze. Però in genere si tratta di qualcosa che non ci aspettiamo, o che deriva da una serie di eventi (anche detta una catena di eventi) che si susseguono uno dietro l’altro (eventi concatenati).
Questi eventi provengono tutti da una causa iniziale: il cosiddetto fattore scatenante. Cosa ha generato tutti questi eventi a catena? Vengono tutti da un’azione, da un fatto accaduto, “il fattore scatenante”. ebbene, tutte queste conseguenze possono essere anche imprevedibili a volte.
Ebbene tutte queste conseguenze possono essere chiamati “risvolti”.
Risvolto è un termine molto usato nei notiziari, nei tg, alla radio e al lavoro, ma decisamente meno nel linguaggio di tutti i giorni.
Il rovescio della medaglia è anch’esso un risvolto, che però ha una caratteristica particolare: ha un effetto totalmente opposto dall’effetto principale.
Infatti ogni medaglia ha due facce, ed una è il rovescio dell’altra (la faccia A e la faccia B), quindi guardano in due direzioni diverse.
Il termine risvolto, pur non essendo l’effetto principale, quello primario, può essere un qualunque altro effetto derivante da quello stesso fatto, anche quello opposto, quindi anche il “rovescio della medaglia”.
In genere ogni risvolto ha un aggettivo che lo qualifica, un’etichetta:
Questa pandemia avrà anche dei risvoltipositivi per l’ambiente.
Difficilmente non ci sono aggettivi. Posso anche dire:
Ci sono stati ulteriori risvolti?
In questo caso l’aggettivo è “ulteriore“.
Questa situazione ha già avuto pesanti risvolti economici, politici e sociali.
Una vicenda dai risvolti drammatici
Chissà se la faccenda accaduta avrà dei risvolti inaspettati?
Normalmente si usa al plurale, ma non c’è problema. Si può usare e infatti si usa anche al singolare.
C’è stato un furto a casa mia. Purtroppo in quell’occasione c’è stato anche un risvolto amaro per il ladro. Il mio cane l’ha morso e non lo voleva più mollare!
Per capire ancora meglio vi dico che finora ho usato il senso figurato del termine risvolto.
Infatti anche i pantaloni hanno un risvolto, o una giacca o un qualsiasi altro indumento.
Infatti il risvolto di un indumento è la parte che si vede quando rovesciamo all’infuori un elemento,
Quando rigiriamo un pantalone vediamo il risvolto del pantalone ad esempio.
Il risvolto di un indumento sta quindi a contatto col corpo prima di essere rigirato.
L’uso che ci interessa però è quello della conseguenza secondaria, quindi il senso figurato.
Adesso ripassiamo. I membri dell’associazione hanno qualcosa da dire sul 17 gennaio, la data odierna.
Peggy: sapete che proprio oggi, nel 1942, nasce Cassius Clay? Si dice sia il migliore di sempre. Con quel farespocchioso che aveva sul ring.
Cat: Poi, per inciso, il suo nome, legalmente cambiato, era Muhammad Ali. Chiamarlo così è una questione di principio. Spero, Peggy, tu non me ne voglia per questa correzione.
Irina: Ecco un fatto secondo me valevole di nota: si dice che Sylvester Stallone dopo aver assistito a uno dei suoi combattimenti abbia ideato il suo film Rocky prendendo spunto dal suo avversario, un pugile che ha tenuto testa ad Alì, mettendolo a dura prova.
Hartmut: I suoi incontri di pugilato – per esempio il “Rumble in the Jungle” contro George Foreman oppure il “Thriller in Manila” contro Joe Frazier – erano spettacoli che affascinavano tutto il mondo. A suo tempo non c‘era uno migliore di lui ma ce n’erano altri che in tempi diversi sono stati del suo stesso livello, come Evander Holyfield oppure Lennox Lewis.
Harjit: Mi sembra Hartmut che te ne intendi di boxe anche se te le cerchi un po’. Anche fossero stati pugili della sua statura, Alì era un re della comunicazione.
Marcelo: Io ricordo più Ali che i Ninja, con tutto il rispetto, ma a che pro confrontare le discipline tra loro? Qui stiamo valutando l’uomo oltre all’atleta. La sua causa contro la guerra del Vietnam da sola vale metà del successo che ha avuto. Altro che storie!
NOTA: i verbi professionali fanno parte del corso di Italiano Professionale. Per accedere occorre far parte dell’Associazione Italiano Semplicemente (Entra – Registrati)
Siamo arrivati all’episodio n. 391 della rubrica “2 minuti con Italiano Semplicemente”. A coloro che solo oggi conoscono questa rubrica consiglio di iniziare dall’episodio n.1.
Qualunque scelta diversa sarebbe sbagliata, a meno che il livello di italiano posseduto è molto alto.
A proposito di sbagliare. Quando parlate di cose sbagliate, se si tratta di scelte, di comportamenti, di azioni molto pericolose possiamo usare l’aggettivo scellerato o scellerata.
Anche una persona può essere scellerata, e in questo caso questa persona fa qualcosa di molto sbagliato, pericoloso, ma se non parliamo di persone non cambia molto: una scelta scellerata, un comportamento scellerato, un’azione scellerata eccetera. Si tratta di cose sbagliate, che giudichiamo sbagliate, questo è sicuro, ma se vogliamo usare la scelleratezza (questo è il nome della caratteristica in questione) dobbiamo concentrarci sulle conseguenze, anche solo potenzialmente molto negative. C’è anche però un giudizio morale quando usiamo questo aggettivo “scellerato” o il sostantivo “scelleratezza”. Qualcosa che noi non faremmo mai e poi mai.
Una madre scellerata lascia in casa il suo bambino di due anni da solo tutto il giorno.
Lanciare una bomba atomica è una scelta scellerata.
Lasciare la scuola a 15 anni è una decisione scellerata.
Licenziarsi dal proprio lavoro con una famiglia sulle spalle può essere ugualmente una decisione scellerata.
Suicidarsi è un atto scellerato.
Non abusate di questi termini però perché se il contesto non è molto grave non ha molto senso. Meglio allora usare pericoloso, sbagliato, grave, riprovevole, irragionevole, incomprensibile e via dicendo.
Adesso ripassiamo:
Anne France: Ha appena telefonato un nostro cliente. Era incazzato perché la merce pervenuta non è come si deve. Si vuole avvalere del suo diritto di rimandarla indietro.
Max Karl: allora dovremmo correre subito ai ripari, sennò ne va della nostra reputazione. Chiamiamo in causa il nostro reparto servizio clienti.
Ah no, accidenti, mi è sfuggito che oggi non c’è nessuno! Caschiamo proprio male. Allora te la devi vedere tu!
Komi: beh ..Non mi dispiace per niente raccogliere la provocazione, con i clienti difficili ci so fare, direi che sono proprio portato per questo.
Ma purtroppo ho i tempi stretti!
Max Karl: dai, non fare storie! mettiti subito all’opera per sbrogliare la matassa. Il cliente mi sta addosso e mi sta incalzando per una risposta, quindi urge sbrigarsi , non vogliamo certamente correre il rischio che ci faccia causa.
E: d’accordo , mi adopererò per ovviare al meglio. Farò una capatina da lui per parlargli dalvivo. Vedrai che in futuro sarà annoverato tra i nostri migliori clienti.