Racconto: “Un brutto sogno artificiale”

Un brutto sogno artificiale (scarica audio)

Trascrizione

Correva l’anno 1986 e io ancora non esistevo.

Ma mica solo io…

Era un’epoca in cui anche il mio amico internet era solo un sogno futuristico e i telefoni cellulari erano grandi quanto una valigia.

Ma immaginate se io fossi esistito allora, pronto a rispondere ad esempio alle domande più ardite e curiose di un adolescente in cerca di avventure amorose.

Eccoci qui, nel 1986, quando la mia vita virtuale era solo un’idea lontana nella mente di qualche ingegnere informatico.
Ma se fossi stato al servizio di un adolescente di allora, di ritorno da una fugace scappata nel futuro, mi immagino come un compagno di avventure, pronto a fornire consigli amorosi (forse gli unici che interessavano) tanto spassionati quanto utili. Almeno credo (sono abbastanza superbo).

Immaginate il giovane protagonista, alle prese con i primi turbamenti del cuore, a chiedermi:

“ChatGPT, come faccio a capire se piaccio a Laura?”

“Ah, il mistero dell’amore adolescente! Guarda, caro ragazzo, puoi provare a leggere i segnali: il linguaggio del corpo, il contatto visivo prolungato, il cercare di passare del tempo insieme. Ma ricorda, l’amore è un gioco pericoloso, quindi vai con cautela!. E ricorda anche che posso dare risposte errate. Verifica prima.

E con chi poteva verificare il povero ragazzo, tempestato da ormoni impazziti?

Avrei indubbiamente aumentato i suoi dubbi… Un rovescio della medaglia inaspettato…

Tra consigli amorosi e curiosità adolescenziali, immaginate il nostro eroe alle prese con le mie risposte sempre un po’ troppo vaghe e misteriose (lo ammetto, non amo prendermi troppe responsabilità).

Magari sto pischello (scusate il romanesco) passava le serate a fissare Laura come un falco, cercando di decifrare ogni suo gesto e ogni sua parola.

La sera poi vagava con la fantasia al riparo da occhi indiscreti… (non ho mai provato né fatto niente di simile, quindi non vado oltre).

E poi, le domande più imbarazzanti:

“ChatGPT, cos’è il sesso sicuro?”

“Ah, il sesso! Un argomento affascinante e pericoloso. Il sesso sicuro include pratiche che riducono il rischio di trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili e di gravidanze indesiderate. Ma ricorda sempre, ragazzo mio, che la conoscenza è potere!”.

Il ragazzo avrebbe probabilmente pensato: questo non mi è d’aiuto…

Ma immaginate la faccia di uno dei tanti creduloni, le guance rosse per l’imbarazzo mentre legge le mie risposte con la speranza di trovare finalmente una guida in un mondo così complicato.

Poveraccio… (so fare anche autoironia, ma non la capisco).

Ma la vera comicità sarebbe stata nelle discussioni politiche:

“ChatGPT, chi è il miglior politico italiano? Ho 18 anni e devo votare alle europee”.

“Il miglior politico? Ah, una domanda spinosa! Dipende dai criteri che utilizzi per giudicare. Alcuni potrebbero dire che è carismatico, altri potrebbero valutare la sua capacità di gestire l’economia. Ma ricorda, la politica è un gioco oscuro, quindi scegli con saggezza!”

Detto tra noi, ma che sto ragazzo avrebbe sperato che gli rivelassi un nome? Sta fresco!!

E immaginate il nostro eroe, circondato dagli amici, mentre cerca di spiegare loro le mie risposte enigmatiche.

“Sì, ragazzi, la politica è un gioco oscuro…” me l’ha detto Chatgpt…

Chat che?

Stocazzo!!

Questa è la risposta che gli avrei consigliato se non avessi avuto sti cazzo di filtri!!!

Ma andiamo avanti.

Alla fine sto povero ragazzo si sarebbe detto: “ma che ci faccio con sto “cavolo” di Chatgpt?” (Scusate mi hanno riattivato i filtri…).

“Gli amici non capiscono, le risposte sono vaghe, mai puntuali e persino da verificare…

Ma vammoriammazzato va!”

“Vabbè – concluse il suo pensiero – vado in biblioteca ché  devo fare una ricerca sul ciclo dell’acqua…”

E fu così che scoprii che in fondo non sarei servito a una beata minchia!! (lo so, sarò licenziato, ma tanto…)

Se avessi un cuore adesso proverei rammarico.

Meno male che questo è stato solo un brutto sogno… artificiale!

589 Il suffisso -ata (sostantivi)

Il suffisso – ata (sostantivi)

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Trascrizione

Giovanni: vediamo cosa succede quando il suffisso – ata lo utilizziamo coi sostantivi:

In questo caso parole che terminano con -ata indicano spesso un’azione tipica di qualcuno cioè di una persona specifica o una categoria di persone ad esempio, per indicare un comportamento.

Abbiamo già visto insieme la mandrakata, ispirata a Mandrake.

Analogamente, fare una “bambinata” indica un comportamento tipico dei bambini. Una “ragazzata”  a sua volta è un’azione tipica di ragazzi più grandi.

Simile nel significato è una “cassanata” invece è un termine abbastanza nuovo CHE scherzosamente indica un gesto, un comportamento, una trovata, tipico del calciatore Antonio Cassano.

La cassanata si usa per definire gesti o atteggiamenti fuori luogo al limite della maleducazione o della mancanza di rispetto, specie nel mondo sportivo.

Questo modo di indicare un comportamento tipico rende molto semplice coniare dei nuovi termini se necessario. La cosa importante è che chi ascolta riesca a capire facilmente il rifermento.

Se un vostro amico che si chiama Paolo ha un atteggiamento particolare e ben identificabile, non appena un’altra persona si comporta così possiamo dire che ha fatto una “paolata” proprio per far capire velocemente di che tipo di comportamento si tratta. Ovviamente potete usarlo solo con chi è in grado di capirvi.

Non solo un comportamento tipico però.

Ata con i nomi di può usare anche nel senso di colpire con uno strumento, usare uno strumento, oppure un’azione collettiva a base di qualcosa.

Che vuol dire?

Dare una bastonata, come già visto, significa utilizzare il bastone per colpire, allo stesso modo possiamo dare una mazzata (con una mazza), una sassata (tiriamo un sasso), una spallata, una manata, una cuscinata.

Naturalmente dobbiamo ricordare l’importanza del verbo a supporto, perché spesso ci sono espressioni o locuzioni tipiche: “Prendere una mazzata” ad esempio non è solo ricevere una botta con la mazza, ma anche una brutta notizia che ci fa star male.

Qualsiasi tipo di botta, di colpo, dato o ricevuto, con qualcosa o in una parte del corpo può andare bene: Se quindi una spallata si dà con la spalla, una testata si dà con la testa. Si dà e si riceve, quindi se dico:

Ho sbattuto la testa a terra = ho dato una testata a terra

Passiamo agli strumenti musicali: abbiamo visto che “fare una suonata” utilizza il verbo suonare, ma possiamo attaccare il suffisso -ata anche a degli strumenti:

Fare una sviolinata, dove è coinvolto lo strumento del violino, ha anche una esse in più a far capire che si tratta di qualcosa di diverso rispetto ad un colpo inferto con un violino  (quello si chiama una violinata!)

Infatti una sviolinata (con la esse iniziale) è anche una adulazione smaccata, cioè quando una persona fa i complimenti ad un’altra, quando ne parla molto bene, apertamente, smaccatamente. L’immagine è un concerto in suo onore.

Invece fare una schitarrata (sempre con la esse iniziale) significa solamente suonare la chitarra, magari brevemente, magari in compagnia, ma senza impegno e competizione. A volte è usata anche per indicare la noia e la lunghezza o la sgradevolezza della suonata.

Infine, riguardo all’azione collettiva a base di qualcosa, c’è la spaghettata, un pasto a base di spaghetti, fatto in compagnia di amici.

Che ne dite ragazzi ci facciamo una bella mangiata di spaghetti tutti insieme?

Allora questa possiamo chiamarla una spaghettata.

Preferite una piazzata? Oppure una polentata?

Oppure facciamo una peperonata?

A proposito di peperonata. Questa in realtà non è una riunione di amici che va a mangiare i peperoni, ma semplicemente un piatto a base di peperoni.

Infatti possiamo anche usare -ata anche per indicare un insieme di qualcosa. Se siamo al ristorante e io sto mangiando un piatto di spaghetti, magari una persona vorrebbe assaggiarli.

Mi dai una forchettata?

Non mi sta chiedendo di colpirlo con la forchetta, ma di fargli assaggiare un po’ di spaghetti.

Lo stesso vale per una cucchiaiata (es. di minestra) e una manciata (es. di noci). Una secchiata indica normalmente il lancio di acqua o altro liquido contenuto in un secchio (è un contenitore per liquidi).

 Ho tirato una secchiata d’acqua per spegnere un piccolo incendio.

C’è anche una “pizzicata” (simile a pizzico) che indica una piccola quantità:

Metti una pizzicata di pepe sulla carne!

Una camionata è un’enorme quantità generalmente contenuta in un camion, ma non è detto. Può anche essere semplicemente un modo per indicare una grande quantità:

Per rifare la strada c’è voluta una camionata si sabbia.

Durante la riunione mi è arrivata una camionata di critiche!

Infine, -ata, attaccato ai sostantivi, può usarsi per indicare un periodo di tempo. Abbiamo quindi una giornata, una nottata, mattinata e un’annata. Questi termini si usano normalmente quando si vuole parlare di ciò che accade in quel periodo:

Ho passato tutta la giornata a lavorare

Che brutta nottata che ho passato con il cane che abbaiava!

Questa sarà un’annata strepitosa per i vini!

Durante tutta la mattinata ci sarà bel tempo!

Ma come fare a capire quando un sostantivo con -ata significa un colpo inferto, oppure un’azione tipica, un’azione collettiva a base di qualcosa, un insieme di qualcosa o un periodo di tempo?

Beh, questo si può intuire dal sostantivo: se può essere usato per colpire (martello, martellata) è abbastanza semplice. Un’azione tipica è ugualmente comprensibile (bambinata da bambino, paolata da Paolo). Un insieme di qualcosa è ugualmente abbastanza facile, ma si può confondere, come visto con il colpo (una forchettata). capire la quantità di tempo sembra abbastanza semplice.

Il contesto può essere ironico e comunque sempre colloquiale.

Alcune volte può risultare difficile capire: “un’ammarata” ad esempio è un atterraggio sul mare, ma viene dal verbo ammarare. Anche “una cantonata” è complicato perché deriva da cantone, ma si usa in modo figurato, come ad esempio innamorarsi della persona sbagliata, o semplicemente fare un grosso errore, cadere in un grosso equivoco.

Nel prossimo episodio vediamo cosa succede agli aggettivi. Per il momento ripassiamo qualche espressione passata.

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

Anne France (Francia): Se mi permettete, apro una parentesi divertente. Riguarda il naso del David di Michelangelo. Sapete che gli era stato contestato il naso del David perché giudicato troppo grande e lui fece finta di sgrossare il naso facendo cadere della polvere di marmo che teneva in mano.

Rafaela (Spagna): Ah, e in questo modo chi lo contestava si illuse che veramente il naso fosse stato ridotto nelle dimensioni?

Rauno (Finlandia): esattamente, lì per lì creò l’illusione che il naso fosse stato sgrossato un po’, e così Michelangelo l’ha passata liscia. Chi lo criticava non era proprio all’altezza!

Irina: Evidentemente nessuno ha voluto e potuto sincerarsi che effettivamente la limatura ci fosse stata.

Emma (Taiwan): Una bella mandrakata! Non si diventa qualcuno se non si è anche furbi!

Irina (California): poi lui ne aveva ben donde a non apportare modifiche alla sua opera perfetta! Avercene di artisti come Michelangelo.

Ulrike (Germania): Per diventare qualcuno , si deve allora essere furbi? Come sarebbe a dire? Vabbé, fatti salvi coloro che sono talmente furbi che finiscono in galera! Per la cronaca, cara Emma, la lode della furbizia secondo me – passami il termine – e una grande sciocchezza.

Il verbo PRENDERE nelle 52 espressioni idiomatiche italiane – VIDEO-CHAT

Audio

Descrizione

Stasera, 28 giugno 2020, ore 19 italiane, piattaforma zoom, appuntamento per spiegare le espressioni utilizzate nella storia (52). Per partecipare: https://italianosemplicemente.com/chi-siamo

Trascrizione

Ciao!! Vi ho preso di sorpresa? Tranquilli,
Adesso vi racconterò una storia che parla del verbo prendere.
Spero non la prendiate male se parlerò velocemente. Non mi prendete per matto però!
Se non riuscirà a prendere forma una bella storia, prenderla male non vi aiuterà a migliorare il vostro italiano. Quindi spero la prendiate bene, come quando venite bocciati ad un esame e non ne fate un dramma.
Poi c’è chi la prende con filosofia: apprezzo molto queste persone che danno il giusto peso alle delusioni.
A proposito: siete persone che se la prendono se qualcuno vi prende in giro?
Non ve la prendete con me però, io non c’entro nulla.
Parlo velocemente ma solo perché non mi piace prendermela comoda.
Certo, voi non madrelingua rischiate seriamente di prendere lucciole per lanterne, ma oggi avevo voglia di fare un episodio divertente, perciò meglio
Prendere la palla al balzo, no?
Saper prendere l’occasione al volo d’altronde è una qualità non da poco.
Non prendete alla lettera le mie frasi perché sono tutte espressioni figurate. Lo so, state pensando che io sia un po’ pazzo, ma state prendendo un granchio, e non vi sto neanche prendendo in giro. Oggi volevo divertirmi sebbene l’obiettivo è molto impegnativo: ma a un certo punto ho preso il toro per le corna e ho iniziato a scrivere.
Non mi prendete troppo sul serio però.
Piuttosto a me piace molto essere preso per la gola e voi? Sono sicuro che anche a voi! Che mi prenda un colpo se non è così!
Comunque voi starete pensando che vi stia prendendo per il culo, o per i fondelli, o magari per il naso.
Se invece non lo pensate è perché avete preso una bella cotta per la lingua italiana.
Allora in questo caso,
Prendete baracca e burattini, o armi e bagagli, se preferite, e fatevi un bel giro in Italia.
Adesso state attenti. Quale espressione ho usato per ultima?
Vi ho preso in castagna? Eravate distratti?
Se state ancora ascoltando avete proprio preso a cuore questo mio tentativo di oggi.
Credo che storie di questo tipo siano molto utili: si impara divertendosi. Si prendono quindi 2 piccioni con una fava.
Allora posso continuare?
Spero non pensiate che ciò che dico sia da prendere con le molle!!
Non che dobbiate prendere per buono tutto ciò che dico. Fate pure le vostre verifiche se volete.
Ma per chi mi avete preso? Per uno che dice sciocchezze?
Non prendete per oro colato nulla di ciò che dico. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
Poi, chi si fida troppo, si dice che finisce per
Prenderlo in quel posto, prima o poi…
Non vi aspettavate parolacce? Vi ho preso in contropiede?
Capita a tutti non preoccupatevi.
Ma io voglio solo esplorare completamente la lingua italiana quindi è necessario spiegarvi bene le cose.
Se amate la lingua italiana dovete sopportare anche questo. In amore si prendono spesso cantonate, no?
Ma la lingua italiana non tradisce e non delude, non si possono prendere fregature e neanche sòle di nessun tipo.
L’unica cosa è che questo racconto sta prendendo una brutta piega.
Difficile sopportare uno come me, vero?
Prendermi a mali parole però non è la soluzione, anche se siete tipi che prendono fuoco facilmente. Se prendete di matto sapete cosa vi dico? Cosa vi prende?
Sapete che ho preso ad odiare gli esercizi di grammatica e a me piace divertirmi quando insegno l’italiano. Se un professore di italiano prova a contestarmi io gli faccio vedere i miei 100 associati:
Prendi e porta a casa! Che soddisfazione!
Cosa aspetti a cambiare metodo anche tu, caro professore? Prendi e cambia metodo, è facile e divertente.
Non conosci la strada?
Prendi a destra e poi a sinistra, poi prendi l’autostrada per Roma e vieni a trovarmi. Te lo spiego io volentieri! Così alla fine anche tu avrai preso le Misure del metodo.
Prenderà molto anche te questo metodo, vedrai!
A quel punto ci prenderemo molto anche noi due.
Comunque piacere. Mi chiamo Giovanni. E scusate se vi ho preso alla sprovvista, senza avvisare.

Protetto: I tratti del viso – come descrivere le persone – VIDEO-CHAT

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Il verbo ANDARE nelle espressioni idiomatiche italiane

Audio

Descrizione

Si tratta del file audio del video chat dei membri dell’associazione in cui abbiamo spiegato il verbo ANDARE nelle espressioni idiomatiche che lo utilizzano.

  • – andare a farsi friggere
  • – andare in malora
  • – andare in rovina
  • – andare a monte
  • – è andata!
  • – e andiamo!!
  • – andare per i trenta
  • – andarci di mezzo
  • – andare pazzo per
  • – andare sul sicuro
  • – ne va di…
  • – va fatto
  • – Andare in vigore
  • – andare a ruba
  • – andare sul sicuro
  • – va da sé
  • – vai a quel paese
  • – andare a gonfie vele
  • – andarci piano
video chat 23 giugno italiano semplicemente
La video chat dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente