Il 7° audio-libro dei due minuti con Italiano Semplicemente è online

Il settimo audio-libro della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente è online

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Episodi 601-700

Durata totale: 18 ore

Pagine: 350

790 Quando si dice

Quando si dice

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Trascrizione

Gianni: oggi voglio spiegarvi una curiosa espressione: “quando si dice”.

Un’espressione che si usa per fare una esclamazione.

Il nostro obiettivo è porre all’attenzione dell’ascoltatore una cosa curiosa che è accaduta, o inattesa, o incredibile, o evidenziare, anche ironicamente una caratteristica.

Il modo più frequente di utilizzo è:

Quando si dice il caso!

Con questa esclamazione si vuole far notare che è successo qualcosa di casuale ma è veramente strano che sia accaduto per caso.

Es:

Ieri ho sognato di incontrare una attrice famosa e proprio oggi ho incontrato Monica Bellucci. Quando si dice il caso!

Come dire: che coincidenza, veramente strana questa cosa che mi è successa. Una strana casualità questa.

Vi devo dire però che “quando si dice il caso” spessissimo viene utilizzata in senso ironico, ed allora è simile all’espressione “guarda caso” che abbiamo già trattato. La differenza è che “guarda caso” generalmente è seguita dalla frase sulla quale si sta ironizzando.

Come singola esclamazione invece sono equivalenti ma solo quando il senso è ironico.

Es: a casa mia non abbiamo mai mangiato pane. Però da qualche tempo ho il sospetto che mia moglie mi tradisca con il panettiere, perché guarda caso ogni giorno a casa c’è sempre il pane fresco. Quando si dice il caso!

Il senso è sempre ironico, e si vuole dire che non è affatto un caso che c’è sempre il pane fresco. Il sospetto sembra essere confermato. Non credo alle casualità.

Quando si dice”, più in generale, si usa in molti altri modi, nel senso che può essere seguito da parole diverse, generalmente termini singoli come qualità, caratteristiche delle persone.

Es: oggi sono uscito di casa e sono caduto proprio su una cacca! Quando si dice la sfortuna!

Qui voglio sottolineare quanto sono stato sfortunato, perché sarei potuto cadere semplicemente in terra, o su un prato o sul marciapiede. Invece sono stato proprio sfortunato.

Si vuole sottolineare, enfatizzare ciò che è accaduto perché rappresenta un episodio veramente sfortunato.

Posso fare lo stesso con la fortuna:

Giovanni ha partecipato alle olimpiadi e durante la gara finale, tutti i suoi migliori avversari, che erano i favoriti, hanno dovuto ritirarsi dalla gara per problemi fisici. Quando si dice la fortuna!

Vale a dire: quanto accaduto rappresenta una manifestazione eclatante della fortuna. Si tratta di vera fortuna, mai visto un caso simile prima d’ora.

Il tono con cui si pronuncia questa esclamazione è molto importante, anche perché si deve capire che non si tratta di una domanda, anche se questa espressione potrebbe anche sembrare, a chi non la conosce, proprio una domanda.

In realtà a volte il tono potrebbe anche essere quello fi una domanda perché può capitare che ci si rivolge all’interlocutore con tono interrigativo, quasi a chiedere una conferma:

Quando si dice la fortuna, vero?

Quando si dice una combinazione, no?

Altre volte invece il tono non è quello di una domanda ma quello di una esclamazione con cui si può esprimere sconforto, sconsolazione, rammarico o sollievo o stupore o ilarità.

Oltre al caso (o la combinazione), la paura, la sfortuna e la fortuna, possiamo usare anche altri termini o intere frasi volendo, ma queste sono le modalità più frequenti. Se si prova a usare frasi più lunghe c’è anche il rischio di non essere compresi quindi vi consiglio di non osare troppo.

Potete comunque provare a usare altri termini, tipo la puntualità, la sincerità, la compostezza, la comodità e altro:

Appena sposato, un uomo ha tradito la moglie ancora prima di partire per il viaggio di nozze. Quando si dice la fedeltà!

Anche qui il senso è chiaramente ironico. Accade di frequente con questa espressione.

Oppure posso anche usare brevi frasi:

Il capo del partito aveva sempre detto che la famiglia è la cosa più importante, poi però lui si è sposato tre volte. Quando si dice che la coerenza in politica è tutto!

Avete notato che a volte c’è una somiglianza con l’espressione “della serie”? Questo accade soprattutto con le frasi più lunghe.

Pensateci.

Adesso ripassiamo:

Anthony: Manca ancora un ripasso? Vienici un po’ incontro Gianni, ci servirebbe un bell’assist per poter produrre qualcosa consono alle aspettative degli ascoltatori e per evitare che ci scappino castronerie.

789 Accavallare

Titolo: Accavallare e accavallarsi

Descrizione: Due verbi molto usati nel linguaggio sia familiare che in ufficio.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti.

Durata: 8:00

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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788 Il pannicello caldo e il palliativo

Titolo: Il pannicello caldo e il palliativo

Descrizione: Il pannicello caldo e il palliativo rappresentano due diverse modalità di esprimere un rimedio insufficiente o una soluzione inadeguata.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione dello stesso ripasso.

Durata: 10:04

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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787 La dritta e la storta

Titolo: La dritta e la storta

Descrizione: La dritta e la storta sono due termini che hanno diversi significati. In particolare vediamo prendere una storta e dare una dritta.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti

Durata: 12:15

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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786 De gustibus

Titolo: De gustibus

Descrizione: “De gustibus non est disputandum”, abbreviata in “de gustibus”, è una locuzione latina che esprime l’acettazione dei gusti altrui, sebbene giudicati singolari.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione dello stesso ripasso.

Durata: 10:04

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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Il verbo POTERE : Esercizio di ripetizione con tutte le coniugazioni.

Audio in costruzione

Trascrizione

Buongiorno ragazzi, io sono Giovanni, ed oggi, sulla falsariga di quanto abbiamo già fatto in passato, ci esercitiamo con un verbo e al contempo ripassiamo gli episodi passati.

Lo facciamo con un esercizio che consiste nel formare delle frasi usando sempre il verbo POTERE. In ogni frase ci sarà anche l’utilizzo di qualcosa che è già stata oggetto di uno dei tantissimi episodi di italiano semplicemente.

Ce la possiamo fare anche stavolta perché come dice il proverbio, volere è potere.

Indicativo

Non posso aiutarti, mi dispiace.

Puoi essere meno accondiscendente con i tuoi figli?

Nasconditi, perché tua madre può sbucare da un momento all’altro.

Voi andate in taxi, noi possiamo senz’altro andare a piedi.

I miei genitori non possono dirmi sempre cosa devo fare se è vero come è vero che ho cinquant’anni.

Passato prossimo

Non ho potuto più lavorare perché mi si è impallato il PC.

Hai potuto vedere coi tuoi occhi quanto è ruffiano il suo atteggiamento.

Maria ha potuto salvarsi in calcio d’angolo solo grazie all’aiuto del professore.

Oggi pomeriggio, con un’ora a disposizione, abbiamo potuto rispolverare le lezioni passate che vanno per la maggiore.

Avete potuto fare uno strappo alla regola solo perché siamo persone tolleranti.

Hanno potuto agire per interposta persona non essendo in grado di andare a Roma.

Imperfetto

Potevo avvertirti, lo so, ma ero sguarnito di telefono.

Potevi anche avvisarmi, invece te ne sei fregato

Marco poteva cincischiare meno invece di lamentarsi!

Potevamo essere colti alla sprovvista dal terremoto, se non fossimo usciti di casa di lì a poco

Potevate dirmelo che la soluzione era così semplice senza che io mi scervellassi.

Potevano venire a galla un sacco di lacune durante l’interrogazione.

Trapassato prossimo

Finalmente ho un lavoro come si deve. Se penso che l’anno scorso non avevo potuto neanche lavorare come cameriere, oggi è come il paradiso.

Hai la possibilità di tornare alla carica adesso, e mostrare un lato di te stesso che finora non avevi potuto ostentare

Mio figlio aveva potuto vedere i giocatori della Roma solo in tv. Ora per la felicità non riesce a tenere a bada il suo entusiasmo.

Ha finalmente riaperto il reparto chirurgia, il fiore all’occhiello del nuovo ospedale che, a causa della pandemia, non avevamo potuto utilizzare.

Dopo tre anni di studio, adesso potete senz’altro provare anche voi a fare degli esempi in italiano, cosa che prima non avevate potuto ovviamente fare. Nel giro di un paio di mesi non avrete più alcun problema.

Erano ubriachi, tanto che non avevano potuto neanche avvisare con una telefonata che avrebbero dormito lì. Hanno veramente preso una brutta piega. Bisogna correre ai ripari.

Passato remoto

Non potetti/otei avvisarti. Era tardi ormai. Mi vidi costretto a scappare.

Eccome se potesti! Bastava tendermi la mano e l’avrei presa.

La Juventus era troppo forte. Non ne aveva per nessuno. Papà dagli spalti non potette/oté fare altro che gufare.

Non potemmo schierare la formazione migliore per via dei numerosi infortuni.

Non poteste vedere cosa è accaduto, altrimenti li avresti presi a mali parole.

Grazie alla vittoria alla lotteria potettero/erono permettersi una villa con piscina. Fino ad oggi erano sopravvissuti con mezzi di fortuna.

Trapassato remoto

Da piccolo avevo molta paura del buio, ma, non come ebbi potuto più tardi verificare, non ero il solo. Non che la cosa si a molto edificante, ma come si suol dire, mal comune, mezzo gaudio.

Non appena mi vedesti, scappasti in men che non si dica e nessuno, dico neanche un amico che è uno sapeva quale strada avesti potuto fare.

Le discussioni in famiglia aumentarono sempre di più man mano che il padre ebbe potuto constatare che il figlio fosse infelice e molto frustrato.

Noi lavoratori abbiamo intrapreso un percorso di riqualificazione da cui non avemmo potuto esimerci

Se aveste potuto potuto vedere quanti progressi hanno fatto i membri dell’associazione, vi sareste fiondati a iscrivervi anche voi.

A detta di molti esperti economici internazionali, pochi oligarchi, non appena ebbero potuto concentrare nelle loro mani tutto il potere economico, si affrettarono per renderlo sempre più solido.

Futuro semplice (Peggy)

Benché io sia nuovo nella nostra associazione, se continuerò ad adoperarmi, sicuramente un giorno potrò destreggiarmi meglio nel parlare l’italiano.

Magari durante la festa potrai avere un desiderio smodato di bisbocciare con gli amici, ma ti consiglio di mettere dei paletti, se non altro perché dovrai guidare dopo.

Cerca di non tallonarlo troppo. Nonostante sia lento, potrà adirarsi di brutto.

Meglio che finiamo il più presto possibile il nostro lavoro, in caso contrario potremo accusare il colpo, se il direttore ci farà un bel cazziatone.

Checché se ne dica, credo che potrete sempre giostrare bene questa vicenda anche a vostro modo.

Beati loro! Tra pochi giorni, potranno spaparanzarsi su una spiaggia del Mare Caraibico prendendo il sole, bevendo cocktail, nonché magari godendo di un bel massaggio direttamente sulla spiaggia con vista mare.

Futuro anteriore

Sarà mia cura ricontattarla, dopo che avrò potuto controllare i dati. Non me ne voglia, è una questione squisitamente procedurale.

Non abbiamo nulla da eccepire sulla grafica del tuo sito, ma come avrai potuto leggere attraverso le pagine del nostro sito, la nostra associazione è in completo disaccordo sul metodo di insegnamento basato esclusivamente sulla grammatica.

La riunione è domani. Si riproporrà un incontro successivo per chi non avrà potuto partecipare, quale che sia la ragione.

Il lavoro da remoto è un mezzo che ci ha offerto delle possibilità che in presenza forse non avremo potuto avere.

Come avrete potuto notare, nel nostro gruppo whatsapp cerchiamo di seguire un programma settimanale di lezioni. Il motivo conduttore è sempre lo stesso: imparare divertendosi e provando emozioni fino a dirsi soddisfatti.

A partire dal 2022, coloro i quali non avranno potuto assistere a nessuna partita durante l’anno precedente, magari perché si sono ridotti sempre all’ultimo per acquistare il biglietto, non avranno diritto allo sconto fedeltà.

Condizionale Presente (Danielle)

Potrei parlare col titolare del negozio?

Attento, non andare all’estero, potresti prendere il coronavirus! Uomo avvisato, mezzo salvato!

Il ministro delle pari opportunità lancia un monito: “Il Covid potrebbe allungare i tempi per raggiungere la parità di genere”

Facciamo questo affare, e se dovesse nascere qualche problema, potremmo nominare un avvocato all’uopo, o se vuoi lo decidiamo subito se preferisci.

Se venite in Italia abbiate rispetto anche dell’ambiente, non gettate cicche di sigarette in terra, altrimenti, oltre a sporcare potreste appiccare un incendio: anche se non sarebbe doloso.

Le ultime decisioni del governo potrebbero dar luogo a forti proteste

Condizionale Passato (Marcelo)

Ecco un dialogo tra un padre e i suoi due figli, dopo la bisboccia del più giovane di loro e l’esperienza con i poliziotti che l’hanno arrestato.

Padre: Figlio mio, a proposito del problema di ieri, mi vedo costretto a dirti che avrei potuto risparmiarti questa figuraccia se avessi ascoltato i miei consigli. Adesso prendi e porta a casa! Così impari!

Figlio: Ma dai papà, un’altra paternale!… se ti eri accorto che mi sbagliavo, avresti potuto darmi un ammonimento e non restare con le braccia conserte!… la fai facile tu!

Padre: Se tuo fratello avesse potuto intervenire, avrebbe ovviato al problema, ma d’un tratto non ti ha visto più a detta sua.

Benedetto figlio! Adesso faremo repulisti delle cattive amicizie. Avremmo potuto anche farlo prima, ma ormai…

Tuo fratello non era da meno comunque. Entrambi avreste potuto divertirvi senza questi risvolti antipatici, però ora la frittata è fatta.

Anche i tuoi amici, volendo, avrebbero potuto evitare. Avete sgarrato tutti anziché smarcarsi dall’alcool! Ma come si suol dire, chi si somiglia si piglia!

Congiuntivo Presente

Credo che con Italiano Semplicemente io possa solo migliorare, sia all’orale che allo scritto e tra l’altro senza sorbirmi libri e libri di grammatica che mi hanno sempre dato troppo filo da torcere. Non mi date del ruffiano però.

Mi auguro che stavolta tu possa superare l’esame e che non risenta dell’ultima brutta figura che hai fatto.

Vuoi sapere cosa penso del professore che mi ha bocciato? Che possa bruciare all’inferno, altro che storie!

Ci piacerebbe se voi faceste una approfondita analisi del sito, così che noi possiamo capire come soddisfare i visitatori.

Ci auguriamo che dopo queste nozze voi possiate trovare la serenità che cercate, con buona pace di chi non crede nel matrimonio.

La vita di coppia può anche dare problemi. Uno dei rischi ad esempio e che gli sposi possano avere la famosa crisi del settimo anno. Ma alcuni modi di dire lasciano il tempo che trovano. Questa poi è proprio una sciocchezza bell’e buona.

Congiuntivo Passato

La mia gatta sembrava morta e ho pensato “te ne sei andata all’improvviso, senza che io abbia potuto dirti ciao”… quando ad un certo punto ho sentito un piccolissimo “miao”. Non vi dico quale gioia ho provato!

Mi auguro che tu abbia potuto ascoltare l’episodio che verte su come evitare il congiuntivo.

Sono felice che che Maradona abbia potuto far felice il popolo napoletano. Questo è accaduto persino prima dal suo esordio in campo.

L’unico inconveniente che abbiamo potuto riscontrare negli episodi dei due minuti con italiano Semplicemente è la loro durata, spesso poco cogrua alle aspettative dei visitatori.

Siamo molto felici che voi abbiate potuto apprezzare la vostra visita, che a vostro dire, aveva un non so che di originale.

Hanno iniziato ad ingranare con l’italiano molto prima che loro abbiano potuto rendersene conto

Congiuntivo Imperfetto

Voglio ringraziare i membri dell’associazione che hanno avuto fiducia in me hanno fatto si che io potessi continuare, a mia volta. avere fiducia in me stesso.

Non immaginavo che tu potessi imparare a destreggiarti in poco tempo!

Avevo una tremenda paura che la mia malattia potesse tornare. La paura fa novanta in questi casi!

Nessuno credeva che noi potessimo resistere così tanto in questa guerra. Il nemico ha imparato che sappiamo il fatto nostro.

Speravo che voi poteste fare qualcosa per me, invece nisba.

Non avrei mai immaginato che loro potessero risultare così nullafacenti.

Congiuntivo Trapassato

Avessi potuto chiamarti, lo avrei fatto, ma avevo il telefono scarico. Non è che l’ho dimenticato

Che tu avessi potuto aiutarmi, non ne avevo il benché minimo dubbio. Che poi non l’avessi più fatto, non me lo aspettavo proprio!

Non mi capacitavo che Paolo avesse potuto tenermi nascosta una cosa del genere.
Vorrei che avessimo potuto passare più tempo insieme ma stante la mia situazione lavorativa, non sarebbe comunque stato possibile.
Vorrei che aveste potuto vedere il suo appartamento, cavolo! Era grandissimo. Dovevano essere insofferenti agli spazi stretti.

Non avrei mai immaginato che i miei fratelli avessero potuto dedicare così tante energie a degli animali. Mi fa piacere sbagliarmi delle volte, ma solo nella misura in cui le conseguenze sono positive, come in questo caso.

Infinito Presente (Estelle)

Il fatto di partecipare a quest’episodio è un privilegio. O meglio, il poter partecipare è un privilegio.

Infinito Passato (Peggy)

Sono stato contento di aver potuto ottenere un ottimo risultato senza tediare nessuno.

Participio Passato (Peggy)

Per quanto non portato per la matematica, Ciro, con la sua diligenza, ha potuto avere la meglio su tutti gli altri compagni di classe in un test fatto oggi in classe.

Gerundio Presente (Peggy)

Non potendo prendere le distanze dal vizio del fumo, abbiamo dovuto ripartire tante volte da capo a dodici. Accipicchia! Devo ammettere che è quanto mai difficile.

Gerundio Passato (Peggy)

Avendo potuto fare qualcosa come un anno di Erasmus in Italia, sono riuscito ad imparare bene l’italiano e fare una tesi con i fiocchi; per non parlare delle tante fantastiche esperienze all’insegna della cultura italiana

785 Il calderone

Titolo: Il calderone

Descrizione: Si tratta di un grosso recipiente usato per bollire liquidi o cuocere vivande, ma l’utilizzo è quasi esclusivamente fugurato.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti.

Durata: 9:09

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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784 Una

Titolo: Una

Descrizione:

Una, al femminile, si usa spesso in frasi in cui non si esplicita il soggetto. Facciamo una panoramica generale.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti.

Durata: 9:30

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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783 Delle due l’una

Titolo: delle due l’una

Descrizione:

Delle due l’una: un’espressione che si usa per puntualizzare, per fare chiarezza, per scegliere o per criticare in modo saccente

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti.

Durata: 7:27

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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782 Uno che è uno!

Titolo: uno che è uno

Descrizione: Un’espressione che non non troverete mai in nessun dizionario che è uno!

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti.

Durata: 9 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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781 Facente

Titolo: facente

Descrizione: Facente parte, facente capo e facente funzione.

Sono queste le tre cose di cui parliamo nell’episodio numero 781 facente parte della rubrica “due minuti con Italiano Semplicemente”, rubrica che è stata ideata per farvi fare un passo alla volta nella comprensione della lingua italiana

Durata: 12:38

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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780 A sé stante

Titolo: A sé stante

Descrizione: “A sé stante” è una locuzione che si utilizza per separare qualcosa dal resto, quindi indica qualcosa che è distinto, separato. Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti.

Durata: 4:49

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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779 Stante, stante che

Titolo: stante e stante che

Descrizione:  “Stante che” oppure “stante il fatto che” è una locuzione che si può usare per fotografare una situazione e trarre delle considerazioni.Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti.

Durata: 9 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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778 Seduta stante

Titolo: seduta stante

Descrizione: “Seduta stante” significa adesso, subito, immediatamente. Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti.

Durata: 10:30

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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777 Il nullafacente e il nullatenente

Titolo: Il nullafacente e il nullatenente

Durata: 14 minuti

Descrizione:  VI spiego la differenza tra nullafacente e nullatenente partendo dal concetto di participio presente. Segue un ripasso di alcuni episodi precedenti.

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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776 Se non (seconda parte)

Titolo: Se non (seconda parte)

Descrizione:  Siamo nuovamente di fronte ad una scelta, ma stavolta non per escludere le alternative, quindi non con un significato equivalente a “solamente”, “soltanto”. Piuttosto stiamo cercando di dare più importanza, di sottolineare maggiormente qualcosa, mettendola al primo posto in una graduatoria, in una gerarchia. Segue un ripasso di alcuni episodi precedenti.

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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775 I verbi FIONDARSI, SCAGLIARSI, PRECIPITARSI, LANCIARSI, BUTTARSI

Titolo: I verbi FIONDARSI, SCAGLIARSI, PRECIPITARSI, LANCIARSI, BUTTARSI

Durata: 14:53

Descrizione:  Oggi vediamo alcuni verbi abbastanza simili. Ci concentriamo soprattutto sulla versione riflessiva. Segue un ripasso di alcuni episodi precedenti.

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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774 Dispiace o mi dispiace?

Titolo: dispiace o mi dispiace?

Descrizione: Qualche volta non si usa mettere il pronome personale davanti a “dispiace”. vediamo perché.  Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione del ripasso.

Durata: 11 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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773 Brillare

Brillare

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Trascrizione

Giovanni:

Ascoltate le seguenti frasi:

Una stella brilla in cielo

Un ordigno è stato fatto brillare

Ieri sera ero un po’ brillo

Mi hanno detto che non brillo per intelligenza.

In questa scuola ci sono molti studenti brillanti

Questo per dirvi che brillare è un verbo che ha diversi significati. Vediamo se posso farcela a spiegarli tutti.

Innanzitutto le stelle brillano in cielo. Le stelle quindi sono brillanti. Infatti emettono luce, sono scintillanti, sono splendenti. Brillare ha questo significato proprio: Emettere o riflettere una luce vivida e cangiante, quindi è esattamente come splendere.

Allo stesso modo possono brillare dei bicchieri di cristallo, o dei gioielli, e questo indica la loro bellezza, il loro valore, la loro purezza o la loro pulizia.

Riguardo alla pulizia, posso usare questo verbo per indicare molte cose diverse:

La stanza brillava per quanto era pulita.

Dottore, i miei denti non sono per niente brillanti. Quale dentifricio posso usare?

In questo senso posso usare splendere allo stesso modo.

Una mamma al figlio che ha le scarpe sporche:

Lavati le scarpe. Quando torno le voglio vedere splendere/brillare!

La seconda frase che ho detto prima è:

Ieri sera ero un po’ brillo

Anche se l’aggettivo brillo, che ho usato, deriva dal verbo brillare, questo in realtà non è un uso del verbo brillare.

Essere brillo significa essere ubriaco. Non moltissimo però. Si dice anche “alticcio”, e ci si accorge che una persona è brilla quando è eccessivamente euforica e loquace, o non ce la fa a camminare perfettamente per il troppo vino bevuto.

Probabilmente si dice “brillo” perché gli occhi di una persona che ha bevuto troppo iniziamo a brillare.

In realtà quando gli occhi brillano generalmente ci si riferisce alla felicità:

Al matrimonio, a Maria brillavano gli occhi!

Ti brillano gli occhi dalla gioia!

Se torniamo agli esempi di cui sopra c’è:

Un ordigno è stato fatto brillare

Un'esplosione

Un ordigno è una bomba, e far brillare un ordigno significa far scoppiare questa bomba, farla esplodere.

Gli ordigni vengono fatti brillare perché altrimenti potrebbero essere pericolosi.

Negli ultimi due esempi fatti all’inizio si fa invece riferimento al verbo brillare nel senso di imporsi all’attenzione per doti singolari, quindi contraddistinguersi per il fatto di avere una particolare dote. Si tratta sempre di una caratteristica positiva. Una dote, appunto.

Mi hanno detto che non brillo per intelligenza. Eppure mi sono lavato stamattina!

Non brillare per intelligenza significa non essere intelligenti, non avere questa qualità, non distinguersi per questa caratteristica.

Brillare per” è la locuzione usata.

Si utilizza sempre in questo modo, ma curiosamente quasi sempre c’è una negazione:

Il mio amico non brilla certamente per eleganza

Si vuole quindi evidenziare la mancanza di una dote, cioè la mancanza di una qualità: l’eleganza in questo caso, ma prima era l’intelligenza. Potremmo fare la stessa cosa citando altre doti: la memoria, la velocità, la perspicacia, la gentilezza eccetera.

Questo pertanto (non brillare per…) è un modo alternativo per indicare la mancanza di una qualità di una persona. Raramente si usa per sottolineare una dote posseduta, ma si può fare.

In senso positivo esiste comunque l’aggettivo brillante. Non sono solamente le stelle o i gioielli ad essere brillanti:

In questa scuola ci sono molti studenti brillanti

Gli studenti brillanti sono più bravi degli altri, si distinguono per le loro qualità.

Spesso quando si parla di un amico e lo si definisce una persona brillante, ci si riferisce all’intelligenza in generale, o alla sua capacità di essere spiritoso, piacevole e comunque una persona di successo.

Oppure:

Antonio è un brillante medico statunitense

Il dott. Bianchi ha davanti a sé una brillante carriera

Proprio come un gioiello brillante, che attira l’attenzione e si nota rispetto al resto, quando una persona viene definita brillante, in senso figurato significa che suscita ammirazione o interesse per la sua eccezionalità.

Potrei usare aggettivi diversi, tipo splendido, fulgido, eccellente. Il senso non cambia.

Soprattutto in ambito professionale, oltre alle persone, si parla spesso di una carriera brillante.

La carriera è il percorso lavorativo e indica l’eventuale progresso compiuto, specie da un punto di vista sociale ed economico, nel campo di un’attività gerarchicamente organizzata. Fare carriera è come salire dei gradini di una scala. Più si va in alto, maggiore è il prestigio, l’importanza, le responsabilità e lo stipendio.

Un professore dell’Università è alla ricerca di una brillante carriera universitaria, mentre un militare insegue una brillante carriera militare e un impiegato pubblico o privato vorrebbe avere ugualmente una lunga e brillante carriera.

Quindi brillare indica lucentezza, “brillare per” indica il possesso di una qualità particolare e l’aggettivo brillante significa emanare o riflettere luce o in senso figurato suscitare ammirazione e interesse.

Se non siete brillanti, spero almeno non siate brilli!

Rauno: A proposito, quanti bicchieri di vino ci vogliono per diventare brilli?

Sofie: a me basta l’odore del vino e già inizio a ridere! È una mia prerogativa.

Albéric: a mio nonno bastava mezzo bicchiere. Per questo mia nonna adottava l’accorgimento di aggiungere acqua alla bottiglia del vino: un espediente che però faceva solo arrabbiare il marito. Ne nascevano dei simpatici siparietti!

Segue una spiegazione del ripasso.

772 Come un fulmine a ciel sereno

Titolo: come un fulmine a ciel sereno

Descrizione: Il fulmine si usa in diverse espressioni italiane. Lo stesso vale per i verbi fulminare e folgorare.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione del ripasso.

Durata: 9 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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771 Non esiste proprio

Non esiste proprio (scarica audio)

Trascrizione

Che ne dici se domani mattina ci alziamo alle 5 e ci facciamo una bella passeggiata?

Cosa rispondereste a questa domanda?

Alle 5? Assolutamente no.

Non ci pensare! È troppo presto!

Facciamo alle 10?

Ma perché così presto?

Alle 5 fa troppo freddo!

Non se ne parla proprio!

A quell’ora è ancora buio!

Un’altra possibile risposta è:

Non esiste proprio!

Questa è un’espressione informale, familiare, con la quale si esclude categoricamente qualcosa. Si tratta quasi sempre di una proposta che si vuole rifiutare categoricamente, cioè che non si vuole neanche prendere in considerazione. Il verbo esistere non va dunque interpretato alla lettera.

“Non esiste”, in teoria, sarebbe di per sé sufficiente, ma per sicurezza meglio aggiungere “proprio“.

Apriamo una breve parentesi. Proprio è normalemente un aggettivo, ma in questo caso è un avverbio, e il suo ruolo è rafforzare qualcosa. Normalmente viene rafforzato un aggettivo che viene dopo, tipo:

È proprio vero!

Cioè: è vero, verissimo, ti assicuro che è vero. Te lo posso assicurare.

Sei proprio un ingenuo!

Cioè: sei veramente un ingenuo, non c’è ombra di dubbio su questo.

Sei proprio sicuro?

Cioè: sei veramente sicuro? Sei sicuro al 100 percento?

In questo caso invece si rafforza qualcosa che viene prima, che è il verbo esistere.

È una specie di negazione rafforzata: “non esiste” esclude che qualcosa sia vero o che venga accettata una proposta.

Quasi sempre “non esiste” significa “non ci pensare proprio” oppure “non c’è nessuna possibilità che quello che hai detto si possa verificare“.

Non esiste proprio” quindi rafforza questo concetto.

Somiglia molto a “non è cosa” (è anche a non se ne parla) di cui ci siamo già occupati, espressione più usata nel sud dell’Italia. Tuttavia “non esiste proprio” è più forte e meno adatto quando manca la voglia di fare qualcosa o quando non è il momento o la giornata giusta per farlo. In questi casi è più adatta l’espressione “non è cosa“.

Anch’essa può comunque diventare “non è proprio cosa”, rafforzando il concetto espresso.

È importante dire che se vogliamo dire che una cosa non è vera, non si usa “non esiste proprio”.

“Non esiste” potrebbe stare per “non può essere”, “non può essere vero” (abbastanza raramente) se mi riferisco a una cosa a cui non credo, ma non possiamo usarla per esprimere una negazione, cioè al posto di “no”, a meno che io non risponda a una proposta o io stia negando fortemente un’affermazione o una domanda accusatoria, tipo:

Mi hai tradito? Ti hanno visto con un’altra donna!

Risposta: Ma cosa dici? Non esiste proprio che tu mi abbia visto! (risposta sibillina?)

Si può usare il congiuntivo, come ho appena fatto, con “non esiste” quando spiego a cosa mi riferisco (non esiste che…).

Comunque non è obbligatorio se parlate ad amici e in contesti familiari.

Tra l’altro il problema non si pone perché “non esiste” non si usa al di fuori del linguaggio familiare.

Vediamo altri esempi?

Domanda: Vuoi chiedere scusa a tua moglie? Avanti! Chiedile scusa!

Risposta:

Chiedere scusa? Non esiste proprio! (che io le chieda scusa). È lei che deve chiedermi scusa. Altro che storie!

Domanda: Vuoi venire con noi sabato prossimo a mangiare il pesce?

Risposta:

Mangiare il pesce? Bell’idea ma sabato prossimo non esiste proprio perché c’è il concerto dei Maneskin!

Beh, allora andiamo stasera?

No, stasera non è cosa perché ho un mal si schiena terribile! Grazie lo stesso. Facciamo un’altra volta.

Albéric: io invece nutro dei forti dubbi e credo che non vuoi venire a mangiare il pesce perché ci nascondi qualcosa. Ultimamente non fai che trovare scuse. Tant’è vero che è qualcosa come un paio di mesi che hai sempre altro da fare.

Irina: non è che ti nascondo qualcosa, è che, come ti ho detto, stasera non è proprio cosa.

Peggy: va bene, come non detto. Allora vorrà dire che aspetteremo che tu ti rimetta in sesto e poi, se avrai voglia, sai dove trovarci. Tranquillo. Senza rancore. Ci mancherebbe altro.

Segue una spiegazione del ripasso

770 Per non

Titolo: Per non

Descrizione: Come sottolineare, enfatizzare una affermazione secondaria, che, in quanto secondaria, potrebbe passare in secondo piano, ma io non voglio che questo accada. E allora uso “per non parlare/dire”

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione del ripasso.

Durata: 10:20 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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Portare e dimostrare un’età

Portare un’età

Video

Portarsi gli anni e dimostrare un'età

Trascrizione

Giovanni: quando si parla dell’età di una persona, capita spesso di utilizzare due verbi in particolare: dimostrare e portare.

Dimostrare è abbastanza semplice. È simile a mostrare.

Quanti anni ha Francesca?

Francesca ha 50 anni.

Davvero? Ne dimostra molti (in/di) meno!

Oppure:

Davvero? Ne dimostra molti di più!

In pratica sto facendo un confronto tra l’età che dimostra una persona, cioè gli anni che sembra avere questa persona, e l’età vera, cioè l’età anagrafica.

Se gli anni che dimostra sono inferiori ai suoi veri anni, allora posso dire che dimostra un numero inferiore di anni.

Se invece l’età che dimostra è superiore alla sua vera età, posso dire che dimostra un numero superiore di anni.

Lo stesso concetto si esprime usando il verbo portare.

Quanti anni hai?

Ho 65 anni.

Davvero? Te li porti veramente bene.

Credi davvero che io me li porti bene?

Certo, te li porti magnificamente!

Portarsi è in realtà il verbo da usare, la forma riflessiva di portare.

Ho visto in tv Sofia Loren. Ha più di ottant’anni, ma se li porta benissimo. Sembra avere vent’anni in/di meno.

In pratica se si portano bene i propri anni significa che si dimostrano meno anni di quelli anagrafici. Si appare più giovani di quanto si è in realtà.

Se invece si portano male, allora si appare più anziani, cioè si dimostrano più anni di quelli veri.

Curioso che si utilizzi il verbo portare, ma in effetti questo verbo paragona gli anni ad un peso, a un bagaglio che si appesantisce sempre di più.

Vediamo altri esempi:

Io ho 51 anni e spero di portarmeli bene

Tu hai 60 Anni e ti assicuro che te li porti benissimo. Ne dimostri 20 in meno.

Mia madre ha settant’anni e se li porta che è una meraviglia.

Mio cugino non se li porta molto bene i suoi 35 anni. Sembra averne almeno 10 in più.

Per portarci sempre bene gli anni occorre mangiare bene e fare tanta attività fisica.

E voi? Credete di portarvi bene la vostra età?

I miei genitori se li portano bene i loro 80 anni. Secondo te quanti ne dimostrano?

768 Peculiarità e prerogative

Titolo: Peculiarità e prerogative

Descrizione: Peculiare è l’aggettivo. La peculiarità è la qualità di ciò che è peculiare. La prerogativa invece è diverso dal prerogativo…

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione del ripasso.

Durata: 15:44 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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767 Braccia conserte, di conserto

Titolo: le braccia conserte e in conserto.

Descrizione: Vediamo due espressioni interessanti: “restare a braccia conserte” e “in conserto”.

PER STUDENTI NON MADRELINGUA.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione del ripasso.

Durata: 11 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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766 Singolare

Titolo: essere singolare

Descrizione: un aggettivo che può avere diversi utilizzi.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione del ripasso.

Durata: 13 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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765 Gli anta

Titolo: gli “anta”

Descrizione: Vediamo un simpatico modo per esprimere la propria età.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione del ripasso.

Durata: 10 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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764 Non avere di che…

Titolo: Non avere di che…

Descrizione: Questa locuzione indica sempre l’assenza totale di qualcosa, in genere (non sempre) di soldi o cose con cui fare qualcosa.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti registrate da alcuni membri dell’associazione: Komi, Albéric (Francia), Khaled (Egitto), Hartmut (Germania) e Irina (Ucraina)

Durata: 13 minuti e 8 secondi

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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763 Fare repulisti e fare piazza pulita

Titolo: Fare repulisti e fare piazza pulita

Descrizione: Due espressioni simili che hanno a che fare con la pulizia e l’eliminazione. Molto usate nel linguaggio comune, soprattutto quando si scherza e quando si vorrebbe fare un cambiamento radicale.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti attraverso una vignetta di attualità.

Durata: 15 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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Video riassuntivo

Fare pulisti e fare piazza pulita

762 Controbattere

Titolo: il verbo CONTROBATTERE

Descrizione: Ci occupiamo del verbo controbattere, che è composto da due parti: contro e battere. Cosa hanno in comune queste due PARTI?

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione del ripasso.

Durata: 11 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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Video riassuntivo

 

761 Spiattellare

Titolo: il verbo spiattellare

Descrizione: un verbo con un forte contenuto emotivo. Spiattellare ha a che fare con ciò che si dice, in particolare con la verità. Vediamo come si usa attraverso molti esempi.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione del ripasso.

Durata: 11 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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760 Il motivo conduttore (leitmotiv)

Titolo: Il motivo conduttore (o Leitmotiv)

Descrizione: Vi spiego come si utilizza questa particolare locuzione italiana, che nasce in ambito letterario e teatrale ma si può usare anche in tante altre occasioni.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente e una breve spiegazione dello stesso ripasso.

Durata: 10 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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759 Accorgimenti e precauzioni

Titolo: accorgimenti o precauzioni?

Descrizione: L’accorgimento è legato alla sicurezza e alla capacità di fare qualcosa di opportuno, a volte spesso di sagace, di sottile, cose che possono sfuggire alla maggioranza delle persone.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente e una breve spiegazione dello stesso ripasso da parte di Giovanni.

Durata: 9 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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758 – Il tema

Titolo: Il TEMA

Descrizione: Il termine “tema” si usa in molti contesti e in alcune locuzioni come “in tema di” e “il tema di fondo”. PER STUDENTI NON MADRELINGUA

Alla fine dell’episodio ripassiamo anche otto episodi passati: 

Durata: 6 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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il tema

756 Espediente

Titolo: L’espediente

Descrizione: L’espediente ha a che fare in generale con le soluzioni dei problemi. Vediamo la differenza con termini simili come la scappatoia, la trovata e lo stratagemma.

Durante l’episodio ripassiamo anche alcune espressioni passate.

Durata: 7 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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757 Recriminazioni e rimostranze

Titolo: Recriminazioni e rimostranze

Descrizione: Dopo aver visto introdotto la “recriminazione” dell’episodio “non fare che“, spieghiamo meglio il concetto e l’origine del termine e la differenza rispetto alla rimostranza e a tutti i termini analoghi: lamentela, polemica, protesta.

Alla fine dell’episodio ripassiamo anche alcune espressioni passate.

Durata: 7 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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755 Non fare che…

Titolo: non fare che…

Descrizione: La locuzione “non fare che” ha due utilizzi diversi.

Il primo esprime un rimprovero, o meglio, un ammonimento, mentre il secondo si riferisce a un’attività ritenuta eccessiva.

Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione del ripasso.

Durata: 8 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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754 L’ammonimento e l’ammonizione

Titolo: L’ammonimento e l’ammonizione

Descrizione: Vediamo le differenze tra l’ammonimento, il monito e l’ammonizione. Segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione del ripasso.

PER STUDENTI NON MADRELINGUA

Durata: 10 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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753 Il monito

Titolo: Il monito

Descrizione: Spieghiamo il significato e i possibili utilizzi del termine “monito”. Segue un ripasso di alcuni episodi precedenti e la relativa spiegazione. Per studenti non madrelingua.

Durata: 8 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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monito

752 Le bugie

Titolo: Le bugie

Descrizione: Vi spiego tutti i modi per indicare una bugia. Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione del ripasso.

Durata: 14 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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751 Lo sfogo

Titolo: Lo sfogo

Descrizione: Un termine che ha diversi significati, accomunati dai due termini “trattenere” e “uscire”. Dopo la spiegazione, segue un ripasso delle espressioni precedenti e una breve spiegazione del ripasso.

Durata: 13 minuti

Nota: Dal n. 700 in poi gli episodi di questa rubrica sono riservati ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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