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Descrizione: Un’espressione che nasconde qualcosa di molto “italiano”. Con l’occasione ripassiamo la varietà dei significati da dare alla parola “giusto”.
Seguono 10 domande a risposta multipla.
Nell’episodio ripassiamo anche gli episodi passati seguenti:
– guardare la sostanza e non la forma
– evitare
– spuntarla!
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Avete mai incontrato l’espressione “è tutto un programma“?
È usata per descrivere situazioni o comportamenti senza bisogno di aggiungere altre parole, perché si immagina già tutto.
Spesso si usa quando si vede qualcosa. Basta guardarla e si capiscono tante cose.
Si usa sempre per fare ironia ed è chiaramente un’espressione informale. Normalmente non si tratta di apprezzamenti positivi. Piuttosto invece è una battuta ironica che evidenzia un difetto o fa ridere per qualche motivo.
Es:
Non appena ho detto a Giovanni che ero sposata, lui ha fatto una faccia che è tutto un programma.
In questo caso, l’espressione “è tutto un programma” indica che la faccia di Giovanni ha comunicato molto più delle sue parole, anche qualora avesse detto qualcosa.
Probabilmente, la sua reazione è stata così evidente o significativa da esprimere chiaramente i suoi sentimenti o pensieri senza bisogno di ulteriori spiegazioni.
L’espressione potrebbe suggerire anche sorpresa, delusione, imbarazzo o un’altra emozione che è facile leggere sul volto, rendendo la situazione immediatamente comprensibile solo guardando l’espressione del viso, senza bisogno di spiegazioni verbali.
Vediamo altri esempi:
Gli ho chiesto cosa ne pensasse della mia nuova casa, e mi ha risposto con un sorriso che è tutto un programma.
Il sorriso esprime più di quanto le parole potrebbero dire, comunicando magari scetticismo o ironia.
Certo, qualcuno potrebbe rispondere: in che senso era tutto un programma?
Allora, in questo caso, si possono dare spiegazioni ulteriori, svelando ciò che poteva sembrare scontato alla persona che ha usato questa espressione.
Se state parlando di un libro che ha un titolo particolare, che lascia chiaramente immaginare il suo contenuto, se volete fare ironia potete tranquillamente dire:
Quel titolo è tutto un programma
Lo stesso si potrebbe dire del nome di un qualunque prodotto, oggetto o altro, che sia rivelatore di qualcosa. Ad esempio:
Ho scoperto un vino buonissimo con un nome che è tutto un programma. Si chiama “viva L’Italia”.
Evidentemente è un vino prodotto in Italia, o c’è qualche curiosità comunque interessante da scoprire.
Vale la pena di sottolineare la differenza tra l’espressione “è tutto dire“, che vi ho già spiegato, e “è tutto un programma”.
Sono abbastanza simili, ma “è tutto dire” si usa quasi sempre nella forma “il che è tutto dire”, che sottolinea che ciò che è stato detto dice già tutto, suggerendo che si capiscono già solo da ciò che ho detto, una serie di cose, semplicemente usando la logica.
Invece “è tutto un programma” non riguarda solo cose che si dicono, ma spessissimo qualcosa che si vede, ed esprime quasi sempre qualcosa di ironico.
Quindi non si usa una frase tipo questa:
Ha fatto una battuta che è tutto dire.
E neanche:
La sua faccia è tutto dire.
Analogamente, non si usa dire:
Giovanni ha 35 anni e non ha mai avuto una Fidanzata, il che è tutto un programma .
Adesso ripassiamo
– – –
Ripasso da parte dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente
– – –
Marcelo: Ieri sera mia moglie mi ha proposto di dipingere le pareti delle camere da letto, dal momento che è arrivata la primavera. Per tutta risposta ho fatto uno sguardo che era tutto un programma!
Anne Marie: rapidamente, con tono accondiscendente, le ho chiesto: di che colore?
Vasken: Il colpo di grazia è arrivato quando, in più, mi ha chiesto di dipingere anche armadio, finestre e porte. A quel punto la misura era colma!
Rauno: Con prontezza di riflessi ho replicato: Certo, ma aspettiamo nostro figlio, lui ci aiuterà! Stanne certa!
Julien: Ho combinato un bel pasticcio a tirare in ballo mio figlio. Una ramanzina da parte sua non me la toglie nessuno! Pazienza!

Trascrizione
Tutti noi abbiamo studiato, almeno un po’, matematica. Giusto? Tutti allora conosciamo la sfera, che ha la forma di una palla, ma parliamo del nome geometrico. La palla ha una forma sferica. Quindi la sfera è una figura geometrica tridimensionale.
Qualunque oggetto di forma sferica può venire in realtà detta sfera. Esistono molti usi frequenti nella lingua italiana:
La sfera celeste, cioè il cielo stellato, che ha una ipotetica superficie sferica sulla quale sembrano disposte le stelle. Esiste la “penna a sfera”, che ha una sfera metallica sulla punta. A parte questi usi, in senso figurato il termine sfera si può usare in diversi modi.
Da una parte può indicare una condizione sociale o professionale, un certo ambiente in cui si vive o si lavora.
Si dice ad esempio che una persona può appartenere a una sfera elevata.
Oppure, riferito anche ad organizzazioni di qualunque tipo, che una persona occupa le alte sfere militari, economiche, politiche, finanziarie.
Altre volte in modo molto simile si usa la parola cerchia, ma se usiamo cerchia, generalmente si tratta di un gruppo ristretto di persone che si conoscono e si frequentano regolarmente, creando legami di amicizia, collaborazione o scambio di informazioni, come la “cerchia di amici”.
I termini “sfera” e “cerchia” possono avere alcune somiglianze nell’uso figurato, soprattutto quando si riferiscono a gruppi di persone o contesti sociali. Entrambi i termini possono suggerire un senso di appartenenza, coesione e condivisione di interessi comuni.
Le “alte sfere” si usa spessissimo in modo ironico, soprattutto in contesti politici o sociali. In questo senso, assume un significato simile a “luoghi elevati”. Si usa per sottolineare la distanza tra le persone comuni e coloro che le governano, e per criticare la loro presunzione o incompetenza.
Es:
Ma che ne sanno le alte sfere dei problemi della gente comune?
Le solite manovre delle alte sfere per accaparrarsi i posti di potere.
Non è che per caso alle alte sfere qualcuno ha deciso di aumentare le tasse?
In alcuni casi, l’ironia può assumere una sfumatura di sarcasmo o addirittura di rabbia, soprattutto quando l’espressione viene usata per denunciare ingiustizie o soprusi da parte dei potenti.
Non tutti gli usi dell’espressione “alte sfere” sono ironici. Può essere usata anche per indicare effettivamente i luoghi dove si esercita il potere o le persone che lo detengono. Tuttavia, l’uso ironico è sicuramente il più frequente.
A parte le sfere elevate e le alte sfere, gli altri usi figurati possono indicare anche semplicemente un ambito circoscritto, un determinato settore di attività o di competenza. Somiglia alla parola “ambito” (attenzione all’accento).
La sfera affettiva, ad esempio, è tutto ciò che riguarda l’ambito affettivo. Possiamo usare il verbo racchiudere (essendo una sfera): la sfera affettiva racchiude le nostre emozioni, sentimenti e passioni. È il regno dell’amore, della gioia, della tristezza, della rabbia, della paura e di tutte le sfumature emotive che colorano la nostra esistenza. Es: