In tutto e per tutto

In tutto e per tutto

Audio in preparazione

episodio 1273

Trascrizione

Oggi amici di Italiano Semplicemente, parliamo dell’espressione “in tutto e per tutto”.

Vi è mai capitato di sentire una frase come questa? Sicuramente si è avete anche capito il senso scommetto.

Marco è uguale a suo padre in tutto e per tutto.

Che significa esattamente?

L’espressione “in tutto e per tutto” significa completamente, sotto ogni aspetto, senza alcuna eccezione.

Insomma, vuol dire che qualcosa vale in ogni dettaglio, da cima a fondo (altra espressione simile), al cento per cento.

Se dico:

Ho seguito le istruzioni in tutto e per tutto.

significa che non ho tralasciato nulla. Ho fatto esattamente tutto ciò che era richiesto.

Anche se, in questo caso specifico, parlando di istruzioni, si usa più frequentemente l’espressione simile “per filo e per segno”.

Se invece affermo:

Luca assomiglia al nonno in tutto e per tutto.

Non mi riferisco soltanto all’aspetto fisico. Può significare che gli somiglia nel carattere, nei modi di fare, nelle abitudini, perfino nel modo di parlare.

È un’espressione che serve a rafforzare ciò che diciamo.

Attenzione però: “in tutto e per tutto” non è la stessa cosa di “del tutto”.

Se dico:

Non sono del tutto convinto.

vuol dire che non sono completamente convinto.

Ma se dico:

Sono d’accordo con te in tutto e per tutto.

vuol dire che condivido ogni singolo punto, senza riserve.

Vediamo qualche altro esempio.

Mia figlia è la copia di sua madre in tutto e per tutto.

Il nuovo regolamento riprende il precedente in tutto e per tutto.

Non bisogna imitare gli altri in tutto e per tutto: è importante avere una propria personalità.

Il film segue il romanzo in tutto e per tutto.

Qui, in quest’ultimo caso, possiamo usare anche “per filo e per segno”) perché si tratta di qualcosa di simile a istruzioni.

Spesso questa espressione di oggi compare proprio quando si fanno confronti, imitazioni o quando si vuole sottolineare una fedeltà assoluta.

E adesso una piccola curiosità.

Perché diciamo “in tutto e per tutto” e non semplicemente “in tutto”?

Quel “per tutto” aggiunge forza all’espressione. È come se ribadisse il concetto: in ogni cosa, sotto ogni aspetto, completamente. È una costruzione enfatica tipica dell’italiano. Se usiamo “in tutto” va bene ugualmente, ma è meno forte.

Riguardo a “per filo e per segno”, dicevo che è simile.

Significa con estrema precisione, senza omettere alcun dettaglio, soprattutto quando si racconta, si descrive o si seguono delle istruzioni.

Mi ha raccontato la storia per filo e per segno.

Segui la ricetta per filo e per segno.

In alcuni casi possono sembrare vicine:

Ho seguito le istruzioni in tutto e per tutto.

Ho seguito le istruzioni per filo e per segno.

Entrambe sono corrette, ma “per filo e per segno” mette l’accento sulla precisione e sul rispetto dei dettagli, mentre “in tutto e per tutto” sottolinea la completezza assoluta.

A questo punto non vi resta che provare a usare l’espressione “in tutto e per tutto” nelle vostre conversazioni quotidiane. Sono sicuro che, se lo farete, la padroneggerete… in tutto e per tutto!

Adesso vediamo un ripasso improntato all’ottimismo.

Carmen: Mi faccio viva perché hai fatto centro con il tema odierno. Sono un’ottimista nata. Vi faccio un esempio: anche se avessi passato una giornataccia si può sempre trovare una cosa che è andata bene. E come dice un famoso detto: gli ottimisti passeggiano sulle nuvole sotto le quali i pessimisti si piangono addosso.

Marcelo: Sai, la prima cosa che mi è venuta in mente è una domanda su cosa sia un pessimista! Lo sai? Un pessimista è un ottimista pentito! Ma torniamo a bomba e parliamo di ottimismo!

Gerd: Essere ottimista è si una questione di principio, ma più che altro di atteggiamento. È come un muscolo: si deve allenare. Si può vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, e alle volte basta cambiare prospettiva.

Ulrike: Sono del tutto d’accordo. Se ti entra un sassolino nella scarpa, basta toglierlo e continuare il percorso. La fai facile, mi dirai, ma restare fermi non serve a nulla. Zero pensieri negativi: agisci e avrai quasi già vinto.

Anne Marie: Mia mamma diceva: se ti prende la pioggia durante la passeggiata, non devi fermarti ad aspettare che il temporale finisca! Della serie: Tirare dritto! Essere ottimisti è imparare a ballare sotto la pioggia. Quanto a lamentarsi, non porta molto lontano direi.

Carmen: Eh sì! Facile a dirsi, ma spesso e volentieri una batosta improvvisa ti lascia paralizzato. Ti viene il magone e pensi che la frittata sia fatta. Di qui a dire che sia tutto perduto, però, ce ne vuole. Bisogna rialzarsi e ricominciare.

Sfumare

Sfumare (scarica audio)

episodio 1270

Trascrizione

Oggi amici parliamo del verbo sfumare, un verbo molto interessante perché ha diversi significati. Lo facciamo all’interno della rubrica “due minuti con Italiano Semplicemente“.

Il primo significato è quello più concreto, legato ai colori. Quando un colore sfuma, passa gradualmente a un altro, senza un confine netto. Il concetto di fumo aiuta perché se c’è del fumo nell’aria, la vista un po’ ne risente. Non si vede più molto bene e gli oggetti non hanno più dei contorni netti. C’è un cambiamento nell’aspetto delle cose. Quindi c’è il concetto legato alla vista e quello legato al cambiamento.

Il cielo sfuma dall’azzurro al rosa al tramonto.

Sfumare quindi significa rendere i contorni meno marcati, più delicati. E quando i contorni sono meno mercati, in senso figurato possiamo usarlo quando c’è meno certezza sulle cose, quando subentra un cambiamento di questo tipo: qualcosa di certo che si dissolve, che svanisce,

Nella lingua di tutti i giorni è molto più frequente in effetti il significato figurato.

Se un’occasione sfuma, significa che non si realizza, che va perduta. È diffusissimo questo utilizzo.

L’accordo è sfumato all’ultimo momento.

Le speranze di vittoria sono sfumate negli ultimi minuti della partita.

Si può anche dire:

È sfumata la possibilità di ottenere il finanziamento.

Tutti gli italiani usano queste frasi.

In questi casi nessuno ha deciso esplicitamente di rinunciare: semplicemente la possibilità si è dissolta poco a poco.

Se restiamo sul semplice cambiamento, inteso come semplice trasformazione, troviamo un altro uso, sebbene meno comune comune: sfumare in…, cioè trasformarsi gradualmente in qualcos’altro.

La discussione è sfumata in una lunga chiacchierata.

Il sorriso è sfumato in un’espressione di tristezza.

Un uso elegante e persino poetico in alcuni casi.

Infine, nelle cucine italiane si sente spesso dire sfumare con il vino. Lo abbiamo già accennato una volta, in un episodio dedicato alla parola “sfumatura“.

In questo caso sfumare significa aggiungere vino (o un altro liquido) durante la cottura per far evaporare l’alcol e dare sapore al piatto.

In questo caso il collegamento con il fumo aiuta a capire il significato: quando il vino entra in contatto con un alimento molto caldo, si alza una nuvola di vapore, che ricorda il fumo. In realtà non è fumo, ma soprattutto vapore acqueo, insieme ai vapori prodotti dall’evaporazione dell’alcol.

Prima di aggiungere il brodo, sfuma il riso con il vino bianco.

In conclusione, sfumare richiama sempre l’idea di un cambiamento graduale: un colore che cambia, un’occasione che svanisce, un’espressione che si trasforma o il vino che evapora durante la cottura.

Espressione utile: veder sfumare un sogno, cioè assistere alla fine di una speranza o di un progetto che sembrava ormai a portata di mano.

Adesso ripassiamo parlando di abitudini alimentari. La parola ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

Marcelo: Dacché ho cambiato alimentazione, prova e riprova*, ho capito, che il connubio perfetto è mangiare bene senza rinunciare al gusto.

Karin: Io sono abbastanza precisa. Certo, ci sta che ogni tanto mi conceda un dolce, e non sta in piedi dire che per questo mi sono conciata male o che tutta la mia dieta è da buttare.

Nency: Sepete, nel viterbese ce n’è assai di ottimi prodotti locali che ti rendono felice nonostante una dieta ferrea.

Christophe: Mio fratello mi ha detto che sembro uno scheletro per via della dieta e che mangio da schifo ma gli ho risposto per le rime : ognuno mangi come crede, e ognuno somiglia a ciò che mangia, caro il mio salsicciotto!

Danielle: Detto ciò , voglio sperare che i più capiscano che le abitudini alimentari non si giudicano da un singolo pasto: il vero discrimine è quello che facciamo ogni giorno.

Tutta un’altra musica

Tutta un’altra musica (scarica audio)

Trascrizione

Cari amici, benvenuti su Italiano Semplicemente. Dopo aver visto l’espressione tutto un altro paio di maniche, oggi possiamo a tutta un’altra musica.

Sapete cosa succede quando state ascoltando una canzone che non vi piace e, all’improvviso, parte il vostro brano preferito? Ecco, si potrebbe dire: “Ah, questa è tutta un’altra musica!”

Questa espressione si usa quando vogliamo dire che c’è un cambiamento netto, quasi un salto di qualità. La nuova situazione è decisamente migliore. C’è un miglioramento evidentemente.

Ad esempio:

L’anno scorso studiavo da solo e facevo pochi progressi. Da quando partecipo alle riunioni di Italiano Semplicemente è tutta un’altra musica!

Oppure:

Prima il computer era lentissimo. Dopo aver cambiato l’hard disk, è tutta un’altra musica.

Attenzione, però. Questa espressione non è proprio identica a “tutto un altro paio di maniche”.

Con tutto un altro paio di maniche si mette l’accento sul fatto che una situazione è di natura diversa e spesso più complicata.

Per esempio:

Capire la grammatica è importante, ma parlare con un madrelingua è tutto un altro paio di maniche.

Qui non stiamo dicendo necessariamente che parlare sia meglio: diciamo che è un’esperienza completamente diversa, con difficoltà e caratteristiche proprie.

Con tutta un’altra musica, invece, il confronto è spesso più emotivo e qualitativo. Si percepisce chiaramente che qualcosa è migliorato o che il cambiamento è molto evidente.

Adesso che ho la macchina nuova e potente, è tutta un’altra musica quando provo a superare le altre macchine. Che scatto formidabile!

Insomma:

Tutta un’altra musica è simile a “che differenza!”, “Molto meglio”.

Con tutto un altro paio di maniche parliamo di una questione molto diversa, spesso più impegnativa o complessa.
Sono due espressioni simili, ma non intercambiabili in tutti i contesti. Se usate quella giusta, farete… tutta un’altra figura!

Nel ripasso di oggi parliamo di escursioni.

Anne Marie: allora siamo d’accordo: domani facciamo un’escursione in montagna: mi sono già cautelata controllando il meteo.

Marcelo: Ottima idea, per essere buono il tempo è buono, ma una volta fatto questo, assicuriamoci che il sentiero sia aperto prima di partire.

Carmen: Io in effetti stavo lì lì per rinunciare considerate le incertezze, poi per fortuna mi avete indotta – anzi direi che mi avete convinta – a cambiare idea.

Julien: tra l’altro, camminare nella natura genera sempre buon umore e ci fa dimenticare le fisime quotidiane.

Karin: Dopo tutta questa organizzazione, quanto vi devo per il pranzo al rifugio? Non mi direte che è gratis?

Sofie: Gratis? Eh, gratis c’è solo l’aria che si respira, ma tranquillo, perché c’è chi ha pensato ai panini. Non è che siamo votati al sacrificio, lo so, ma con questi chiari di luna, meglio risparmiare.

A modo

A modo

Audio in registrazione

episodio 1268

Trascrizione

Ben trovati, amici di Italiano Semplicemente.

Oggi parliamo di una locuzione molto comune, breve ma ricca di significati: a modo.

Due parole soltanto, ma usate in tanti contesti diversi.

Cominciamo dal significato più interessante.

Se diciamo che una persona è a modo, intendiamo che è educata, corretta, rispettosa e sa comportarsi con garbo.

Es:

Ho conosciuto il tuo vicino. Mi è sembrata proprio una persona a modo.

Essere a modo non significa necessariamente che sia simpatica o allegra. Può essere anche molto riservata. Vuol dire semplicemente che ha dei modi gentili e appropriati. Si sta parlando del comportamento, del modo di essere, privi di eccessi e diciamo “giusta”. Prevalentemente ci si riferisce soprattutto all’educazione di questa persona.

Un ragazzo a modo.
Una signora a modo.
Una famiglia a modo.

Sono tutti esempi molto comuni.

Da qui nasce anche l’espressione fare le cose a modo.

E qui il significato cambia.

Quando diciamo a qualcuno:

Fai questa cosa a modo!

gli stiamo dicendo di farla bene, come si deve, di non fare sciocchezze, di non fare errori.

Naturalmente esiste anche comportarsi a modo.

Durante la cerimonia tutti si sono comportati a modo.

Il senso è quello di comportarsi come si deve, in modo gentile e educato.

Ma torniamo a fare qualcosa a modo.

Possiamo dire che qualcosa è fatto a modo, quando è fatto bene, con cura, come si deve.

Se bisogna fare una cosa, tanto vale farla bene.

Occorre farla a modo.

È un’espressione che richiama la cura, l’attenzione e il desiderio di ottenere un buon risultato.

Questo lavoro è stato fatto a modo.

Significa che non è stato svolto in fretta o superficialmente.

Lo stesso vale per una spiegazione.

Finalmente qualcuno me l’ha spiegato a modo.

Ovvero in maniera chiara, completa e soddisfacente.

Pensate anche alla cucina.

Qui la carbonara la fanno a modo.

Cioè la preparano come si deve, rispettando la ricetta e con attenzione.

In molte regioni italiane questa espressione è usatissima.

Talvolta quindi a modo assume anche il significato di per bene, come si deve, adeguatamente.

Vestiti a modo.

Vuol dire: vestiti in maniera appropriata alla situazione.

Oppure:

Prima di uscire sistemati a modo.

Insomma, mettiti in ordine.

Si può anche non essere a modo.

Può riferirsi a una persona maleducata:

Quel cameriere non è stato per niente a modo.

Oppure a un comportamento poco corretto.

Per concludere, possiamo riassumere i principali significati di a modo:

– una persona a modo è educata, rispettosa e corretta;

– fare le cose a modo significa farle bene e con cura;

– spiegare a modo, vestirsi a modo, sistemarsi a modo significano fare qualcosa come si deve, nel modo appropriato.

Come vedete, il significato preciso dipende dal contesto, ma c’è un filo conduttore: l’idea della correttezza, della cura, dell’adeguatezza.

C’è poi un altro uso molto frequente di a modo, in cui non significa più “come si deve”, ma secondo un certo modo di fare, secondo lo stile o la volontà di qualcuno.

Ad esempio:

Voglio fare le cose a modo mio.

Lo abbiamo già visto questo uso, nell’episodio intitolato “a suo modo”. Date un’occhiata se non ricordate. Lì più che altro era importante capire la differenza tra a modo suo e a suo modo.

Quindi se dico “fare le cose a modo nostro”, ad esempio , non stiamo dicendo che vogliamo farle bene o male. Significa semplicemente che vogliamo farle a modo nostro, cioè seguendo le nostre idee, il nostro metodo.

Possiamo dire anche:

Ognuno cucina a modo suo.

Lei si veste a modo suo.

Ha risolto il problema a modo suo.

Fai sempre a modo tuo!

Questa espressione può essere neutra, ma talvolta suggerisce che qualcuno si comporti in maniera un po’ originale, insolita o poco convenzionale, come nell’ultimo esempio.

Infine, attenzione a non confondere a modo con in modo.

Basta cambiare la preposizione e cambia completamente il significato.

Quando diciamo:

Devi fare in modo che tutto sia pronto per domani.

l’espressione “fare in modo che” significa adoperarsi per fare il necessario perché qualcosa accada.

In questo caso modo non indica più il comportamento o la maniera di fare qualcosa, ma entra a far parte di una locuzione completamente diversa.

Una sola preposizione può cambiare completamente il significato. È uno dei tanti dettagli che rendono l’italiano così ricco e interessante.

Allora, mi raccomando: continuate a studiare l’italiano… ma fatelo a modo!

Adesso ci lascio al ripasso del giorno, in cui i membri dell’associazione Italiano Semplicemente parleranno del rapporto tra genitori e figli.

Anne Marie: Ragazzi, come la metiamo con questi genitori? Appena torno tardi, mio padre se ne esce con la solita pappardella!

Carmen: anche il mio. L’ultima cazziata risale a ieri. Lì per lì stavo lì lì per rispondergli male, ma poi mi sono detto/a: lasciamo perdere, sennò i cazziatoni fioccano!

Karin: mia madre, invece, mi chiama ogni dieci minuti per sincerarsi che sia ancora vivo/a!

Edita: Ah ah! Mia madre sostiene che lo fa per scrupolo. Io ormai prendo atto che è fatta così.

Christophe: E ciò non toglie che le vogliamo bene. Però, quando iniziano con le prediche, non c’è santo che tenga!

Julien: È proprio così! In linea di massima, con i genitori va portata pazienza… e non ci piove che anche noi un giorno faremo le stesse cose con i nostri figli!

Vuoi ridere? La sai l’ultima? Sentì questa!

Descrizione: Tre espressioni italiane molto usate nel parlato: “Vuoi ridere?”, “La sai l’ultima?” e “Senti questa!”. Scopri significato e sfumature.

Episodio per soli membri dell’associazione culturale ITALIANO SEMPLICEMENTE

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