810 La fugacità e il fascino dell’effimero

La fugacità e il fascino dell’effimero

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Trascrizione

Giovanni: avete mai ricevuto uno sguardo fugace? Potrei chiamarla anche una rapida occhiata. Ma da oggi in poi abbiamo un nuovo aggettivo, molto più elegante da usare.

Fugace è un aggettivo molto interessante perché si può usare in molte occasioni.

Fugace, in origine, è ciò che fugge, che scappa (il verbo è fuggire) ma in realtà questo aggettivo non si usa normalmente in questo modo. Almeno non nel senso di scappare fisicamente.

Al limite, potrei definire una persona fugace non perché scappa via, ma per il suo atteggiamento fugace, cioè è una persona che ha paura di mostrarsi così com’è e allora tende a “scappare” , nel senso che i suoi rapporti con le persone (o con qualche persona) sono veloci, senza troppe confidenze, senza intimità. Potremmo anche parlare di persona sfuggente o sfuggevole.

Una persona così ci dà la sensazione che nasconda qualcosa o che, appunto, abbia paura di mostrarsi.

In generale l’aggettivo fugace si usa però per indicare le cose che hanno breve durata, che durano poco.

Spesso si tratta di cose piacevoli, e il fatto che durino poco, cioè che siano fugaci, non è pertanto una bella notizia.

C’è chi dice che tutte le gioie e i piaceri della vita siano fugaci.

D’altronde, dice il proverbio, la felicità dura come il sole di marzo.

Un aggettivo poetico, senza dubbio.

Spesso fugace si utilizza al posto di “veloce“:

Una volta sono andato in TV ma è stata un’apparizione fugace.

Quindi la mia apparizione è stata breve, brevissima.

Come detto, uno sguardo può essere fugace, una gioia, ma anche la giovinezza può essere definita fugace, considerando che non dura mai quando vorremmo.

Una speranza fugace, un dubbio fugace: entrambi, in questo caso durano poco, scompaiono subito.

E della fugacità della bellezza ne vogliamo parlare? E quella della vita?

Un aggettivo finora alquanto malinconico.

Fa pensare soprattutto alle cose belle che finiscono subito e che non tornano più.

Il poeta Petrarca parlava della fugacità del tempo e ne era ossessionato. Il titolo del suo sonetto “La vita fugge e non s’arresta un’oraè tutto dire.

Per non parlare di come Charles Boudelaire pensava al tempo, come “il nemico” (il titolo di una sua poesia) per la sua fugacità.

Ciò che è fugace viene spesso definito anche “effimero” .

Ma se fugace equivale a effimero, come mai si sente parlare del cosiddetto fascino dell’effimero? Cosa c’è di affascinante in ciò che dura poco?

A me effimero fa pensare ad una cosa che adesso c’è e tra un attimo non c’è più. Non resta niente.

Il termine effimero indica sempre qualcosa che di breve durata, come ad esempio i prodotti di scarsa qualità, che si rompono subito o che vengono subito sostituiti da altri prodotti maggiormente alla moda.

Il fascino dell’effimero è una frase che in realtà attacca il fenomeno del consumismo, basato sul consumo continuo di cose, anche se inutili e di poca durata. Anzi queste cose sono affascinanti proprio perché durano poco. Non sappiamo resistere all’acquisto di qualcosa di nuovo.

Possiamo dire che oggi viviamo nella società dell’effimero.

Effimero deriva dal greco e significa “che dura un solo giorno” , come la vita di alcuni insetti.

Può essere effimero anche un sogno che svanisce la mattina al risveglio (dopo un attimo non c’è più) o un desiderio che non si realizzerà mai o anche una promessa mai mantenuta.

Il tuo sogno di diventare ricco e famoso è più effimero di una promessa d’amore fatta su una spiaggia d’estate.

In effetti “effimero” , rispetto a fugace, fa più pensare al fatto che, dopo la breve durata, non rimane niente.

Si dice che bisogna stare lontani dalle cose effimere, soprattutto dai piaceri effimeri, perché sono inutili, inconsistenti e non lasciano traccia.

Fugace invece sottolinea maggiormente la velocità, la breve durata e spesso si associa al piacere che finisce presto, in men che non si dica.

Oggi vi ho parlato anche di Petrarca, di Boudelaire e di poesie.

E dire che la mia intenzione iniziale era di parlarvi di un’altra cosa che non ha nulla di poetico, (ma proprio niente!) ma che tuttavia è la cosa più fugace che ci sia.

Ve ne parlerò nel prossimo episodio, salute permettendo (per la cronaca mi sono appena beccato il Covid).

Per adesso ripassiamo fugacemente qualche episodio passato:

Irina: Giovanni, mi stai dicendo che ciò che finisce anzitempo può essere fugace? Oppure è il contrario?

Anthony: però le cose fugaci possono essere anche piacevoli proprio perché durano poco. Ma non voglio anticipare il prossimo episodio. La cosa potrebbe dare adito a polemiche.