“Ne” è una particella pronominale che significa “di ciò” o “di questo” e si riferisce a qualcosa detto prima o implicito.
“Stanne certo” infatti può diventare “stai certo di questo,” “puoi star certo di ciò”.
Colloquialmente si usa anche “sta’ certo di questo” parlando con una sola persona:
Sta’ certo che ciò che dico è vero
Notate che se si dà del lei, “stanne certo” diventa “ne stia certo”, o “stia certo di questo”. Non esiste la versione formale di “stanne” in una sola parola.
Questo accade anche con altri verbi:
Fanne, ne faccia (delle mie parole fanne buon uso)
Dinne, ne dica (quante parolacce devo dire? Risposta: Dinne tre)
Parlane, ne parli (di me parlane bene con tutti)
Tienine, ne tenga (delle mie parole tienine conto e cerca di farne tesoro)
eccetera.
“Certo” è infine un aggettivo simile “sicuro”, “convinto”.
Quindi “stanne certo” si traduce letteralmente in: “stai certo di ciò” o “puoi essere sicuro di questo”.
Concludo l’episodio con qualche esempio:
Non ti deluderò, stanne certo.
Se segui questo percorso, stai certo che otterrai grandi risultati.
Non importa quanto ci vorrà, ma puoi star certo che raggiungerò il mio obiettivo.
Faremo tutto il possibile per aiutarvi, statene certi.
La situazione cambierà presto, statene certi.
Ci saranno delle difficoltà, ma supereremo ogni ostacolo, statene certi.
Adesso ripassiamo gli episodi precedenti. Così non li dimenticherete. Statene certi!
Buongiorno a tutti. Ricordate quando abbiamo parlato della parola “grazie“?
Oltre ad essere il ringraziamento che tutti conoscete, è anche, come abbiamo visto, una forma informale e ironica di ringraziamento.
Una espressione abbastanza simile è “sfido io“. Attenzione, non ho detto “io sfido”, ma “sfido io”. L’ordine delle parole è molto importante.
E’ abbastanza informale anche questa espressione, ma può risultare meno aggressiva.
Esiste anche una forma ancora più aggressiva e volgare, se è per questo: “grazie al….”. Ma possiamo farne a meno in questo episodio. Se non altro perché la volgarità non è nelle mie corde 🙂
“Sfido io” non è per niente aggressiva se si usa il tono giusto. Si sta parlando di qualcosa che si ritiene ovvio, qualcosa che ha più di un motivo per risultare vero. Se qualcuno parla con me e fa una affermazione; io, se ritengo che questa affermazione sia vera e soprattutto se ho dei motivi validi per dire questo, allora posso usare questa affermazione e solitamente si aggiunge il motivo per cui si ritiene vera, anzi ovvia, questa affermazione.
Quindi si può usare per esprimere condivisione:
Affermazione: Questo film è un capolavoro!
Risposta: Sfido io che sia un capolavoro! Hai visto chi è il regista?
Affermazione: finalmente riesco a parlare bene l’italiano senza fare errori
Affermazione: Non c’è niente di meglio di una pizza fatta in casa!
Risposta: Sfido io! Il sapore genuino degli ingredienti freschi, la soddisfazione di prepararla con le proprie mani… vuoi mettere?
Si esprime una condivisione ma si sta anche rafforzando un’affermazione, perché si ha qualcosa da dire che rafforza quanto appena ascoltato.
Affermazione: Sono sicuro che la mia squadra vincerà la partita.
Risposta: Sfido io che vincerà! Hanno giocato benissimo ultimamente, sono in forma smagliante e il morale è alto.
Affermazione: Questo studio dimostra chiaramente che il cambiamento climatico è una realtà.
Risposta: Sfido io che sia una realtà! I dati sono incontrovertibili, la comunità scientifica è concorde e le conseguenze sono già visibili. Non avete visto come sono aumentate le temperature ultimamente?
Si può anche usare per creare un’atmosfera informale e scherzosa:
Affermazione: Ho mangiato così tanto oggi che non riesco più a muovermi!
Risposta: Sfido io che non riesci a muoverti! Sei ingrassato come un pachiderma!
Affermazione: Sono così stanco oggi.
Risposta: Sfido io! Sono due giorni che non chiudi occhio!
Avrete notato che spesso si ripete ciò che si ritiene ovvio:
Sfido io che tua sia stanco
Sfido io che sei stanco…
Si dovrebbe usare il congiuntivo ma spesso se ne fa a meno, considerato il carattere informale dell’espressione.
Cosa ha a che fare “sfido io” col verbo sfidare? L’espressione “sfido io” deriva da un uso figurato del verbo “sfidare”, con il significato di “mettere in dubbio la veridicità di qualcosa”.
Come a dire “sfido chiunque a dire il contrario”. Si è talmente sicuri di questa cosa che si è disposti, ironicamente si intende, a sfidare chi pensa che questa cosa non sia vera.
In buona sostanza, si tratta di un modo spesso ironico per esprimere una forte convinzione e condivisione riguardo a un’affermazione.
In alternativa si usa spesso anche “certo” e soprattutto “ci credo”. Il senso è il medesimo. Un’alternativa più elegante è invece ‘”lo credo bene“
Es:
ci credo che Giovanni riesce a scrivere un episodio in soli 15 minuti, sono 8 anni ormai che pubblica episodi tutti i santi giorni!
lo credo bene che sei stanco, non hai chiuso occhio tutta la notte!
Affermazione: Ho saputo che Franco si è laureato!
Risposta: ci credo! Sono due anni che ha finito gli esami. Era ora!
Se vuoi essere più serio e usare un linguaggio meno informale, si possono usare diverse modalità, come ad esempio:
Affermazione: Ho imparato l’italiano in solo 6 mesi
Possibili risposte: Beh certo, so che sei membro dell’associazione Italiano Semplicemente. Non fatico a crederci!
Voglio farvi notare che, se non usiamo “sfido io”, per mantenere un significato simile, non basta in teoria esprimere un accordo con frasi tipo:
Sono pienamente d’accordo.
Condivido pienamente la tua/sua opinione.
La tua/sua affermazione è assolutamente vera.
Non potrei essere più d’accordo con lei/te
Sottoscrivo in pieno le tue/sue parole.
Si deve aggiungere qualcosa dopo, per sottolineare la validità dell’affermazione, per evidenziare un aspetto che rende l’affermazione ancora più significativa. Chiaramente usando un linguaggio meno informale si risulta spesso meno incisivi. Es:
Oltre ad aggiungere argomenti a sostegno della propria convinzione, si può anche riformulare l’affermazione originale con enfasi. Vediamo qualche esempio.
Lei ha perfettamente ragione a dire questo, oltretuttotutti gli esperti concordano con lei.
Come ha ben detto lei, non c’è alcuna speranza di vincere le elezioni, soprattutto in virtù dell’ultimo scandalo che ha coinvolto il partito.
Concordo al 100% con la sua analisi, tra l’altro c’erano state delle forti avvisagliein passato.
La sua osservazione coglie perfettamente nel segno, se non altro alla luce delle evidenze che emergono dagli ultimi dati.
Non fatico a credere che stai male. D’altronde te ne sono successe parecchie ultimamente.
Queste sono modalità che si possono usare in alternativa a “sfido io”, ricordandovi che l‘utilizzo di “sfido io” (e anche di “ci credo” e “grazie“) è appropriato solamente in contesti informali e con persone che conosci bene.
Se non vuoi essere offensivo, è anche importante evitare un tono di voce arrogante o aggressivo. L’obiettivo è esprimere condivisione e rafforzare la propria opinione in modo ironico e leggero.
Di conseguenza, se non sei sicuro che l’espressione sia adatta alla situazione, è meglio utilizzare un linguaggio più neutro.
Tornando a bomba, qualcuno si stara chiedendo: ma si può usare “sfidi tu”, “sfidiamo noi” eccetera? La risposta è no!! Esiste solamente “sfido io”. Al massimo potete evitare “io”, perché tanto è scontato, quindi può dire ad esempio:
Sfido (io) che non dormi! Sono due giorni che non chiudi occhio!
Edita: Luca mi ha detto che hai un vizio segreto. Vuoi svelarmelo? Non mi dire che sei ricaduto nell’atavico vizio dell’amore a pagamento!
Marcelo: Stai fresca! Luca dovrebbe imparare a tenere la bocca chiusa. Posso dirti però di avere un debole per il cioccolato.
Christophe: In virtù del fatto che siamo amici, devo dire che lo sapevo già. Hai la faccia da chi ha appena mangiato un intero barattolo di Nutella!
Ulrike: Questo non è neanche l’unico suo vizio. Ti ricordi quando gli ho chiesto se poteva smorzare i toni mentre parlavamo di politica? Pareva gli avesse dato di volta il cervello. Era scatenato!
Danielle: Senza contare la sua poca accortezzanella spesa. Hai contezza di quanto spende mensilmente per cose inutili?
Paul: Questi suoi vizi mi confortano. Almeno non sono l’unico ad averne.
Camille: Scusa, ma che c’azzecca tua madre? Ancora ancora tuo padre, che ti ha sempre viziata da piccola. Da questo punto di vista non sei diverso/a da me comunque.
Oggi ci occupiamo del termine “certo“, che può essere utilizzato in diversi modi in italiano, e questo dipende dalla sua posizione nella frase, dal contesto e anche dalle pause che facciamo.
Prima di tutto si usa per dare una conferma, quindi somiglia a un “sì”:
Mi aiuti a fare i compiti? “Certo!”, oppure: “Sì, certo!”, “certo che sì”, “Certo che ti aiuto” cioè: “Sì, ti aiuto, naturalmente”. Si usa in questi casi anche: chiaro, chiaramente, ovviamente. certamente.
In questo senso però si può usare anche in modo ironico, nel senso che la si pensa in realtà in modo completamente diverso.
Figlio: Ieri ho studiato tutto il giorno, ti giuro!
La mamma: certo, certo, immagino!
A parte questi casi, si tratta di un sì convinto, sicuro e si usa come avverbio anche per avvalorare una supposizione, per dare cioè più valore, più credibilità, a una nostra idea, a qualcosa che supponiamo ma che non siamo sicuri, proprio come “certamente” tipo:
Con questa pioggia, Giovanni sarà (di) certo restato a casa
A quest’ora domani sarai (di) certo già arrivato a Roma
Adesso Marco avrà (di) certo finito di fare l’esame
Bisogna ascoltare per imparare: La notizia viene da fonte certa, infatti l’ho letta su Italiano Semplicemente
Quindi la fonte è sicura, ci si può fidare.
Oppure:
Contro il Real Madrid andremo incontro ad una sconfitta certa!
Esiste anche l’espressione “dare per certo” cioè considerare reale, sicuro qualcosa o anche assicurare qualcosa, garantire.
Si può ovviamente usare per esprimere sicurezza:
Sono certo che sarò promosso!
Quindi proprio come “Sono sicuro/convinto che sarò promosso”
Può esprimere una evidenza, una cosa chiara, indubbia:
Se continui così è certo che non sarai promosso quest’anno
Attenzione perché quando è anteposto al nome, cioè quando si trova prima di un nome, “certo” può avere valore indefinito. Ad esempio può indicare una quantità precisa ma non descritta:
Certi giorni non sono del miglior umore
Certe notti sento abbaiare continuamente dei cani sotto casa
Si intende qualche giorno o qualche notte, non tutti i giorni o tutte le notti.
Può anche avere un senso ironico o spregiativo:
Certa gente io non la capisco: continua a studiare solo la grammatica anche se non fa progressi!
Al bar si sentono certi discorsi che mi fanno ridere a volte!
In questi casi si tratta di qualcosa di strano, di non normale, che non si apprezza.
Altre volte si usa per indicare un grado intermedio:
Mio figlio si applica con un certo impegno quando studia. E’ un ragazzo studioso.
Siamo partiti e dopo un certo tempo ci siamo fermati per una pausa
Quindi si tratta di una “certa quantità” o di un “certo grado”, un “certo livello” di qualcosa, ma non inteso come sicuro, chiaro, ma nel senso di “abbastanza”, “non poco”. Resta a volte un grado di indefinitezza ma è voluta. Spesso è assolutamente indeterminata e altre volte invece si vuole dire che non è poco, non è un basso livello, ma un “certo” livello, un “certo” grado, una “certa” quantità. Come quando dico:
Ho una certa fame!
Ho una cera sete!
Cioè: ho abbastanza fame/sete. Non ho poca sete, tutt’altro.
C’era una certa confusione alla festa
Cioè: C’era una certa quantità di confusione, c’era abbastanza confusione.
L’indeterminatezza invece a volte è voluta, come quando dico:
Sono stato a cena con certi amici di vecchia data
Non è bellissima, ma questa macchina che ho acquistato ha quel certo non so che
Altre volte sempre al plurale, significa: taluni, alcuni, qualche:
Il virus è stato creato in laboratorio: certi ne sono convinti
Certi affermano che Dio è un’invenzione
Certi dirigenti credono che bisogna tenere sotto controllo i propri dipendenti
Vedete che a volte si nota ancora una certa indeterminatezza.
Accade anche quando certo e certa sono preceduti da “un” e “una”. Accade anche con i nomi delle persone
Ho visto un certo Luca
Che significa “Ho visto una persona di nome Luca”. Ma voglio dire che non so chi sia, non lo conosco. So solamente che si chiama Luca.
Quando si usa “un certo” o “una certa”, si sta dando un senso di vaghezza o di incertezza rispetto all’identità della persona o della cosa a cui ci si riferisce. Quindi “ho visto un certo Luca” suggerisce che Luca non è una persona particolarmente importante o famosa, o che non se ne ricorda bene l’identità.
Può anche essere utilizzato per dare un senso di mistero o di suspense:
C’era una certa tensione nell’aria.
In questo caso, “una certa” implica che ci sia qualcosa di importante o di inquietante che sta per accadere, ma non si sa ancora di cosa si tratti.
Infine c’è anche un uso di certo come sostantivo:
Bisogna affermare il certo!
Cioè: bisogna dire ciò che è sicuro.
Oppure:
lasciare il certo per l’incerto.
Cioè: lasciare, abbandonare qualcosa di sicuro per scegliere qualcosa che invece è incerto, che non dà garanzie. Si usa spesso quando si lascia un lavoro per prenderne un altro col rischio di sbagliare.
Ci vediamo al prossimo episodio di Italiano Semplicemente, ma prima ripassiamo un po’.
Sofie: Sappiate che domani partiremo alle 8:00 di mattina. A quell’ora di certo non incontreremo traffico, incidenti permettendo.
Danielle: Ma sei sicura che sia una buona idea? A quell’ora tutti vanno a lavorare. Forse dovresti tornare sulla tua decisione.
Rafaela: In effetti, sembra plausibileche ci possa essere del traffico a quell’ora.
Sofie ma no, non mi preoccupo! Sono imperterrita, la partenza è confermata. Ho studiato la situazione.
Giovanni: quando volete dire che una cosa è ovvia, che è scontata, oltre all’esclamazione ironica “grazie“, come abbiamo visto nell’episodio 308, esiste l’esclamazione “vedi un po‘”, altrettanto ironica e pungente. Molto informale anche questa.
Xiaoheng: Come la vedi se ci spieghi anche questa Giovanni?
Giovanni: Certo, vedi un po’! In pratica questo è un modo per dire “sì” ma non è un sì normale, è piuttosto un:
Certo, ovviamente, naturalmente!
Non potrebbe essere altrimenti!
Molto usata in famiglia e tra amici. C’è un tono di rimprovero, come a sgridare per aver pensato, anche solo per poco, il contrario.
Per aumentare l’enfasi spesso si aggiunge una “e”:
“E vedi un po!” uguale a “e certo!”
Vi faccio qualche esempio: vado al supermercato. Secondo te è obbligatoria la mascherina?
Ed io rispondo: “e vedi un po’!”
Che vuol dire: è scontato, come potevi pensare diversamente? Rispondere con “grazie” non va bene perché è stata fatta una domanda con un dubbio. “Grazie” va bene quando si fa invece una considerazione, quando si esprime un concetto ovvio al quale noi ribadiamo con una spiegazione simile a “lo sapevo già”, “ciò che hai detto è ovvio”. Non una domanda quindi.
Lia: Al di là di questo significato ce ne sono altri?
Giovanni: Ci sono, a dire il vero, altri due modi di usare “vedi un po‘”, e per scoprirli vi invito a leggere l’episodio in cui ci siamo occupati di spiegare tutti gli utilizzi di questa espressione.
L’inizio e/o la fine, o le frasi intermedie di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!
Andrè (Brasile): I fine settimana passano in men che non si dica, ma che non ci si dica che manca il tempo: non vedo come potresti perdere questa opportunità! Vale la pena stare due minuti con italiano semplicemente! E tu? te ne vuoi capacitare oppure no?
Giovanni: quando dovete rispondere ad una domanda in modo affermativo cosa dite?
Sì, certo, credo di sì, ovviamente, penso di sì, naturalmente, senza dubbio, e vedi un po’! eccetera. Ma da cosa dipende la risposta?
Beh ad esempio dipende da quanto siete convinti.
Allora se volete esprimere un convincimento profondo, se siete sicurissimi della vostra risposta affermativa, potete dire: eccome!
La parola eccome equivale ad altroché, che è la più usata per esprimere sicurezza.
Mi capisci quando parlo?
Altroché! sono italiano anch’io.
Che è come dire: certo che ti capisco, naturalmente capisco ciò che dici. La stessa cosa è se rispondete “eccome!”
Eccome ha lo stesso livello di forza di altroché. Più informalmente c’è anche hai voglia! (che abbiamo già visto in un episodio passato).
Permettetemi di aprire una parentesi su questa modalità: “hai voglia“, più usata all’orale, diventa spesso una sola parola quando viene pronunciata velocemente: avoglia, aivoja, avoja, aivoglia. Si scrive in vari modi, ma in realtà sarebbe “hai voglia“, due parole separate. Si usa in diversi modi, e uno di questi è per dire un sì convinto. Chiusa parentesi.
Tornando a “eccome”, per rafforzare ancora di più spesso si aggiunge “se” e si ripete parte della domanda nella risposta.
Sei preparato per l’esame di domani?
Eccome se sono preparato!
Si può fare anche con altroché:
Altroché se sono preparato!
C’è da dire che se esistono diversi modi per esprimere lo stesso concetto, ci sono sempre dei motivi. ed infatti “hai voglia“, qualche volta vuol dire esattamente il contrario, in modo ironico.
Giovanni non l’ho visto mai studiare, secondo te supererà l’esame?
Sì, hai voglia…
Hai voglia se lo supera…
Che vuol dire: no, non lo supererà affatto! Si sta facendo ironia perché si è convinti del contrario.
Altre volte invece si sta dicendo “sì”, “senza dubbio”, proprio come eccome e altroché.
Sei riuscito ad arrivare in orario?
Hai voglia! Sono arrivato pure cinque minuti in anticipo.
Hai voglia se ce l’ho fatta! Sono arrivato anche qualche minuto prima veramente
Bogusia (Polonia): l’altro giorno, parlando con un italiano mi mancava un’espressione ricercata. Per un momento ho pensato di essere spacciata. Non mi capacito di come ogni due per tre mi dimentico delle parole. Di punto in bianco però mi sono ricordata dei due minuti con Italiano Semplicemente… uffa! Di nuovo mi sono salvata in calcio d’angolo!
L’inizio e la fine di ogni episodio dei due minuti con italiano semplicemente servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.