708 A che pro?

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A che pro?

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A che pro

Trascrizione

Giovanni: abbiamo già fatto un episodio che riguarda “perché” , giusto? Anzi ne abbiamo fatto più di uno. Il primo ha riguardato la differenza tra perché e poiché, mentre nel secondo ci siamo occupati di “come mai“. Poi ce ne sono anche altri.

Oggi ne facciamo un altro.

Voi potreste chiedermi:

A che pro farne un altro?

A che pro fare un altro episodio sul termine perché, visto che già ne abbiamo fatto più di uno?

Lo avete già capito, rispondo io, allora a che pro dare una spiegazione?

In realtà, qualcosa da dire c’è ancora. Perché la locuzione “a che pro” è vero che può sostituire “perché” in alcuni casi, ma la questione è più complessa.

Bisogna spiegare bene il termine “pro” che abbiamo già incontrato in un’altra locuzione. Sto parlando di “pro-forma“. Qui è una preposizione, e come tale in genere ha un significato simile a “in favore” o” a favore“. In pratica pro è l’opposto di contro, e si usano spesso insieme:

Tu sei pro o contro la nuova legge?

Io voterò contro il governo, ma molti votano pro.

Pro e contro stanno spessissimo insieme in una frase, anche quando diventa sostantivo:

Bisogna considerare il pro e il contro di una soluzione.

Abbiamo valutato tutti i pro e tutti i contro della nostra scelta?

Cioè abbiamo considerato tutti i vantaggi e tutti gli svantaggi? Pro sta per vantaggi, benefici.

Oltre a pro-forma, ci sono altre locuzioni molto comuni, come promemoria, pro-capite, pro-tempore e in questi casi ha un significato analogo a “per“.

Anche quando fate una donazione, la fate a favore di qualcuno, quindi ad esempio una donazione pro-bambini abbandonati, cioè la fate per questi bambini, a loro favore.

In questi casi comunque è molto più comune usare “a favore di” e “in favore di”.

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Quando invece usiamo la locuzione “a che pro“, in una domanda, non si parla propriamente di benefici, ma di ragioni, motivi.

A che pro la usiamo soprattutto quando non capiamo per niente il motivo, l’obiettivo di un’azione.

Spessissimo c’è anche una nota polemica quando usiamo “a che pro“. In realtà crediamo che non ci sia un motivo valido e che quella scelta abbia soltanto conseguenze negative.

Senza questa nota polemica si potrebbe anche dire “per avere quali benefici?”

Altrettanto usate sono:

A che scopo

A quale scopo

Ma si usano anche:

Qual è il motivo per cui…

Per quale ragione…

Vediamo qualche utilizzo dell’espressione “a che pro” dalle notizie di oggi.

Continuiamo a produrre infinite quantità di plastica, ma a che pro lo facciamo? Non abbiamo un pianeta di riserva in cui andare.

Alcuni virologi, cioè esperti di virus, hanno in questi giorni realizzato una canzoncina a favore dei vaccini. Ma molti si chiedono: a che pro rovinarsi la reputazione? Studiosi seri, medici affermati, che si sono prestati a fare una canzoncina da bambini. A che pro l’hanno fatto?

Per chi è interessato, la canzone si chiama “Sì sì vax”. La trovate su YouTube.

Ovviamente i virologi sono pro-vaccino, e avranno sicuramente valutato pro e contro quando hanno preso questa decisione.

Adesso ripassiamo.

Mariana: bene. Io sono decisamente pro-ripasso. Ne va della memorizzazione delle espressioni precedenti.

Marcelo: io invece sono contro. È vero che coi ripassi si memorizza di più, ma in compenso senza ripassi ho più tempo libero

Peggy: sarà! Io intanto, vuoi per restare sul pezzo, vuoi perché sono molto curiosa, per non saper né leggere né scrivere, mi vado a ripassare la lezione che verte sulla locuzione “ne va“.

Ulrike: Il che significa che anche tu Peggy dovevi prendere contezza che l’espressione “ne va dicorreva il rischio di passare in cavalleria? Non sarebbe niente di trascendentale, dato che dal momento della pubblicazione dell’episodio a questa parte, Gianni ci ha offerto una caterva di altre espressioni. Non dobbiamo abbatterci, tantomeno però dobbiamo sgarrare con i ripassi, anzi, secondo me diventano sempre più importanti.