707 Tipico, topico e saliente

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Tipico, topico e saliente

Giovanni: dunque, questo è un tipico episodio di Italiano Semplicemente, in cui cercherò di farvi conoscere qualcosa della lingua italiana. È un tipico episodio anche della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente, in cui non riuscirò a rispettare la durata promessa.

Hartmut: Ma questo è anche normale, essendo tu un tipico italiano, che non rispetta le regole. Si direbbe quasi che a stabilirle sia stato qualcun altro…

Giovanni: abbiate pazienza.

Cosa imparerete in questo episodio? Allora siccome tutti conoscete già il significato di tipico, dovrò concentrarmi su un termine simile ma poco conosciuto da chi non mastica italiano quotidianamente. Parlo del termine “topico“.

L’uso prevalente è quando parliamo di tempo.

In particolare, l’aggettivo topico si usa per qualificare quasi sempre un momento, oppure un minuto, un’ora, una giornata.

Un momento topico

Un minuto topico

Un’ora topica

Una giornata topica

Si tratta di un momento importante, decisivo, cruciale, risolutivo per ciò che accadrà dopo, cioè per gli sviluppi successivi.

Mary: dunque è un momento in cui cambiano le cose, un momento di svolta, se vogliamo.

Giovanni: esattamente. Si usa molto nello sport, nel descrivere i momenti salienti di una partita, i momenti in cui accadono le cose più importanti della gara.

Anche una serata tra amici può avere il suo momentilo topico, quello più importante, magari quello in cui accade qualcosa che cambia l’andamento della serata.

Lo stesso si può dire del momento topico di un film. E se perdiamo il momento topico di un film non capiamo nulla.

Possiamo parlare anche di momenti salienti, con lo stesso significato, che si tratti di un film, una serata, una partita o qualsiasi altro evento.

Solo che i momenti salienti sono generalmente più di uno, ed inoltre tante cose diverse possono essere salienti.

Il significato di saliente è anch’esso legato all’importanza, quindi significa notevole, rilevante, oltre che usarsi prevalentemente al plurale: i fatti più salienti di un periodo storico; i punti salienti di un discorso; i tratti salienti di una persona, le caratteristiche salienti di un’opera eccetera.

Se parlo di tempo, posso dire

le fasi più salienti di una gara

O

I momenti salienti di un film

Ma il momento topico è generalmente uno solo, ed è quello in assoluto più importante, quello cruciale. Poi, se un momento è topico, è perché da quel momento le cose cambiano. È un momento determinante per questo motivo. Per questo non è adatto per descrivere altre cose al di fuori della dimensione temporale.

Ma perché topico? Da dove viene questo termine?

Topico viene dal greco topos, che significa luogo, e per questo motivo l’aggettivo topico si usa ad esempio per indicare dei medicamenti da applicare su determinate aree del corpo, tipo le creme antidolorifiche, che sono appunto di uso topico, vanno quindi applicate localmente, sul “luogo” del corpo che fa male.

Ma per luogo si può intendere anche un argomento, un tema, una argomentazione.

E infatti la topica, nella retorica classica, è la ricerca di argomenti generici a cui si può fare ricorso per una determinata dimostrazione, per esporre le proprie tesi, su un certo argomento, per convincere, per persuadere, per insegnare.

Allora topico indica il mezzo dialettico con cui condurre un’argomentazione. Più in generale si definisce topico tutto ciò che riguarda l’arte topica.

Ci sono allora gli scritti topici di Aristotele.

Ma allora perché topico oggi si usa soprattutto per indicare un momento molto importante?

Marcelo: potresti venirci incontro? Non è che sia molto intuitivo.

Giovanni: Perché nell’arte topica si cerca di trovare il modo e la situazione giusta, il momento giusto e anche il luogo migliore, per arrivare all’obiettivo, che era per i greci, esporre le proprie idee.

Per questo si parla del momento topico, quello risolutivo, decisivo, cruciale. L’arte della topica è riuscire a trovare il luogo e il momento più adatti e importanti per esporre le proprie tesi.

Tipico invece viene da typos, sempre dal greco dunque, ma typos significa impronta, e ognuno di noi ha la propria impronta. È dall’impronta delle zampe che si riconosce l’animale. Quindi tipico è ciò che rappresenta qualcosa, cioè che lo identifica. Quanto tempo abbiamo impiegato oggi?

Peggy: un episodio bello lungo. Faccio appello alla mia pazienza ancora una volta.

Giovanni: grazie per la pazienza. Alla prossima!