n. 52 CHE VUOI – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

Natalia (Colombia): Eccoci qua cari amici di italiano semplicemente, oggi è sabato ventisette luglio duemila diciannove e siamo arrivati al primo giorno del weekend, possiamo adesso aprire una parentesi, magari prendiamo insieme un caffè ed iniziamo ad ascoltare questi due minuti con italiano semplicemente, siete pronti…Buon Ascolto.

Giovanni: Sono sicuro che molti di voi conoscono l’espressione: “che vuoi farci?

Si direbbe una domanda non vi sembra? E infatti spesso lo è, nel senso che si può anche rispondere a questa domanda.

Ma spesso si tratta di una frase che serve ad esprimere rassegnazione, cioè quel sentimento che si prova quando non potete fare nulla per risolvere un problema. Ovviamente state parlando con una persona e dite quindi:

che vuoi farci?

Il che significa: non si può fare nulla.

Non si tratta di una vera domanda in realtà.

Ad esempio, se parlate con un amico e gli dite:

Sai, mio nonno, di 100 anni, ha qualche problema di salute ultimamente.

Il tuo amico potrebbe rispondere:

Beh, è una persona anziana, che vuoi farci?

Il che significa: è normale, purtroppo è inevitabile a quell’età che ci siano problemi di salute. Non è colpa di nessuno e non si può fare nulla.

L’espressione si può usare in ogni circostanza della vita quotidiana ovviamente, e generalmente è legata a un dispiacere.

Attenzione perché in qualche caso questa espressione diventa:

Che vuoi?

Quindi manca l’ultima parola: “farci”.

Nessun problema. Non cambia nulla. Si usa spesso si usa dagli italiani al posto di: “che vuoi farci“, sempre come una falsa domanda, come prima, con lo stesso significato.

Questa però (che vuoi?) è solitamente anche una vera domanda, anche abbastanza maleducata: un modo maleducato che qualcuno usa quando si sente disturbato, quando è stato disturbato. Ovviamente il tono che usate in questo caso è diverso: più minaccioso!

Comunque vediamo un altro esempio:

Fa caldo eh?

Eh, che vuoi, siamo in piena estate.

Che equivale quindi a:

Eh, che vuoi farci, siamo in piena estate.

In effetti non si può fare nulla contro l’estate, bisogna avere pazienza.

Quindi quando volete, potete sostituire “che vuoi farci” con “che vuoi“.

Ma “che vuoi” ha anche un uso tutto suo, attenzione! Un utilizzo specifico nel linguaggio parlato, quello di affermare una facile conseguenza logica, senza alcun dispiacere, solo una conseguenza logica facile, comprensibile da tutti.

Che significa? Vi faccio un esempio che vi aiuterà:

Sto imparando l’italiano da 2 anni ma ho molte difficoltà. Invece John lo parla già molto bene, ed abbiamo iniziato insieme a studiarlo, ma che vuoi, john ha il padre italiano!

Quindi John ha il padre italiano, ecco perché ha imparato l’italiano molto velocemente. Si tratta di una conseguenza logica. Dire: “che vuoi farci” non è la stessa cosa, perché noi siamo felici per John, non ci dispiace che lui abbia il padre italiano e che impari velocemente. Non è una situazione a cui vorremmo rimediare.

Un altro esempio:

Posso finalmente andare in Italia, non ho più paura di parlare l’italiano. Che vuoi, è un anno che sono membro dell’associazione Italiano Semplicemente!

Ci sono altri modi per dirlo? Certo, ma sono più elaborati, diciamo:

Sai, ti dico questo perché è un anno che sono membro dell’associazione.

Sai com’è, sono membro da un anno di Italiano Semplicemente

Devi sapere che c’è un motivo: è un anno che sono un membro dell’associazione Italiano Semplicemente.

E’ molto più semplice dire:

Che vuoi, è un anno che sono membro dell’associazione Italiano Semplicemente!

Ripasso episodi precedenti:

Ulrike (Germania): Wow, di punto in bianco mi siamo accorto che siamo arrivati a 52 episodi. Scusate se ho esordito in modo così entusiastico, ma qui non stiamo solamente rispolverando il nostro italiano, ed a questo punto, personalmente non vedo perché debba smettere di ascoltare questi due minuti quotidiani, che spesso diventano tre o quattro, ma pazienza, quando la misura sarà colma smetterò! Per ora vado avanti, eccome se vado avanti!

Andrè (Brasile): quello che ho notato, cara Ulrike, mi sembra che la misura non sarà mai colma. I 2 minuti vengono tutti i giornie non sono semplicemente proforma. Anzi, sono diventati utilissimi “oggetti” nell’apprendimento dell’italiano.


L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

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