831 La chiave di volta

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Trascrizione

Il termine “volta” lo abbiamo incontrato almeno tre … volte nei passati episodi su italiano semplicemente. Scusate. Non mi è venuto immediatamente un sinonimo di volta…

Diciamo che è accaduto in due, tre o forse più… occasioni diverse (questa è una possibilità: occasione al posto di volta).

Abbiamo visto insieme “di volta in volta“, poi anche a mia voltae ancheuna volta per tutte“. Un’altra volta abbiamo anche parlato della frase partire “alla volta” di qualche città.

Poi però ci siamo occupati anche del verbo svoltare.

Ricorderete che in quella… circostanza (questo può essere un’altro modo per sostituire il termine volta) abbiamo parlato di un cambiamento improvviso che modifica lo stato dei fatti e che determina un cambio di direzione degli eventi.

Accade qualcosa di molto importante che ci fa “svoltare“, o che fa svoltare una situazione, sempre in senso positivo. Si tratta di un problema che finalmente si risolve o che si avvia alla soluzione.

La frase “abbiamo svoltato” somiglia molto anche a “siamo a cavallo. È sempre una bella notizia che preannuncia la soluzione di una situazione negativa.

I giovani usano spessissimo il verbo svoltare in questo senso.

Se vinco alla lotteria ho svoltato!

Ho conosciuto una persona che mi sta aiutando con la lingua italiana. Finalmente ho svoltato!

Un verbo, svoltare, che avremmo potuto usare anche in un altro episodio nel senso di cambiare direzione, analogamente a voltare, senza la lettera s iniziale. In senso proprio, in automobile ad esempio, ha lo stesso senso di girare, voltare, cambiare direzione (svoltare a destra, svoltare a sinistra).

Ebbene, “la chiave di volta”, che è l’espressione di oggi, si usa con un senso simile di svoltare, naturalmente parliamo dell’uso figurato, inteso come qualcosa di importante che determina un cambiamento delle cose.

La chiave fa sicuramente pensare all’apertura di una porta.

A dire il vero, adesso che mi è venuto in mente, anche nella frase “dare di volta il cervello” abbiamo un cambiamento importante. Anche questa espressione l’abbiamo già spiegata.

C’è sicuramente meno emotività nella “chiave di volta” . Questa è la prima cosa da dire.

Di primo acchito viene da pensare, come detto ad una chiave che apre una porta, come immagine di riferimento. In realtà la chiave di volta non è detto sia la soluzione del problema, non è esattamente la cosa che ci fa svoltare, che ci risolve una situazione in senso positivo.

Si tratta spesso dell’aspetto fondamentale di una questione, da cui può scaturire il cambiamento, che tra l’altro non è detto sia in senso positivo.

Potrei dire ad esempio che in tema di sicurezza e di controlli sugli aerei, la chiave di volta è stata l’11 settembre, il giorno dell’attentato alle torri gemelle.

Si tratta in questo caso anche solamente di un semplice cambiamento. Spessissimo comunque parliamo di problemi, e la chiave di volta è l’elemento che contiene ciò che serve a sbloccare la situazione in senso positivo, oppure la soluzione stessa.

Vediamo qualche esempio:

Come fare a risolvere il problema dell’inquinamento? La chiave di volta è sicuramente l’educazione ambientale.

La chiave di volta è…

Un’espressione che si usa quasi sempre in questo modo: per indicare l’elemento fondamentale per risolvere il problema.

Come mai la squadra della Roma non riesce più a vincere? L’allenatore dice che la chiave di volta per cambiare le cose è il centrocampo.

Quindi secondo l’allenatore bisogna cambiare qualcosa nel centrocampo, cioè nei giocatori che giocano nella parte centrale del campo, i cosiddetti “Centrocampisti”.

La chiave di volta, affermano invece gli esperti, può essere il tipo di allenamento dei calciatori. È quello che bisogna cambiare.

Un altro esempio:

Come fare per diminuire il numero altissimo degli incidenti sul lavoro in Italia?

La chiave di volta non sono le regole, ma i controlli e una adeguata formazione.

Un’espressione per niente usata dai giovani questa, ma molto professionale e adatta quindi a essere utilizzata al lavoro. Anche i giornalisti la usano abbastanza spesso.

Non vi ho detto però che la chiave di volta ha anche a che fare con l’architettura.

È qui infatti che si spiega il senso che abbiamo spiegato oggi di questa espressione.

La chiave di volta infatti è una pietra posta al vertice di un arco o di una volta.

La chiave di volta quindi ha una funzione strutturale, dà stabilità e si trova al centro dell’arco, al centro della volta.

In senso figurato quindi rappresenta l’elemento centrale, l’lemento portante di qualcosa.

Oggi, considerando che abbiamo rispolverato molti episodi passati, facciamo un brevissimo ripasso degli episodi precedenti (questa è sicuramente la chiave di volta per la memorizzazione).

Ulrike: Abbozzare un ripasso? Io non mi sento chiamata in causa. L’ultima volta, come sapete, me ne sono uscita con un vero e proprio obbrobrio, che il presidente ha bocciato senza remore. Un fallimento bell’e buono. Allora mi tengo alla larga dal farne un altro.

Hartmut: Può bastare così, perché l’episodio è bello lungo

– – –

Per i membri dell’associazione ricordo che gli esercizi su questo episodio si trovano nella cartella di Google drive.

Esercizi

10 domande per mettervi alla prova sull’episodio. Seguono le risposte.
Disponibili ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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756 Espediente

Espediente

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Trascrizione

Due episodi fa abbiamo parlato dell’espediente per la prima volta.

Quello, se ricordate, è stato, appunto, un espediente per cercare di attirare la vostra attenzione su un termine nuovo. Magari qualcuno di voi già si è fatto un’idea chiara del significato.

L’espediente ha a che fare in generale con la soluzioni ai problemi.

Trovare una soluzione. Questo è il nostro problema. L’espediente serve proprio a questo.

Somiglia ad un’idea, a qualcosa che potrebbe farci risolvere il problema.

In effetti l’espediente deriva da un’idea, ma quest’idea solitamente non è delle migliori. Conunque può capitare di usare questo termine anche per indicare una soluzione geniale.

Solitamente però la soluzione migliore, quella più efficace, non ha funzionato o non può funzionare per qualche motivo, oppure siamo in emergenza e dobbiamo trovare una soluzione velocemente, anche se poco ortodossa.

Potremmo chiamarlo anche un accorgimento, utile a risolvere alla meno peggio, o alla meglio, o alla bell’e meglio una difficoltà o a superare una situazione imbarazzante o critica, una situazione che necessita di una rapida soluzione.

Notate che ho usato più volte “alla“. A questo se ricordate abbiamo dedicato un episodio.

Comunque abbiamo usato “alla” in modo simile altre volte:

Cogliere alla sprovvista

Tornare alla carica

Stare alla larga

Prendere alla leggera

Allora, tornando a noi, in queste circostanze problematiche si può ricorrere ad un espediente.

Potremmo parlare anche di una trovata, di uno stratagemma o di una scappatoia. Sono alternative validissime.

Della trovata abbiamo già parlato un paio di volte (anche perché termina per –ata) , e sappiamo che spesso questo termine contiene un giudizio, a volte positivo, se si sottolinea la genialità dell’idea, (analogamente alla mandrakata) altre negativo, se si sottolinea l’ingenuità di chi ha creduto che quella fosse un’idea geniale.

Nell’espediente non c’è però nessun giudizio.

Nello stratagemma, invece lo dice anche la parola, c’è la strategia. Uno stratagemma è una soluzione originale, si tratta di un astuto espediente.

Il termine scappatoia, anche qui la parola parla chiaro, è una via d’uscita, una strada per uscire velocemente (per scappare), sia in senso fisico che figurato, da un problema. Anche la scappatoia è un espediente ingegnoso per evitare un pericolo o una situazione incresciosa, preoccupante, problematica.

Ad ogni modo con l’espediente, con lo stratagemma e la scappatoia si usano spesso i verbi ricorrere e escogitare.

Es:

Bisogna escogitare un’espediente per risolvere questo problema.

Sono ricorso a un espediente veramente geniale.

Adesso voglio parlarvi dell’espressione “vivere di espedienti“, che significa vivere di ripieghi, spesso illeciti, illegali, disonesti.

Chi, per necessità, per mancanza di soldi, di risorse, insomma perché non se la passa molto bene, è costretto a trovare rapide soluzioni di emergenza, anche commettendo piccoli reati, si può dire che vive di espedienti, simile un po’ a tirare a campare, ma ricorrendo (questa è la differenza) spesso e volentieri, ad atti poco leciti per poter adattarsi a tutte le circostanze.

Avete notato che ho ricorso al verbo ripiegare?

In effetti quando si ricorre ad un espediente, come detto, è qualcosa che escogitiamo perché la prima soluzione o non c’è o non funziona. È a tutti gli effetti una soluzione di ripiego.

È bello per me quando gli episodi passati mi aiutano a spiegare i successivi. Per voi naturalmente è un modo per capire quanto è importante comprendere i progressi che avete fatto e in questo modo tra l’altro l’apprendimento diventa molto edificante per voi.

A questo punto, considerando quanti richiami ho fatto agli episodi passati possiamo anche evitare il ripasso del giorno.

727 Trovare la quadra

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Trascrizione

Giovanni: Ricordate l’espressione fare quadrato? Non crederete spero di aver finito con questa figura geometrica! Infatti oggi continuiamo a parlare di quadrati, o meglio, di termini simili.
Prendiamola alla larga partendo dal verbo venire:

Quando si ha un problema matematico da risolvere e avete già la soluzione, si deve svolgere il problema e vedere se alla fine il risultato torna. Ma tornare lo abbiamo già spiegato vero? Il verbo che ho appena usato (tornare) possiamo volendo sostituirlo col verbo “venire“.

Il risultato viene

Mi viene!

A te cosa ti viene? Ti viene il mio stesso risultato?

Oppure con la negazione.

Non mi viene il risultato

Non mi viene mai!

Oggi non mi viene niente!

A volte, nelle stesse occasioni, si usa anche il verbo quadrare, specie con la negazione:

Il risultato non quadra.

Evidentemente abbiamo sbagliato qualcosa, altrimenti quadrerebbe/tornerebbe/verrebbe.

Il verbo “quadrare” conviene approfondirlo perché quando qualcosa non “non quadra“, vuol dire molto spesso che abbiamo notato che c’è qualcosa che non va. Potremmo tranquillamente usare il verbo tornare anche in questi casi:

C’è qualcosa che non torna/quadra

Questa cosa non mi torna/quadra

C’è una questione di logica legata alla questione che non torna o che non quadra e questo lo abbiamo visto anche nell’episodio dedicato all’espressione “non mi torna”.

Il verbo quadrare è però anche legato alla fiducia, al convincimento, al dubbio.

Non siamo convinti di qualcosa, abbiamo un dubbio, forse ci potrebbe essere un problema. Stiamo cercando di capire per arrivare a una soluzione convincente oltre che logica.

Allora, anche al di fuori della matematica spesso si dice:

Qualcosa non mi quadra!

Si fanno spesso discorsi sospettosi quando si usa questo verbo:

Ma se i ladri hanno rotto il vetro, ci dovevano essere in pezzi di vetro in camera. Invece era tutto pulito. Qualcosa non quadra!

Quando qualcosa non quadra bisogna ragionare per capire bene le cose.

Ma questo uso di quadrare è molto simile a quello di tornare dell’episodio di cui sopra.

Se torniamo alla matematica, col verbo quadrare si usa anche l’espressione “quadrare i conti“.

In realtà quando si usa il termine conti, la questione è più un problema contabile: numeri che riguardano soldi.

Si parla di contabilità, quindi di conteggi matematici che riguardano delle spese e delle entrate.

Se a fine mese non possiamo spendere più di quanto guadagniamo, c’è evidentemente la necessità di far quadrare i conti. Lo stesso problema si presenta quando le entrate e le uscite di un bilancio devono essere le stesse.

Ugualmente, in senso più generale possiamo usare questa espressione quando ci aspettiamo un certo risultato contabile e questo invece non si verifica.

I conti non quadrano.

Quando i conti non quadrano dunque il problema è generalmente contabile e quando i conti non vengono c’è invece un errore nei conti matematici, anche non contabili.

In contabilità si parla anche di quadratura dei conti. Non è altro che il pareggio fra entrate e uscite in un bilancio. Le entrate sono uguali alle uscite: abbiamo quadrato i conti.

Quando invece, più genericamente, cerchiamo una soluzione ad un problema – quindi usciamo nuovamente dalla matematica – si usa anche un’altra espressione:

Trovare la quadra

Non si tratta di un problema qualunque, ma di qualcosa di complesso, cioè quando ci sono molte questioni coinvolte, anche in contrasto tra di loro.

Si può usare anche in contabilità, ma spessissimo si tratta di trovare un compromesso tra posizioni discordanti. La soluzione che stiamo cercando è qualcosa che sia accettabile per tutti.

In quel caso abbiamo trovato la quadra.

Si usa spesso in politica, quando bisogna mettere d’accordo diverse persone o partiti politici cercando una soluzione che vada bene a tutti.

Vediamo qualche esempio:

Sono in corso le elezioni per eleggere il presidente della Repubblica Italiana. I partiti stanno cercando di trovare la quadra attraverso incontri di gruppo, telefonate e messaggi WhatsApp.

Si può usare il verbo trovare, come avviene più spesso, oppure, più raramente il verbo cercare.

Trovare la quadra

Cercare la quadra

Es:

Un certo calciatore non vuole lasciare la sua squadra della Roma, nonostante il suo rendimento nell’ultimo anno non sia stato elevato. La dirigenza dovrà cercare un’altra squadra che sia accettata dal calciatore (che non vuole una squadra di livello più basso) ma che accontenti anche la moglie del calciatore, a cui piace troppo la città di Roma e non vuole lasciarla. Per trovare la quadra, la dirigenza sta cercando un’altra collocazione in un’altra grande città del centro sud.

Finalmente abbiamo trovato la quadra: il Napoli ha presentato un’offerta per il calciatore e la moglie sembra molto soddisfatta. Finalmente!

Certo, a volte il problema è talmente complesso che è impossibile o quasi trovare la quadra. In questi casi si parla della cosiddetta “quadratura del cerchio“, una espressione che deriva da un  problema geometrico irrisolvibile.

Anche questa si usa spesso, per dire che si sta cercando una soluzione, un compromesso tra persone ad esempio, o quando in realtà gli interessi coinvolti sono troppo distanti tra loro. È impossibile trovare la quadra. Allora si sta cercando la quadratura del cerchio. Meglio lasciar perdere in questi casi.

Es: si può fare un programma di governo con l’estrema destra e l’estrema sinistra? Oppure è come cercare la quadratura del cerchio?

Ricapitoliamo

Ricapitolando: se confrontiamo due soluzioni, per verificare la correttezza di un risultato, possiamo usare informalmente il verbo venire (l’esercizio non mi viene). Possiamo usare anche il verbo tornare, ma in questo caso spesso si parla di problemi logici e di coerenza.

Il verbo quadrare possiamo anch’esso usarlo in questi casi, ma è più adatto parlando di contabilità. Ad ogni modo quando qualcosa non quadra c’è ugualmente un problema di logica e coerenza, come col verbo tornare.

Cercare e trovare la quadra si usano invece con problemi complessi, specie (ma non solo) se si tratta di trovare una soluzione con interessi contrapposti, similmente al termine compromesso.

Quando il problema da risolvere ha una complessità tale da ritenersi impossibile o quasi, si parla di quadratura del cerchio.

Se qualcosa non vi quadra tornate indietro e ripetere la lettura, altrimenti ascoltiamo il ripasso degli episodi precedenti.

Peggy: c’è un proverbio napoletano che fa così:

Dio è lungariéllo, ma nun è scurdariéllo.

Vale a dire che Dio può essere lento ad intervenire, ma non è smemorato.

Leonardo: il napoletano mi va a genio ma non mi riesce bene, allora vi faccio sentire un proverbio che origina nella zona centrale del Brasile:

Passarinho que anda com morcego acorda de cabeça para baixo.

In italiano: Uccellino che vuol fare il pipistrello si sveglia capovolto. In pratica si potrebbe dire che è un proverbio che invita a essere sempre se stessi, della serie non provare a essere diverso dalla tua natura, perché se ci provi andrà male.

Sergio: sono d’accordo, perché

La mona aunque se vista de seda, mona se queda

cioè: la scimmia, anche se si veste di seta, pur sempre scimmia rimane

Marcelo: Parlando di scimmie, mi viene in mente un proverbio:

a papà scimmia con dare banane verdi

Che vuol dire? Vuol dire che al papà scimmia non lo freghi! Questo proverbio lo ricordo sempre a mio figlio, che ogni due per tre torna alla carica chiedendomi soldi in prestito, giurando di restituirmeli presto! Io però, che sarei la scimmia vecchia di cui sopra, io gli rispondo: a papà scimmia non dare banane verdipassi che una volta ti dimentichi, passi anche la seconda volta, ma se faccio mente locale, saranno tre volte e passa che mi ripeti la stessa pappardella. Benedetto figlio mio, hai voluto la bicicletta?…e sai come segue!…allora datti una regolata!