Falla finita! Fallo per me!


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Buongiorno ragazzi e benvenuti su italiano semplicemente, il sito per imparare a parlare la lingua italiana come si deve, ed in particolare il sito per imparare l’italiano in modo divertente, in modo informale e anche professionale. Chi vi parla è Giovanni, una persona appassionata di apprendimento delle lingue, che ha iniziato nel 2015 ad organizzare le idee su italianosemplicemente.com nella speranza di essere utile a tutti gli stranieri al fine di innamorarsi della lingua di Dante Alighieri, che poi è anche la mia lingua!

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Oggi sono qui insieme a Luca, mio nipote. Benvenuto.

Luca: ciao a tutti.

Bene, oggi io e Luca vogliamo farvi conoscere l’utilizzo, anzi gli utilizzi di due parole in particolare, che sono FALLO e FALLA.

Questa idea mi è venuta in mente dopo avere letto un messaggio sul gruppo WhatsApp di italiano semplicemente, in cui un ragazzo voleva sapere come usare la parola FALLO.

La domanda del ragazzo,  egiziano, è stata la seguente:

Qual è  la differenza tra “puoi farlo”  e “puoi fallo”  e quando usare le due frasi.

Ci sono stati altri membri del gruppo che hanno replicato al messaggio dicendo che FALLO è solamente un modo per chiamare l’organo sessuale maschile.

A questo punto mi è venuto in mente che fosse necessario un chiarimento ed una spiegazione più dettagliata sulla parola FALLO, e già che c’ero anche sulla parola FALLA, al femminile.

Occorre specificare che in questo episodio  non spieghiamo la parola “fallo” inteso come organo sessuale, né la parola “falla” intesa come lacuna, mancanza. Si sente spesso infatti parlare di falla nel sistema informatico, oppure di avere una falla nel senso di avere una mancanza. Si parla solamente, in questo episodio, di fallo e falla come imperativo del verbo fare.

Una delle due frasi del ragazzo egiziano “puoi fallo” in effetti non è corretta, perché è una espressione dialettale. La frase corretta è solamente “puoi farlo”.

Ad esempio se chiedo a mia madre:

Mamma posso andare a giocare a pallone oggi pomeriggio? La mamma può rispondere:

Certo, puoi farlo, ma solo dopo aver fatto i compiti.

Quindi puoi farlo è una frase che serve a concedere un permesso: puoi fare ciò che mi hai chiesto, puoi farlo, e farlo finisce con “lo” perché si riferisce al permesso che è stato chiesto. Non è un ordine, perché c’è “puoi” ma è una possibilità. Se vuoi puoi farlo, altrimenti no.

Puoi farlo quindi si usa per rispondere ad una domanda qualsiasi in cui si chiede un permesso:

Posso fare la pipí? Posso fare colazione? Posso andare a casa? Posso ascoltare un episodio di Italiano Semplicemente?

Notate bene quindi che non c’entra nulla se la cosa di cui si parla sia maschile (posso fare questo esercizio?) o femminile: Posso fare la pipí? Chiede Il figlio alla madre. La madre risponde: si puoi farlo.

Qualcuno potrebbe dire: ma la pipí è femminile quindi la madre dovrebbe rispondere: sì, puoi farla!

Ok, hai ragione, infatti si può dire anche “farla” perché fare sta per espellere, quindi ci si può riferire direttamente alla pipí, e non al permesso di fare la pipí. Puoi farlo significa puoi fare ciò che mi hai chiesto, invece puoi farla significa puoi fare la pipí, cioè puoi espellere la pipí dal tuo corpo. Vanno bene e trame le cose.

Sicuramente non si può dire “puoi fallo” o “puoi falla” perché fallo e falla sono forme dialettali, e fallo e falla sono l’imperativo del verbo fare.

Quindi l’imperativo vuol dire che si sta dando un ordine, e non si sta concedendo un permesso. Fallo! Falla! Seguiti da un punto esclamativo equivalgono ad un ordine.

Quindi analogamente a “mangialo, scrivilo, vendilo, bevilo” eccetera, fallo è l’imperativo del verbo fare.

La stessa cosa vale per “falla” e “falli” ed anche “falle“.

Che dici mamma li faccio i compiti?

Falli subito! Risponde la mamma.

Mamma non  mi scappa la pipí!

Falla ho detto! Risponde la mamma.

Dove la faccio? Replica la figlia.

Falla dietro il cespuglio!

Quindi falla è un ordine. Fallo ugualmente è un ordine, e si usa di più di falla, perché come detto prima ci si può riferire in generale ad una cosa che va fatta, senza badare al genere maschile e femminile, perché potrebbe anche non esserci nessun genere.

Che dici vi raggiungo al mare?

Fallo!

Fallo! Cioè raggiungici al mare, è un ordine. Non c’è un genere da rispettare.

Bene allora adesso vediamo alcuni esempi in cui possiamo usare FALLO e FALLA.

Ci sono alcune espressioni che si usano molto spesso, a volte di facile comprensione, a volte meno.

Ad esempio  se dico “falla corta” sto dicendo, sto chiedendo ad una persona di “farla corta“, cioè di sbrigarsi, e questo si usa informalmente per chiedere una spiegazione veloce. È un po’ sgarbata come richiesta, un po’ maleducata diciamo, quindi vi consiglio di non usarla, e si usa quando si vuole dire ad una persona di non parlare molto, perché non è interessante, o perché non ho tempo per ascoltare, o perché è inutile. “Falla corta per favore” , cioè  “sii breve e conciso, non perdiamo tempo prezioso“.

falla finita! È un’altra espressione molto usata, anche questa molto sgarbata, molto autoritaria, quindi attenzione!  Se si dice: basta, smettila, non ti sopporto più, non parlare più è la stessa cosa.

Ma non si usa solamente per chiedere di smettere di parlare, piuttosto si usa molto spesso nelle discussioni, nei litigi, dove si sta dicendo all’interlocutore di smetterla di fare qualcosa.

Posso quindi dire: ma falla finita! Che significa smettila, cioè smetti di comportarti così, basta! Non ci si riferisce solamente a smettere di parlare, ma anche a smettere di fare qualcosa che non c’è bisogno di specificare, perché è scontato.

Posso parlare anche al plurale: Ad esempio se voglio lasciare la mia fidanzata posso dirle: forse è meglio che la facciamo finita. 

Il che è come dire: lasciamoci, non è più il caso che andiamo avanti. Facciamola finita. “Noi”  facciamola finita, ed anche qui non dobbiamo pensare che l’uso del femminile (facciamola) abbia un significato particolare. Semplicemente si usa dire così, è come quando diciamo: finiamola qui, smettiamola, che hanno lo stesso significato di “facciamola finita”. 

Al maschile si usa spesso dire:

“fallo per amor mio” 

Il che è una richiesta più che un ordine. Se ad esempio una donna chiede al fidanzato: mi ami veramente?

Il fidanzato allora dice: certo,  cosa devo fare per dimostrartelo? Cosa vuoi che faccia?

La donna allora dice: inginocchiati e chiedimi di sposarmi!

Cosa? Devo mettermi in ginocchio?

Fallo per amor mio, fallo se mi ami!

A questo punto il ragazzo non ha più scuse.

Si usa spesso dire anche:

“fallo bene”

Se ad esempio vado a chiedere alla mia fidanzata di sposarmi.

La mia amica potrebbe consigliarmi:

Benissimo, ma fallo bene però! Cioè fallo bene, fallo nel modo giusto, in modo originale.

Se mi riferisco direttamente ad un qualcosa o a qualcuno che ha un genere quindi, è come detto prima dobbiamo in questo caso specificare se è maschile o femminile.

Se ad esempio sto dicendo a Giuseppe che deve piegare, poi deve stirare delle lenzuola e deve farlo bene, e di farle entrare nell’armadio,  allora posso dire a Giuseppe:

– piegale, stirale (le lenzuola) e falle entrare nell’armadio.

Devo usare il femminile plurale, falle entrare, le lenzuola, nell’armadio. È come dire fai entrare le lenzuola nell’armadio, quindi falle entrare nell’armadio. Mi sto riferendo alle lenzuola, sono loro che devono entrare nell’armadio. Non è come falla finita, o facciamola finita o falla breve, in cui è consuetudine parlare al femminile, ma non c’è un soggetto femminile di riferimento. Questo è molto importante da comprendere.

Allo stesso modo c’è una espressione al maschile:

– fallo nero quello là! 

Fallo nero è una frase che si usa informalmente quando c’è una sfida o un incontro tra persone  in cui bisogna dimostrare di essere migliori di qualcun altro. C’è un confronto da affrontare.

Se c’è un incontro di box ad esempio, tra Marco e Luca ed io vorrei vincesse Marco  spero che sia lui e non Luca a vincere,  quindi dico a Marco: fallo nero! Cioè sconfiggilo, battilo, sii tu il vincitore, fallo nero, fallo diventare nero, alludendo ai lividi, al colore della carnagione, della pelle, quando una persona viene picchiata e subisce dei colpi che possono causare dei lividi di colore nero.

Ma qui ci si riferisce più alla vittoria, e vuol dire semplicemente sconfiggilo nettamente. Fallo nero uguale fai nero a lui, quindi in senso figurato sconfiggilo.

Allo stesso modo, si specifica quando si dice “fallo passare”. Anche questo molto usato nel quotidiano, linguaggio parlato da noi tutti i giorni.

Se sono in macchina ad esempio con la mia famiglia e ad un certo punto una macchina dietro di noi inizia a suonare col clacson perché vuole sorpassaci, vuole cioè vuole superarci, allora mia moglie potrebbe dirmi:

– dai fallo passare che sta suonando.

Con fallo passare ci si riferisce al guidatore dell’automobile che è dietro la nostra auto, ma potrei ugualmente dire “falla passare” se voglio riferirmi alla macchina, all’automobile, oppure alla donna che è al volante, se chi guida è una donna. Potrei ugualmente dire “falli passare“, quindi al plurale riferendomi in questo caso alle persone che si trovano dentro alla macchina. Tutti questi modi sono corretti.

Tornando alla differenza tra fallo e farlo, con fallo si parla quindi sempre di richieste o di ordini. Ed è per questo che non bisogna confondere fallo con farlo, oppure falli con farli. Fallo e falli indicano un ordine, una richiesta esplicita. Invece farlo indica una possibilità: “puoi farlo passare se vuoi” , “puoi farli passare se credi“.

Invece “fallo passare!” È un ordine, una richiesta.

Che dici lo faccio?

“Puoi farlo” indica una possibilità, “fallo” indica un ordine.

Un altro esempio?

Se sono in cucina e devo cucinare delle patate, posso chiedere: come vuoi che cucini le patate? Potrei farle fritte, oppure potrei farle arrosto, oppure al vapore. Come le faccio?

Mia madre direbbe:

Beh puoi farle come preferisci.

Ma mia moglie risponderebbe “falle al vapore!” probabilmente,   perché sono più salutari.

Bene ragazzi non  la voglio tirare troppo per le lunghe, credo sia abbastanza per oggi. Spero di essermi spiegato bene, al limite potete commentare l’articolo e risponderò volentieri.

Grazie a tutti coloro che apprezzano questo lavoro che facciamo sul sito, molti lasciano dei commenti agli articoli, altri preferiscono condividere con i loro amici gli episodi su Facebook, oppure solamente l’audio su WhatsApp, a me fa piacere ogni tipo di apprezzamento. Se poi volete aiutare economicamente italiano semplicemente, come fanno alcuni visitatori, vi ringrazio di cuore per la vostra generosità, potete donare usando PayPal, 1 euro, 5 euro, quanto volete, potete anche fare una donazione ricorrente, ogni mese è potete ovvia. ovviamente iniziare e smettere quando volete.

Grazie a tutti comunque,qualunque sia il vostro modo di apprezzare italiano semplicemente. Il prossimo episodio sarà una lezione di italiano professionale, un saluto a tutti.

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