Guarda caso!


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Buongiorno ragazzi e benvenuti su Italianosemplicemente.com, il sito internet per imparare l’italiano o per migliorare il proprio livello.

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Saluto tutti i membri della grande famiglia di Italiano Semplicemente, che aumenta di giorno in giorno. Grazie di essere qui all’ascolto di questo nuovo episodio, dedicato ad una espressione idiomatica molto utilizzata dagli italiani di ogni luogo. “Guarda caso”. Questa è l’espressione di oggi: “guarda caso“. Due sole parole.

Non è una espressione facile da comprendere per diversi motivi.

Il primo motivo è che le due parole non sembrano legate tra loro: guarda e caso, le due parole dell’espressione, sembrano non avere cose in comune; un legame particolare.

Secondo motivo: non c’è un senso figurato. L’espressione non ha un senso figurato, non c’è quindi neanche un’immagine, neanche una metafora che può aiutarci.

Terzo motivo: manca qualcosa, sembra mancare un legame tra le due parole: un articolo, una preposizione, qualcosa che possa aiutarci a capire.

Vediamo bene le due parole allora.

“Guarda” viene dal verbo guardare. E’ l’imperativo del verbo guardare: guarda! Quindi si riferisce alla persona con cui si parla: guarda, osserva, vedi.

Cosa deve guardare però?

La persona con cui si sta parlando cosa deve guardare?

Deve guardare il “caso” che è la seconda parola della frase.

Il “caso” è un avvenimento che si verifica senza una causa definita e identificabile. E’ un evento, qualcosa che accade, che avviene, per cause che sicuramente ci sono ma che non sono conosciute.

Se una cosa avviene “per caso” significa che non c’è un motivo per cui è avvenuta, non è successo qualcosa di importante e di identificabile. In poche parole è avvenuta “casualmente” o per caso, appunto.

Non c’è una causa, una causalità. E quando non c’è una causalità c’è quella che si chiama una “casualità”. Questa cosa è avvenuta “per caso. Non c’è una causalità, bensì una casualità. La parola caso dà origine alla parola casualità, opposta alla causalità, che invece deriva da “causa”.

Il “caso” inoltre è anche un sinonimo di “coincidenza“, che è la cosa che accade quando due o più cose accadono contemporaneamente ma senza nessun legame, oppure quando due o più cose sembrano legate tra loro ma non lo sono in realtà: si tratta di una coincidenza.

“Guarda caso” quindi significa “guarda il caso”, però si omette l’articolo “il”. Si omette, cioè si toglie, si evita di mettere l’articolo “il”. Quindi la frase è “guarda caso”, (senza articolo) che possiamo dire anche “guarda che coincidenza”.

Il senso quindi è quello di invitare la persona con cui si parla a notare una coincidenza, una cosa che è avvenuta e che sembra proprio essere legata ad un’altra. Sembra evidente il legame: hei, guarda che coincidenza, hai notato che strana coincidenza? Toh, che caso!

Avrete notato il tono ironico di queste frasi che ho appena pronunciato. Avrete notato che chi parla in realtà non crede affatto si tratti di una coincidenza, anzi, è convinto che ci sia causalità, e non casualità, nell’evento che si è appena verificato, che è appena accaduto. Si tratta evidentemente di una frase ironica. Chi la pronuncia non crede a questa coincidenza!

Quando si usa quindi questa espressione?

Vi faccio alcuni esempi. Parlano due amici. Il primo dice:

Sai, sto pensando di trasferirmi a Roma.

L’amico risponde:

Davvero? Roma?… guarda caso è dove vive ora la tua ex fidanzata!

L’amico quindi non crede si tratti di un caso. Ti trasferisci a Roma? Proprio dove vive la tua fidanzata? Davvero? Ma guarda che caso! Guarda caso proprio dove vive la tua fidanzata!

L’ironia emerge chiaramente, anche dal tono. Ma non c’è bisogno di ascoltare la risposta. Leggere è sufficiente: guarda caso si usa esclusivamente in questi casi, con ironia.

Facciamo un altro esempio. Due politici italiani che parlano.

Hai visto che nel 2016 sono aumentati i furti negli appartamenti?

E l’altro politico risponde:

Nel 2016? Guarda caso nello stesso anno sono aumentati anche i disoccupati.

è chiaro che il secondo politico ha associato l’aumento dei furti negli appartamenti con l’aumento della disoccupazione, nonostante lui abbia detto “guarda caso”.

Secondo lui non si tratta affatto di un caso, di una casualità, di una coincidenza, ma di due eventi che hanno un legame. L’aumento dei disoccupati ha causato un aumento dei furti, perché i furti sono episodi di criminalità, che ha un legame con il fatto che molte persone non abbiano più un lavoro.

L’espressione è adatta in dialoghi informali, ma non è raro trovarla anche in articoli giornalistici ed anche in email di lavoro. In ogni caso, cioè sempre, di tratta sempre di ironia, si cerca sempre di mettere in discussione quella che sembra una semplice coincidenza, ma che, secondo chi parla, non lo è.

Attenzione perché non potete inserire nulla, nessuna parola tra guarda e caso. Se lo fate non si capisce più cosa volevate dire.

Se chi vi ascolta non è un amico o comunque il contesto è più serio e non è il caso di fare dell’ironia, non potete usare questa espressione. Come fare allora? Beh in questi casi possiamo semplicemente dire: “non a caso” oppure “non è un caso”.

Ad esempio:

Sai, sto pensando di trasferirmi a Roma.

L’amico risponde:

Davvero? Roma?… Immagino non sia un caso che è proprio a Roma che vive ora la tua ex fidanzata!

In questo caso non c’è nessuna ironia.

Oppure:

Hai visto che nel 2016 sono aumentati i furti negli appartamenti?

E l’altro politico risponde:

Nel 2016? Non a caso nello stesso anno sono aumentati anche i disoccupati.

è chiaro che resta la volontà di collegare i due eventi in modo causale, in un meccanismo di causa-effetto, ma lo si fa senza ironia, ed il discorso è più serio.

Altri modi, più educati e professionali per manifestare questa volontà sono:

– mi sembra evidente che non si tratti di un caso;

– non è possibile secondo me che si tratti di una causalità;

– è chiaro, dal mio punto di vista, che esiste un legame tra queste due cose.

Bene credo che ormai dovrebbe essere chiaro a tutti il significato dell’espressione, possiamo quindi fare un esercizio di ripetizione.

Ripetete dopo di me cercando di imitare anche il mio tono.

– guarda caso!

– ah, guarda caso!

– ma pensa un po’, guarda caso!

– ma dai, davvero? Ma guarda caso che coincidenza!

Ciao ragazzi continuate a seguire Italiano Semplicemente se vi fa piacere, per me è un onore potervi aiutare quando posso.

Ringrazio tutti per l’ascolto e ovviamente tutti i sostenitori, tutti coloro che hanno fatto una donazione a favore di Italiano Semplicemente.

Alla prossima lezione.

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4 pensieri su “Guarda caso!

  1. Ciao Gianni!
    Grazie – mi ha fatto molto piacere, perché l’ironia fa gran parte del senso dell’umorismo danese. Forse anche troppo, secondo me, così che qualche volta sia troppo dura e mentale, ma quando viene dal cuore può essere veramente divertente!
    Spero che ci faccia molti di più file audio di questo tipo!
    Lya

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