Avere la faccia di bronzo


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Ecco qua amici, ancora una volta, cari membri della famiglia di Italiano Semplicemente.

Oggi ci divertiamo un po’, che ne dite? Ci divertiamo e nello stesso tempo impariamo delle parole nuove. Ed oggi ce ne sono molte di parole nuove. L’argomento è quello delle relazioni sociali.

Oggi infatti parliamo di “facce“. Cosa sono le facce?

Facce è il plurale di “faccia”, e tutti noi ne abbiamo una! Come sapete la faccia è una parola con la quale si indica il viso, cioè la parte anteriore della vostra testa in cui si trovano i vostri due occhi, il vostro naso (uno, in questo caso), le vostre due guance, una a destra e una a sinistra, la vostra fronte, ed anche il vostro mento. Per non parlare delle ciglia, le sopracciglia e delle orecchie, che stanno a fianco del vostro viso.

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Ebbene la “faccia”, la parola faccia non è proprio identica alla parola “viso”, in quanto la faccia è utilizzata non solo per indicare le caratteristiche fisiche di una persona, ma soprattutto quelle morali. La faccia è una di quelle parole italiane che si trovano in moltissime espressioni idiomatiche.

Una di queste è “avere la faccia di bronzo“.

Cosa significa questa espressione?

Beh, intanto spieghiamo cosa è il bronzo. Il bronzo è un metallo, anzi, a dire il vero Il bronzo è una “lega” di metalli. Infatti per fare il bronzo occorrono due metalli: del “rame” e un altro metallo che si chiama “stagno“. Una lega di due metalli è quindi quello che si ottiene quando due metalli si fondono tra loro, si uniscono. Unendo, o meglio fondendo il rame con lo stagno si ottiene il bronzo.

Se vi dico la frase “Bronzi di Riace” non vi dice nulla? Mai sentiti nominare i Bronzi di Riace? I Bronzi di Riace sono due statue, due bellissime e famosissime statue, che sono state trovate in mare in Italia, nel sud dell’Italia qualche anno fa e che sono fatte interamente di bronzo, un materiale che ha molte ottime proprietà come una alta resistenza alla corrosione, ed inoltre il bronzo è molto duttile e malleabile: si riesce bene a lavorare senza troppi problemi.

I Bronzi di Riace sono state ritrovate in eccezionale stato di conservazione, a riprova della proprietà del bronzo di saper resistere alla corrosione, specie quella dell’acqua del mare.

I Bronzi di Riace sono stati rinvenuti nel 1972 ma risalgono al V secolo avanti Cristo, quindi hanno resistito alla corrosione del mare per circa 2500 anni. Se capitate a Reggio Calabria vi consiglio caldamente di andate a vedere i Bronzi di Riace.

Ebbene, queste due statue, possiamo sicuramente dire che hanno la faccia di bronzo, ma quando si usa questa espressione in realtà non ci si riferisce alla composizione fisica della nostra faccia; non stiamo parlando del materiale con cui è fatto la nostra faccia, cioè il nostro viso.

Ci riferiamo invece ad una qualità morale, ad una caratteristica umana, ad un aspetto relativo al comportamento.

Chi sono dunque le persone che hanno la faccia di bronzo. Si tratta delle persone che possiamo anche chiamare sfrontate, spudorate, sfacciate, capaci di azioni riprovevoli senza rimorsi, che non si vergognano di nulla e non arrossiscono mai, proprio come se fosse di metallo, come se fosse di bronzo!

Il bronzo è un materiale resistente alla corrosione abbiamo detto giusto? Ebbene se una persona ha la faccia di bronzo allora questa persona è capace a mantenere inalterata una espressione facciale anche in circostanze particolari, circostanze in cui normalmente una persona diventa rossa, cioè arrossisce, oppure si vergogna per aver fatto qualcosa di moralmente non accettabile. Insomma, in situazioni difficili, poche persone riescono a rimanere del tutto impassibili, specie quando ci sono delle colpe, quando si è colpevoli di qualcosa, quando si è fatto qualcosa di sbagliato e per cui ci si dovrebbe pentire, o quantomeno vergognare.

Ed invece le persone che hanno la faccia di bronzo no! Loro sono persone “sfacciate“. Notate bene questo aggettivo: “sfacciate” significa senza faccia, cioè prive di faccia. Ovviamente si tratta di una immagine. Queste persone sono “spudorate“, cioè senza pudore, senza vergogna, senza ritegno. Queste persone sono “sfrontate” cioè senza fronte – anche questa è un’immagine. La sfrontatezza è quell’atteggiamento o quel comportamento insolente, impudente. Spesso si sente dire:

Quella persona è di una sfrontatezza incredibile“, quando si parla appunto di persone spudorate, sfacciate, senza vergogna, senza pudore, senza faccia.

Chi ha la faccia di bronzo quindi ha il coraggio di fare delle cose che sono moralmente inaccettabili e di farle con una naturalezza sconcertante, con una naturalezza che sembra strana agli occhi delle persone normali:

Ma guarda che faccia di bronzo!

E’ questa la frase che viene spontanea di fronte a queste persone.

Notate poi come le parole sfrontatezza, spudoratezza e sfacciataggine, iniziano tutte con la lettera “s” e questo si fa spesso quando si vuole indicare la mancanza di qualcosa. In questo caso quello che manca è il pudore (le persone spudorate), la fronte (le persone sfrontate) e la faccia (le persone sfacciate).

Il senso è sempre negativo ovviamente. Si tratta di apprezzamenti, di giudizi rivolti a persone che stupiscono in negativo per come reagiscono in specifiche circostanze.

Si vuole pertanto comunicare una qualità morale negativa; questo senza dubbio.

Volevo poi soffermarmi sulla preposizione semplice “di” presente nell’espressione “avere la faccia di bronzo”: “di bronzo”: è la faccia ad essere “di bronzo”.

Usiamo questa preposizione perché in genere indichiamo un materiale: la faccia è fatta di bronzo. Così come il tavolo è fatto di legno, il maglione è di lana e il cucchiaio è di ferro.

Nelle espressioni idiomatiche si usano spesso le preposizioni semplici. Ognuna ovviamente ha le sue caratteristiche. Poi ce ne sono moltissime di espressioni che contengono la parola “faccia”.

Vediamo ad esempio che l’espressione “avere una faccia da schiaffi” contiene la preposizione “da”. La faccia da schiaffi è una faccia che merita schiaffi, una faccia che merita di essere schiaffeggiata. Qui usiamo “da” perché è come dire: questa ragazza è da baciare, questa persona è da conoscere, questo bambino è da apprezzare per la sua generosità eccetera.

Poi c’è anche “Stare faccia a faccia” in cui si utilizza la preposizione “a”;

Dire qualcosa in faccia a qualcuno” utilizza la preposizione “in”;

poi c’è anche “per la tua bella faccia” in cui si utilizza “per”;

Diciamo che in generale ascoltare le spiegazioni delle idiomatiche è un modo interessante per capire come si usano le preposizioni semplici.

Vediamo alcuni esempi di utilizzo dell’espressione di oggi: “avere la faccia di bronzo

Ammettiamo ad esempio che mio figlio faccia un dispetto, una marachella, cioè un dispetto, uno scherzo, un atto di furbizia ad esempio. Io, che sono il padre, mi accorgo di questo, lo vedo con i miei occhi, io mi accorgo di questa marachella, e lui, mio figlio, nonostante tutto, nega. Lui dice: “non è vero papà, non sono stato io. Io non ho fatto nessuno scherzo”, dice mio figlio guardandomi dritto negli occhi con una espressione seria.

Hai proprio una faccia di bronzo“, gli rispondo io.

Quello che sto dicendo a mio figlio è che lui ha il coraggio di negare, ha il coraggio di dire che non è stato lui a fare questa marachella, nonostante che io lo abbia visto con i miei occhi.

Ha proprio una faccia di bronzo mio figlio, proprio una bella “faccia tosta“.

Questo è un altro modo molto usato per esprimere lo stesso concetto: “quella faccia tosta di mio figlio ha negato di aver fatto una marachella!”.

Quando dico una marachella voglio dire una cosa poco grave, un atto poco lecito ma in fondo non cattivo.

La “faccia tosta” quindi è la stessa cosa della “faccia di bronzo“. La faccia tosta è più familiare, si usa più spesso in famiglia, mentre la faccia di bronzo è un pochino più ricercato.

Si sta però sempre parlando di persone sfrontate, sfacciate. Ci sono in realtà delle differenze tra avere una faccia di bronzo e essere sfacciati, spudorati e sfrontati. Anche se questo non lo troverete nei dizionari provo a  darvi una spiegazione facendo alcuni esempi.

Nel caso di mio figlio e dell’esempio precedente non userei il termine “spudorato” perché i bambini, almeno fino ad una certa età, diciamo fino alla soglia dei 3 o quattro anni possiamo dire che non hanno un vero senso del pudore. Solo più tardi nasce nel bambino il desiderio di un minimo di intimità. Il pudore infatti non è esattamente come la vergogna. Il pudore è, possiamo dire,  il senso di intimità fisica di una persona.

Spieghiamo innanzitutto quindi la differenza tra vergogna e pudore.

Intorno ai 3, 4 anni i bambini iniziano ad acquisire consapevolezza di sé stessi e a capire diciamo i confini e le differenze tra il proprio corpo e quello degli altri. Il pudore inizia quindi a svilupparsi proprio durante questa presa di coscienza. La vergogna invece è più generale come concetto: si può provare vergogna per mille motivi diversi, non solo per motivi legati al proprio corpo ed ai propri sentimenti.

Un ladro ad esempio potrebbe pentirsi di aver rubato e provare vergogna: il ladro si vergogna, prova vergogna per aver rubato.

Allo stesso modo un politico corrotto si può pentire, anche lui, potrebbe provare vergogna per il suo passato da corrotto. Questo non accade mai nella realtà ma sarebbe sicuramente una buona cosa se ogni tanto accadesse!

In tali rarissimi casi il politico, come il ladro, prima di pentirsi non ammette naturalmente le sue ruberie. Non ammette di aver rubato prima del pentimento. Nega sempre, anche di fronte all’evidenza, anche cioè quando è evidente: e ci vuole una bella faccia tosta sicuramente per negare anche davanti all’evidenza. Ci vuole una bella faccia di bronzo!

Poi il politico si pente, ammette di aver sbagliato e si vergogna del suo passato. Non posso certamente dire che prova pudore del suo passato! Quindi la vergogna e il pudore non sono la stessa cosa.

La sfrontatezza è come abbiamo visto, anch’esso un termine simile, ma essere una persona sfrontata è peggio che avere semplicemente una faccia di bronzo. Il comportamento di una persona sfrontata è non solo sfacciato, ma è anche irriverente e insolente poiché si manca di rispetto alle persone.  E’ anche un atteggiamento arrogante, perché esprime un senso di superiorità nei confronti del prossimo. Lo sfrontato è arrogante perché non tiene in nessun conto di suggerimenti, proposte o richieste che arrivano dalle altre persone. E questa arroganza si manifesta con un costante disdegno e con una irritante altezzosità. Una persona sfrontata pertanto è anche altezzosa, una persona cioè boriosa, piena di boria e presunzione, specialmente nei rapporti sociali, nelle relazioni con le altre persone: “io sono meglio degli altri!”

Avere la faccia di bronzo abbiamo detto è meno familiare di avere la faccia tosta, che è più familiare. C’è un modo poi ancora più in uso in famiglia, un modo un po’ sgarbato, un po’ maleducato ed anche offensivo. Stiamo parlando di “avere la faccia come il sedere” oppure “avere la faccia come il culo“, dove,  la parola “culo” come tutti voi saprete, rappresenta il sedere, anche se questa (culo) è una parolaccia usata in molti modi diversi nella lingua italiana. Potrei dedicare un episodio di un paio d’ore a riguardo 🙂

Infine la “sfacciataggine” è, secondo me, meno grave della sfrontatezza e leggermente diverso anche dalla  spudoratezza. Il pudore è più intimo e pertanto non avere pudore (cioè essere spudorati) sembra a prima vista più grave di essere sfacciati.

Ad ogni modo queste riflessioni piene di particolari che vi sto facendo devono servire solamente a farvi riflettere un po’ sui termini e soprattutto ad esercitare l’ascolto. Magari adesso ricorderete meglio il significato dell’espressione di oggi: “avere la faccia di bronzo”.

Esercitiamo la voce invece adesso: un piccolo esercizio di ripetizione, che ne dite?

Bronzo

Faccia di Bronzo

Avere la faccia di bronzo

Hai proprio una faccia di bronzo!

Io non ho la faccia di bronzo, sono molto timido!

Grazie a tutti anche delle vostre generose donazioni e ci vediamo il prossimo episodio di Italiano Semplicemente.

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