204 – VEDI TU – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giovanni: che facciamo oggi? Cosa spieghiamo in questo episodio numero 204? Vabbè, mamma, vedi tu oggi ok? Ciao!

Giuseppina: Ci sono sequenze di suoni, di parole, che in maniera automatica e irriflessa vengono inserite nella frase e, svuotati dal loro significato originario, prendono un diverso significato. Stiamo parlando di una cosa di cui gli italiani non possono fare a meno: gli intercalari. “Vedi tu”, è uno di questi.

Il verbo che si usa in questo caso è “vedere” e non è da interpretare alla lettera. In questo caso significa occupatene tu, pensaci tu, o anche pensaci su e poi decidi in totale autonomia.

Due sole parole che possono essere però usate in più modi diversi, dunque, descrivendo velocemente, in modo colorito, quello che intendiamo dire.

Vogliamo vedere come viene facile utilizzare questa espressione?

Esempio:

Io te lo dico, poi…. vedi tu.

Questo è un esempio con cui si invita ad ascoltare (io te lo dico) e poi a prendere una decisione autonomamente (vedi tu).

Se chiedete ad una ragazza:

quando vogliamo andare a vedere quel film?

e lei vi risponde:

Vedi tu!

vuol dire che lei non dà nessuna importanza alla cosa e tocca a te decidere
Vogliamo prendere quel cagnolino?

Vedi tu!

Dicendo cosi ti viene lasciata tutta la responsabilità della decisione.

Solitamente è un messaggio positivo, del tipo “non c’è problema per me, decidi tu”.

Sì può rispondere:

ok, vedo io e poi ti dico.

Dunque “vedi tu” significa “pensaci tu“, nel senso di “decidi tu“, “pensaci con calma“.
Ovviamente è un’espressione informale.

Si dà del tu, ma con uno sconosciuto può diventare “veda lei“, che è un modo cordiale per dire “a sua discrezione“, “a sua scelta“.

Ovviamente si sta dando del lei al nostro interlocutore.

C’è sempre un tono confidenziale oltre che cordiale. Si usa solo all’orale.

Se si parla con più persone naturalmente diventa “vedete voi”, o “che vedano loro” se si parla di altri.

Attenzione perché “te la vedi tu“, o “veditela tu“, o “se la vedono/vedano loro” è un po’ diverso e questo lo vediamo domani.

Infine c’è anche un’altro senso che vediamo ugualmente domani, che si usa per chiedere un parere.

Frase di ripasso:

Ulrike: La puntata 47 della rubrica “due minuti con italiano semplicemente” sul verbo rispolverare, l’avete presente? Quale membro dell’associazione italiano semplicemente mi sono prefissa di rispolverare a volte gli episodi passati con qualche frase di ripasso. Utile per me per destreggiarmi sempre meglio con la lingua italiana e al contempo utile per voi per farvi ricordare le espressioni passate. Allora buttate un occhio sulle espressioni che ho appena usato. Può darsi che non vi ricordiate del loro significato, in questo caso non scervellatevi troppo e soprattutto non siate restii ad andare a ritroso per una bella ripetizione. Una volta rotti gli indugi non riuscirete più a tenere a bada la voglia di seguire ogni giorno i due minuti con italiano semplicemente, frasi di ripasso incluse.

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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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203 – SCANSO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Emanuele: due minuti con italiano semplicemente.

Giovanni: Episodio 203. Di cosa parliamo in questo episodio?

Se avete letto il titolo, il termine SCANSO credo vi abbia incuriosito.

Ad esempio:

Forse è bene dire una cosa: mio figlio Emanuele ha 11 anni dunque è ancora minorenne e non viene pagato per partecipare agli episodi di italiano semplicemente. Per lui questo non è un lavoro e neanche per me, quindi non si tratta di sfruttamento minorile. Questo è bene dirlo a scanso di equivoci. Questo è un esempio di uso del termine scanso.

Avete ascoltato questa mia ultima frase

Questo è bene dirlo a scanso di equivoci.

A scanso di equivoci significa “per scansare eventuali equivoci”, per fare in modo che non ci saranno equivoci.

Quindi scanso viene dal verbo scansare, che è simile a evitare.

A scanso di = al fine di evitare, al fine di scansare, per scansare, per evitare.

Scansare è molto materiale come verbo. Se ti dico “scansati” vuol dire spostati.

È un po’ maleducato però se vi rivolgete ad una persona dicendo che si deve scansare, perché scansare si usa con gli ostacoli, con gli oggetti che vanno spostati, scostati, perché danno fastidio. Anche un pugno, un colpo, un calcio si possono scansare, per non essere colpiti. Quindi è simile anche a evitare. Scansare serve a evitare.

Scanso infatti ha questo utilizzo.

Si usa per evitare che qualcosa di negativo accada, quindi è una misura preventiva. Si dice prima che accada qualcosa.

A scanso di qualcosa quindi significa per evitare che accada qualcosa, come gli equivoci, cioè le incomprensioni, i malintesi.

Io voglio essere chiaro con voi, quindi a scanso di equivoci, vi dirò tutta la verità.

Il termine scanso si usa solo in questo modo: a scanso di equivoci, di malintesi, di polemiche, di imprevisti, di dubbi. Si può usare quindi in molte circostanze diverse.

Ora se avete capito tutto possiamo ripassare alcune espressioni passate, quindi ascolterete una frase e poi a scanso di dubbi Emanuele proverà a spiegare questa frase di ripasso a parole sue.

Ora vi lascio a Bogusia che vi racconta una bella storiella. Si fa per dire!

Bogusia (Polonia): Vi racconto la storia di un cacciatore che è finito nei guai per aver sparato a dei poveri polli. A denunciarlo è stato il proprietario dei polli.
E dire che il nuovo dirimpettaio sembrava molto amichevole. Almeno all’inizio. Cacciatore accanito qual era, quel giorno evidentemente non è riuscito a tenere a bada le sue emozioni e ad accusare il colpo sono stati i polli. Cos’è successo?
Si trattava di un uomo un po’ strano, che dopo un po’ ha mostrato di non voler nulla a che spartire con i suoi vicini, e tanto meno con i loro animali. Era per sistemare l’orto, quando, di punto in bianco si accorse che due volatili erano entrati nel suo territorio. Il cacciatore non se l’è sentita di trattenersi: rientra a casa, prende una delle sue 30 doppiette che possedeva e esplode due colpi che non hanno lasciato scampo ai due animali. Non vi racconto nessuna sciocchezza. È capitato davvero, in Veneto.

Segue la spiegazione di Emanuele.

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202 – QUANDO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Emanuele: due minuti con italiano semplicemente, episodio 202.

Giovanni: ah, 202 grazie Emanuele. Mi aspettavo fosse episodio n. 203, quando mi hai fatto notare che in realtà si tratta del n. 202.

Giuseppina: Sapete che questo è un modo abbastanza particolare di usare “quando“.

Ci sono vari modi di usare questo avverbio e congiunzione.

Oggi vorrei spiegarvi che ogni volta che state raccontando qualcosa di accaduto nel passato, potete usare “quando“, al fine di introdurre un evento sorpresa, cioè qualcosa che accade, un accadimento, ma inaspettato o improvviso.

Un tipo particolare di evento quindi, in generale si usa per tutto ciò che può stupire, meravigliare.

Ero appena entrato in casa quando vidi tutti i miei amici che mi avevano organizzato una festa sorpresa!

Sembrava tutto tranquillo, quando all’improvviso Marco si mise a piangere.

Stavo dormendo, quando ho sentito un fortissimo rumore venire da fuori.

Ci stavamo baciando, quando lei ha detto di amarmi!

Tutto sembrava tranquillo, quando è iniziato il temporale 🌩

In tutti questi casi volete dare il senso della sorpresa e del cambiamento che avviene all’improvviso. È come dire: “nel momento in cui”, “proprio in quel momento”.

Normalmente prima di “quando” di usa la forma dell’imperfetto (stavo dormendo, ero, mi trovavo eccetera) invece dopo si usa il passato prossimo o anche il passato remoto, se è passato molto tempo: quando mi sono accorto, quando mi accorsi, quando ho visto, quando vidi, quando lui mi ha detto, quando lui mi disse eccetera.

Notate che spostando “quando” o gli altri pezzi della frase il senso può cambiare:

Quando ci stavamo baciando lei ha detto di amarmi. (in questo caso significa “in quel momento”, “mentre”)

Lei ha detto di amarmi quando ci stavamo baciando. (anche qui è lo stesso)

In questi casi a volte può non essere chiaro se io voglio dare il senso della sorpresa, ed allora il tono da usare può aiutare a fare chiarezza.

Emanuele: Ora ripassiamo un po’ le espressioni passate e poi proverò a darvi una spiegazione di questa frase a parole mie.

Monica: stavo pensando quale sorpresa sarebbe accendere la tv ed ascoltare che hanno finalmente trovato l’antivirus del nuovo corona virus.

Bogusia: già, sarebbe una vera svolta.

Andrè: ipotesi abbastanza peregrina però, almeno per ora; e se vogliamo sarebbe anche poco credibile, almeno secondo me.

Ulrike: il che non mi stupisce, conoscendoti. Tu non credi mai a nulla! Io sono per l’ottimismo invece.

Segue la spiegazione di Emanuele.

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201 – ESSERE PER – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Emanuele: due minuti con italiano semplicemente, episodio 201.

Giovanni: Ok, grazie Emanuele, abbiamo appena terminato i primi duecento episodi della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente, ma io sarei per continuare? E tu?

Emanuele: Anche io sono per continuare papà!

Giovanni: ok, allora oggi in questo episodio n. 201 spieghiamo un metodo veloce ed informale per esprimere un’opinione. L’ho già utilizzato io ed anche Emanuele: “essere per”:

Io sarei per continuare

Al presente diventa “io sono per continuare”, come ha detto Emanuele.

Io ho preferito usare il condizionale perché spesso si fa così con le opinioni, si usa la forma condizionale per cortesia, per non dare l’impressione che sia un’ordine.

Semplice vero?

“io sono per” e poi aggiungete un verbo all’infinito.

Posso usare qualsiasi modo verbale ovviamente, dipende da ciò che si vuole dire, e di solito si usa quando si presenta una scelta tra più opzioni.

Io tra andare a scuola e andare al mare sono per andare al mare.Tu per cosa sei?

Io sarei per il mare

Posso fare anche così, senza ripetere il verbo, tanto è scontato.

A volte il condizionale ha un senso diverso dalla cortesia:

Io sarei per il mare, se mia madre fosse d’accordo 🙂

Io tra il cibo italiano e quello inglese sono per quello inglese

Anche io lo ero, poi ho assaggiato le fettuccine al ragù!

Altro esempio?

La riunione era noiosa, e noi eravamo per andarcene, ma il nostro dirigente ce lo ha impedito.

Un altro esempio:

Io tra la democrazia e la monarchia, sono per la repubblica!

Educazione dei figli:

io sono per l’educazione severa.

Io invece sono decisamente per un rapporto amichevole tra genitori e figli.

E tu per cosa sei?

Attenzione perché “essere per”, quindi “io sono per”, “io ero per”, eccetera (anche con tu, lui, noi eccetera) si usano spesso anche per indicare un’azione imminente, che sta per avvenire, ed anche per indicare la presenza in un luogo “per” fare un’attività:

Ero per uscire, quando sono inciampato! (azione imminente: “stavo per” uscire e sono inciampato)

Anche prima ho detto:

La riunione era noiosa, e noi eravamo per andarcene, ma il nostro dirigente ce lo ha impedito.

Qui il significato potrebbe anche essere: “stavamo per andarcene”, quando il nostro dirigente ce lo ha impedito.

Qualche anno fa ero per turismo a Roma (mi trovavo a Roma per motivi turistici)

Quindi non è un’azione imminente, non è un’opinione, ma è per indicare la presenza in un luogo per fare qualcosa: ecco perché si dice “per”:

Ero per turismo a Roma

Ero per affari a Torino

eccetera. Quindi tre modi di usare “essere per

Ora ripassiamo alcune espressioni passate:

Andrè (Brasile): Tutti sanno che la città di São Paulo in Brasile e la pioggia sono un binomio inscindibile! comunque, siamo alle solite, da anni la misura è colma, la storia si ripete, il caos è assoluto in praticamente tutta la città! Si dà il caso che sia piovuto, solo altro ieri , il 50 % delle previsioni per l’intero mese di Febbraio ma non vedo come le pubbliche autorità non se ne capacitino! Coraggio amici che vivete a São Paulo! Armatevi di pazienza e andate avanti!

 

 

 

 

 

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