n. 148 – INCALZARE – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giovanni: Benvenuti nell’episodio n. 148 della rubrica “due minuti con Italiano Semplicemente”, la rubrica per migliorare, per affinare il proprio italiano giorno per giorno, attraverso termini nuovi da imparare, verbi particolari ed espressioni che normalmente gli stranieri non utilizzano, almeno fino ad oggi.

Allora, ieri abbiamo parlato del verbo tallonare, e abbiamo detto che è simile al verbo incalzare. Vedete che siamo partiti dal calcagno, e dal verbo accalcarsi, con un significato completamente diverso da tallonare, sebbene il tallone e il calcagno rappresentino la stessa parte del piede, quella posteriore. Anche la calza, o le calze hanno a che fare con i piedi, poiché le calze si indossano.

Incalzare a volte si usa come tallonare, nel senso che abbiamo già visto insieme: stare dietro ad una persona, non mollarla, pressarla, sia fisicamente sia mantenendo un controllo stretto sulle sue attività, per controllarla o per ricordarle qualcosa da non dimenticare, o per spingerla a fare un’azione. Potete usare incalzare questa persona come anche tallonare questa persona. “Stare alle calcagna” di questa persona è un’altra modalità ancora di esprimere questo concetto.

C’è un caso però, anzi ci sono due casi, anzi ce ne sono tre di casi, del tutto specifici in cui il verbo incalzare trova esclusiva applicazione. In questo caso non si usa tallonare. Si parla nel primo caso di quando facciamo delle domande o delle richieste ad una persona. Queste domande e richieste sono però insistenti, senza tregua, sono richieste che fanno venire l’ansia chi le riceve:

Ehi, vacci piano, mi stai incalzando di domande una dietro l’altra, dammi il tempo di rispondere!

Il giornalista incalza di domande il politico intervistato!

Sono richieste che vengono fatte con insistenza, con urgenza di risposte, una dietro l’altra, senza dare tregua, mettendo pressione alla persona che le riceve. La “pressione” quindi accomuna il verbo tallonare e il verbo incalzare, ma in modo diverso in alcuni casi come questo. In questo caso stiamo pressando, stiamo sollecitando qualcuno con delle richieste.

Il secondo caso in cui incalzare trova applicazione, è quando si vuole indicare qualcosa che sta arrivando, che si sta avvicinando, qualcosa che è imminente, che sta proprio per arrivare, è solo una questione di tempo: oddio che ansia!

la morte incalza (mamma mia!)

il pericolo incalza

la recessione incalza

Anche qui c’è la “pressione“, l’ansia delle conseguenze che possono arrivare da un avvenimento, quindi bisogna fare qualcosa, bisogna agire, perché il pericolo incalza ad esempio, il pericolo sta arrivando, non si ferma, non ci aspetta e bisogna fare qualcosa. Non c’è mai una buona notizia quando uso incalzare in questo modo!

Poi, non posso usare tallonare in questo caso, che si usa solo quando una persona insegue fisicamente o mette pressione ad un’altra, le sta dietro, la tallona, le mette pressione.

Il terzo caso è quando gli avvenimenti o le notizie incalzano, delle cose che accadono una di seguito all’altra, velocemente: si susseguono rapidamente, in modo inarrestabile, obbligando perciò, anche in questo caso, a decisioni immediate da prendere.

Qualche esempio e poi chiudiamo:

I professori incalzarono lo studente durante l’esame

Il giornalista ha incalzato il presidente di domande

Gli eventi incalzano e manca il tempo per fare qualcosa

Siamo sotto pressione per il lavoro incalzante di questi giorni

Le notizie si susseguono ad un ritmo incalzante

Un’avvertenza finale: non confondete incalzare con incazzare e incazzarsi, mi raccomando!

Ora una frase di ripasso:

 

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Lejla (Bosnia Erzegovina): Può darsi amici che fra di noi vi sia qualcuno che non se la sente di seguire questa rubrica ogni giorno. Magari pensa di poter ingranare con la lingua italiana con i libri di grammatica e quando cerchiamo di convincerlo, quel tale si sente perfino tallonato da noi. Che volete, siamo in tanti che ci accalchiamo ogni giorno per non mancare all’ascolto della nuova puntata. Questa persona però non riesce a capacitarsi di come ci si possa destreggiare come si deve senza lo studio della grammatica. Lasciamolo ancora cincischiare un po’. In fondo ci vuole poco tempo per mostrargli i nostri progressi. Ho sentore che questo comunque sarà il momento giusto, e noi siamo pronti ad accoglierlo di buon grado fra di noi.

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n. 147 – TALLONARE – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giovanni: Benvenuti nell’episodio n. 147 della rubrica “due minuti con Italiano Semplicemente”, la rubrica per migliorare, per affinare il proprio italiano giorno per giorno.

Ieri abbiamo parlato del verbo accalcarsi e abbiamo visto come il calcagno e il tallone siano la stessa parte del piede, la parte posteriore del piede. I due termini hanno lo stesso significato ma tecnicamente il calcagno è il nome dell’osso del piede, mentre il tallone è la parte esterna; potete comunque usare tallone o calcagno nello stesso modo nel linguaggio comune.

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Ora, il verbo tallonare, che deriva da “tallone”, non ha lo stesso significato di accalcare o accalcarsi. Tra l’altro tallonare non è un verbo riflessivo.

Il verbo tallonare si usa con un senso di fastidio, di pressione, che una persona fa nei confronti di un’altra.

Si usa in diversi contesti. Nello sport significa “inseguire da vicino“, e lo usano spesso i commentatori televisivi e radiofonici.

Quindi se c’è una squadra seconda in classifica ad un punto o due punti rispetto alla squadra prima in classifica, posso dire che la squadra seconda in classifica tallona la prima, e che la prima è tallonata dalla seconda.

Questo verbo è particolarmente adatto quando la seconda squadra riesce a stare al passo della prima, che non riesce quindi a staccarla in classifica, non riesce a distanziarla di un numero maggiore di punti. La seconda squadra, restando appena dietro, ed inseguendo da vicino la squadra capolista, rimanendo a brevissima distanza, tallona la prima squadra, tallona la capolista.

Si vuole dare l’immagine dell’inseguimento ravvicinato: il tallone della squadra capolista è attaccato alla squadra che segue.

Ci sono diversi modi colloquiali per esprimere questo concetto: “avere il fiato sul collo” è uno di questi, oppure usando il verbo “incalzare“, un sinonimo di tallonare.

Se usciamo dal mondo dello sport, vuol dire sempre inseguire, stare vicino, ma l’obiettivo non è agonistico, non è superare l’avversario, poiché non c’è nessuna gara, nessuna competizione in questo caso.

Al lavoro ad esempio, tallonare qualcuno (linguaggio informale) o anche incalzarlo, indica lo “stare dietro“, seguire da vicino. Quindi seguire, oltre che inseguire. Può essere un seguire col corpo ma anche sotto forma di pressione psicologica.

Ad esempio se mi serve urgentemente un documento e lo devo chiedere ad un lavoratore dell’ufficio X, a volte c’è bisogno che questa persona venga tallonata, incalzata, per fare in modo che questa persona faccia velocemente, quindi bisogna chiamarla spesso, starle dietro, fare in modo che non si dimentichi. C’è il senso della vicinanza stretta che trasmette un senso di fastidio, come dicevo. Quando si tallona una persona c’è un fastidio che viene avvertito dalla persona che viene tallonata, che viene incalzata, perché la persona tallonata deve rispondere.

C’è in realtà una leggera differenza tra questi due verbi, perché incalzare si usa spesso con le domande, ma questo verbo lo vediamo meglio domani.

Adesso qualche esempio sul verbo tallonare e poi una frase di ripasso delle espressioni precedenti.

Il governo viene continuamente tallonato dall’opposizione sulla questione della dei migranti

L’attaccante viene tallonato dal difensore

I giornalisti tallonano gli attori famosi

Bogusia (Polonia): Ah, qual buon vento , ciao Gianni. Mi spiace ma non posso darti una mano adesso. Ho avuto parecchi contrattempi e figurati che persino la lavastoviglie ha smesso di funzionare. Al momento mi trovo ancora a scuola e sono impegnata di buona lena con i ragazzi.
Hai presente, gli alunni hanno bisogno di un insegnamento individualizzato . Tornerei alla carica nel pomeriggio però, qualora non si impallasse il cellulare , visto che tutto mi dice proprio male oggi…

 

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n. 146 – ACCALCARSI – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giovanni: Due minuti con Italiano semplicemente, episodio n. 146. Un percorso graduale verso un italiano sempre migliore giorno dopo giorno.

Oggi ci occupiamo del verbo accalcarsi che significa stare molto stretti. Indica che molte persone o molti animali si trovano in uno spazio insufficiente, troppo piccolo e quindi sono molto vicine tra loro queste persone, tanto vicine che sono quasi una sull’altra. Un numero maggiore di persone non sarebbe possibile nello stesso spazio.

Allora com’è stato il concerto?

Bello ma c’era troppa gente e stavamo tutti accalcati.

Quindi a questo concerto c’erano molte persone, moltissime, tanto che stavano tutte accalcate, tutte attaccate tra loro. Era evidentemente un luogo affollato, e la gente stava accalcata. Si dice anche che c’era una certa ressa, oppure che era una calca di persone o che le persone erano stipate. Molte parole nuove oggi.

Tra l’altro accalcarsi non è neanche molto salutare. Ci si ammala facilmente e si rischia anche che qualcuno ti calpesti i piedi con i calcagni. Il calcagno è la parte posteriore del piede, anche detto il tallone. Ma è curioso che tallonare ed accalcare hanno due significati diversi. Domani vediamo tallonare.

Vi faccio un altro esempio con accalcarsi:

Al teatro c’era la gente che si accalcava per acquistare il biglietto.

E il ragazzo alla cassa diceva:

Calmi, non vi accalcate per favore, venite uno alla volta, c’è posto per tutti.

Adesso ripassiamo alcune espressioni e termini che abbiamo spiegato negli episodi passati con l’aiuto di un membro dell’associazione Italiano Semplicemente.

Apriamo una parentesi artistica parlando di illuminismo e di romanticismo. Ve la sentite?

Non me la sento di dire molto sull’illuminismo e il romanticismo, sennonché che ci sono da fare alcuni importanti distinguo. Il primo distinguo da fare è che nell’illuminismo la ragione aveva la meglio sulle emozioni.

Un secondo distinguo è che se l’Illuminismo è legato alla scienza, alla fisica e alla matematica, il Romanticismo abbandona senza remore l’ausilio della scienza per guardare più alle arti e alla musica.

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

Giovanni: comunque anche “senonché” con una enne sola, può andar bene lo stesso!

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n. 145 – SENNONCHÉ – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giovanni: Due minuti con Italiano semplicemente, episodio n. 145.

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Allora, oggi voglio parlarvi di una congiunzione, ma che sia una congiunzione non ci interessa affatto visto che qui non ci occupiamo di grammatica.

Sto parlando di sennonché, con l’accento sulla e.

Si scrive tutto attaccato quindi è un’unica parola, sebbene si possa usare, qualche volta, anche divisa  in tre parti: “se non che”.

Questo infatti è un primo possibile utilizzo, in cui è preferibile staccare le tre parole.

In questo caso significa “salvo il fatto che”, o in altre parole “solo che”, “solamente che”, “ad eccezione di una cosa”. Salvo nel senso di “ad eccezione di”.

Ad esempio tra due fidanzati in crisi, uno dei due può dire:

C’è poco da dire, se non che siamo a un passo dalla rottura definitiva.

Una situazione catastrofica questa, avrei potuto trovare esempi migliori, più simpatici, come ad esempio:

Non c’è niente di strano nel mio aspetto, se non che io sia vestito da donna!

Quindi “se non che” (meglio staccato) vuol dire “soltanto questa cosa”, “salvo questa cosa”, “salvo il fatto che”.

Altre volte però è meglio scrivere tutto attaccato in una sola parola.

Questo quando?

Quando sennonché equivale a ma, però, con un valore avversativo, cioè quando c’è una frase finale che ha un senso contrario o che limita o che restringe: come accade con: ma, però, nondimeno, tuttavia.

Prima dite una frase e poi mettete un “ostacolo”, chiamiamolo così. Ad esempio.

Stavo uscendo per andare al cinema, sennonché (con due ENNE si scrive, mi raccomando) avevo dimenticato di avere un appuntamento con l’idraulico a quell’ora.

La ragazza era incinta, sennonché il destino gli ha negato la gioia di diventare madre

(ancora un esempio non molto positivo!)

Sarei caduto dall’albero, sennonché c’era mio fratello che mi ha dato una mano a mantenere l’equilibrio (questo va meglio!).

Quindi sennonché serve a mettere un “ostacolo” nella maggior parte dei casi, come dire: avrei fatto questo, ma è accaduto quest’altro; se non fosse accaduta questa cosa, tutto sarebbe andato come previsto.

In definitiva si usa in due casi. nel primo caso meglio staccare le tre parole quando si vuole aggiungere qualcosa prima di terminare un discorso, come abbiamo visto.

Nel secondo caso (tutto attaccato) per introdurre un ostacolo, un inconveniente (per questo mi veniva naturale fare esempi poco gradevoli), ma anche per dire che non si è verificato un evento, non è successo qualcosa, non è andata come sembrava perché è intervenuto, all’improvviso, un qualcosa che ha cambiato gli eventi.

Avrei voluto terminare questo episodio in due minuti, in conformità col nome della rubrica, sennonché il mio desiderio di essere chiaro mi ha spinto a sforare col tempo, come al solito!

Ripassiamo adesso alcune espressioni precedenti.

Bogusia (Polonia): Un poliziotto, lavoratore indefesso, tentava di parlare con un ragazzino al telefono.
Purtroppo il bambino, essendo troppo sconvolto, si incartava ogni due per tre e non riusciva a dire niente, tranne il suo indirizzo.
Il poliziotto aveva sentore che poteva trattarsi del peggiore dei casi e in men che non si dica mandò due macchine della polizia a casa del ragazzo.
I poliziotti, presi alla sprovvista , incontrando il ragazzino davanti alla porta, chiesero semplicemente: “Cosa succede? Cosa succede? “
“È la mia sorellina. “Rispose finalmente Il ragazzino senza remore . Non me la sentivo più di abbozzare “ continuò, mentre accompagnava i poliziotti nel soggiorno. Lì c’era una bambina seduta su una sedia, con tanta grazia.
“Lei vuole sempre avere la meglio su di me. I poliziotti ancora non si capacitavano del problema.
Poi il ragazzo chiosò : “Ha imbrogliato mentre giocavamo a scacchi, e adesso fa la finta tonta!

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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