Checché se ne dica


tutte le frasi idiomatiche

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checche se ne dica nuvolaBuongiorno amici, grazie di essere all’ascolto di italiano semplicemente. Oggi torniamo a spiegare una espressione italiana. Prima di iniziare la lezione, chiamiamola pure così, di oggi, lasciatemi dire le ultime novità e progetti di italiano semplicemente.

Dunque la redazione di italiano semplicemente mi sta aiutando molto ultimamente a sviluppare i contenuti del sito e capire come può svilupparsi nel futuro, quali contenuti approfondire eccetera, sia per il corso di italiano professionale, in cui ogni giorno aggiungo delle nuove lezioni nell’indice, sia per le lezioni gratuite come quella di oggi. A proposito di Italiano professionale, la prossima lezione sarà pubblicata tra una settimana circa e riguarda la Tenacia e la Resistenza. Vedremo tutte le espressioni idiomatiche più usate in Italia per descrivere questa qualità indispensabile di ogni ambiente lavorativo.

Oggi vediamo un’espressione utilizzatissima: “checché se ne dica”. Non troverete sicuramente questa espressione in un libro di italiano, per due motivi. Il primo motivo è ché questa è una frase usata molto oralmente, e pochissimo per iscritto. Il secondo motivo è che, pur potendo essere usata in ogni circostanza, formale ed informale, una occasione più o meno importante, è più informale. Si tratta di una espressione usata più in famiglia, tra amici, anche al lavoro ma non a livello istituzionale. E vedremo il perché tra pochissimo.

La frase “checché se ne dica” ha una parola che è più difficile delle altre: “checché”. C-E-C-C-H-E’ – Checché si scrive con l’accento acuto, e non con l’accento grave, perché altrimenti la pronuncia sarebbe checchè. Quindi si scrive come perché, benché, poiché, pressoché, eccetera.  Nello stesso modo. Attenzione perché questo è un errore che fanno in molti stranieri quando scrivono, confondere l’accento acuto con quello grave. Inoltre attenzione alla doppia “c”: checché e non cheché.

Cosa significa checché? Per spiegare il significato di questa parola, per essere sicuro che voi ne comprendiate esattamente il significato, dovrò ricorrere a molti esempi. Soprattutto dovrò spiegarvi bene la differenza tra checché e le parole simili, che possono essere utilizzate al posto di checché, benché non si possa sempre sostituire questa parola con i suoi termini più prossimi.

Allora, cominciamo proprio con la frase “checché se ne dica”, che è il titolo di questa lezione. Checché se ne dica significa “nonostante si dicano molte cose in merito”, oppure “benché si dicano molte cose in merito”, o “sebbene ci siano molti pensieri in merito”, “sebbene molte persone la pensino diversamente”, “anche se ci sono moltissime opinioni al riguardo” e potrei continuare con altre frasi equivalenti.

Quindi potrei al limite anche non usare mai questa espressione “checché se ne dica”; potrei anche fare questo, ed infatti gli stranieri generalmente non la usano, perché posso esprimere più o meno lo stesso concetto con altre frasi, frasi un po’ più lunghe. Però, a dire il vero, manca qualcosa a queste frasi, non è proprio la stessa cosa.

L’utilizzo della parola checché è del tutto peculiare infatti; è particolare, per più motivi. Checché si usa con il verbo al congiuntivo: “checché se ne dica”. Ma questo non la distingue dai suoi simili: “nonostante si dicano molte cose in merito”, “benché si dicano molte cose in merito”, “sebbene molte persone la pensino diversamente”, anche qui c’è sempre il congiuntivo.

Vediamo allora che però checché si usa con un tono un po’ sostenuto, ed anche ironico. “Checché se ne dica, sarò io il vincitore”. Ecco, in questo esempio si capisce bene che l’uso di “checché” sta ad indicare che chi dice questa frase vuole evidenziare la differenza tra il pensiero di altre persone ed il proprio pensiero: “checché se ne dica”, separa di più di nonostante, sebbene, benché. Si usa quindi checché per dire che “non importa cosa ne pensino gli altri”. Anche se gli altri la pensano diversamente, io vincerò.

Quindi l’uso di checché ci pone in contrapposizione con gli altri. Nonostante è più soft, più leggero. Checché indica invece la contrapposizione con una pluralità di persone, un gruppo di persone, un gruppo di opinioni diverse dalla mia. Quindi è un termine più forte, un termine sfidante. C’è una sfida tra gli altri e me, tra un gruppo di persone, anche un gruppo ben identificato, e me stesso.

Nella frase “Checché se ne dica”, “se ne dica” indica l’opinione degli altri, e checché indica che io non sono d’accordo, che io la penso diversamente.

Un politico italiano potrebbe dire ad esempio: “checché se ne dica, il nostro governo è molto solido. La frase è molto generica. Però potrebbe anche dire: “checché ne dicano le opposizioni, il governo è molto solido“, oppure anche “checché ne dicano i sindacati, la riforma del lavoro aiuterà i lavoratori”. Cioè nonostante i sindacati pensino che la riforma del lavoro sia una cattiva riforma, invece io dico che è una buona riforma, che aiuterà i lavoratori, che è a favore dei lavoratori”.

Vedete quindi che nel linguaggio corrente, quando si vuole evidenziare una contrapposizione tra due parti, si usa molto spesso questa formula ”checché se ne dica” e simili. Quando dico simili voglio dire che il termine checché si usa non solo con il verbo dire (“checché se ne dica” usa il verbo dire al congiuntivo), ma anche con il verbo pensare: “checché ne pensino i sindacati” ad esempio, o “checché ne pensino gli altri”, e si usa anche col verbo  credere: “checché ne credano gli altri”. Inoltre possiamo dire “checché se ne dica”, che è più corto, oppure “checché ne dicano”, ma se usiamo “checché ne dicano” dobbiamo specificare chi, cioè chi è che lo dice. Ad esempi o “checché ne dicano i sindacati”, “checché ne dicano gli altri”, “checché ne pensino le opposizioni”. Invece “Checchè se ne dica” è appunto più generico, indica una platea di persone generica. La cosa importante comunque è che io la penso diversamente.

Quindi le due caratteristiche di “checché” sono la contrapposizione, prima di tutto, e poi la pluralità delle persone a cui ci si contrappone. Io contro tanti. Ciò non toglie che io posso anche dire anche, ad esempio “checché tu ne dica, farò a modo mio”, cioè farò come dico io nonostante tu abbia una opinione diversa. Quindi io contro di te, la mia opinione contro la tua. Questo per dirvi quindi che la cosa che conta di più è la contrapposizione, la sfida, il tono sostenuto con il quale si pronuncia questa frase. In ogni caso sentirete più spesso di altre la frase “checché se ne dica” piuttosto che “checché tu ne dica”; diciamo che è più frequente come utilizzo quello che ci vede contrapposti ad una platea di opinioni, perché in questo modo la sfida è ancora più grande.

In ambito sportivo, in ambito calcistico, facciamo un altro esempio quindi, Cristiano Ronaldo potrebbe dire: “checché se ne dica, io sono un calciatore più forte di Lionel Messi”. Evidentemente Ronaldo, se dicesse una frase del genere, penserebbe che la maggior parte delle persone è dell’opinione contraria. Penserebbe che sia Messi il calciatore più forte del mondo, ed invece lui, checché ne dicano gli altri, checché ne dica la maggioranza delle persone, non la pensa nello stesso modo.

In inglese non mi sembra ci siano molti modi di dire questa frase; mi viene in mente “whatever”, cioè “qualunque cosa”. Ma si sa, l’italiano è una lingua nata dagli scrittori italiani, che amavano differenziare il più possibile, quindi se ci sono, come molto spesso accade, molti apparenti sinonimi, c’è sempre una piccola differenza tra i loro utilizzi. E questo si impara solamente ascoltando italiano vero. Ascoltare italiano vero è la regola numero 5 per imparare l’italiano, la quinta delle sette regole d’oro.

Vediamo adesso di fare degli esempi, alcuni esempi sui quali anche voi possiate esercitare la pronuncia, e spero che questi esempi servano a chiarirvi le idee su questa parolina magica “checché”. Sappiate che checché se ne dica, non è molto difficile da usare. E nonostante gli stranieri non la utilizzino è bene iniziare a farlo. Potete ad esempio fare un post sul vostro gruppo preferito di facebook, usando questa parola o una delle frasi che includono questa parola.

Le frasi che seguono quindi servono a voi per esercitarvi e possono servire anche per farvi venire qualche idea  per scrivere un intervento su facebook. E sono curioso di vedere come Shrouk e Lilia, egiziana e russa rispettivamente, se la cavano a pronunciare le prime due frasi.

Checché se ne dica, la lingua italiana è molto facile;

Checché se ne dica, finirò tutti gli esami entro l’anno.

Non male direi, molto bene.

Vediamo tre frasi ancora:

Checché se ne dica, voglio bene a tutti i membri del gruppo;

Checché ne pensino gli italiani, è difficile pronunciare la parola precipitevolissimevolmente;

Un’ultima frase:

Checché ne pensino le maestre, mia figlia fa sempre tutti i compiti.

Bene ragazzi, spero di essere riuscito a chiarire bene il significato di questa espressione italiana e di aver ben spiegato la differenza tra “checché” e i suoi simili: nonostante, sebbene, benché, anche se, qualunque sia, eccetera.

Ascoltate questo episodio più di una volta soltanto, ed ogni volta ripetete le frasi, mi raccomando, sempre se la cosa non sia noiosa per voi. Checché ne dicano i professori di italiano, quello dell’ascolto ripetuto credo sia il metodo migliore per passare dalla fase della comprensione alla fase dell’espressione.

Se credete che questo metodo funzioni, applicatelo, checché ne pensino gli amanti della grammatica e delle regole grammaticali. Un saluto da Roma. Grazie a tutti.

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2 pensieri su “Checché se ne dica

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