Mica


Audio

Trascrizione

mica_immagineBuongiorno amici, eccoci di nuovo qui in una nuova lezione di Italiano Semplicemente. Approfitto facendo una breve introduzione per ricordarvi i “segreti” di Italiano Semplicemente legati all’apprendimento dell’italiano.

Non si tratta di veri e propri segreti visto che li ho condivisi con tutti voi. Io le ho chiamate le sette regole d’oro. D’oro perché il tempo è prezioso, come l’oro, ed applicare queste semplicissime regole permette di risparmiare molto tempo. Ve le ricordo brevissimamente:

Prima regola: ascoltare più volte lo stesso podcast, REPETITA IUVANT, cioè “ripetere giova”, cioè ripetere fa bene, ripetere è utile, perché ripetendo si fissano le cose nella testa.

Seconda regola: usare i tempi morti per ascoltare, cioè ascoltare in viaggio, mentre si fa la spesa, lavando i piatti ecc).

Terza regola:  Studiare senza stress, quindi studiare quando siete tranquilli e rilassati. Quindi la cosa migliore è farlo mentre fate una passeggiata ad esempio.

Quarta regola: Non cercate di memorizzare le parole, ci sono anche molti programmi che sono presentati come miracolosi, ma questi presuppongono che voi stiate davanti al PC e possono anche esser molto noiosi. Non focalizzatevi sulle singole parole quindi, ma cercate di apprendere attraverso delle storie e soprattutto usando le vostre emozioni; non attraverso parole o frasi. Le emozioni sono la vera colla, il cemento della memoria.

Quinta regola: utilizzate Italiano vero e ciò che vi PIACE. Non è banale. Ognuno di noi è un individuo unico, con i propri gusti, con le proprie emozioni, con le proprie preferenze. Se vi piace la grammatica, se vi emoziona la grammatica, ascoltate lezioni in cui si spiega la grammatica, ma ascoltatele, non solo leggetele. Se vi piace la moda, ascoltate audio che riguardano la moda, eccetera. Ad ognuno il suo argomento, non ce n’è uno che vale per tutti.

Sesta regola: l’importanza  di fare delle domande e dare delle risposte sulle storie ascoltate. Questa è una regola valida soprattutto per i principianti, e infatti tutte le storie per principianti di Italiano Semplicemente hanno a loro disposizione, oltre alla singola storia per principianti, anche un file audio che si chiama Domande & Risposte. Questo per ogni storia. E’ una gran fatica per me preparare questo file audio, e se lo faccio è per aiutare tutti coloro che vogliono imparare l’italiano con la tecnica che credo sia la più efficace.

Settima regola: Parlare. Parlare è fondamentale. La comunicazione è fratta di bocca ed orecchie, con in mezzo il vostro cervello. Usate Whatsapp, usate Youtube, il telefono, quello che volete ma dovete parlare.

Bene allora se non avete mai visto le rette regole d’oro questa è una buona occasione per farlo. Su Italiano Semplicemente ho dedicato un file audio per ognuna delle regole d’oro.

Oggi invece spieghiamo una parola che una ragazza di nome Amany mi ha suggerito sul gruppo Facebook di Italiano Semplicemente.

La parola è MICA. Ringrazio Amany della domanda. Se non sbaglio ho già provato a spiegare questa parola su un altro episodio, ma questa volta cercherò di farlo in modo diverso. Ci ho pensato a lungo a questo, e sono arrivato alla conclusione che esiste  un modo molto efficace di spiegare questa parola. Al modo che credo sia il migliore per far sì che poi sappiate usare la parola MICA senza problemi dopo questa spiegazione. E’ importante perché è una parola che non esiste nelle altre lingue, non esiste cioè una traduzione della parola MICA.

Allora, la parola MICA è una parola italiana usata per fare la negazione di una frase. Fare la negazione significa dire che qualcosa non è vera: vogliamo negare qualcosa dunque. Se ad esempio dico:

“Oggi vado a casa“, e voglio negare questo, allora posso dire semplicemente “oggi non vado a casa“. Questo è il modo più utilizzato per negare in italiano. Usare la parola “NON”.

Innanzitutto una precisazione: “non” serve a negare esattamente come la parola “no” ma “no” è una esclamazione, cioè si usa da sola; non c’è bisogno di aggiungere altro. Se uno vi domanda “sei andato a  casa oggi?” Voi per negare potete rispondere con “no!”. Non c’è bisogno di aggiungere altro.

Oppure potete dire “no, oggi non sono andato a casa“. Il “non”, la parola “non” è sempre seguita da un verbo. Questa è una precisazione importante da fare. Invece “No” è una esclamazione.

Ma se esiste l’esclamazione “No” ed anche la parola “non”, a cosa serve la parola “MICA”? Bella domanda, e provo a darvi subito una risposta. La parola MICA non serve semplicemente a negare, ma serve a rispondere a qualcuno che sta dando per scontato che la mia risposta sia affermativa.

Mi spiego meglio. Se una persona vi domanda: oggi sei andato a casa? Ad una domanda facile come questa, se la risposta è no, dovete semplicemente rispondere: “No!” come ho detto prima, oppure “oggi non sono andato a casa”. Non dovete usare mica. Se invece una persona vi domanda:

Visto che vai a casa, prendimi le chiavi che ho lasciato sul tavolo

In questo caso se volete dire che voi non andate a casa, è meglio rispondere con la frase:

“Mica vado a casa oggi”, oppure “oggi mica vado a casa”, oppure ancora con “Oggi non vado mica a casa”. Dicendo in questo modo, usando una di queste tre forme, voglio sottolineare non tanto che non vado a casa, ma che la persona con cui parlo si sbaglia, perché lei crede che io vada a casa, la persona con cui parlo sta dando per scontato che io vada a casa, tanto che lei vuole che io prenda le chiavi che ha lasciato sul tavolo: visto che vai a casa –  mi domanda – prendimi le chiavi. Quindi sta dando per scontato, per assodato, che io vada a casa, quando invece io a casa non ci vado in realtà.

Quindi la parola MICA si usa per evidenziare che non è come pensa la persona con cui sto parlando, non è come crede lui, ma la realtà è differente, la realtà è diversa.

La risposta: no! non è una risposta adatta a questa domanda. Non lo è perché la persona mi ha chiesto: “visto che vai a casa, prendimi le chiavi”. Rispondendo NO avrei detto non che non vado a casa, ma che non voglio prenderle le chiavi, e non è quello che volevo dire.

Analogamente se dicessi “non vado a casa” andrebbe al limite anche bene, ma non state avvisando il vostro interlocutore che si sbaglia nel modo giusto. Una buona risposta potrebbe essere:

Guarda che ti sbagli, non sto affatto andando a casa

In questo modo state invece avvisando il vostro interlocutore che non è come pensa, quindi che non state andando a casa, quindi non potete prendergli le chiavi che avete lasciato sul tavolo.

Riguardo ai tre diversi modi, alle tre forme che abbiamo usato prima, la parola MICA è sempre presente: prima, dopo o al centro della frase:

  1. Mica vado a casa oggi!”: la parola MICA sta all’inizio, prima del verbo;
  2. “Oggi mica vado a casa!”, la parola MICA si trova al centro, sempre prima del verbo;
  3. “Oggi non vado mica a casa!”: MICA sta sempre al centro, ma dopo il verbo.

Sappiate che queste tre forme sono del tutto equivalenti, ma nel primo caso: “Mica vado a casa oggi!” la frase è senza il NON, come nel secondo caso (“Oggi mica vado a casa”), mentre nel terzo caso “Oggi non vado mica a casa”, c’è anche la parola NON. Quando quindi mettere il NON insieme alla parola MICA?

Sappiate che ho dovuto impegnarmi molto per capire la regola da utilizzare e spiegarvela, pur non avendola trovata da nessuna parte. Non c’è un solo sito internet, un solo libro di grammatica che spiega questa regola, e io stesso non sono mai stato a pensare alla regola, non sapevo neanche esistesse una vera e propria regola!

Questo per dirvi che la cosa migliore è comunque ascoltare, e le regole sapreste comunque ricostruirle voi stessi, qualora ce ne fosse il bisogno, proprio come ho fatto io.

Ora sapete quindi come usare la parola MICA, o meglio sapete la regola, ma per essere sicuri che sarete in grado di utilizzarla, dovete fare esercizi di ripetizione e di pronuncia.

Prima per facciamo altri esempi per memorizzare meglio: immaginiamo una mamma col suo bambino, e la mamma si accorge che il pavimento è molto sporco ed allora dice a suo figlio: “Adesso che hai sporcato tutto il pavimento, dovrò pulire tutto”. Il figlio allora risponde: “Mamma, mica sono stato io”. In questo modo il figlio vuole dire a sua madre che si è fatta un’idea sbagliata, che non è vero che lui ha sporcato il pavimento, quindi le risponde:

Mica sono stato io!

Attenzione al tono usato, che è la parte più importante. Si tratta di una esclamazione, quindi deve avere un tono adeguato, e l’accento, l’enfasi, è sulla parola MICA.

Allo stesso modo, se state all’università, e un vostro amico vi incontra e vi chiede:

“com’è andato ieri l’esame di Italiano?”. Voi potreste rispondere al vostro amico:

Ieri mica ho fatto l’esame di italiano, ma l’esame di filosofia!

Quindi state avvisando il vostro amico che sbaglia a credere che voi abbia dato l’esame di italiano. La verità è che voi avete fatto l’esame di filosofia, che è un’altra materia.

Un ultimo esempio: state andando in automobile, e la Polizia vi ferma, vi sa segno di accostare, di fermare la macchina, dopodiché un poliziotto vi domanda: come mai siete passati con il semaforo rosso? Evidentemente il poliziotto crede che voi siate passati, in un incrocio, col semaforo rosso, e non col semaforo verde, come si dovrebbe fare.

Voi allora, che invece avete sempre rispettato le regole stradali, rispondete al poliziotto dicendo:

“non sono passato mica col rosso, ma col verde!”

Anche in questo caso si vuole dire al poliziotto che si sbaglia, che non è vero che siete passati col rosso.

In questi tre esempi che vi ho fatto ho usato la parola MICA nei tre modi che sono stati visti in precedenza. Teoricamente potreste anche utilizzare la parola MICA alla fine della frase, come ultimissima parola, ma è più raro, meno utilizzato. IN questo caso potreste dunque dire:

“Oggi non vado a casa mica!”. Questa comunque è una forma poco usata che potete anche dimenticare.

C’è da dire che la parola “MICA”, oltre che all’interno di una frase, può anche essere usata da sola. Questo è l’ultimo modo in cui è possibile utilizzare questa parolina.

Quando si usa da sola la parola MICA? Si tratta sempre di una risposta, si tratta ancora di una esclamazione, e precisamente si tratta di una esclamazione ironica, spiritosa. Con questa risposta si vuole mettere in discussione quanto si è appena ascoltato, e lo si fa in modo ironico.

Se ad esempio due fratelli di nome Giovanni e Pietro, che stanno parlando con la madre, e la madre si sta lamentando perché uno dei due fratelli ha rotto un vetro in cucina, ad esempio. Allora Giovanni si difende e dice alla madre:

“Non sono stato io a rompere il vetro!”; allora Pietro potrebbe dire:

No, mica!

Rispondendo in questo modo Pietro vuole semplicemente dire: “certo che sei stato tu a rompere il vetro”. La risposta quindi è ironica, e la madre capisce subito che è stato Giovanni, perché Pietro glie l’ha confermato con quella frase ironica.

Quando la parola mica è pronunciata in questo modo, da sola o insieme alla parola No, in realtà vuol dire esattamente il contrario: vuol dire Sì.

Allora adesso vediamo a fare alcuni esercizi per vedere se avete capito bene. Io proverò a farvi alcune domande.

Provate a rispondere alle domande che vi farò, cercando di usare la parola MICA. Io dopo una piccola pausa risponderò e darò una delle tre risposte. Voi quindi state cercando di farmi capire che io ho una idea sbagliata. Siete pronti?

Via!

Visto che vai a Roma domani, puoi comprare un pacco di pasta?

——

Esempio di Risposta:

Mica vado a Roma domani! Vado a Milano!

Seconda domanda:

Scusami, adesso che hai finito gli esami all’università, che farai?

—-

Esempio di risposta:

Non ho mica finito gli esami all’università! non ancora!

Terzo esempio:

Hei, Ho saputo che hai imparato l’inglese in sei mesi! Come hai fatto?

—-

Esempio di risposta:

Non ho imparato mica l’inglese, ma l’italiano

Bene ora spero che, Amany, hai capito come usare la parola MICA. Spero non imparerai la regola a memoria perché quando si parla o quando si ascolta non c’è il tempo di pensare alle regole da applicare.

Un’ultima osservazione: l’utilizzo di mica è da sconsigliare in ambito formale, e quindi con persone che non conoscete o delle persone importanti, diciamo. L’uso di MICA fa più parte del linguaggio di tutti i giorni; tra l’altro è una parola che se non è pronunciata col tono giusto può anche essere offensiva, quindi fate attenzione.

In generale la parola MICA è usata anche in parecchie espressioni italiane, anche con un significato leggermente diverso. Ad esempio alla vista di una bella ragazza, qualcuno potrebbe dire, o pensare:

Mica male!

Che equivale a dire: questa ragazza non è male, cioè è carina. Mica male! è come dire: Non è mica male, cioè non è mica una brutta ragazza, tutt’altro, è carina. “Mica male” riassume il concetto in due semplici parole.

Analogamente se vedete una bella macchina potete dire:

Mica male questa macchina!

Spesso si usa anche sotto forma di domanda. Ad esempio:

  • Non ti sarai mica offeso!
  • Mica sarai andato a scuola oggi!
  • Mica sarai impazzito!

In tutti questi casi si sta facendo una domanda, anche se non sembra una vera domanda, e quello che conta è il tono usato.

Mica ti sarai offeso! equivale a: non ti sei offeso, vero?

Mica sarai andato a scuola oggi! Equivale a: oggi non sei andato a scuola, vero?

Mica sarai impazzito! equivale a: stai parlando sul serio? sei impazzito? no, vero?

Quindi attenzione alla pronuncia e usate la parola MICA solamente in conversazioni informali. Meglio non rischiare.

Terminiamo questo podcast ricordandovi che ognuno di voi, se vuole, può chiedermi di spiegare qualcosa che non vi è molto chiaro. Cercate di concentrare la vostra attenzione però non sulle regole grammaticali ma sulle espressioni tipiche italiane. In questo caso posso aiutarvi attraverso un podcast come questo che potreste poi scaricare ed ascoltare durante i vostri tempi morti della giornata. Ciao amici e grazie a quanti di voi mi hanno aiutato attraverso una donazione con Paypal.

Alla prossima

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