Ne vedremo delle belle


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Trascrizione

Buongiorno amici di ItalianoSemplicemente.com e benvenuti in questo nuovo episodio sulle espressioni idiomatiche italiane.

Oggi parliamo di previsioni e di esclamazioni. Quella di oggi infatti è una esclamazione, cioè una espressione che termina con un punto esclamativo (!) e che serve ad esprimere una opinione, un parere personale.

“Ne vedremo delle belle” è l’espressione di oggi. Non è un insulto; non è neanche un apprezzamento su una persona, cioè un’opinione che riguarda una persona. Queste due categorie di esclamazioni sono infatti tra le più diffuse. Ne vedremo delle belle invece è un’espressione, un’esclamazione che ha a che fare col futuro. Serve ad ipotizzare uno scenario futuro, una possibile cosa che potrebbe succedere nel futuro.

Si usa ogni volta che accade qualcosa e in seguito a questo accadimento si fanno delle ipotesi, si provano a formulare delle ipotesi, si tenta di ipotizzare un possibile futuro, ma non lo si fa in maniera precisa, puntuale.

Ne vedremo delle belle è un’espressione che si usa, sempre in modo ironico, per prospettare un futuro ricco di novità.

Che tipo di novità? Novità positive? Oppure novità negative? In realtà non c’è una regola.

Possono essere previsioni di cose positive oppure negative, dipende essenzialmente dalle circostanze e dal tono che si usa, ed anche dai gesti che si fanno per accompagnare l’espressione.

Prima di fare alcuni esempi, vediamo la struttura della frase. “Ne vedremo delle belle” inizia con la particella “ne”. Abbiamo fatto già alcuni episodi sull’utilizzo della particella ne, e abbiamo visto che “ne” si usa per indicare qualcosa o di cui già abbiamo parlato, oppure in alcune espressioni per parlare in generale, riferendosi volontariamente in modo vago, a un argomento, dando il soggetto per sottinteso. La vaghezza, la genericità, l’imprecisione, sono volte in questo secondo caso.

Con “ne vedremo delle belle” siamo appunto in questo secondo caso. Ci stiamo riferendo a delle cose che accadranno in futuro: “ne vedremo”, cioè: “di cose ne vedremo”, vedremo cioè un sacco di cose, cose che accadranno nel futuro.

L’utilizzo di “ne” quindi è generico. Non è come dire: “di mele ne mangio cinque”, perché nella frase ci si riferisce a qualcosa di indefinito che accadrà in futuro, lasciando l’ascoltatore libero di immaginare cosa potrebbe accadere.

“Vedremo”, la seconda parola, è il verbo vedere al futuro e siamo noi il soggetto: “noi ne vedremo delle belle”. Cosa? Cosa vedremo noi? Non si sa. Non è dato sapere cosa.

“Delle belle” è l’ultima parte della frase. Un po’ misteriosa forse, ma l’aggettivo “belle” si riferisce appunto a ciò che accadrà in futuro, qualcosa che viene definito come bello, ma usando il femminile plurale: le cose che accadranno saranno belle, saranno delle cose belle: ne vedremo delle belle. Una frase che, scritta per esteso, diventa: “noi vedremo delle cose belle”.

Perché si usa il femminile? Beh, a parte il fatto che, se vogliamo, ci si riferisce alle “cose” che accadranno, e “cose” è, appunto, femminile, ma usare il femminile si usa molto nella lingua italiana quando si parla in generale. Una espressione del tutto equivalente a quella di oggi è ad esempio: “vederne di cotte e di crude”, le parole cotte e crude sono, appunto, femminili plurali.

Ma ce ne sono anche al singolare femminile:

Farla finita (io la faccio finita, tu la fai finita, eccetera) che abbiamo già spiegato in un precedente episodio;

– Una bella gatta da pelare! Anche qui c’è un episodio passato dedicato a questa espressione.

– Darla a bere (io te la do a bere, tu me la dai a bere, eccetera)

– Mandarla a dire (io non te la mando a dire, tu non me la mandi a dire, eccetera)

Sono altre espressioni (ce ne sono molte altre) in cui si usa il femminile singolare per indicare qualcosa di generico. Posso tentare di indicare il motivo per cui, ogni volta, si usi il femminile, e potrei, ogni volta, anche trovare una giustificazione logica cercando qualcosa di femminile da associare. In realtà non c’è un motivo preciso. Di fatto o si usa il femminile, oppure si parla in generale.

La parola “delle” fa riferimento al numero delle cose che accadranno, che non è un numero definito, ma indefinito, generico: “ne vedremo delle belle”, cioè accadranno alcuni eventi, accadrà qualcosa, forse accadranno più cose; non si specifica nella frase. È come dire: oggi a pranzo mangerò delle mele, berrò del vino, sarò a pranzo con degli amici. Non si specifica la quantità.

La parola “belle”, invece, che è riferita alle cose che accadranno presumibilmente nel futuro, fa pensare a delle cose positive, ed in effetti le cose che potrebbero accadere, secondo l’opinione di chi parla, sono quantomeno curiose e divertenti, ma non necessariamente positive.

Vi faccio alcuni esempi.

Ammetiamo di essere in una classe dove gli studenti fanno molta confusione; sono molto indisciplinati: urlano, saltano su banchi, ridono, scherzano, stanno in piedi, e ad un certo punto arriva il professore, un professore molto severo, che si arrabbia moltissimo in queste circostanze. Ebbene prima che il professore entri in classe possiamo sicuramente dire che “ne vedremo delle belle”. Il prof. Si arrabbierà, metterà tutti in punizione, sospenderà alcune persone e ne sgriderà delle altre. Non si tratta di cose piacevoli per gli studenti, ma per chi parla sono cose curiose quelle che accadranno, attirano l’attenzione, stimolano l’attenzione e la voglia di vedere cosa accadrà.

Se invece (facciamo un altro esempio) in Italia o in Brasile o in un altro paese arrivasse un nuovo governo, fatto di tutte persone rette e corrette, di persone oneste, che non tollerano in alcun modo la criminalità, la corruzione, allora sarebbe interessante vedere cosa accadrà, perché potrebbero accadere cose interessanti, potrebbero cambiare molte cose in futuro. Anche in questo caso possiamo dire, come previsione futura: “ne vedremo delle belle”. Anche in tal caso si tratta di una cosa negativa per chi subirà le conseguenze di questa svolta politica, ma sarà positiva per tutti i cittadini onesti e anche per chi parla.

Insomma la frase si usa prima che le cose accadano, e questa è anche una cosa che contraddistingue, che differenzia l’espressione da altre simili, altrettanto informali, che invece si usano più a posteriori, dopo che le cose sono accadute. Ad esempio:

– ne sono successe di tutti i colori;

Questa frase è sicuramente più usata al passato che al futuro: “ne accadranno di tutti i colori”.

– ne ho viste/lette/sentite di cotte e di crude, ne sono accadute di cotte e di crude

Anche questa si usa molto più al passato che al futuro (ne accadranno di cotte e di crude).

Invece “vederne delle belle” si usa prevalentemente al futuro, ma troverete anche utilizzi al passato se cercate su internet.

Bene spero vi sia piaciuta la spiegazione di questa espressione italiana.

Provate ad usarla con i vostri amici, per fare pratica e per non dimenticarla.

Prima di salutarvi vi ricordo che l’Associazione Italiano Semplicemente è aperta a tutti, quindi  chiunque può richiedere di aderire. È un’associazione ufficialmente registrata, quindi sicura: ha uno statuto, cioè un regolamento che vi invito a leggere prima di richiedere l’adesione. La quota di iscrizione varia da paese a paese e questo lo abbiamo fatto per venire incontro ai paesi meno ricchi.

Un caro saluto a tutti e grazie ancora a chi sostiene Italiano Semplicemente con una donazione personale e continuate a seguirci perché sicuramente ne vedrete delle belle!

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2 pensieri su “Ne vedremo delle belle

  1. Salve. Lei è un grande Professore. Sono molto grato per vostro aiuto nel mio apprendistato della lingua Italiana. Non ho soldi per pagare una scuola e sto imparando con voi e tanti altri insegnanti su web. Grazie ancora! Un abbraccio dal Brasile per voi e per l’Italia intera. Alla prossima!

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