Vuoi per


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Buongiorno ragazzi, e benvenuti ai nuovi ascoltatori di Italiano Semplicemente e a tutti coloro che, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, continuano a seguirci: c’è chi sceglie Italiano Semplicemente per imparare la lingua italiana in generale, c’è chi invece ama ascoltare mentre guida (ad esempio, o fa ginnastica), c’è chi semplicemente ama la melodia di questa lingua e c’è anche chi vuole imparare l’italiano formale e professionale. Insomma vuoi per un motivo, vuoi per un altro, siete in molti a seguirci, ed oggi quale espressione spieghiamo secondo voi? Spieghiamo proprio l’uso di “vuoi” in questo modo: “vuoi per“, o anche “vuoi perché“.

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Infatti come avete ascoltato, io ho utilizzato questa parola “vuoi” in un modo abbastanza insolito. L’obiettivo è spiegare qualcosa, dare delle spiegazioni, cercare delle motivazioni, delle cause, fornire dei motivi.

Quando ci sono più motivi, più motivazioni, diverse ragioni per spiegare qualcosa (un avvenimento, un fatto, un’idea, un’ipotesi possibile, eccetera) solitamente si usa “sia“.

Ad esempio:

io sono Giovanni e sono sia la voce principale di Italiano Semplicemente, sia il presidente dell’Associazione omonima.

Perché allora io non ho usato “vuoi per”? Anziché usare sia (due volte), all’inizio ho usato “vuoi per” due volte.

Ebbene, questa è una modalità diciamo equivalente a “sia”, ma non del tutto equivalente.

Qual è la differenza?

La differenza sta nel fatto che se usiamo “sia”, normalmente vogliamo fare un elenco puntuale di motivi, vogliamo essere precisi, stiamo facendo una lista di ragioni, di motivazioni o di cose, e questa lista è esaustiva, o quantomeno dovrebbe esserlo.

Esaustiva vuol dire che tende a esaurire, a trattare in modo compiuto e finito un determinato soggetto. Faccio una lista, una enumerazione, una elencazione esaustiva, completa e non esemplificativa.

Ad esempio posso dire:

Ieri ci sono state le elezioni sia in Brasile sia/che in Camerun.

Questa è una lista esaustiva, completa. Non ci sono altri paesi in cui ieri si sono svolte delle elezioni nazionali. In questo caso non posso usare “vuoi” perché la lista è puntuale.

Se invece voglio dare delle ragioni tra le quali rientrano alcune ragioni, allora meglio utilizzare “vuoi per” o “vuoi perché”.

Ad esempio:

Vuoi perché c’è la crisi, vuoi per via dei problemi legati all’immigrazione, in tutto il mondo stanno andando le destre al governo.

Oppure:

Vuoi perché recentemente non andavamo molto d’accordo, vuoi perché erano ormai 35 anni che si sopportavamo, Mario e sua moglie si sono lasciati.

Ecco, in questi due ultimi esempi, non voglio essere esaustivo; la mia intenzione non è essere puntuale, fare una elencazione precisa e determinata di ragioni che spiegano qualcosa. Invece scelgo volontariamente di essere generico, non puntuale, la mia intenzione è fare delle considerazioni non compiute, ma solo esemplificative; non esaustive quindi ma generiche.

Potrebbero esserci altre ragioni alla base della vittoria delle destre nel mondo? Certo, proprio questo voglio dire. Potrebbero esserci altre ragioni: magari anche perché i governi passati non hanno risolto abbastanza problemi, magari perché ne hanno creati di altri, e magari ci sono anche altre ragioni considerate valide, in base alla vittoria delle destre.

Ci sono, allo stesso modo, anche altre ragioni per cui Mario e la moglie si sono lasciati dopo 35 anni di matrimonio. Probabilmente è arrivato qualcun altro o è accaduto qualcosa che ha turbato l’equilibrio della coppia, magari non sono mai andati d’accordo Mario e la moglie.

In tutti questi casi meglio usare “vuoi” in luogo di “sia“.

Qualche volta capita di usare “vuoi” (attenzione^) anche per fare delle semplici liste, non esaustive ovviamente, ma sempre per spiegare qualcosa, per spiegare delle ragioni. In questi casi non c’è “vuoi per” o “vuoi perché”. Vediamo un esempio.

Ad esempio:

Mio figlio va male a scuola. Di chi è la colpa? La colpa è vuoi la sua, che non sta mai concentrato e gioca sempre con gli amici durante le spiegazioni, vuoi anche dei professori che non se ne accorgono, vuoi anche di noi genitori che non lo aiutiamo mai a fare i compiti.

In particolare: “vuoi anche” è la modalità per aggiungere delle ragioni in più.

La colpa è sua, ma vuoi anche mia, e vuoi anche di noi genitori.

Voglio farvi alcune considerazioni.

L’espressione “vuoi per” si usa spessissimo in un modo particolare:

Vuoi per un motivo, vuoi per un altro

Vuoi per una ragione, vuoi per l’altra

L’ho usata io stesso all’inizio dell’episodio due volte.

Questo tipo di frase è indicativa e ci fa vedere proprio bene perché e quando usare “vuoi” e non “sia”: vogliamo essere generici. In realtà può capitare anche di vedere questo genere di espressioni con “sia per” ma è sicuramente meno corretto e meno usato farlo.

Sia per” è meglio utilizzarlo invece quando voglio specificare puntualmente oppure quando vogliamo spiegare qualcosa e voglio utilizzare il verbo essere. Faccio due esempi per l’uno e per l’altro utilizzo:

Il riscaldamento globale della terra è causato sia da fattori ambientali sia antropologici.

Questo è un elenco puntuale. Oppure: verbo essere

Il riscaldamento globale dipende anche da fattori ambientali? Qualcuno crede sia per questo motivo anche?

La seconda considerazione è sul verbo “volere“: vuoi. Si tratta della seconda persona singolare del verbo volere: “Tu vuoi“. Non possiamo fare in un modo diverso. Non posso dire: voglio, vuole eccetera. Posso usare solamente “vuoi“, e senza mettere “tu”, perché non stiamo dando del tu a nessuno in questo contesto, non mi sto rivolgendo a te direttamente, ma sto parlando in modo generico. E’ come se dicessimo:

Ho elencato soltanto alcune delle ragioni: vuoi trovarne delle altre? Vuoi cercare altre ragioni?

E’ quasi un invito a cercare qualche altro motivo che giustifichi ciò che sto dicendo. Stiamo cercando delle cause, delle ragioni.

Per farvi capire meglio, c’è anche un’altra modalità espressiva simile, in cui si usa il verbo “volere” quando si cercano delle spiegazioni: “se vogliamo“.

In questo caso è la prima persona plurale (noi vogliamo) ma il pronome “noi” non si mette, come prima non si metteva “tu”. In questo caso si mette invece il “se“: “se vogliamo”.

Si usa in modo molto simile. Se mi chiedete:

Per quale motivo insegni italiano su internet? Io potrei rispondervi:

Beh, perché ho la possibilità di conoscere e parlare con molte persone, perché amo le sfide, perché sono curioso e se vogliamo anche perché ho molta esperienza su internet.

Anche in questo caso sto cercando di fornire delle spiegazioni generiche, non esaustive. Anche in questo caso sto invitando l’ascoltatore ad ascoltare le mie ragioni, che sto cercando in quel momento e potrei non essere preciso e puntuale.

Attenzione perché non dico “se volessimo“, ma “se vogliamo“.

Gli amanti della grammatica non si scandalizzino per questo!

“Se vogliamo” si usa spesso per concludere la frase; è come una delle ultime ragioni, forse la meno importante di quelle elencate, forse no, però il senso è simile a “se volessimo”:

Se volessimo cercare altre ragioni potrei aggiungere la seguente…

Oppure posso dire:

Se vogliamo (pausa) un’altra ragione è la seguente…

Terza considerazione: “vuoi” in questa modalità si usa solo per dare delle spiegazioni, come detto, o per dare delle risposte, e mai per fare delle domande. Se uso “vuoi per”, “vuoi perché” o faccio un elenco non esaustivo non posso mettere il punto interrogativo perché non si usa nelle domande, ma solo nelle risposte e nelle spiegazioni. Anche “se vogliamo” non si usa mai nelle domande, o è molto difficile che questo avvenga.

Un’ultima considerazione è che si tratta sempre di espressioni che si usano nel linguaggio discorsivo, poiché nel linguaggio formale o professionale solitamente si preferisce non essere generici ma essere puntuali e precisi.

Se mi sono spiegato bene ora facciamo un esercizio di ripetizione.

Io vi chiedo il motivo (facciamo che ti do del tu): io ti chiedo il motivo per cui tu hai smesso di fumare e tu mi rispondi che tra i motivi c’è quello della salute, ma uno degli altri motivi è che ti eri stancato di fumare. Io faccio la domanda e tu rispondi.

Perché hai smesso di fumare?

Una possibile risposta è:

Beh, ho smesso vuoi per motivi di salute, vuoi perché mi ero stancato.

Notate che in questo caso ho messo prima “vuoi per” e dopo “vuoi perché”. Posso farlo tranquillamente.

Perché hai iniziato a praticare lo Yoga?

Rispondi che due motivi sono: 1) per rilassarti 2) per curiosità.

Perché hai iniziato a praticare lo yoga?

Ho iniziato a praticare lo yoga….

Ho iniziato a praticare lo yoga vuoi per rilassarmi, vuoi per curiosità.

Adesso usa anche “se vogliamo” oltre a “vuoi per” o “vuoi perché“.

Se io ti chiedo:

Perché hai deciso di cambiare lavoro?

Elenca tre ragioni: soldi (motivi economici quindi), vicinanza del posto di lavoro e, se vogliamo, il lavoro è anche più interessante di quello precedente

Perché hai deciso di cambiare lavoro?

L’ho fatto vuoi per motivi economici, vuoi perché è più vicino a casa mia, e se vogliamo anche perché è un lavoro più interessante.

Ciao ragazzi, grazie a tutti ancora una volta, tutti coloro che rendono possibile questo mio lavoro (e divertimento anche): ringrazio sia i membri dell’associazione Italiano Semplicemente, sia i donatori, sia i semplici visitatori ed ascoltatori.

Ciao

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