La differenza tra NO e NON


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Buonasera amici di Italiano semplicemente, bentornati, per chi non mi conosce io sono Giovanni e abito a Roma.

Oggi vorrei spiegare la differenza che c’è tra due parole: no e non.

Mi capita abbastanza spesso di notare che alcuni stranieri sbagliano, confondono queste due parole italiane, molto simili tra loro.

Parliamo di persone che hanno un livello di conoscenza a volte sufficiente per parlare, per comunicare, anche con un italiano, persone che capiscono più o meno qualsiasi discorso e sono in grado di intrattenere una conversazione. Nonostante questo a queste persone spesso capita di confondere no e non.

Una sola lettera di differenza, non è vero? Eppure entrambe le parole servono a negare, a fare una negazione.

La prima parola è “No”, lettere, una consonante (n) e una vocale (o).

Mentre “non” ha una consonante in più: la “n” che si ripete alla fine. Si tratta, questa, di una delle non molte parole italiane che termina con una consonante (come la n appunto).

Ce ne sono a dire il vero molte ma o si tratta di preposizioni, o di parole che perdono l’ultima lettera e che si utilizzano in particolari occasioni (come ad esempio voler che deriva da volere) oppure parole straniere che sono entrate nel nostro vocabolario. Questa volta: “non” è un avverbio.

Sia no che non esprimo una negazione.

La differenza tra no e non si spiega in realtà facilmente. Detta brevemente, no è quasi sempre solo un’esclamazione (il contrario di sì), e non c’è mai o quasi mai un verbo dopo, a meno che non si voglia ribadire il concetto con altre parole, cioè spiegare meglio.

Invece “non” è sempre (vedremo dopo le eccezioni) seguito da un verbo.

Dopo questa risposta breve, vi spiego un po’ meglio.

Innanzitutto nella pronuncia: la parola “No”, senza enne finale, si pronuncia con la “o” aperta. Invece “non” con la “o” chiusa.

Notate la differenza nella pronuncia tra la o aperta e quella chiusa: no, non.

Pronuncia a parte, vediamo come si usano.

Se io faccio una domanda, spesso la risposta può essere affermativa (sì) oppure negativa (no). Ad esempio:

Sei italiano?

Sì, sono italiano

oppure.

No, non sono italiano

Quindi No è una negazione secca, decisa, tonica, e dopo averla pronunciata posso spiegare meglio se voglio, posso aggiungere altre informazioni o aggiungere un significato emotivo.

“No” è quindi una negazione che riassume in sé tutto il senso del discorso. E’ del tutto analogo al sì affermativo. E’ molto simile, non nel significato ma nel tipo di messaggio, ad altre come a ALT, BASTA, o parole di questo tipo, che in una sola parola dicono molte cose, tutto il senso di un discorso.

Non vale la stessa cosa per “non”, che, pur essendo una negazione, ha bisogno di un verbo che la segue.

Vuoi venire?

Vuoi venire al cinema?

Vieni con noi?

Mi ami?

No!

Questa risposta è equivalente a:

Non voglio venire

Non vengo con voi

Non ti amo

Posso anche rispondere:

No, non vogliono venire

No, con vengo con voi

No, non ti amo

Che è più efficace, oppure:

No, perché ho da fare

No, non ne ho voglia

No, magari la prossima volta

Che aggiunge delle informazioni aggiuntive.

Oppure:

No, grazie, non ne ho voglia

In questo caso il tono è più educato.

Quindi “non” serve a negare una azione, espressa dal verbo che segue, mentre “no” serve a negare la domanda che viene fatta (quindi tutta la frase), o qualcosa che è stato già detto in precedenza, tipo:

Se vieni o no, va bene lo stesso

Notate che a volte “no” si trova anche nelle domande, non solo nelle risposte. Ad esempio:

Vuoi venire o no?

Vedete che “no”, ancora una volta, esprime la negazione della frase precedente e non c’è alcun bisogno di aggiungere altro.

E’ pertanto sbagliato dire: vuoi venire o non?

Invece non è sbagliato domandare:

Vuoi venire o non vuoi venire?

Possiamo quindi sempre sostituire no con non, ma dobbiamo aggiungere qualcos’altro.

Infine, come si è visto, no e non possono essere presenti in una stessa frase, sia nel caso di domande che nel caso di risposte:

Vuoi studiare con me o no? No, non voglio, ho poco tempo.

Vi ho detto che “non” precede sempre un verbo tranne casi particolari. Infatti tra non e il verbo ci può anche essere una particella: ci, ce, ne, si oppure “che” ed altre congiunzioni, o articoli e pronomi personali, aggetivi e sostantivi. Altre volte il verbo non c’è. Ad esempio

Al mare con te non ci vengo! (precede ci)

Non ne voglio più di pizza (precede ne)

Non c’è nessuno? (precede ci, infatti c’è= ci+è))

Non lo voglio più vedere (precede lo, pronome personale)

Non mi guardare in questo modo (precede mi)

Non si vede nessuno in giro stasera (precede si)

Voglio la margherita, non la capricciosa! (precede la, articolo)

Giovanni è un insegnante con una preparazione non indifferente (aggettivo)

Vorrei citare le sue qualità, non ultima la chiarezza

Hai ancora finito? Non ancora.

Sei sposata? Non più.

Quando non precede direttamente un verbo quindi i casi sono due, o il verbo viene più tardi (tipo: non ci vengo) oppure è scontato: Voglio la margherita, non la capricciosa).

C’è da dire che “non” ha molti utilizzi diversi nella lingua italiana, molti di più rispetto a “no”.

Vorrei farvi notare un uso particolare di “non”. Se una persona mi dice:

Giovanni, sai che sei proprio un bel ragazzo?

Io potrei rispondere:

Non che io non lo sappia, ma non mi piace vantarmi.

E’ quindi un modo diverso non per negare, ma per dire una frase affermativa facendo una doppia negazione: “non che io non lo sappia”: c’è una doppia negazione: significa “non è vero che non lo so” quindi lo so!

Una frase affermativa quindi. In questi casi (non che, non è che) si usa con il congiuntivo. La frase che abbiamo appena visto equivale a dire:

Sì, lo so, ma non mi piace vantarmi.

Posso comunque anche fare una sola negazione:

Hai voglia di studiare?

Non che ne abbia molta voglia, ma devo farlo.

Cioè, detto in altro modo: Non ne ho voglia, ma devo farlo. Comunque uso sempre il congiuntivo.

Quello che a me interessa, in questi casi, è sottolineare la negazione del contrario: si nega la frase affermativa.

Allora per capire bene e per concludere questo episodio proviamo a fare un esercizio finale.

Dite la frase equivalente utilizzando non che + il congiuntivo.

  • Sì, mi piace, ma non ne vado pazzo

Non che non mi piaccia, ma non ne vado pazzo

  • Non godo quando tu stai male, anzi!

Non che io goda quando tu stai male, anzi!

  • Ci hanno provato

Non che non ci abbiano provato

  • Esistono altri metodi per insegnare l’italiano agli stranieri, ma quello di Italiano Semplicemente a me piace di più.

Non che non esistano altri metodi per insegnare l’italiano agli stranieri, ma quello di Italiano Semplicemente a me piace di più.

Buona serata.

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