Lasciare a desiderare


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lasciare a desiderare_immagineBuongiorno amici. Oggi vi spiegherò una espressione italiana relativamente facile, ma ovviamente sarete voi a giudicare.
L’espressione è “lasciare a desiderare“.
Non so quanti di voi conoscano già questa espressione, che appartiene al linguaggio di tutti i giorni, usata in ogni regione italiana indistintamente, ma anche se ne conoscete il significato vi consiglio ugualmente di ascoltare la spiegazione. Ascoltare non fa mai male. Oggi poi proviamo a registrare il podcast in due velocità, facciamo questo esperimento in modo che anche coloro che hanno un livello più basso di comprensione possano esercitarsi ad ascoltare.
Lasciare a desiderare dunque è l’espressione di oggi, diffusissima in tutta Italia, utilizzata in ogni contesto, in ogni momento, in ogni circostanza diversa, dallo sport alla moda, dallo studio allo stadio. Se proprio dobbiamo fare delle differenze, vi devo dire che ad utilizzarla sono maggiormente le persone un po’ più colte.
In ogni modo ci sono tanti modi per esprimere li stesso concetto ed oggi cercheremo di vederne qualcuno.
Lasciare è un verbo, lo sapete, ed è il verbo, che se utilizzato in senso proprio significa mollare: Se voi tenete in mano un oggetto e lo stringete con la mano, se poi lo lasciate, lo lasciate andare, lo mollare, vuol dire che non lo tenete più. Lo avete lasciato.
Il verbo lasciare è usato in molti modi diversi però in italiano. Si può lasciare un oggetto, ma di può lasciare anche un fidanzato, o una fidanzata: chi di noi non è stato lasciato almeno una volta nella vita? Se quindi venite lasciati dal vostro fidanzato, da quel momento non state più insieme. Siete stati lasciati. Da quel momento non siete più fidanzati.
Un altro modo ancora di usare il verbo lasciare è farlo seguire dalla preposizione semplice “a”.
Posso dire ad esempio “lasciare a te“, lasciare a te la decisione, ad esempio, lasciare a te il comando,
lasciare a ” è analogo a “lasciare per“. Quindi vuol dire dare a qualcun altro.
Se ad esempio io lascio a te la decisione, posso anche dire che lascio che sia tu a prendere la decisione. Se tu lasci che io comandi, posso anche dire che tu lasci a me il comando. Un altro esempio: Se io lascio a te l’onore di salire sulla mia auto, posso anche dire che lascio che tu abbia l’onore di salire sulla mia automobile.

C’è però anche un altro significato del verbo lasciare. Se ad esempio sono in macchina e siamo in due persone, posso fermarmi e far scendere questa persona. La lascio scendere, cioè le permetto di scendere, lascio scendere questa persona e quindi lasciare scendere significa fare in modo che questa persona scenda dell’automobile, fare in modo che questa persona lasci l’automobile e scenda, lasciare che questa persona scenda dall’auto. Lasciare =permettere.
Ed allora arriviamo all’espressione di oggi lasciare a desiderare. Il senso proprio dell’espressione lasciare a desiderare è che se ad esempio ti lascio a desiderare, vuol dire che io lascio che tu desideri, io ti permetto di desiderare.
Questo è il senso proprio di lasciare a desiderare.
C’è però un significato secondario, figurato ovviamente che vi dico subito.
Se una cosa lascia a desiderare significa che non è molto bella, o molto buona, o che non è molto adatta al suo scopo. Questo non significa che va malissimo, non è un giudizio molto negativo.
Se ad esempio il mio vestito lascia a desiderare vuol dire che non è un bel vestito.
Se ci pensate bene, rende bene l’idea, infatti se il mio vestito lascia a desiderare è come se non facesse felice chi lo indossa o chi lo guarda, e quindi gli fa desiderare di avere un vestito diverso, più bello. Il mio vestito lascia, chi lo guarda, a desiderare un vestito più adatto, lo lascia a desiderare un vestito più bello.
Evidentemente non è un bel vestito. L’espressione è adatta a qualsiasi cosa,ai vestiti come anche ad altri oggetti ed anche alle persone. E non solo.
Se ho un esame universitario e un mio amico mi chiede: come è andato l’esame?
Potrei rispondere:

La prima parte dell’esame è a data bene, è ok, poi però ho un po’ lasciato a desiderare.

Quindi io ho lasciato a desiderare, al passato dunque. Solitamente comunque si usa dire: “un po’ a desiderare” , oppure “molto a desiderare”.
Difficilmente ascolterete semplicemente che una cosa lascia a desiderare. Solitamente si dice: il mio esame ha lasciato molto a desiderare, la mia prestazione ha lasciato un po’ a desiderare, la tua idea lascia un po’ a desiderare. Si dice anche abbastanza o leggermente a desiderare.
Dicevo prima che l’espressione è utilizzata più da persone colte ed istruite ed in effetti è un modo abbastanza delicato di dire che una cosa non piace e che non è molto buona o positiva.
Per esprimere lo stesso sentimento, la stessa sensazione di disapprovazione, di giudizio negativo ci sono molti modi, a secondo della situazione in cui vi trovate o del grado negativo del vostro giudizio.
Non mi piace“, o “non mi piace per niente“, sono espressioni più universali. “Fa schifo” invece, rappresenta il modo meno gentile per esprimere un giudizio negativo. “Questo gelato fa schifo” , ad esempio, è molto forte ed anche offensivo se lo dite a chi vi ha dato il gelato. Invece “questo gelato lascia un po’ a desiderare” è più gentile e molto meno offensivo.
In termini più tecnici, più adatti al lavoro di ufficio, se vogliamo, possiamo dire: “Essere insoddisfacente“, o anche “non corrispondere alle aspettative
Il tuo lavoro lascia molto a desiderare quindi equivale a il tuo lavoro è insoddisfacente, cioè non soddisfa le mie aspettative, quindi io mi aspettavo di più da te, dal tuo lavoro, quindi il tuo lavoro non corrisponde alle mie aspettative. Se volete la frase: “Non sono soddisfatto del tuo lavoro” è il modo più semplice per dire la stessa cosa.
Ma se volete essere più eleganti potete dire “il tuo lavoro lascia molto a desiderare”.
Questa espressione di conseguenza è adatta ad un contesto lavorativo quindi è una delle tante espressioni che utilizzeremo anche nel corso di italiano professionale.
Voglio dirvi ad esempio che, personalmente sono molte le cose in cui lascio molto a desiderare.
Lascio a desiderare nel gioco del tennis, ad esempio, poiché non sono molto bravo a giocare e lascio a desiderare in molti altri sport. A scuola lasciavo abbastanza a desiderare in storia. Ognuno di noi lascia a desiderare in molte cose ed in altre invece dà il meglio di sé.
Facciamo ora il consueto esercizio di ripetizione, prima al presente poi al passato.

Io lascio a desiderare
………
Tu lasci a desiderare
………
Lui lascia a desiderare
………
Noi lasciamo a desiderare
………
Voi lasciate a desiderare
………
Essi lasciano a desiderare
………

Vediamo al passato:

Io ho lasciato molto a desiderare
………
Tu hai lasciato un po’ a desiderare
………
Lui ha lasciato molto a desiderare
………
Noi abbiamo lasciato un po’ a desiderare
………
Voi avete lasciato molto a desiderare
………
Essi hanno lasciato abbastanza a desiderare
………

Ascoltate se volete altre volte questo episodio se volete memorizzare questa espressione ed il corretto modo di utilizzarla.
Un saluto a tutti i fedeli ascoltatori di Italianosemplicemente.com.

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