Italiano Professionale: Lezione n. 11 – Rischi ed Opportunità


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Audio – prima parte (15 minuti)

La lezione completa disponibile per gli abbonati al corso

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Indice delle lezioni: INDICE

italiano dante_spunta Parliamo delle espressioni idiomatiche che riguardano i rischi e le opportunità
spagna_bandiera Hablamos de expresiones idiomáticas relativas a los riesgos y oportunidades
france-flag Abordons les expressions idiomatiques concernant les risques et opportunités.
flag_en We’ll talk about idiomatic expressions concerning risks and opportunities.
bandiera_animata_egitto سوف نتحدث عن العبارات الاصطلاحية المتعلقة المخاطر والفرص
russia Мы будем говорить о идиоматических выражений, касающихся рисков и возможностей.
bandiera_germania Wir sprechen von Idiomen zu den Risiken und Chancen.
bandiera_grecia Θα μιλήσουμε για ιδιωματικές εκφράσεις σχετικά με τους κινδύνους και τις ευκαιρίες.

Trascrizione

  1. Prima parte – Introduzione e le prime semplici frasi

Benvenuti alla lezione numero 11, dedicata ai rischi ed alle opportunità.

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In ogni lavoro del mondo ci sono dei rischi, c’è cioè il pericolo che in futuro accada qualcosa di negativo. Il rischio fa parte del lavoro ed è legato al tempo che passa ed alle decisioni che vanno prese. Ma quando c’è un rischio c’è anche un’opportunità.

Si tratta, a dire il vero, di due caratteristiche legate non solo al lavoro, ma alle decisioni in generale: quando c’è da prendere una decisione, al lavoro come nella vita, solitamente possiamo scegliere tra varie possibilità, ed una di queste possibilità è non fare nulla, non reagire. Anche non prendere una decisione è infatti una decisione. Ogni decisione porta poi a delle conseguenze, che possono essere positive o negative.

Non lo sappiamo dall’inizio, perché non sappiamo cosa succederà in futuro. Una decisione può essere migliore delle altre? Può darsi, ma forse no, lo sapremo solo in futuro. Ed è per questo che quando prendiamo delle decisioni parliamo di rischi ed opportunità. Il rischio è legato alle possibili conseguenze negative, mentre le opportunità sono legate alle possibili conseguenze positive.

E’ quindi molto utile imparare alcune delle espressioni più usate sui rischi e sulle opportunità. Ce ne sono molte.

Tutto ha origine però da un fatto, da qualcosa che accade, qualcosa che accade e che modifica la situazione esistente. Ora che la situazione è cambiata quindi possiamo decidere di agire, per fare in modo che ci siano più opportunità che rischi.

Iniziamo quindi con le espressioni più semplici che si usano quando accade qualcosa di inaspettato. Le prime che vedremo non sono vere espressioni idiomatiche perché non hanno un senso proprio ed un secondo senso figurato, ma comunque sono molto usate in Italia ed è bene sapere come utilizzarle.

Quando veniamo a conoscenza che questo qualcosa è accaduto, possiamo decidere di fare qualcosa, possiamo cioè decidere, possiamo reagire con una azione oppure possiamo semplicemente osservare la situazione e commentarla così com’è.

In questa prima parte della lezione vediamo le espressioni più diffuse nel primo caso, quindi quando si osserva un evento e lo si commenta, mentre nella seconda, più complessa e ricca di espressioni, vedremo quasi sono i diversi modi di reagire e di esprimere la nostra azione. Vedremo che a volte saremo costretti ad agire, altre volte sarà una nostra scelta. In tutti i casi che vedremo i rischi e le opportunità sono al centro delle espressioni, poiché quando si commenta un evento possiamo essere ottimisti oppure pessimisti, possiamo più focalizzarci sulle cose positive che possono accadere, oppure sulle cose negative.

Infine, nella terza ed ultima parte faremo anche un esercizio di ripetizione per esercitare la lingua e memorizzare meglio le frasi.

2. Le espressioni più semplici

Inizialmente, se siamo chiamati a valutare un evento, possiamo già considerarci fortunati; spesso infatti potremmo non sapere che la situazione è cambiata. Se quindi veniamo a conoscenza di un certo accadimento, possiamo dire:

Buono a sapersi!

Buono a sapersi è una esclamazione, una semplice esclamazione che si fa quando siamo felici di sapere ciò che è successo. Se ad esempio lavoro in una azienda e il mio dirigente mi dice:

Ascolta, domani non dobbiamo lavorare”, oppure “oggi è festa, lo sapevi?”, oppure “ha chiamato quel cliente di cui aspettavi la telefonata”.

In tutti questi casi potete rispondere: “buono a sapersi”, che non è una risposta positiva o negativa, ma esprime semplicemente il vostro gradimento nel venire a conoscenza di un fatto: buono a sapersi: è buono, cioè è una buona cosa, che io sia venuto a conoscenza di questo fatto, è buono a sapersi, cioè è buono a sapere questa cosa. Buono a sapersi vuol dire che probabilmente voi siete felici di sapere questa cosa, perché ora potete fare qualcosa, potete reagire a ciò che avete saputo, cosa che non avreste potuto fare se questa cosa non l’aveste saputa.

– Ha chiamato il cliente? Buono a sapersi, così adesso lo richiamo e sento cosa voleva.

– Oggi è festa? Buono a sapersi, perché stavo per andare al lavoro, così adesso invece mi organizzo diversamente.

Domani non dobbiamo lavorare? Buono a  sapersi, perché adesso organizzo una gita con la mia famiglia per domani.

Si tratta di una espressione orale, che potete scrivere solamente in chat o per email, e non all’interno di documenti ufficiali. L’espressione è neutra. La cosa che è accaduta non è necessariamente una bella notizia, ma noi comunque ora lo sappiamo.

Se invece volete esprimere soddisfazione per ciò che avete appena saputo, potete usare un’altra esclamazione: “tanto meglio!”.

Cosa vuol dire “tanto meglio”?

Anche questa è una utilizzatissima espressione. Una espressione colloquiale, che si usa quando accade qualcosa di positivo. “Meglio” significa migliore, e se una cosa è “meglio” di un’altra, allora è migliore. “Meglio”, se usata da sola, è semplicemente una esclamazione:

Se ad esempio dovete andare ad acquistare qualcosa, e venite a conoscenza del fatto che il prezzo di questo prodotto è diminuito, potete dire:

– “meglio!”

Che equivale a “bene! Sono contento! Bella notizia!”

Per esprimere il vostro apprezzamento per la notizia potete dire anche “tanto meglio!” cioè “ancora meglio”. Se avevate già deciso di fare questo acquisto, voi ora lo farete ugualmente, anzi, ora avete un motivo in più per farlo: “tanto meglio!

In questo caso non è necessario fare qualcosa, non è necessaria una azione da parte vostra.

– Il prezzo è diminuito? Tanto meglio! Cioè: “considero questa una bella notizia”, oppure “rispetto a prima, la situazione è migliorata”.

È più facile e veloce però dire “tanto meglio!”.

Si usa spesso anche dire “tanto meglio per te”, oppure “tanto meglio per me”, eccetera. Il contrario è “tanto peggio”, “tanto peggio per te”, “tanto peggio per me” eccetera.

Una espressione simile ed ugualmente facile è “tanto di guadagnato”. È più o meno la stessa cosa. Sia tanto meglio che tanto di guadagnato si usano quando otteniamo un vantaggio inaspettato, che non ci aspettavamo.

– La nostra principale azienda è fallita? Tanto di guadagnato!

– Il nostro sito web è diventato famosissimo? Tanto di guadagnato!

Abbiamo visto quindi tre espressioni che possiamo usare per commentare un avvenimento imprevisto: buono a sapersi, espressione neutra, tanto meglio e tanto di guadagnato, che sono invece due espressioni positive e quindi aprono a delle opportunità.

Non siamo ancora arrivati ai rischi o alle opportunità, ma qualcosa è già accaduto, e la nostra prima reazione è già avvenuta.

Una prima reazione possibile a questa sorpresa, è non fare nulla.

Ci sono vari modi di esprimere questo concetto in Italiano. Un primo modo è usare alcuni verbi particolari, come fregarsene, o infischiarsene, che sono due verbi pronominali molto diffusi nel linguaggio parlato.

Se non vi interessa una cosa, e non volete reagire a questo accadimento improvviso di cui abbiamo parlato, perché secondo voi la cosa non è importante e quindi non porterà nessun rischio, le espressioni più semplici sono appunto:

– me ne frego!

– me ne infischio!

. non me ne importa!

C’è però anche una espressione tipica italiana:

me ne lavo le mani!”

L’espressione “lavarsene le mani”, che contiene il verbo lavarsene, è anch’esso pronominale, perché si riferisce a se stessi. Lavarsene le mani significa lavarsi le mani di qualcosa, come se ci fosse qualcosa che ci ha sporcato le mani, e noi ci laviamo le mani, quindi ce ne laviamo le mani di questa cosa, cioè non ci interessiamo, facciamo finta che il problema non esista.

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In realtà sappiamo bene che anche non reagire è una decisione e sappiamo che ci saranno delle conseguenze, dei rischi appunto ma se noi ce ne laviamo le mani, dopo aver scelto, non si sentiamo più in dovere di giustificare la nostra scelta, come se l’acqua avesse lavato via tutti i nostri dubbi e la necessità di dare una spiegazione alla decisione adottata.

Vediamo ora invece una espressione un po’ più complicata ma molto interessante: “cascare a fagiolo”. È una frase difficile perché il significato proprio non ci aiuta. “Cascare” equivale a “cadere”, ma significa anche “capitare”, “accadere”, ma cascare a fagiolo è capitare al momento giusto, non in un momento qualsiasi. Il fagiolo invece è semplicemente un legume.

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I FAGIOLI

Prima abbiamo visto che “tanto meglio” e “tanto di guadagnato” sono due espressioni che usiamo quando siamo felici che qualcosa di inaspettato sia accaduto e che i risultati saranno sicuramente positivi, senza rischi: tanto meglio! Tanto di guadagnato!

Se siamo consapevoli che la cosa accaduta è, non solo positiva, ma che è anche arrivata al momento giusto, al momento ottimale, possiamo dire che questa cosa “casca a fagiolo”, o che “è cascata a fagiolo”.

Se una cosa casca a fagiolo (o anche cade a fagiolo) vuol dire che è arrivata proprio quando serviva, proprio quando doveva arrivare, al momento giusto. Senza utilizzare una espressione idiomatica potrei dire “capitare a proposito”.

Se qualcosa casca a fagiolo quindi, sicuramente è positiva, e non ci saranno rischi in futuro, ma solo opportunità.

Espressione naturalmente colloquiale ma adatta a qualunque situazione, sempre utilizzabile, con chiunque, senza problemi.

Se vi sembra difficile usare il verbo “cascare”, potete anche dire “capitare a fagiolo”. In questo caso si capisce più facilmente che qualcosa è accaduto, che è capitato. Il verbo capitare si usa di più quando c’è qualcosa di inatteso che accade. “Capitare a fagiolo” o anche “venire a fagiolo” sono espressioni equivalenti.

Se ad esempio avevo in programma di incontrarmi con un mio collega ma mancava l’occasione giusta per farlo, se entrambi riceviamo un invito ad un meeting, ad una conferenza, posso dire che questa conferenza casca a fagiolo, così finalmente posso incontrarmi col mio collega.

Cosa è accaduto in questo caso? È accaduto che siamo stati invitati ad una conferenza, e questa conferenza capita a fagiolo, casca a fagiolo, ci voleva proprio, era proprio l’occasione che aspettavamo per incontrarci.

Bene, finisce qui la prima parte della lezione numero undici. Nella seconda parte vediamo cosa succede quando dobbiamo agire, quando dobbiamo reagire, quando è necessario fare qualcosa per cogliere le opportunità e minimizzare i rischi. Queste espressioni sono ovviamente più usate nel mondo del lavoro che nella vita di tutti i giorni.

Fine prima parte

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