Quel “che tanto” che fa tanto italiano

Quel “che tanto” che fa tanto italiano

audio in preparazione

episodio 1216

Trascrizione

Bentornati nella rubrica “due minuti con Italiano Semplicemente”.

Oggi parliamo di una costruzione molto italiana, molto elegante, e soprattutto molto usata nello scritto e nei tg.
È una di quelle cose che uno straniero potrebbe capire benissimo… ma poi non osa usare.
Parliamo di frasi come:

un problema che tanto preoccupa i giovani è quello dell’inquinamento
un tema che tanto interessa l’opinione pubblica e che è stato trascurato dai partiti

E già qui possiamo dirlo subito, senza girarci intorno: questo uso di “tanto” funziona solo se c’è “che” davanti.

Senza che, la magia svanisce.

Immaginiamo una situazione molto comune.

C’è un amico che dice:

Il lavoro precario preoccupa i giovani.

Fin qui tutto normale.

Oppure:

Il lavoro precario preoccupa molto i giovani.

Okay, Abbiamo reso la questione più seria.

Ma se vogliamo rendere la frase un po’ più “da articolo”, possiamo dire:

Il lavoro precario è un problema che tanto preoccupa i giovani.

Potrei usare anche “molto” al posto di “tanto’, ma normalmente non si usa.

Vediamo qualche esempio meno serio, ma molto italiano.

  • La dieta che tanto preoccupa chi ama la carbonara è quella senza grassi…
  • Un argomento che tanto interessa chi finge di lavorare in ufficio è quella di poter usare Netflix sul PC mentre è al lavoro
  • Una riunione che tanto entusiasma i capufficio è quella del venerdì sera…

Notate una cosa importante:
“che tanto” seguito dal verbo, molto spesso sembra quasi dire “come tutti sanno”.

È un “tanto” che – passatemi l’espressione – strizza l’occhio al lettore. Sto dicendo una cosa che probabilmente è già nota, come a dire “come si sa”, “come è risaputo”.

Questa è la prima caratteristica importante da ricordare: è simile a “come tutti sanno”

Adesso vi chiedo: “Che tanto preoccupa” è uguale a “che preoccupa tanto”?

No. Entrambe sono forme corrette, ma non dicono esattamente la stessa cosa.

  • che tanto preoccupa è più formale, più distaccato e sembra come detto un fatto noto, condiviso. Inoltre può essere ironico.
  • che preoccupa tanto invece è più diretto, più emotivo e più vicino al parlato. La preoccupazione sembra maggiore e difficilmente si usa ironicamente.

Questa è la seconda importante cosa da ricordare: è più formale, distaccato e a volte ironico.

Confrontiamo:

Un problema che tanto preoccupa i genitori è quello della disciplina dei figli
La disciplina dei figli è un problema che preoccupa tanto i genitori

La seconda frase sembra detta da qualcuno che è “dentro” il problema. C’è più condivisione di emozioni e l’enfasi è sulla preoccupazione che è molta.
La prima invece sembra detta da qualcuno che lo “analizza” il problema. È più distaccato, più da cronista, meno emotivo.

Attenzione poi, perchè questa costruzione funziona bene soprattutto con verbi come:

  • interessare
  • preoccupare
  • colpire
  • dividere
  • appassionare
  • inquietare

Questa è la terza cosa da ricordare: si usa solo con alcuni verbi.

Funziona meno, o per niente, con verbi troppo concreti: una pizza che tanto mangiano gli studenti, un autobus che tanto arriva in ritardo.

Qui “tanto” non trasmette lo stesso messaggio. Infatti sembrerebbe che ci sia un tono di rassegnazione, come abbiamo visto in un passato episodio, sempre dedicato a “tanto”. Anzi ne abbiamo parlato anche in un secondo intitolato “tanto piove o piove tanto?” in cui spieghiamo questa differenza. Anche il tono nella pronuncia è diverso.

Aggiungo che spesso la frase è scritta come inciso, quindi all’interno di una frase tra due virgole. o anche tra parentesi o tra due rattini a volte.

Questa è una quarta caratteristica, spesso frequente: spesso si trova all’interno di un inciso.

Es:

La questione della grammatica, che tanto preoccupa i principianti della lingua italiana, in italiano semplicemente è meno importante.

Questo problema, che tanto preoccupa i genitori, resta irrisolto.

Un tema – che tanto interessa gli studiosi – e che torna ciclicamente, è quello della scelta tra sicurezza e controllo della popolazione.

Il problema dell’origine del linguaggio, che tanto preoccupa psicologi e linguisti, è insolubile.

Anche il problema dell’insufficienza dei fondi, che tanto interessa l’Europa, è stato pienamente risolto

Quindi in questi casi si anticipa qualcos’altro: cioè ciò che viene detto o scritto dopo l’inciso. Ce lo aspettiamo, questo seguito.

Non sempre si trova in un inciso comunque. Basta vedere i seguenti esempi:

Anche a 2 mesi i bambini rivolgono il capo nella direzione appropriata, come a voler scoprire l’oggetto che tanto interessa l’adulto.

Qui si vuole dare eleganza alla frase e comunque questa forma si presenta spesso quando si parla in generale: “che tanto interessa l’adulto”, e non “che tanto interessante Giovanni” che è una persona singola. Si può fare anche riferito ad una persona specifica, ma è meno frequente.

Questa è la quinta e ultima caratteristica: si parla quasi sempre in generale.

Quindi ricapitoliamo:

– è simile a “come tutti sanno”

– è più formale, distaccato e a volte ironico

– si usa solo con alcuni verbi

– spesso si trova in un inciso

– si parla quasi sempre in generale

Adesso ci occupiamo del ripasso degli episodi passati, che tanto piace ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

Marcelo: Il mio programma preferito è “un giorno particolare” di Aldo Cazzullo. Una serie storica originalissima che non scade mai nel banale.

Khaled: Io invece seguo i talent show, ma solo nella misura in cui non diventano autoreferenziali.

Anne Marie: Confesso che mi mi piacciono i reality, non tanto per il contenuto quanto per il modo in cui riescono a trasformare il nulla in spettacolo.

Karin: Le serie crime sono bellissime. Mi prendono soprattutto quando la trama, lungi dall’essere scontata, riesce davvero a spiazzarmi.

Hartmut: A me appassionano i documentari scientifici, perché a conti fatti, sono gli unici programmi che mi lasciano qualcosa dopo la visione.

Danielle: con la vita stressante che faccio, guardo solo programmi comici. Ma li apprezzo solo laddove l’ironia non sia fine a sé stessa ma dica qualcosa di sensato.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.