Perché, poiché, anzi, anziché


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avverbi.jpgBuongiorno amici, grazie di essere qui all’ascolto di questo episodio di Italiano Semplicemente.

Oggi rispondo ad una domanda di Madonna, una bella e simpaticissima ragazza egiziana che avendo avuto modo di ascoltare la sua voce vi posso dire che parla molto bene l’italiano. Madonna vorrebbe conoscere l’utilizzo, con degli esempi, di alcune parole italiane: si tratta di alcuni avverbi e congiunzioni.

Madonna ha un livello abbastanza elevato per poter comprendere e parlare di qualsiasi argomento nella lingua italiana, quindi questo significa che queste parole creano qualche volta dei problemi anche alle persone di livello elevato.

Saper utilizzare bene queste paroline significa sapersi esprimere bene in italiano.

In questo episodio quindi spieghiamo alcune delle parole richieste da Madonna, che saluto con l’occasione, e poi inserirò sul sito il podcast audio in formato mp3 in modo che lo possiate scaricare ed ascoltare.

 Inserirò però anche le singole frasi separatamente, facciamo questo esperimento  in modo che i visitatori di Italiano Semplicemente possano ascoltare solamente le frasi e gli esempi che gli interessano di più. Se volete potete anche ripetere le frasi in modo che possiate esercitare la lingua.

Un esperimento questo che se si rivelerà produttivo e che se gradirete attraverso dei like su Facebook continueremo sicuramente a fare. Vediamo come va.

I miei figli mi aiuteranno a rendere più piacevole l’ascolto.

Oggi spieghiamo perché, poiché, anzi ed anziché

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Perché

Perché si usa principalmente in frasi interrogative, quando si fa una domanda e quindi si richiede una risposta: (in tal caso è un avverbio e sta prima di un verbo)

– perché studi la grammatica?

– Perché stai studiando italiano?

Perché sei così stupido?

è perché tu non pensi mai agli affari tuoi?

La parola “perché” a volte si usa anche da sola, dando il verbo per scontato: ad esempio:

– non rispondi mai al telefono quando ti chiamo: perché?

– non mi guardi mai in faccia quando ti parlo, perché?

mi rubi sempre le caramelle, perché?

mi fai sempre un sacco di domande, perché?

Infine “perché” si può usare anche  in frasi in cui non si fa direttamente la domanda, ma la si riporta in modo indiretto. Vediamo qualche esempio.

ho chiesto a mia moglie perché fosse così bella.

– mi chiedo perché mangi così tanto durante le feste di Natale!

– la maestra mi ha chiesto perché non ho fatto i compiti!

– tu invece non ti sei mai chiesto perché sei così stupido!

A volte “perché” si usa al posto della parola “motivo” o “causa”, e in questo caso ci mettiamo anche l’articolo davanti: “il perché” cioè “il motivo”, “la causa”, o anche “la colpa”. Ad esempio:

– voglio sapere il perché di tutto questo.

Oppure anche:

– non ti chiedi il perché delle nostre continue discussioni?

Oppure:

– ti dirò dopo il perché di tutti i miei dispetti!

scoprirai dopo il perché di tutti gli errori che fai!

sei tu il perché dei nostri problemi, lo vuoi capire?

Inoltre si usa anche come congiunzione: ad esempio:

voi ascoltate perché siete interessati;

oppure anche:

voi adesso state ascoltando perché un giorno possiate comunicare bene in italiano;

Inoltre,  ma è più raro questo uso, si usa in frasi di questo tipo:

– è troppo difficile perché tu possa capirlo;

oppure:

parli con la voce troppo bassa perché io possa ascoltarti.

sei troppo stupido perché tu possa capire le donne!

– e tu sei troppo presuntuosa perché  possa riuscire ad essere gentile!

Passiamo ora a poiché:

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Poiché

Poiché è una congiunzione, ma non ce ne potrebbe fregare di meno. A parte gli scherzi, vediamo i suoi utilizzi.

In molti casi si usa come “perché”; con valore causale infatti equivale a ‘perché’, ma l’accento non è sulla causa, sul motivo, non si vuole evidenziare il motivo. Quando evidenzio il motivo infatti devo usare perché: ad esempio:

– ti voglio sposare perché mi piaci;

voglio baciarti perché sei bello!

voglio lasciarti perché puzzi!

Quando l’accento è sulla causa, sul motivo quindi si preferisce “perché”: ad esempio:

– adesso state ascoltando Italiano Semplicemente perché vi piace;

Perché ascoltate italiano Semplicemente? Perché vi piace!

Quindi la cosa importante è che vi piace, il motivo per cui ascoltate è che vi piace. E per questo è meglio che usuate perché, ciò comunque non esclude che possiate usare anche poiché.

Invece “poiché” si usa per mettere in rilievo più una conseguenza che una causa vera e propria; più cioè ciò  che accade dopo. Mi interessa quindi più l’effetto che la causa. In questo particolare utilizzo, poiché equivale a “siccome”.

Ad esempio:

– poiché siete stranieri non sapete bene l’italiano (che equivale a ” non sapete bene l’italiano perché siete stranieri”) 

poiché sei brutto, non ti bacio!

poiché sei bella, ti amo!

Quindi generalmente poiché sta all’inizio della frase, e non si usa “perché” in questi casi, ma si usa “poiché”.

– poiché siete single, state cercando moglie;

L’accento qui non è sul motivo, sul fatto che siete single, ma sul fatto che state cercando moglie: Poiché siete single state cercando moglie.

Passiamo alla parola “ANZI”

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Anzi, anziché

Anzi è una preposizione e un avverbio.

E’ una parola che si usa, nel linguaggio moderno, al posto di “Invece”, oppure al posto di  “al contrario”. Si usa per correggere un’affermazione, una frase, che è stata già precedentemente negata: vi faccio alcuni esempi. Posso dire ad esempio, parlando con una persona straniera:

non sei un principiante, anzi conosci molto bene l’italiano;

Quindi vedete che prima si dice una frase (non sei un principiante) che è una negazione, infatti state dicendo “non  sei un princiupiante”,  poi si dice “anzi” e poi dite il contrario: conosci molto bene l’italiano. Quindi anzi è come dire: tutt’altro, tutto il contrario, in una sola parola: anzi!

Posso dire anche, se qualcuno entra nella mia stanza e mi dice: “disturbo”? Io posso rispondere

non mi disturbi affatto, anzi mi fa molto piacere.

Anche qui c’è una negazione: non mi disturbi affatto. Poi c’è “anzi”, che anticipa la frase contraria: “mi fa molto piacere”: non mi disturbi affatto, anzi (al contrario, tutt’altro) mi fa molto piacere.

Vediamo però che “anzi” si può usare anche da solo nelle esclamazioni:

Ad esempio posso dire:

– non è brutto, anzi! 

– non è un principiante, anzi!

non sono una bambina, anzi!

Non sono uno stupido, anzi!

Anche in queste frasi significa: tutt’altro, tutto il contrario! Infatti dicendo “anzi”, sottolineando con il tono della voce la parola si vuole dire: tutto il contrario!

Anzi però non si usa solamente per dire il contrario di una cosa che avete già negato, ma significa anche: “o meglio”, “piuttosto”; si usa quindi anche per modificare quanto abbiamo già detto e non solo per negare. Se fate un esame all’università, il professore potrebbe dirvi:

-bene, ti promuovo con il voto di 28, anzi, facciamo 30;

mi spiace ma non sei andato molto bene, anzi, diciamo pure che sei andato malissimo;

– A me piacciono più le femmine che i maschi, anzi, i maschi non mi piacciono per niente!

A me piacciono le bambole, anzi, ora mi piacciono un po’ meno perché sono cresciuta.

Nelle frasi appena viste quindi c’è una frase affermativa e non una già negata. In questo caso correggo, specifico, modifico, aggiungo qualcosa; é come dire: “o meglio”.

Infine “anzi” si può usare anche per rafforzare, per insistere su un concetto e renderlo ancora più forte.

Anche in questo caso non si nega quanto già è stato detto, ma lo si modifica. In questo caso in particolare lo si rafforza: Se voglio dire a mio figlio che ha sbagliato a non fare i compiti posso dirgli:

– hai fatto male, anzi malissimo, a non fare i compiti;

E mio figlio potrebbe rispondermi:

– hai fatto male a sgridarmi, anzi, malissimo!

E mia figlia può dire:

– ho fatto bene a scrivere la lettera a Babbo Natale, anzi, benissimo!

La parola anzi si usa poi insieme ad altre parole, prima anzi e poi qualche altra parola, che spesso si unisce ad “anzi”.

Ad esempio nell’avverbio “anzitutto” o anche “innanzitutto“, che vuol dire “prima di tutto , cioè prima di dire altre cose vi dico questo.

Ad esempio se devo andare a fare la spesa mia figlia potrebbe dirmi:

innanzitutto papà, comprami i biscotti;

E mio figlio potrebbe invece dire:

Anzitutto papà, dovresti sentire mamma che dice!

In questo caso quindi anzi vuol dire “prima di tutto”.

Ma “anzi” se unita a qualche altra parola può voler dire anche solamente “prima”.

Ad esempio: “anzi notte”, che vuol dire “prima di notte”, ma che è veramente poco usata come accoppiata.

Più usato è “anzi tempo (che si scrive anche tutto unito, in una sola parola: anzitempo.

l’ho saputo anzitempo

che vuol dire “l’ho saputo prima del tempo previsto, prima degli altri, prima che lo sapessero le altre persone, o l’ho saputo prima del normale.

Si dice anche molto spesso:

– è invecchiato anzitempo;

– è morto anzitempo;

il che significa prematuramente, prima del previsto. È invecchiato anzitempo si dice di una persona che sembra più anziana, più vecchia, di quanto in realtà non sia. Se una persona sembra più anziana della sua età, potete dire che è invecchiata anzitempo.

 Lo stesso se una persona muore da giovane: è deceduta anzitempo, ci ha lasciato anzitempo, è morta anzitempo, cioè prima del previsto, prima di quanto comunemente ci si aspetta.

Un altro esempio di come anzi si unisce ad un’altra parola è la parola “anzidetto”, é una parola però molto formale, che non si usa nel linguaggio quotidiano e familiare.

Significa “detto prima”, predetto, suddetto, summenzionato.

Ad esempio:

per le ragioni anzidette, non possiamo incontrarci.

 Che significa per le ragioni dette prima, per le ragioni appena dette, dette in precedenza, non possiamo vederci. Si usa prevalentemente per iscritto,  a voce farebbe un po’ ridere una frase del genere.

In linguaggio familiare potrei dire:

– Ti ho già spiegato prima le ragioni, e per le ragioni che ti ho detto prima, non ci possiamo vedere.

Poi non dimentichiamo che esiste anche la parole “anziché, che è derivata da “anzi.

Anziché significa “invece di”, “piuttosto di”.  Ci sono due azioni contrapposti, ed una delle due azioni viene messa in risalto rispetto all’altra.

– mio figlio preferisce giocare anziché studiare;

– le tue parole, anziché tranquillizzarmi, mi hanno innervosito;

– anziché mangiare sempre, dovresti fare sport!

– anziché farti gli affari miei, potresti pensate ai fatti tuoi!

Anzi inoltre si trova anche nella parola poc’anzi.

Anche in questo caso c’è il tempo di mezzo, e vuol dire “poco fa”, “poco tempo fa”.

Questa parola si scrive con l’apostrofo prima di anzi: P-O-C- apostrofo – anzi. È una delle parole più difficili da scrivere per gli stessi italiani, perché non è così intuitivo mettere l’apostrofo . Tuttavia non è scorretto non metterlo. Posso scriverlo in entrambi i modi.

La prossima lezione vedremo altre parole suggerite da Madonna. Ce ne mancano ancora molte. Ne vedremo altre tre almeno.

Ciao a tutti.

Video con sottotitoli

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