829 Dal momento che

Dal momento che

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Trascrizione

Anthony: ciao a tutti.

Ricordate la locuzione “nel momento in cui”?

Ce ne siamo occupati nell’episodio numero 732 della rubrica dei due minuti con Italiano Semplicemente.

Dal momento che” è una locuzione che somiglia molto a “nel momento in cui”.

La differenza è semplicissima:

“Nel momento in cui” si usa, come abbiamo visto (questo è uno degli utilizzi) parlando di ipotesi, possibilità, mentre “dal momento che” si utilizza per rappresentare la realtà.

In entrambi i casi c’è una conseguenza, nel primo caso ipotetica, nel secondo caso reale.

Es. Non ti amo più!

– Dice un ragazzo alla fidanzata –

La ragazza risponde al fidanzato:

Dal momento che non mi chiami più, esco con un altro!

Quindi si rappresenta un fatto, non ipotetico ma reale, perché il ragazzo ha detto che non ama più la fidanzata.

Lei ne prende atto e trae le conseguenze:

Allora esco con un altro!

Questa è una risposta del tutto equivalente.

Si potrebbe anche dire:

Visto che non mi ami più, esco con un altro!

Oppure più semplicemente:

Poiché non mi ami più, esco con un altro.

O, meno informale:

Considerato che non provi più nulla per me, esco con un altro uomo.

Nel momento in cui” invece si usa con le ipotesi, dunque la cosa migliore è usare il congiuntivo, come se usassi “se”, “qualora” o anche “nel caso in cui”:

Il ragazzo dice:

credo che se un giorno non ti amassi più te lo direi subito.

La ragazza risponde:

Nel momento in cui dovesse accadere, mi troverei subito un altro!

Dal momento che” ha comunque anche un uso proprio, infatti letteralmente indica un momento in cui accade qualcosa. Allora posso dire:

Dal momento che/in cui è nata mia figlia, ho smesso di fumare.

Questa frase può avere due significati:

A partire dalla nascita di mia figlia io non ho più fumato.

Oppure:

Ho smesso di fumare poiché è nata mia figlia.

Quindi il senso proprio è indicare un momento che è l’inizio di qualcosa (in questo caso si può anche dire “dal momento in cui” ) mentre come locuzione indica l’espressione di una conseguenza derivante da un fatto concreto.

Dal momento che Giovanni si trova in vacanza, sono io a registrare questo episodio, ma dal momento in cui tornerà, tornerete ad ascoltare la sua voce.

Nel momento in cui la sua vacanza dovesse proseguire, allora ci risentiremo con piacere.

È adesso ripassiamo qualche episodio precedente e poi per membri dell’associazione cerchiamo di rispondere a 10 domande su questo episodio. Nel momento in cui doveste sbagliare qualche risposta potrete ascoltare nuovamente l’episodio.

Anne: pare che la vacanza in Francia di Giovanni e famiglia sia stata bellissima.

Irina: Ci credo, è stato ospite di alcuni membri dell’associazione, che l’hanno trattato coi guanti bianchi. D’altronde in quanto presidente di Italiano Semplicemente, aveva una corsia preferenziale.

Hartmut: hanno visitato i castelli della Loira proprio quando ha smesso di fare molto caldo. Quando si dice la fortuna!

Peggy: mi ha detto che ha avuto anche una esperienza negativa in un appartamento poco confortevole, tanto per usare un eufemismo.

Ulrike: beh non può filare tutto liscio, ma in fondo una vacanza può riservare di queste sorprese. Mannaggia! Forse meglio prenotare per tempo per scegliere i migliori posti!

345 – Dacché

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Trascrizione

Giuseppina: l’episodio di oggi è sul termine dacché, un’unica parola che si scrive con due c, l’acca e una e accentata. Dacché si può scrivere anche con due parole staccate “da che”, ma si sa come è fatta la lingua italiana e spesso due parole diventano una sola. E c’è sempre un motivo per questo. Infatti dacché si usa in particolari circostanze e spesso ha lo stesso significato di poiché, dato che, dal momento che, siccome. Es: dacché Giovanni desidera una mela, gliela darò.

Si sta quindi dicendo il motivo per cui si compie un’azione. Dacché esiste anche questo termine occorre spiegarlo anche ai non madrelingua. Esempi di questo tipo se ne possono fare a bizzeffe. C’è anche un uso di dacché che ha a che fare col tempo: Dacché sei andato via, non ci divertiamo più. Significa semplicemente “da quando”. La preposizione “da” si usa però spesso per indicare un cambiamento: Da qui a li Da oggi a domani Da quando non ci sei tutto è cambiato. E infatti dacché ha anche un altro utilizzo, proprio quando i sono dei cambiamenti rilevanti che ci colpiscono. Si usa per indicare la situazione precedente al cambiamento:

Cosa? Ora ami i gatti? Dacché dicevi che li odiavi, adesso li ami?

In questo modo voglio evidenziare questo cambiamento: prima la situazione era diversa da adesso.

Dacché sembrava dovessi morire dalla stanchezza, adesso vuoi andare a ballare?

È un modo abbastanza veloce di evidenziare un qualcosa che stupisce. Potete usarlo senza problemi nelle modalità che vi ho descritto. Certo, non lo usano tutti gli italiani, ma tutti lo capiscono. Lo usano spesso i giornalisti. Giovanni: ed ora un po’ di ripasso. Scusate se parlo poco ma mi trovo in vacanza in montagna

Anthony: Vedendoti là in montagna MI HA COLTO DAVVERO SUL VIVO. Anzi MI HA COLTO ALLA SPROVVISTA. Eri a Roma e poi come niente fosse sei DI PUNTO IN BIANCO in vetta al Monte Bianco!
E per altro NON TI DICO quanto mi mancano le montagne del nord italia. Se mi invitassi ti raggiungerei in montagna SPESSO E VOLENTIERI ogni estate ma ai tempi del Covid, stando fuori dell’europa, Mi dovrei addirittura SCERVELLARE per trovare il modo di unirmi a voi. E se io ci riuscissi potreste RIVENDICARE il diritto di farmi SOTTOSTARE ad una quarantena di 14 giorni. Naturalmente SAREI DI DIVERSO AVVISO ma avreste comunque ragione voi. Per non FARLA TROPPO LUNGA adesso TAGLIO Corto! Intanto vi auguro buon proseguimento delle vacanze e fate attenzione sulla via del rientro a Roma, MI RACCOMANDO.

232 – AVERE CONTEZZA

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Mi chiedevo se qualcuno di voi avesse contezza del numero di episodi che abbiamo realizzato su questo sito.

Certo che i “conti” , o il “conto”, come termine, ha molti significati e questi sono termini anche all’origine di molte espressioni italiane e verbi di diverse sfumature di significato.

Pensate a tener conto, tenere i conti, aver conto, contare, conteggiare, il conto della serva, avere un conto aperto, un conto in sospeso, eccetera.

Oggi però vorrei parlarvi della “contezza“.

Sicuramente non è un termine usato dagli stranieri e tra l’altro solo alcune categorie di italiani utilizzano questo verbo, sebbene a dire il vero sia adatto a moltissime situazioni diverse.

Per usare questo termine bisogna mettere avere davanti: avere contezza.

La questione non riguarda i numeri, non sempre almeno, ma la conoscenza. Si usa quando voglio esprimere un concetto di conoscenza piena, di consapevolezza, quando cioè la conoscenza è molto importante e riguarda argomenti dai molteplici aspetti, aspetti che bisogna conoscere bene altrimenti sfugge qualcosa.

C’è spesso il concetto di numerosità, quella relativa agli aspetti, ma spesso non è un numero preciso, questo non è importante, la cosa che veramente conta, cioè che veramente è importante, è che l’argomento è complesso e variegato, ha molti aspetti da considerare.

Spesso i numeri c’entrano, e si sottolinea il fatto di conoscerli o di non conoscerli.

Spesso i numeri non c’entrano affatto, e allora si usa la parola contezza solo per enfatizzare l’importanza di qualcosa di cui si è venuti a conoscenza o di cui non si conosce abbastanza. Un linguaggio un po’ sofisticato forse; non si usa solitamente con gli amici o familiari, ma se lo faceste tutti vi capirebbero e nessuno vi accuserebbe di esprimervi come un intellettuale.

Facciamo alcuni esempi.

Appena abbiamo avuto contezza di essere stati promossi abbiamo prenotato al ristorante per festeggiare! (come dire: abbiamo saputo)

Nessuno ha davvero contezza completa di quanto stia accadendo. (come dire: nessuno conosce, sa veramente cosa stia accadendo).

Non abbiamo contezza di quante siano le persone a rischio di contagio (non sappiamo con esattezza, non conosciamo).

Nello sport bisogna avere piena contezza dei propri mezzi per battere l’avversario (bisogna conoscere quanto si è forti, conoscere le proprie potenzialità).

Io ad esempio non riesco mai ad avere piena contezza del tempo trascorso e così gli episodi durano sempre più di due minuti.

Si potrebbe confondere la contezza con la certezza, ma la certezza è il contrario di avere dubbi.

La contezza sottolinea invece l’importanza, la conoscenza. Non c’entra il grado di sicurezza ma il fatto di conoscere o non conoscere
Poi la contezza fa parte di un linguaggio lievemente sofisticato come dicevo.

Normalmente si usa “conoscere“, “essere consapevoli” , come ad indicare l’importanza delle conseguenze se non si avesse contezza.

Si usa anche quando si vede o si sente qualcuno che non sa bene cosa dire, che non ha punti di riferimento o che dice cose del tutto sballate, sbagliate: una persona che non ha alcuna contezza della situazione o della questione.

Oppure è assolutamente il contrario e in tal caso si ha contezza assoluta.

Adesso ripassiamo 9 espressioni passate con l’aiuto di Lia dal Brasile.

Lia: Quando mi sveglio, per un attimo non ricordo bene la realtà e penso che tutto ciò che sta accadendo nel mondo sia solo stato un brutto sogno, laddove invece è tutto vero.
Anni fa ho visto un film che verteva su una vicenda molto simile a questa.
Pensai: immagina di trovarsi a tu per tu con una minaccia così spaventosa. 🤔 E dire che oggi sono terrorizzata proprio in virtù della pandemia.
Siamo tutti costretti a cambiare abitudini, persino combattere voci false e tendenziose, contro i duri di comprendonio che se ne fregano, altri ancora che non trovano alcuna attinenza tra il contagio e la libertà di movimento.
E viene così a galla la sensazione che abbiamo combinato un bel casino e siamo noi ora a dover rispondere di tutto quanto.

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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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231 – IN VIRTÙ

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Buongiorno, vi informo che a partire da questo episodio, il n. 231 della rubrica 2 minuti con Italiano semplicemente potrete utilizzare una nuova espressione, e lo potrete fare in virtù di ciò che state per ascoltare o leggere proprio in questo episodio.

Ed io, in virtù del fatto che ritengo questa espressione molto utile per la comunicazione, sono qui a spiegarvela. La comunicazione è importante e lo slogan di italiano semplicemente è “imparate a comunicare in italiano, semplicemente”.

Ho scelto questo episodio anche in virtù di questo.

Allora: in virtù, cosa significa?

Non pensate alla preposizione in: no vi aiutera. E vi aiuterà poco anche la parola virtù, che generalmente indica un pregio, una caratteristica positiva delle persone, il contrario di vizi è proprio virtù. Pregi e difetti, virtù e vizi.

In virtù significa a volte “grazie a”, “per merito di”, “per effetto di”, “avvalendosi di”, “avendo queste capacità”, che è il modo più semplice, mentre altre volte significa “per coerenza”, “facendo fede”, dipende dal caso.

Nel primo caso posso dire:

Ce l’abbiamo fatta in virtù dell’aiuto di tutti.

Quindi grazie all’aiuto di tutti, per merito di tutti, avvalendosi dell’aiuto di tutti.

Non sempre è un merito altre volte si cerca di spiegare qualcosa, quindi è più simile a “poiché”,” “per via del fatto”:

Il virus si è diffuso anche in virtù della poca attenzione all’igiene.

Le misure restrittive sono state decise in virtù dell’emergenza

È molto simile anche quando si vuole utilizzare una facoltà, quindi quando ci si avvale di una facoltà, di un potere, e magari questa facoltà ce l’ha data la legge.

In virtù dei poteri che mi ha dato lo Stato, dichiaro lo stato si emergenza nazionale.

Posso andare in pensione in virtù della legge.

Quindi “siccome” , cioè “poiché” ho questi poteri, poiché la legge me lo permette. C’è sempre un merito di qualcuno o qualcosa, o un semplice effetto e l’utilizzo di “in virtù” avviene come conseguenza di questo.

Per questo si usa il termine “virtù”.

Non cambia poi molto quando parlo di coerenza o di fede. Simile al caso della legge, che però è obbligatorio rispettare. In questo caso si parla di coerenza e fede.

Si può quindi richiamare un principio che si vuole rispettare, o una regola importante e quindi uso “in virtù”. In qualche modo si cerca sempre di spiegare qualcosa, facendo capire il principio che si sta utilizzando, quindi “in coerenza a” , “facendo fede a”. È simile a “conformemente“, “in conformità”, che abbiamo già visto insieme.

Vi spiego questa espressione in virtù dello slogan di italiano semplicemente: “imparate a comunicare in italiano, semplicemente”.

Adesso ripassiamo con Bogusia, membro dell’associazione di nazionalità polacca, che saluto e ringrazio. Bogusia utilizzerà 7 espressioni già spiegate.

Ho dimenticato di scrivere che “in virtù” fa parte di un linguaggio poco informale. Ma credo sia chiaro dall’episodio in virtù degli esempi.

Bogusia: Può darsi che siamo arrivati alla resa dei conti? Neanche i politici dell’opposizione si mettono di traverso. Non più di tanto almeno. Si esprimono in maniera quasi pacata e dimessa. Che vuoi, in questi casi meglio remare tutti nella stessa direzione. O così o pomì. Laddove sia possibile dobbiamo restare a casa, altro che storie!

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200 – QUALE – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Emanuele: due minuti con italiano semplicemente, episodio 200.
Giovanni: avete mai riflettuto sull’aggettivo o sul pronome “quale”?
Normalmente (quasi sempre) si usa per fare delle domande o quando si hanno dei dubbi:
Qual è la ragazza più bella del mondo?
Quale film ha vinto l’oscar quest’anno?
Eccetera.
In realtà si usa in molti altri modi (tale e quale, il quale, la quale, eccetera).
Oggi vorrei farvi concentrare su un modo particolare che probabilmente voi stranieri non conoscete ma che rende la frase più elegante e più convincente se state esprimendo un’opinione. Si tratta di esprimere un concetto particolare.
Mi riferisco infatti alle frasi non interrogative, ma quelle affermative, quando si vuole spiegare la funzione, l’incarico, il ruolo di una persona che giustifica un’azione. Quindi l’obiettivo è sottolineare un aspetto importante.
In questi casi “quale” è simile a “come”. Ma usare “quale” (o quali) ci aiuta a raggiungere l’obiettivo.
Vi faccio alcuni esempi:

Vorrei il tuo aiuto, quale massimo esperto in questa materia.
Mi rivolgo a te quale mio dirigente
Tu, attento quale sei, avrai sicuramente capito.
Forse tutti voi, quali miei affezionati ascoltatori, siete interessati a questo utilizzo di “quale”.

In questi casi è come dire: “in qualità di”, cioè “poiché hai questa qualità”, o anche “come”.
È come dire:
Vorrei il tuo aiuto, in quanto sei il massimo esperto in questa materia.
Mi rivolgo a te poiché sei il mio dirigente.
Tu, attento come sei, avrai sicuramente capito.
Forse tutti voi, poiché siete miei affezionati ascoltatori, siete interessati a questo utilizzo di “quale”.
Se invece la mia enfasi non si riferisce a qualità personali, ma a cose accadute e alla loro importanza, posso usare “quale” al posto di “che”.
Questo d’altronde accade anche in molte frasi interrogative (es: che/quale film vuoi vedere?).
Ad esempio:

È crollato il ponte! Quale tragedia! Quale disgrazia!
Bravo, quale figura hai fatto oggi, complimenti!
Complimenti, quale lezione hai dato al tuo amico strafottente!
Hai avuto una reazione quale non avrei mai immaginato!

In questo senso abbiamo già visto l’espressione “qual buon vento” nell’episodio 125.
In tutti questi casi si può usare “quale” per sottolineare una caratteristica, ad esempio la grandezza, la bellezza, qualunque cosa che vogliamo porre in risalto come unica, degna di apprezzamento o degna di nota comunque.
Ora, quale presidente dell’associazione italiano semplicemente, ho chiesto ad uno dei membri di realizzare una frase di ripasso, e Bogusia, quale membro e gentile qual è, mi ha subito accontentato.
Bogusia (Polonia): L’Italia e il gelato sono un binomio inscindibile. Vero? Può darsi che se siete stati a Firenze non siate riusciti a tenere a bada la voglia di gustarvi un bel gelato.
Forse una volta davanti alla gelateria vi ha colto alla sprovvista un gusto di nome Buontalenti?
Forse vi sentivate un’anima in pena, scervellandovi su che tipo di gusto fosse? Si dà il caso che il gusto Buontalenti, il gelato cremoso e vellutato sia stato inventato da un famoso fiorentino del ‘500: Bernardo Buontalenti. La vita di Buontalenti, era strana e al contempo molto creativa. Fortuna ha voluto che dopo una disastrosa frana in cui ha perso la vita l’intera sua famiglia, e stato adottato dai Medici.
È diventato un allievo del Vasari, tra l’altro.
E sulla falsariga di grandi artisti di allora, anche lui è diventato un famoso architetto, pittore e scenografo degli allestimenti delle feste dei Medici.
Neanche in ambito gastronomico era sguarnito di talenti e così è diventato l’uomo che ha fatto esordire il gelato nelle gelaterie proprio come lo vediamo oggi, con il suo aspetto cremoso e vellutato
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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!COPERTINA frasi idiomnatiche 2