Il 12 luglio 1943, durante la Seconda guerra mondiale, la bellissima città di Agrigento fu colpita da un bombardamento anglo-americano devastante.
In quella giornata, le bombe piovvero sulla città come una grandinata d’odio e fuoco, lasciando dietro di sé oltre 300 morti e centinaia di feriti. Le case, le strade, la vita stessa degli abitanti furono travolti.
Ecco: se pensate alla parola intemperie, forse vi vengono in mente pioggia, neve, vento, temporali.
Tutti fenomeni atmosferici che possono danneggiare cose e persone.
Ma c’è un senso più profondo, più simbolico.
Quel giorno, possiamo dire certamente ad Agrigento, la popolazione fu esposta alle intemperie della guerra.
In questo caso possiamo dire che questo è un eufemismo, ma è interessante notare che questo è un termine molto adatto per essere usato in senso figurato.
Es:
Per anni sono stato esposto alle intemperie della vita.
Nella città colpita dal terremoto ci saranno 2 giorni di festa per dimenticare le intemperie del presente.
Un termine abbastanza generico, se vogliamo, ma molto adatto proprio per questo per indicare le difficoltà, gli ostacoli, le divergenze, anche di opinioni, che spesso causano guai di diverso tipo.
La parola significa “cattiva mescolanza”, almeno nelle sue origini latine, e indica uno “squilibrio” di elementi naturali come caldo e freddo, secco e umido. Si usa sempre al plurale ed è un termine femminile.
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Descrizione: Oggi vediamo alcuni verbi simili, ma in particolare due modi per sostituire il verbo impiegare usando i verbi metterci e volerci.
Alla fine dell’episodio proponiamo delle frasi di ripasso degli episodi precedenti formulate e registrate dai membri dell’associazione, dedicate alle cose inutili.
Se volete, saremo felici di avervi tra noi. Guardate tutti i vantaggi sulla paginadell’associazione.
Quando dovete fissare un appuntamento con una persona oppure quando dovete programmare qualcosa da fare con una persona, una frase colloquiale diffusissima che si usa in tutt’Italia è “come sei messo/a?”.
Es:
Giochiamo a tennis che ne dici?
Si, molto volentieri, quando?
Come sei messo lunedì prossimo?
La mattina non sono messo bene, ma il pomeriggio sono messo decisamente meglio!
Allora facciamo alle 16!
La frase:
Come sei messo per le 16?
ha un senso equivalente a:
Che ne dici se organizziamo per le 16? Sei impegnato? Hai da fare?
Se mi riferisco ad un periodo di tempo più ampio, tipo:
Come sei messo la settimana prossima?
È simile a dire:
Mi dici la tua disponibilità la settimana prossima? Quali giorni sei disponibile?
La risposta potrebbe essere:
La settimana prossima sono messo bene solamente lunedì.
Oppure:
Sono messo male, meglio tra due settimane!
Quando si è molto impegnati, un modo colloquiale per rispondere è:
Sono messo male
Sono messo malissimo
Non potrei essere messo peggio
C’è però un secondo modo di usare questa espressione.
Al di là del senso proprio della frase, che indica una posizione fisica, si usa per indicare la condizione fisica o condizione mentale o economica di una persona, specie quando questa condizione è negativa, quando una persona sta male, ha problemi fisici o psicologici evidenti o ha grossi problemi economici.
Ma stare male e essere messi male non sono la stessa cosa. Infatti essere messi male impedisce di fare qualcosa. È lì il focus. Non sul dolore o sulla malattia.
Es:
Non posso giocare più a tennis per almeno 6 mesi. Ho un polso messo malissimo.
Anche una parte del corpo pertanto può essere messa bene o male.
Con l’aumento del prezzo del gas, per molti italiani si mette male quest’anno!
Questa è un’espressione simile che abbiamo già trattato se ricordate.
Oggi però sono le persone a essere messe bene o male, a seconda delle loro condizioni, di qualunque tipo: economiche, psicologiche, fisiche. Inoltre come abbiamo visto, ci si può riferire anche alla disponibilità di tempo per fare qualcosa.
Vediamo qualche altro esempio:
Ieri sera Giovanni era completamente ubriaco. Era messo talmente male che oggi non ricorda nulla.
Essere messo male non è in questo caso come “stare male” perché non si vuole evidenziare la sofferenza fisica o psicologica, ma la difficoltà nello svolgere le normali attività quotidiane.
Mio fratello sta messo molto male perché non gli pagano lo stipendio da sei mesi.
Qui si parla delle condizioni economiche negative di mio fratello.
Mia figlia si è fidanzata con un ragazzo da qualche mese. I genitori sono messi molto bene. Calcolate solo che ogni volta fanno accompagnare il figlio dall’autista.
In questo caso le condizioni economiche sono ovviamente positive per il fidanzato di mia figlia.
Avrete sicuramente notato che ho usato sia il verbo stare (es. Sto messo proprio male) sia il verbo essere (sono messo male).
Potete sempre scegliere quale verbo usare, sappiate solamente che stare fa la frase più colloquiale.
Adesso il ripasso. Se siete messi male per mancanza di tempo, potete ascoltarlo o leggerlo più tardi.
Irina: ho letto sul giornale La Repubblica che si vogliono legalizzare i concorsi truccati!Questa notizia sicuramente solleverà un polverone in quelli che credono nel merito! Se inizia così, l’amministrazione pubblica fará acqua da tutti le parti!
“Nel momento in cui” si usa, come abbiamo visto (questo è uno degli utilizzi) parlando di ipotesi, possibilità, mentre “dal momento che” si utilizza per rappresentare la realtà.
In entrambi i casi c’è una conseguenza, nel primo caso ipotetica, nel secondo caso reale.
Es. Non ti amo più!
– Dice un ragazzo alla fidanzata –
La ragazza risponde al fidanzato:
Dal momento che non mi chiami più, esco con un altro!
Quindi si rappresenta un fatto, non ipotetico ma reale, perché il ragazzo ha detto che non ama più la fidanzata.
Lei ne prende atto e trae le conseguenze:
Allora esco con un altro!
Questa è una risposta del tutto equivalente.
Si potrebbe anche dire:
Visto che non mi ami più, esco con un altro!
Oppure più semplicemente:
Poiché non mi ami più, esco con un altro.
O, meno informale:
Considerato che non provi più nulla per me, esco con un altro uomo.
“Nel momento in cui” invece si usa con le ipotesi, dunque la cosa migliore è usare il congiuntivo, come se usassi “se”, “qualora” o anche “nel caso in cui”:
Il ragazzo dice:
credo che se un giorno non ti amassi più te lo direi subito.
La ragazza risponde:
Nel momento in cui dovesse accadere, mi troverei subito un altro!
“Dal momento che” ha comunque anche un uso proprio, infatti letteralmente indica un momento in cui accade qualcosa. Allora posso dire:
Dal momento che/in cui è nata mia figlia, ho smesso di fumare.
Questa frase può avere due significati:
A partire dalla nascita di mia figlia io non ho più fumato.
Oppure:
Ho smesso di fumare poiché è nata mia figlia.
Quindi il senso proprio è indicare un momento che è l’inizio di qualcosa (in questo caso si può anche dire “dal momento in cui” ) mentre come locuzione indica l’espressione di una conseguenza derivante da un fatto concreto.
Dal momento che Giovanni si trova in vacanza, sono io a registrare questo episodio, ma dal momento in cui tornerà, tornerete ad ascoltare la sua voce.
Nel momento in cui la sua vacanza dovesse proseguire, allora ci risentiremo con piacere.
È adesso ripassiamo qualche episodio precedente e poi per membri dell’associazione cerchiamo di rispondere a 10 domande su questo episodio. Nel momento in cui doveste sbagliare qualche risposta potrete ascoltare nuovamente l’episodio.
Anne: pare che la vacanza in Francia di Giovanni e famiglia sia stata bellissima.