Male che va


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Trascrizione

Ciao ragazzi benvenuti su italianosemplicemente.com. Io sono Giovanni, il vostro professore di italiano, ma sono un professore speciale, non come gli altri perché non arriva mai il giorno dell’interrogazione :-=)

Da quando è iniziata l’avventura di italiano semplicemente, nel 2015, molte persone che ringrazio di cuore, dedicano il loro prezioso tempo ad ascoltare italiano semplicemente ed io non li ho mai interrogati. Scherzi a parte, l’espressione di oggi è “male che va“. Tre parole: male, che, va.

Anche questa come tante altre espressioni che abbiamo già visto è molto utilizzata in famiglia e tra amici. Potete usarla comunque anche tra colleghi ed al lavoro in generale, non c’è nulla di male. Non si usa allo scritto però. Per questo motivo difficile trovare uno straniero che conosca il significato di “male che va”.

Analizziamo intanto le parole.

Male è il contrario di bene. È una parola che si usa in molti contesti diversi,

Come stai?

Male!

Non è una risposta molto comune ma potrebbe accadere di chiedere ad un amico “come stai” e lui risponda: male.

Nel caso le cose non vadano molto bene è comunque più comune incontrare risposte tipo :

Non molto bene!

Potrebbe andar meglio!

Insomma!

Ad ogni modo questo è uno dei modi di usare la parola male.

“Il male” invece, è anche l’opposto di “il bene” quindi possiamo dire che :

Il fascismo è il male assoluto

Il bene vince sempre sul male

Poi si usa spesso anche quando si descrivono dei comportamenti o si dà una valutazione o un giudizio su cose e persone:

Non c’è niente di male nel bere un bicchiere di vino.

Si è comportato molto male con me.

Invece in questo caso la parola “male” fa parte di una espressione, una locuzione che ha un significato preciso se letta tutta assieme.

“Male che va” contiene il verbo andare: va.

Se mi chiedi: come va? Come vanno le cose? Come andiamo? Io potrei rispondere: va male!

Invece l’espressione “male che va” non significa che c’è qualcosa che va male, ma che c’è qualcosa che potrebbe andare male a seguito di una nostra azione. Non è detto però che la nostra azione avrà conseguenze negative. Non è detto che andrà male. Se però andasse male, se le cose dovessero andar male, questo esprime l’espressione, non va poi così male. Se dovesse andar male infatti abbiamo due scelte.

Prima possibilità: diciamo cosa succederà. Dobbiamo esprimere la conseguenza di una azione. Questa cosa deve essere la peggiore possibile delle conseguenze, e non essere proprio una brutta cosa, altrimenti non si deve usare questa espressione.

Esempio:

se avete mal di testa provate a bere una camomilla. Male che va avete sprecato una bustina di camomilla.

Questo significa che in caso di mal di testa ci possono essere diverse possibilità per farlo passare. Tra le varie possibilità si potrebbe provare a bere una camomilla. Non si sa se avrà effetto. Non si sa se il mal di testa passerà? Beh, ad ogni modo se non dovesse funzionare cosa abbiamo perso? Male che va, cioè anche se dovesse andar male, in quel caso potremmo anche provare un altro rimedio. Non avremmo perso nulla. Al massimo avremmo sprecato una bustina di camomilla. Ma questa non è una cosa grave, possiamo quindi provare, non ci costa nulla non è vero? In definitiva provare non costa nulla.

Secondo esempio:

Sono un ragazzo timido e mi piace molto una ragazza. Un mio amico mi dice:

Beh cosa aspetti a farti avanti? Cosa aspetti a dirle che ti piace? Male che va ti dice di no e per te non cambierà nulla.

Anche in questo caso “male che va” viene utilizzato per proporre una conseguenza di una azione. Se il ragazzo si facesse avanti, se si dichiarasse con la ragazza che le piace, la peggior cosa che potrebbe accadere è che la ragazza dirà: no, non mi piaci.

Questa possibilità non sarebbe una tragedia. In fondo se non le dirai nulla otterrai lo stesso risultato o sbaglio? A questo punto ti conviene dirle che ti piace, perché male che va, lei ti dirà che non le piaci. Non mi sembra una tragedia.

Ancora una volta quindi si tratta di una azione che non è sconveniente, perché le cose potrebbero andar bene, molto bene. Ed anche se dovessero andar male non andranno così male. I vantaggi potenziali superano gli svantaggi.

Seconda possibilità: se le cose dovessero andar male, non solo non sarà molto grave, ma posso anche tentare una alternativa. Anche questo è un modo di usare “male che va”.

Esempio:

se avete mal di testa provate a bere una camomilla. Male che va puoi prendere un antidolorifico.

Quindi anche in questi caso si sta dicendo che potrebbe andar male, e in questo caso possiamo provare una seconda soluzione: prendiamo un antidolorifico.

Analogamente, se abbiamo sempre lo stesso ragazzo timido di prima:

Beh cosa aspetti a farti avanti? Cosa aspetti a dirle che ti piace? Male che va potrai provare con un’altra ragazza.

anche in questo caso si sta dicendo, come prima, che potrebbe andar male, e in questo caso possiamo provare una seconda soluzione: trovare un’altra ragazza. Ancora una volta si usa “male che va” prima di presentare una alternativa.

Notare bene che in questo secondo caso potete anche utilizzare “al limite“, locuzione che abbiamo già spiegato sulle pagine di italiano semplicemente.

Questo significa che spesso, nel caso di alternative, potremmo avere il dubbio: usiamo “al limite” oppure “male che va”? Dipende.

Ad esempio: domani andiamo al mare se non pioverà. Al limite, dovesse piovere, come alternativa porremmo andare a pranzo fuori.

In questo caso “al limite” significa: come alternativa, come estrema soluzione. In questi casi possiamo tranquillamente usare “male che va”.

Invece, se siamo nel primo caso “male che va” è più adatto di “al limite” , perché come abbiamo visto male che va in questo primo caso si usa per prospettare la conseguenza peggiore possibile che però non è una cosa grave.

Prova ad assaggiare il caffè senza zucchero. Male che va lo puoi sputare.

In questo caso male che va è sicuramente più adatto.

Potremmo anche usare “al limite” , e potrebbe capitare di ascoltare frasi di questo tipo, ma non si fa normalmente, perché “al limite” nasce per presentare delle alternative.

In definitiva “male che va” rispetto a “al limite” si può usare sia per presentare un’alternativa (come “al limite”) qualora la prima soluzione non funzionasse, sia per presentare i vantaggi di una azione, di una soluzione, che anche se non funzionasse le conseguenze negative non sarebbero gravi.

Adesso continuo la mia passeggiata salutare quotidiana. Circa 10 km, non li ho contati ma male che va saranno nove.

Un saluto a tutti e un grazie per l’ascolto. Grazie anche a tutti i donatori di italiano semplicemente, che ringraziano attraverso una donazione ed io, da qualche tempo a questa parte, ringrazio attraverso un episodio, una puntata speciale dedicata al loro paese. Il prossimo sarà dedicato agli argentini, con una puntata speciale che riguarda una famosa bevanda. In quell’occasione ripassiamo ben 29 espressioni idiomatiche, 29 espressioni che vi ho già spiegato e che trovate sul sito ma che non fa mai male ripassare, perché come sapete repetita iuvant.

Ciao a tutti.

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