n. 37 – TOCCA A TE – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

Emanuele: dai papà, quando tocca a me?

Giovanni: Tocca a te! Adesso tocca a te! Cosa aspetti? Sbrigati che tocca a te!

Se avete già incontrato queste esclamazioni, probabilmente sapete che “tocca a te” vuol dire “è il tuo turno”, è arrivato il tuo turno.

Significa che si sta facendo un’attività che coinvolge più persone e che queste persone si alternano, cioè fanno a turno, una volta ciascuno. Quindi tocca ogni volta a persone diverse.

Allora quando arriva il turno di una persona, quando arriva il momento in cui una persona è chiamata ad intervenire, a giocare o altro, si può dire “tocca a te“, “adesso tocca a te“, rivolgendosi a questa persona.

Si tratta di un modo informale di comunicare, non adatto ad occasioni più importanti, comunque il verbo “toccare” è interessante.

A chi tocca? Tocca a me? Oppure a te?

Toccare potremmo sostituirlo con spettare, più formale, o competere (ancora molto formale) ma non è esattamente la stessa cosa. Spettare indica più un obbligo, una competenza specifica.

Di solito si parla di responsabilità ed obblighi. Se spetta a me fare qualcosa, devo farlo io, è una mia competenza, una mia responsabilità.

A chi spetta oggi lavare il bagno? Dovrebbe spettare a Giovanni.

Ecco, invece toccare è solo una questione di alternanza, di turno. Non di responsabilità.

Lo usano spesso i bambini quando giocano e fanno una cosa ciascuno, alternandosi: prima uno, poi un altro, poi un altro ancora.

In realtà a livello informale i due verbi toccare e spettare a volte finiscono per confondersi. Attenzione però:

Oggi mi tocca lavare i piatti.

Questa frase indica un peso, qualcosa che devo fare ma proprio non ho voglia di fare. “Mi tocca” non significa “tocca a me” , non è una questione di turno, ma di voglia!

Se dobbiamo lavare i piatti una volta ciascuno, la frase più formale sarebbe:

oggi spetta a me lavare i piatti.

Ma qui c’è la responsabilità. Non è piacevole lavare i piatti.

Più informalmente:

Oggi tocca a me lavare i piatti

Ma se voglio sottolineare che non ne ho voglia posso dire:

Oggi mi tocca lavare i piatti.

Volendo posso aggiungere: che pizza! Che noia! E altre frasi di questo tipo!

Adesso vi tocca avere pazienza e ascoltare un altro esempio di questo tipo.

Lunedì prossimo mi toccherà tornare al lavoro. Uffa!

Ricordate che non potete usare “mi tocca”, “ti tocca” eccetera per cose gradevoli e positive.

Infine “mi tocca” , fate attenzione, può anche significare che stiamo parlando di una cosa per me “toccante“, cioè commovente, che mi fa piangere. Ma questo lo vediamo un’altra volta.

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L’inizio e la fine di ogni episodio dei due minuti con italiano semplicemente servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione.

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