240 – Come rimaniamo?

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Quando incontriamo una persona e con questa persona c’è un rapporto di lavoro oppure si sta facendo qualcosa insieme, spesso si prendono degli impegni con l’altro, magari prima del prossimo appuntamento, prima del prossimo incontro.

In questo caso le persone che si incontrano hanno ciascuno il suo compito e c’è bisogno che ognuno faccia qualcosa. Spesso l’attività di uno è necessaria o indispensabile a quella degli altri.

Alla fine dell’incontro quindi, per ricordare agli altri le cose da fare si può dire:

Allora, come rimaniamo?

Come rimaniamo per la prossima volta?

Rimaniamo così: io telefono a Giovanni, poi ti chiamo e ti informo, ok?

Come eravamo rimasti l’ultima volta?

Esempio di Risposta:

Eravamo rimasti che dovevamo inviare i nostri file al coordinatore e poi il coordinatore inviava il documento finale a tutti noi.

Insomma: “come rimaniamo” è come dire: “ricapitoliamo le cose da fare”, “quali sono le prossime cose da fare?”

Attenzione perché se parlo al passato: “come eravamo rimasti” è diverso da “dove eravamo rimasti“, si tratta di due domande differenti. Con la prima domanda (come) vogliamo ricordare gli impegni che avevamo preso, mentre con la seconda (dove) si vuole solo ricordare il punto in cui ci siamo lasciati: cosa stavamo facendo? A quale punto eravamo arrivati?

Ovviamente usare rimanere in questo modo fa parte del linguaggio informale, nel linguaggio parlato più che altro.

In questo caso difficilmente si sente usare il verbo restare, come si fa solitamente quando si parla di luoghi: “io resto qui” equivale a “io rimango qui”, quindi restare e rimanere solitamente si usano allo stesso modo ma se lo usiamo nel modo in cui lo abbiamo visto oggi si usa quasi sempre rimanere. Al passato è brutto infatti sentire:

Come eravamo restati?

Molto meglio rimanere.

Al presente invece restare si usa abbastanza di frequente:

Come restiamo? Vogliamo restare che ci riaggiorniamo domani? Restiamo così allora!

A domani. Ma prima ripassiamo.

Ulrike (Germania):

Quale membro dell’associazione italiano semplicemente fin dall’inizio della rubrica “due minuti con italiano semplicemente” mi sono prefissa di partecipare ogni tanto con un ripasso delle espressioni precedenti. Anche oggi do seguito a questo mio proposito. Laddove qualcuno di voi non se la sentisse di seguire, che volete, me ne farei una ragione , ognuno decida per sè come ingranare con una lingua straniera. Io comunque in virtù d’un miglioramento della conoscenza della lingua italiana, continuerò a rispolverare le parole passate con qualche frase di ripasso. Come ho appena fatto, appunto.

– – –

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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