Il predellino – POLITICA ITALIANA (Ep. 2)

Il predellino

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Nella politica italiana si sente abbastanza spesso parlare del predellino, un termine che anche se tradotto in altre lingue non aiuta certamente a capire.

Infatti il predellino è semplicemente uno scalino, un gradino sul quale si poggia il piede per salire su una carrozza, su un treno o un altro veicolo.

Esistono anche i predellini intesi semplicemente come gradini, per rialzarsi, usati ad esempio dalle persone anziane, che non possono usare una normale scala.

Uno di questi predellini divenne famoso in Italia, quando, nel 2007, accadde che Silvio Berlusconi, uomo politico e imprenditore italiano molto famoso, salì proprio sul predellino della sua automobile e appoggiò le mani sul tetto della macchina.

Non era in realtà un vero predellino, ma lo usò proprio a questo scopo: per andare più in alto.

Non salì quindi sul predellino per entrare nell’automobile, bensì per stare ad un’altezza maggiore, affinché tutti intorno a lui potessero vederlo.
Si trovava in una piazza di Milano molto famosa, nel centro della città, e fece un annuncio: annunciò la nascita di un nuovo partito politico: il popolo delle libertà.
Questo annuncio venne fatto non durante un congresso, una riunione di partito, e neanche ospite di una trasmissione televisiva.

Berlusconi preferì invece farla in mezzo alla sua città, in mezzo alla gente che lo acclamava.

Da quel giorno il termine predellino viene usato molto spesso nel linguaggio della politica e quel discorso è ricordato come “il discorso del predellino“.

Oggi, ogni volta che un personaggio politico fa un importante annuncio in pubblico, non quindi all’interno dei palazzi della politica, si parla sempre di discorso del predellino, oppure si fanno confronti con quel famoso annuncio del 2007 fatto da Silvio Berlusconi. In genere se ne parla con toni ironici, per prendere in giro il politico protagonista di volta in volta.

Può capitare di incontrare il termine “predellino” o la frase “salire sul predellino”.

Sappiate quindi che si tratta sempre di quel discorso del 2007, o anche volendo di un’altra dichiarazione politica importante, che può essere la nascita di un nuovo partito o una nuova leadership; ma la cosa che conta è che questa dichiarazione viene fatta fuori dai luoghi istituzionali ma in mezzo alla strada, con l’obiettivo probabilmente di apparire più vicini ai bisogni della gente.

 

Il Colle – POLITICA ITALIANA (Ep. 1)

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Trascrizione

Benvenuti in questa nuova rubrica di Italiano Semplicemente, dedicata questa volta alla politica italiana. Sono moltissimi i termini e le espressioni da spiegare e che spiegheremo perché potrebbero risultare abbastanza difficili da capire.

In campo politico poi nascono continuamente neologismi e nuove espressioni.

Iniziamo dal “Colle“. I non madrelingua sicuramente conoscono la collina, che sta in mezzo tra la pianura e la montagna. Si tratta comunque di un rilievo, diciamo di medie proporzioni: non molto grande, non come la montagna, non così in alto. Il colle sta dunque più in alto rispetto al terreno circostante ma più bassa delle montagne.
Il colle è abbastanza simile alla collina, ma quando si parla di un colle, questo colle generalmente ha sempre un nome, o perché è l’unico colle di quella zona territoriale, o anche perché è noto per qualche motivo.

La città di Roma è a volte detta anche “il Colle“. Così viene chiamata volte. Non è un caso che, molto più frequentemente Roma è chiama “la città dei sette colli“.
Infatti a Roma ci sono sette colli famosi. Ognuno di questi ha un nome.

Ma cosa c’entra la politica?

C’entra, perché su uno dei sette colli di Roma sorge il palazzo che è sede del Presidente della Repubblica Italiana. Questo palazzo si chiama “Quirinale” e anche il colle sul quale si trova questo palazzo ha lo stesso nome. E’ evidentemente considerato il colle più importante, visto che viene persino detto “il Colle” nel linguaggio giornalistico politico.
Vi dirò di più: la stessa presidenza della Repubblica viene indicata con questo nome: il Colle, che a questo punto, considerata l’importanza, va scritto con l’iniziale maiuscola: la “C” maiuscola.

Questo significa che spesso si legge:

Il Colle ha deciso di formare un nuovo governo (cioè la presidenza della Repubblica lo ha deciso)

Per il Colle bisogna iniziare subito il dialogo politico

Il presidente del Consiglio sale oggi al Colle (vuol dire he va al Quirinale, entra nel palazzo del Quirinale)

Il prossimo anno ci saranno le elezioni al Colle

Quindi ci si riferisce a volte al palazzo, altre volte alla presidenza come istituzione.