Accadde il 16 dicembre: il verbo rimuovere

Il verbo rimuovere (scarica audio)

Trascrizione

L’impresa di oggi è trovare un contesto storico italiano collegato al 16 dicembre che si possa collegare alla spiegazione del verbo rimuovere.

Beh in realtà il verbo è talmente usato che non si fa fatica ad adattarlo a qualunque evento

Prendiamo allora la giornata nazionale dello spazio, una ricorrenza che si celebra in Italia proprio il 16 dicembre.

Questa giornata è stata istituita per ricordare un evento emblematico nella storia scientifica italiana: il lancio del San Marco 1, il primo satellite artificiale italiano.

Fu un traguardo importante per l’Italia, quindi si deve ricordare questa giornata speciale, o, se vogliamo non bisogna rimuoverla dalla memoria.

Ecco che ho usato senza difficoltà il verbo rimuovere.

È un verbo che si usa sia in senso materiale che figurato.

In senso materiale “rimuovere” significa togliere qualcosa da un luogo perché non serve più o perché deve essere sostituito e perché lì non ci deve stare.

Provate a parcheggiare la vostra auto al centro di un Incrocio. Tempo mezz’ora e arriverà il carroattrezzi per rimuovere la vostra automobile.

Questa è una rimozione nel senso materiale del termine.

In pratica significa portare via qualcosa.

In una stanza si possono rimuovere dei quadri che non piacciono più per far posto a dei nuovi quadri o a un mobile.

Questo uso indica il gesto fisico di spostare quegli oggetti ,portar via quei quadri.

In una casa o in una stanza, puoi rimuovere un mobile per creare più spazio o perché stai cambiando arredamento. Qui “rimuovere” indica ancora lo spostare o togliere qualcosa da dove si trova per un motivo pratico o funzionale.

In un documento o testo, puoi rimuovere una frase che non è corretta o non è più necessaria.

Questo uso è tipico quando si lavora con testi scritti o computer: rimuovere significa cancellare o eliminare parti di testo per rendere la comunicazione più chiara.

In un computer o nel telefono, puoi rimuovere un’applicazione quando non la usi più o quando occupa troppo spazio. Anche qui si tratta di eliminare qualcosa di superfluo o indesiderato.

Non sempre pertanto si tratta di qualcosa di tangibile.

In tutte queste frasi, parliamo dell’eliminazione di qualcosa da una posizione perché non serve più o per fare posto a qualcosa di diverso.

Poi si può rimuovere un post su Instagram o facebook o su X, post che può essere rimosso anche dopo un reclamo o una denuncia.

Anche queste sono rimozioni.

Ma è interessante anche quando, come nel caso della giornata nazionale dello spazio, usiamo il verbo rimuovere nel senso di ricordare o dimenticare qualcosa.

In questi casi, ci sono occasioni in cui il verbo si usa senza specificare il riferimento alla memoria.

Vediamo meglio.

Poco fa ho detto che non sì vuole rimuovere dalla memoria questo evento accaduto il 16 dicembre.

Quindi ho specificato, poiché ho detto “rimuovere dalla memoria“.

Questo non è chiaramente un uso materiale. Se dico che voglio rimuovere qualcosa dalla memoria intendo allontanare dalla coscienza, cercare di non ricordare, mettere da parte mentalmente. Questo uso è molto comune in italiano.

L’azione di rimozione riguarda i ricordi.

In questi casi, l’italiano permette di sottintendere il complemento, cioè di non specificare che cosa viene rimosso, perché il contesto lo rende evidente. Per questo è del tutto naturale dire semplicemente:
Ho rimosso.”

In una frase del genere, l’ascoltatore italiano capisce che non si tratta di un oggetto fisico, ma di qualcosa di mentale: un ricordo, un pensiero, un evento spiacevole. Rimosso cosa e da dove? Si parla implicitamente di un ricordo rimosso “dalla memoria”.

Questo uso è particolarmente frequente quando si parla di esperienze dolorose, traumi, delusioni o episodi che si preferisce non rivivere. Oppure eventi che occorre ricordare perché è importante non rimuoverli dalla memoria.

Per esempio, se qualcuno racconta un episodio difficile della propria vita e conclude dicendo che oggi non ci pensa più, può aggiungere:
Ormai ho rimosso”.

Qui nessuno sente il bisogno di chiedere cosa abbia rimosso: è chiaro che si parla di un ricordo.

Questo fenomeno è importante per chi studia l’italiano, perché mostra come il verbo rimuovere possa funzionare anche in modo assoluto, senza complemento espresso, quando il contesto è psicologico o emotivo.

In questi casi, “rimuovere” non significa semplicemente dimenticare in modo passivo, ma compiere, o tentare di compiere, un’azione volontaria di allontanamento mentale.

Ed è proprio questo che rende il verbo particolarmente adatto anche quando si parla di memoria storica, commemorazioni o ricorrenze come la Giornata nazionale dello spazio: ricordare un evento significa anche decidere di non rimuoverlo, cioè di non lasciarlo scivolare nell’oblio (di cui abbiamo parlato in occasione dell’episodio del 5 agosto della rubrica “accadde il”) , un oblio individuale o collettivo.

Concludo l’episodio con due esempi che vi aiuteranno a ricordare meglio l’uso del verbo rimuovere.

Dopo anni di silenzio, ha deciso di raccontare quell’episodio della sua infanzia: fino a quel momento (lo) aveva semplicemente rimosso.

Dopo la sconfitta nel derby, ha spento il telefono, evitando gli amici per due giorni. Ora dice che non ricorda più. Sostiene di aver rimosso…

30 – I verbi professionali: CASSARE

Il commento audio di Ulrike, membro dell’associazione

Trascrizione

CASSARE è veramente un verbo particolare, che è stato scelto perché fa parte di quella categoria di verbi che potremmo inserire nella categoria “burocratese”, quel linguaggio pseudo-tecnico che si usa molto nelle comunicazioni di lavoro.

Non possiamo parlare di cassare come un verbo formale. Il problema è che la maggior parte di voi, dei membri dell’associazione, in realtà, non l’avrà mai sentito prima d’ora. Quello che potrebbe venire in mente è che cassare abbia un legame con la cassa…. (continua)

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Annullare, eliminare e cancellare

Audio

E’ possibile leggere ed ascoltare e/o scaricare il file audio di questo episodio in formato MP3 tramite l’audiolibro (+Kindle) in vendita su Amazon, che contiene in tutto 54 espressioni italiane e 24 ore di ascolto.

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Trascrizione

Gianni: Buongiorno a tutti i membri della famiglia di Italiano Semplicemente, oggi sono qui con Khaled che mi ha fatto una domanda alla quale oggi vorrei rispondere.

Khaled: ciao Gianni. Qual è la differenza tra annullare, eliminare e cancellare? Puoi spiegarmi la differenza? Penso che tutti più o meno abbiano lo stesso significato, ma si usano in contesti diversi, vero?

Gianni: Ciao Khaled. Non hai torto Khaled. Grazie della domanda innanzitutto. Parlaci di te Khaled. Di dove sei?

Khaled: Sono egiziano e sono studente alla facoltà di lingue Al Alsun di Ain shams.

In effetti sono termini abbastanza simili. Quello che possiamo fare in questo episodio sono due cose. La prima cosa è dire quali sono le differenze nel significato tra questi tre termini. La seconda cosa da fare è dire quando si usano ciascuno dei termini, quali sono perciò i contesti, come hai detto tu, in cui ciascuna delle tre parole si usa e si preferisce alle altre due.

Cominciamo a dire le differenze, seppur piccole, nel significato, e contestualmente facciamo degli esempi per far capire bene quando usare l’uno o l’altro termine.

Cominciamo da ELIMINARE. eliminare significa, per usare altri verbi simili, escludere, scartare, far scomparire. Se una cosa viene eliminata, viene fisicamente eliminata. Pertanto l’eliminazione si utilizza quando si parla di oggetti, di cose tangibili. Ad esempio:

eliminare un file da un computer“. In questo caso prendiamo questo file, lo selezioniamo con il mouse e lo eliminiamo. Prima il file era nel nostro computer, dopo averlo eliminato non c’è più.

Khaled: in questo però possiamo anche utilizzare il verbo CANCELLARE vero?

Gianni: Sì, infatti anche cancellare va bene, ma cancellare pone maggiormente l’accento sull’operazione manuale che si fa per eliminare il file dal computer. Cancellare significa innanzitutto coprire con un tratto di penna o in altro modo le parole di un testo scritto affinché non si leggano più. Questo è il primo significato di cancellare.

Se ho una lavagna ad esempio, dove scrivono normalmente con un gessetto gli studenti e soprattutto i professori durante una lezione, per poter pulire la lavagna e scrivere altre cose occorre cancellare ciò che è stato scritto in precedenza, quindi in questo caso cancelliamo quello che c’è scritto sulla lavagna, prendiamo cioè il “cancellino“, lo appoggiamo sulla lavagna e cancelliamo.

gessetti
I gessetti

Cancellare quindi è l’operazione che si fa per eliminare un testo scritto. Inoltre eliminare è un po’ più forte come termine, perché è un verbo che si usa anche in sostituzione del verbo “uccidere”. Se vogliamo far sparire fisicamente qualcosa o qualcuno, possiamo usare il verbo eliminare.

cancellino_e_gessetti
Il cancellino, i gessetti e la lavagna

Quindi si elimina un file dal computer, si eliminano i nemici, o anche si eliminano gli avversari nello sport, nelle competizioni sportive: eliminare si usa molto nello sport. Se in semifinale della Champions League Il Real Madrid si scontra con il Barcellona, una delle due squadre vincerà e giocherà la finale, mentre l’altra squadra verrà eliminata.

Allo stesso modo si possono eliminare i kilogrammi in eccesso se facciamo una dieta, e possiamo eliminare anche una sostanza nociva dall’organismo.

Khaled: e cosa possiamo cancellare invece? Solo le scritte?

Gianni:  Beh in realtà il verbo cancellare si usa anche in molte frasi col significato di ripristinare una situazione precedente. Così come una lavagna torna pulita quando la cancelliamo, allo stesso modo possiamo cancellare una offesa che ci viene fatta. Se una persona ti offende, cioè ti insulta per cancellare l’offesa c’è un solo modo.

Khaled: e qual è?

Gianni: le offese si cancellano col sangue! In molti film potreste ascoltare una farse del genere: devo cancellare l’offesa che mi è stata fatta col sangue!

Comunque si usa molto anche “cancellare dalla memoria”. In questo caso la memoria, cioè tutto ciò che noi ricordiamo, può essere cancellata proprio come una parola, proprio come una lavagna. Puliamo la memoria, quindi cancelliamo qualcosa dalla memoria. In questo caso quindi meglio usare cancellare che eliminare.

Posso usare cancellare anche in altro modo: “cancellare una visita”, “cancellare un appuntamento”, “cancellare una prenotazione”, “cancellare un volo di un aereo”. In tutti questi casi se ci pensi bene è come se qualcosa fosse stato scritto e poi è stato cancellato: un appuntamento infatti puoi scriverlo sulla tua agenda, così come una visita medica e anche una prenotazione di un hotel o di un ristorante. Prima la prenotazione si scrive, poi si cancella. In questo caso cancellare è più simile al verbo ANNULLARE. Se c’è ad esempio uno sciopero dei piloti, se cioè i piloti, cioè coloro che guidano gli aerei, decidono di scioperare, cioè di non lavorare per uno o più giorni, i voli degli aerei devono essere cancellati  o annullati.

Si legge spesso ad esempio “a causa dello sciopero dei piloti, sono stati cancellati tutti i voli nazionali”. Anche in questo caso l’uso di cancellare è del tutto corretto. Annullare è più tecnico. Annullare significa dichiarare nullo, privare di ogni effetto e di validità. Una cosa annullata non è più valida.

Quando si utilizza annullare quindi si sta parlando di una decisione presa e spesso c’è di mezzo una autorità o un documento scritto. Ad esempio si annulla un ordine, ad esempio l’ordine di un comandante di un esercito. In questo caso l’autorità è rappresentata dal comandante.

Si può annullare una disposizione, cioè una decisione presa da un giudice ad esempio, e per fare questo si utilizza un documento scritto, un atto ufficiale quindi. Posso annullare un testamento, ed anche il testamento è un documento scritto. Un’altra cosa che si può annullare è un contratto, ed anche un matrimonio è annullabile. Il matrimonio in fondo è un contratto.

Allo stesso modo posso anche annullare una nomina ed anche una elezione. In tutti i casi si tratta sempre di cose ufficiali, di cose importanti. Però si può anche annullare un compito fatto da uno studente o una intera prova d’esame. Posso annullare un concorso pubblico: Per annullare un concorso, che poi equivale ad una prova d’esame, occorre redigere un documento e anche elencare le motivazioni che stanno a base dell’annullamento. Non è una sciocchezza. 

Khaled: e se annulliamo un gol a Francesco Totti?

Gianni: bravo, possiamo annullare anche un gol, e quando annulliamo un gol il gol non è più valido. E chi è che annulla il gol?

Khaled: l’arbitro?

Gianni: eh sì, infatti è l’arbitro l’autorità in questo caso.

Spero di aver chiarito i dubbi su questo Khaled.

Khaled: perfetto grazie!

Gianni: ciao a tutti

Khaled: grazie Gianni, ci vediamo al prossimo episodio di Italiano Semplicemente.